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03 luglio 2009

Farsi "migranti" per sopravvivere alla globalizzazione

Nel cosiddetto Pacchetto sicurezza, passato ieri alle Camere, l'attuale governo introduce - tra l'altro - il reato di "clandestinita'" nell'ordinamento giuridico penale dello Stato italiano.
L' accoglienza della legge da parte delle sinistre politiche non e' stata molto diversa da quella che - si dice - gli xenofobi usano riservare agli stranieri: si va dall'evocazione delle leggi razziali della sinistra estrema, fino agli anatemi religiosi di quella cattolica, passando per le accuse fumose - almeno quanto la loro attuale identita' politica - dei "moderati" ex comunisti.

Come al solito, ci troviamo di fronte ad una malafede pressoche' universale: malafede veicolata dalla solita e ormai noiosa "guerra delle parole" combattuta su scala mondiale. Invece di dire "immigrazione illegale" si dice "immigrazione clandestina" e poi si semplifica con "clandestinita'", non prima di aver conferito al termine un'aura di eroismo, beninteso. Il clandestino non e' piu' un delinquente; e' il santo, la vittima, il martire, di un mondo che rifiuta il "progresso". Insomma: e' una specie di partigiano in lotta contro i fascismi nazionali. Sempre la solita solfa dopo 70 anni.

L'immigrazione illegale e sempre stata considerata reato in tutte le giurisdizioni degli Stati del mondo (USA compresi); e questo per il semplice motivo che in base all' Autodeterminazione dei popoli - prima fonte della Sovranita' - e' la volonta' popolare a prevalere sulle ubbie umanitarie mondialiste. Altrimenti potremmo anche fare a meno di andare a votare o, meglio, delegare in outsourcing a qualche milione di cinesi tale diritto/dovere; non foss'altro per evitare le seccature che se ne ricavano merce' queste interpretazioni fantasiose degli pseudo-diritti-naturali.

Tralascio qui di trattare delle teorie filosofiche che vanno sotto il nome di Giuspositivismo e Giusnaturalismo il cui conflitto e' all'origine della confusione giuridica attuale indotta dalla globalizzazione economica. Mi limito solo a sottolineare come la filosofia dei "Diritti umani" di origine massonica - che tramite le Nazioni Unite e' stata "recepita" in quasi tutti gli stati occidentali - e' proprio quell'elemento estraneo alle Costituzioni nazionali che favorisce l'esproprio degli Stati nazione; esproprio giustificato da una "morale universale" che la moda corrente vuole essere superiore alla volonta' popolare, tanto da giustificare una serie interminabile di "guerre umanitarie" che si susseguono dalla fine dell'ultimo conflitto che abbiamo sempre chiamato (guarda un po' il caso) "mondiale".

Nei fatti, questa visione morale unilaterale finisce per annullare gli Stati nazione e con essi Autodeterminazione, Sovranita' e, infine, la pur sacralizzata "democrazia". I totalitarismi nazionali sono stati - e sono tutt'ora - eliminati per instaurare un totalitarismo mondiale, altro che "esportazioni democratiche"... Cade cosi' il tabu fondante del mondo uscito dalle due guerre europee: il primato della liberal-democrazia sul totalitarismo. Il passo successivo - ancorche' inevitabile - finisce per essere la rilettura di tutta la Storia moderna alla luce di una nuova consapevolezza; la consapevolezza di essere stati ingannati.

Un esempio terra terra della declinazione di questi "diritti" su scala minima, puo' essere rappresentato da quella famiglia che, vivendo in una casa costruita su di un piccolo territorio che le fornisce il sostentamento attraverso l'agricoltura e la pastorizia, si trova da un giorno all'altro costretta ad accogliere chiunque; con il risultato che la proprieta' privata viene di fatto abolita, i diritti naturali dei suoi membri conculcati e le risorse alimentari depredate.

L'esproprio comunista ha trovato nel Soviet un'identica declinazione, ma, se possibile, oggi e' anche peggio; infatti non si tratta piu' della vecchia "lotta di classe", ma di stanzialita' contro nomadismo. E' la moderna declinazione del mussoliniano "chi si ferma e' perduto".

Chi vuole sopravvivere nel "mondo libero" deve farsi "migrante" per forza. "Lascia tutto e seguimi" diceva il Cristo, ma allora era ancora possibile scegliere tra santita' e vita civile. Ora che Dio e' morto e' divenuto obbligatorio.
 
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