Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

I commenti saranno disattivati a causa dell'impossibilita' di curarne la gestione.
Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

31 dicembre 2007

Discorso del sauro agl'italiani

Bilancio consuntivo e preventivo

Ne e' passata di acqua sotto i ponti, da quando il sauro ha aperta bottega. Dall'uscita dei pamphlet di Oriana Fallaci, da un'iniziale posizione politica simil-liberale e anticomunista, mi ritrovo ora con le idee molto meno chiare di prima. Saranno state le "letture proibite", ma l'opinione che mi sono fatta e' molto diversa da quella dalla quale ha preso l'avvio questo blog. L'unico fatto che mi e' ormai chiaro, e' il seguente: l'attuale corso politico (il Nuovo Ordine Mondiale), i cui effetti preoccupano sempre piu' persone al mondo, nasce appunto con la fine della IIa Guerra Mondiale. Lapalissiano, si potrebbe pensare, ma non e' cosi', perche' il buttare la croce addosso alla sola URSS, come si e' sempre fatto, non basta a spiegare la ragione per cui i rischi per la pace internazionale siano aumentati proprio dacche' l'URSS non c'e' piu'.

Se vi fosse sempre stata una reale contrapposizione tra comunismo e "mondo libero", UK e USA avrebbero combattuto a fianco della Germania, invece di finanziare pesantemente l'invasione sovietica dell'Europa. Gia', perche' l'URSS doveva conquistare il mondo, non la sola Germania -Stalin agi' sempre da "buon comunista" - ed e' percio' che in Europa sorsero i regimi fascisti: per opporsi all'espansionismo bolscevico, come al capitalismo anglo-sassone, oltre a quell'altra forza internazionale che non esiste o che, comunque, non e' molto igienico il nominare. Insomma: il Male contro il Bene... e il "Bene" stava ad Ovesta, ma anche ad Est. Se Diliberto ci puo' fare ancor oggi la morale, ci sara' ben qualche motivo...

Battuti i (pochi) fascismi nazionali, ha trionfato l'antifascismo internazionale. Eppure e' cosa nota o, quantomeno, ragionevolmente si potrebbe giungere facilmente a queste conclusioni. Sara', forse, il ragionare in termini di "Mali assoluti" che preclude la possibilita' di capirlo, ma qui non si tratta di fare professioni di Fede: si tratta di imparare a come fare i propri interessi - che non sempre coincidono con quelli altrui; si tratta di lottare per la sopravvivenza dell'Europa. Quella stessa Europa che i caduti regimi fascisti diedero per perduta una volta capitolati. E, onestamente, non e' forse cosi'? Eppure lo vediamo ogni giorno...

Molti non sanno che i preparativi di Stalin, l'ammasso di truppe ai confini, l'acquisto dagli USA di tonnellate di seta per equipaggiare oltre 1 milione di paracadutisti (quando la Germania ne aveva si' e no 4 mila), la costruzione di parecchie decine di migliaia di modernissimi carri da combattimento (quando la Germania ne aveva meno di 3 mila e di vecchio tipo), risale a ben prima che Hitler prendesse il potere. Forse che c'e' una ragione differente che potesse giustificare il riarmo tedesco, oltre a "razzismo" e "lebensraum"? Macche': il Male Assoluto... Per non parlare dell'Italia e delle famose "scarpe di cartone" dell'ARMIR... E' ragionevole il pensare che una programmata invasione, tentata prima solo da Napoleone, potesse essere perseguita con una tale poverta' di mezzi? Sarebbe piu' ragionevole il credere che si tratto' di un'impresa disperata tentata per prevenire un'invasione (cosa sulla quale gli storici attuali cominciano ad avere molte certezze). Pero' era Hitler il "militarista"...

Perche' mai, nonostante il crollo dell'URSS, non si puo' ancora dire che questa si preparava ad invadere l'Europa? Ma e' semplice: perche' altrimenti si saprebbe chi ha finanziata l'invasione e addio "Bene assoluto". Gli europei saranno pure fessi, ma a tutto c'e' un limite. Ora si sa che la prima invasione - quella della Polonia - che frutto' alla Germania la dichiarazione di guerra di Francia e Inghilterra, fu motivata dai continui stermini che la minoranza tedesca dei Sudeti subiva ad opera del governo ultranazionalista polacco, dopo la spartizione di Versailles. E noi che abbiamo fatto quando si diceva che i serbi sterminavano gli albanesi? Abbiamo invasa la Serbia per difendere i "diritti umani", e nemmeno dei nostri connazionali. Perche' l'URSS non ci ha dichiarato guerra? Perche' non c'era piu'. Appunto. Pero' noi non siamo "Mali assoluti"... e' decisamente una visione un po' manichea dell'etica, questa.

E' difficile il pensare che in USA non si sapesse che l'URSS aveva un progetto di tale portata. Si sa, invece con certezza, che questo progetto fu finanziato in modo importante, fino dalla Rivoluzione d'Ottobre. Finanziato da chi? Chi cerca trova... su libri di storici "autorizzati" (i negazionisti non si possono citare pena l'arresto) ci sono fino nomi, cognomi e indirizzi. Ebbene, come e' possibile credere che oltreatlantico si pensasse che l'Europa potesse essere "liberata" dall'URSS? Nei fatti, la fine della IIa GM sanci' la spartizione dell'Europa in due sfere d'influenza: quella USA e quella URSS, nonche' la fine della potenza egemonica UK. Divide et impera. Ora che l'URSS non c'e' piu', in Europa stiamo meglio di prima? Facciamoci questa semplice domanda e tentiamo di rispondervi onestamente. Io direi che stiamo anche peggio.

