Lo PseudoSauro

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02 marzo 2010

Bandiera gialla? Colèra a bordo.

Il giallo e' il colore che "avverte": ammonisce, a volte, ìntima.

Chi si ricorda di Gianni Pettenati e della sua canzone "Bandiera gialla", che risuonava nelle "hit parade" alla fine degli anni '60?
Chi sa che nella segnalazione marittima di una volta la "bandiera gialla" issata sul pennone, significava colera a bordo? Forse, pochi lo sanno.

Ma tutti sicuramente sanno che lo "sciopero degli immigrati", indetto ieri 1 marzo 2010, si e' svolto sotto la stessa infausta insegna. Piu' che di uno sciopero, si e' trattato di una notifica, meglio: una diffida che il vero governo nazionale - un governo che abbiamo dato in outsourcing, nessuno sa bene dove e a chi - ha voluto inviare ad un popolo che rischia seriamente di riconsegnarsi al "male assoluto" del razzismo. Parrebbe quasi che questo sia l'ultimo avviso prima dell'inevitabile punizione; "inevitabile" come il fenomeno stigmatizzato ed ogni altra cosa non si gradisce sia messa in discussione nel "mondo libero".

La "bandiera gialla" e' come l' "onda viola", l' "onda verde", la "rivoluzione arancione" e il "movimento arcobaleno", i cui colori furono impiegati fino nell'impresa militare KFOR in Kossovo, per "esportare la democrazia"; e tanta, ma tanta, ne esportammo da allora in poi, che ora non ce ne rimane che uno stock limitato in via di esaurimento, ne' possiamo ordinarne al nostro fornitore di fiducia, perche' pare l'abbia esaurita pure lui, sempre che l'abbia mai avuta, almeno in magazzino, e non ci abbia rifilato uno dei soliti bidoni.

Non faremo troppo i pignoli nell'elencare la pletora di movimenti rivoluzionari, piu' o meno colorati, in giro per il mondo; osserveremo solo che non ce n'e' stato uno, dico uno, che fosse in bianco e nero, dall'inizio del Novecento. Per la verita' ce ne sono stati due dai colori un po' smorti, ma sono stati giubilati perche' troppo rissosi, anche se la ragione vera pare essere che riuscivano male sulla TV a colori. L'immagine ha le sue esigenze; e, a volte, vale piu' del contenuto.

Tutti sanno che ognuna di queste fantasiose iniziative, dispiegate "worldwide", e' stata "spontanea". Honni soit qui mal y pense... guai al complottista inveterato che osasse pensar male. Chesso'... immaginasse che la Freedom House c'entrasse qualcosa. Che George Soros, "filantropo" ebreo-ungherese-americano - ma solo l'Onnipotente sa quante altre nazionalita' abbia avute - vi fosse coinvolto a vario titolo. O che la fondazione "Open society", installata dal Soros in Lazio per "monitorare il razzismo", avesse anche lontanamente a che fare con questa specie di tintoria globale. Ci vorrebbe proprio un malfidato per dubitare di figure cosi' magnanime e altruiste. Pertanto, noi non lo faremo.

Infatti, detto "sciopero degli immigrati", al quale, per altro, pare abbia aderito quasi nessuno, e' stato "spontaneo". I quattromilioni-e-mezzo (hai detto niente, su sessanta-milioni di abitanti...) di lavoratori stranieri regolari, con la coda di un altro milione-e-mezzo di probabili irregolari, "residenti" in Italia, hanno finalmente deciso di "rendersi visibili". L'hanno deciso loro, non l'ha deciso un "filantropo" qualunque per conto loro... qui c'e' la "democrazia", perbacco! I mezzi di informazione (appunto "democratici") hanno dato pertanto il giusto rilievo all'oceanica manifestazione della "maggioranza silenziosa", senza il cui aiuto saremmo senz'altro spacciati.

Ebbene, noi li abbiamo finalmente visti. Abbiamo capito che senza di loro non prenderemmo la pensione, ne' il nostro patriottico PIL sarebbe cosi' florido e la nostra "ripresa" cosi' bruciante. Per fortuna che loro lavorano mentre noi ci giriamo i pollici sulla veranda guardandoli faticare. Siamo pur sempre "bianchi", dopotutto... e' bene "non dimenticare" al fine di "non ripetere gli errori del passato". Mai sentite queste raccomandazioni? Tradotte dal puritanese significano piu' o meno: "zitto e mosca: ricordati che hai persa la guerra".

Come se nessun italiano se ne fosse mai accorto, che in Italia si parlano tutte le lingue della Babele globale e solo, per incidente, l'italiano: e nemmeno dagli autoctoni, che sembrano preferire l'inglese. Come se la differenza di pigmentazione cutanea, o quelli che in biologia si chiamano "dermatoglifi", fossero ormai invisibili grazie alle virtu' taumaturgiche dell'antirazzismo globale. In altre parole, se non si fossero "resi visibili", noi non ce ne saremmo nemmeno accorti. Il che va anche a merito della discrezione di molti, tra questi gentili ospiti, che ora ci fanno finalmente sapere che esistono in modo cosi' civile e... dulcis in fundo: "democratico".

Per cui, grazie. Grazie per pagare le nostre pensioni e per accudire i nostri vecchi. E se agli immigrati non fosse fregato proprio nulla di "rendersi visibili", grazie al "filantropo" che ha avuta la geniale idea di ricordare cos'e' la "democrazia" alle nostre masse abruttite dal razzismo. E grazie anche per fare lo stesso in Iran, nel quale la "democrazia" prima o poi "la trionfera'". Grazie per questa ventata di liberta' che si diffonde dalla Serbia all'Afghanistan, dal Pakistan alla Cina, dal Cile al Venezuela. Grazie per averci indicata la retta via smarrita. E grazie per non averci ancora bombardato per la nostra dimenticanza.

Bandiera gialla: colèra a bordo. Non si puo' piu' sbarcare. Si sta in quarantena fino a che l'epidemia non e'cessata.
 
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