Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

22 agosto 2007

La lanterna di Diogene

L' "uomo libero" prigioniero di modelli e luoghi comuni suicidi.
L'uomo e' un animale molto adattabile. Probabilmente uno dei piu' adattabili tra tutte le specie viventi. Si e' adattato ad ogni clima e si adatta ad ogni situazione: grazie alla sua ingegnosita' e' riuscito fino ad adattarsi all'enorme pressione degli abissi marini e all'estrema rarefazione dell'aria alle alte quote, anzi, fino all'assenza di atmosfera. Pero', quando si dice "l'uomo", non s'intende "la massa", soprattutto quella massa costituita da cio' che si riferisce alla cultura occidentale o a cio' che rimane di essa. Il consumismo e la societa' protetta hanno infatti ridotto la maggior parte degli occidentali ad una specie di mandria pascolante e transumante di continente in continente, ma del tutto incapace a sopravvivere in normali condizioni, ovvero, incapace ad interagire con la natura per procacciarsi il cibo, incapace fino a procreare in modo naturale. Se per qualche scherzo del destino dovesse decadere la struttura mercatistica che provvede al suo sostentamento, questa massa morirebbe, presumibilmente, di fame, incapace com'e' fino a tirare il collo ad una gallina: animale che pochi ormai possono dire di aver visto da vicino; incapace com'e' a spostarsi senza un mezzo di locomozione meccanico; incapace com'e' a sopravvivere senza medicinali; insomma: incapace a soffrire come le generazioni precedenti: viziata da modelli sociali disumanizzanti secondo i quali fino la procreazione naturale e' destinata a scomparire insieme a tutto il resto dei comportamenti umani "obsoleti".

Cosi' come l'implosione dell'URSS mando' in frantumi una societa' "protetta" dal comunismo aggiungendo qualche milione di morti per fame (vittime della "cura da cavallo di libero mercato" gentilmente esportata da FMI e "consulenti") alle parecchie decine di milioni ormai universalmente addebitate all'instaurazione dell'utopia marxista, allo stesso modo sta accadendo con la caduta dei confini nazionali ad opera della globalizzazione economica. Cadute le frontiere che prima delimitavano due modelli economici e umani incompatibili fra loro, rimossi i limiti che popoli diversi si erano liberamente dati, rimescolate razze, etnie e culture, il risultato e' gia' chiaramente un caos nel quale sopravvive il piu' forte, quando non il piu' feroce, cosi' come accade in natura dacche' la terra gira. Dunque le pacifiche mandrie transumanti, tutte dedite a rassicurare il mondo su come non siano ormai piu' "razziste" e su come la loro splendida societa' sia ormai "aperta" al "diverso"... si lasciano allegramente massacrare da invasori accolti come "fratelli" ai quali - e forse giustamente - il loro modello sociale fa un poco schifo, nient'affatto propensi a "condividere" un territorio che, "obsoleti" come sono, dichiarano apertamente di voler conquistare a forza di cazzotti, di "ventri" ed altre arcaiche piacevolezze.

E' dunque evidente che quando si parla di "uomo" non s'intende ovunque lo stesso bipede ragionevole post illuminista. Cosi' come non tutti si parla la stessa lingua, allo stesso modo non tutti si pensa alla stessa maniera, essendo le lingue anche modi di pensare assai diversi e non solo "strumenti di comunicazione". Puo' quindi capitare che da alcune "razze" ed alcune "culture" gentilmente ospitate sugli immensi e deserti territori europei, gli autoctoni siano considerati - forse con qualche ragione - una incosciente congrega di pervertiti che hanno perduta la loro umanita', pertanto, in questo casino e' necessario stabilire chi deve "rieducare" chi: se sia indispensabile o meno l'instaurare un nuovo "comune sentire" e di che natura questo debba essere. A parere di chi scrive basterebbe molto poco e sarebbe assai piu' auspicabile fare uno zompo indietro di cinquant'anni, piuttosto che uno di cinquecento (o cinquemila), come sta ormai avvenendo adesso. Ma siccome non e' bene evocare il fantasma del "fascismo" non se ne fara' nulla e il "progresso" trionfera'.