I fascismi europei nacquero per contrastare il comunismo, ma non solo questo; il loro obiettivo era la difesa delle identita' nazionali, contro ogni tipo di aggressione internazionalista di stampo materialista, il che coincideva anche con la visione della Chiesa Cattolica, come del resto pare sia a tutt'oggi. Nonostante il tentativo di rifondare la spiritualita' europea su basi non cristiane, in Germania non impiccavano i preti come in URSS... fino alcuni reparti SS avevano i loro cappellani cattolici, mentre i sovietici usavano crocifiggere i prigionieri e chiamarli "crociati". Non lo sapevi eh?

Furono moltissimi i russi ortodossi che si arruolarono nell'armata di Adolfo, ancora di piu' (circa 400 mila) gli anticomunisti russi e quelli provenienti dai paesi occupati dall'URSS. Il fronte della "crociata" (cosi' veniva chiamata) antibolscevica vide piu' di 1 milione di europei di varie nazionalita' arruolarsi nel Waffen SS... quelli "cattivi" che uccidevano gli ebrei, come da "storia ufficiale". Non si e' mai visto prima un fenomeno del genere dai tempi di Carlo Magno e dall'ultima Crociata. Se questi, ed altri, "mali assoluti" non avessero combattuto fino all'ultimo uomo i russi sarebbero arrivati ben oltre Berlino, e molto prima degli americani... ed e' lecito intuire che a Yalta gli equilibri sarebbero stati ripartiti in modo assai differente... Non sara' che le SS vengono ricercate tutt'ora per questo motivo? Del resto, su "alcune fonti editoriali" si paragonano spesso gli antichi cavalieri crociati alle Schuetz Staffeln... ed e' vero il contrario: ovvero che il regime nazista pubblicizzava i suoi reparti scelti paragonandoli ai Cavalieri Teutonici. E' un fatto di punti di vista, evidentemente, ma chi vince piglia tutto... ma "chi" ha davvero vinto? Non gli "europei" di sicuro: hanno vinto gli "antifascisti", e cosi' ci sono voluti 40 anni prima che cadesse il Muro, e almeno 30 prima che l'etichetta di "Male assoluto" se la cuccassero anche una parte dei vincitori.

I "mali assoluti" hanno persa la guerra ed ora tutti ne siamo soddisfatti. Il "Bene" ha trionfato. Allora che ci scaldiamo a fare per le questioni identitarie? L'Italia agli italiani ed altre corbellerie? Abbiamo cio' che ci meritiamo da bravi "antifascisti". Talebani rompiballe, kapo stranieri legittimati a sindacare su ogni questione nazionale, pena l'arresto, "razze" e "culture" transumanti che ci ricordano quanto siamo vecchi, brutti e male in arnese: "xenofobi", "diversamente fornicanti" che si sposano tra loro e hanno "diritto" ad "educare" la prole altrui, criminali di ogni sorta che scorrazzano "liberamente" per l'Europa nell'assenza di quello Stato di Diritto che e' stato smantellato proprio dal Nuovo Ordine Mondiale. Del resto per fare un ordine nuovo bisogna prima demolire quello vecchio. Ma siamo ormai all'estrema frontiera. Il rischio di un disastro economico e militare di proporzioni planetarie e' ormai alla nostra portata; c'e' chi si sta gia' preparando per il "dopo". La caduta di Prodi sara' solo un peto nell'universo globalizzato, e percio', non cambiera' nulla di nulla. Il progetto continuera' a marciare come prima. E noi davanti al televisore come al solito...

Tutto questo, non per sfogare leopardianamente il mio pessimismo cosmico, ma nella speranza che una nuova consapevolezza aiuti a capire cio' che deve essere fatto. E' ormai necessaria una scelta di campo radicale, perche' l'opzione "democratica" ci sta portando al disastro. Noi non possiamo decidere un bel nulla "democraticamente": sono altri che lo fanno per noi, o peggio, contro di noi. Noi possiamo solo opporci con la forza dei numeri, ma non c'e' tempo da perdere. Se e' vero che "chi controlla la Storia, controlla il futuro", siamo stati ben avvisati. Buon anno nuovo.

33 commenti:

Nessie ha detto...

"E' sconvolgente che in Kosovo i bambini albanesi di 3 o 4 anni si mettano a lanciare pietre contro i pullmini scolastici che hanno scritte in cirillico". Così scrive Peter Handke, scrittore tedesco, sul Corriere di oggi 31, finalmente dalla parte della Serbia.

"Come credere nelle parole del signor Thaci sulla riconciliazione? uno dei peggiori criminali dei Balcani! Non meritano uno stato. Forse tra 10 anni se arriveranno ad acquisire una cultura, delle anime, della letteratura, del cinema...Ci sono interi villaggi in cui i serbi sono morti o sono fuggiti. Gli albanesi hanno occupato le loro case e le loro terre. Se questo è il nuovo Stato che vuole l'Europa, congratulazioni!".

Il nuovo anno ha già i tumulti serbo-kosovari alle porte. Astrologicamente è bisesto (perciò funesto) e dominato da Saturno il senex. Perciò buono solo per i capricorni, segno duro e plumbeo.
Bello questo memoriale dell'anti-Yalta. Buon 2009,Sauro. Bypassando questo 2008 che già non mi piace dall'inizio.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: anche a me questa fine d'anno non piace per niente... e nemmeno l'inizio, se e' per questo. Ma facciamo uno sforzo per essere ottimisti.

