Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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16 gennaio 2008

Kapo

Kapo erano e kapo sono rimasti. Israel Shaak, ex deportato e irriducibile critico della politica sionista, lo aveva espresso chiaramente che i peggiori aguzzini degli ebrei furono gli ebrei stessi, essendo la SS piu' preoccupata a combattere una banalissima guerricciola su due o tre fronti piuttosto che a dilettarsi delle sevizie inflitte agli inermi incarcerati nei konzentrazion lager o nei ghetti. Ma se negli anni '40 del Novecento, erano gli ebrei stessi, l'oggetto della prevaricazione di questi collaborazionisti, ora siamo noi europei che ne subiamo le attenzioni. L'occidente intero sta diventando un immenso gulag intellettuale almeno da quando e' caduta l'URSS. Il regime tramite il quale questa minoranza turbolenta ha sorvegliato e amministrata la "giustizia" sui popoli russi per oltre 70 anni. E ormai non mancano nemmeno i prigionieri veri: quelli che vengono perseguitati da una nazione all'altra, a volte malmenati, e infine incarcerati per anni in una cella di 2 metri per 2 per aver scritto un libro o per aver espresso opinioni che offendono la "memoria" di un popolo che dopo piu' di duemila anni che risiede in Europa, rifiuta ancora - unico tra gli altri popoli - di considerarsi "europeo". In Europa, ma anche altrove, (fino in Giappone) vengono perseguitati gli autoctoni da un popolo straniero che tutto insieme non raggiunge nemmeno lo 0,1% del totale della popolazione mondiale. E questo in cio' che continuiamo ancora stupidamente a definire un regime "democratico" che aspira a farsi "globale". Questa globalizzazione e' dunque un auspicio o una minaccia? Mentre la memoria di questo popolo viene celebrata da tutte le nazioni il 27 Gennaio di ogni anno, la richiesta di un minuto di raccoglimento in memoria del popolo tedesco, i cui civili furono sterminati dai bombardamenti strategici, viene rifiutata in cio' che, senza alcun senso del ridicolo, si continua ancora a definire un Parlamento tedesco. Altro che Petain col suo governo di Vichy; quello duro' meno di tre anni, questo invece dura da oltre 60. Governanti kapo celebrano ogni anno la memoria dei caduti Alleati fingendo di non sapere che questi uccisero i loro padri e impressero loro l'infamante marchio della vergogna imperitura. A 60 anni dalla fine della guerra, nessuna "memoria" e' ancora concessa ai vinti, anzi, la stretta aumenta e i pellegrinaggi sui luoghi dell'Olocausto sono divenuti obbligatori fino per le scolaresche polacche, almeno dopo la caduta di Jaruszelsky, che - col senno di poi - la popolazione sta scoprendo essere stato una specie di eroe nazionale. La blanda politica razziale esclusivista e' stata sostituita con una ferrea politica razziale universalista che non puo' essere discussa e contro la quale non si puo' manifestare pubblicamente, pena l'arresto. Chiunque puo' aspirare ad essere "europeo": un pakistano, come un congolese, tranne l'ebreo, che puo', unico fra tutti, risiedere ovunque senza alcun obbligo di solidarieta' con il popolo ospite; senza divenirne mai parte integrante. A questi e' stata delegata la sorveglianza dei deportati; deportati in quella che una volta era casa loro. E i deportati gioiscono, plaudono ai loro carcerieri, li incitano ad infierire di piu', a scavare nelle loro piaghe, ad annullare cio' che resta della loro identita' pur di esaltare quella dei loro persecutori. Si tratta di una psicosi collettiva paragonabile solo al suicidio dei lemmings, ma qui la natura non c'entra nulla: e' tutto programmato fino al piu' minuto dettaglio. Niente e' stato lasciato al caso. Noi siamo servi senza alcuna dignita' e i kapo lo sanno. Un tal rabbino israeliano, Yosef Shalom, si spinge a dire: “Voglio che se un negatore dell’Olocausto pubblica un libro in Inghilterra sia considerato un criminale in Israele”, e come tale deportato cola' e processato stile Eichmann, magari impiccato come il gerarca nazista. Si crede che i "governi europei" si opporrebbero ad una si' garbata richiesta?

21 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti per il post commovente.
Sul forum di POL stavamo trattando il tema del negazionismo quando sono appunto arrivati i kapo.
Sono proprio così e sembra ke comandano loro.
Non portano argomenti, solo disprezzo.
Odiosi.
Magari vieni a vedere sul forum.
Complimenti per il blog.

