Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

I commenti saranno disattivati a causa dell'impossibilita' di curarne la gestione.
Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

28 luglio 2007

Non e' mai troppo tardi

I Fronti Popolari Antifascisti sono stati invenzione di Stalin, per rompere l'accerchiamento dell'URSS e per accreditare questa come "forza democratica" in seno a quei regimi nati proprio per opporsi al comunismo internazionale. La Guerra Civile Spagnola fu, di fatto, la prima applicazione pratica della politica di Stalin: la guerra dell'internazionalismo agli Stati Nazionali portata nel cuore dell'Europa, dopo il fallimento dei primi analoghi tentativi di Lenin. Si tratto' dunque della guerra tra Anticomunisti (fascisti) e Antifascisti (comunisti), ovvero, di nazionalisti contro internazionalisti, meglio ancora: tra aggrediti ed aggressori. Tant'e' vero che le democrazie liberali assistettero benignamente all'instaurarsi dei regimi fascisti in Europa, considerandoli un male necessario dettato dalla politica aggressiva sovietica che, negli stati continentali prima dell'avvento dei fascismi, poteva contare sull'appoggio interno dei partiti socialisti che sedevano gia' nei rispettivi parlamenti. Una volta rimossi i parlamenti, esasperate le rispettive componenti nazionalistiche, veniva posto un argine all'avanzata del Socialismo che, "rosso" o "giallo" nasce comunque dalla mente di Marx. Nessuno a quei tempi dubitava del fatto che l'espansionismo sovietico fosse un pericolo; fu solo la diversa posizione geografica delle varie nazioni a fare si' che i regimi fascisti s'instaurassero nei luoghi di frontiera, o dove la lotta di classe aveva gia' dato prova sanguinosa della propria esistenza.

Pertanto, quando si dice che gli unici regimi che si opposero sempre all'avanzata del comunismo internazionale furono le democrazie parlamentari, si dice una colossale sciocchezza. Quando si pensa che l'Antifascismo italiano potesse essere "pluralista": si pecca d'ingenuita', in quanto il patto imposto da Longo a tutta la Resistenza, il giorno dopo l'esecuzione di Mussolini attuata dai comunisti, sanci' di per se' stesso l'egemonia comunista su tutta la Resistenza; a riprova del fatto che l'Antifascismo nacque comunista e rimase comunista, e dunque, fu solo una fase preliminare della rivoluzione socialista, che non fu del tutto compiuta solo perche' Hiroshima e Nagasaki tarparono le ali all'avanzata dell'Armata Rossa. Questo per chi s'illude che il comunismo in Italia sia giunto al potere solo dopo 60 anni... in realta' c'e' sempre stato e ha manovrati gli altri partiti nati dalla Resistenza sulla base di un patto di sangue. Solo la presenza economica e militare USA in Italia pote' evitare che una qualche forma di socialismo reale potesse installarsi compiutamente, ma di fatto, il gramscismo fini' per erodere quel poco di pluralismo che ancora resisteva, almeno fino agli anni '60. Antifascismo, per la teoria dei contrari, e' solo una definizione che sta per Comunismo, e chi fa dell'anticomunismo militante, e militare, e', che questo gli piaccia o meno: un fascista, ovvero, un "reazionario". Si deve riconoscere per vero il fatto che i comunisti hanno sempre avuto ragione nel considerare "fascisti" tutti i loro piu' fieri oppositori.