16 commenti:

Massimo ha detto...

Come sai non la vedo così nera (ooibò: si può ancora usare questa espressione o è sintomo di razzismo ?:-).
Ma il pericolo che indichi è concreto.
Alcuni pseudo liberali credono di essere liberi lasciando spazio all'anarchia dei costumi, dell'immigrazione, dell'economia, perdendo i Valori fondanti una comunità nazionale.
Costoro sono candidati (e purtroppo candidano anche noi che non ne condividiamo le idee) a diventare liberi ... per l'eternità e per mano di coloro che stanno accogliendo a braccia aperte.

Aldo ha detto...

A parte quel paio di "forse a ragione" e il sommesso accenno alle malinconie fasciste (che non condivido, nella consapevolezza che ogni tempo ha luci ed ombre), hai scritto una bella, bellissima pagina. Nella sua realistica quanto amara crudezza.

Nessie ha detto...

Condivido l'opinione di Aldo: una bella pagina. Ma prima di regredire al ventennio (che nemmeno io condivido) credo che dovremmo esercitarci a piantar cavoli, patate e... a tirare il collo a qualche gallina. Prima che lo tirino a noi. :-) o che ci tirino le cuoia.

Anonimo ha detto...

Invece io sono d'accordissimo col Sauro.

A chi mi dice che non possiamo tornare indietro e rinunciare alla liberta',mi viene da rispondere che io tutta questa liberta' non ce l'ho piu'.
Abbiamo ottenuto che si pratichino un milione di aborti legali l'anno,ma se uno mi picchia,mi rapina o mi violenta e lo arrestano,ho la certezza che non fara'un mese di galera.

A questo punto,rinuncerei volentieri a molte liberta' pur di riavere sicurezza e certezze di pena.

Ma forse sono troppo pessimista.

Stella

Lo PseudoSauro ha detto...

Massimo: perche' mai? Il colore nero va molto di moda ultimamente, mentre il bianco e' out :-) Non so se hai letto oggi che dicono delle epidemie veicolate dalla "libera circolazione di uomini e merci"... si ipotizza un 25% di possibili morti per malattia. Io sono un ottimista, dai retta a me.

Aldo: sono commosso. Non credere che il mio piu' grande desiderio sia il ritorno di Mussolini. Il fatto e' che qualunque soluzione possa essere assimilata al fascismo viene scartata a priori. E poi dicono del crollo delle ideologie... ormai ne e' rimasta una sola e guai a discuterne.

Nessie: i miei sono i soliti paradossi, come ho scritto ad Aldo. Il punto e' che per l'autarchia saremmo comunque in troppi e moriremmo di fame. Nemmeno quando c'era Lui riuscirono davvero ad instaurare un regime autarchico, e la popolazione era la meta' di quella odierna. Anche per le galline ci vuole spazio e il mangime va coltivato sulla terra. Siccome dicono che siamo in pochi va messo in conto anche questo.

Stella: la liberta' non puo' esistere senza verita' e la verita' e' molto diversa da cio' che si strombazza ovunque. Chi ha occhi per vedere vede, basta aprirli. Quando si arriva all'esasperazione le fisime servono a poco e si bada al sodo. Il guaio e' che questa e' una situazione mai vista prima e non ci sono molte possibilita' di prevederne gli effetti.

Anonimo ha detto...

Io ho risolto andando in Albania...mi sto abituando alle difficolta'..per ora mi sono rifiutato di imparare ad uccidere l'agnello..ma chi sa..:-)...

Sauro il fascismo come il veterocomunismo ormai hanno altri nomi...mascherati..facce per bene..magari con un po' di elezioni 'democratiche' paravento.
Mi fa sorridere il fatto che c'e qualcuno che ancora tanti pensano che quando verra' il diluvio universale..loro sicuramente saranno sull'arca.
Noi siamo cosi' ciechi che ci immagniamo le maniere forti quando qualcuno viene da fuori quando i camorristi che sono gia' dentro hanno in mano mezza Italia.
Ci penseranno loro a far rigare dritti gli extracomunitari quando saranno padroni anche al Nord.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: bentornato e buone vacanze. Hai fatta un'ottima scelta e ti auguro che il mercato non faccia sfracelli anche li'. L'uccidere un animale e' doloroso e anche se non si e' religiosi si tratta quasi sempre di un sacrificio devoluto alla vita. Peggio quando si uccide un uomo, ma il mondo funziona cosi' e non si puo' raddrizzarlo piu' di tanto.

