Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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10 novembre 2007

Immigrazione e moralita'

Attenzione: lunghissimo...
"Le espulsioni di massa non sono moralmente accettabili". Giustissimo. Ma allora, perche' mai lo sarebbero "le immigrazioni di massa"? Eppure, ammesso e non concesso, che l'espulsione leda un diritto inalienabile dello straniero in quanto uomo, la convivenza forzata ne lede sicuramente uno altrettanto inalienabile nell'autoctono che, si presuppone, appartenga anch'egli all'umanita'. Il paradosso sta nel fatto che i diritti degli stranieri sembrano piu' "pesanti" di quelli degli autoctoni residenti nella propria patria. Come si concilia questo modo di ragionare con l'autodeterminazione e con la democrazia? Ovvero, con il diritto ad essere "padroni" di un territorio e nel contempo partecipare mediante libere elezioni al proprio governo? Dato un governo "democratico" si presuppone che ogni decisione presa dal governo sia presa da tutto il popolo che lo ha espresso... ma se una tale decisione incidesse pesantemente sulla composizione etno-culturale della popolazione, si potrebbe ancora dire che il governo agisce "in nome del popolo italiano"? Sarebbe un po' come cambiare le regole del gioco mentre si sta giocando, per la qual cosa sarebbe necessario rimettere mano alla Costituzione in un esercizio provvisorio. La questione investe la legittimita' che puo' avere un qualunque esecutivo nel cambiare, piu' o meno pesantemente, la composizione del corpus sociale che lo ha espresso, vanificando tutti i principi che stanno alla base di uno Stato di Diritto. Le implicazioni di questa prassi sono oltremodo evidenti, quindi qui non se ne trattera'. Una data classe politica potrebbe favorire un cambiamento della popolazione, sperando di raccogliere maggiori consensi. Si tratterebbe di un Colpo di Stato all'incontrario legittimato da principi morali che, per quanto umani, non trovano riscontro nella carta costituzionale che il Popolo si e' liberamente data. Eppure questo sta avvenendo in molte nazioni europee: contemporaneamente e da molti anni, mentre le rispettive popolazioni non sembrano esserne particolarmente entusiaste. Ma i governi europei non sembrano curarsi molto del dissenso interno e "tirano diritto", per usare un motto di Benito Mussolini. E la democrazia?

La popolazione straniera in Italia, regolare e clandestina, equivale, presumibilmente, all'intera popolazione della Svizzera... tutto normale? E' "moralmente accettabile" per i cittadini? Ma i cittadini non fanno la morale, si sa... e' gia' tanto se riescono a darsi una Giurisdizione: "auctoritas, non veritas facit legem", citava Hobbes; e questa "morale" ne e' la lampante applicazione che sconfessa una democrazia di facciata gia' scaduta in oligarchia, se non in dittatura. E questo e' esattamente il punto: la maggior parte dei governi europei si comporta come dittatura de facto e l'avvicendamento dei diversi partiti ai rispettivi governi non sembra cambiare di molto una linea politica, che parrebbe unica e concordata in ambito europeo: accettata dalla "destra" quanto dalla "sinistra". E l' "alternanza"?

Pero' le motivazioni che tutti gli esecutivi adducono per giustificare il loro agire sono sia di carattere "morale": l' "accoglienza", l' "umanitarismo"... che strutturale: demografia, economia etc. Si e' gia' detto come la moralita' tirata in ballo per giustificare un progetto oscuro non sia quasi mai presente nelle rispettive carte costituzionali, che vengono interpretate ad libitum: tirate e mollate come il chewing gum per fare risaltare "norme" implicite che sicuramente non sono mai nemmeno passate per l'anticamera del cervello dei Padri Costituenti che avevano ben presente come l'Europa sia il "Vecchio Mondo" e non il "Nuovo", e come tale sia storicamente fonte di emigrazione e non oggetto di questa, non foss'altro che per un banalissimo motivo: l'Europa e' gia' sovrappopolata. Queste sarebbero invece le ragioni addotte dai "pragmatisti":

1) Si dice che si tratta di compensare il decremento demografico.

