Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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28 luglio 2007

Non e' mai troppo tardi

I Fronti Popolari Antifascisti sono stati invenzione di Stalin, per rompere l'accerchiamento dell'URSS e per accreditare questa come "forza democratica" in seno a quei regimi nati proprio per opporsi al comunismo internazionale. La Guerra Civile Spagnola fu, di fatto, la prima applicazione pratica della politica di Stalin: la guerra dell'internazionalismo agli Stati Nazionali portata nel cuore dell'Europa, dopo il fallimento dei primi analoghi tentativi di Lenin. Si tratto' dunque della guerra tra Anticomunisti (fascisti) e Antifascisti (comunisti), ovvero, di nazionalisti contro internazionalisti, meglio ancora: tra aggrediti ed aggressori. Tant'e' vero che le democrazie liberali assistettero benignamente all'instaurarsi dei regimi fascisti in Europa, considerandoli un male necessario dettato dalla politica aggressiva sovietica che, negli stati continentali prima dell'avvento dei fascismi, poteva contare sull'appoggio interno dei partiti socialisti che sedevano gia' nei rispettivi parlamenti. Una volta rimossi i parlamenti, esasperate le rispettive componenti nazionalistiche, veniva posto un argine all'avanzata del Socialismo che, "rosso" o "giallo" nasce comunque dalla mente di Marx. Nessuno a quei tempi dubitava del fatto che l'espansionismo sovietico fosse un pericolo; fu solo la diversa posizione geografica delle varie nazioni a fare si' che i regimi fascisti s'instaurassero nei luoghi di frontiera, o dove la lotta di classe aveva gia' dato prova sanguinosa della propria esistenza.

Pertanto, quando si dice che gli unici regimi che si opposero sempre all'avanzata del comunismo internazionale furono le democrazie parlamentari, si dice una colossale sciocchezza. Quando si pensa che l'Antifascismo italiano potesse essere "pluralista": si pecca d'ingenuita', in quanto il patto imposto da Longo a tutta la Resistenza, il giorno dopo l'esecuzione di Mussolini attuata dai comunisti, sanci' di per se' stesso l'egemonia comunista su tutta la Resistenza; a riprova del fatto che l'Antifascismo nacque comunista e rimase comunista, e dunque, fu solo una fase preliminare della rivoluzione socialista, che non fu del tutto compiuta solo perche' Hiroshima e Nagasaki tarparono le ali all'avanzata dell'Armata Rossa. Questo per chi s'illude che il comunismo in Italia sia giunto al potere solo dopo 60 anni... in realta' c'e' sempre stato e ha manovrati gli altri partiti nati dalla Resistenza sulla base di un patto di sangue. Solo la presenza economica e militare USA in Italia pote' evitare che una qualche forma di socialismo reale potesse installarsi compiutamente, ma di fatto, il gramscismo fini' per erodere quel poco di pluralismo che ancora resisteva, almeno fino agli anni '60. Antifascismo, per la teoria dei contrari, e' solo una definizione che sta per Comunismo, e chi fa dell'anticomunismo militante, e militare, e', che questo gli piaccia o meno: un fascista, ovvero, un "reazionario". Si deve riconoscere per vero il fatto che i comunisti hanno sempre avuto ragione nel considerare "fascisti" tutti i loro piu' fieri oppositori.

