Lo PseudoSauro

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27 agosto 2007

Nazionalismi

Ricevo da un amico israeliano il testo seguente che ritengo di dover pubblicare in stralcio senza riportare il nome dell'autore in quanto cio' potrebbe procurargli danno a causa della vigente "liberta' d'espressione".

"In Israele la mescolanza (la societa' multiculturale NDR) ci e' stata imposta dai fatti. Non potendo cacciare tutta la popolazione araba preesistente alla nostra alia' (il ritorno degli ebrei in Israele NDR) abbiamo integrati quelli che riconoscevano Israele e isolati quelli che non la riconoscevano, per la nostra sicurezza. Anche i fratelli che prima risiedevano in Africa e nei paesi islamici siamo andati a prenderli perche' l'afflusso dall'Europa e dalle nazioni occidentali fu scarso e questo rischio' di fare fallire tutto il progetto. Ma la mescolanza e' stata un disastro e, a parte pochi musulmani fedeli allo Stato, non sappiamo se fidarcene o meno. Il clima di diffidenza coinvolge anche i cristiani che dai nostri religiosi sono ancora considerati nemici peggiori dei musulmani tanto che in Tsahal (l'esercito di Israele NDR) non ce li vuole nessuno. In altre parole non ci possiamo fidare delle altre comunita' religiose e pure tra noi ci sono refusnik (militari che rifiutano di obbedire NDR) e traditori per convinzioni politiche diverse. Quindi capisco il tuo (del sauro NDR) rifiuto del multiculturalismo in Europa proprio perche' conosco il problema in Israele."

Pero', guarda caso, gli ebrei europei sono quasi tutti a favore del multiculturalismo... e' sempre la solita questione ben descritta dal carteggio Bauer-Marx nella prima meta' dell'ottocento, con la differenza che ora (purtroppo) i "privilegi" andrebbero distribuiti equamente tra tutte le comunita' esistenti sul territorio. Cio' significa che e' il precedente degli ebrei per il quale ci dobbiamo sorbire i musulmani e se con gli uni possiamo convivere benissimo, con gli altri la cosa e' parecchio piu' complicata. D'altronde, come diceva Marx, "l'emancipazione" corrisponde alla perdita della propria identita' originaria cosa che ne' ebrei, ne' musulmani sono disposti a fare, ritenendo che siano gli altri a dover perdere la propria, il che e' poco meno che un diktat esercitato da una esiguissima minoranza. Nondimeno in Europa, non c'e' destra o sinistra che non accettino quest'assunto non foss'altro che per non aizzare il "vigile".

Quella riportata sopra e' la posizione di un israeliano autenticamente di destra e nazionalista nell'accezione occidentale del termine, o meglio, "sionista" per come questo termine veniva inteso prima della IIa GM. Io direi che si tratta di un nazionalismo "moderato" in quanto ispirato ad un'ideale paritario tra le nazioni e non, come oggi, da un'ideale che vorrebbe conciliare diaspora e Israele riducendo quest'ultimo ad una specie di supervisore per l' "antisemitismo" mondiale, ovvero, di uno Stato che "vigila" sul trattamento degli ebrei nei paesi occidentali (in quelli arabi non e' possibile) in barba al Diritto Internazionale. Si capira' che l'essere contemporaneamente alleati e vigilati speciali, nonche' contributors obbligati, non sono cose molto compatibili. Da cio' che mi viene riferito, apprendo che nemmeno in Israele c'e' piu' una destra degna di questo nome in quanto tutto e' passato attraverso la socialistizzazione di Ben Gurion - Golda Meyr, tanto che la destra e' oggi proprio la principale fautrice del sionismo internazionale quasi come se Israele non esistesse ancora e la diaspora dovesse durare in eterno, ma la ragione e' evidente: si tratta di fare affluire denaro per fronteggiare un'emergenza che dura da oltre 60 anni. Secondo tale "destra" le armi convenzionali e nucleari servono piu' da deterrente nei confronti dell' "antisemitismo" che per difesa dai paesi arabi circostanti. Si legge di frequente di matti che vorrebbero tirare una testata nucleare su Roma o altre citta' europee nelle quali gli ebrei sarebbero ancora oggi "perseguitati". In altre parole, i fanatici stanno dappertutto, quindi anche in Israele, ma quelli che vengono chiamati con disprezzo "nazi-sionisti" (da Jabotinsky in poi) sono molto meno fanatici dei loro confratelli "moderati" e piu' simili agli europei che vedono davvero come alleati naturali in una battaglia comune contro l'islamismo. Cio' che vale per gli USA vale dunque anche per Israele: la qualita' della "destra" non e' pari a quella europea, anzi, profondamente divergente proprio perche' ispirata a criteri internazionali. Si sa che in occidente una destra che non fosse minimamente nazionalista e legalitaria non sarebbe nemmeno considerata tale, ma il nazionalismo e' vietato de facto in tutta Europa dalla fine della IIa GM. Il che spiega anche il perche' degli ottimi rapporti intercorsi tra sionisti-nazionalisti ed i regimi fascista e nazionalsocialista prima del '38, ed anche il perche' questi ritenessero l'espulsione ebraica dall'Europa funzionale alla costituzione di uno Stato nella Palestina Britannica nella quale combattevano gia' un'aspra guerriglia contro gl'inglesi con l'aiuto di Mussolini e Hitler. Tutte cose sulle quali ora si glissa bellamente sebbene siano storicamente documentate dalla storiografia ufficiale e non solo da quella cosiddetta "negazionista". Del resto l'attuale odio per i "fascismi" non e' disgiunto da quello contro i britannici e i cristiani, ma c'e' perfino chi considera T. Roosvelt un "criminale di guerra" per non aver fatto bombardare Auschwitz ed e' convinzione comune Che Papa Pio XII non abbia impedito lo sterminio ebraico, nonostante molti ebrei alla fine della guerra gli si fossero rivolti con riconoscenza ed avessero versato cospicue somme al Vaticano per ringraziamento. Un altro aneddoto "trascurato" e' la conversione che il Papa ottenne dallo stesso Rabbino Capo della comunita' di Roma cosa che dopo il Vaticano II non e' piu' necessaria, anzi, vietata. Dunque, questi sarebbero gli attuali "moderati" mentre gli altri i "fascisti"... Questi vorrebbero ora l'appoggio degli europei che considerano alla stregua di "vigilati speciali". Si tratta, ne' piu' ne' meno, di cio' che gli americani chiamano "shotgun marriage"