Anonimo ha detto...

La mattina dell'11 Settembre 2001 una donna di servizio messicana che stava facendo le pulizie in un condominio del New Jersey (a Liberty State Park) notò tre individui che, dal fronte d'acqua dello Hudson, assistettero al primo impatto dell'aereo contro la prima torre gemella di New York.
All'esplosione, furono visti esultare, fare segni di «vittoria» con le dita, fotografarsi a vicenda tenendo sullo sfondo il grattacielo in fiamme. Quindi partirono su un camion di di una ditta di traslochi.
La cameriera si segnò la targa e avvisò la polizia di New York e anche l'FBI diramò alle pattuglie un comunicato BOLO («Be on lookhout», ossia «Tenete gli occhi aperti») a proposito di tre individui su «un veicolo che può essere collegato con l'attentato terrorista», e che erano stati visti lasciare la banchina costiera del New Jersey pochi minuti dopo il primo impatto.
Nel comunicato si indicava il veicolo così: «Furgone bianco, Chevrolet del 2000 con la scritta 'Urban Moving System sul retro. Visto a Liberty State Park, Jersey City, N J al momento del primo impatto dell'aereo contro il World Trade Center. Tre individui con il furgone sono stati visti a celebrare dopo l'impatto e la seguente esplosione. L'ufficio di Newark dell'FBI richiede che, se il furgone è identificato, gli individui vengano detenuti e rilevate le impronte (digitali)».
Alle ore 15.56, venti minuti dopo la diffusione del comunicato, agenti del dipartimento di polizia East Rutheford bloccano il camion, identificato dalla targa.
Gli agenti, ufficiale Scott De Carlo e il sergente Dennis Rivelli, raccontano così il fermo nel loro rapporto successivo.
Bloccano il veicolo e chiedono al guidatore di scendere.
Il guidatore, poi identificato come Silvan Kurzberg di anni 23, «rifiuta, e la richiesta deve essere ripetuta più volte mentre egli armeggia dentro una borsa di pelle nera a forma di sacco. I due agenti, revolver in pugno, devono 'rimuovere fisicamente Kurzberg'; altri quattro individui (evidentemente, due si sono aggiunti ai tre visti dalla cameriera) vengono fatti anch'essi scendere, ammanettati e allineati sull'aiuola spartitraffico, dove vengono loro letti i loro diritti».
Benchè non venga comunicato loro il motivo dell'arresto - nota De Carlo nel suo rapporto - «il sottoscritto agente si sente dire dal guidatore [Kurzberg]: 'Siamo israeliani, non siamo noi il vostro problema. I vostri problemi sono gli stessi nostri. Il problema sono i palestinesi'».
Già sapevano la «versione ufficiale», prima ancora che la dichiarasse la Casa Bianca.
Un altro dei cinque fermati, senza essere interrogato, dice all'ufficiale De Carlo: «Eravamo sulla West Side Highway a New York City durante l'incidente».
Affermazione risultata falsa.
Accorrono agenti dell'FBI ad affiancare i due poliziotti locali, del New York Police Department. Trovano nel camion «diversi passaporti e 47.000 dollari in contanti dentro una calza».
Tutte le circostanze sono conservate nel registro della polizia della Contea di Bergen (New Jersey), insieme ad altri particolari.
Fra cui questo: gli agenti hanno trovato nel veicolo anche «mappe della città con certi luoghi sottolineati».
Secondo un dirigente della Bergen County, «sembra che quelli sapessero ciò che stava per avvenire quando si trovavano al Liberty State Park».
Ossia erano arrivati sulla riva dell'Hudson nel New Jersey, con splendida vista su Manhattan, proprio dirimpetto al World Trade Center che si ergeva dall'altra parte del fiume, per godersi lo spettacolo.
Dai documenti, si accerta che i cinque sono israeliani.
Dichiarano di essere in USA per lavorare come facchini della Urban Moving System, ditta di traslochi che ha uffici e magazzino a Weehawken, in New Jersey.
Tutti vengono detenuti per 71 giorni nel centro di detenzione federale di Brooklyn, dove vengono ripetutamente interrogati da agenti dell'FBI e della CIA (che li chiamano cumulativamente «the high-fiver», ossia «gli esultanti»).
Alcuni di loro sono tenuti in isolamento per 40 giorni; alcuni sono sottoposti a più prove della macchina della verità.
Uno di loro, Paul Kurzberg, fratello del guidatore Silvan, rifiuta a lungo, per dieci settimane, di assoggettarsi alla prova del lie-detector, e alla fine non la supera.
Il proprietario della ditta di traslochi risulta essere Dominik Suter, israeliano, 31 anni.
Egli ha abbandonato precipitosamente gli USA per tornare in Israele.
Nei locali della Urban Moving System gli agenti trovano ancora i computer accesi e i cellulari sotto carica, bicchieri di carta con il caffè ancora dentro, sandwiches non consumati e, nel magazzino, mobili per migliaia di dollari.
Suter è stato inserito dall'FBI nella lista dei ricercati in relazione all'attentato, nella stessa lista in cui appaiono Mohamed Atta e gli attentatori presunti dell'11 settembre.
Il primo a rendere nota la vicenda, nella primavera del 2002, è stato il settimanale ebraico di New York, «Forward», dopo mesi di ottime ricerche dei suoi cronisti.
Secondo Forward, il FBI era giunto alla conclusione che almeno due dei fermati erano agenti del Mossad, e che la Urban Moving System per cui lavoravano era una «facciata» del Mossad.
Lo stesso governo israeliano ha ammesso che i due erano spie.
«Il governo israeliano ha riconosciuto l'operazione e si è scusato di non averla coordinata con Washington», ha scritto Marc Perelman, il giornalista di «Forward».
Anche oggi Perelman conferma il suo articolo.
Ha le sue fonti nel Mossad, ha detto a Ketcham, «e nessuno ha smesso di parlare con me».
A Ketcham, due ex agenti CIA hanno spiegato che la mascheratura di una compagnia di traslochi è un classico nello spionaggio: i furgoni coperti possono girare dovunque e portare qualunque cosa voluminosa sotto il telone senza suscitare sospetti.
Nel giugno del 2002 la vicenda è ripresa dalla catena televisiva ABC nel programma «20/20».
La TV intervista Joseph Cannistraro, ex capo dell'antiterrorismo nella CIA: egli rivela che i nomi dei cinque non erano sconosciuti; una ricerca li ha trovati già registrati in un precedente database dell'FBI su presunte spie.
Ricontattato da Ketcham, Cannistraro ha confermato tutto, anzi di più: gli agenti dell'FBI, ha detto, hanno cercato di stabilire se gli israeliani "danzanti", quando erano arrivati sulla banchina dell'Hudson dove erano stati notati dalla cameriera, sapessero quel che stava per accadere.
Ma prima che l'inchiesta fosse conclusa, è stata bloccata e chiusa da alte autorita'.

