Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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23 dicembre 2007

Un altro negazionista

Da convinto nazionalista, qual sono, ho sempre visto con simpatia ogni movimento ispirato alle stesse istanze, compreso il Sionismo che fondo' lo Stato di Israele. E questo, nonostante sappia bene come la realizzazione di qualunque ideale richieda spesso alti tributi di sangue. Del resto, fino la Germania nazionalsocialista si comporto' allo stesso modo, distinguendo tra ebrei sionisti, con i quali condivideva il principio di "Blut und Boden", ed ebrei assimilazionisti; dando ai primi la dignita' di interlocutore politico, nonche' la possibilita' di addestrare un nucleo civile e militare che poi si insedio' nell'allora costituendo Stato in Palestina. Questo e' un fatto del quale non e' ancora oggi possibile parlare nel "mondo libero", nondimeno la testimonianza che qui allego ne costituisce prova oltre ogni ragionevole dubbio. Soprattutto perche' trattasi della testimonianza di un magnate ebreo, Benjamin Freedman, che fu costretto da gravi circostanze a scegliere tra una Patria ideale ed una fisica: gli USA. La sua scelta di abbandonare il Sionismo, nel quale ricopri' incarichi di altissimo livello organizzativo e diplomatico, fu dovuta principalmente al timore di una sciagura di proporzioni inimmaginabili, ovvero, lo scoppio di una ennesima Guerra Mondiale. Benjamin Freedman si sentiva "responsabile", piu' o meno come i tedeschi si sentono oggi - ma, come si vedra', a torto - "responsabili" in solido della politica nazista, o di cio' che universalmente si crede essa sia stata: si tratta del medesimo meccanismo psicologico, con la differenza che la scelta di Benjamin Freedman maturo' nella sua coscienza individuale e senza alcuna forzatura egemonizzante di tipo collettivistico, anzi, si pose in contrasto con un mainstream ideologico di segno totalmente opposto, la cui potenza, nonche' pericolosita', era ben nota a Benjamin Freedman per averla a lungo praticata personalmente.

Questo e' anche il motivo per cui chi scrive intende dare pubblicita' ai discorsi e agli scritti di Benjamin Freedman. Noi rischiamo oggi, di cadere nuovamente in una guerra di enormi proporzioni, che potrebbe ipotecare la sopravvivenza dell'intera umanita' per gli anni a venire. Sento il dovere di dare il mio piccolo contributo e invito chiunque la pensi come me a fare altrettanto, poiche' qui non si tratta piu' di favorire gli interessi degli uni o degli altri, ma di salvaguardare l'umana vita fisica sul Pianeta, oltre a cio' che resta di un grande modello di civilta' ridotto nella pietosa condizione che oggi tanto ci angustia proprio a causa dell'azione congiunta dei fattori di cui Benjamin Freedman tratta nei documenti citati. Dalla lettura/ascolto, dei discorsi di Benjamin Freedman, si capira' che la situazione di crisi permanente nella quale oggi versa il mondo, non e' affatto il frutto del caso o di "derive culturali". Chi, con la solita malafede, volesse interpretare la pubblicizzazione di questi documenti quale postuma, ancorche' improbabile, rivitalizzazione dei "Protocolli dei Savi di Sion", tenga a mente che qui la fonte non e' la Polizia Politica degli Zar, ma un ex alto dirigente sionista perfettamente consapevole del suo ruolo ed in possesso di documenti comprovanti le sue sconcertanti affermazioni. Benjamin Freedman fu indubbiamente, prima che un Ebreo, un Uomo e un coraggioso Patriota Americano che seppe scegliere cio' che doveva essere fatto secondo la sua coscienza individuale. Onore alla memoria di un Giusto la cui opera ha seguito la sorte che egli stesso previde dopo la sua morte: l'oblio. Si valuti dunque onestamente perche' le gravissime accuse mosse da Benjamin Freedman abbiano potuto essere confinate, come le sono oggi, a fonti editoriali dalla scarsissima, ancorche' immeritata, diffusione.