Tanto per sgombrare il campo dalla pericolosa illusione che si possa essere contemporaneamente antifascisti e anticomunisti. Come dimostrato: se si e' antifascisti si e' comunisti malgre' soi. I liberali non hanno mai costituito un baluardo contro l'aggressivita' sovietica, anzi, fu proprio il socialista Mussolini a prendere atto del fallimento dell'internazionalismo socialista - e pacifista - dopo lo scoppio della Ia GM, cosi' come della pericolosita' dell'egemonizzazione sovietica su ogni componente socialista nazionale. La societa' liberale europea continentale, ben lungi dall'opporsi al comunismo, fini' sempre per favorirne l'ascesa, soprattutto quando questo si diede all'occupazione sistematica della cultura: casamatta per casamatta. Caduto il Socialismo Reale in URSS, perduta la battaglia militare sovietica, rimescolato il lessico e le denominazioni, il comunismo ha vinta la sua battaglia culturale insinuandosi in un liberalismo ormai estenuato e povero di contenuti ideali, proprio grazie all'antifascismo: sfruttando il libero mercato come la proverbiale "corda al collo" di Karl Marx. La condizione di "antifascista" e' dunque parte integrante della lotta contro la reazione borghese, quindi non si tratta di un fatto transitorio, limitato all'abbattimento di una dittatura, ma di un passo importante per la realizzazione della Rivoluzione Socialista. Per converso, si puo' dire che la condizione di "fascista" e' transitoria e limitata alla contrapposizione con il comunismo, tanto e' vero che i fascismi sopravvissuti alla IIa GM sono tutti finiti insieme con l'URSS, tanto e' piu' vero che, scomparsi questi, il comunismo si e' diffuso piu' di prima.

L'illusione che: scomparsa l'URSS, scomparso il comunismo, denota solo l'ignoranza delle strutture proprie del Materialismo Dialettico: che cambia denominazione, ma non le proprie finalita'. Che lo si chiami "comunismo" o "europeismo", il risultato non cambia, ma questo i liberali addomesticati dall'antifascismo non riescono a capirlo. L'illusione che una societa' liberale possa opporsi con efficacia al comunismo, cosi' come a qualunque aggressione interna o a qualunque disgregazione di Stato Nazionale e Stato di Diritto, annega ogni giorno nel mare dell'indifferenza e dell'apatia di una societa' accuratamente educata a sentirsi "liberale", mentre in realta' e' profondamente comunista; e questo senza che alcuno ne abbia piena consapevolezza. L'inadeguatezza della filosofia mercatista a comprendere un pensiero radicalmente strutturato, unitamente all'abbattimento delle frontiere resosi necessario per creare un mercato globale, creano le condizioni perche' l'internazionalismo comunista possa finalmente realizzarsi dopo piu' di un secolo di fallimenti determinati dall'esistenza delle barriere nazionali. Tutto cio' soprattutto grazie alla colonizzazione culturale dell'antifascismo che ha illuso molti di opporsi all'unica vera e pericolosa forma di totalitarismo, finendo per far dimenticare che ogni fascismo ha sempre avuto una natura reattiva alla lotta di classe; che ha tentato di interpretare, seppure fallendo nei suoi obbiettivi, quella Rivoluzione Conservatrice teorizzata da Hugo von Hoffmanstahl, ovvero il ripristino di una societa' diseguale e meritocratica secondo il modello antico. Ecco perche' in Europa non esiste, e non potra' mai piu' esistere, davvero alcun partito conservatore: perche' sarebbe necessariamente "fascista" e tutti sono ormai "antifascisti": siano essi socialisti o liberali.

