Lo PseudoSauro

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06 febbraio 2009

A rose by any other name would smell as sweet

Da qualche anno in qua c'e' qualcosa che non mi torna. Precisamente, dal periodo immediatamente precedente il crollo dell'URSS, che ha visto l'inizio delle migrazioni bibliche e la nascita dell'EU; e dallo 11 settembre 2001, data a decorrere dalla quale sono iniziate in grande stile le "esportazioni democratiche" e la "lotta al terrorismo". Capirete, poi, che se dal 2008 il mondo e' ufficialmente precipitato in una crisi economica paragonabile - quando non peggiore - a quella del 1929, e' probabile che le mie ubbie di "complottista" abbiano piu' di qualche fondamento; non foss'altro per cio' che avvenne esattamente 10 anni dopo il 1929. Direi che, col senno di poi, dovrebbe valere la pena di preoccuparsi un pochino.

Ed ecco infatti la prima crepa nell'ideologia della "liberazione" post IIa GM: possibile che la responsabilita' della deflagrazione del conflitto possa essere interamente, ed esclusivamente, imputata al "male assoluto" del "nazifascismo" senza che fatti come una crisi economica planetaria vi vengano mai connessi nemmeno di sfuggita? La Germania voleva "conquistare il mondo", si sa, ma questo "mondo libero" non era gia' per 4/5 sotto il dominio britannico? Che una eventuale egemonia tedesca possa essere considerata un evento negativo a priori, andrebbe dimostrato. Qualcosa mi dice che il "mondo" ha poche possibilita' di rimanere "libero" tanto sotto gli inglesi quanto sotto i tedeschi. O si tratta di una "liberta' condizionata"? E questo, sia detto senza volere scadere nel comico considerando che l'URSS avesse mai potuto "liberare" i popoli quanto i sopraddetti... ma, secondo lo stesso ragionamento, nemmeno gli USA, ne' tantomeno la UE potrebbero "liberare" alcunche'. Ammetto dunque il mio pregiudizio nei confronti di ogni sigla che inizi con la lettera "U". Mi dichiaro colpevole fin da ora, cosi' la facciamo finita con i processi alle intenzioni che inevitabilmente seguiranno queste mie povere considerazioni.

Ma torniamo, tristemente, "a bomba". Nei libri di storia si poteva leggere, fino a qualche tempo fa, che le cause dello scoppio della IIa GM vanno quasi tutte ricercate a Versailles. Ipotesi ragionevolissima, anche se, a mio parere, un po' riduttiva. Non e' proprio possibile esaminare la storia con maggiore visione prospettica, o e' indispensabile il considerare ogni decennio come un microcosmo a se' stante? Piu' recentemente gli storici sembrano tutti concordi nell'attribuire ai nazionalismi europei la responsabilita' dei disastri delle due guerre mondiali. Dunque: via il nazionalismo e largo alla pace perpetua universale... ma questo non era anche la base del pensiero internazionalista di K. Marx? Anche... infatti e' un pensiero che precede l'elaborazione marxiana, almeno dalla nascita dell'universalismo politico che altro non e' poi, se non la traslazione dell'ideale religioso cristiano nel Nuovo ordine propagato dalle piu' importanti rivoluzioni del mondo moderno; e queste sono, nell'ordine, la Rivoluzione industriale, la Rivoluzione americana, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione bolscevica. Tutte rivoluzioni che trovano origine nel pensiero massonico. Ma la Massoneria non fu proprio il motore di tutti i nazionalismi mondiali? Almeno, e' questo che una volta ci insegnavano alle Scuole elementari... E allora, come mai ora il nazionalismo viene avversato proprio da quegli ambienti massonici che lo hanno concretamente realizzato? E come non vedere che le due principali filosofie politiche: quella liberale e quella socialista, nascono anch'esse dagli ideali massonici di fratellanza universale? E' questo un drastico cambiamento ideologico, oppure esiste un'oscura continuita' nell'azione di queste forze? E qui siamo appunto nel "complottismo", dato che tutti sanno come il "mondo libero" sia nato da se', da una naturale evoluzione umana: il progresso. Nessuno ha mai tramato nell'ombra per realizzarlo.
Ma la Carboneria, i Moti mazziniani etc. sono realmente avvenuti o me li sono sognati? Con quale imputazione Silvio Pellico e' stato condannato alla detenzione nel duro carcere di Spielberg? Faccio una rapida ricerca e scopro cosi' l'acqua calda: i patrioti risorgimentali venivano incarcerati in quanto "complottisti" e impiccati in quanto "terroristi". Quindi, nulla di nuovo sotto il sole. Bene: allora come "complottista" sono in ottima e numerosa compagnia. Spero solo che la "naturale evoluzione" del "mondo libero", fra qualche tempo, non mi faccia ritrovare graziosamente tra i "terroristi". O peggio ancora.

Convinto com'ero di vivere nel "mondo libero" - a favore del quale ho dedicato qualche annetto delle mia inutile vita - ho accolto con sollievo la scomparsa della cara vecchia Unione sovietica, ma la nascita dell'Unione europea non riuscivo a spiegarmela ricorrendo ai lumi dell'armamentario ideologico democratico; mentre purtroppo me la spiego benissimo utilizzando l'attrezzatura ideologica comunista. Comunque, niente paura: se l'URSS non c'e' piu', chi potrebbe mai desiderare che l'Europa, o il mondo, divenga comunista?

Ma qui la saggezza popolare - nella fattispecie quella anglosassone - mi soccorre: "a rose by any other name would smell as sweet". Questo antico adagio suggerisce un'ipotesi di soluzione al mio tormentoso problema; e senza alcun bisogno di ricorrere ai lumi di Machiavelli o Hegel. Pertanto, un umile consiglio a chi soffrisse del mio stesso disturbo: non fidatevi delle etichette: guardate piuttosto a chi le ha inventate.
 
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