Ormai sono portato a pensare che i regimi siano necessari e che se si ha pazienza cadono sempre da soli. E' la pazienza che avevano gli antichi che consideravano legittimo qualunque tipo di governo. Un po' di fatalismo fa meno danni della guerriglia e del tutto subito. Niente mali assoluti quindi, solo cicli storici: apogei e ipogei. La differenza enorme con il passato la fa ormai il numero della popolazione mondiale e questo costituisce un fattore davvero imprevedibile.

Aldo ha detto...

Pseudosauro: "Nemmeno quando c'era Lui riuscirono davvero ad instaurare un regime autarchico, e la popolazione era la meta' di quella odierna. Anche per le galline ci vuole spazio e il mangime va coltivato sulla terra. Siccome dicono che siamo in pochi va messo in conto anche questo."

A proposito di galline, mangime, autarchi, Italia sovrappopolata e via discorrendo, ti segnalo questa "perla":

http://www.movisol.org/07news130.htm

Incrociala con questa, che magari hai già letto:

http://www.oilcrash.com/italia/italia_a.htm

Che dici, facciamo due più due?
Se fossimo un po' concreti, prenderemmo delle posizioni ben diverse nei confronti dell'immigrazione e dell'incentivazione alla natalità... ma come Italiani abbiamo da tempo perso di vista la concretezza, e viviamo con la testa tra le nuvole, convinti che l'abbondanza venga generata di default nei supermercati grazie a qualche sorta di input magico proveniente dalla tv.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: naturalmente da te ho letto tutto... ma ogni tanto mi do una rinfrescata. Segnalami pure gli articoli che ritieni piu' significativi cosi' metto il link in giro su qualche web.

A proposito di demografia, per quanto possa sembrare crudele, l'unica nazione a preoccuparsene e' la Cina. La politica di decremento demografico cinese e' infatti volta ad aumentare il benessere dei cinesi e diffonderlo equamente su di un territorio che soffre di enormi diseguaglianze. La politica cinese e' davvero: meno siamo e meglio stiamo. Ho detto tutto...

Per quanto riguarda l'autarchia, invece, mi ero proprio ispirato ad alcuni studi letti da te. Ho trovata la comparazione tra agricoltura, allevamento e demografia quantomeno insolita. Ne avessi mai letto prima di una cosa del genere. In proposito mi viene in mente la politica comunitaria che per incentivare la produzione altrove fa si' che in alcune regioni allevatori e agricoltori ricevano sussidi per non produrre. E' evidente che si tratta di una politica volta a rendere le nazioni interdipendenti e soggette alla moneta comune. Con regole simili una qualunque politica nazionale o territoriale diventa impossibile.

Ultima chicca per quanto riguarda Goldman Sachs, ma anche il FMI. Sembra che le nazioni che hanno rifiutato l' "aiuto" dei suddetti siano proprio quelle che stanno meglio, pure nel caso dell'Argentina che ha pagato lo scotto dell'agganciarsi al dollaro forte. Una politica economica piu' "nazionale" ha consentito a queste nazioni di triplicare la crescita in breve tempo. Ma ormai non bastano nemmeno le cifre e l'ideologia ha ragione di tutto.

Cenno storico: i "mali assoluti" europei non erano antiliberisti, oltre che anticomunisti, solo per ideologia, ma dopo aver assaggiata la crisi del '29 con il fallimento del terzo tentativo di instaurare un mercato globale. Senza dire dello stato di prostrazione nel quale fu gettata la Germania dalla Francia dopo la Ia GM. Io amo i paradossi, ma questi sono fatti concreti e se il revisionismo storico trovasse le conferme che merita dovremmo rivedere parecchie delle nostre convinzioni post- IIa GM.

