Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

I commenti saranno disattivati a causa dell'impossibilita' di curarne la gestione.
Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

18 dicembre 2010

C'aggi'a ffa' pe' campa'

Ovvero: il Partito Democratico riscopre il Risorgimento per non perdere la Padania.

News dal varesotto. Un'amica mi riferisce di essere stata invitata ad un brindisi per festeggiare il centocinquantesimo dell'Unita' d'Italia. Che c'e' di strano? Che la patriottica libagione e' stata offerta dal PD - a due passi dalla casa del Senatur... Che la coppiera e' una storica attivista bolscevica locale... Ebbene si': ora che "gli italiani sono fatti" - come auspicava M. D'azeglio - ora che la demografia negativa da poche speranze, ora che dazi, moneta, coscrizione obbligatoria - dunque la Sovranita' - sono un ricordo del passato, ora che l'italiano e' stato sostituito da un inglese macheronico e dalle mille lingue dei "nuovi italiani", ora che la Cina - un tempo "vicina" - l'abbiamo finalmente in casa, ora che per vedere i negri non c'e' piu' alcuna necessita' di andare in Africa... ora, dicevo, anche i comunisti scoprono il Risorgimento. Meglio tardi che mai... non foss'altro per il trascurabile motivo che: se l'avessero scoperto cent'anni fa ci saremmo risparmiati quisquilie come guerre civili permanenti, veri fascismi, antifascismi e fasulle democrazie, liberatori di ogni genere e guardiani della rivoluzione in prenne vigilanza. Insomma, invece di scannarci tra noi ci saremmo limitati a tenere fuori da casa nostra lo "stranier". Il fatto e' che per questi neofiti del Risorgimento, la Patria e' sempre stata un'invenzione dello Stato borghese. Cittadini del mondo e proletari che sognavano la Mosca dei Soviet, almeno quanto odiano oggi la Mosca di Putin. E cosi' ci invitano a festggiare il Risorgimento, come nulla fosse stato, questi lazzaroni...

Fossi stato al posto di quell'amica, sarei andato al brindisi, mi sarei messo a cantare canzoni tipo "Fischia il sasso" (la canzone del Balilla di Portoria), tra un bicchiere e l'altro avrei gridato "viva VERDI" ed ineggiato alla risorgimentale "razza italica", avrei citato Manzoni, Carducci, pure D'Annunzio, e avrei terminato con un "non passa lo stranier". Tutti insieme avremmo poi certamente programmato una visita al Sacrario dei Caduti e magari una capatina a Predappio con il fez in testa. Impossibile? Non sottovalutate mai il Materialismo Dialettico :-)

23 novembre 2010

Grazie

Siccome gl'italiani non hanno voglia di lavorare, mezzo mondo si mobilita per solidarieta' e viene qui: per restare. Considerato che gl'italiani sono vecchi - e parecchio rincoglioniti - i governi nazionali - si fa per dire - hanno previdentemente pensato alla loro sostituzione, concedendo la cittadinanza pressoche' a chiunque ne faccia richiesta: l'economia nazionale viene prima della nazione... Poiche' la razza italica non esiste, tanto vale rimpolpare la scarna plebaglia con popolazioni allogene: africane, latino-americane, asiatiche, etc: tanto non c'e' purezza da difendere nel marasma italiano.

Ringraziate, o bestie xenofobe, chi viene in vostro soccorso! Per il momento, le staffilate che il kapo di turno distribuisce ai miserabili sottostanti, sono solo metaforiche, ma non conviene farsi troppe illusioni: quello del boia e' un'altro lavoro che gl'italiani non vogliono proprio fare: e c'e' gia' la fila per la prossima sanatoria...

Le poche righe sopra, sono il condensato di cio' che ci sentiamo dire ormai da anni da quasi tutta la nostra classe dirigente: dalla Presidenza della Repubblica fino all'ultimo scrivano dell'ultimo giornale di provincia. Decisamente, l'oligarchia al potere si comporta come se venisse da un'altra parte. E per fortuna che siamo in democrazia, che se fossimo stati in dittatura chissa' che sarebbe successo... ci avrebbero sterminato per fare prima?

A questo proposito, il dubbio di non vivere proprio nella sedicente democrazia liberale, comincia a serpeggiare tra la stanca plebe. Da quando orde di Unni - calati da dove sono sempre calati gli Unni - si sono dedicate al saccheggio sistematico - e all'assassinio creativo - di noi poveri disgraziati, si e' cominciato a rivalutare l'antico Romanum Imperium, ai cui gloriosi tempi non ti denunciavano all'autorita' pubblica se chiamavi barbari i barbari. Oggi, non basta farsi dimezzare lo stipendio, rassegnarsi a vivere come sull' "Enterprise" - quella di Star Trek" - trasformare il gia' defatigante pendolarismo in una specie di roulette russa... bisogna pure ringraziare.

In questo panorama, degno di un inferno dantesco, trovano posto innumerevoli fatti di cronaca nera che vedono, invariabilmente, tra i derubati, i violentati, nonche' morti ammazzati, gli italiani - quelli vecchi, naturalmente. Con le carceri piene di detenuti stranieri - e le strade piene di quelli che non sono stati incarcerati a causa della loro utilita' sociale - il caso vuole che un italiano taccheggiato si stufi e uccida la propria persecutrice straniera per eccesso di legittima difesa.
Caso piu' unico che raro, per altro... Visti i presupposti, si puo' immaginare come andra' a finire: al tale non viene concessa nemmeno la legittima difesa; gli arresti domiciliari gli vengono revocati; viene destinato ad un carcere nel quale i connazionali della vittima si preparano a festeggiarlo; le autorita' si affrettano ad intitolare strade e scuole alla vittima; i suoi stessi concittadini promuovono comitati che ne chiedono la condanna all'ergastolo; dimenticavo la "libera stampa" che, a fronte di un filmato dal significato inequivocabile ed una testimonianza oculare altrettanto chiara (vedi qui), battono la grancassa dell'aggressione immotivata del balordo (italiano) di periferia.