Qui c'e' la registrazione live dei discorsi di Benjamin Freedman, tenuti pubblicamente al Willard Hotel, Washington D.C. nel 1961. In fondo alla pagina c'e' una trascrizione degli stessi in lingua inglese.


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Qui c'e' qualche estratto dei discorsi di Benjamin Freedman, tradotti in lingua italiana, estrapolati dal libro di Maurizio Blondet: "Israele, USA, il terrorismo islamico", per chi non conoscesse la lingua inglese.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Buon Sauro Natale

Zag

siro ha detto...

Buon Natale, Sauro.
Quando ti leggo, non so perché, mi sento sempre un po' ignorantello. Mi rendo conto di tutto ciò che non so e che dovrei imparare :-)

marnie4 ha detto...

Queste notizie le aveva già rese note 20 anni fa lo storico musicologo Piero Buscaroli, nel suo libro di saggistica “La vista l’udito la memoria”, pubblicato nel 1987. Tra i capitoli dedicati alla Storia, troviamo quello relativo alla “Nascita di una tragedia”, dove l’autore (da. pag. 438 e segg) rileva che, “La rottura dell’equilibrio antico si ebbe nel 1917, quando l’intervento americano trasformò una guerra civile europea in un conflitto mondiale... che fu anche l’anno risolutivo per le sorti della Palestina, i suoi dolori, che tuttora continuano… L’anno in cui Arthur Balfour, Ministro degli Esteri di Sua Maestà Britannica, scrive a Lord Rothschild, inglese di nazionalità, ma considerato una delle più eminenti personalità del mondo ebraico finanziario internazionale, la famosa “Dichiarazione...” ecc. ecc. A pg 446 leggiamo che ”Gli inglesi a questo punto non erano più tanto sicuri di avere scelto bene, affidando la Palestina agli ebrei. IL contrasto tra arabi ed ebrei, sconosciuto alle età precedenti, e così bene inventato e attizzato durante il loro mandato, stava scoppiando. Ma, delle due forze, erano gli arabi quelli che ora interessavano all’Inghilterra: perché gli arabi erano i detentori di quello che allora, come oggi, appariva il maggior tesoro petrolifero mondiale: Londra stava già meditando di rimangiarsi la “Dichiarazione di Balfour” e di adottare una politica più favorevole agi arabi. D’altra parte, Londra cominciava a sospettare che questo embrione di Stato covato dal Foreign Office all’ombra della dichiarazione famosa, potesse diventare troppo indipendente, assumere una fisionomia originale e diversa da quella progettata. Patrocinata da banchieri e filantropi, già mostrava inquietanti vizietti socialisti. Forse, un giorno, sarebbe scappato di mano. Meglio cambiare”.
Nel 1947, scadenza del mandato britannico, Londra non cambiò niente, perché era intervenuto l’olocausto, e nessun governo europeo volle rischiare qualunque azione contro gli ebrei, divenuti vittime dell’olocausto.
Comunque, nel lungo capitolo del libro Buscaroli, dedicato alle Storia, si trovano dettagliate e approfondite notizie su questa parte della nostra triste storia che ci riguarda, vista da ogni angolazione, politica, artistica, sociale ed economica.

Lontana ha detto...

Buone Feste Sauro! :-)

Anche io mi sento ignorantissima quando leggo i tuoi post..

Lo PseudoSauro ha detto...

Chiedo scusa per l'assenza natalizia.

Buon Natale a tutti. Grazie a Zag, Siro, Lontana e Marnie.

Evidentemente io sono piu' ignorante di voi, in quanto le cose che sto leggendo ultimamente non le conoscevo proprio. E non e' un problema da poco, in quanto alla storia ufficiale ci credevo fino in fondo. Una revisione del genere costringe necessariamente a rivedere tutte le proprie convinzioni in materia.