Tanto per sgombrare il campo dalla pericolosa illusione che si possa essere contemporaneamente antifascisti e anticomunisti. Come dimostrato: se si e' antifascisti si e' comunisti malgre' soi. I liberali non hanno mai costituito un baluardo contro l'aggressivita' sovietica, anzi, fu proprio il socialista Mussolini a prendere atto del fallimento dell'internazionalismo socialista - e pacifista - dopo lo scoppio della Ia GM, cosi' come della pericolosita' dell'egemonizzazione sovietica su ogni componente socialista nazionale. La societa' liberale europea continentale, ben lungi dall'opporsi al comunismo, fini' sempre per favorirne l'ascesa, soprattutto quando questo si diede all'occupazione sistematica della cultura: casamatta per casamatta. Caduto il Socialismo Reale in URSS, perduta la battaglia militare sovietica, rimescolato il lessico e le denominazioni, il comunismo ha vinta la sua battaglia culturale insinuandosi in un liberalismo ormai estenuato e povero di contenuti ideali, proprio grazie all'antifascismo: sfruttando il libero mercato come la proverbiale "corda al collo" di Karl Marx. La condizione di "antifascista" e' dunque parte integrante della lotta contro la reazione borghese, quindi non si tratta di un fatto transitorio, limitato all'abbattimento di una dittatura, ma di un passo importante per la realizzazione della Rivoluzione Socialista. Per converso, si puo' dire che la condizione di "fascista" e' transitoria e limitata alla contrapposizione con il comunismo, tanto e' vero che i fascismi sopravvissuti alla IIa GM sono tutti finiti insieme con l'URSS, tanto e' piu' vero che, scomparsi questi, il comunismo si e' diffuso piu' di prima.

L'illusione che: scomparsa l'URSS, scomparso il comunismo, denota solo l'ignoranza delle strutture proprie del Materialismo Dialettico: che cambia denominazione, ma non le proprie finalita'. Che lo si chiami "comunismo" o "europeismo", il risultato non cambia, ma questo i liberali addomesticati dall'antifascismo non riescono a capirlo. L'illusione che una societa' liberale possa opporsi con efficacia al comunismo, cosi' come a qualunque aggressione interna o a qualunque disgregazione di Stato Nazionale e Stato di Diritto, annega ogni giorno nel mare dell'indifferenza e dell'apatia di una societa' accuratamente educata a sentirsi "liberale", mentre in realta' e' profondamente comunista; e questo senza che alcuno ne abbia piena consapevolezza. L'inadeguatezza della filosofia mercatista a comprendere un pensiero radicalmente strutturato, unitamente all'abbattimento delle frontiere resosi necessario per creare un mercato globale, creano le condizioni perche' l'internazionalismo comunista possa finalmente realizzarsi dopo piu' di un secolo di fallimenti determinati dall'esistenza delle barriere nazionali. Tutto cio' soprattutto grazie alla colonizzazione culturale dell'antifascismo che ha illuso molti di opporsi all'unica vera e pericolosa forma di totalitarismo, finendo per far dimenticare che ogni fascismo ha sempre avuto una natura reattiva alla lotta di classe; che ha tentato di interpretare, seppure fallendo nei suoi obbiettivi, quella Rivoluzione Conservatrice teorizzata da Hugo von Hoffmanstahl, ovvero il ripristino di una societa' diseguale e meritocratica secondo il modello antico. Ecco perche' in Europa non esiste, e non potra' mai piu' esistere, davvero alcun partito conservatore: perche' sarebbe necessariamente "fascista" e tutti sono ormai "antifascisti": siano essi socialisti o liberali.

30 commenti:

dr. Schwarzy ha detto...

Geniale .. come si chiamava quel tale tedesco che teorizzava i molti livelli del comunismo ?

Lo PseudoSauro ha detto...

Governatore... sei "a casa"? Salutami Avigdor e digli che sono diventato antisemita :-) Forse riprendo il Krav Maga, dato che la spalla ora e' a posto.

Forse intendevi Voegelein. Ne sappiamo piu' noi del comunismo che i comunisti stessi...

dr.Schwarzy ha detto...

ha detto che ti strappa le palle al primo combattimento :-D

ps
mi spieghi perchè se sono anticomunista divento fascista ?

Lo PseudoSauro ha detto...

Se non le avesse lasciate sul Golan gliele strapperei io le palle...

E io che credevo che fossi diventato intelligente... se sei liberale sei tollerante con le opinioni di tutti, quindi se sei anticomunista non sei piu' liberale... in genere se sei liberale sei anche democratico, ma se decidi di escludere qualcuno dal parlamento, democratico non sei piu'. Ergo: ne' liberale, ne' democratico = fascista. Chiaro?