La consapevolezza del rischio che ognuno di noi corre, si sta facendo strada: i nostri governanti ci vogliono morti e alcuni tra noi ci impediscono con la violenza di difenderci. E' legittimo domandarsi quanto possa ancora durare una situazione simile.

03 ottobre 2010

Fascismo e biodiversita'

Piacciano, o meno, fasci littori e mali assoluti assortiti, la presenza di un fascista confesso in Senato, e' l'unico dato che farebbe ben sperare circa le sorti del cosiddetto pluralismo democratico. Che, poi, la scoperta dell'intruso abbia sollevata la solita canea bipartizan, questo serve, invece, a toglierci ogni illusione e riportarci alla democratica realta': quella secondo cui, dal '43 a tutt'oggi, il fascista dev'essere morto o in galera. W la liberta', si diceva quando c'era Lui... Nella marxista societa' civile, si puo' solo essere marxisti: consapevoli, o meno, di esserlo, ma e' cosi'; e quasi tutto e' piu' o meno compatibile con il marxismo: dal liberalismo - Marx stesso nasce liberale - alle dottrine sociali cattoliche, ma il fascismo no: quello non va bene. Morta l'URSS, emendata dal dizionario istituzionale la parolina magica Comunismo, si puo' essere comunisti a cuor leggero, magari illudendosi di essere liberali. La prova? Una tra le tante possibili: dato un governo di centro-destra, che ci fa un Ministero per le pari opportunita'? Il fatto e' che i destri - rintronati da una propaganda sessantennale - nemmeno se ne accorgono che questo e' il piu' puro distillato della dottrina egualitaria marxista. Quei pochi che invece ne dubitano, si consolano col mal comune mezzo gaudio, osservando che un simile organismo esiste pressoche' ovunque, ed anche negli USA; ne' perdono tempo ad indagare semmai gli stessi USA non siano diventati a loro volta marxisti senza che gli americani se ne siano minimamente accorti. E vorra' dire ben qualcosa, se la classe dirigente americana - soprattutto i cosiddetti Neocon che ci vengono presentati come di destra - e' composta al 99,99% di sedicenti ex marxisti. E' dura da digerire, per chi ha vissuto decenni informandosi alla mentalita' della Guerra fredda, ma sembra proprio che la Rivoluzione mondiale auspicata da Karl Marx, si diffonda da Washington assai meglio di quanto non abbia fatto da Mosca. Via i simboli compromessi con il passato, si va direttamente al sodo. Non e' forse la Cina comunista il secondo partner economico USA? Non sono stati proprio gli USA a spingere gli europei ad investire in Cina, un po' come fecero con l'URSS ai tempi di Gorbaciov? Del resto, i comunisti veri lo sentono a pelle: chi avrebbe mai immaginato, anche solo trent'anni fa, che costoro si sarebbero entusiasmati in massa per un presidente statunitense? Pochissimi onesti, tra i massimi studiosi odierni del marxismo, sono concordi su di un punto: non fu il Soviet, ma la globalizzazione economica - cio ch'egli chiamava Capitalismo mondiale - il sogno di Karl Marx.

Ecco perche' la scoperta della presenza di un fascista settantasettenne nel Senato della Repubblica e' gia' di per se' stessa una notizia; se poi questi parli di traditori, ebrei, o acque minerali, si puo' immaginare che nessuno fara' mai mostra di condividere cio' che dice. Pena l'ostracismo democratico. Infatti, dopo il controverso discorso dell'anziano senatore nel tempio laico del Libero pensiero, alcuni tra i piu' liberi dei suoi frequentatori, hanno fatto sfoggio della tipica tolleranza liberale chiedendo: chi l'espulsione del reo dal PDL, chi dal Senato, e chi dalla Vita. Vicenda altrimenti comica, questa, in quanto, almeno un paio dei piu' esagitati fautori dell'eutanasia dell'anziano imprudente, non avevano ancora riposti i cartelli con cui manifestavano per salvare la vita di un'omicida straniera condannata all'impiccagione. Da destra a sinistra, si sono levati alti lai contro l'impudente nominatore di copricapi ebraici: i piu' alti, da quelli che non hanno ancora avuto l'onore di indossare la graziosa papalina nella versione riservata ai Gojim piu' meritevoli - o meno disprezzabili - il che e', poi, la medesima cosa.

Puo' darsi che l'Arco costituzionale - oscuro oggetto para-istituzionale sul quale era meglio non porsi troppe domande - sia stato mantenuto operante per un sola persona, come lo fu il carcere di Spandau per Rudolf Hess in oltre cinquant'anni, fino alla sua scarcerazione che - vedi il caso - coincise con la morte fisica del vecchio ex gerarca nazista. Non si puo' che pensare che e' un sistema politico fragile, quello occidentale uscito dalla dura lezione di Norimberga: basta una sola pecora nera per metterlo in crisi. Ma com'e' mai possibile che di un partito - il MSI di G. Almirante - che giunse a ragguardevoli risultati elettorali, non rimanga che una persona - in Senato - a difendere un'eredita' storica che pesa ancora anacronisticmente - dopo oltre sessant'anni - come una maledizione? In virtu' di quale magia, chi si diceva fascista quarant'anni fa, si comporta oggi come un militante del Partito Radicale? La risposta e' diuretica e rinfrescante: Fiuggi. E Antonio Ciarrapico - uno che di Fiuggi se ne intende come, forse, nessun altro - sembra proprio non aver passate le acque come fece AN tutta. Si proclama fascista e, come tale, vede in Silvio Berlusconi l'uomo della Provvidenza; ligio alla massima: "tutto puo' essere perdonato, meno che il tradimento", accusa Gianfranco Fini di aver tradito l'Idea, il suo elettorato e l'uomo che lo ha traghettato, dal Limbo, al di qua dell'Acheronte istituzionale. Accusa Fini di essere al servizio di poteri stranieri. Il che, poi, e' cio' che pensano quasi tutti: a destra come a sinistra, ma se lo dice un fascista, la cosa cambia d'aspetto. Fautore dell'interesse nazionale avanti tutto, Ciarrapico si spinge ad insinuare che lo Stato piu' interessato - oltre agli USA - ad una eventuale leadership di Fini, e' Israele. Altro segreto di Pulcinella. Percio': antisemita. Anzi, fascista e antisemita: fine dell'ora d'aria. Tutti sotto: avete respirato abbastanza.