Marnie: conoscevo Buscaroli come musicologo, ma so che e' rimasto un fascista irriducibile. Dal punto di vista formale il cambiamento avviene con il processo di Norimberga, che afferma, nell'Europa continentale, una visione del Diritto contrastante con quella precedente che venive dal Diritto Romano, passato attraverso le trasformazioni del cattolicesimo e del Diritto Napoleonico. Di fatto e' la cultura anglosassone a prevalere, ma non per mano dell'Inghilterra, come stava per avvenire alla fine della Ia GM, ma degli USA. Le spoglie d'Europa furono divise tra USA e URSS. L'assunto tedesco "L'Europa sara' cristiana o non sara'" era esatto, come vediamo bene ora, dopo 60 anni. Nei fatti la programmata invasione dell'Europada parte dell'URSS, temporaneamente fallita dopo l'aggressione della Germania, fu finanziata dagli USA, o da chi ne poteva strumentalizzare il governo. Se le cose stanno realmente cosi', il che e' molto probabile, la guerra dei fascismi europei e' stata per la sopravvivenza dell'Europa stessa. La nostra situazione politica attuale non sarebbe che conseguenza di questo. Triste, ma vero.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
qui si puo' leggere parte dello studio di Viktor Suvorov, secondo cui l'Operazione Barbarossa (l'invasione dell'URSS da parte della Germania) sarebbe stata avviata per precedere l'invasione dell'Europa da parte di Stalin, e l'avrebbe prevenuta solo di poche stettimane.

http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/II_guerra_mondiale/viktor_suvorov/

La visione di Suvorov continua ad essere confermata da lettere e documentazione che i lettori dei suoi libri gli inviano spontaneamente dalla Russia.

Un bel cambiamento...

Tommaso Pellegrino ha detto...

Volevo soprattutto augurare allo Pseudosauro un felice Anno Nuovo, complimentandomi ovviamente per l'immancabile arguzia e finezza dei suoi scritti, e permettendomi altrsì di segnalargli un nuovo post di auguri un po' particolari a tutti gli italiani pubblicato sul mio blog www.tommasopellegrino.blogspot.com
Auguroni ancora e arrivederci a presto.
Tommaso Pellegrino-Torino

marnie4 ha detto...

x Pseudo Sauro,
i fatti descritti da Freedman, appena li lessi, li collegai subito a quelli appresi, anni prima, nel libro di Buscaroli, che sono andata a ripassare. Buscaroli procede analizzando e concatenando i fatti e le situazioni precedenti con i successivi eventi, rispetto ad ogni singola nazione europea. Nel suo libro, Buscaroli, annoda i fili della storia europea partendo da lontano, prima ancora della Guerra 15/18, analizzando, passo passo, le rispettive pregresse storie e situazioni politiche, economiche e sociali, di ciascuno stato europeo, rapportato con gli altri stati europei. La sua analisi si sviluppa selettivamente in 28 capitoli, iniziando da “Roma e l’Italia”, con riferimenti anche alla sua unificazione, e, terminando con ”La Protesta di Pio XII”, sollevata dal Papa il 20 febbraio 1946. Da quel che io ho capito, non si può parlare della II Guerra Mondiale senza risalire alla Prima G.M., agli effetti e agli strascichi lasciati da quella, alla sua fine, che, più che fine, fu una tregua. L’Inghilterra è stata sempre lei a volere le due guerre: la prima per l’invidia che nutriva verso la Germania, allora potenza europea, come risulta anche nel post di Blondet. Gli USA furono chiamati dall’Inghilterra e gli USA erano rappresentati dai ricchi ebrei, banchieri e filantropi, che vollero quella famosa dichiarazione di Balfour! Non vedo gran differenza di contenuti, tra quel che scriveva Buscaroli e ciò che dice Benjamin Freedman. Quest’ultino ha vissuto dal di dentro l’accadimento dei fatti, mentre Buscaroli li ha guardati, esaminati e commentati nel complesso dal di fuori, ma il risultato, a me pare, sia il medesimo. In entrambi i casi. tutto inizia dalla prima guerra mondiale, con la “Dichiarazione di Balfour”, per la cessione della Palestina promessa dagli inglesi agli ebrei, in seguito alla quale si aprirono scenari di fuoco tra palestinesi ed ebrei. Molti riferimenti concordano, nella sostanza, con ciò che afferma Freedman con quel che scrive Buscaroliad esempio a pag. 441 “Senza la “Dichiarazione Balfour” e l’urgenza immediata che l’Inghilterra aveva di scardinare l’alleato mediterraneo dell’Impero tedesco, ossia l’Impero Ottomano, le aspirazioni ebraiche sarebbero rimasti sogni per altri secoli. Il “diritto storico”, in sé era troppo labile cosa.” ./..