Per sintetizzare, credo che sulle menzogne non si possa costruire nulla di positivo.

Questi qui saranno anche "complottisti", ma non mi sento di dare loro torto.

http://www.nwo.it/rivoluzione.html

Anonimo ha detto...

Meravilgliarsi dei bambini albanesi significa non conoscere cosa hanno subito i bambini e i loro genitori.
Per molto meno in Italia si urla al linciaggio.
Il tumulto kossovaro è un fantasma ma la Serbia in realtà ha già barattato sotto banco l'indipendenza del Kossovo con una più celere ingresso in Europa a dispetto della Russia.
Rimane solo qualche prete prtodosso armato fino ai denti a rivendicare diritti serbi in Kossovo.
Per me la preoccupazione vera è tutta incentrata sulla costruzione di un vero stato Kossovaro (libero dalle mafie) e sulla tutela delle minoranze serbe.


Sauro non è che non siamo liberi di scegliere è che nessuno vuole sacrificarsi alle Termopili.

Buon anno.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: forse manca un Leonida...

Io non ne ho fatta una questione specifica. Ho solo fatto un paragone. La discriminazione, le vessazioni e gli stermini che ha subita la minoranza tedesca dei Sudeti valgono quanto quelli che hanno subito gli albanesi o no? Se si' e' stata legittima l'invasione della Polonia cosi' come quella della Serbia, se no non sono state legittime ne' l'una ne' l'altra e noi siamo "mali assoluti" tali e quali i tedeschi. Mi sembra semplice, in fin dei conti.

E transeat sul fatto che se le cose stanno davvero cosi' una guerra mondiale ce la potevamo risparmiare in quanto il presupposto era fasullo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Mi pare inutile ribadire che se vi fosse assoluta identita' tra etnie e relativo territorio, in una societa' monoculturale, le possibilita' di scontri interetnici sarebbero ridotte a zero.

Lo PseudoSauro ha detto...

E ri-transeat che se e' vero che l'URSS si preparava ad invadere l'Europa i fascismi erano dalla parte giusta e gli alleati da quella sbagliata, perche' la guerra ci sarebbe stata ugualmente. Almeno alla luce dell'esperienza della guerra fredda che vide "il mondo libero" schierato contro l'URSS. Non e' che i mali assoluti" fanno le "guerre di aggressione" e i "beni assoluti" le "guerre preventive"... mi pare un po' una presa per il culo.

Anonimo ha detto...

Non e' che i mali assoluti" fanno le "guerre di aggressione" e i "beni assoluti" le "guerre preventive"... mi pare un po' una presa per il culo.


..Sauro lo ripetiamo da anni..e ci danno del comunista di m....magari se lo dici tu suona meglio...:-DDD

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: quello che e' giusto e' giusto. Ognuno di noi ha anche un atteggaimento fideistico, semplicemente perche' non si puo' controllare tutto. Ormai non si sa piu' di chi fidarsi, e questo e' un problema. Pero' quando si parla di multiculturalismo lo si dipinge come una ricchezza anche se in tutto il mondo multiculturale ci sono scannamenti a non finire. Ogni societa' multiculturale diviene, prima o poi un rischio e su questo mi darai atto che l'ho sempre scritto. Pertanto il problema delle stragi si e' sempre determinato quando piu' identita' condividevano lo stesso territorio. Si tratta quindi di scegliere se cambiare il modello o rassegnarsi alle stragi. Io direi che e' piu' facile cambiare la teoria che la pratica. In alternativa non si puo' fare altro che dare il beneficio d'inventario alla comunita' piu' numerosa in quanto si presume che abbia maggiore legittimita' in un sistema democratico. Allora nessun "male assoluto", ne' di qui ne' di la, altrimenti diventa una farsa.

Nessie ha detto...

@ Zag. A dispetto della Russia? Ma l'Ue è nata e si alimenta da una costola di Russia. Strano che parti così per la tangente a difendere i kossovari quando il tuo amico Bertinotti, fu un filo-serbo della prima ora. Io all'epoca fui schierata anch'io contro la Serbia, perché l'informazione che respiravamo era quella filo-Nato.
Leggendo però anche altre fonti (considera che anche l'informazione è una "guerra") mi chiedo come potranno proteggere, una volta data l'autonomia al Kossovo, le enclave serbe. Se questo è il nuovo stato che vuole l'Europa stiamo freschi. Ci sono stati interi villaggi in cui i serbi sono morti o fuggiti o con le loro case occupate dagli albanesi. E pure le loro terre. E quando hanno voluto tornare hanno visto che non restava nemmeno più una pietra nei loro cimiteri per poter piangere i loro morti.
Senza contare i templi ortodossi distrutti e dati alle fiamme con icone, libri e dipinti incendiati o deturpati. Non credo si possa valutare una guerra o delle vittime da una parte sola. Poi sei informato male perché i serbi non vogliono affatto barattare la secessione kossovara in cambio dell'ingresso Ue. Vai a leggerti questo sito:
http://etleboro.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

E' solo che stando qui non mi meraviglia nulla. Già Le vendette albanesi erano prevedibili.
Da quelle parti specie sulle cattolicissime montagne albanesi la vendetta è ancora un istituzione di fatto e indipendentemente da fattori geopolitici. Certe efferatezze poi avrebbero trovato reazioni bellicose ed enormi quasi dappertutto.
Ciò non toglie che il Kossovo sia pieno di mafiosi, che sia la regione con maggior numero di disoccupati dell'intera Europa geografica, e che c'è molto da fare.
Da quel che osservo chi si è mossa già è l'economia. Il resto al solito a livello di politica internazionale è stato lasciato al dopo, all'eventuale.
Considera che business perversi generino le zone di tensione e che interessi ci siano dietro. Ma da qualche parte si deve cominciare..
Il ritorno sotto la Serbia ormai è impensabile.
Di certo gli albanesi ora sono maggiori per numero. Ma non pensare che tutto il Kossovo sia costituito da zone di estrema violenza. Sono le zone di confine con la Serbia a Nord che contano fanatici dell'una e dell'altra parte. I luoghi storicamente e geograficamente caldi.
Il Bertinotti di oggi panzuto e afflosciato sul divano non merita neanche un osservazione sugli errori del passato.