27 agosto 2010

Macheccefrega....

Da TgCom apprendiamo che "Hitler era ebreo e nordafricano". Chi avesse mai perduto il sonno - per 60 anni - a causa dell'atroce dubbio, puo' finalmente dormire sonni tranquilli. In realta' si tratta di una vera novita', anche se non nel senso che intenderebbero gli interessati estensori del curioso esperimento che, tra l'altro, sara' sicuramente costato fior di quattrini; e, l'esperienza insegna, difficilmente vengono investiti denari in cause apparentemente cosi' poco produttive. Quale sara', dunque, il ritorno pratico di questa operazione ideologica ben occultata da una veste scientifica? Probabilmente il disattivare un serio rischio per l'instaurando Nuovo Ordine Mondiale, ovvero, la rilettura della storia del Novecento in una chiave appena un po' meno manichea di quella imposta dai vincitori della IIa Guerra mondiale; e, come siamo ormai avvezzi a sentire da decenni: "combattere il sempre risorgente antisemitismo". Morale: Hitler era ebreo pure lui, quindi mettiti il cuore in pace e lascia perdere il "giustificazionismo".

Argomenti come: Nazionalsocialismo, Fascismo ed altri Mali assoluti assortiti, vengono raramente affrontati da "storici" e "scienziati" se non con il preciso scopo di mostrare la crudelta' di quei regimi rapportata alla bonta' della Democrazia vigente; una crudelta' certificata da loro stessi e che e'poco igienico contestare scientificamente nel cosiddetto "Mondo libero". Ci si deve dunque fidare della "scienza", anche quando non ci vengono mostrati i documenti... del resto, chi potrebbe essere tanto maligno da sospettare che, sconfitti i fascismi, ci sia ancora chi abusa della propaganda? Noi non viviamo in un sistema politico totalitario, almeno, cosi' ci viene insegnato; ecco perche' ci dobbiamo fidare: perche', se cosi' non fosse, non avremmo alcuna alternativa politica che non sia assimilabile a qualche "Male assoluto", e come tale, vietato per legge in tutto il sunnominato "Mondo libero". Nel Nuovo Ordine Mondiale siamo infatti tutti liberi... liberi di essere antirazzisti, antifascisti, egualitaristi, etc. In caso contrario la nostra liberta' ci viene ritirata per indegnita' morale. E, di grazia, se in un mondo democratico si puo' solo essere democratici, perche' prendersela tanto con mondi, come quello sovietico, nel quale tutti erano liberi... di essere comunisti?

La pretesa ebraicita' - e "nordafricanita'" - di Adolf Hitler, serve dunque a questo, puntellare un edificio pericolante: l'Antifascismo mondiale, le cui contraddizioni emergono ormai spontaneamente fino a minare la legittimita' morale di quelle forze che - dicono - ci stanno traghettando verso il paradiso in terra. Ora che questo "paradiso" e' ormai alla vista - e non pare differire poi molto da quello sovietico - sempre piu' persone si stanno convincendo di essere state ingannate. Di qui la decostruzione dei miti antifascisti, fino alla rivalutazione dei dittatori visti come consapevoli difensori di un'Europa assediata da Est e da Ovest; il che, almeno col senno di poi, e'un fatto difficilmente contestabile. Ecco allora qualche ragione per cui sparlare di Hitler, a 65 anni dalla sua morte, puo' ancora pagare. Ma e' il rovescio della medaglia ad essere la vera notizia; infatti gli argomenti usati dagli "scienziati", ben lungi dal chiudere una falla, aprono autentiche voragini nell'edificio ideologico la cui integrita' vorrebbero invece preservare.

1) Se esiste un test genetico in grado di rilevare l' "ebraicita'" di Tizio e Caio significa che le "razze" esistono e che le differenze tra loro sono scientificamente misurabili anche con i mezzi della biologia molecolare. Esisterebbe quindi la "razza ebraica"... e perche' non quella "ariana"? Per la biologia classica - basata sull'osservazione sensoriale - l'evidenza era tale che non sussisteva nemmeno dibattito scientifico; tutta la dialettica si avvitava intorno a questioni fisiologiche piu' o meno concretamente commensurabili. E' stato proprio con l'avvento della genetica molecolare che la specie umana e' divenuta ideologicamente razza, in ragione dell'osservazione che gran parte del patrimonio biologico umano sarebbe identico per tutti gli individui. Come nascondere il proverbiale ago nel pagliaio pretendendo di fare scomparire anche il pagliaio; infatti, mentre tutti sono dotati di almeno 5 sensi, solo pochi possiedono un microscopio atomico; e certamente, ancora meno ne sanno trarre qualche risultato profittevole. Una volta demonizzata la percezione sensoriale, ne consegue che gli unici autorizzati ad esprimersi sulle "differenze" siano gli scienziati; non tutti, naturalmente, solo quelli che seguono la linea. Loro ci devono spiegare chi e' bianco e chi nero; chi e' maschio e chi femmina, affinche' la nostra fallace percezione sensoriale non ci porti fuori strada.

