Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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28 settembre 2007

Che fine faranno?


La finn del PrinaAllora. "L'ha faa la finn del Prina", si dice ancora nel milanese, intendendo con cio' il fare una brutta fine, ovvero, l'essere linciato dalla folla inferocita. Un ministro dell'epoca napoleonica, tristemente famoso per una eccessiva imposizione fiscale, fu orribilmente ucciso da "rispettabili cittadini" (a Milano, in Piazza della Scala, il 20 ottobre 1814) ad ombrellate. Ancorche' il povero Prina fosse probabilmente innocente fece una fine miserevole solo perche' ebbe la sfortuna di capitare nel periodo storico sbagliato: quello dell'indipendenza italiana dai domini stranieri: napoleonico e austriaco.

Oggi. Di candidati a "fare la fine del Prina" ce n'e' piu' d'uno. I magistrati adusi a liberare efferati assassini; i ministri antiitaliani inflessibili con gli autoctoni, ma clementi con gli stranieri; i "risanatori" dell'economia (eredi veri e propri del triumviro lombardo) e probabilmente molti altri ancora, a seconda delle cronache prevalenti sui quotidiani: cronache spesso emendate dagli episodi piu' truci, che hanno per protagonisti criminali stranieri, e per vittime i soliti inetti "xenofobi" italiani che si lasciano massacrare, come bovi al macello, dalle "risorse" e poi insultare dai propri governanti, per i quali non sono abbastanza "aperti al diverso". Infatti, tra le chiacchiere da bar, figurano sempre piu' spesso le "corde saponate" ed altri fantasiosi, ancorche' obsoleti, mezzi di giustizia sommaria, che i cittadini sarebbero lieti di riservare a "colpevoli" veri e presunti; il che, purtroppo, finisce storicamente per capitare piu' ai presunti che ai veri, ma e' uno degli inconvenienti che occorrono ciclicamente quando viene meno lo Stato di Diritto.

Morale. Se non si accorciano le distanze tra politica e vita civile, "la fine del Prina" rischia di tornare d'attualita'. Meglio usare degli ombrelli aperti per proteggerci dalle intemperie dell'accoglienza, del multiculturalismo, del socialismo e del liberismo globali, piuttosto che non quelli chiusi sugli amministratori che presumono di "condurre" una societa' "vecchia" fuori dal suo "vecchio" passato, verso strabilianti "novita'" come il "sol dell'avvenir" o, peggio ancora, la mezzaluna crescente: tetragoni come sono, a liberta', democrazia, ma soprattutto, a storia e realta'.

22 settembre 2007

Liberismo sta per comunismo?

"Oggi nn esiste piu la terra tua e la terra mia". Questo, scrive un immigrato cinese su di un blog italiano che, provocatoriamente, espone tesi "xenofobe". Infatti e' proprio cosi', ma cio' vale _solo_ per la maggior parte delle nazioni occidentali; provate voi ad andare in Cina e scrivere qualcosa di analogo a proposito del territorio cinese... Paradossalmente, il post-comunismo cinese e' piu' nazionalista delle "liberali" nazioni occidentali. Qual'e' il risultato? Semplice: il comunismo, come sempre, quando viene meno l'istituto della proprieta'. Si dice: "la proprieta' collettiva va scomparendo in favore della proprieta' privata, grazie all'individualismo". Sciocchezze: l'istituto della proprieta' non puo' esistere solo su base individuale, essendo la proprieta' fondata su di una gerarchia di "fortificazioni" che vanno dalla Famiglia fino alla Nazione. E nota bene che questa e' una tesi eminentemente liberale, non conservatrice. E' evidente, comunque, che il vecchio coesiste ancora insieme con il nuovo e che si vota ancora su base nazionale, esprimendo cosi' governi apparentemente nazionali, ma, di fatto, questi hanno sempre meno potere, essendo la politica vera decisa ad un livello finanziario internazionale. La tendenza e' effettivamente quella espressa dall'anonimo commentatore cinese del blog, o almeno, la e' relativamente alla maggior parte delle nazioni occidentali, non essendo le altre disposte a fare altrettanto. Tutto cio' si risolve, naturalmente, nella colonizzazione di quella parte di mondo che si considera "aperto al diverso"; colonizzazione operata da quelle entita' nazionali che del "diverso" se ne strabattono i cosiddetti. Ma, anche se ogni cantone del mondo abbattesse i propri confini, il risultato sarebbe comunque identico: ovvero il comunismo globale, essendo i confini, la demarcazione visibile della proprieta'. La globalizzazione economica non sarebbe dunque altro se non il comunismo con un altro nome? Non e' una tesi tanto peregrina, in quanto questo e' un tema sottoposto a seri studi, soprattutto negli USA. Nella vana speranza che il medesimo principio venga esteso ad ogni residuo di contesto nazionale, vincono i piu' astuti che sanno fare leva su quei pregiudizi ideologici occidentali che rendono vana ogni difesa territoriale; e questi principi sono: la "liberta'" e la "democrazia", innanzitutto, ma anche la loro negazione, come la ben nota "xenofobia", che infatti e' un peccato gravissimo nella liberale cultura USA, cosi' come lo era nella socialista cultura ex-sovietica.
Segnalo il post della consaura Nessie, in quanto attinente all'argomento bistrattato.

