Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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22 settembre 2009

Nazionalismo?

Qualche domanda:

1) Da dove zompa fuori l'orgoglio nazionale che sembra pervadere un'Italia che ha appena cessato di esistere come nazione?
2) Chi esibisce oggi il Tricolore in piazza, e' informato del fatto che la costruzione europea, sancita dalla ratifica del Trattato di Lisbona, ha privata l'Italia dell'ultima parvenza di Sovranita' rimastale?
3) Le nostre Forze Armate adempiono ancora ai doveri istituzionali, o sono diventate un'armata ideologica al servizio di ideali sovrannazionali?

Qualche possibile risposta:

Alle domande 1 e 2 si risponde facilmente: l'esigenza di sentirsi comunita' nazionale e' autentica, ma i cittadini italiani non sono stati informati del fatto che anche l'ultima porzione di sovranita' nazionale e' stata ceduta - non si sa bene a chi - per perseguire ideali "piu' alti"...

Nell'Art. 11 dei Principi generali della Costituzione della Repubblica italiana, si puo' infatti leggere, tra l'altro:

(L'Italia NDR) consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Piu' chiaro di cosi'... e' la sanzione formale della sovranita' limitata.
Nella carta precedente all'avvento del Fascismo, non esisteva nulla di simile neanche dopo la fondazione della Societa' delle nazioni.
Diciamo pure che i principi fondanti l'Unita' d'Italia hanno subite meno modifiche dal Fascismo che non dall'Antifascismo, almeno per quanto attiene all'indipendenza da poteri extra-nazionali.
Nei fatti, la continuita' con il Risorgimento e' stata interrotta nel '48, non nel '22, ne' e' possibile ripristinarla semplicemente sventolando il Tricolore.

Pertanto, l'obiettivo era gia chiaro ai Costituenti fino dal '48, ma essi "dimenticarono" di informarne i cittadini che li avevano delegati.

Domanda n°3. Sempre dall'Art. della Costituzione, citato sopra, la prima parte:

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

All'epoca in cui la Carta fu redatta non era ancora necessario rivedere il significato di ogni singolo lemma; essendo la lingua italiana meno soggetta ad interpretazioni arbitrarie come la e' oggi. Dunque, quando i Costituenti scrivono "guerra", intendono "guerra", e non trovano necessario il darne una definizione presumendo, forse a torto, che la stessa non sia soggetta all'obsolescenza del tempo.
Va da se' che se al posto di "guerra" si mette "esportazione della pace" non si contravviene al testo formale, ma si tradisce il principio che questo esprime. L'impiego di tale stratagemma, per altro, e' un insulto all'intelligenza di ogni persona pur mediamente dotata, oltre che la negazione di una logica elementare che e' comune a quasi tutte le culture del mondo. Questo e' un buon esempio di cio' che G. Orwell intendeva con il termine "Neolingua".

Tornando alle cose semplici: la reazione armata ad un'aggressione, non rientrerebbe nella fattispecie, sarebbe dunque pienamente legittima - se le suddette "organizzazioni internazionali" fossero d'accordo - tutto sta a definire il significato di "aggressione"... il che ci riporta da capo al dizionario.

Pertanto, e' evidente che le FFAA della Repubblica italiana agiscono nell'ambito costituzionale, ma dato che la Costituzione e' soggetta ad interpretazioni di tal fatta, la loro azione si potrebbe dire conforme alle norme emanate della Federazione Italiana Gioco Calcio, o ai principi della Termodinamica. In questo modo tutto si puo' dire: anche che questo articolo sia un pollo arrosto; lo si assaggi dunque, anzi, lo si sostituisca per un mese ai pasti ordinari e si capira' cio' che intendevo dire. Buon appetito.

11 settembre 2009

L' "alleato" scarica Berlusconi

Finalmente e' ufficiale: gli USA non gradiscono piu' l'attuale Governo italiano. Lo riferisce anche Paolo Guzzanti che ne elenca le motivazioni. Chi e' di gamba lunga se n'e' accorto gia' nel corso dell'amministrazione Bush, ma i lungo-gambati non sembrano essere una folla nel Belpaese: qui l'altezza e' ancora inferiore alla media europea.

Essendo ormai l'identita' italiana una variabile dipendente dall' "alleanza", sara' interessante osservare come verra' risolta la questione; ma temiamo che questa non verra' mai nemmeno affrontata. Si creeranno cosi' sacche di "giapponesi" che credono ancora di essere "We The People" e il PD un'imitazione del Soviet, mentre la realta' e' assai piu' difficile da digerire per chi e' stato nutrito con dosi da cavallo di un'ideologia che ormai non funziona piu'.

Quando un governo non e' piu' grato, lo si fa cadere: come avvenne a suo tempo per quello presieduto da Bettino (in realta' Benito) Craxi. Allora c'erano i comunisti che lanciavano monetine, ora ci sono i democratici che agitano le mutande, ma, a dispetto dei cambiamenti di nome, sicario e mandante sono sempre gli stessi.

Ma "i comunisti" non lavoravano per l'URSS? Quello che e' certo, anzi certissimo, e' che ora l'URSS non c'e' piu': allora per chi lavorano i loro eredi? Difficile il dirlo con cosi' tanti "competitors"... a meno che non si pensi che il PD gioca in proprio... suvvia: fino in Giappone ci sono PDL e PD... cio' non suggerisce proprio nulla?

Cosi' l'affare si complica anche per gli ex comunisti che pensavano di riferirsi al Soviet. Come glielo spieghi, poveracci, che gia' allora il PCI era nella logica atlantica? Illusi di qui e illusi di la', dunque.

Gli unici che davvero avevano capito qualcosa li hanno ammazzati fino al 1948; i restanti li hanno affidati a Gianfranco Fini e cosi' l'unico dissenso ruvido ma onesto e' scomparso.

Comunque, immagino che anche a "destra" faranno gli struzzi come fecero a "sinistra" quando cadde l'URSS. Quando la realta' non si concilia con l'ideologia e' la prima a dovervisi adattare, non la seconda.

Peccato che tra crisi economiche, sanitarie, climatiche, etc. non ci si possa permettere ora cio' che si poteva 30 anni fa. Ora l'agenda del "Nuovo Ordine Mondiale" e' gia' al venerdi,tra un'esternazione di Napolitano e una rampogna di Fini... macchiette seriose che rappresentano un'Istituzione in via di smantellamento.

Che fara' l' "alleato" se il governo "unaffordable" non se ne va? Fortunatamente non ci sara' bisogno di un'altra guerra mondiale: qui siamo ormai in periferia: il fronte e' ora in Asia... ma von Clausewitz raccomandava di non lasciare marcire le retrovie...

Intanto approfittiamone per migliorare il nostro Inglese.

 
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