E' difficile distinguere la linea di confine tra scienza e ideologia, in quest materia; e cio', perche' uno dei cardini del Nuovo Ordine Mondiale costituito, e' proprio l'eguaglianza biologica dell'uomo. Quell'eguaglianza incarnatasi in tre secoli di rivoluzioni liberali e sovietiche, che nemmeno il Razionalismo illuminista riusci' mai, seriamente a minare. Tutto starebbe a definire se una differenza cosi' infinitesimale nel DNA dei diversi gruppi umani corrisponda, o meno, ad una differenza altrettanto infinitesimale nell'individuo. Ove questa differenza genetica si esprimesse attraverso grandezze maggiori nella fisiologia, la biologia molecolare non farebbe altro che confermare la biologia mendeliana. Tra gli scienziati seri - non tra gli ideologi - tutti hanno sempre saputo che questo e' un fatto; un fatto che e' meglio confinare agli studi specialistici onde non perdere la "liberta'" di ricerca... Un punto a favore dei fascismi che pretendevano di fondare la loro politica razziale su evidenze scientifiche che sono state derise per tutto il dopoguerra. Derise ufficialmente, ma studiate ufficiosamente. Considerazione non da poco, questa, in quanto l'attuale politica mondialista si basa ancora sulla negazione del problema razziale: dicasi "negazione", non "rimozione"; infatti, non e' infrequente che cittadini europei vengano tutt'ora arrestati perche' inclini a manifestare idee "razziste". Che nel ML qualcuno possa essere incarcerato per le sue idee, non e' certo una buona pubblicita'... ancor piu' se, dati alla mano, si rileva come tutta la dissidenza sovietica nel dopoguerra rappresenterebbe solo una frazione percentuale dei "razzisti" arrestati in occidente: soprattutto nella Germania occidentale; si noti: "razzisti" che non hanno commessa altra violenza se non la manifestazione di una loro precisa convinzione. Che ne dicono i fautori dei massonici "Diritti dell'Uomo"?

2) Un volta provata la malafede di Hitler - di cui certissimamente verranno trovate, prima o poi, prove "inconfutabili" - che, consapevole della sua appartenenza razziale, lo avrebbe deliberatamente nascosto al suo popolo, la responsabilita' morale e materiale dei tedeschi nello sterminio degli ebrei europei, andrebbe riconsiderata; e con essa anche - e soprattutto - la sacralita' delle vittime. Infatti, se da un punto di vista umano e' perfettamente irrilevante quale sia la razza di chi ordina una strage, non lo e' da un punto di vista sacro; ed e' fuori dubbio che lo sterminio ebraico non sia oggi inteso solo come una delle tante tragedie di cui la storia umana e' stata prodiga. Il fatto stesso che un ebreo avesse deciso lo sterminio di altri ebrei, confinerebbe l'atrocita' al solo ebraismo, al servizio del quale i tedeschi si prestarono come semplice manovalanza. Cio' equivarrebbe a dire che l'ebraismo europeo e' stato vittima di se' stesso.

Indubbiamente, un Hitler "tedesco" sarebbe piu' rassicurante per tutti.

11 giugno 2010

Ricevo dal South Africa : "SALVIAMO I BOERI"

E' iniziato il mondiale in Sudafrica,i violini suonano per Mandela,ma le cose non stanno come le raccontano i tg,il Sudafrica non è ''la nazione arcobaleno'' l'armonia multiculturale che ci mettono ad esempio...

Genocidio di europei in Sudafrica.
E in Sudafrica, come giàaccadde in Zimbawe e in Namibia, orde di negri assaltano, stuprano ed assassinano i contadini bianchi... con l'unico risultato di rimanere senza cibo, perchè non c'è più nessuno che sa coltivarlo.

IN SUDAFRICA E' CACCIA AL BIANCO
Bande di neri all'opera per far scappare i Boeri dalle loro fattorie. Chi non se ne va viene massacrato, mutilato e stuprato.

A dieci anni dalla fine dell'apartheid la persecuzione razziale in Sud Africa esiste ancora, ma si è capovolta: la praticano i neri nei confronti dei contadini bianchi o "Boeri", i quali, con la connivenza del partito marxista al potere, sono oggetto di una pulizia etnica silente quanto scientifica e brutale. I morti ammazzati, bruciati vivi, segati a metà, violentati e contagiati di AIDS - bimbi e anziani inclusi - superano quelli israeliani(sic!) nella seconda Intifada e la lista s'allunga ogni giorno. In rapporto alla consistenza del gruppo, lo stesso che dava da mangiare a mezza Africa, si tratta del record mondiale di omicidi. Il premio per ogni esecuzione è 250 dollari, e intanto l'Anc proibisce alle vittime il porto d'armi, come accadde giàin Zimbabwe e Namibia. Insomma ci risiamo: se i cadaveri sono di pelle nera per bloccare il genocidio si muovono Onu, Usa e Ue (vedi il Darfur), mentre se la pelle è bianca e gli occhi chiari nessuno si scompone.

Rudi Botes, 47 anni, rinvenuto con gli occhi cavati nella fattoria Genbade presso Bultonfontein. Adriana Van der Riet, 86 anni, uccisa con 20 pugnalate in una fattoria nelle Rocklands. Martmarie de Bruin, 18 anni, stuprata in un lago di sangue nel suo letto a Honeydew. Roelof Gottschalck, 34 anni, impiccato a Rustenburg. Hanno antichi nomi europei questi martiri del nuovo Sud Africa. Sono gli ultimi caduti di luglio, in un lugubre bollettino aggioranto di mese in mese. Il totale coi 3 morti del 10 agosto ha raggiunto 1679 unità. 93 da inizio 2004, quest'anno sforeranno i 160, accelerando ancora. 9000 gli attacchi gravi dal '94, decine di migliaia quelli (si fa per dire) meno distruttivi.

A subirli, sempre e solo loro, gli 85.000 agricoltori bianchi Afrikaaner discendenti di Boeri olandesi (e ugonotti francesi), abbandonati a se stessi dal crollo del regime bianco. Per coglierne la portata basta il confronto col tasso mondiale di omicidi, 7 su 100.000 abitanti: nel Natal o nel Limpopo 313 su 100.000. A compierli, sempre e solo gli altri, i membri di 700 bande e milizie irregolari di giovani neri armati che spadroneggiano nelle campagne sotto l'occhio indulgente delle autorità. Le avanguardie del terrore, Azapo/Apla e Pac in testa, le autodefiniscono "Campagne di popolo", basate su comizi d'odio, radio razziste(nei confronti dei bianchi...) e sulla predicazione anti-uomo -bianco a opera dei guaritori tradizionali nelle scuole tribali. Il motto è mutuato dal terrorista Peter Mokaba, "un Boero, una pallottola", o "uccidi il Boero, uccidi l'agricoltore".