lele_Kildare ha detto...

Ciao Sauro

Innanzitutto complimenti per il blog e per il post in particolare.
Volevo solo ricordare la storia di Norman Finkelstein autore de"l'industria dell'Olocausto" ( e figlio di sopravvissuti ai lager )che per aver criticato l'uso la strumentalizzazione dell'Olocausto da parte dei sionisti e' stato accusato (naturalmente ) di antisemitismo e dopo pressioni di Alan Dershowitz ha perso la sua " tenure all'universita' DePaul negli USA ( la "tenure" e' praticamente considerata impiego a vita salvo casi rarissimi ).Tra l'altro fu presente ad 8 e mezzo dove fu svillaneggiato da Gad Lerner ( senza nessuna critica reale alla sua opera ). Ho scelto Finkelstein fra tanti solo per mostrare che neanche la propria ebraicita' puo' salvare dalla"psicopolizia" sionista , infatti per le persone come lui e' stato coniato il termine "self-hating" jew (l'ebreo che odia se stesso)che praticamente e' venuto a definire tutti quegli ebrei che non approvano le atrocita' israeliane , l'arroganza delle sue agenzie all'estero ( ADL su tutte ) e che soprattutto vive in una nazione come un vero cittadino e non una quinta colonna di una potenza straniera.
Comunque ancora complimenti per il tuo blog.

Emanuele

P.S.
Ma tu non eri aggregato a Tel-Aviv... ooopsss volevo dire Tocqueville: la citta' dei liberi?

Lo PseudoSauro ha detto...

