Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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07 ottobre 2007

La guerra e' finita

(da 60 anni)

Il multiculturalismo sta distruggendo l'occidente, ma non lo si puo' dire. quando si accusano specifiche etnie e culture di essere incompatibili - e disastrose - per la cultura occidentale, nonche' la causa prima della decadenza degli Stati di Diritto, viene regolarmente evocato il fantasma di Auschwitz, pure se nessuno deporta o stermina nessuno; e pure se le vittime sono tutte appartenenti ai presunti persecutori. E tutto cio' perche' "la storia potrebbe ripetersi"; ma la storia si ripete sempre, pure se in modi sempre diversi, e non c'e' alcun modo per fermare il tempo, ma con la volonta' se ne puo' cambiare il corso. La memoria non deve essere un'arma di ricatto, come e' ora, ma un monito affinche' si possano evitare gli errori del passato, anche se non v'e' alcuna garanzia che questo possa avvenire con certezza. Siamo tutti precari e nessuno puo' porsi a lungo al di sopra degli uomini e degli eventi.

Quindi e' da Auschwitz che bisogna partire, per capire come e perche' la cultura occidentale si stia suicidando, prigioniera com'e' di luoghi comuni e steccati ideologici che non le consentono di difendersi. Certo, si tratta di un vizio interno allo stesso organismo della cultura occidentale che "odia se' stessa", ma non e' sempre un vizio di natura endogena. Piu' che un'accusa a questi o a quelli, queste poche righe sono un'appello a chi vuole vivere pacificamente in occidente ed evitare che scompaiano dalla sua storia secoli che non e' giusto, ne' onesto, considerare solo "qualcosa di cui vergognarsi". Chi puo' ci dia una mano: basta poco, solo togliere di mezzo il velo di Maja che ci impedisce di vedere la realta' e comportarci di conseguenza. Qui non si vuole dominare, solo fronteggiare nel migliore dei modi possibili una minaccia concreta. L'evocare i baffi di Josif e Adolf non serve in quanto sono morti entrambi da anni e per la nostra cultura i morti si rispettano indipendentemente da cio' che hanno fatto. Il rispetto dovuto a loro e' lo stesso che verra' riservato a noi che siamo uomini e non "Bene" o "Male" assoluti.

L'Europa e' "sorvegliata speciale" secondo l'Agenzia Ebraica, a causa del "rischio antisemitismo". Eppure in Europa gli ebrei stanno dappertutto: spesso ricoprono cariche importanti, in Italia abbiamo avuti molti ebrei ministri (due o tre ci sono anche ora), piu' Presidenti del Consiglio, centinaia di Generali di Corpo d'Armata, giornalisti, finanzieri di altissimo livello, maitres a penser... su di una piccolissima comunita' nazionale che conta circa trentamila persone, la maggior parte di queste appartiene alla classe sociale piu' elevata e, comunque, gode di una condizione privilegiata... ma l'Italia e' anch'essa a "rischio antisemitismo", seppure l'idea stessa di "razza" sia pressoche' ovunque rigettata, quando non punita per Legge. Ma l'equivalenza tra "antisemitismo", "antigiudaismo", "antisionismo", voluta dalla ADL nella persona del suo Presidente Abraham H. Foxman, funziona come una sentenza senza appello, quindi chi critica la politica sionista, o la religione ebraica, viene equiparato all'ormai pressoche' inesistente "razzista antisemita". Gia' questo dovrebbe bastare per definire "chi" decide "cosa" e "dove" lo fa, soprattutto, poiche' le sentenze di condanna per lo pseudo-reato vengono promulgate in Europa e spesso in spregio alle rispettive carte costituzionali degli stati europei, che sanciscono pressoche' ovunque un sacrosanto diritto alla liberta' d'espressione. Questa repressione del libero pensiero - che dev'essere tale anche quando sgradevole o pericoloso - e' la madre di tutte le repressioni e viene oggi estesa ad una miriade di altre fattispecie rendendo la societa' occidentale schiava di pregiudizi ideologici superati.