Si inizia con minaccie via posta, "se non ve ne andate bruciamo la casa". Poi classificano le fattorie da colpire con 3 colori: il verde di una Sprite indica target facile, un cartone di latte bianco all'uscio rischio medio, una lattina rossa di Coca vuol dire offlimits (troppo sorvegliata). Il metodo è scientifico, al pari del viedo che insegna a spiare un insediamento e farne fuori i proprietari, oppure attaccargli l'Aids. Certe gang offrono premi da 250 dollari a boero. A poco servono ai latifondisti abbienti cancelli elettrificati, sensori laser, guardie del corpo, gas lacrimogeni, Neels Moolman, criminologo dell'universitàdi Sovenga, ha evidenziato la premeditazione dei delitti, accatto all'assenza di repressione della polizia e ad una brutalitàstandard. Agli eredi degli Zulu non basta uccidere e depredare, per vendicare i loro avi vogliono umiliare. Da qui gli stupri, le impiccagioni con filo del telefono, il rogo dei corpi rantolanti, le teste segate a metà, e la
raccapricciante fine di una vecchia in carrozzella bollita viva in un pentolone.

Ma tanta barbarie non nasce dal nulla. Era anzi prevedibile nel contesto della politica razzista intrapresa dal governo nero di Pretoria. L'anno scorso il premier Thabo Mbeki, a capo di un monocolore dell'African national congress d'ispirazione comunista, ha varato un pacchetto di leggi per il "Potenziamento economico dei neri" (Bee laws). Che nella sostanza rimuovono il diritto inviolabile alla proprietàprivata, cencellano ogni toponimo Afrikaaner, chiudono i loro centri culturali, scolastici, radiofonici, completando la rimozione di ogni segno di matrice europea del Programma per il rinascimento africano. Sulla china del genocidio si arriva però con il programma di ridistribuzione della terra, che consente a qualunque nero accampi un diritto su un podere Afrikaaner, per quanto datato o velleitario, di appropriarsene tout court: immaginate cosa accade quando i tribunali o gli interessati non accosentono. O quando gli imprenditori agricoli rifiutano le societàcon azionis
ti neri, imposte dalla Bee.

Dal 1° luglio l'assemblea nazionale ha fatto legge il "Firearm controll bill", che annulla di fatto la prerogativa dei contadini boeri sul possesso di armi per autodifesa. Ormai in molti danno per scontato un "effetto Zimbabwe", un bis della pulizia etnica contro i bianchi condotta nell'ex Rhodesia dal dittatore Mugabe. Certo i bianchi in Sud Africa sono 3,5 milioni ma anche in Zimbabwe cominciò così, e prima ancora coi tedeschi in Namibia. Chi può ha cominciato a scappare. Il rischio è che venga meno ogni freno e il genocidio contagi le città. Il problema è che i bianchi sudafricani non hanno una madrepatria che li accoglierebbe compensandone i danni: vivendo lì da tre secoli e mezzo sono oramai dei nativi, quanto gli statunitensi in America.

E dire che i primi a rimetterci dall'estinzione dei boeri sono giusto i neri. Il Sud Africa era il granaio del continente, grazie all'export sottocosto delle fattorie bianche. Molte delle 24 nazioni che ora soffrono la fame nella fascia subsahariana lo devono al crollo della produzione boera, che dava cibo a 130 milioni di africani. E persino in alcune zone del Sud Africa quest'anno è comparso lo spettro della fame.

26 maggio 2010

Piove governo (mondiale) ladro

Ovvero, come l'assurdo diventa possibile nel NWO.

Pensate che se piove troppo e' colpa del governo? Avete ragione: nel NWO puo' accadere anche questo. La ricodifica in atto della cultura mondiale, non si limita a rimuovere le ormai obsolete figure di mamma e papa' sostituite dei piu' egualitari "genitore A" e "genitore B". La sua onnipotenza e' tale che fino un innocuo proverbio del passato potrebbe diventare un pesante capo d'accusa nel futuro. Pertanto, non vi fate sorprendere a dire "piove governo ladro"; colui che (legalmente) registra le vostre conversazioni potrebbe riferirlo alla Psicopolizia. Non ci credete? E a cosa non credete, al fatto che vi intercettino, oppure all'esistenza della Psicopolizia? Malauguratamente sono vere entrambe le cose. Nel NWO tutto e' possibile. Quindi: i governi fanno piovere, i genitori stanno ai figli in un rapporto matematico-proporzionale, ogni parola profferita viene registrata per la vostra sicurezza, esiste una polizia deputata a prevenire i reati prima ancora che l'idea stessa di reato attraversi la mente del reo. Cio' era impossibile nell'Ordine vecchio (quello dei "mali assoluti"), ma nel NWO (ovvero nel "bene assoluto" incarnato in Terra), queste meraviglie sono parte della vostra realta' quotidiana. Ricordate "1984" di Eric Blair, al secolo, "George Orwell"? Dimenticatevelo: il NWO e' molto di piu'. Molto peggio, o molto meglio, a seconda del vostro punto di vista. La tecnologia e' giunta a traguardi che un Orwell qualsiasi non riusciva nemmeno ad immaginare. E il "Big Brother"? Esiste, ma e' "distribuito": e' gia' in ognuno di noi. Attraverso quella splendida invenzione chiamata "Political Correctness", noi stessi usiamo solo le parole consentite dal NWO... e le parole esprimono il pensiero... dunque, via le parole e via anche i pensieri peccaminosi, via i pensieri e via anche il peccato. O il "reato", o come accidenti vogliamo chiamarlo.
Ma torniamo alla meteorologia.
Esiste un progetto USA denominato "Owning The Weather" che e' stato piu' volte rifinanziato fino dal primo dopoguerra (la IIa Guerra Mondiale, per non fare confusione con le altre due o trecento successive). Un progetto analogo era gia' militarmente operativo in URSS negli anni '70 del secolo scorso. "Operativo" significa che l'efficacia dell'arma e' stata sperimentata, quindi essa puo' essere impiegata in caso di conflitto. Il fatto e' che la padronanza del clima puo' fino rendere inutile la guerra stessa. Una qualunque tempesta, un ciclone, o un qualunque acquazzone, possono rendere inutile un intero esercito. Ma il NWO non finisce mai di stupirci. "Si dice" che le nuove tecnologie segrete siano fino in grado di scatenare terremoti di alta intensita'. Anche questa prassi era ben conosciuta dai Sovietici, sebbene ad un livello ancora sperimentale, in associazione con l'uso di testate nucleari di varia potenza che potevano essere fatte esplodere in contesti "sensibili": aree sismiche, o di faglia, etc. Ora parrebbe che, attraverso potenti generatori di bassissime frequenze radio ed appositi riflettori, si possano provocare sismi a grande distanza. Il condizionale e' d'obbligo, in quanto un'arma segreta che non fosse piu' segreta perderebbe molta parte della sua efficacia, oltre che del suo fascino misterioso. Quali le implicazioni di queste armi nel rapporto tra gli Stati ormai sopravvissuti a se' stessi nel NWO? In quelli "amici" (nei quali ci fosse concesso lo spazio aereo), potremmo provocare qualche acquazzone per raffreddare le teste calde o il clima (ricordate il "Global Warming"?). In quelli nemici, invece potremmo creare sconquassi inimmaginabili senza che nessuno possa accusarci di alcunche'. Insomma: il delitto perfetto. L'Ahmadinejad qualsiasi che si azzardasse a dichiarare pubblicamente che il tal terremoto e' stato provocato dal "Grande satana" verrebbe seppellito dalle risate del mondo globalizzato, prima ancora che dalle macerie della sua stessa casa. Il guaio e' che potrebbe avere ragione, e che nulla ci garantirebbe mai di non fare la sua stessa fine, una volta che la nostra fedelta' al NWO vacillasse anche solo un pochino.