Massimo ha detto...

In Italia i libbberali finirono accucciati sotto l'arco costituzionale assieme ai comunisti ... ;-)

Nessie ha detto...

Mi spiace Sauro, ma stavolta non posso essere d'accordo. Qua davanti hai una antifascista che è anche anticomunista. E cioè la sottoscritta. E Edgardo Sogno chi era? Uno che sognava?

Anonimo ha detto...

Pseudosauro, la tua è una provocazione?

Per quel poco che ne capisco: un liberale è antitotalitario. Comunismo e fascismo sono totalitari. Ergo un liberale è anticomunista & antifascista.

Dire che un'anticomunista sia per forza fascista significa accettare la logica dei comunisti.
Ma forse è questo che vuoi dire: la propaganda ha funzionato.
Poi certo le democrazie parlamentari non sono state capaci di fare da barriera al comunismo.

Negli USA non è stato così ma quello è un'altro mondo.

Antieuropeo

Anonimo ha detto...

Ahem..."un anticomunista" e "un altro" senza apostrofo naturalmente!!!

O.T.
Pratichi il Krav Maga?
Volevo iniziare anch'io...visto come vanno le cose!!! ;)

antieuropeo

andrea ha detto...

...ma perchè hanno abolito la Basaglia??

Tommaso Moro ha detto...

A Sauro

Non sono d'accordo su alcune cosette, visto che più di un "fascismo" in Europa è nato da socialisti, o da partiti cominciati con questa etichetta. Per il resto condivido parecchie cose.

A Andrea

....perchè tutti fossero liberi di postare!

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: lo sapevo... Edgardo Sogno era un combattente, a riprova del fatto che quando un liberale deve gestire una situazione di emergenza, liberale non e' piu'. Il problema e', al solito, quanto deve durare l'emergenza, ma anche se finita l'emergenza uno torna liberale... anche la "dittatura del proletariato" doveva essere provvisoria, ma e' durata 70 anni. :-)

AntiEUropeo: infatti io insisto sulla terminologia, perche' le parole sono importanti. Quando si dice "antifascista" in USA si intende una cosa, ma in Europa un'altra. La definizione e' stata coniata da Stalin, infatti in Europa e' stata usata prevalentemente dalla sinistra per la quale la logica staliniana era ancora valida. E' vero o no che la Resistenza era composta da comunisti, socialisti, azionisti e liberali insieme? E' vero o no che il patto imposto da Longo sanci' l'egemonia dei comunisti? Allora il termine va inteso in senso letterale e non con il piu' vago "antitotalitarismo", e a questo modo e' tutt'ora inteso: sia a destra che a sinistra. I rossi sono in gamba... sono gli altri che si sono fatti fregare. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

AntiEUropeo: ho appresi i primi rudimenti di Krav Maga in Israele quando era ancora riservato all'esercito e alla difesa personale degli israeliani. Te lo consiglio caldamente perche' e' molto efficace e adatto a tutti. Meglio prevenire. :-)

Massimo: vedo che ci siamo capiti :-)

La Basaglia e' ancora in vigore, purtroppo...

Tommaso Moro: non e' necessario essere d'accordo, basta argomentare e il sottoscritto riconosce dove ha sbagliato. Direi che le risposte a Nessie ed a AntiEUropeo dovrebbero essere sufficienti a spiegare l'arcano.

Lo PseudoSauro ha detto...

Edgardo Sogno era un liberale nazionalista, non come quelli di oggi.
Combatte' al fianco dei franchisti contro l'internazionale, tant'e' che per questo fu sempre considerato "fascista" anche se non lo era. Anche a destra prevale la stessa valutazione sulla sua posizione anticomunista. Direi che questo conferma la mia tesi: fascista o meno che fosse ha combattuto insieme con i fascisti e non contro di essi, almeno fino a che il pericolo era rappresentato solo dal socialismo internazionale, poi combatte' contro gli uni e contro gli altri, ma tutt'ora viene considerato "fascista". :-)

Nessie ha detto...