19 settembre 2007

Siamo tutti nazisti?

Che ne direste se il sottoscritto desse fuoco ad un ristorante e poi denunciasse anonimamente alla Magistratura che quello era un covo di nazisti? Soprattutto, che farebbe in un paese normale la suddetta? Naturalmente in Italia vengono perseguiti i nazisti (come da leggi "liberali" da Mancino a Reale), mentre sugl'incendiari si glissa, quando non li si ringrazia apertamente per la "vigilanza democratica". Nemmeno 10 giorni fa scrivevo che il pericolo in Europa e' il nazismo, dunque, si deve vigliare: eccomi accontentato. Arrestata una cellula di nazisti in quel di Varese per aver celebrato con canti e balli il compleanno di Adolfo. Che c'e' di strano? Il nazismo e' fuori legge in Italia... Pero' l'incendiare il locale in cui sono avvenute le celebrazioni dell' "Amato" Fuehrer non e' molto carino, anche se con la "tigre della reazione" e' meglio non scherzare troppo. Naturalmente i liberali da salotto della CDL sono piu' preoccupati a prendere le distanze dal nazismo che a fare il loro lavoro di liberali e come loro i barboncini che razzolano intorno a Tocque-ville che, nonostante prendano mazzate ogni giorno dai comunisti al governo, non sanno fare di meglio che professioni quotidiane di antifascismo... Ma c'arrivano capire, o no, che quelli nell'antifascismo non ce li vogliono? L'antifascismo e' Cosa Rossa almeno da quando i comunisti hanno ammazzato Mussolini: per strada: "come un cane" diceva un liberale e antifascista vero come De Felice. Ma "han fatto bene" dicono i nostri liberali da quattro soldi dopo 60 anni. Del resto l'ANPI si indigna se qualcuno vuole riunire i morti delle opposte fazioni nello stesso camposanto... a 60 anni di distanza, come detto prima. Se vi pare normale... Quindi il nazista, cosi' come il fascista, e' colpevole a prescindere: anche se non ha fatto niente. La vigilanza democratica e' l'ultima propaggine, ormai moribonda, dell'antifascismo, ma di questo cadavere tutti si litigano i pezzi come le jene e piu' sono violenti e piu' sono antifascisti. Capito, cari liberali? Se volete davvero essere antifascisti dovete incendiare i ristoranti: imparate una buona volta. E di qui a pensare che fascismo e nazismo fossero meglio di cio' che si crede ora non ci vuole niente. Mentre chi protesta contro l'islamizzazione viene messo in galera, mentre chi nega qualcosa a caso viene pestato, incriminato e ridotto in miseria, mentre si bruciano i libri scomodi, mentre l'Europa viene invasa dai quattro cantoni dell'universo. Questo e' l'antifascismo: tenetevelo se vi piace: il sottoscritto preferisce i nazisti. Quando la vittima e' un ebreo "siamo tutti ebrei", quando la vittima e' un omosessuale "siamo tutti omosessuali", ma quando e' un nazista il discorso cambia, pure se nazista non lo e' davvero: basta la parola e i cani di Pavlov reagiscono per riflesso condizionato. Cosi' della nostra liberta' se ne perde un altro pezzettino: un po' al giorno, nell'indifferenza; nel timore dei liberali fasulli e nel gaudio dei comunisti veri.