Questo accade in Europa e, si puo' dire tranquillamente, in tutte le nazioni occidentali. Ma in Israele i cristiani godono degli stessi privilegi di cui godono gli ebrei in occidente? Nemmeno per sogno. Sono ufficiosamente "tollerati" sebbene siano oltre 300 mila su di una popolazione di circa 6 milioni di persone, il che rimanda alla proporzione demografica italiana di circa 30 mila su circa 60 milioni. Tanto che per la maggior parte degli ebrei russi trasferitisi in Israele, da tempo convertiti al cristianesimo ortodosso, esiste un programma di riconversione al giudaismo assai avversato dagli stessi rabbini ortodossi. Figuriamoci che accadrebbe se in Italia fosse vigente un progetto statale di conversione degli ebrei al cristianesimo... Ma, come si vedra', e' gia' un bel casino multiculturale, in quanto se la definizione di "ebreo" e' confessionale e non etnica, come fanno ad esistere ebrei israeliani di confessione cristiana? Semplicissimo: non e' cosi'. Infatti hanno diritto a fare "Aliya'" (il ritorno nella Terra dei Padri) tutti i figli di ebrei fino ad un tot di generazione, nonche' i convertiti all'ebraismo che, di fatto, possono risiedere in territori a loro riservati (come il West Bank); territori vietati a tutti gli altri gruppi etnico-religiosi, compresi cristiani e arabi. Il tutto per non ben comprensibili "gravi motivi di sicurezza"; non essendo autorizzati a risiedere in tali territori nemmeno gli alti ufficiali arabi di Tsahal. Di alti ufficiali cristiani non ce n'e' nemmeno uno, anche se va detto che l'endemica carenza di organico nell'esercito sta costringendo l'amministrazione israeliana ad essere piu' tollerante, tanto che sono ormai quasi 7000 i cristiani che entrano a far parte dell'IDF e giurano fedelta' allo Stato sulla Bibbia (Antico Testamento, essendo il Nuovo ancora visto con estremo sospetto). E poi... nei luoghi sacri alle tre religioni monoteiste, i cristiani sono quelli che se la passano decisamente peggio, affetti da disoccupazione e discriminazione costante, tanto che il loro numero si riduce sempre piu'. Si tratta di un nazionalismo duro, ma comprensibile per uno Stato in guerra da oltre 60 anni, ma cio' che colpisce e' la discrepanza tra realta' propagandata e realta' vera. Ci si potrebbe/dovrebbe legittimamente chiedere perche'.

Che dire? Che le pretese accampate in Europa, e in tutto l'occidente da varie "comunita' religiose", non trovano adeguato riscontro in Medio Oriente: ne' da parte degli arabi, ne' da parte degli stessi israeliani. Ad un antigiudaismo, spesso, individuale e minoritario in Europa - del tutto ininfluente sulla composizione delle classi sociali piu' elevate - corrisponde un anticristianesimo di Stato nelle nazioni arabe e nello stesso Israele che, anche ove questo non fosse espressamente prescritto dalle rispettive giurisdizioni, viene di fatto praticato come "consuetudine" non scritta. Credo sia molto difficile poter smentire i dati riportati sopra, nondimeno, nessuno ne parla e si dipinge la societa' multiculturale israeliana come un modello sociale invidiabile nel quale tutte le comunita' vivono in armonia tra loro, il che e' assolutamente falso. Intendiamoci: il problema e' il multiculturalismo stesso: non si tratta di angherie gratuite da parte israeliana; e' del tutto comprensibile il fatto che la doppia obbedienza ponga seri problemi e minacci tutte le identita' popolari... nondimeno cio' che possono - e giustamente - fare gli israeliani in Israele, non lo possono fare gli europei in Europa, proprio perche' gli ebrei costi' residenti vi oppongono il loro veto, il quale ha un enorme peso su tutte le amministrazioni europee: di destra come di sinistra.

E questo e' esattamente il nodo del problema: perche'? Si risponde: "perche' gli europei hanno perseguitati e sterminati gli ebrei". Visto e considerato che ora nessuno si sogna nemmeno lontanamente di deportare qualcuno per razza o credo religioso; dato che per la cultura occidentale non esiste una concezione della storia lineare e sovrapponibile nel tempo - come nella cultura ebraica - ci si potrebbe domandare per quale motivo gli europei sarebbero colpevoli di stermini imputabili ai loro progenitori, mentre gli ebrei non sarebbero altrettanto imputabili della vecchia e obsoleta accusa di "deicidio" il cui emendamento dalle scritture sacre cattoliche e' stato certificato nel corso del Concilio Vaticano II. Comunque la materia del contendere e' controversa essa stessa, non essendo storicamente univoche le fonti relative agli stermini (soprattutto nazisti) degli ebrei in Europa. Infatti, per rimanere alla storiografia ufficiale e non stuzzicare "negazionismi ed altre fantasiose, ancorche' pericolose teorie punibili - e punite - per legge, gli sterminati sono passati dagli 11 milioni di Wiesenthal ai 6 milioni di Piper, fino al massimo di 700 mila di Pressac, il che dovrebbe lasciare intendere che il metodo di ricerca storica usato nella fattispecie sarebbe un tantino carente... ma evidentemente, cio' che conta non e' la verita' - infatti: "Auctoritas, non Veritas, facit Legem", citava Hobbes - bensi'l'autorita' che prescrive, assolve o condanna. Quindi chi sarebbe l'autorita'? E come si concilia un'autorita' imposta con liberta' ed autodeterminazione dei popoli europei?