Zag

Aldo ha detto...

A proposito delle gioie del multiculturalismo, permettendomi d'andare un po' fuori tema...

Qualcuno di voi ha notato come nei tg i questi giorni pongano un'attenzione estrema alla terminologia usata per definire gli scontri razziali che stanno avendo luogo in Kenia? Come già accadde ai tempi del Ruanda, non capiterà mai di sentire alcuno dire a chiare lettere che certi neri sono razzisti nella stessa misura in cui lo sono certi bianchi: andrebbe troppo contro i luoghi comuni che ci sono stati spacciati per anni, quelli del nero sempre vittima del bianco cattivo.

Col che non voglio negare che in certe situazioni alcuni neri siano stati effettivamente vittime dei bianchi, ci mancherebbe: la storia è storia. Quel che vorrei evidenziare è che quando sono i neri ad essere evidentemente razzisti, inspiegabilmente non si può dire, neppure se danno sfogo al loro razzismo tramite la violenza, come sta accadendo ancora in questi giorni.

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: quello che dici e' tanto piu' giusto in quanto il Kosovo e' il nucleo stesso dal quale e' nata la Serbia, pertanto non si tratta solo della perdita di un territorio di confine ed e' evidente che cio' ha un peso culturale superiore a quello che potrebbe avere per noi la questione altoatesina: zona di confine, da sempre, di lingua tedesca.

Pertanto, se e' vero che in Kosovo la maggioranza e' albanese, significa che la tolleranza di una volta ha portato al capovolgimento della situazione etnica e territoriale. Diciamo che i serbi hanno maggiore legittimita' storica nel risiedere in Kosovo, ma si sono fatti fregare il territorio, al che non c'e' rimedio: dovevano pensarci prima... direi che si tratta di un monito per tutte le societa' multiculturali: la comunita' aliena piu' coesa e prolifica e' destinata a rimpiazzare quella autoctona in tempi piu' o meno lunghi.

Poi c'e' la tanto sbandierata questione della Grande Serbia... gia', ma quella della Grande Albania, che pure e' una realta', sembra un fatto secondario.

La NATO ha voluto destabilizzare cio' che rimaneva della Yugoslavia e nessuno di noi ha capito che dei "diritti umani" non fregava nulla a nessuno. Ci siamo fatti fregare un'altra volta. Dato che queste zone destabilizzate sono ora in UE, direi che non abbiamo saputo fare i nostri interessi, ma il problema piu' serio e' il seguente: nel caso in un qualsiasi stato europeo si creasse una situazione come quella serbo-albanese la NATO da quale parte starebbe? Non e' un problemino da niente, dato che ci siamo dentro anche noi.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: e' la solita storia dell'uovo e della gallina, quella di chi ha cominciato con le stragi, ma rimane il fatto che questo puo' avvenire solo in una societa' multiculturale, ergo, un nazionalismo piu' o meno intransigente garantisce che cio' non accada. Ovviamente, tra chi spinge sul modello multiculturale non ci sono solo gli utopisti della societa' aperta, ma anche chi sa molto bene che e' un metodo per destabilizzare il contesto nazionale. Gia' questa osservazione dovrebbe bastare a capire il perche' si vuole la multiculturalita' in Europa: per distruggerla come entita' etno-culturale.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: e' ovvio che i "negri" non possono essere razzisti, in quanto non conoscono il pricipio del "herren volk"... sono sempre discriminati e sfruttati anche quando si scannano tra loro. Rimane il fatto che da quando i bianchi hanno levate le tende si scannano allegramente dappertutto. Da quando le loro classi dirigenti si formano autonomamente e non in un contesto simil-coloniale, esprimono leadership tipo Bokassa et similia. La nostra ideologia e' stupida solo in apparenza; in realta' ha un senso ben preciso e corrisponde ad una linea di pensiero che trova riferimento nell'ONU e nelle potenti lobbies che hanno pensato di farne il direttivo del Nuovo Ordine Mondiale. Ovviamente siamo "complottisti", quindi, socialmente pericolosi se pensiamo in questo modo. Io direi che la dissidenza e' trasmigrata nel "mondo libero"...

Anonimo ha detto...

"il Kosovo e' il nucleo stesso dal quale e' nata la Serbia"

sono fantasie Sauro, il Kossovo e' importante per i Serbi perche' su quella piana si lanciarono in un insensato attacco di cavalleria contro i turchi che li trucidarono...una sconfitta militare inutile e clamorosa che si sono scelti come simbolo di una comunita'.

"significa che la tolleranza di una volta ha portato al capovolgimento della situazione etnica e territoriale"

il Kossovo e' a maggioranza albanese da secoli...la tolleranza la mostro' Tito riconoscendo al Kossovo uno statuto speciale e un proprio parlamento. Fu Miloscevic dal 1987 in poi a cambiare la Costituzione ed a riempire il Kossovo di serbi fino all'esito tragico della pulizia etnica.

