Lo PseudoSauro

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Lo strillo del sauro

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15 giugno 2007

Il Novecento che non passa mai

"Caso Priebke", "caso Waldheim", "negazionisti" etc. Per gli obsoleti post-cristiani siamo nell' Anno del Signore 2007 e ancora leggiamo di "caccia ai nazisti", di "giustizia", di "antisemitismo" piu' o meno "mascherato", manco l'antisemita dovesse stare attento a nascondersi accuratamente, se no lo prendono... e l' "anticapitalista" che fa, si deve nascondere pure lui? C'e' gente che l'antisemitismo lo "riconosce a fiuto" ed altra gente che se ne compiace, salvo stupire se poi si becca dell'antisemita anche se solo osservasse che dalla fine della IIa GM sono passati 60 anni... Mi si perdoni l' "insensibilita'", ma qui sento puzza di fanatismo, piu' che di antisemitismo. Un fanatismo che mi pare davvero un po' fuori tempo massimo.

Alla fine della IIa GM vi furono piu' processi sommari, come sempre avviene dopo ogni guerra. Furono promulgate "sentenze esemplari", secondo lo stile militare. Queste sentenze non hanno mai storicamente funzionato come la giustizia in tempo di pace e il loro carattere "esemplare" e' eminentemente un monito. Si punisce simbolicamente e duramente, ben consci del fatto che durante una guerra le responsabilita' sono dei vertici della catena di comando e che non si puo' sterminare tutti i militari sopravvissuti in base ad una presunta responsabilita' individuale: si assume che ogni singolo comandante abbia obbedito ad ordini superiori, il che viene certificato dal fatto che il militare stesso fosse nel pieno delle sue funzioni al momento della cattura. Altrimenti sarebbe stato esautorato dal suo stesso comando, sottoposto a giudizio di una sua stessa corte marziale e probabilmente passato per le armi.

Dopo una guerra si ha fretta di tornare alla vita normale e difficilmente i vincitori vanno molto per il sottile, quindi, i processi sono giuridicamente la prosecuzione della guerra stessa che si puo' dire davvero conclusa una volta eseguita l'ultima sentenza. Poi basta. La guerra non c'e' piu' e si torna alla vita normale. Si rimuovono gli odi fomentati strumentalmente, come certa propaganda che attribuisce all'avversario indicibili atrocita', e si restituisce al vinto l' onore, ben consci del fatto che questa e' la migliore garanzia per una pace duratura. Ben altrimenti di cio' che il volgo e' portato a pensare, sentenze come quelle conseguenti il Processo di Norimberga e quello di Tokyo, furono tutt'altro che blande: si tratto' di giustizia sommaria senza molti fronzoli, che piacque assai poco a chi la dovette amministrare, tanto che molti, tra cui il sen. Mc. Carthy, nonche' il primo Presidente della Corte di Norimberga, denunciarono gravi irregolarita', falsificazione di documenti e il trattamento inumano subito dai prigionieri tedeschi. Ma la spia del fatto che la IIa GM si stesse concludendo in modo anomalo ce la da un'affermazione del Gen. Montgmery, secondo il quale, dopo Norimberga, i vinti sarebbero sempre stati considerati "criminali di guerra". Questi i "capi d'imputazione" del tutto originali se raffrontati all'esito delle guerre precedenti: Congiura contro la pace mondiale; Progettazione, provocazione e svolgimento di una guerra d’aggressione; Crimini e violazioni contro il diritto bellico; Crimini contro l’umanità. Infatti fu cosi', ed e' ancora cosi' ovunque: ad ogni guerra che si conclude i vinti vengono regolarmente processati come "criminali di guerra".

Nonostante la IIa GM sia stata dichiarata conclusa con i processi di Norimberga e di Tokyo (circa 60 anni fa!), si continua a processare ex militari ultraottantenni e ad indignarsi se a questi non viene appioppato l'ergastolo, proprio mentre in Italia si promulgano indulti ed indultini di cui finiscono per beneficiare anche criminali comuni macchiatisi di reati particolarmente efferati. Si processano i Kappler, ma anche il sottoposto Priebke, per "crimini di guerra", quando questi non hanno fatto altro che applicare la decimazione (prescritta da un atto della Convenzione di Ginevra del 1907), che quindi viene considerata lecita da tutti gli ordinamenti giuridici dei belligeranti. Il tutto mentre le nostre truppe, impegnate in medio oriente, fanno altrettanto, come del resto hanno sempre fatto tutte le parti in guerra fin dai primi del Novecento, anzi, fino dalla comparsa della prima clava... Si puo' ben parlare di un tracollo della Giustizia quale non era avvenuto nemmeno dopo la Ia GM, quando l'infamante Pace di Versailles, che costitui' il presupposto per lo scoppio della guerra successiva, confino' la Germania in una condizione di estrema prostrazione. Le "cacce ai nazisti" dopo 60 anni, ben lungi dall'essere "atti di giustizia", sono palesemente vendette private fuori tempo massimo, tra le cui motivazioni ve ne sono alcune assai poco nobili; la persecuzione sistematica degli storici non ufficiali, denota il persistere della propaganda di guerra e consegna a possibili futuri nemici, validissimi argomenti per intraprendere una guerra contro di noi, nonche' dividere ulteriormente la nostra societa', rendendola debole e prona ad una eventuale futura sconfitta.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

...piu' semplicemente la giustizia non deve torturare ma condannare con evidenza pubblica...se quel vecchio stronzo ogni tanto esce un po' dal carcere e prende aria..non vedo la tragedia..a meno che da alcuni la concessione di misure piu' favorevoli sia intesa come un lassei fare..e la scritte recentemente apparse vanno in questa direzione.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: chiamare questa "giustizia", mi pare eccessivo. Si sa che chi perde la guerra perde ogni diritto e difficilmente riceve un trattamento equo; non e' una novita', ma dopo 70 anni... secondo le convenzioni di Ginevra e dell'Aja del 1907 la decimazione e' ammessa, pertanto _tutti_ i processi celebrati per fatti analoghi non avrebbero semplicemente essere tenuti. La norma e' chiara e concerne la reazione di un esercito regolare ad un'attacco sostenuto da civili. Se cio' fosse accaduto nel primo dopoguerra l'avrei anche capito, ma ora mi pare tragicomico.