Che "esistano" o meno le lobbies ebraiche, non si puo' certo imputare a tutti gli ebrei una stessa volonta' di dominazione che pure e' umana ed esercitata sempre da chi ne ha il potere, ma si puo' legittimamente richiedere loro di essere piu' "occidentali", piu "europei" che "ebrei" se ci tengono a vivere con noi. Temo infatti che questo volersi porre costantemente al di fuori, o al di sopra, della storia occidentale non sia una buona garanzia per il futuro: ne' per noi, ne' per loro. Curioso che non si possa usare per tutti il pronome "Noi", ma, anche questo non dipende dagli europei, che si sono sempre limitati ad escludere chi si escludeva da se', esattamente come avviene ora in Israele. L'esercizio dello Stato ha indubbiamente cambiato gli ebrei stessi, tanto da fare capire a molti di loro che in taluni casi la difesa deve prevalere sull'umanita', ma cio' non ha influito minimamente sul loro giudizio del passato e sul comportamento delle loro elites che, e' fuor di dubbio, esistono e sono molto influenti. Gli europei rivendicano lo stesso diritto di proprieta' sui rispettivi territori: ne' piu' ne' meno di questo e, come tutti, scelgono i loro alleati tra chi li ama e non tra chi li odia o costringe ad odiare se' stessi.

11 commenti:

Fabio ha detto...

A me sembra francamente che il ruolo degli ebrei nella triste situazione europea sia molto minore di quanto tu suggerisci.

Mi sembra che i maggiori responsabili siano comunisti (in tutte le salse) e post-modernisti che vengono da ben altre direzioni.

andrea ha detto...

dimmi la verità,sauro:sbaglio o hai usato toni molto accomodanti?...paura?

textman ha detto...

Sacrosanto. Mancanza di un’identità, ecco dove Italia e Europa si assomigliano. Da questo punto di vista siamo il più europeista dei paesi europei. Il complesso di colpa nei confronti degli stermini compiuti in Germania, sono uno dei 1000 complessi di colpa che coltiviamo, e molti altri a sinistra, più di noi, con ostinato masochismo. C’è quello nei confronti del terzo mondo, quello nei confronti dell’Islam, addirittura quello nei confronti della Cina! Tutti esercizi di autolesionismo culturale e politico che precludono, impediscono, osteggiano quando non combattono apertamente il sentire, il propugnare, il credere in una cultura occidentale ed Europea di cui invece mai come in questo momento avremmo bisogno proprio per gestire al meglio, senza estremismi, senza allarmismi e isterie, proprio quei mondi con cui la globalizzazione ci mette quotidianamente a contatto. L’imbelle ipocrisia di chi difende, o si difende dietro a quei complessi, paga ogni giorno un ulteriore ammenda a favore dei loro perpetratori del passato, negando il diritto dei presenti. E il danno maggiore arriva proprio a coloro che sono portatori di istanze occidentali, europee, anticamente democratiche, che si vedono negati, solo in quanto nati nel raggio di 1500 km da Auschwitz, alla loro identità e cultura. Gli altri, i mestatori di questo freudiano polpettone, ne hanno ben poco da perdere, e nella loro distorta visione del mondo, anche da guadagnare (per loro, e solo per loro, la distruzione è un guadagno). Io di questo assunto per cui siccome Hitler ha ucciso milioni di ebrei, noi non possiamo dirci fieramente europei, italiani o tedeschi ne ho piene le scatole, come te. Mi verrebbe da dire: cosa facciamo? Un abbraccio.

Lo PseudoSauro ha detto...

Fabio: temo che tu non abbia capito niente. Mi dispiace, forse mi sono spiegato male.

Andrea: se avessi tanta paura mi occuperei della Birmania come fanno tutti. Invece preferisco occuparmi di casa mia.