"ma quella della Grande Albania, che pure e' una realta', sembra un fatto secondario"

insomma il Paese piu' piccolo (3.000.000 di persone), povero e sfigato d'Europa, quello che ha avuto il comunismo piu' duro ed ultimo a cadere, quel Paese che ha abolito la pena di morte, si e' liberato di tutte le armi chimiche, ha mandato soldati per tutte le operazioni di Enduring Freedom, ha ospitato detenuti di Guantnamo, si appresta ad entrare nella Nato l'anno prossimo, che e' sotto l'amministrazione del FMI, che si appresta ad ospitare termovalorizzatori e centrali a carbone per le regioni italiane, cioe' l'Albania, rappresenterebbe, insieme al Kossovo, piu' piccolo e sfigato ancora, un pericolo per l'ordine internazionale, in vista di una loro riunione in un unico popolo (che detto fra noi nessun albanese vorrebbe), chiamando a raccolta gli albanesi di Macedonia, Montenegro e Gracia per creare una grande unica nazione.
Ma scherziamo. Parliamo di un popolo, quello albanese che prende mazzate da secoli. Altro non gli si puo' fare.
Dall'altra parte ci sono i poveri serbi. Che ancora ospitano criminali di guerra ricercati a livello internazionale, che nei vari conflitti successivi alla disgregazione della Jugoslavia hanno subito ed inflitto stragi e violenza, premendo l'accelleratore su nazione e religione ortodossa come principi unificanti.
Dall'altra parte c'e' invece un popolo, quello albanese come quello kossovaro, che mediamente se ne fotte della religione, e guarda continuamente a occidente.
Gli albanesi guardano a noi e solo per disperazione talvolta si volgono ad oriente.

Zagazig

Anonimo ha detto...

Per i diritti umani andare a chiedere agli Olandesi, poi decorati, di come si sono comportati a Sebrenica.
Hanno assistito inermi alla strage di 9000 civili da parte dei serbi egli hanno dato anche una medaglia.
La Jugoslavia si e' disgregata alla morte di Tito Sauro, era lui il collante.

In quale Satto europeo secondo te si potrebbe ricreare la situazione serbo albanese?

Il nazionalismo porta solo sventure Sauro. Porta guerra.Porta razzismo. E brutte fini. La condizioni della Serbia oggi dovrebbero insegnare qualcosa.

Zagazig

Vexillarivs ha detto...

Un grande esempio di antibolscevismo fu la Divisone Charlemagne delle SS Francesi (Vedi “I Leoni Morti” di Saint-Paulien). Rimasero a Berlino, insieme ai ragazzi delle Hitler Jugend e ai “vecchi” delle Volkssturm e a quei pochi che non erano stati uccisi dai bombardamenti a tappeto degli USA, fino alla fine per difendere quel poco di Europa che ancora rimaneva. Un fazzoletto di terra ricoperta di rovine e macerie fu per quei pochi giorni di Resistenza l’ultimo baluardo del Nostro mondo.

Certo, noi non possiamo decidere nulla democraticamente ma rimaniamo comunque quel 2% jungeriano!

Buon anno in ritardo!

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: prendo atto delle tue precisazioni, visto che ne sai piu' di me, comunque Grande Serbia o Grande Albania, tu puoi parteggiare per chi preferisci ed e' nel tuo legittimo diritto, ma un nazionalismo vale l'altro e nessuno ha piu' legittimita'. Dato che ci siamo, consideriamo che altri nazionalismi sono ancora adesso "m ali assoluti", al che siamo daccapo. A me pare che l'intervento NATO, che anch'io avevo condiviso, non ha migliorate le cose e il mio e' il punto di vista di un italiano per cui l'interesse nazionale vale ancora qualcosa. So bene che di questi tempi ad avere una sola patria ci si rimette, ma non so che farci se sono fatto cosi'.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
la storia dei "criminali di guerra" e' un emerita idiozia inventata dopo la IIA GM a Norimberga. Lo stesso gen. Montgomery ebbe a dire che dopo tale sentenza ogni guerra si sarebbe conclusa con un processo per crimini di guerra" e non ne pareva molto entusiasta. Se tu conosci il Diritto capirai anche il perche'. Ci mancherebbe altro che un governo non difendesse i propri soldati... E' il peggiore dei tradimenti quello di consegnare ai vincitori chi ha combattuto per la propria nazione. Ma questa era l'etica che valeva fino agli inizi del '900, ora siamo piu' avanti.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
il nazionalismo: e' un'ideale come un altro. Del resto lo capirebbe anche un fesso che un ideale di natura universalista fa necessariamente piu' disastri: e' un semplice fatto di proporzioni. Infatti se guardiamo i numeri ci e' subito chiaro, ma sparare addosso al nazionalismo e' una moda condivisa da tutti e come tutte le mode cambiera' col tempo, anzi, sta gia' cambiando. Naturalmente tu credi che il tuo ideale possa abolire le guerre, mentre io credo che nessun ideale possa farlo e vada scelto il male minore. Sono due modi di pensare diversi e legittimi, ma dalla mia avrei qualche dato piu' confortante di quelli che mi potresti portare tu. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Vexillarius: un tempo al nemico sconfitto che si battesse con onore fino all'ultimo uomo, veniva concesso quantomeno l'onore delle armi dal vincitore onesto. Ma la disonesta' con cui si e' conclusa la IIa GM e' ancora peggio della sconfitta che abbiamo subito. Anche se qualcuno e' convinto che noi abbiamo vinta la guerra, naturalmente. E' la prima volta nella storia umana che la propaganda di guerra dura cosi' a lungo e la cosa non potra' che avere risvolti negativi nel prossimo futuro.

