Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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19 luglio 2007

Idiozie estive

ovvero: "la poverta' soggettiva"
Fa caldo. Le statistiche sono gia' sufficientemente insopportabili quando il clima e' mite, figuriamoci in quest'anticipo rovente di agosto... Sul Corsera online compare l'ennesima indagine ISAE secondo la quale, a fronte di una "poverta' oggettiva" ISTAT, che interesserebbe il 11% di famiglie e single italiani, ben il 74% di questi si "sentirebbe" povero. Si sa che ormai il "sentirsi" e' una condizione indispensabile nel mondo governato dal Nuovo Ordine; come il signor Ugo "si sente" donna, allo stesso modo 3/4 della popolazione nazionale "si sente" povera. Il "sentirsi" e' sempre una condizione velleitaria, ancorche' indispensabile; gia' questa necessita' implica la condizione di noia tipica della ricchezza, e fino se uno "si sente" povero: piu' si sente povero e piu' e' ricco, direbbe qualche "studio di settore", come va di moda oggigiorno. Se il tale non "si sente" qualcosa, non e' normale, ecco dunque che gl'italiani "si sentono" poveri, cosi', solo per non "sentirsi" isolati. Ma, come per cio' che accade al vezzoso signor Ugo, il quale e' comunque "oggettivamente" uomo, se e' corretta l'ennesima, ancorche' inutile, analisi pubblicata dal Corsera, un single che vive con meno di 1.300 euri mensili, o una famiglia che vive con 1.800, sono "oggettivamente" poveri, "senza se e senza ma", quindi dove starebbe la notizia? Mi si dimostri che un tizio, appartenente alla fascia succitata, che paghi un affitto o un mutuo mensili per non meno di 800 euri, che si sfami con non meno di 500, che spenda poco meno del rimanente per mezzi di locomozione, sia "oggettivamente" ricco, poi se ne riparlera'. Si sa che questa condizione "soggettiva" e' divenuta tendenza dopo l'adozione dell'euro, cosi', tanto per fugare la noia dell'arricchimento che questo ha dispensato urbi et orbi, ma ci sono voluti diec'anni perche' qualcuno se n'accorgesse. L'introduzione della nostra amatissima Moneta Unica - nonche' Pensiero Unico - ha piu' che dimezzato il potere d'acquisto di chi vive stabilmente sul territorio nazionale, senza per altro aver minimamente influito sul debito pubblico dello Stato che e', invece, ulteriormente peggiorato. Vantaggi? La "stabilita'"... E la stabilita' non e' amica dello sviluppo: lo sa fino TPS che, da filosofo presocratico, con queste cose ha poca familiarita'... Certo che la prospettiva di un governo mondiale basato sull'economia con dirigenti di questo calibro potrebbe fino giungere a farci rimpiangere il buon padre Jozif... Ma torniamo a bomba. Nell'articolo si puo' leggere, senza sforzarsi troppo, un'interpretazione che sottende allo stesso sondaggio, e cioe': che quelli che "si sentono poveri" sono, sotto sotto, degli imbecilli. Unico dato sul quale chi scrive e' pienamente d'accordo, considerato che se uno, dopo diec'anni continua a "sentirsi" senza fare niente e' certo una specie di zombie; e lo scoprire come il 74% degl'italiani sia diventato imbecille ben prima di di diventare povero, e' cosa che potrebbe sorprendere davvero: assai piu' del sondaggio.

13 commenti:

Lontana ha detto...

É semplice: basta che ci dicano che siamo tutti ricchi, belli e sani e noi si sentiamo subito meglio..E che ce lo dica il Corriere, mentre fino all'aprile 2006 ci diceva che eravamo tutti alla canna del gas.
Pero' vero che siamo imbecilli..

Qui da me neppure le idiozie estive...piove un giorno si' e un giorno si'..

siro ha detto...

Bravo Sauro!!
Lungi da me farla passare liscia al Circo Prodi, ma quando leggo i giornali del centrodestra che per prendersela col governo tirano fuori la storia della povertà percepita mi girano le scatole. Queste scemate lasciamole alla sinistra, che negli anni d'opposizione ci ha sguazzato allegramente e irresponsabilmente. Chiunque di noi si percepisce povero: io vorrei una Ferrari e non posso averla, pertanto mi sento povero. Si ricordi, piuttosto, che il tasso d'indebitamento delle famiglie, grazie alla lungimirante politica di Mortadella, è enormemente salito nell'ultimo anno. E per fortuna che questi pagliacci qui dovevano cambiare l'Italia!