Textman: se non sapessi per esperienza personale che in Israele ci sono ebrei che la pensano come me, non perderei il mio tempo a scrivere cio' che ho scritto. A qualcuno e' concesso di scegliere tra piu' patrie, ma a me no. Fortunatamente la preoccupazione di molti europei e' condivisa anche in parte della societa' israeliana (vedere il Jerusalem Post di oggi). Qui si chiede solo di darsi una mano e rimuovere il passato che non passa, non foss'altro che per salvare cio' che resta dell'Europa. In fin dei conti non e' solo interesse degli europei e Israele non ha nulla da guadagnare da un'Europa islamizzata. Il veto imposto sui nazionalismi e' l'unico vero problema, tutto il resto: terrorismi etc. sono solo effetti il cui contrasto e' perfettamente inutile.

Aldo ha detto...

Bellissimo il passo nel quale sottolinei la differenza che passa tra le responsabilità (di alcuni) degli Italiani e degli Europei del passato e quelle degli Italiani e degli Europei del presente, ciascuno responsabile per se stesso. Perfino nella nostra Costituzione sta scritto (art. 27): "La responsabilità penale è personale". Per estensione, anche quella storica e quella morale. E' abbondantemente ora di smetterla di considerarsi responsabili dei crimini commessi da altri, particolarmente se in epoche nelle quali magari non eravamo neppure ancora nati.

Nessie ha detto...

Io credo che il problema sia quello dell'alleanza. Gli ebrei sono nostri affidabili alleati nella lotta contro il terrorismo e il fondamentalismo islamico? Se sì, devono imparare (parlo degli ebrei della diaspora) a non porre sul terreno quelle trappole e quelle tagliole nelle quali potrebbero inciampare anche loro. Il decreto antinegazionista e l'applicazione ottusa della legge Mancino è una di queste pericolose trappole, relative ai reati di opinioni. E io l'ho confutato con fermezza in un mio post. Un altro fattore sorprendente è la lotta contro la moscheizzazione/islamizzazione del territorio italiano. Perché non ci aiutano a dire NO? dopotutto l'antisemitismo passa proprio dalle predicazioni d'odio di molti imam.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: qui si tratta di capire se vige ancora la cultura occidentale, oppure no. Le "responsabilita' collettive" sono gia' di per se' stesse un abominio giuridico e logico, ma quelle ereditarie sono qualcosa che la cultura occidentale ha rimosso parecchi anni fa: almeno 2000 e passa... non si puo' costringere tutti a non odiare; sarebbe piu' semplice provare a farsi amare; e questo non mi pare proprio il modo giusto. I rischi ce li prendiamo tutti sulle spalle da quando nasciamo e nessuno e' piu' garantito di altri... ma questa e' roba che ha a che vedere con il cristianesimo. In ogni caso, bisogna provare a trovare una linea comune, soprattutto se i rischi sono i medesimi per tutti.

andrea ha detto...

sarà...ma il tono è da coniglietto bagnato.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: infatti il problema e' tutto li'. Israele ha bisogno di una mano? E noi gliela diamo, ma a nostra volta possiamo chiederle un aiuto. Se no sembra che si tratti di un dovere. Se ebrei liberali e di destra invocano l'estensione della legge Mancino

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?YY=2007&mm=10&dd=2

ad altre fattispecie giuridiche, ben sapendo che con gli antisemitismi, i negazionismi, i complottismi, ci si ritrova con le islamofobie, non si e' piu' sicuri di stare dalla stessa parte della barricata. Se loro non si fidano di noi, per quale motivo ci dovremmo fidare noi di loro? Di shotgun marriage ne abbiamo abbastanza di quello eurobeo. Come scritto nel post, a me basterebbe che in Italia si potesse fare come in Israele, ma chi ritiene un abominio in casa d'altri cio' che considera necessario in casa sua da l'idea di ciurlare parecchio nel manico.

Fabio ha detto...

E' vero Sauro, a volte non riesco proprio a capire cosa vuoi dire - anche se penso che alla fine la vediamo in modo simile.

Se ti va di ripeterti, meglio; altrimenti non c'è problema.

Lo PseudoSauro ha detto...

Fabio: intendo dire semplicemente che il passato e' passato e qui nessuno ha sterminato ebrei in vita sua, ne' intende farlo per il futuro. Noi abbiamo nuove sfide nelle quali possiamo essere a fianco degli ebrei, ma come alleati, non come sorvegliati speciali.

 
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