05 aprile 2010

Unioni, Democrazia, Liberta'...

Stati Uniti, Unione Sovietica, Unione Europea... nessuno dubiterebbe del fatto che queste denominazioni significhino che un certo numero di Stati sovrani, rinuncino spontaneamente a parti piu' o meno ampie della propria sovranita' per comporre un unico Stato. Uno Stato federale, probabilmente, ma non necessariamente; dato che una volta costituito, il Super-stato diviene piu' potente di ogni singolo Stato membro, ed e' quindi in grado di determinare il proprio assetto. La consuetudine fa poi il resto, ovvero, l'abitudine a considerarsi parte di una stessa comunita' crea di fatto la comunita' stessa e la consolida. E' cio' che e' avvenuto, ad esempio, in Italia con il Risorgimento; diverse entita' nazionali si sono fuse, piu' o meno spontaneamente, in una sola. La creazione dell'Unione Europea non fa che proseguire un processo di progressivo accentramento che la Storia ha gia' sufficientemente documentato, e che qualche buontempone ci vorrebbe convincere essere del tutto "spontaneo".

Veniamo all'ONU, che significa Organizzazione delle Nazioni Unite. L'ONU non e' altro che l'ampliamento della piu' antica Societa' delle Nazioni che aveva sede a Ginevra. L'ONU ha sede a New York dalla sua fondazione; e la collocazione della sede fisica di un tale ente non dovrebbe essere considerata del tutto irrilevante. Forse il cuore pulsante d'Europa non e' mai stato in Svizzera, ma il portafogli sicuramente si'. E il portafogli, evidentemente, e' piu' importante del cuore, per un'oligarchia innominata e, peggio ancora, innominabile. Va da se', che e' piu' agevole lo spostare un portafogli piuttosto che un cuore... In base al ragionamento di cui sopra: perche' mai l'ONU viene raramente considerata per cio' che e', ossia, il nucleo di un Super-stato formato da tutti gli Stati del mondo? Eppure il processo di accentramento e' lo stesso: solo, un po' piu' in grande. Probabilmente, anche l'ONU e' divenuto obsoleto come la SDN; verra' quindi sostituito da una nuova organizzazione, o forse, bastera' un qualunque G8, G9, etc. organizzazioni modulari piu' snelle che meglio potranno gestire i processi finanziari di accentramento su base continentale. In ogni caso, l'ONU non e' stato concepito per uno scopo diverso da quello per cui sono nati gli USA, l'URSS, la UE; ma, nella mente (che non esiste) di chi l'ha concepito, doveva essere il vero e proprio governo del mondo.

E il "mondo unito" e' fatto: senza che nessuno se ne sia quasi accorto.

Non credendo, il sottoscritto, al mantra molto in voga oggigiorno, secondo cui la Storia si fa da se' "spontaneamente" e "inevitabilmente"... la cui credenza superstiziosa sembra confezionata apposta per far trangugiare ai popoli del mondo decisioni prese da elites di cui pochissimi conoscono fino l'esistenza. Essendo, chi scrive, profondamente convinto del fatto che e' l'Uomo a fare la Storia, e non viceversa... Sapendo che fino in un mondo quasi interamente rincoglionito dai tanti riti mondialisti come il Calcio, esiste ancora qualche individuo, evidentemente, sfuggito a questo gigantesco processo di riprogrammazione delle coscienze... osa finalmente domandarsi:

Ma chi ha mai guidato questo processo di accentramento mondiale?

La risposta inequivocabile e': "boh". Un po' come per l'Araba Fenice "che vi sia, ognun lo dice, ove sia nessun lo sa", ci capita il paradosso di non sapere se chi ci governa esiste. Ne' vogliamo poi indagare troppo su questo dettaglio trascurabile, caso mai questo governo inesistente - che sembrerebbe essere uscito dalla penna di un Calvino - se ne potesse avere a male. Durante il Fascismo si usava dire: "parliamo dell'Elefante"... quello, che nonostante sia comodamente piazzato in salotto, a nessuno conviene vedere.