Aldo ha detto...

Esprimersi in poche parole porta sempre ad una qualche forma di semplificazione che rischia di scivolare nella faciloneria. Però vorrei permettermi il lusso d'affrontare quel rischio.

La "percezione" della ricchezza o della povertà è direttamente correlata ai modelli ai quali veniamo esposti.

Così, se io ho un televisore in bianco e nero da 12" con i tra canali RAI e i miei vicini non hanno neppure la radio, mi sento ricco. Se ho un televisore LCD da 32" a 99 canali e i miei vicini ne hanno uno ad alta definizione da 48" con impianto audio stereo surround da 120 Watt per canale e collegamento ad ogni pay-tv possibile ed immaginabile, mi sento povero (ovviamente è una banalizzazione, ma credo che renda l'idea).

La "percezione" della ricchezza, soddisfatte le esigenze primarie (bere, mangiare, vestirsi, abitare, fornicare) deriva dal confronto. Lo stesso fenomeno che ho cercato di descrivere con l'esempio precedente vale anche per le donne (o gli uomini, dipende) coi quali ci accompagnamo -- se vengo quotidianamente tantalizzato dall'ostentazione della bellezza idealizzata ed irreale di eserciti di modelle fatte e rifatte, la mia normalissima compagna d'ogni giorno, quella magari col suo filo di cellulite ed un seno non più freschissimo, comincerà ad apparirmi progressivamente sempre più inadeguata; se vivo in un ambiente dove le donne sono tutte normali, ovvero mediamente afflitte da difetti, la mia compagna sarà alquanto più soddisfacente. Altro esempio banale, ma utile.

Lo stesso fenomeno si può applicare praticamente ad ogni cosa. Il solo limite è la fantasia.

Per nostra fortuna, se quella povertà non è vera (ovvero se si ha di che bere, mangiare, vestirsi, abitare, fornicare con regolarità), la causa della nefasta percezione della povertà può essere efficaciemente rimossa. E' sufficiente sottrarsi al bombardamento di modelli idealizzati. Ad esempio, rimuovere in modo il più possibile radicale l'esposizione alle varie forme di pubblicità.

Spegnere la televisione.
Non leggere riviste, in particolare quelle che si occupano di cose che combaciano coi nostri interessi.
Non gironzolare tra i banconi del supermercato, ma provvedere ad acquisti rapidi e mirati del necessario in base a liste preparate in precedenza.
Zittire senza troppo garbo e con marcato sarcasmo il vicino che si vanta delle proprie prodezze e tende a deridere il nostro distacco (lo fa perché non capisce, o perché il nostro modo di fare induce in lui pensieri oscuri che non vuole accettare).
Isolarsi, insomma, da quante più fonti di "tentazione" è possibile. Per la propria salute mentale.

Inizialmente è dura poiché si tratta di combattere un condizionamento protratto per anni, ma col passare dei mesi diventa un processo che somiglia molto ad una dichiarazione d'indipendenza. Ci si riappropria degli spazi perduti. Ci si riappropria della dignità. Ci si sente, insomma, liberi, almeno fin dove può esserlo l'animale umano quando è costretto a vivere in un formicaio dove tutti marciano in colonna seguendo lo stesso passo.

Se non si è taglieggiati da affitti, se non si è costretti ad un pendolarismo selvaggio e se ci si tiene alla larga dalle città, si può vivere con cifre davvero contenute e non farsi mancare nulla (di essenziale). Almeno finché non si diventa anziani, ché a quel punto la musica cambia, e non poco.

Grazie per aver letto.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: tu proporresti di cavalcare la tigre (quella di Evola). :-) Cosa che per altro faccio gia', nel mio piccolo.

Comunque ho portati parametri oggettivi che ho trovati sia sul Corriere che su Il Giornale (essendo l'articolo un agenzia che tutti hanno fotocopiato).

E secondo cio' che ho letto, quelli che "si sentono poveri" sono persone che vivono al di sotto dei 1.300 euro, nonche' famiglie che vivono al di sotto dei 1.800. Altra cosa e' la cosiddetta soglia di poverta' il cui limite starebbe intorno ai 900.

Se i dati sono questi, si tratta di poveri veri. Hai un bel voglia ad opporti ai modelli vigenti... la liberta' di scelta del consumatore, su cui si basa la filosofia mercatista, e' una mera utopia, a meno che non si viva su di un faro in mezzo all'oceano.

Lo PseudoSauro ha detto...