Come dunque si vedra', il nazionalismo costituisce un livello astratto che permette a piu' stati sovrani diversi in quanto ad identita' di relazionarsi pacificamente tra loro senza doversi uniformare, come oggi, ad una sola identita' globale. Il che non esclude certo le guerre tra Stati cosa che del resto avviene tutt'ora in una situazione di barbarie tale da riesumare fino le obsolete guerre religiose. Se l'obiettivo dichiarato di al Qaeda era quello di riportarci all'assetto internazionale pre Vestfalia, questo e' gia' una realta', ma il merito va distribuito equamente tra tutti.

10 commenti:

Massimo ha detto...

UNa tesi di cui abbiamo parlato anche a viva voce :-)
Continuo a pensare che sopravvaluti la "potenza" degli ebrei, ma sicuramente che si riconosca loro una certo status al nostro interno ci obbliga a fare altrettanto con i musulmani (e, perchè no ?, con Scientology o con una eventuale recupero del Paganesimo :-).
QUando però ti sposti a fare l'elogio del nazionalismo allora ti "sposo" (ma non nel senso dei dico o dei pacs :-) in toto.
Anche se credo che per recuperare tale Valore fondante una comunita, appunto, nazionale, si debbano suonare altre corde che non la logica secca sul ruolo di altri popoli nel disgregare il nostro spirito nazionalista.

P.S. "F.D." Roosevelt, non T., suppongo :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Massimo: non che abbia bisogno di anteporre dichiarazioni di fede quasi a "discolparmi" di qualcosa, ma personalmente ho sempre difeso la causa degli ebrei e, soprattutto, di Israele. Quindi m'interessa di evidenziare come la questione ebraica cosi' come fu posta da Marx, non solo non e' stata risolta dalla nascita di Israele, ma, anzi, si e' ulteriormente aggravata. La specializzazione raggiunta dagli ebrei della diaspora e' stata tale che molti di loro fanno parte dell'establishment finanziario internazionale e non credo sia necessario fare nomi... cio' va a merito dell'individuo e della sua ingegnosita', ma da un punto di vista politico si tratta di una specie di gramscismo ante litteram, ma nonostante quest'evidenza il parlarne e' quasi una bestemmia. Allora: in un regime globale nel quale la finanza ha sempre maggior peso merce' il ridimensionamento e l'eliminazione degli Stati Nazionali, per chiunque sia minimamente nazionalista la cosa e' legittimamente importante. Quindi, l'evidenziare come anche in Israele ci sia chi la pensa allo stesso modo, e come anche li' venga demonizzato, equivale al tentativo di ripristino degli Stati Nazionali e del Diritto Internazionale. Cio' a riprova che l' "antisemitismo" e' un po' come il "fascismo", ovvero un insulto preventivo senza fondamento, in quanto il desiderare la sovranita' sulla propria Patria non e' un peccato che puo' essere sanzionato da organismi stranieri. Cosi' come gl'israeliani vogliono poter comandare in casa loro, anche noi vogliamo fare altrettanto in casa nostra. Non mi pare ci sia nulla di "antisemita" in questo, ma forse di "antiitaliano" da parte di altri. Va da se' che se si puo' parlare di antisemitismo e non di antiitalianismo, significa che il pensiero unico e' una realta' oltremodo evidente.