E vedrai che finira' che "Berlusconi non poteva non sapere". Coglioni: i nazisti siete voi e nemmeno lo sapete.

12 settembre 2007

La UE e' una dittatura

Liberta' di circolazione di uomini (leggi "talebani") e merci (leggi "esplosivi"): questa e' l'Unione Europea. Se i cittadini non gradissero gli uni o le altre dovrebbero, appunto, "circolare" altrove, essendo agli europei autoctoni vietato di manifestare il proprio dissenso.

La Russia di Putin? Un paradiso in confronto alla UE. Eppure ce l'hanno menato e stramenato con le luxurie e i cappati fermati a Mosca (quindi in uno stato estero) qualche tempo fa insieme ad altri attivisti "gay" che volevano solo conferire con il sindaco della capitale russa per convincerlo del fatto che "gay" e' bello, soprattutto, "giusto". Tra pope benedicenti giovanotti che lanciavano uova alla combriccola e poliziotti sghignazzanti tutto si e' risolto senza nemmeno un ferito, ma sembrava fosse venuto giu' il mondo.

Andiamo a Bruxelles (quindi nell'Europa stessa): una manifestazione indetta dal SIOE e sponsorizzata online da quasi 11.000 cittadini europei, nonche' da oltre 100.000 cittadini belgi, francesi, italiani, tedeschi, inglesi, olandesi, danesi ed altri ancora, "contro l'islamizzazione dell'Europa" e' stata vietata: da chi? Dal sindaco della pseudo-capitale UE, certamente all'insaputa del n-europarlamento che e' situato a pochi metri dal luogo prescelto... ma alcuni manifestanti hanno ignorato il divieto ed hanno sfilato ugualmente: pacificamente, come annunciato e senza l'abbigliamento da guerriglia urbana che abitualmente indossano molti "pacifisti" in situazioni analoghe, ai quali, per altro, non viene mai impedito di "circolare": di "manifestare", ne' di devastare intere citta'. Risultato? Tre eurodeputati fermati (meglio "sequestrati") per ore senza alcuna possibilita' di conferire con l'esterno, piu' altre 150 persone buttate negli scantinati della polizia municipale; qualche contuso ed un ricovero ospedaliero. Al momento nessuna nota diplomatica e' stata inviata dalla social-liberale Italia al social-liberale Belgio a causa dell'arresto di un suo parlamentare: chissa' perche'... (pare che la Farnesina abbia inoltrata una protesta formale, ma non c'e' ancora conferma ufficiale). La UE, evidentemente, era in trasferta altrove e i suoi funzionari intenti a misurare gli ortaggi per "armonizzare" l'agricoltura comunitaria. Dei "diritti" la UE se ne occupa solo quando sono quelli altrui: dentro e fuori dal proprio territorio, ma quando si tratta di quelli degli europei (quelli veri, non le patacche) finge di nulla e delega il mantenimento dell'ordine pubblico ad un oscuro sindaco del Belgio. Sarebbe solo comico se non esistessero iniziative concrete volte a reprimere sempre piu' in modo "legale" il dissenso degli autoctoni, mentre i bombaroli col caffetano girano, anzi, "circolano" indisturbati sul territorio europeo a selezionare eventuali obiettivi strategici; mentre governi di destra e sinistra sembrano piu' preoccupati a costruire moschee per gli alieni che case per gli autoctoni.

Le tanto osannate "ascese" di due politici cosiddetti "di destra" alla testa delle due locomotive europee, non hanno cambiato di una virgola la situazione in Europa, nella quale stranieri di tutte le razze e culture "circolano", se possibile, anche piu' di prima. E dobbiamo solo ringraziare la fortuna se ferrovie, metropolitane ed aeroporti non sono ancora stati nuovamente bombardati, essendo la costituenda polizia europea (nella quale hanno trovato impiego molti disoccupati di KGB e STASI) occupata a monitorare le xenofobie, antisemitismi, omofobie e antiislamismi dei cittadini autoctoni (id est quelli che in Europa sono nati e che in Europa hanno radici secolari).