Siro: grazie. E' la solita storia del mezzo pollo che mangiano tutti, anche i vegetariani. :-)

Si dice che le statistiche "fotografano una tendenza", ma secondo il sottoscritto, la tendenza la fanno, con il risultato che analisi pilotate pilotano gli eventi.

Non mi pare un metodo molto pluralista e l'arbitrio su cui si fonda non ha nulla di democratico. Se la destra si adegua ai metodi dei "riformisti" e' solo perche' sono due schieramenti fittizi: l'uno nato per contrapporsi allo sconquasso della Ia Rep. e il secondo per uscire dignitosamente dalla sinistra propriamente detta, possibilmente senza perdere elettorato.

Nei riformisti la pregiudiziale contro il libero mercato e' caduta da un pezzo, anche se rimangono i metodi sovietici. Metti il caso che questi divengano davvero liberali...ci ritroveremmo con liberali e socialisti: e la destra io continuo a non vederla.

Lo PseudoSauro ha detto...

Lontana: bastera' che da te abbraccino il sistema italiano... chesso', un sondaggio che dice come il sole sia prevalente, oppure, la maggioranza dei media che si schiera pro sole e contro pioggia. Cosi' potrai uscire tranquilla per un pic nic anche sotto all'acquazzone.

Ti mandero' un "ragazzo". :-)

Aldo ha detto...

Pseudo: "E secondo cio' che ho letto, quelli che "si sentono poveri" sono persone che vivono al di sotto dei 1.300 euro."

Vedi, io vivo intorno ai 1400 euro, ma non mi sento monetariamente povero. Mi sento povero da altri punti di vista, che non riguardano i soldi. Ad esempio, mi manca un bel panorama, che non esiste più dove abito. Mi manca un fiume con dell'acqua pulita, neppure quello esiste più. Mi manca qualche chilometro quadrato di boschi nei dintorni di casa mia, oggidì pura fantascienza. Mi manca un vicinato che sappia "prendersela comoda", ma pare che le persone tranquille siano estinte più degli pseudosauri (ehi! corre voce che gli pseudosauri non si siano estinti!).

Voglio sconvolgere voi che leggete: avanzo mensilmente un bel po' del mio budget e riesco a costruire un discreto risparmio. So già che qualcuno finirà per "mangiarmelo" con qualche bieca operazione sull'inflazione e sui tassi di interesse, ma il mio è uno stile di vita consolidato e nello spendere poco provo anche un po' di vanitosa superbia.

Certo che se avessi una famiglia a carico (del resto averla o non averla e quanto grande è frutto di una scelta da compiere con oculatezza; inutile lamentarsi dopo) e vivessi in una grande città in un appartamento in affitto, o se avessi novant'anni, la situazione sarebbe ben diversa e quei 1400 euro non basterebbero più...

Riconosco in ogni caso che il trend punta ad un impoverimento progressivo, per cui non escludo di trovarmi prima o poi nei guai anch'io. Anzi, lo ritengo molto probabile, anche se non so prevedere quando.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: dove sto io l'affitto di un'abitazione costa _minimo_ 800 euro, e non e' certo la zona piu' cara d'Italia. Per i mutui vale altrettanto. Evidentemente e' questo il fattore che pesa di piu'; chi ha una casa di proprieta', o vive in zone particolari, si sentira' certo piu' "ricco". Naturalmente anche il costo della vita non e' lo stesso in tutt'Italia. Se tu vivi al nord-est, e non hai un'abitazione di tua proprieta', con 1.300 euro fai letteralmente la fame. Questo e' il difetto delle statistiche: c'e' chi mangia 4 polli e chi non ne mangia nemmeno uno, anche se "mediamente" tutti ne mangiano mezzo. Il trattare tutti gl'italiani come megalomani solo perche' il metodo statistico e' fasullo, mi pare terorismo puro, come per la storiella dei "lavori che gl'italiani non vogliono fare". Da questo metodo gl'italiani non guadagnano nulla, solo calci nel sedere che prima o poi si stancheranno di ricevere.

Aldo ha detto...

Riconosco senza problemi la sensatezza di quel che affermi, e la vorrei condire con una affermazione ovvia: "gli Italiani", intesi come gruppo omogeneo, esistono tanto quanto "la gente", ovvero sono il parto della fantasia di chi impiega quei concetti per proporre stupide generalizzazioni. Ogni Italiano è dunque potenzialmente un caso a sé.