No, non più. Montanelli lo ha rivalutato come liberale. E ora ci sono piazze e vie che lo ricordano. E pure un busto di bronzo ai giardini pubblici della mia città. Ancora un po' e poi scopiremo che il vero fascista è Violante, giudice-parlamentare e forcaiolo di professione.

Nessie ha detto...

PS: I "tribunali speciali" li ha inventati Mussolini, ma la sinistra li ha fatti propri e i veri golpisti sono i giudici.
Forse tra 50 anni lo diranno pure i compagni stessi. Avranno il "napoletano" di turno che si pente e fa autocritika. Ma non prima di mezzo secolo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: dai, che Montanelli e' popolare solo fra quattro gatti. Per la maggior parte dell'opinione pubblica Sogno era un golpista piduista etc. e poi qui c'e' via Gramsci, via Togliatti, corso Unione Sovietica, ma via Sogno non direi proprio. :-)

I tribunali speciali durante il fascio processarono circa 5 mila persone ed emisero poche condanne, tra cui una quarantina di condanne a morte in oltre vent'anni. Se facciamo il conto della gestione Violante la cifra si triplica in meno di dieci anni e le condanne sono proporzionalmente molto piu' numerose, ma tutti sono felici di vivere in "democrazia" e aborrono la "barbarie" fascista. Ci manca ancora il raffronto con la pena di morte, ma ci sta lavorando.

Nessie ha detto...

Sauro, tutto vero sui tribunali speciali e su Violante (il quale - per inciso - ha rotto le palle senza mai aver azzeccato nemmeno uno dei suoi teoremi ideologici di chierico rosso-torinese).
Resto però della mia opinione, assai vicina a quella di Antieuropeo. Se dici che per essere anticomunisti occorre essere fascisti, dai ragione a loro. Cioè ai comunisti. In ogni caso il tuo pensiero ne diviene in qualche misura, l'omologo opposto. E io di questo derby giocato tra omologhi opposti, ne ho piene le cosiddette.
Una democrazia (liberale, nazionale o liberal-nazionale) ha il dovere sacrosanto di difendersi anche con le maniere forti. Perfino a suon di bombe, se è il caso (gli Inglesi , l'hanno fatto). Mi aspetto un tuo lenzuolone di controreplica al quale non contro-contro-replico, perché intanto sai già come la penso e e diventerebbe il classico dialogo tra sordi. Ciao.

Anonimo ha detto...

Quante sciocchezze. Evviva internet che consente anche agli ignoranti di posare come sapienti!

Lo PseudoSauro ha detto...

Forza, anonimo, dammi una lezione di storia.

Nessie: e invece la lenzuolata te la becchi lo stesso :-) Ti sei mai chiesta da che parte arrivavano i fascisti? Risposta: da tutte le parti e tutte le estrazioni politiche, tranne una: quale? Tant'e' vero che molti che auspicarono l'avvento del fascismo, se ne dissociarono quando questo divenne l'ennesima dittatura. Si trattava di una condizione di emergenza, cosi' come la descrivono Furet e Nolte che vedono nel bolscevismo sovietico la ragione della nascita di tutti i fascismi. E fino a che questi non disturbarono le potenze coloniali e non attuarono politiche aggressive, stavano benissimo anche alle liberaldemocrazie, proprio perche' i regimi avevano una funzione antisovietica che tendeva a conservare l'assetto degli stati nazionali. Tanto e' vero che ora di nazionalisti non ce n'e' piu' nemmeno a destra e il nazionalismo viene associato al fascismo, dunque disprezzato... ti pare che i liberali odierni si oppongano con efficacia alla tendenza internazionalista generale? Io direi che la promuovono quanto gli altri. Direi che e' chiarissimo.

Nessie ha detto...

Vai su Informazione Corretta e leggiti il pezzo di Pezzana (scusa il bisticcio) "La democrazia deve difendersi dai traditori". Direi che se applicassimo da noi, quel che sta per fare Israele con gli arabi-israeliani, saremmo quasi a cavallo. Quasi. Ma non dovevi lavorare? :-)

Anonimo ha detto...