Anonimo: grazie. Su POL ci sono stato, ma sono durato poche ore: mi hanno bannato subito. Forse pensavano che fossi il Papa. :-)

Grazie per il documento sugli ebrei danzanti, ma lo conoscevo gia'.

lele kildare: grazie anche a te. Figurati se non conosco la storia di Finkelstein... il fatto che riescano a stroncare la gente a questa maniera e' la prova del loro potere immenso. Speriamo che tenga duro e non si lasci prendere dallo sconforto. Ti fanno diventare "complottista" per forza. E poi gli "antisemiti" saremmo noi... basta guardare come trattano i dissidenti ebrei. Kapo. Comunque a me interessa cio' che accade in casa mia: in casa loro facciano quello che vogliono. Non sopporto i bulletti che minacciano "pallottole ai nemici" e "sculacciate ai discoli" che dicono quello che non si deve. E, detto per inciso, con l'esperienza che ho non temo ne' le prime, ne' le seconde. Quando mai ci libereremo di questi cagacazzi sara' un bel giorno.

Quella di Tocque-Ville - Tel Aviv non la sapevo. Dovrebbe essere un aggregatore di centro-destra... ma convengo con te sul fatto che si tratta di una destra non molto italiana.

nuovopatriota ha detto...

Necessito di finanziamenti! è tempo di Nuove Crociate! La Chiesa lo capisce o vogliono abdicare pure il Vaticano??
SPADA ALZATA!

+nuovopatriota+
[mai domi! il vero patriota è irriducibile!]

Anonimo ha detto...

Sauro il discorso ha molti spunti veritieri, altri, come il finale dell'articolo linkato, mi hanno fatto pensare all'inizio di un nuovo episodio di Star Wars.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Nuovopatriota: esponi dettagliatamente il tuo progetto e vedrai che qualche finanziatore lo si trovera'. Magari non in Italia. Spada alzata, naturalmente. :-)

Zag: grazie. In questo rimescolamento generale ci sta pure che si trovera' piu' di qualche punto in comune.

Alludi al discorso di Ben Gurion? I protocolli dei savi di Sion in versione riveduta e corretta e, questa volta, autentici. Su di una biografia, che ho in casa, dello statista israeliano c'e' anche dell'altro. Fortunatamente in Israele ci sono anche persone che aspirano solo ad essere una nazione come le altre, ma dato che queste altre si sfasciano il risultato non sarebbe poi molto diverso.

Anonimo ha detto...

Io concordo su questo

"popolo che dopo piu' di duemila anni che risiede in Europa, rifiuta ancora - unico tra gli altri popoli - di considerarsi europeo".

..si considerano un polo errante...
a parte...ma col trasferimento ideologico dei conflitti mediorientali temo che anche i musulmani possano inziare a sentirsi come gli ebrei...

sulla psicosi collettiva...penso inece che ormai siamo ad un diffuso dualismo: nemico-oppressore (berlusconiani-Prodi, palestinesi-Israeliani, etc.)con stravolgimenti continui, cioè passaggi all'uno o all'altro ruolo repentini, oggi sei un tiranno, domani guidi il popolo contro l'oppressore.

..spero che i "governi europei" si oppongano all'ingresso di Israele in Europa...

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: infatti anche il tuo Marx la pensava allo stesso modo e, nello scritto a Bauer, ha tratteggiato una perfetta analisi del problema, anche se per lui questo era fondamentalmente lo Stato cristiano con i suoi privilegi. E' una cosa lunga.

Il fatto che il "popolo errante" metta le radici a terra non puo' che essere una cosa positiva: per se' e per gli altri, ma, possibilmente, non a spese di un terzo popolo. Su questo sono d'accordo anch'io, ma ormai va accettato lo status quo internazionale. Non si puo' rimettere in discussione ogni giorno tutta la storia dei popoli che e' inevitabilmente anche il frutto di parecchie sopraffazioni. Anche se il caso di Israele e' unico nella storia, ormai e' andata cosi' e non c'e' altro modo che trovare un compromesso vantaggioso per tutti con la controparte.

L'altro problema sta nel fatto che gli ebrei continuano a stare dove stavano prima, quindi, ben lungi dall'aver risolto il problema di una identita' poco conciliante, se n'e' creato uno nuovo. Almeno dal punto di vista degli Stati in cui la comunita' ebraica e' piu' numerosa e/o influente, ovvero, dappertutto.

Ormai tutti dobbiamo diventare "erranti"... non lo vedi che il mondo e' fatto in modo da penalizzare chi vuole risiedere in casa propria? Invece, ponti d'oro a chi viaggia. E' un dogma anche questo e dovrebbe far riflettere il fatto che tra i cosmopoliti vince chi lo e' da sempre.