Ci siamo capiti? Cio' significa che, non solo non sappiamo da chi siamo governati, ma semmai sospettassimo di essere governati da Tizio piuttosto che da Caio, non potremmo nemmeno dirlo. Quanto a "liberta'" - della "democrazia", in un mondo siffatto, non vale nemmeno piu' la pena di occuparsene - il Nuovo Mondo pare avere una concezione assai singolare; sia della liberta' collettiva dei popoli, che di quella individuale... ma cio' e' del tutto normale, a ben vedere: la societa' omogenea nella quale la liberta' collettiva si coniuga meglio con la liberta' individuale, e' composta di pochissimi individui. Piu' questi aumentano e piu' la loro liberta' diminuisce proporzionalmente. L'aumento di potenza della collettivita' schiaccia si' l'individuo, ma anche la collettivita' stessa nel suo rapporto con le altre. Un mondo sotto un unico governo, sara' un mondo dal quale nessuno potra' piu' fuggire come avveniva fino a poco tempo fa. Una prigione planetaria per evadere dalla quale sara' necessario cambiare pianeta, meglio: galassia.

02 marzo 2010

Bandiera gialla? Colèra a bordo.

Il giallo e' il colore che "avverte": ammonisce, a volte, ìntima.

Chi si ricorda di Gianni Pettenati e della sua canzone "Bandiera gialla", che risuonava nelle "hit parade" alla fine degli anni '60?
Chi sa che nella segnalazione marittima di una volta la "bandiera gialla" issata sul pennone, significava colera a bordo? Forse, pochi lo sanno.

Ma tutti sicuramente sanno che lo "sciopero degli immigrati", indetto ieri 1 marzo 2010, si e' svolto sotto la stessa infausta insegna. Piu' che di uno sciopero, si e' trattato di una notifica, meglio: una diffida che il vero governo nazionale - un governo che abbiamo dato in outsourcing, nessuno sa bene dove e a chi - ha voluto inviare ad un popolo che rischia seriamente di riconsegnarsi al "male assoluto" del razzismo. Parrebbe quasi che questo sia l'ultimo avviso prima dell'inevitabile punizione; "inevitabile" come il fenomeno stigmatizzato ed ogni altra cosa non si gradisce sia messa in discussione nel "mondo libero".

La "bandiera gialla" e' come l' "onda viola", l' "onda verde", la "rivoluzione arancione" e il "movimento arcobaleno", i cui colori furono impiegati fino nell'impresa militare KFOR in Kossovo, per "esportare la democrazia"; e tanta, ma tanta, ne esportammo da allora in poi, che ora non ce ne rimane che uno stock limitato in via di esaurimento, ne' possiamo ordinarne al nostro fornitore di fiducia, perche' pare l'abbia esaurita pure lui, sempre che l'abbia mai avuta, almeno in magazzino, e non ci abbia rifilato uno dei soliti bidoni.

Non faremo troppo i pignoli nell'elencare la pletora di movimenti rivoluzionari, piu' o meno colorati, in giro per il mondo; osserveremo solo che non ce n'e' stato uno, dico uno, che fosse in bianco e nero, dall'inizio del Novecento. Per la verita' ce ne sono stati due dai colori un po' smorti, ma sono stati giubilati perche' troppo rissosi, anche se la ragione vera pare essere che riuscivano male sulla TV a colori. L'immagine ha le sue esigenze; e, a volte, vale piu' del contenuto.

Tutti sanno che ognuna di queste fantasiose iniziative, dispiegate "worldwide", e' stata "spontanea". Honni soit qui mal y pense... guai al complottista inveterato che osasse pensar male. Chesso'... immaginasse che la Freedom House c'entrasse qualcosa. Che George Soros, "filantropo" ebreo-ungherese-americano - ma solo l'Onnipotente sa quante altre nazionalita' abbia avute - vi fosse coinvolto a vario titolo. O che la fondazione "Open society", installata dal Soros in Lazio per "monitorare il razzismo", avesse anche lontanamente a che fare con questa specie di tintoria globale. Ci vorrebbe proprio un malfidato per dubitare di figure cosi' magnanime e altruiste. Pertanto, noi non lo faremo.

Infatti, detto "sciopero degli immigrati", al quale, per altro, pare abbia aderito quasi nessuno, e' stato "spontaneo". I quattromilioni-e-mezzo (hai detto niente, su sessanta-milioni di abitanti...) di lavoratori stranieri regolari, con la coda di un altro milione-e-mezzo di probabili irregolari, "residenti" in Italia, hanno finalmente deciso di "rendersi visibili". L'hanno deciso loro, non l'ha deciso un "filantropo" qualunque per conto loro... qui c'e' la "democrazia", perbacco! I mezzi di informazione (appunto "democratici") hanno dato pertanto il giusto rilievo all'oceanica manifestazione della "maggioranza silenziosa", senza il cui aiuto saremmo senz'altro spacciati.

Ebbene, noi li abbiamo finalmente visti. Abbiamo capito che senza di loro non prenderemmo la pensione, ne' il nostro patriottico PIL sarebbe cosi' florido e la nostra "ripresa" cosi' bruciante. Per fortuna che loro lavorano mentre noi ci giriamo i pollici sulla veranda guardandoli faticare. Siamo pur sempre "bianchi", dopotutto... e' bene "non dimenticare" al fine di "non ripetere gli errori del passato". Mai sentite queste raccomandazioni? Tradotte dal puritanese significano piu' o meno: "zitto e mosca: ricordati che hai persa la guerra".

Come se nessun italiano se ne fosse mai accorto, che in Italia si parlano tutte le lingue della Babele globale e solo, per incidente, l'italiano: e nemmeno dagli autoctoni, che sembrano preferire l'inglese. Come se la differenza di pigmentazione cutanea, o quelli che in biologia si chiamano "dermatoglifi", fossero ormai invisibili grazie alle virtu' taumaturgiche dell'antirazzismo globale. In altre parole, se non si fossero "resi visibili", noi non ce ne saremmo nemmeno accorti. Il che va anche a merito della discrezione di molti, tra questi gentili ospiti, che ora ci fanno finalmente sapere che esistono in modo cosi' civile e... dulcis in fundo: "democratico".