Se solo fosse esplicitato cosa significa partito conservatore...magari se ne parla

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: ho letto...

Zag: conservatore significa l'opposto di progressista. I fascismi hanno certo preso molto dalla Rivoluzione Conservatrice, ma poi hanno presa un'altra strada. Inizialmente furono tutti una risposta al bolscevismo sovietico, ma in Germania il nazionalsocialismo instauro' un bolscevismo nazionale, in quanto Hitler era fondamentalmente un socialista. Le classi sociali vennero tutte abolite durante il nazismo e la nobilta' fu quella che attento' alla vita di Hitler: quelli erano i conservatori, non i nazisti, che erano rivoluzionari quanto gli altri. In Italia rimase la monarchia, ma Mussolini era socialista lui pure, quindi avvio' una politica socialista sempre su base nazionale. Siccome ai conservatori interessa poco l'economia, poco importa quale e' la gestione economica, basta che la societa' non venga stravolta dalle fondamenta. A chi ti spara addosso si deve sparare addosso, a chi vuole cambiare la societa' meritocratica ci si deve opporre. Fondamentalmente i liberali vogliono la stessa cosa in quanto sono progressisti anche loro: sono rivoluzionari, non conservatori. Infatti furono solo i (pochi) liberali nazionalisti che andarono a combattere con i franchisti; gli altri combatterono con l'internazionale. Cosi' mi sembra chiaro. Naturalmente il combattere un'ideologia non e' la stessa cosa del combattere chi vi crede. Cosi' com'e' giusto che non sia lecito uccidere il fascista, lo stesso deve valere per il comunista. Il rispetto personale e' una caratteristica che hanno solo i conservatori, ma questo non dev'essere disgiunto dalla determinazione. A chi fa uso di violenza si risponde con la violenza.

Aldo ha detto...

Un pensierino qualunquista che spero mi perdonerete...

Dopo aver per un paio di decenni cercato una qualche forma di coerenza tra schieramenti che vanno da Democrazia Proletaria alla Fiamma Tricolore passando per il Centro più bianco del bianco, mi sento di affermare che non esistono né destra né sinistra, ma solo sopra e sotto. Dominanza e sottomissione forzata, come saprebbe spiegare molto bene quell'etologo che mi piacerebbe scrivesse la storia.

Le diatribe coltivate ad arte tra destra, sinistra, centro, centro-destra, centro-sinistra e così via mi paiono molto ma molto simili a quelle tra Juventus, Milan, Sampdoria, Spal, Fiorentina, etc., portate avanti mentre i Moggi & C. di turno fanno il bello e il cattivo tempo, pilotando trasversalmente la baracca e pigliando per i fondelli quelle tifoserie dai colori variopinti che si scannano in curva. Ovviamente il paragone calcistico è solo una similitudine, ché del calcio me ne faccio un baffo (avrete capito che quest'espressione mi piace parecchio).

Un grazie a Pseudo per l'ospitalità.

P.S. Mi perdonerete anche il riemergere del solito tormentone decrementista: se sotto si deve stare, è molto meglio che il cumulo sia piccolo. Ovvero, quanto più una società è massificata, tanto peggio stanno coloro che finiscono sotto.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: sai che col sottoscritto sfondi una porta aperta, ma devo sottolineare una cosa. E' importante il numero delle persone residenti sul territorio, ma ancor piu' la loro qualita' che si puo' valutare in base a criteri di affinita' culturale, ma anche etnica. Proprio perche' le persone non sono buoi e non hanno comportamenti, quindi bisogni, standardizzati.

Riporto l'esempio svedese: una densita' media quasi 10 volte inferiore a quella italiana ed una pressione fiscale di poco superiore. La socialdemocrazia non e' certo il mio modello politico preferito, nondimeno ha sempre garantiti servizi pubblici di altissima qualita'... fino a che la politica immigratoria non ha inseriti un numero di alieni che ormai e' al 20% del totale. Infatti ora il welfare e' al collasso, a riprova del fatto che e' uno strumento pensato per Stati Nazionali la cui popolazione e' culturalmente omogenea. E non dico degli altri gravissimi problemi che il fenomeno ha portato con se'.