Che vuoi che sia se un sindaco mette in galera tre parlamentari a meno di cento metri da un parlamento? A Bruxelles quasi la meta' della popolazione e' musulmana... sfido io che il manifestare contro l'islamizzazione dell'Europa non sia consigliabile... Chi lo voleva capire l'ha gia' capito da un pezzo: La UE e' davvero l'Eurabia di Bat ye Or e Oriana Fallaci: l'EURSS di Vladimir Bukovskij, e le due entita' si evidenziano e si compenetrano soprattutto di fronte all'aumento del dissenso. La UE e' costruita contro i suoi stessi cittadini che vengono ormai arrestati solo per reati di opinione, mentre gli stranieri, naturalizzati o meno ch'essi siano, non lo sono nemmeno se colti a preparare attentati, anche se qualche polizia nazionale (fortunatamente) fatica ad allinearsi al tradimento degli ignari cittadini perpetrato da anni a loro insaputa dai loro governanti, va detto per onesta', di "destra" come di sinistra, non differenziandosi poi molto la politica dell'una da quella dell'altra, essendo la maggior parte delle nazioni europee governate da liberali e socialisti, quando non dagli uni e dagli altri insieme. Paradossalmente si auspica la reislamizzazione della Turchia, e la sua entrata in UE, piuttosto che l'arbitrato dei militari voluto da Ataturk, in quanto "non democratico". Quest'idea malata di democrazia favorisce ovunque la proliferazione di teocrazie islamiche: fino dove l'Islam non ha mai avute radici storiche, come in Europa. Non restano che due alternative per quelli che non sono stati anestetizzati dal calcio e dalle altre distrazioni collettive: la resistenza o l'espatrio.


Dalla consaura Nessie una testimonianza sulla piccola manifestazione che si e' tenuta a Milano davanti al palazzo UE.

04 settembre 2007

Complottismo

Non si fa nemmeno a tempo ad occuparsi di un nuovo lemma che subito ne riappare un altro, ma quando si tratta di "liberta' d'espressione" la fantasia d'alcuni fa davvero faville. Quindi, dopo antisemitismi, negazionismi, affermazionismi ed altre corbellerie eccoci alfine al piatto forte: il "complottismo", che opera la suprema sintesi dei disvalori appartenenti ai suoi antecessori bio-logici.

Il "complottismo", secondo Linneo, e'una categoria dello spirito - infatti qui la materia e' assai fumosa - che sta circa a mezza via tra Pietra Filosofale ed Evoluzione della Specie. Comunque, come vedremo, si tratta sempre di categorizzazioni relative ad uno specifico punto di vista culturale: sempre lo stesso, tanto per cambiare, in quanto gli oggetti del bestiario sunnominato sono sempre gli ebrei: per cio' che sono, per cio' che si pensa essi siano, per cio' che fanno o per cio' che si crede ch'essi facciano. Non si discutera' qui, ma solo per brevita', della sostanza della questione, ovvero, se abbiano ragione gli uni o gli altri. Si evidenziera' semplicemente un fatto: quando si toccano alcuni argomenti, sempre i soliti, la Kultura mette mano alla fondina. Meglio stare zitti.

Il "complottista", secondo Linneo, altro non e' se non una variante superiore del "negazionista" che, a sua volta, sta appena sopra all' "antisemita", il quale altro non e' se non un "razzista" specializzato. L'alto grado di specializzazione del C si evince dalla sua capacita' di ragionamento che e' indubbiamente superiore a quella di tutti gli altri: se l'uno nega e quell'altro afferma, se l'altro ancora, odia senza alcun motivo, questo sviluppa quantomeno un ragionamento piu' o meno complesso il che conduce ad intuire che sia dotato di un intelletto simile a quello dell'Homo Sapiens Sapiens. Insomma: e' quasi umano, almeno a detta dei suoi accusatori che quanto a dispensare patenti di umanita' hanno il braccino davvero corto.

