Lo PseudoSauro

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27 agosto 2010

Macheccefrega....

Da TgCom apprendiamo che "Hitler era ebreo e nordafricano". Chi avesse mai perduto il sonno - per 60 anni - a causa dell'atroce dubbio, puo' finalmente dormire sonni tranquilli. In realta' si tratta di una vera novita', anche se non nel senso che intenderebbero gli interessati estensori del curioso esperimento che, tra l'altro, sara' sicuramente costato fior di quattrini; e, l'esperienza insegna, difficilmente vengono investiti denari in cause apparentemente cosi' poco produttive. Quale sara', dunque, il ritorno pratico di questa operazione ideologica ben occultata da una veste scientifica? Probabilmente il disattivare un serio rischio per l'instaurando Nuovo Ordine Mondiale, ovvero, la rilettura della storia del Novecento in una chiave appena un po' meno manichea di quella imposta dai vincitori della IIa Guerra mondiale; e, come siamo ormai avvezzi a sentire da decenni: "combattere il sempre risorgente antisemitismo". Morale: Hitler era ebreo pure lui, quindi mettiti il cuore in pace e lascia perdere il "giustificazionismo".

Argomenti come: Nazionalsocialismo, Fascismo ed altri Mali assoluti assortiti, vengono raramente affrontati da "storici" e "scienziati" se non con il preciso scopo di mostrare la crudelta' di quei regimi rapportata alla bonta' della Democrazia vigente; una crudelta' certificata da loro stessi e che e'poco igienico contestare scientificamente nel cosiddetto "Mondo libero". Ci si deve dunque fidare della "scienza", anche quando non ci vengono mostrati i documenti... del resto, chi potrebbe essere tanto maligno da sospettare che, sconfitti i fascismi, ci sia ancora chi abusa della propaganda? Noi non viviamo in un sistema politico totalitario, almeno, cosi' ci viene insegnato; ecco perche' ci dobbiamo fidare: perche', se cosi' non fosse, non avremmo alcuna alternativa politica che non sia assimilabile a qualche "Male assoluto", e come tale, vietato per legge in tutto il sunnominato "Mondo libero". Nel Nuovo Ordine Mondiale siamo infatti tutti liberi... liberi di essere antirazzisti, antifascisti, egualitaristi, etc. In caso contrario la nostra liberta' ci viene ritirata per indegnita' morale. E, di grazia, se in un mondo democratico si puo' solo essere democratici, perche' prendersela tanto con mondi, come quello sovietico, nel quale tutti erano liberi... di essere comunisti?

La pretesa ebraicita' - e "nordafricanita'" - di Adolf Hitler, serve dunque a questo, puntellare un edificio pericolante: l'Antifascismo mondiale, le cui contraddizioni emergono ormai spontaneamente fino a minare la legittimita' morale di quelle forze che - dicono - ci stanno traghettando verso il paradiso in terra. Ora che questo "paradiso" e' ormai alla vista - e non pare differire poi molto da quello sovietico - sempre piu' persone si stanno convincendo di essere state ingannate. Di qui la decostruzione dei miti antifascisti, fino alla rivalutazione dei dittatori visti come consapevoli difensori di un'Europa assediata da Est e da Ovest; il che, almeno col senno di poi, e'un fatto difficilmente contestabile. Ecco allora qualche ragione per cui sparlare di Hitler, a 65 anni dalla sua morte, puo' ancora pagare. Ma e' il rovescio della medaglia ad essere la vera notizia; infatti gli argomenti usati dagli "scienziati", ben lungi dal chiudere una falla, aprono autentiche voragini nell'edificio ideologico la cui integrita' vorrebbero invece preservare.