Per cui, grazie. Grazie per pagare le nostre pensioni e per accudire i nostri vecchi. E se agli immigrati non fosse fregato proprio nulla di "rendersi visibili", grazie al "filantropo" che ha avuta la geniale idea di ricordare cos'e' la "democrazia" alle nostre masse abruttite dal razzismo. E grazie anche per fare lo stesso in Iran, nel quale la "democrazia" prima o poi "la trionfera'". Grazie per questa ventata di liberta' che si diffonde dalla Serbia all'Afghanistan, dal Pakistan alla Cina, dal Cile al Venezuela. Grazie per averci indicata la retta via smarrita. E grazie per non averci ancora bombardato per la nostra dimenticanza.

Bandiera gialla: colèra a bordo. Non si puo' piu' sbarcare. Si sta in quarantena fino a che l'epidemia non e'cessata.

19 febbraio 2010

Forse non ci siamo capiti

Chi ha votato per il "centro-destra" e, particolarmente, per Lega Nord, lo ha fatto soprattutto perche' la "destra" - che si e' invece rivelata poco meno che una sinistra moderata - risolvesse la questione immigratoria. Con una certa dose di ingenuita', gli elettori, hanno sperato che si potesse tornare indietro; bloccare gli "inevitabili" flussi migratori in entrata, e favorire quelli in uscita. Invece, pare che anche il "miglior ministro della Lega", Maroni, sia intenzionato a trovare una soluzione "geniale" per gestire una societa' multiculturale che, per altro, in Italia non entusiasma nessuno e nessuno vuole: ne' a destra, ne' a sinistra, con pochissime, anche se sovrastimate eccezioni. L'azione di governo del Ministro leghista sarebbe dunque interamente volta a stroncare la "clandestinita'" e la criminalita' organizzata che la sfrutta; particolarmente, quell'immigrazione che va sotto il nome di "extracomunitaria".

Peccato che i fatti piu' recenti dimostrino come la destabilizzazione degli Stati nazionali che i cosiddetti "illuminati" dai doppi e tripli cognomi, hanno tanto fortemente voluta, sia dovuta proprio alla migrazione "comunitaria" e "regolare". Abbiamo importato dai Balcani ferocissimi killer che hanno internazionalizzata la criminalita' autoctona e sterminati centinaia di italiani indifesi; abbiamo incrementato la consistenza di "comunita'", come gli zingari, la cui utilita' all'economia nazionale rimane un oggetto misterioso da oltre 5 secoli; abbiamo inglobato curiose e variopinte comunita' che sembrano non voler rinunciare ai loro altrettanto curiosi e variopinti costumi, anche quando questi confliggono con le nostre leggi.

E i nostri "rappresentanti"? Ci ammoniscono ad ogni giorno, con tono che rasenta l'insulto, su come l'immigrazione sia necessaria in quanto noi italiani non abbiamo voglia di fare un cazzo; e in ragione di questo ci ritroviamo a "competere" con gli stranieri per lavori squalificanti pagati un terzo dello stipendio di anche solo 15 anni fa e senza alcuna garanzia sindacale. Strapaghiamo una classe dirigente che non si sente minimamente legata a noi, il popolo, dal sacro vincolo della rappresentanza; anzi... che sembra piu' interessata a "rappresentare" le istanze di sconosciute e lontane elites di potere, che sanno bene come farsi obbedire senza dover sborsare nemmeno un soldo. Siamo fino costretti a pagarci la forca alla quale saremo appesi, per la venerazione che proviamo per tutto cio' che e' "democratico", meglio: "moderno". La "modernita'" e' infatti quella meta irraggiungibile per conseguire la quale e' stato demonizzato e accantonato qualunque elemntare principio di prudenza.

Ed ecco cosi' esposti alcuni argomenti che dovrebbero essere sufficienti ad avviare un "sereno dibattito" su quale "arricchimento" ci abbia portato questo "inevitabile" e "spontaneo" fenomeno. A quelli che di noi sono ancora sopravvissuti alle "magnifiche e progressive sorti" del Nuovo Ordine Mondiale, iniziato nel 1789 ed ormai quasi interamente realizzato.

Invece niente: la soluzione prospettata dall' "identitario" Maroni e', ne' piu' e ne' meno, quella adottata a Singapore e Hong Kong oltre 80 anni fa: disperdere le diverse comunita' allogene sul territorio. Il che non e' poi altro se non la via statunitense al melting pot. E lo si puo' fino capire... questo e' il massimo dell' "identita'" che i vincitori hanno concesso ai vinti.

Melting pot e societa' multiculturale si discutono accanitamente negli ambienti leghisti, ma poi li si accettano cosi' come sono. E sfido io... e' o non e', l'immigrazione, un fenomeno "inevitabile"?

Ne' sembrano bastare le lezioni che le "risorse" ci danno ormai sempre piu' spesso, quando distruggono le pubbliche e private proprieta'; oppure quando si appropriano di interi quartieri delle nostre citta'. Come a Milano, dove sotto alla casa che fu di G. Manzoni c'e' una specie di suk off limits per gli italiani e le Forze dell'Ordine.

E non bastano nemmeno le grida: "Italiani, vi ammazzeremo tutti", scandite da tali cortesissimi, oltreche' "inevitabili" ospiti, mentre marciano minacciosamente in quelli che una volta furono i nostri quartieri.

Anche i leghisti cominciano a dubitare del loro "centralismo democratico", oltre che della evidente sopravvalutazione del Ministro Maroni. A Radio Padania uno speaker tenta di rassicurare il leghista perplesso sul fatto che gli uomini che la Lega ha messo nel governo siano tra i migliori disponibili. Il che e', con tutta probabilita' vero... ma la domanda dovrebbe essere la seguente: saranno essi in grado di invertire la tendenza o si limiteranno a "governarla" come fanno oggi? Se infatti fosse questo il caso, il pur ottimo Maroni andrebbe sostituito con il certo migliore Fini... Ubi major, minor cessat, dicevano i celti... o erano i latini?
 
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