Anonimo ha detto...

A me pare che l'intervento NATO, che anch'io avevo condiviso, non ha migliorate le cose

Ha interrotto stragi e deportazioni..insomma...in futuro senza la dipendenza da Belgrado ogni atto belligerante tra le due parti potrà essere considerato un atto di guerra. Nessuna delle due parti è in grado di sostenere una guerra men che meno il Kossovo che non ha neanche un esercito e un economia. Li hanno divisi mentre prima era in atto una guerra civile.

Lo so che la storia dei criminali di guerra ha la sua dose di arbitrarietà ma stiamo parlando di diavoli non di anime belle. E' naturale che altri Paesi dell'ex Jugoslavia siano stati più arrendevoli a queste richieste.
Questo li ha avvicinati all'Occidente e non si sentono depauperati dallo smembramento dello Stato di Tito anzi.

Sul nazionalismo non so bene che idea ne abbia tu. Per me è quella forma politica incentrata non solo sulla difesa ma principalemnte sull'esaltazione della Patria spesso in combinata con l'appoggio della religione preponderante sul territorio. In queste forme porta puntualmente a chiusura verso l'esterno, conservatorismo, aggressività, e bellicismo.
Forse sono un pò schematico.
:-)

Il paradosso sai qual'è?
Che il nazionalismo serbo non ha senso. Quella che si smembrò era la Republica Comunista Jugoslava, un entità non preesistente composta di differenti religioni e culture. Il Comunismo impostò ed impose l'unione di questi popoli in una comunità che da astratta si fece man mano concreta.
Che senso storico aveva la rivendicazione nazionalista serba ortodossa contro le indipendenze bosniache, croate, slovene, montenegrine e da ultimo kossovare se è stata solo la storia comunista a unirli in precedenza in un unico Stato?
Cosa ha a che fare l'epopea di Tito con le antiche origini della Serbia?

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: «Ha interrotto stragi e deportazioni» Io direi che ha interrotte le stragi (di molto gonfiate dalla propaganda) degli albanesi da parte dei serbi, mentre ora accade il contrario senza che a L'Aja nessun Ponte, o ponticello, si preoccupi un granche'. Capirai che un "arbitrato" del genere non da alcuna garanzia di imparzialita', come i tribunali dei vincitori che processano i vinti senza alcuna legittimita' giuridica, cosa alla quale ci siamo abituati da oltre 60 anni.

Hanno voluto, e noi con loro, inserire un cuneo "democratico" nel bel mezzo della ex Jugoslavia. I "diritti umani" sono un pretesto
, se no varrebbero per gli albanesi come per i serbi, cosi' come valsero per i vincitori, e non per i vinti, a fine guerra. Direi che sul fatto che il metro sia un pochino zoppo non ci dovrebbero essere molti dubbi ormai.

«ma stiamo parlando di diavoli non di anime belle» e questo e' il corollario di ogni "male assoluto" che si rispetti. Detto da un marxista sembra quasi una barzelletta. :-) Chi sono i demoni e chi gli angeli? Suvvia, Zag... il tuo Mentore si rivolterebbe nella tomba.

Sul nazionalismo vige la solita demonizzazione di cui sopra, eppure e' facile da capire. Gli albanesi si raggruppano in quanto albanesi? Non c'e' nulla di strano; gli ebrei si raggruppano in quanto ebrei? Nemmeno. Allora perche' i tedeschi non potrebbero farlo in quanto tedeschi o gli italiani in quanto italiani? Il problema del nazionalismo viene dalla conclusione di conflitti che vedono smembrati i popoli e questo non e' un fatto casuale, tutto si spiega con il divide et impera. Pertanto il nazionalismo cerca di ripristinare un legame esistente tra popolo e territorio. In Africa non fanno lo stesso, dopotutto? Eppure si tratta spesso di societa' animiste e poco evolute, ma evidentemente e' un'esigenza umana quella di aggregarsi per affinita', mentre non la e' quella di ogni universalismo che pretende di negare un principio esistente in ogni "razza" o "cultura", ovvero quello del riconoscimento dell'affine. Qui ti rimanderei a Schmitt e ai links che ho messi a lato. Sono convinto che nonostante la tua visione politica ci troveresti comunque qualcosa di ragionevole.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
ovviamente quando un popolo pretendesse di trasmigrare in casa d'altri, in massa o alla spicciolata, si potrebbe anche immaginare che agli ospiti possa saltare la mosca al naso. E questo e' alfine il problema: i conflitti non scoppiano subito, ma si sedimentano e poi esplodono, a volte dopo secoli.

Anonimo ha detto...

ora accade il contrario senza che a L'Aja nessun Ponte, o ponticello, si preoccupi un granche'...

...per fortuna non accade all'inerso nulla che sia comparabile alla pulizia etnica che fecero i serbi con il loro esercito e le forze speciali...e ne sono contento..

Zoppo è tutto zoppo...però il cuneo democratico che ha attecchito nella ex Jugoslavia mi sembra che funzioni rispetti ad altri cunei ben più zoppi come Iraq e Afghanistan. Sono aumentati benessere e libertà. L'economia l'ho detto viene prima ma questa è la nota comune di tutte le guerre occidentali. Gli americani barattarono bene con gli inglesi il proprio appoggio nella seconda guerra mondiale e solo dopo la firma della cambiali in bianco da parte di Londra che si convinse al sostegno la parte non interventista dell'opinone pubblica americana.