Sulla questione Prodi etc. ho cambiata idea, ma non sul fatto che questo governo si sia insediato in modo molto poco ortodosso. In un mondo economicistico senza confini governa chi detiene le leve della finanza, pertanto i nostri governi non possono essere che di facciata.

Israele non puo' essere europeo per il semplice motivo che gli israeliani non si sentivano europei nemmeno quando vi risiedevano. Perlomeno gli ebrei ashkenazi. Se poi e' vero che molte citta' europee sono agganciate come bersaglio dei vettori nucleari israeliani sarebbe davvero uno sotgun marriage del quale dovremmo cercare di fare a meno. E cio' vale anche per la Turchia, che pure sembra meno interessata a infilarsi in questo casino dal quale pure noi dovremmo uscire alla svelta.

Anonimo ha detto...

Ieri questo post è stato per tutto il giorno su Tocque-ville. Ovvero Tel-Aviv, come ha scritto qualcuno qui. Mi piacerebbe sapere se eri un osservato speciale o cos'altro. Non temi con un post simile, di venire rapito dal mossad? Come minimo sarai sul libro nero.
Ermanno di Salza

Anonimo ha detto...

...ildiscorso dei confini dell'Europa è complesso...e infatti si è visto il casino quando si è andata a scrivere la costituzione.
Le origini cristiane potrebbero un giorno legittimare l'idea dell'entrata di Israele in Europa per l'appartenenza geografica legata ai simboli della fede.
L'origine greca ci spingeva massimo fino alla Turchia dove si è combattuta la guerra di Troia.
:-)

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Ermanno: apprezzo la tua soffiata. Infatti non me la sono mai presa con Tocque-Ville per pretese trascuratezze e ringrazio sempre chi vuole segnalare i miei post, dei quali il mondo puo' fare benissimo a meno. :-)

Il problema sta nel mettere insieme soggetti eterogenei che hanno fini profondamente diversi. Ecco, ora dovrebbe apparire chiaro che questi fini non solo solo diversi, ma antitetici.

Che c'e' di male a scrivere "viva Israele" o "viva gli USA"? Niente, ma in una Destra nazionale, quindi italiana, un italiano scriverebbe "viva l'Italia". Un italiano che scrive "viva Cuba", magari sara' anche di "destra", ma una destra cubana e l'interesse nazionale di Cuba non coincide con quello italiano, ne' di alcun altro Stato al mondo. Eppure sembra una cosa normale che italiani se ne vadano in giro con bandiere altrui.

Purtroppo siamo tutti controllati. E dagli "amici", non dai "nemici"... il che, a lungo andare, puo' cambiare la prospettiva. Tutto bene finche' non si tocca qualche argomento specifico, ma non appena questo accade arrivano i kapo ad osservare e intimidire. Ma ai "libertari" sta bene cosi': che ci vuoi fare?

Manca il senso del limite: non si sa se siamo in Italia o meno. E questo internazionalismo non ci avvantaggia in quanto italiani. Basta vedere come siamo ridotti...

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: e' complesso perche' si vuole creare un superstato, quindi ci si costringe a cercare un criterio comune. Ma e' solo una questione di facciata: trattandosi di un'unione economica in Europa ci potrebbe stare benissimo anche la Cina... la CEE non andava bene per questo? Evidentemente il progetto e' economico e strategico insieme, il che finisce per essere ideologico e ci si lambicca per trovare lati comuni a cose che non ne hanno.

Un'Europa delle patrie si farebbe in quattro e quattro undici, ma evidentemente si vuole dell'altro. L'Europa e' solo un pretesto: una stazione pluricontinentale del Nuovo Ordine Mondiale. Non vedi che stanno infilandoci anche l'Africa, un pezzo alla volta?

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.

Nessie: tanto per fare qualche esempio chiaro; che interesse puo' avere un italiano - peggio, un tedesco - a celebrare una memoria ebraica che lo condanna sine die al ruolo di carnefice? E' legittimo che qualcuno cerchi di difendere la propria di memoria? Che tenti di discolpare i propri progenitori? E come puo' discolparsi se una legge emanata da un tribunale privo dei piu' elementari requisiti (primo l'imparzialita') ha condannato in solido tutta la sua classe dirigente, non senza aver ridotto la nazione ad un cumulo di rovine? E poi ormai e' chiaro perche' il comunismo si e' sottratto a questa sorta di vendetta ed e' diventato una male un po' meno assoluto.