2) Si dice che c'e' bisogno di manodopera poiche' gl'italiani "non hanno voglia di lavorare".

Primo punto.

Facciamo qualche paragone con alcune nazioni che hanno scelte soluzioni diverse.

In Islanda la popolazione conta poco piu' di 300.000 (trecentomila) abitanti, eppure nessuno si sogna di parlare di rischio estinzione: l'immigrazione non viene nemmeno presa in considerazione, per risolvere un "problema" demografico", che il governo islandese sembrerebbe non ritenere tale. L'economia islandese cammina meglio della nostra pur senza la pretesa di sedere tra "i grandi". Gl'islandesi non hanno problemi con le pensioni, ne' hanno previsto che questi potranno verificarsi a lungo termine. E questo in quanto la loro societa' e' stabile, percio', la pianificazione dei governi islandesi e' esposta ad un minore margine d'errore di quanto non sarebbe quella di una nazione la cui composizione sociale varia in modo significativo di anno in anno.

Perche' l'Italia, che conta 59.000.000 di abitanti, dovrebbe invece ricorrere a misure di emergenza? Perche' pare evidente che importare immigrati il cui numero e' pari, quando non superiore, all'intera popolazione svizzera, "e'" una misura di emergenza. "La popolazione invecchia", dunque, in futuro potremmo non avere piu' abbastanza disoccupati autoctoni che possano sostituire quelli attuali.

Invece, in Russia il problema demografico e' reale: il rapporto demografico tra abitanti residenti e territorio e' davvero sproporzionato: 142.000.000 di abitanti distribuiti su un territorio di 17.075.200 km² il che determina una densita' media di 8,3 abitanti per km². Eppure il governo russo preferisce spingere su di una politica demografica interna, anche se non si preclude la possibilita' di fare ricorso all'immigrazione allogena, con una certa parsimonia; ma per il momento la Russia favorisce solo l'immigrazione turistica, disponendo sul suo territorio dell'intera forza lavoro necessaria all'espansione della sua economia. E' infatti evidente come l'economia russa sia in espansione, mentre non si puo' certo dire altrettanto dell'economia europea. Il governo russo opera sul lungo termine, il che significa, una politica che coinvolgera' due o tre generazioni di russi. Se ne evincerebbe che la politica demografica non coincide con la politica economica. Sarebbe chiaro che il governo russo e' orientato a promuovere il benessere dei cittadini russi, prima che quello dell'economia russa. La politica sarebbe al servizio dei cittadini, non dell'economia. Quello russo e' un governo indiscutibilmente nazionalista dall'orientamento politico socialdemocratico. Nonostante il disastro comunista, la Russia ha interamente saldato i debiti internazionali e la sua economia cresce del triplo in rapporto a quella complessiva della UE. Il nazionalismo russo sarebbe quindi piu' efficace del liberalsocialismo europeo anche da un punto di vista eminentemente economico. Fatti e non parole.

In Italia il territorio e' gia' sovrappopolato. Secondo studi del WWF la popolazione residente sul territorio italiano non dovrebbe superare i 30.000.000 (trentamilioni) di unita'. La soglia di rischio sovrappopolazione e' stimata intorno ai 38.000.000; limite superato il quale, il territorio non sarebbe piu' in grado di provvedere alla sopravvivenza della popolazione residente in un regime economico autarchico. Non si sorrida troppo quando si nomina l'autarchia, in quanto la globalizzazione economica non da alcuna garanzia di stabilita'. Molti organismi civili e militari internazionali lavorano infatti da tempo per fronteggiare una crisi globale che, si prevede, avverra' entro il prossimo decennio. Se saltasse l'economia globalizzata una riserva autarchica sarebbe l'unica garanzia per non fare morire le rispettive popolazioni di fame e sete. Naturalmente, come gia' detto, la popolazione residente sul territorio italiano, supera gia' del doppio il limite di sicurezza ipotizzato dal WWF. Nonostante cio', si continua a ritenere la popolazione residente non sufficiente a garantire la crescita economica che, per altro, la popolazione straniera non garantirebbe nemmeno se triplicata rispetto a quella attuale. E' evidente come la politica italiana sia inefficiente: sia dal punto di vista economico, che da quello demografico. Il paragone con la politica russa evidenzia come i cittadini italiani, ed europei, vengano sacrificati ad obiettivi di lungo termine di natura global-ideologica. Uscita l'utopia comunista dalla Russia, un'altra utopia viene perseguita in UE. Un'utopia che ricorda molto quella sovietica nel disprezzo dell'uomo il cui benessere proclama invece di voler promuovere.