1) Se esiste un test genetico in grado di rilevare l' "ebraicita'" di Tizio e Caio significa che le "razze" esistono e che le differenze tra loro sono scientificamente misurabili anche con i mezzi della biologia molecolare. Esisterebbe quindi la "razza ebraica"... e perche' non quella "ariana"? Per la biologia classica - basata sull'osservazione sensoriale - l'evidenza era tale che non sussisteva nemmeno dibattito scientifico; tutta la dialettica si avvitava intorno a questioni fisiologiche piu' o meno concretamente commensurabili. E' stato proprio con l'avvento della genetica molecolare che la specie umana e' divenuta ideologicamente razza, in ragione dell'osservazione che gran parte del patrimonio biologico umano sarebbe identico per tutti gli individui. Come nascondere il proverbiale ago nel pagliaio pretendendo di fare scomparire anche il pagliaio; infatti, mentre tutti sono dotati di almeno 5 sensi, solo pochi possiedono un microscopio atomico; e certamente, ancora meno ne sanno trarre qualche risultato profittevole. Una volta demonizzata la percezione sensoriale, ne consegue che gli unici autorizzati ad esprimersi sulle "differenze" siano gli scienziati; non tutti, naturalmente, solo quelli che seguono la linea. Loro ci devono spiegare chi e' bianco e chi nero; chi e' maschio e chi femmina, affinche' la nostra fallace percezione sensoriale non ci porti fuori strada.

E' difficile distinguere la linea di confine tra scienza e ideologia, in quest materia; e cio', perche' uno dei cardini del Nuovo Ordine Mondiale costituito, e' proprio l'eguaglianza biologica dell'uomo. Quell'eguaglianza incarnatasi in tre secoli di rivoluzioni liberali e sovietiche, che nemmeno il Razionalismo illuminista riusci' mai, seriamente a minare. Tutto starebbe a definire se una differenza cosi' infinitesimale nel DNA dei diversi gruppi umani corrisponda, o meno, ad una differenza altrettanto infinitesimale nell'individuo. Ove questa differenza genetica si esprimesse attraverso grandezze maggiori nella fisiologia, la biologia molecolare non farebbe altro che confermare la biologia mendeliana. Tra gli scienziati seri - non tra gli ideologi - tutti hanno sempre saputo che questo e' un fatto; un fatto che e' meglio confinare agli studi specialistici onde non perdere la "liberta'" di ricerca... Un punto a favore dei fascismi che pretendevano di fondare la loro politica razziale su evidenze scientifiche che sono state derise per tutto il dopoguerra. Derise ufficialmente, ma studiate ufficiosamente. Considerazione non da poco, questa, in quanto l'attuale politica mondialista si basa ancora sulla negazione del problema razziale: dicasi "negazione", non "rimozione"; infatti, non e' infrequente che cittadini europei vengano tutt'ora arrestati perche' inclini a manifestare idee "razziste". Che nel ML qualcuno possa essere incarcerato per le sue idee, non e' certo una buona pubblicita'... ancor piu' se, dati alla mano, si rileva come tutta la dissidenza sovietica nel dopoguerra rappresenterebbe solo una frazione percentuale dei "razzisti" arrestati in occidente: soprattutto nella Germania occidentale; si noti: "razzisti" che non hanno commessa altra violenza se non la manifestazione di una loro precisa convinzione. Che ne dicono i fautori dei massonici "Diritti dell'Uomo"?

2) Un volta provata la malafede di Hitler - di cui certissimamente verranno trovate, prima o poi, prove "inconfutabili" - che, consapevole della sua appartenenza razziale, lo avrebbe deliberatamente nascosto al suo popolo, la responsabilita' morale e materiale dei tedeschi nello sterminio degli ebrei europei, andrebbe riconsiderata; e con essa anche - e soprattutto - la sacralita' delle vittime. Infatti, se da un punto di vista umano e' perfettamente irrilevante quale sia la razza di chi ordina una strage, non lo e' da un punto di vista sacro; ed e' fuori dubbio che lo sterminio ebraico non sia oggi inteso solo come una delle tante tragedie di cui la storia umana e' stata prodiga. Il fatto stesso che un ebreo avesse deciso lo sterminio di altri ebrei, confinerebbe l'atrocita' al solo ebraismo, al servizio del quale i tedeschi si prestarono come semplice manovalanza. Cio' equivarrebbe a dire che l'ebraismo europeo e' stato vittima di se' stesso.

Indubbiamente, un Hitler "tedesco" sarebbe piu' rassicurante per tutti.
 
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