"ma stiamo parlando di diavoli non di anime belle» e questo e' il corollario di ogni "male assoluto" che si rispetti"

non vorrei che mi riprendessi per mancato asservimento all'ideologia..:-)...che si volti pure nella tomba Marx...però Sauro i pezzi di merda sono pezzi di merda. Quelli dominanti di solito se la scappottano ma questa non è una scusante per i perdenti che soccombono.

Sauro non c'è cultura nè storia in comune tra serbi ortodossi e kossovari musulmani. Solo Tito li ha uniti e con regole che riconoscevano ai kossovari ampli poteri di autonomia. Quando è caduto il comunismo il primo atto è stato ridurre l'autonomia kossovara violando i termini della Costituzione vigente.
I Kossovari somo gli ultimi della lista. Durante la guerra in Jugolslavia che ha portato alla costituzione delle altre repubbliche non hanno aperto un altro fronte. Erano dentro e ci rimanevano. Le prime richieste continuavano ad essere solo il ripristino dell'originaria autonomia nel rispetto delle procedure costituzionali.
Così si blocco il Parlamento jugoslavo perchè prevedeva per la validità delel deliberazioni la partecfipazione dei rapprsentanto di tutti i parlamenti locali kossovaro compreso.
Da questo stallo hanno colto l'occasione sloveni, bosniaci e croati per ribellarsi militarmente.
In questo contesto iniziò a crearsi l'esercito clandestino kossovaro o i terroristi kossovari, a seconda, in una situazione di grande tensione per tutta la regione.
Alla fine sono rimasti la Serbia e il Kossovo, che la prima rivendica per un dato formalmente giusto, l'appartenenza primigenia al territorio della ex repubblica jugoslavia, e per un dato ingiusto, la supposta importanza di utto il territorio kossovaro per storia serba. Balle.
E' solo una parte del Nord del Kossovo in cui è forte questo legame identitario e culturale.
Fatto stà che a quel punto i serbi picchiano duro, i kossovari hanno l'UCK ma è una resistenza che a differenza di quel che si dice non ha tutti questi mezzi nè finanziamenti dai fantomatici arabi. Quando i Serbi premono il piede sull'accelleratore nulla li può fermare. Tranne le bombe della Nato. Che sia stata una forma di ipocrisia dopo tutto quello a cui la Nato assistette inerme durante la guerra in Jugoslavia?
Forse si. Ma quelli uccidevano civili casa per casa. E quelli che non li uccidevano li buttavano fiuori dal Paese in cui vivevano da generazioni. Ora che faresti tu?
Stabiliresti che Serbia e Kossovo devono andare in pace e d'accordo? Lasceresti il Kossovo nella Serbia, ritireresti ttte le truppe dicendo orevoir? Good by my friends.

Non mi sembra una soluzione attuabile.

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: sono lieto che gli ammazzamenti non siano allo stesso livello, ma della cosiddetta "informazione" sto imparando a diffidare parecchio, ultimamente. Resta il fatto che gli odi etnici sono un fattore indipendente e non risentono degli apogei o dei perigei economici; si possono attenuare, ma poi risorgono come prima. In Iraq e in Afghanistan la "cultura" e' un tantino diversa da quella europea, non sara' anche per questo motivo? In ogni caso bin Laden ha esordito dalle tue parti prima di diventare l'ennesimo male assoluto. Un nesso ce lo vedrei.

Quanto all'interventismo anglosassone, evidentemente non hai letto il link che ho postato sotto di B. Freedman. Questi da una spiegazione un po' diversa della storia, rispetto a cio' che conosciamo noi. Non fosse ebreo si direbbe che parla come Hitler in persona, che pure diceva le stesse cose che noi tutti siamo stati accuratamente addestrati a considerare frescacce: complotti giudaco-massonici compresi.

Sei decisamente un deviazionista. Te la vedrai con il tuo capo cellula :-) Intendevo dire che quando la guerra non e' tra eserciti regolari fa un po' piu' schifo del solito. Secondo tutte le convenzioni internazionali i civili ne dovrebbero restare fuori, ma questo si concilia poco con le varie "resistenze" che significano guerriglia. Pertanto e' assai difficile il dire chi ha iniziato quando le ostilita' sono ad un livello cosi' barbaro. E c'e' sempre chi profitta dei "crimini di guerra", che nella fattispecie riguarderebbero tutti: eserciti come guerriglieri, in quanto le convenzioni non si ispirano al "bene assoluto", ma a regole stabilite, per le quali non e' sempre un "male assoluto" uccidere dei civili per rappresaglia. Basterebbe che i civili facessero i civili, al che si potrebbe davvero parlare di crimine. Noi non siamo onniscenti e l'esperienza mi ha insegnato che nella catena delle vendette c'e' sempre un anello prima che ci sfugge, magari per motivi personali o sentimentali.

Comunque insisto: se ogni "comunita'" se ne stesse in casa propria ci mancherebbe la materia di discussione. Il bello verra' quando anche in Italia raccoglieremo i frutti di questa idiozia globale, al che servira' a poco cercare chi e' il primo responsabile.

Anonimo ha detto...