Anonimo ha detto...

certo che eleggere la Cina Comunista a modello non è molto consolante

Lo PseudoSauro ha detto...

Anonimo: m'interessa poco il comunismo, ne' la Cina in particolare: solo il fatto che la Cina sembra essere l'unica nazione a preoccuparsi della sua crescita demografica. Ovviamente lo fa per ragioni interne e non per filantropia universale. L'economia cinese vuole crescere, per crescere ha bisogno di energia, l'energia necessaria non e' disponibile, ergo la popolazione deve diminuire. Se vuoi pareri piu' autorevoli li puoi trovare al MIDD il cui link e' in alto a destra.

Aldo ha detto...

Grazie per la stima e per l'enorme link, Pseudosauro. Considero entrambi molto lusinghieri.

Ci tengo però a evitare ogni millanteria, per cui sostituirei quel "pareri più autorevoli" con "pareri informati". Non sono uno specialista del settore (figurati: sono un insegnante di musica!), anche se tra i frequentatori del nostro gruppo di discussione qualche specialista in effetti c'è. Personalmente ho solo letto e tradotto un certo numero di testi che, prima del mio interessamento, erano pochissimo diffusi qui da noi.

Penso di poter però affermare con relativa sicurezza che il MIDD scuote molte più coscienze di quante i detrattori amerebbero riconoscere. Tocca in effetti nervi piuttosto scoperti che stimolano reazioni a volte anche piuttosto "scomposte".

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: non c'e' di che, ed e' il minimo dopo il sistematico saccheggio che ho fatto dei tuoi articoli e delle tue traduzioni.

Allora abbiamo qualcos'altro in comune, considerato che ho studiato composizione e musicologia. :-) Ma per vivere mi sono occupato prevalentemente di ben altro che musica.

Dal tuo approccio sistematico e analitico direi che hai studiata composizione anche tu: mi sbaglio? Considerato che i piu' credono i musicisti degli artisti estrosi incapaci a calcolare alcunche' direi che rendi l'onore usurpato alla categoria.

Dato che ci sono ti esprimo le mie perplessita' a proposito dell'articolo di Diamond sul "Perche' le civilta' collassano". Quando leggo che l'Olanda e' "la nazione che ha piu' coscienza ambientale al mondo" non posso fare a meno di pensare che e' anche quella con la densita' media piu' elevata, il che mi conferma che anche tra gli ambientalisti l'ideologia galoppa. :-)

Aldo ha detto...

Ho frequentato il corso di Didattica della Musica, che comprende anche una sezione triennale dedicata alla composizione, quindi la risposta è "sì", anche se il livello di approfondimento non è certo quello del vero e proprio corso di Composizione. Un certo peso sul mio modo d'affrontare le cose l'ha avuto anche il Liceo Scientifico.

Sul dilagare dell'ideologia anche tra gli ambientalisti sono d'accordo con te (quando traduco sono però solito non censurare gli autori ma proporre integralmente i loro testi, anche quando mi trovano parzialmente in disaccordo).

In effetti, molti ambientalisti non sanno neppure cosa sia l'ambientalismo. Ciò è particolarmente vero quando si prende in considerazione l'associazionismo ambientalista, che so, Legambiente, WWF, Amici della Terra, Italia Nostra, Rientro Dolce, Aspo,i vari partiti dei Verdi... per citarne alcuni. Tutti soffrono di un prepotente antropocentrismo che non riescono proprio a scrollarsi di dosso. Inoltre, tutti applicano pedestremente atteggiamenti ideologicamente schierati al loro modo di intendere l'ambientalismo, laddove sinistra, centro e destra con l'ambientalismo c'entrano poco o nulla. Ad esempio, fortemente criticato è il mio (e del MIDD) modo di valutare le questioni dell'immigrazione e della localizzazione dei problemi di sovraffollamento e sovrappopolazione (territorialità). Ritengono, secondo me a torto, che la sovrappopolazione possa e debba essere affrontata esclusivamente a livello globale, laddove nel MIDD si ritiene che sommare approcci locali sia il modo migliore per ottenere un effetto globale. Alla base delle critiche stanno anche l'incapacità di distinguere sovrappopolazione da sovraffollamento e di riuscire a comprendere che sovraffollare un territorio costituisce sempre una pratica rischiosa (ai livelli dell'Italia il rischio è orami una certezza del danno in corso).