Il paragone tra un approccio nazionalista di stampo socialdemocratico (quello russo) ed uno liberalsocialista (quello europeo) mostra chiaramente come, nel primo caso, il cittadino sia al centro dell'attenzione del governo, mentre, nel secondo, il cittadino sia considerato sacrificabile agli obiettivi economici. Ci si potrebbe legittimamente domandare quale dei due modelli sia davvero piu' democratico...

Secondo punto.

"Gl'italiani non hanno voglia di lavorare". Gia questa frase, messa in bocca ad un politico esprime tutto il diprezzo per la popolazione che dovrebbe rappresentare. Se fosse vera se ne evincerebbe che anche il politico e' un emerito scansafatiche. In verita', gl'italiani "non hanno voglia di lavorare" per un tozzo di pane e qui lo dimostreremo.

Chi scrive ha registrati, circa sei mesi fa, cinque cittadini italiani disoccupati presso il web di Confindustria. Si tratta di persone di varia eta' senza alcuna specializzazione particolare; si tratta di persone disposte a spostarsi e ad affrontare ogni genere di sacrificio: senza particolari pretese economiche. Ebbene, _nessuna_ di queste persone e' stata contattata dalla Confederazione degli Industriali. In compenso, le richieste all'attuale governo, di manodopera generica straniera aumentano ad ogni mese. Che morale se ne deve trarre? Che i lavoratori italiani non interessano all'industria italiana. Oppure, questi non sono stati contattati in quanto "non hanno voglia di lavorare". E' un serpente che si morde la coda. Il risultato di questo circolo vizioso e' inevitabilemente la crescita della disoccupazione autoctona, soprattutto nella fascia piu' bassa della popolazione: quella che una volta i comunisti pentiti di oggi chiamavano "proletariato". Tra delocalizzazione e schiavitu' importata con il beneplacito di sindacato, organizzazioni caritative, etc. i costi accessori, la perdita di posti di lavoro e di potere d'acquisto, ricadono comunque sui cittadini italiani, ma gli stranieri vengono preferiti al loro posto. Non diciamo, poi, degli sciacalli che cercano negli stranieri un nuovo bacino elettorale, o delle jene che lucrano sugli stessi in forma di ONG e ONLUS... i "sacerdoti" dell'antirazzismo che si sentono legittimati ad insultare e minacciare chi non la pensa come loro. Sono questi i "fascisti" - nell'accezione negativa del termine - del nuovo millennio.

Da qualunque parte si guardi il problema, l'italiano, ma anche l'europeo, sono una merce che vale poco ed e' probabile che in futuro valga ancora meno. Probabilmente e' venuta l'ora di vendere cara la pelle e liberarsi con qualunque mezzo di una classe dirigente che persegue interessi ideologici ed economici inconciliabili con i principi espressi nelle carte costituzionali che i popoli europei si sono liberamente dati.

26 commenti:

Anonimo ha detto...

...si dovrebbe poter verificare quanto questa tua idea teoricamente valida sia condivisa dal popolo europeo per l'appunto.
Poi si porrebbe un problema che in Italia conosciamo bene per vari motivi non solo legati all'immigrazione che è quello della rappresentatività democratica.
In proposito se questo sistema non funziona ci vorrebeb la proposta di un sistema alternativo.

