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19 novembre 2008

Al Zawahiri e il Mondo libero

Me li sono guardati tutti. Dal 2001 ad oggi non mi sono perso un solo messaggio di "al Qaeda". Bin Laden, poi ancora bin Laden, poi al Zawahiri, poi il fu al Zarkawi, poi di nuovo il fu bin Laden (Benazir Buhtto riferi' che questi era stato ucciso da un agente dell'ISI pachistano, prima di essere uccisa a sua volta), poi ancora al Zawahiri... La domanda che mi sono sempre posto era piu' o meno la seguente: ma come e' possibile che le minacce profferite da questi figuri vengano trasmesse in mondovisione? Certo, c'e' al Jazeera, ci sono gli "Stati canaglia", c'e' la "liberta' d'informazione", ma non ho mai visto in TV un proclama di Toto' Riina. E' questo un caso di discriminazione che il capomafia (o i suoi eredi) potrebbe certo sollevare nelle sedi opportune.

Visto e considerato che se i capi del terrorismo internazionale registrano messaggi e' assai probabile che desiderino la loro diffusione, quale ruolo ha la "libera informazione"? E' cosi' libera e potente da poter mettere in pericolo la sicurezza di Stati tra i piu' importanti al mondo solo per incrementare l'audience? Sono domande sciocche: ne convengo. E' lecito che se le pongano persone che non conoscono come funzionano i giochi di prestigio ad alto livello, ma chi ne avesse una pur vaga idea e, nonostante cio', credesse a queste fole andrebbe sottoposto ad accurata analisi medico-psichiatrica.

E questo e' stato appunto il mio caso. Ammetto di essere stato un caso psichiatrico. Con l'aggravante di avere un'esperienza tale da non consentirmi di ragionare in termini cosi' semplici. Ma in casi come questi si fa piu' appello alla fede che non alla ragione. Ci si sente tutti minacciati: si deve fare blocco. Lo diceva Bush, lo dice Obama e l'ha detto, a suo tempo, anche Mussolini: credere, obbedire, combattere. Nessun tentennamento disfattista. Io ti indico il Nemico e tu devi regolarti di conseguenza.

A questo punto ci ha portato il "mondo libero". A rivalutare il Fascismo. Allora si pone un nuovo quesito: "credere, obbedire, combattere" per la Democrazia e' meglio che non farlo per il Totalitarismo? Meglio ancora: e' diverso? E qui si finisce inevitabilmente per calpestare gli escrementi delle vacche di Hegel, disseminati sul campo nella sua buia notte ormai proverbiale.

Chi si professa "liberale" non rinuncia ad usare del proprio raziocinio. Anche Marx raccomandava di sottoporre ogni avvenimento a severa critica, per cui nemmeno un comunista avrebbe dovuto mettere il cervello all'ammasso. Ahime', la storia ci ha mostrato come i comunisti siano stati tra i piu' retrivi fideisti; ora ci dimostra che anche i liberali non si comportano molto diversamente. Non si crede ad un fatto perche' lo si e' passato al vaglio della ragione; lo si fa perche' si e' in guerra. Perche' l'obbiettivo e' sempre la "vittoria finale": che si stia sul Carso, alla cancelleria di Berlino, a Kabul o a vattelapesca, vale sempre il mussoliniano "Vincere, e vinceremo".

Si potrebbe dire, con un aggettivo spesso usato a sproposito, che e' una questione "relativa". Che ognuno vuole legittimamente vincere la sua guerra. Certo, ma cio' implica la pari legittimita' di tutti i belligeranti. Non si puo' asserire che questi o quelli sono il Male a prescindere se poi ci si comporta allo stesso modo. La Legge morale va anche applicata, non solo enunciata. Altrimenti si perde in credibilita'.

E questo e' proprio cio' che sta avvenendo agli USA a 60 anni dalla fine della IIa GM ed a 20 dalla fine della Guerra fredda. Hanno persa la credibilita' internazionale. Per uno "Stato guida" il perdere in credibilita' equivale ad un fallimento totale dell'ideale che ne ha guidate le azioni. Molto peggio che non il perdere una guerra. Nemmeno l'URSS ha perso in modo cosi' totale.

E adesso diremo il perche'. Perche' e' vero solo in parte che i media perseguano esclusivamente fini di lucro. Perche' gli azionisti che compartecipano, ad esempio, media come Fox e CNN sono gli stessi che finanziano le campagne presidenziali; quelli che scelgono davvero la "squadra" di governo. Perche' questi stessi azionisti sono presenti nelle banche d'affari e nelle grandi industrie che giocano il big game. Non e' nemmeno pensabile che pochi soggetti lascino alla "mano invisibile" la propria sorte. E, di fatto, questo non accade mai.

Pertanto, se al Zawahiri ci gratifica delle sue apparizioni in TV con barbone e turbante, non e' merce' il "libero mercato". Ne' piu' e ne' meno di come non e' merce' il "libero mercato" che sta avvenendo l'attuale sconquasso finanziario. Quello che, ci viene spiegato dalla "libera informazione", come l'esito finale delle azioni di "irresponsabili" a lungo protratte nel tempo.

Noi vediamo cio' che ci viene fatto vedere. Noi crediamo a cio' che ci viene detto di credere. Noi combattiamo il Nemico che ci viene indicato. E' dura da digerire per chi ancora crede di vivere nel "mondo libero".
 
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