19 luglio 2007

Idiozie estive

ovvero: "la poverta' soggettiva"
Fa caldo. Le statistiche sono gia' sufficientemente insopportabili quando il clima e' mite, figuriamoci in quest'anticipo rovente di agosto... Sul Corsera online compare l'ennesima indagine ISAE secondo la quale, a fronte di una "poverta' oggettiva" ISTAT, che interesserebbe il 11% di famiglie e single italiani, ben il 74% di questi si "sentirebbe" povero. Si sa che ormai il "sentirsi" e' una condizione indispensabile nel mondo governato dal Nuovo Ordine; come il signor Ugo "si sente" donna, allo stesso modo 3/4 della popolazione nazionale "si sente" povera. Il "sentirsi" e' sempre una condizione velleitaria, ancorche' indispensabile; gia' questa necessita' implica la condizione di noia tipica della ricchezza, e fino se uno "si sente" povero: piu' si sente povero e piu' e' ricco, direbbe qualche "studio di settore", come va di moda oggigiorno. Se il tale non "si sente" qualcosa, non e' normale, ecco dunque che gl'italiani "si sentono" poveri, cosi', solo per non "sentirsi" isolati. Ma, come per cio' che accade al vezzoso signor Ugo, il quale e' comunque "oggettivamente" uomo, se e' corretta l'ennesima, ancorche' inutile, analisi pubblicata dal Corsera, un single che vive con meno di 1.300 euri mensili, o una famiglia che vive con 1.800, sono "oggettivamente" poveri, "senza se e senza ma", quindi dove starebbe la notizia? Mi si dimostri che un tizio, appartenente alla fascia succitata, che paghi un affitto o un mutuo mensili per non meno di 800 euri, che si sfami con non meno di 500, che spenda poco meno del rimanente per mezzi di locomozione, sia "oggettivamente" ricco, poi se ne riparlera'. Si sa che questa condizione "soggettiva" e' divenuta tendenza dopo l'adozione dell'euro, cosi', tanto per fugare la noia dell'arricchimento che questo ha dispensato urbi et orbi, ma ci sono voluti diec'anni perche' qualcuno se n'accorgesse. L'introduzione della nostra amatissima Moneta Unica - nonche' Pensiero Unico - ha piu' che dimezzato il potere d'acquisto di chi vive stabilmente sul territorio nazionale, senza per altro aver minimamente influito sul debito pubblico dello Stato che e', invece, ulteriormente peggiorato. Vantaggi? La "stabilita'"... E la stabilita' non e' amica dello sviluppo: lo sa fino TPS che, da filosofo presocratico, con queste cose ha poca familiarita'... Certo che la prospettiva di un governo mondiale basato sull'economia con dirigenti di questo calibro potrebbe fino giungere a farci rimpiangere il buon padre Jozif... Ma torniamo a bomba. Nell'articolo si puo' leggere, senza sforzarsi troppo, un'interpretazione che sottende allo stesso sondaggio, e cioe': che quelli che "si sentono poveri" sono, sotto sotto, degli imbecilli. Unico dato sul quale chi scrive e' pienamente d'accordo, considerato che se uno, dopo diec'anni continua a "sentirsi" senza fare niente e' certo una specie di zombie; e lo scoprire come il 74% degl'italiani sia diventato imbecille ben prima di di diventare povero, e' cosa che potrebbe sorprendere davvero: assai piu' del sondaggio.

12 luglio 2007

Quattro chiacchiere sul terrorismo

Di che si tratta? Di una strategia di pressione militare (e ormai mediatica): si sparge il terrore per addomesticare uno Stato, una regione, un popolo. Il che presuppone comunque che lo Stato, la regione, il popolo, abbiano un nemico. Quindi perche' cazzo si "combatte il terrorismo" e non il nemico? Ovvero, il mezzo anziche' il fine? Perche' il nemico sta dappertutto in un mondo interconnesso. L'eliminare un eventuale stato che fomentasse il terrorismo non e' garanzia sufficiente per eliminare il problema, anche se con il crollo dell'URSS si e' notata una drastica diminuzione dei focolai rivoluzionari in quasi tutte le regioni sensibili. Ma, come prevedibile, il problema rimane intonso, perche' anche le ideologie rivoluzionarie sono lecite in qualunque stato liberale. Percio' si "combatte il terrorismo" perche' si vuole mantenere lo stato liberale. Ed e' facile intuire che finche' tale regime culturale rimarra' in piedi, vi sara' _sempre_ qualche terrorismo da combattere. Semplicemente, con l'attenuazione del Diritto Pubblico in favore del Diritto Privato, si rimuovono i rapporti di reciproca responsabilita' tra Stati Sovrani; quella che in un passato ormai remoto permetteva ad uno Stato di dichiarare guerra ad un altro Stato se direttamente minacciato. Finita la guerra, finito il problema. Dato che ormai vige l' "inimicizia assoluta", il nemico non sta al di fuori di uno Stato - o non solo - ma soprattutto al suo interno. Il terrorismo viene dall'interno dello Stato stesso, anche se non e' ragionevolmente accettabile l'asserzione marxista per cui "il terrorismo e' sempre di Stato". Sarebbe meglio dire che "il terrorismo e' permesso dallo Stato", o meglio ancora, che e' lo Stato pluralista e liberale che lascia liberta' d'opinione, a permettere che ideologie anti-pluraliste ed anti-liberali lo possano aggredire dall'interno. Va da se' che se uno Stato liberale mettesse al bando la liberta' d'opinione, "liberale" non sarebbe piu'... ma in tal caso avrebbe molte chances in piu' per assicurarsi la rimozione del problema. E' solo un fatto di scelte: se si vuole uno Stato pluralista ci si deve tenere il terrorismo vitanaturaldurante. Insomma, in un mondo globalizzato, il terrorismo sostituisce la guerra tradizionale. Venendo meno gli Stati, l'unica forma di guerra possibile e quella "partigiana", quindi interna, detta anche "guerra civile". Essendo tale guerra pressoche' impossibile a vincersi, proprio perche' e' impossibile identificare con certezza il nemico - oltre al fatto che questo e' presente in tutti quelli che prima erano Stati Sovrani - ci si condanna ad una guerra globalizzata e perpetua che prima o poi finira' per rendere impossibile l'interconnessione planetaria. Il tutto tamponato dall'intervento di eserciti trasformati in polizie senza altra giurisdizione che quella basata su vaghi principi morali umanitari, che vietano le guerre, ma consentono le stragi. Si cura la forma per non toccare la sostanza.