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: hai perfettamente ragione, ma temo che in una specie di superstato senza una costituzione sia una cosa un po' complicata indire pubbliche consultazioni... Per quanto riguarda l'Italia direi che ci sono buone probabilita' che sia come dico io. Aspettiamo le prossime elezioni: se sarete premiati vorra' dire che mi sono sbagliato. Perche' si va a votare, vero? :-)

Anonimo ha detto...

mah..leggendo il tuo post precedente mi sembra di capire che Berlusconi o Prodi uguale è..a meno che alle prossime lezioni si presenti una destra lepennista e stravinca.
Sulla data del voto dubito che siano a breve...ormai anche Silviolo non sa più leggere la sfera di cristallo...e considerando le aperture sulla riforma della legge elettorale penso che minimo un altro annetto e mezzo il governo dura.
Insomma la data che si fa probabile è il 2009 per le elezioni..al più presto.

Zag

ArabaFenice ha detto...

Ho scritto un post, ma non l'ho ancora pubblicato, per un mio nuovo blog quellastranacoppia.blogspot.com proprio sull'argomento.
Tra le varie cose mi chiedevo il significato dei questo NO ALLE ESPULSIONI DI MASSA. Che significa?
Che se in base alle nostri leggi dovremmo espellere un certo numero di persone ne espelliamo la metà per non fare numero?
non sarebbe più semplice fissare un criterio e chi lo rispetta resta e chi non lo rispetta fuori?

Anonimo ha detto...

Il criterio è l'espulsione di soggetti pericolosi e criminosi secondo il giudizio dei Prefetti.
Espulsione di massa evoca qualcosa di indistinto magari prendendo a criterio la nazionalità di provenienza.
In realtà esistono due problemi: uno legislativo ed uno pratico.
Il bulgaro, ad esempio, che dopo tre mesi non dimostrasse di avere un lavoro o di essere autosufficiente viola una norma per la quale la legge non prevede sanzione. In questo contesto di vuoto s'inserisce il potere riconsociuto ai Prefetti.
Poi c'è un altro problema pratico appunto. L'espulsione concreta comporta l'impiego di almeno due rappresentanti delle forze dell'ordine e di un aeromobile.
Ciò significa sottrarre due poliziottio carabinieri al lavoro di sicurezza sulle strade o di indagine, pagargli lo straordinario e comprare tre posti per un volo sull'aereo di cui due andata e ritorno.
Questo problema pratico si era già posto per l'applicazione della Bossi-Fini, la quale ha in comune con questi problemi relativi a comunitari anche la difficoltà di individuare i soggetti eventualmente da espellere.
La Bossi-Fini in particolare prevedendo provvedimenti di via plurimi prima di quello coattivo finale aveva anche la caratteristica di ingolfare gli uffici giudiziari.
Insomma un bel casino.

Zagazig

Nessie ha detto...

Tra gli effetti indesiderati (ma nient'affatto secondari)di questo stato di cose c'è la concorrenza sleale di forza lavoro e la nuova guerra tra poveri: i poveri dignitosi che vanno con la camicia di bucato e la piega nei pantaloni, pur saltando qualche pasto, di casa nostra. E i disperati pronti a qualsiasi illegalità e abuso tra gli stranieri, a cui la corte di S-Cassazione ha già dato ragione quando si sono presi delle case occupandole abusivamente. Chi è più aggressivo nel praticare l'illegalità, con la scusa del bisogno, vincerà.Chi pratica il "chiagni e fotti" permanente, pure. Quindi il povero, ma onesto lo piglierà necessariamente nel sottocoda. Non è poco.
Questo a casa mia, si chiama "comunismo planetario" travestito da mercatismo.
O se vogliamo usare un neologismo, il "Market-comunismo". In Italia questo nuovo aberrante Minotauro troverà certamente già una struttura istituzionale predisposta ad accoglierlo, poiché in fondo non è mai cambiata. A cominciare dalla Corte di Scassazione, proseguendo con giudici ideologizzati. A voler ben guardare, è simile a un modello cinese: mercatismo e dittatura comunista. E per farcelo accettare con forza, dovranno forzare l'aspetto dittatoriale nei media di loro monopolio, nella polizia,GdF, nella magistratura, nel possesso delle banche ecc. E' già iniziato questo Minotauro e pochi se ne sono accorti.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: scusa se insisto, ma a me fa specie che un comunista glissi bellamente sul fatto che dei disoccupati italiani siano presi a calci in culo in favore degli stranieri. allora non fate piu' lotta di classe, ma etnica... e allora chi e' il razzista?

ti rispondo appena ho piu' tempo

Lo PseudoSauro ha detto...