Lo stesso concetto si può applicare ai "lavori che gli italiani non vogliono fare". Sicuramente ci sono Italiani che non vogliono fare certi lavori, così come ci sono Albanesi, Lituani, Peruviani o chissà che altro che allo stesso modo non li vogliono fare. Garantisco per esperienza diretta che si sono però tantissimi Italiani che, pur sbuffando (come è comprensibile), fanno il lavoro che trovano e lo fanno pure bene (purtroppo gli sfruttatori non conoscono nazionalità).

Ci propinano tante di quelle fandonie che, a voler ben vedere, dovremmo smettere di dare ascolto ai mezzi di "informazione", compresi quelli cosiddetti "alternativi" che semplicemente manipolano la "informazione" in modo diverso, tentando di spingerci altrettanto strumentalmente verso altre direzioni.

Temo che il sospetto sia una virtù, nel mondo d'oggi.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: il dire "gl'italiani", mentre si attua un progetto sistematico di distruzione dei tessuti nazionali, e' all'origine di tutte le bugie. Poi c'e' il fatto che la nazionalizzazione, che tutti in Europa hanno conosciuto nel passato, in Italia non e' mai stata del tutto conclusa, merce' la guerra. Immagina un po', quando a "gl'italiani" si sostituisce "gli europei", a che livello giunge la mistificazione... Un esempio del divario enorme tra i vari stati europei: noi conosciamo la Svezia - nazione nella quale la pressione fiscale e' molto alta, nella quale lo Stato garantisce servizi di altissima qualita' - per essere un luogo nel quale la vita costa "mediamente" due volte e mezza l'Italia. Pero' se andiamo a prenderci pizza e birrona in Lapponia spendiamo circa 7 euro (l'equivalente delle kr svedesi), mentre da noi "mediamente" ne spendiamo 15, quando va bene. Naturalmente gli stipendi sono "mediamente" piu' alti del triplo rispetto ai nostri, quindi e' facile calcolare quanto pizza e birra pesino in realta' sulle tasche degli svedesi per circa 2 euri e mezzo. E questo e' proprio il tipo di Stato che di solito si prende a paragone per dire come sia sbagliato il modello socialista... ma li' funziona tutto perche' la popolazione ha una densita' "media" del 21,9% contro i 190 e rotti % dell'Italia, naturalmente, considerato che gli svedesi hanno "mediamente" un carattere diverso da quello degl'italiani... metti che tutti i popoli europei maturino lo stesso carattere "grazie" all'immigrazione, metti che la densita' media aumenti anche negli stati scandinavi e vedrai come in Europa tutti sono destinati a stare "mediamente" peggio di prima. Come ogni omologazione, anche questa funziona al ribasso. E' un discorso lungo.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
I miei complimenti per il web http://www.oilcrash.com/italia.htm
che ho piu' volte saccheggiato e segnalato in varie iniziative web.

Aldo ha detto...

Ancora una volta, concordo appieno con quanto hai scritto.

Hai ragione anche quando affermi che è "un discorso lungo". In effetti è anche un tema che risulta dall'intrecciarsi di più sottotemi complessi sui quali non possiamo sapere tutto e sui quali le informazioni sono spesso controverse. Possiamo però farci un'idea guardandoci attorno, valutando e traendo delle conclusioni motivate. L'importante è non "bersi" per valida nessuna valutazione preconfezionata senza prima verificarla con attenzione.

Tra l'altro, hai notato che quando si tenta di affrontare un "discorso lungo" spesso nasce un fuggi-fuggi generale o compaiono persone che anziché analizzare, ragionare e tentare una sintesi si rifugiano in partigianerie e pregiudizi da tifo calcistico?

Per quanto riguarda Oilcrash, ti ringrazio per i complimenti e ti invito a "rubare" quanti più articoli ed idee ti è possibile, e a segnalarlo a destra e a manca. Solo una precisazione: alcuni articoli potrebbero essere soggetti a diritto d'autore, e io non mi sono mai premurato di chiedere autorizzazioni per la traduzione (per la pubblicazione io non c'entro nulla, poiché lo spazio web non è il mio ma è di un amico neozelandese). Non credo che ci siano rischi legali concreti, visto che le mie traduzioni sono un'iniziativa "amatoriale" (non commerciale, non a scopo di lucro), ma ritenevo giusto informarti.

Lo PseudoSauro ha detto...

Aldo: solo una precisazione perche' vado di fretta. Ho segnalato il MIDD su http://ilcastello1.blogspot.com gia' parecchi mesi or sono. Si tratta di un aggregatore di fonti web vicino al centro-destra. In caso desiderassi segnalare i tuoi articoli con regolarita', ti spieghero' come fare. Non c'e' alcuna necessita' di iscriversi ad alcun partito. :-)

 
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