I "complotti" secondo Linneo, sono di due tipi: quelli veri e quelli presunti. Buonsenso vorrebbe che la non esistenza di quelli presunti non inficiasse l'esistenza di quelli veri, ma, come vedremo, cosi' non e'. Ad esempio: i nazisti sono stati condannati a Norimberga per "complotto contro la pace internazionale" quasi la Germania non fosse uno stato sovrano, ma un'accozzaglia di deficienti governati da una banda di malfattori. Quindi una sentenza materiale sancisce l'esistenza di un complotto, mentre una sentenza morale lo nega. Per la stessa sentenza morale, probabilmente, i nazisti sarebbero andati assolti dalla suddetta accusa. Ma la questione e' ancora piu' ingarbugliata: i nazisti potevano complottare solo in quanto "Male Assoluto", mentre tutti gli altri rappresentavano la Pace, quindi Guerra contro Pace, con buona pace di Tolstoj. Visto e considerato che i nazisti - e gli altri Mali Assoluti - erano gli unici dediti a complottare si puo' facilmente giungere alla conclusione logica secondo cui chi complotta e' nazista, cosi' si trova l'anello mancante, si chiude il cerchio, si ricava il minimo comun denominatore: il nazismo, sempre lui: sempre vivo e vitale. Bisogna vigilare.

Non so che ne penserebbe Linneo dei "Protocolli dei savi di Sion", sta di fatto che tutti ormai sanno che si tratta di un'opera letteraria, ancorche' poco divertente, a cui si e' attribuito, e si attribuisce, il rango di documento storico, ancorche' falso. Secondo questa specie di "documento" gli ebrei complotterebbero per governare il mondo, ma piu' o meno come lo faceva Lady De Winter ne "I tre moschettieri"... Secondo il ragionamento da quattro soldi, adatto alle menti odierne, basta che una discutibile opera letteraria venga investita di un qualche valore storico e che questo venga successivamente negato, per "provare" che la materia di cui tratta sia completamente falsa. Prima degli ebrei furono i massoni ad essere accusati di "complottare", poi vennero i gesuiti, tant'e' vero che questi "documenti" pescano un po' dovunque nella letteratura pre e post Rivoluzione Francese che e' essa stessa nata da un "complotto", ammesso che si possa ancora dirlo. "Falsi" o "autentici" che siano questi "documenti", non fanno altro che colorire una realta' esistente, e se possano essere presi a pretesto per un pogrom e' un fatto secondario: quando si cercano pretesti li si trova sempre e non c'e' bisogno di lavorare molto di fantasia. Ma rimane il fatto che ogni organizzazione politica "complotta" per un'ideale, per un fine pratico, per acquisire la supremazia sugli altri. La Storia e' una sequela di "complotti" falliti e realizzati, soprattutto le piu' recenti rivoluzioni, quindi, perche' negare la Verita'? E come la mettiamo con il "negazionismo"? Si tenga a mente che per la lingua italiana due negazioni affermano... Nelle segreterie dei partiti si "complotta" ogni giorno, cosi' nelle aziende, e se in USA e' stato inventato un sofisticatissimo sistema di regolamentazione per le lobbies economiche, significa che il "complotto" esiste e non e' appannaggio dei soli nazisti che, per altro, hanno persa una guerra oltre 60 anni fa. Certo, per accusare qualcuno ci vogliono prove: non piu' di quelle che occorrono per accusare chi accusa, ma il "complottismo" non e' ancora un reato e al momento si tratta solo - speriamo - di una sanzione di ordine morale, anche se e' lecito chiedersi di "quale" morale si tratti. Se mai il complottismo diventasse reato, come per i suoi involuti predecessori, sara' lecito il pensare (forse non piu' il dire) che si tratto' di un "complotto" per chiudere la bocca ai critici.

Quindi, ci si compiaccia con gli estensori di questo magnifico liberalesimo realizzato, ma si tenga a mente che a volte e' difficile il capire se si sta dentro o fuori dal gulag: il filo spinato lo si vede da entrambi i lati.
 
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