Arabafenice: appena posso vengo a leggere il tuo pezzo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: guarda caso pensavo alla stessa cosa, quando scrivevo a Zag. Poi saro piu' prolisso e noioso alla moda del sauro. :-)

Anonimo ha detto...

No Sauro è che da noi al Sud, anche da comunisti, abbiamo ben altri problemi da sempre e nessuno in Italia se ne è mai fottuto. E' la nemesi storica che si abbatte sul Nord.
Lo dico interpetando suppongo il pensiero di parte del Meridone.
Se abbiamo le mafie da una vita senza che nessuno tranne pochi eroi faccia qualcosa, se siamo da anni terra di emigrazione (anche di delinquenti lo so) al Nord e all'estero, se siamo abituati da anni a essere chiamati con spregio terroni, se da noi la maggior parte già lavora a nero se vuole lavorare e per quattro lire, se da noi gli extracomunitari sono il 10% del totale, se gl'imprenditori settentrionali non hanno mai avuto in spregio di fare affari loschi qui (come scaricare a poco prezzo tramite camorra i loro rifiuti tossici o facendo affari coi nostri politici loschi di turno), se siamo in questa situazione, il discorso degli extracomunitari che levano lavoro ci sembra una cosa extraterrestre a prescindere come diceva Totò.
Abbiamo altri problemi e altre lotte. Mi sa che la problematica dell'extracomunitario se la deve risolvere il settentrione operoso e intelligente che tra l'altro è zona di residenza degl'imprenditori che li usano, è la zona dove si compra la droga che gli extracomuntari spacciano (noi li abbaimo autoctoni), è la zona dove gl'italiani si divertono ad andare cone le minorenni rumene o albanesi.
Siate un pò timorati di Dio e vedrete che le cose cambiano.
:-)

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: dei problemi del Sud ce ne siamo "fottuti" eccome... e' dall'unita' d'Italia che ce ne "fottiamo" e dal fascismo fino ad oggi oltre un terzo dei bilanci nazionali vengono spesi per questo. Senza risultato, naturalmente. Il fatto e' che gli uni vorrebbero risolvere un problema per via assistenzialista, mentre gli altri per via politica. Ma un problema di cultura si risolve per via culturale, e questo lo dovete fare voi. Con l'aria che tira il nord non sembra piu' disposto a finanziare politiche inefficienti che non fanno che incancrenire il problema. Puo' darsi che questa sia un'ottima opportunita', non solo una sciagura.

Comunque ho capito che a voi dei proletari italiani non frega un cazzo. Vorra' dire che ci penseranno i fascisti cattivi.

Come ho segnalato piu' sopra, il carrozzone globale, probabilmente, saltera' entro il prossimo decennio e il risultato sara' una guerra interna proprio a causa dei "migranti" che sopraffarranno agevolmente gl'imbelli "xenofobi". Niente di che preoccuparsi... che vuoi che sia.

Anonimo ha detto...

...non mi sembra che dalle fabbriche provengano urla di disperazione per il problema degli immigrati...gli operai hanno il problema degli stipendi bassi coi quali risulta difficile sbarcare il lunario.
Il fascismo di buono al Sud ha fatto solo quelle opere pubbliche che ne hanno caratterizzato l'attviita' anche nel resto d'Italia.
Ma il sud fascista rimaneva povero e abbandonato. Gl'investimenti a cascata dagli anni '60 in poi non sono arrivati alla gente ne si sono tradotti in opere utili: erano solo un modo per nutrire la poltica nazionale. Un obolo.
Sarebbe una questione d'intelligenza per il Nord comprendere che la priorita' e' la lotta alle mafie che in settentrione gia' ci sono da tempo da proprietarie di immobili e di attivita'. Ma il cittadino settentrionale medio continua a considerarlo un problema dei terroni.
Questa e' la realta'.
Ci si preoccupa dei marocchini ma 'certi' meridionali hanno gia' in pugno molte attivita' economiche settentrionali, e chi credi che fornisca gli extracomunitari della droga da spacciare.
Le risorse sono limitate di fatto e per antonomasia.
Se tu dovessi scegliere tra spendere i soldi per le espulsioni di senegalesi spacciatori ovvero per maggiori forze dell'ordine in Calabria che scelta faresti?
Penso di immaginare la risposta.
Il fascismo e' morto Sauro.
Rimane solo qualche vetero fascista e dubito che salvera' chicchessia.
:-)

Zag

p.s. io ho sempre pensato che si possono tagliare da subito i rubinetti Nord-Sud....e la cosa non mi spaventa.