marnie4 ha detto...

Continua
Ed ancora, a pag. 445 si legge: “Durante la prima guerra mondiale il mondo ebraico non era ostile alla Germania. Nessuna persecuzione razziale aveva turbalo la vita delle comunità israelitiche nell’impero tedesco: affinità di cultura, di educazione, prestigio professionale, completa integrazione sociale, spingevano gran parte del mondo ebraico a simpatizzare, semmai, per la Germania”… con la promessa della “National Home”, gli ebrei dovettero promettere che tutte le forze della loro razza, sparse per il mondo, avrebbero fatto blocco a favore della Gran Bretagna: che l’influenza, immensa, del mondo affaristico ebraico-americano avrebbe spiegato la sua azione per provocare l’ingresso degli Stati Uniti nella guerra contro a Germania. Ecco l’atto di nascita del furioso antisemitismo che celebrerà i suoi funesti eccessi, venti, venticinque anni più tardi. Attraverso il sionismo americano, il mondo ebraico si impegnava a schierare le sue forze mondiali contro la Germania”. Così conclude B. la parte storica del libro: “Ma, al momento in cui il mandato britannico scade, nel 1947, lo scenario è mutato, e gli ebrei sono le vittime riconosciute del più vasto massacro collettivo, nazione martire per antonomasia. Come potrebbe Londra che, nonostante la sua vittoria, non conta più nulla sulla scena del mondo, impedire che la National Home promessa diventi uno Stato? Per ragioni diverse, tutti i vincitori trovano comodo far pagare agli arabi, che non hanno nessunissima colpa, l’intero conto delle sofferenze patite dagli ebrei in Europa per colpa dei tedeschi. Tutto è disposto perché la gran tragedia cominci. Un solo gigantesco inganno, le illusioni di un impero rapace e improvvisato, che cerca di stabilire le premesse di una durata indefinita, e si sta scavando la fossa, la comparsa dei nuovi e veri padroni del mondo, Stati Uniti e Unione Sovietica; e, sul terreno, due illusioni, due verità, due diritti, due leggi. Il giusto contro il giusto. La tragedia è pronta per cominciare. Tutto il resto è conseguenza, soltanto conseguenza”. Quello che mi fa più riflettere è questo brano di pag. 374/375: “Il popolo tedesco è annientato, la sua sete di avventura, spenta. Proseguendo gli attuali indici demografici, tra cent’anni sarà quasi scomparso. L’Europa è annientata e spenta con lui.

marnie4 ha detto...