Riconoscerai in questo tipo di ragionamenti il legame con il concetto di autarchia che hai citato in precedenza. L'autarchia di fatto non è mai auspicabile, ma la l'autarchia in potenza dovrebbe sempre essere salvaguardata, giacché la possibilità d'essere autosufficienti, nei momenti di crisi, è come una assicurazione sulla vita. Non c'è ombra di schieramento politico in questo mio ragionamento, ma una semplice osservazione empirica dei fatti: in caso di interruzione degli approvvigionamenti dall'estero, in un'Italia ove dimorano oltre 59 milioni di abitanti ufficiali (ai quali vanno aggiunti i clandestini in quantità non determinabili), saremmo letteralmente alla fame e molti non supererebbero neppure un paio d'inverni. A mio modo di vedere, l'Italia potrebbe ospitare in sicurezza da 2 a 4 milioni di persone.

Scusa se mi sono dilungato, pur cercando di tratteneremi, ma è la conseguenza della passione... o della paranoia! :) Qualora mi ritenessi troppo invadente, ti prego di considerare la possibilità di deviare argomentazioni di questo genere sul gruppo di discussione del MIDD (http://it.groups.yahoo.com/group/movimento_italiano_per_il_decremento_demografico/) o su e-mail private.

Polis ha detto...

Sono Francesco da Corinaldo (An), vi segnalo il mio blog sulla politica “Polis”, sarei lieto se potesse essere inserito tra i vostri link.
www.polisfs.blogspot.com

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Autarchia, privazione della libertà personale, non credo siano mezzi attuabili (il primo) e auspicabili (il secondo) per risolvere la situazione anche perchè la Storia ci insegna che sono strade già percorse in passato e con risultati fallimentari conditi da vergognose ed infamanti tragedie.

Credo però che il buon senso debba essere elemento determinante per qualunque parte politica.

Autarchia no, ma l'eccesso opposto nemmeno: buttare via ogni anno come si faceva un tempo e forse ancora adesso pomodori italiani ottimi o anche arance percnè se ne deve importare un certo stock per es. dalla Spagna mi sembra assurdo mi sembra anti-economia.

Accettare che la Cina invada i mercati senza rispettare le regole che tutti gli altri Paese invece seguono come per es. una su tutte il rispetto dei diritti dei lavoratori, mi sembra assurdo.

Sarebbe come se ci mettessimo a giocare a scacchi solo che io seguo le regole ed il mio avversario muove il cavallo in tutte le direzioni e non solo a "L" come vuole la regola. Ovvio che vincerà dato che si è fatto le regole ad hoc per vincere.

E poi ancora questione sicurezza: non è necessario un atteggiamento xenofobo, sarebbe sufficiente non avere un comportamento di totale accettazione di chiunque viene da noi compresi coloro che non rispettano la legge.

Non è questione di colore della pelle, origine geograafica o altro ma solo di rispetto del prossimo e delle leggi, quindi senza fare "di tutte le erbe un fascio" credo che si debbano fermare i "cattivi" e fare una legge seria che davvero regoli l'afflusso di immigrati non criminalizzandoli in blocco ma neanche accettandoli tutti come santi ed eroi.

Buon senso, raziocinio, desiderio di equità: si possono avere anche con la libertà.

Altrimenti la nostra razza (quella umana) avrà fallito l'unico forse grande obiettivo che le spettava.

PS: scusa il commento fiume. Mi piacerebbe attuare uno scambio link e mi permetto già di linkarti. Io accetto le opinioni di chiunque se espresse con rispetto e civiltà. I link sul mio blog lo testimoniano. Io non sono di destra, o di sinistra, io appartengo alle mie idee.

Daniele Verzetti, Rockpoeta.

 
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