10 luglio 2007

Primapagina sei tu

Ma sei non sei di sinistra e' meglio che non telefoni. Naturalmente uno pseudo-pluralismo esiste, e i conduttori vengono scelti tra le varie testate nazionali, comprese le poche "di destra", anche se a parte qualche rarissima eccezione, tra i giornalisti di destra e quelli di sinistra si possono scorgere poche differenze, tanto che qualche (rarissimo) ascoltatore l'ha osservato senza, per altro, ricevere alcuna risposta. L'impressione che si puo' trarre dall'ascolto quotidiano della popolare trasmissione, la cui emittente e' pubblica - quindi finanziata da tutti i cittadini - e' quella della smaccata faziosita' o, alla meno peggio del "moderatismo" dei conduttori destrorsi o sinistrorsi "riformisti". I "cittadini", naturalmente, sono quasi tutti di sinistra, vuoi perche' quelli di destra hanno di meglio da fare alle 7 di mattina, e vuoi perche' la politica dell' "occupare spazi" e' sempre attiva, soprattutto nell'ambito sindacale e, appunto, la maggior parte degli aficionados della bella trasmissione, sono sindacalisti, ca va sans dire, di sinistra. Siccome il sauro usa levarsi di buon'ora, siccome tutto sommato l'unica radio decente la fanno pur sempre i "sinistri" (vero Silvio?), di scelta ce n'e' proprio poca per chi preferisce ascoltare musica classica piuttosto che i consueti rutti dei "cantautori moderni", gli sproloqui di alcuni anfetaminici conduttori radiofonici, o le stronzate in liberta' di "cittadini" che telefonano informando il mondo sulla qualita' della biancheria intima indossata. Diciamo pure che la sinistra e' la meno peggio, almeno, da questo punto di vista, ma, come detto sopra, se non sei di sinistra e' meglio che non partecipi attivamente: limitati ad ascoltare dopo aver sorseggiata l'indispensabile camomilla preventiva. Sara' perche' il sauro la sedativa bevanda l'aveva terminata, sara' il caldo... dopo aver ascoltato l'ennesimo intervento del cittadino (di sinistra) indignato per la permanenza di Previti nel Parlamento della Repubblica Italiana nonostante la sua condanna in via definitiva, non ci ha visto piu' e ha preso il telefono per dire la sua opinione. Come prevedibile, lo spazio era gia stato tutto assegnato, dunque ha scritta la mail seguente, sperando che qualcuno la legga, pure se non s'illude che cio' avvenga pubblicamente, visto e considerato che e' ben conosciuto quale "fascista, nazista, xenofobo, omofobo" e recentemente, pure "antisemita". Peggio di cosi'... chi vuoi che ti legga con un simile pedegree? Ma tant'e', e questo e' il testo inviato. Se vi alzate presto provate a telefonare, dato che anche voi pagate per questo servizio, ma non dimenticate la camomilla.