Aldo ha detto...

Zag: "io ho sempre pensato che si possono tagliare da subito i rubinetti Nord-Sud [...]"

Subito è probabilmente troppo tardi.

Aldo ha detto...

Aldo: "Subito è probabilmente troppo tardi."

In ogni caso, è meglio subito che mai.

Anonimo ha detto...

tagliate, tagliate

:-)

Zag

nuovopatriota ha detto...

Siamo sotto assedio costante. Non solo la mancanza delle espulsioni e le porte aperte a tutta la melma, se ce ne è ancora ma credo la maggior parte sia dentro, che deve arrivare dall'Est. Ma anche la contemporanea riduzione drastica delle forse dell'ordine (tra l'altro, come leggibile in mio recente post, le stesse sono allibite per le direttive impartite dal governo) in un momento in cui ci occorrerebbe il contrario.
Ma, come dice Ferrero, le risorse vanno usate per integrare gli extracomunitari e affini.
La domanda è una sola: a queste condizioni, quanto reggeremo ancora prima dell'inevitabile tracollo sociale/politico/economico?

+nuovopatriota+
[l'esule politico che mazzia!]

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag : non capisco che voglia dire "tagliate, tagliate". Che dovrei tagliare io? Se ne facciamo una specie di orgoglio etnico nord contro sud si scade nella tifoseria da stadio. Il fatto e' che la politica assistenzialista e "redistributiva" ha favorito una parte della nazione e penalizzata l'altra, anzi, ha favorita la criminalita' organizzata che ha sempre fatto da tramite con ogni classe politica: fosse di destra come di sinistra. E allora, lo possiamo dire o no che e' un problema del sud, e che se non trova il modo di risolverlo per via culturale, non se ne esce?

Lo PseudoSauro ha detto...

Nuovopatriota: infatti il nostro denaro viene "investito" per abbassare il nostro costo del lavoro, ridurre il nostro potere d'acquisto e rendere invivibile la vita in Italia. Nessun vantaggio, ma se t'azzardi a protestare si sveglia la "tigre della reazione". Il casino e' gia' iniziato, non c'e' bisogno di aspettare ulteriormente. Secondo molti sociologi le rivoluzioni moderne non possono che iniziare dagli stadi, che sono gli unici luoghi nei quali e' stata consentita una qualche forma di aggressivita', essendo il resto della societa' abestetizzata e incapace a reagire a qualunque stimolo.

Anonimo ha detto...

Io intendevo tagliate perche' cosi' gli avvoltoi non ci rovinano.
Se i soldi devono arrivare per essere rubati e' meglio che non arrivino proprio...e gli avvoltoi vanno altrove.
A che servono gli appalti se durano decenni e se li pappa tutti la mafia o la camorra?
Non si tratta di orgoglio ma di una triste considerazione della realta'.
Sono poche le realta' al sud in cui i soldi pubblici si spendono e si spendono bene.
La mia citta' e' una di quelle ma e' quasi una mosca bianca. Abbiamo un programma in parte attuato di trasformazione urbanistica che funziona e abbiamo preso per questo molti soldi dalla Comunita' Europea.
Pero' nei fastti va a finire che i meridionali spesso rimangono cornuti e mazziati.
I politici gli fregano i soldi, di qualunque parte essi siano, i furbi si arricchiscono prendendo parte alle ruberie ed alla truffe, e la gente onesta se la prende a quel posto.
E magari si sente anche additare come terrone o come persona che deve cambiare mentalita'.
Se vai in Sicilia dove comanda la mafia troverai tra le persone piu' oneste e gentili che io abbia mai incontrato nei miei pellegrinaggi nella penisola.
Cambiare mentalita' si ma come si fa in quei posti in cui le persone oneste si trovano la pistola puntata in testa e nessuno a difenderli?
E per difenderli ci vuole lo stato, per avere lo stato ci vuole volonta' politica e impiego di mezzi.
Capisci quanto certi problemi che tu poni a livello nazionale possano essere lontani da quelli quotidiani dei meridionali?