continua
Per aver rifiutato l’egemonia tedesca, deve accettare il condominio russo e americano. E c’è ancora dell’altro: che nonostante URSS e Stati Uniti siano potenze “bianche”, la loro vittoria ha scatenato la sollevazione mondiale contro la razza bianca, i cui nemici si servono delle stesse armi ideologiche e politiche che URSS e USA, in straordinaria sintonia ideale, mai del tutto spenta, brandirono contro la Germania. La storia del passato non è morta, i suoi fili giungono fino a noi, col loro seguito di conseguenze e rimpianti, anche quando gli umani protagonisti sono scomparsi”. Della complicità tra l’America e la Russia, di cui accenna Suvorov: “l'America è neutrale, anzi aiuta l'Unione Sovietica sul piano militare” accenna pure B. a pag. 374, là dove scrive: “Nella seconda guerra, la Germania vinse nuovamente il conflitto europeo. Ci vollero, per annullare la sua vittoria, le forze combinate degli Stati Uniti e della Russia Sovietica, alleate e complici per i futuri secoli, con la partecipazione del mondo intero e l’eclissi totale dell’Inghilterra, nonostante il suo grottesco simulacro di vittoria”
p-s. 1) Sul sito storia libera, ci sono due brani di storia, (“gli anticomunisti al macello” e “L'infamia nella valle della Drava” pubblicati sul “Giornale nel 1995, a firma di “Piero Bucarelli, (pseudonimo di Piero Buscaroli), tratti dal pagine del suo libro, nel capitolo dedicato a “Le vittime di Yalta”.
p.s. 2) Nelle bellissime pagine dedicate alla Musica, c’è un capitolo dedicato alla “Sinfonia dell’obbedienza”, dove parla dell’opera “Lady Macheth” scritta da Stalin. Alla pagina a fianco si trovano queste considerazioni dell’autore: “Sul destino delle avanguardie sovietiche, si è commossa per decenni, quasi che tra i doveri delle rivoluzioni vittoriose, vi sia quella di onorare la presunzione degl’intellettuali. Solo ora si comincia a capire che ogni rivoluzione, per quanto “progressista” in partenza, diventa conservatrice una volta al potere. L’avanguardia artistica può far parte dell’arsenale di assedio di cui una rivoluzione si serve per piegare il mondo che vuole assoggettare: ma libero amore, proprietà comune delle donne, pietà dei condannati, sentimentalismo e pacifismo, dileggio dei valori tradizionali e nazionali, seppure servano come forze disgregatrici alla distruzione del vecchio ordine, sono ripudiati e perseguitati nella successiva fase aggregatrice, la costruzione del nuovo”. Scusa per la lunghezza del commento, ma l’argomento l’ha suscitato.
Marnie

nuovopatriota ha detto...

Felice 2008!
Naturalmente, sempre e solo a SPADA ALZATA!!!

+nuovopatriota+
[mai domi! il vero patriota è irriducibile!]

Lo PseudoSauro ha detto...

Marnie: anche mio padre diceva sempre che la Storia la fanno i vincitori... ma, nonsostante questo, ero convinto che cio' che ci e' stato insegnato fosse la verita', pure con qualche grossa forzatura "antifascista".

Il pregio della testimonianza di Freedman (notare la giocosa scelta del cambiamento di nome dal tedesco Friedman, uomo fritto, all'inglese Freedman, uomo liberato, dall'eguale pronunzia) e' che viene da un alto, quindi da un autorevole, dirigente sionista. Si tratta di una scelta di campo che esclude la coincidenza di interessi tra sionismo e difesa dell'occidente. Dicono, dovuta alla sua conversione al cristianesimo... eppure nessuno lo conosce. Questo e' una conferma della potenza egemonica che governa, e ha governata, informazione e finanza.

Buscaroli era e rimane un fascista, pertanto una specie di paria al quale e' stato graziosamente concesso di sopravvivere. Un po' poco per fare del suo un parere autorevole... ho citato spesso libri di fascisti come Pisano', il cui lavoro documentario sulla pseudo-guerra civile italiana (Buscaroli rifiuta sdegnosamente questa definizione) viene considerato unico. Ma non se l'e' filato nessuno...

In parole povere, le dichiarazioni ufficiali dei dittatori fascisti, che siamo abituati a considerare ideologiche e prive di fondamento, erano la pura e semplice verita'. Il sistema economico tedesco era divenuto forte e svincolato dalla finanza internazionale per volere di Hitler e del suo ministro delle finanze Schacht, che risanarono in meno di cinque anni il disastro nel quale la Germania era stata gettata dopo la Ia GM dalle esose riparazioni di guerra.