Pertanto, se la socialdemocrazia ha portato un benessere diffuso presso tutti gli svedesi autoctoni, e' la causa prima dell'immigrazione ideologica, come ovunque vi siano al potere le socialdemocrazie. Ovviamente e' un problema politico che impone una scelta a monte: il socialismo persegue un suo modello alternativo a quello liberista, ma in una cosa le due ideologie sono d'accordo: sulla valutazione dell'uomo in funzione economica. Entrambe le forze politiche spingono sull'immigrazione per motivi vuoi economici o ideologici.

Se la destra e' composta interamente di liberali e la sinistra di socialisti, non si scappa la crescita demografica e' un dogma intoccabile. Ergo, non puo' essere che una forza conservatrice a imporre un modello diverso. Ovviamente questo modello si basa su terra & sangue... argomenti ormai in odore di fascismo o di nazismo... d'altronde non ci sono alternative. Naturalmente una forza politica conservatrice e' attualmente inesistente.

Aldo ha detto...

La mescolanza di culture differenti è possibile fintanto che le minoranze restano tali con un margine molto consistente. Una minoranza sentirà tanto più forte il desiderio di integrarsi (leggi: conformarsi) quanto più sarà minoritaria.

Come non ci possono essere due galli in un pollaio senza che scoppino conflitti di tutto rispetto, due o più etnie di consistenza ragguardevole non possono convivere pacificamente su uno stesso territorio, a meno che condividano una cultura molto simile. E questa ostilità connaturata, scusa se ti contraddico (benignamente), è un comportamento dell'animale umano molto standardizzato.

Certamente le ideologie, di qualsiasi segno, fanno molti danni quando si sostituiscono all'osservazione della realtà e quando pretendono di ignorare gli "automatismi" dei comportamenti umani: entro una certa misura quegli automatismi si possono controllare, ma non è possibile comprimerli e contrastarli con troppa veemenza. Se lo si fa, è elevato il rischio di provocare reazioni riflesse che possono essere anche molto gravi.

Non mi sento un conservatore, cionondimeno ritengo che l'istinto di territorialità, tipico della specie umana, non debba e non possa essere impunemente calpestato. Così come il neonato privato del capezzolo si succhia il pollice, entro certi limiti siamo in grado di trovare dei "sostituti" (ad esempio, la proprietà privata, il "possesso" del partner, la "fuga" in mondi virtuali o fantastici...) ma la privazione del senso di autodeterminazione e sicurezza che deriva dalla demarcazione di un territorio dal quale sono esclusi gli indesiderati lascia sempre il segno.

Bada bene che chi sostiene queste cose (io) si ritiene un anarcoide pacifico e pacifista. Parrebbe dunque che stia rinnegando me stesso, ma così non è: semplicemente, se da una parte coltivo astrattamente una mia ideologia, dall'altra osservo la realtà così com'è e cerco di comprenderla.

Ne vedremo (ne stiamo già vedendo) delle belle.
Ma mi sa che non ci divertiremo gran che...

P.S. (Mi piace chiudere con dei PS) - la crescita demografica è un dogma intoccabile per i ciechi e per gli stolti. Se non moriranno prima, ciechi e stolti finiranno per aprire gli occhi e per svegliarsi. Ad esempio, a livello di base, in Italia pare che non siano più così tanti gli entusiasti dell'accoglienza, e la nostra crescita demografica continua solo a causa della nostra eccessiva accoglienza. Certo, chi dirige i giochi se ne infischia delle attitudini dei sottoposti, ma questa è un'altra storia.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: siamo d'accordo su molte cose, ma, siccome e' un po' che mi occupo delle questioni multietniche e multiculturali credo di aver approfondita la materia quanto basta per aver capite un paio di cose.