Zagazig

Aldo ha detto...

OT (siamo sicuri?)

Intanto il petrolio continua a crescere di prezzo, mentre la sua disponibilità comincia a ridursi. Lentamente, per ora, ma comincia a ridursi.

Intanto, sulla scia del petrolio, anche gli altri prodotti energetici aumentano di prezzo.

Intanto, sulla scia del petrolio, i prodotti alimentari aumentano di prezzo (c'è anche chi, sottovoce per non spaventarci troppo, bisbiglia che cominicino pure ad essere un po' meno abbondanti, a livello internazionale).

Intanto... [lunga lista da compilare a vostro carico; lasciate perdere il fatto che i televisori costano meno: non si mangiano i televisori, né vi portano al lavoro! inoltre, quel che risparmiate nel loro acquisto se ne va con la bolletta dell'Enel]

Intanto l'incazzatura della "gente" cresce, e con essa l'insofferenza. I capponi litigano tra loro senza neppure saper bene perché. E c'è chi continua a stiparne sempre di più nella stessa gabbia, pur sapendo che il mangime si fa scarso e lo spazio è già abbondantemente saturo.

Guardatele bene quelle tensioni per strada. Gustatevi le prove di coprifuoco, la sera. Chiudete bene la porta di casa, ché non si sa mai. Non lasciate fuori i figli, se ne avete. Non fate quelli che non avete ancora.

La pressione aumenta. Aumenta. Aumenta. PUM!

Nessie ha detto...

Parole strasante, le tue, Aldo. Gli scenari che ci si spalancheranno davanti dopo il 21 dicembre (e cioè tra un mese)in Europa sono da incubo, paragonabili solo alla fantascienza dei romanzi di Philip Dick. Ma in pochi se ne sono accorti. Eccoti il link di uno che ha i sensori all'erta: Geminello Alvi. Vai a leggere...

http://www.italianiliberi.it/Edito07/alvi031107.html

Anonimo ha detto...

Vedo che qualcuno è sveglio. Riporto dallo 'strillo del sauro':

From "Jane's": «The Joint Doctrine and Concepts Centre of the British military predict a breakdown of the global order in the next decade and other strategic thinkers are equally pessimistic».

Quale sarà mai la preoccupazione del Joint doctrine & concepts ? Nell'analisi si parla di "pattugliamento dei mari" e di "fronteggiare il disordine interno", di isolare gli "stati falliti". Auguri !

Anonimo ha detto...

La pressione aumenta. Aumenta. Aumenta. PUM!

Futurismo puro.
Chapeau
:-)

Zag

Anonimo ha detto...

"Non lasciate fuori i figli, se ne avete. Non fate quelli che non avete ancora."

Sacrosanto. E orribile.

Stella

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: aspetta il prossimo semestre e vedrai se le granitiche certezze di alcuni rimarranno tali...

Nessie: tanto ai profeti di sventura non crede mai nessuno. Ma se ne pentono sempre dopo.

Zag: economicamente ci stiamo gia' avviando allegramente al disastro e l'Europa cadra' per il solito vecchio motivo: ognuno sara' costretto a risolvere i problemi suoi. Capirai che sollievo il sapere che ci sara' una qualche milionata di bocche da sfamare in piu', ben sapendo che oltre la meta' dell'agricoltura nazionale e' stata sacrificata al dogma della interdipendenza tra le nazioni europee. Eppure lo dicono anche le piu' eminenti autorita' finanziarie dell'economia globale... Cosi' vedremo se Bertinotti e' davvero un keynesiano, come anch'io lo sono. E Keynes non era propriamente un globalista. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Stella: anche se non fosse vero, un po' di prudenza non guasterebbe comunque, ma niente: tirano diritto.

 
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