Anche l'invasione della Polonia assume un altro significato, in quanto ora si sa che la minoranza tedesca dei Sudeti (assegnata alla Polonia dopo Versailles) veniva sterminata dal governo ultranazionalista polacco. Nei discorsi pubblici di Hitler, questi ribadisce di non volere una guerra ne' con l'Inghilterra, ne' con la Francia, ne' tantomeno con l'URSS... naturalmente ora non ci crede nessuno, ma e' un fatto che la dichiarazione di guerra non venne dalla Germania, ma dall'Inghilterra.

E poi nel 1998 zompa fuori questo russo che ci spiega come Stalin stesse preparando l'invasione dell'Europa, non solo della Germania... Cambia tutto il panorama. Se le parole hanno qualche importanza, perche' mai l'invasione tedesca dell'URSS prese il nome di "Operazione Barbarossa"?

Risulta difficile oggi credere che il regime nazista potesse farsi difensore della cristianita' contro il materialismo internazionale, ma si dimentica che accanto alla svastica il simbolo della Germania era pur sempre la croce teutonica, come, anacronisticamente, ancora oggi.

Ma piu' di tutte le analisi storiche, piu' o meno lambiccate, vale la nostra esperienza di oggi e il vedere come l'Europa sia stata condannata a morte, insieme con il cristianesimo cattolico ed ogni pur minima istanza di autodeterminazione basata su qualunque principio di appartenenza etnico-culturale... Se non e' chiaro cosi', non so di quali ulteriori prove ci sia ancora bisogno.

Lo PseudoSauro ha detto...

Tommaso: grazie per l'apprezzamento, che ricambio. Buone feste anche a te.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nuovopatriota: ottimo augurio. :-) Buone feste anche a te.

Lo PseudoSauro ha detto...

Il sauro si scusa con tutti per la sua attuale scarsa partecipazione, dovuta a problemi tecnici...

marnie4 ha detto...

Pseudo Sauro,
come concordato durante le feste passate, torno all’argomento Buscaroli, lasciato in sospeso. Detto scrittore è un profondo studioso, grande intellettuale e uomo di grandi qualità, anche umane, in un’epoca piena di uomini senza qualità! Per come lo conosco io, ne avessimo in Italia di persone, intellettualmente e umanamente del suo calibro!
Se tu avessi letto tutte le sue poderose opere letterarie, storiche e musicali, forse non avresti detto che è “un po’ poco per fare del suo un parere autorevole...” I suoi libri e quelli di suo padre, si trovano in tutte le più prestigiose biblioteche europee.
Da un suo libro, ti ho dimostrato come le sue tesi storiche concordano con quelle di Freedman.
Lasciamo stare il “paria”, che si presta a tante interpretazioni, ma che senso ha la tua frase: “...al quale è stato graziosamente concesso di “sopravvivere”? Domando: Il grazioso diritto di sopravvivere, al Dott. Buscaroli, da chi gli è stato concesso? E, di grazia, quale crimine ha mai commesso? L’umano diritto vivere o di sopravvivere, spetta agli uomini? E quali? E in base a quale metro di giudizio?
Se è disprezzato da noi che ci diciamo di destra, cosa dovrebbero fare i comunisti? Ciò che essi stessi non riuscirono a fare materialmente a Buscaroli, a soli 14 o 15 anni, moralmente, vuoi farlo tu qui a pezzi?
La tua aspra posizione nei confronti del Dott. Piero Buscaroli, non si giustifica in nessun modo, così come non giustifico e non tollero anche certe arbitrarie ambiguità…, che m’indignano fortemente. Sia per conto terzi che personalmente…
Non m’aspettavo tanta acredine verso un nostro grande intellettuale, e altrettanta ambiguità in un blog che si definisce di destra, senza se e senza ma! A questo punto mi chiedo, ma qui, di quale destra si parla? Chi sono e dove sono i “fascisti”?
Marnie4

 
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