Quando arriveranno i pacs potremo finalmente convolare a giuste nozze... :-)

Aldo ha detto...

Tra "gli insulti preventivi senza fondamento" mi permetto di suggerirti anche quello di "razzista", usato spesso a sproposito per attribuire un'etichetta ignominiosa a questioni che col razzismo non hanno nulla a che fare e per tappare la bocca a chi esprime concetti poco graditi al "mainstream".

Ovviamente la triade "antisemita", "fascista", "razzista" non completa la serie degli "insulti preventivi senza fondamento". Potremmo ad esempio aggiungerci "relativista", "laicista", "comunista", "omofobo", "xenofobo", "pedofilo", "mongoloide"... la lista è piuttosto lunghetta.

Quel che rende "senza fondamento" i numerosi "insulti preventivi", vero e proprio mantra che imperversa tra chi non è in grado di pensare con la propria testa, non è il loro significato in sé, ma la scarsa intelligenza e/o trasparenza morale di chi li usa strumentalmente, spesso mentendo pur sapendo di mentire.

Concluderei con una citazione che mi pare appropriata:

Il mondo è pieno di gente che non vale la pena conoscere. (Voltaire)

Anonimo ha detto...

Una sola cosa Sauro...il tuo amico piu' che altro mi sembra dimostrare che lui e la sua gente hanno portato avanti un progetto del cazzo e lo hanno fatto anche male.
Chi raggiunge degli insuccessi storico-politici cosi' evidenti prima di dare lezioni sul multiculturalismo dovrebbe interrogarsi su se stesso e sui propri errori.
Visto che egli stesso afferma che neanche i cristiani sono stati accettati allora mi sembra di capire che il problema nel caso specifico sono gl'israeliani.
E non penso che rappresentino il dna del mondo intero...benche' padroni della Terra Promessa.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: non c'entra molto, ma mi sono occupato piu' volte delle barriere linguistiche. La correzione sistematica delle lingue in senso egualitario era tipica del socialismo reale, ma ora e' praticata negli USA ed esportata con la "rivoluzione democratica". Quindi: democratiche o socialiste, le due rivoluzioni finiscono per assomigliarsi sempre di piu' e il risultato non puo' che essere un regime psichiatrico globale. Qualcuno a sinistra lo capisce, ma qualcun altro no. Il fatto stesso che l'elite neocon USA provenga in gran parte dal socialismo trotzkista e dal sionismo internazionale significa solo cio' che significa. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: sono d'accordo con te sui "progetti del cazzo", cosi' come per quello di Lenin. :-)Gl'idealisti fanno spesso grossi disastri.

Nessie ha detto...

"Se il XXesimo secolo ci ha insegnato qualcosa, è innanzitutto che ogni utopia finisce in Gulag. Non ci resta che aspettare e vedremo quale sarà il gulag della Ue" (Vladimir Bukovskij).

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: questa me la sposo :-) Grande rispetto per chi pensa di poter migliorare il mondo sognando, ma diffidenza nei confronti di chi non sa imparare dall'esperienza propria e altrui. Ognuno combatte per la propria causa: chi per una nazionale e chi per una internazionale, ma l'instaurazione di un Ordine Nuovo implica sempre delle vittime sacrificali. Meglio cercare di perfezionare l'esistente che ricadere nel gorgo delle rivoluzioni cicliche senza fine.

Anonimo ha detto...

ma almeno Lenin le utopie le ha sviluppate un secolo fa'...il nazionalismo israeliano e quello serbo, per aggiungere un esempio, sono tristemente attuali.

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: certo saprai quando e' vissuto il fondatore del Sionismo Theodor Herzl... ogni utopia si scontra necessariamente con la realta' che si ostina a voler cambiare. Io considero l'idealismo un valore, di qualunque segno sia, ma diffido di tutti gl'idealisti per esperienza.

 
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