1) non c'e' alcuna possibilita' di stabilire con precisione se una cultura e' affine a quella ospite, solo per stabilire se questa ne e' del tutto aliena. Esempio: la secolare lotta tra protestanti e cattolici in EIRE. Le religioni sono affini, usi e costumi pure, convivono da secoli, ma continuano a scannarsi ugualmente. L'unica soluzione e' la forzata integrazione, ma come giustamente intendi tu, questa ha successo solo se il numero dei nuovi cittadini e' molto esiguo e spalmato equamente su tutto il territorio. Uno 0,5% di immigrati spalmato su tutto il territorio e' davvero uno 0,5%, mentre se questo si concentra in un luogo ben preciso puo' facilmente sommergere il numero degli autoctoni, dunque creare una comunita' aliena che nel tempo si espandera'. Questo e' il principio della colonizzazione dopo tutto...

2)la concezione politica liberale, come quella socialista hanno per riferimento l'uomo ideale, non l'uomo antropologico. Non ci si puo' attendere ne' dall'una ne' dall'altra qualche forma di considerazione per la realta', in quanto entrambe si riferiscono a, e perseguono, modelli universali. La globalizzazione economica, il socialismo, ma anche le religioni non si occupano della presenza umana sul territorio; sono altresi' aliene da qualunque considerazione di carattere qualitativo che tendono a demonizzare ed assimilare al nazismo e ai vari "mali assoluti".

Qui non si tratta del "lebensraum" o delle dottrine lorenziane sullo spazio antropologico, quindi non si tratta di fare un'ideologia biologica come quella nazista, solo di assecondare madre natura e non tentare di governarne gli effetti in senso ideologico. Il raddoppio della popolazione umana sul pianeta in circa 30 anni e' un fatto del quale nessuna delle ideologie citate, ne' tantomeno le religioni, si occupano. Ovviamente se non se ne occupasse nessuno si finira' come i pinguini, quindi, a stermini per la sopravvivenza.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S. :-)
naturalmente, chiunque si ponga il problema di contrastare una qualsiasi forma di universalismo diventa di fatto un conservatore, che lo voglia o meno, e quando un processo e' avviato non lo si puo' correggere al millimetro, solo contrastarlo con eguale forza, altrimenti l'effetto sara' insignificante. Piu' si considera grave e deleterio l'effetto degli universalismi e piu' e' necessaria una reazione commisurata.

Aldo ha detto...

So che non serve a nulla, ma immaginami mentre, leggendo il tuo ultimo intervento, annuisco vigorosamente. Mi sembra che, al di là delle diverse forme impiegate (che derivano probabilmente da una diversa formazione e da diverse esperienze personali), abbiamo espresso concetti alquanto compatibili.

siro ha detto...

Io ho trovato questo post assolutamente interessante e ben argomentato. Il problema è che non ho capito se sono d'accordo o no! E' grave? :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: al contrario di cio' che dicono del sottoscritto, la mia opinione attuale e' il frutto di osservazione e non di ideologia ed e' molto diversa da quella che avevo anche solo un anno fa. Tu ti occupi da piu' tempo della questione, soprattutto, da un punto di vista eminentemente scientifico, quindi la tua approvazione mi conferma nella convinzione di averci capito qualcosa; cosi' come nel fatto che l'approccio generale al problema sia di tipo sociale e ideologico.

Siro: se tu non fossi d'accordo ti potrei mettere tra i negazionisti del sauro... e, come si sa, si tratterebbe di una specie di gulag dello spirito...

I dati enunciati sono storicamente documentati, mentre le conclusioni sono mie personali. Sui primi dubitano solo i partigiani di una parte o dell'altra, nondimeno basta leggere per capire se cio' che ho riportato e' vero o falso. Sulle seconde si puo' essere anche in disaccordo, ma, a giudicare dagli effetti, l'antifascismo in Italia non ha favorita la destra, ma la sinistra. Ognuno puo' farsi l'opinione che preferisce, ma se si parla di "berlusconismo" significa che le mie conclusioni hanno qualche senso.

 
SauroModified on byLo PseudoSauro
Le immagini e i marchi su questo website appartengono ai rispettivi proprietari.I commenti ai rispettivi autori.