Carissima Redazione,
sono giorni, mesi, che ascolto "cittadini indignati" di
sinistra che protestano per la permanenza in Parlamento dell'on. Previti dopo la
condanna da questi subita in via definitiva, quindi, l'interdizione da ogni
pubblico ufficio. Possibile che nessuno di questi difensori della civilta'
giuridica pro domo loro ricordino mai che nell'attuale governo ci siano molti
funzionari condannati per reati vari fino a quelli di terrorismo e omicidio?
Senza dire delle amministrazioni locali e di "consulenze" affidate a ex (?)
terroristi... Non riconoscendomi minimamente nella "lotta di classe" continuo a
considerare l'omicidio assai peggio di qualunque reato valutario, corruttele
etc. Pur sapendo che alcuni di questi funzionari hanno gia' scontata la pena,
inopinatamente breve, loro comminata da quella stessa giustizia che ha
condannato Previti ad una pena inequivocabilmente superiore, mi domando: perche'
questi signori non sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici? Si
tratta di un premio politico? Tutto cio' e' francamente indecente e alcune
osservazioni di tali faziosi cittadini fanno pensare che la loro idea di Stato
coincida con quella di Sinistra; tutto il resto va escluso, condannato,
estromesso. Peggio che il fascismo, nel quale, perlomeno, tutto doveva confluire
nello Stato. Evidentemente il paraocchi funziona esattamente come ai tempi di
Giovannino Guareschi. Altro che "Partito Democratico"... l'imprinting e' sempre
lo stesso.

Cordialita'

03 luglio 2007

La pistola fumante

Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io... ma quando anche Dio diventa un pericoloso antisemita ci si deve guardare da se' e, come si vedra', sara' meglio dichiararsi atei o musulmani, piuttosto che cristiani, perche' qui c'e' la "prova" che cristianesimo e nazismo andavano a braccetto, e si sa che il nazismo fu un' "associazione a delinquere" (uno dei capi d'imputazione Alleati presso la Corte di Norimberga) concepita quasi esclusivamente ai danni degli ebrei dei quali si dice che riusci' a sterminare da 1.500.000 - 6.000.000 a 11.000.000 di persone (come da fonti pseudo-storiche "ufficiali" e non "negazioniste"). Quindi, dopo la lettura del seguente documento, i cristiani sono avvertiti del fatto che in ragione di tale collaborazione sono delinquenti quanto i nazisti o, quantomeno, "sospetti" di antisemitismo ideologico. La fonte e' l' United States Holocaust Memorial Museum, emanazione USA dell'Israeliano Yad Vashem, quindi si tratta di fonte ufficialissima che riflette la sempre meno ufficiosa verita' ebraica sul cristianesimo, quindi, su tutto l'occidente che da questo ha presa forma. Cari cattolici, con "amici" cosi' si puo' fare ben poca strada e men che meno una crociata contro l'islam, per non dire di una battaglia anticomunista, considerato il pedegree' rivoluzionario del sionismo internazionale, protagonista di tutte le sommosse bolsceviche e mensceviche in Russia e altrove, almeno dal 1905 al 1917, con una propaggine di oltre 40 anni nell'Ungheria comunista. Si potrebbe dire, questa, una posizione "anticristiana"? Certo per tale "reato" non esistono ancora negazionismi ne' altri orpelli e non si va, ne' e' prevedibile che si andra' mai, in galera, anzi, i premi fioccano da tutte le parti. Mentre la "caccia al nazista", lautamente premiata da alcune banche svizzere, e' una vena che si sta rapidamente estinguendo per banali motivi anagrafici, considerate che finite le SS novantenni ci vorranno altri pretesti per batter cassa. Non dite che non siete stati avvisati.
 
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