Sui limiti del globalismo sono d'accordo...per me l'impostazione è stata a monte.
O l'Occidente è stato così sprovveduto da non prefigurarsi un piano post-comunista per l'oriente, oppure i nostri burocrati avevano coscientemente previsto che propriò così andasse a finire. Siamo noi il miglior mondo possibile e ora che non ci sono più i comunisti a trattenerli tutti vengono naturalmente da noi e verso di noi. Non li biasimo.
I potentati economici, come anche tanti altri 'normali' cittadini italiani, poi, sono ben contenti di accogliere nuovi residenti con minori pretese economiche e civili.
Fanno comodo a tutti. All'anziano con la piccola pensione perchè paga la badante straniera meno di un italiana (ammesso che la trovi), alle mafie perchè acquistano altra manovalanza, all'imprenditore agricolo o a quello industriale perchè pagano meno per più lavoro (sempre che non sia lavoro specializzato li ci vogliono ancora gl'italiani), al commerciante che paga la commessa extracomunitaria a nero.
And so on....
Ma questo è il Capitalismo. Produrre a prezzi sempre più bassi.
Di che ci lamentiamo? Su questo principio è fondata la politica occidentale.
Zagazig

p.s. se gli USA non avessero avuto per anni gli schiavi non avrebbero avuto problemi razziali ma non sarebbero stati neanche la prima potenza mondiale. Verrà il tempo in cui si racconterà degli immigrati di oggi come dei poveri nonni sfruttati di giovani italiani.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: si' e no. Se il capitalismo mantenesse le sue promesse sarei anche d'accordo, ma noi siamo molto oltre. La finanza e' di fatto svincolata dalla produzione e non e' piu' il mercato a decidere, ma la speculazione finanziaria. Ovviamente, questa non e' nemmeno piu' nelle mani di chi produce, ma in quelle di sacerdoti che conoscono le segrete cose del mercato finanziario. Se no come ti spieghi che basta un semplice pirla di impiegato e il petrolio schizza a 100 $ il brent? La filosofia mercatista ti promette il paradiso in terra, piu' o meno come quella socialista, ma se il prezzo delle granaglie aumenta del 71% in meno di due anni e il potere d'acquisto si divide per tre, comincio a dubitare che il problema sia a monte. Lo Stato redistributivo distribuisce la poverta', equamente (a parte la casta di turno), capirai che se il "libero mercato" fa altrettanto significa che di differenze tra i due metodi, davvero, non ce n'e'.

Questo per rimanere all'economia, ma direi che l'economia da sola non e' sufficiente a spiegare molte altre esigenze umane. Il Napolitano, insieme con i post-comunisti, ha capito benissimo che il risultato e' il medesimo, tant'e' che fa l'apologie del Nuovo Ordine Mondiale un giorno si' e l'altro pure. E' un po' come se sul barattolo cambiassi l'etichetta: solo chi ha operato la sostituzione sa cosa c'e' dentro. Tant'e' che voi comunisti non l'avete ben compreso, ma gli effetti non vi dispiacciono poi molto, e continuate a prendervela con l'etichetta e non con il contenuto. Nei fatti la globalizzazione vi sta benissimo, cosi' come quella che continuiamo a chiamare "democrazia". Anche la DDR era una "repubblica democratica", in fondo...

Lo vedrebbe anche un cieco che il problema e' il modello, ma tutti si sono messi in testa di cambiare l'uomo: "l'uomo nuovo", emancipato, o liberato che sia, lo trovi in tutte le filosofie universaliste, ma questo genere di "uomo" e' umano quanto lo puo' essere una vacca da pascolo. Proletario, per gli uni, individuo (e consumatore), per gli altri, la sua sorte e' sempre quella di brucare su pascoli che la elite di turno gli mette a disposizione.

A questo materialismo schiacciante ci sono parecchie altre alternative.

Anonimo ha detto...

io ne vedo poche...:-(

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Perche' le cerchi nel posto sbagliato, ovvero, nell'ennesimo universalismo. E' piu' facile passare da Socialismo a Liberalismo e Massoneria, in fin dei conti, perche' la base ideologica e' sempre globale. La natura si basa sulla diversita', non sull'universalita', cosi' come la catena alimentare e tutto il resto. Piu' ci sono diversita' e piu' aumentano i vantaggi. La civilta' cinese ha caratteristiche "cinesi", cosi' come quella tedesca e cosi' via. Esaltare le differenze invece di omologarle. Ogni modello finisce poi per contaminare gli altri pure senza omologarli, ma capisco che e' esattamente l'opposto di cio' che vorresti tu.

Aldo ha detto...

Sono sempre più affascinato dall'evolversi del linguaggio e dalla sua potenzialità di plasmare il pensiero.

Consiglio di soffermarsi a lungo sull'invadenza e sui significati, espliciti e impliciti, del lemma "consumo" e dei suoi derivati.

Tanto per fare un esempio...
E' comune sentire gente qualsiasi ripetere a pappagallo cose tipo "noi, mediamente, consumiamo mezzo chilo di pane al giorno". E pensare che io mi ostino ancora a mangiarmelo, il pane!

Evidentemente la non irrilevante differenza è ovvia solo ai miei occhi e a quelli di pochi altri fissati.

Anonimo ha detto...

Aldo, sono riuscita a seguire Zag ed il Sauro,ma sul tuo mezzo kg di pane sono nei guai: che volevi dire?

Ciao.

Stella

Aldo ha detto...

Stella, forse avrei dovuto anteporre un "OT" chiarificatore. Il riferimento era al breve cenno del Sauro sulla produzione. Ovviamente, nel linguaggio che è stato reso corrente, "produzione" e "consumo" sono i due poli antitetici dell'essere, il bianco e il nero, il bene e il male... intercambiabili a piacere secondo le convenienze del momento.

Ammetto che sparata lì così non è che il nesso sia molto consistente. Porta pazienza.

 
SauroModified on byLo PseudoSauro
Le immagini e i marchi su questo website appartengono ai rispettivi proprietari.I commenti ai rispettivi autori.