Anonimo ha detto...

Vedo che questa Nessie is on your mind.Cos'è? Un lapsus?
Sono un maschio (ma non macho). Anche se di questi tempi nessuno è più certo della sua identità :-)
Credo anch'io che le memorie imposte non siano un buon affare per nessuno. Anche perché memoria chiama memoria. E allora avremo la moltiplicazione esponenziale dei torti subiti e ciascuno rivendicherà il suo diritto a celebrare il suo giorno della memoria. Aspetto comunque il giorno del gulag.
Ermanno di Salza

Lo PseudoSauro ha detto...

Ermanno: non sarai l' impiccione viaggiatore, per caso... siccome alla consaura Nessie dovevo un pezzo di spiegazione, l'ho messa qui. Tu quoque kapo?

Eppure dovrebbe essere facile capirlo, ma fanno tutti orecchie di mercante: se un popolo viene sterminato da un altro popolo, gli attori sono due, non uno. La memoria, pertanto, costringe a ricordare il sacrificio dell'uno, ma anche la colpa dell'altro... capirai che questa condivisione potrebbe non piacere a chi si ritrova appioppato il ruolo di carnefice. A maggior ragione se le prove del crimine vengono sancite da un tribunale unilaterale. A maggior ragione se il colpevole paga dopo 60 anni con congrui risarcimenti e con una limitazione pesantissima alla propria autonomia. Il discorso dell'odio finirebbe cosi' con l'essere ribaltato. E poi dicono che l'occidente "odia se' stesso"... Ogni reazione ad un'imposizione del genere e' un buon segno, perche' non si puo' pensare che una situazione simile possa durare in eterno senza che a qualcuno venga in mente, a sua volta, di vendicarsi. E non diciamo nemmeno della tesi che motiva i negazionisti, ovvero, che non vi sia stato un piano di sterminio programmato; solo le atrocita' della guerra. Casomai questi avessero ragione, che accadrebbe se questa tesi divenisse di dominio pubblico?

Lo PseudoSauro ha detto...

Dimenticavo: in diplomazia si deve sempre lasciare all'avversario una via d'uscita. Se no, prima o poi s'incattivisce. Ma questa e' antica saggezza maturata nel vecchio occidente. E una mentalita' come questa di occidentale non ha proprio nulla.

Anonimo ha detto...

Scusa Pseudosauro, non era mia intenzione fare l'impiccione. Pensavo che ti fossi sbagliato a chiamarmi.
Ho visto però che questa Nessie, ha scritto cose che riterrai senza'altro giuste sul blog di Guzzanti dove c'è un'ebrea assai petulante che fa la bodyguard del senatore. Che tristezza. Il post è quello del "Littoriale alla Sapienza" che è già un titolo non condivisibile. Guzzanti parebbe quasi convertito alla Torah e celebra la magnificenza e superiorità della cultura e religione ebraica su tutte le altre.Il che è ridicolo. Ognuno si tenga la sua.
E' evidente che la diplomazia deve saper contemplare anche la clemenza e la riconciliazione autentica. Sennò ci si incarognisce o ci si deprime cadendo nell'odio di sé e nell'autopunizione.
Eramanno di salza

Lo PseudoSauro ha detto...

Ermanno: decisamente sei l'impiccione viaggiatore :-)

Ho letto il coso e ho preparato una lenzuolata che il blog si rifiuta testardamente di accogliere. Provero' piu' tardi.

Anonimo ha detto...

Carissimo Pseudosauro,
vivissime congratulazioni per la consueta facilità della penna ed acutezza delle argomentazioni!
Simpatica tirata d'orecchie, invece, per il fatto di non essersi più fatto vivo con graditissimi commenti sull'umile blog del sottoscritto!
Se può interessare l'argomento, vi si può trovare fresco fresco un post sulla vicenda Papa-Sapienza che ha già suscitato un bel dibattito tra i lettori.
Quale contributo, a questo dibattito, sarebbe più ambito di quello dello Pseudosauro?
L'indirizzo è sempre www.tommasopellegrino.blogspot.com.
Aspetto tutti. A presto!
Tommaso Pellegrino - Torino

Lo PseudoSauro ha detto...

Tommaso: ti chiedo scusa, ma ultimamente frequento poco il web. Appena possibile faro' un salto da te. Grazie per la considerazione. Naturalmente ricambio i complimenti.

 
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