In piu', e' ormai acquisito che in via Rasella perirono circa 45 soldati (italo-tedeschi) della "Bozen" e 10 civili romani dei quali nessuno parla mai. E' noto inoltre che Kappler comunico' al suo comando un numero inferiore di vittime proprio per non dover far fucilare 450 persone.

Dato che i termini della decimazione erano affissi ovunque, chi esegui' l'attentato sapeva perfettamente cio' che sarebbe accaduto, cosi' come che non si trattava di accanimento o stragi immotivate. Tutti gli eserciti hanno agito in egual modo in queste circostanze, addirittura i francesi ne fucilavano 50 per ogni militare ucciso, il che sarebbe si' una violazione della norma.

Credo che il punto sia la "qualita'" delle vittime. Quando sono di un certo tipo vige una sospensione della giurisdizione, oltre che del buon senso.

Priebke era l'ultima ruota del carro ed e' stato arrestato a 88 anni solo perche' alcune associazioni private che si occupavano di caccia ai nazisti, rischiavano di perdere cospicue sovvenzioni. Vedrai che ad ogni scadenza andranno a prendere in giro qualche centenario.

Anonimo ha detto...

beh considera che prima o poi finiranno...:-)...piu' prima.

Pero' permettimi Sauro..fare un attentato in quelle condizioni era una scelta estrema anche emendabile...forse evitabile ma era diretto a soldati...ora a me il discorso "chi esegui' l'attentato sapeva perfettamente cio' che sarebbe accaduto"...mi da al m,assimo l'idea di un concorso in colpa morale degli attentatori ma non mi suona come assoluzione per chi dispone regole barbare.
Sarei d'accordo se mi dicessi anche i graduati francesi avrebbero meritato eguali pene (lo so i processi li fanno i vincitori)ma due crimini non fanno un innocenza.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

sara'... io direi che c'e' gia' la riserva pronta. Tanto non importa cio' che fai ma cio' che dici e la pena e' solo un optional: si va da un anno in Francia a 4 da noi e 12 per la UE, ma volendo possono migliorare.

Per quanto riguarda la resistenza la pensavo come te, ma ora sto cambiando idea. Si tratta del discorso che avevo toccato parlando di Schmitt. Se vuoi che la popolazione civile ne rimanga fuori devi costituire un esercito regolare. Del resto anche i partigiani si costituirono in un esercito dopo l'8 settembre. Quasi sicuramente per questa ragione. Comunque la guerriglia non esclude la coscienza e se avessi fatto io una cosa del genere non avrei lasciato che degli innocenti morissero al posto mio. Ti ho risparmiate alcune interpretazioni per rispetto della tua fede, ma la cosa sembra ancora piu' sporca. Certo si trattava anche della guerra intestina tra partigiani e la lotta per l'egemonia della resistenza.

Nessie ha detto...

Credo, per ciò che riguarda il caso Priebke, che lui abbia avuto la sfortuna di non essere stato fucilato subito. Incappare in processi burocraticamente interminabili e che oltretutto servono da foglia di fico, è peggio che essere passati onorevolmente per le armi.
Mastella poi, in questo periodo mi fa letteralmente schifo: sia per il suo decreto antinegazionista (che altro non è che una rispolveratura della legge Mancino) che per il ritrovato spirito forkaiolo verso i quasi centenari.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: la questione e' complicata semplicemente perche' in ogni nazione s'e' fatta giustizia sulla base delle istanze delle lobbies piu' potenti. Alcune vittime sono state piu' tutelate di altre.

Per la Corte di Norimberga, la decimazione (10 civili x ogni militare ucciso) era una pena commisurata e rispettosa delle convenzioni internazionali. Il che esclude il "crimine di guerra". Semplicemente, questi processi non andavano nemmeno celebrati.

Nel '48, per gli stessi supposti reati, sono state mandate assolte parecchie persone, mentre dagli anni '70 in poi, ad altri e' stato comminato l'ergastolo. Si tratta dell'opposto che sarebbe stato lecito attendersi in tali circostanze. Piu' passa il tempo e piu' la giustizia diventa nebulosa.

Mastella cerca semplicemente di allargare il proprio consenso presso l' UE e i gruppi di potere piu' influenti. Quanto cio' sia compatibile con l'interesse nazionale ed un minimo di patriottismo, mi pare talmente evidente che mi pare inutile approfondire. Si tratta di provvedimenti in favore di pochi e gravemente lesivi per la liberta' di tutti.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
per quanto concerne gli ebrei, dopo il '39 furono perseguitati in quanto "stranieri ed ostili", dopo la dichiarazione di guerra del futuro presidente di Israele Chaim Weitzmann, che allora presiedeva il movimento sionista internazionale; quindi il puro antisemitismo non c'entra nulla. Anche in USA i cittadini di origine giapponese vennero deportati durante la guerra. Nonostante le leggi razziali promulgate in Italia nel '38, il numero degli ebrei in Italia era piu' che raddoppiato (oltre 110.000 contro i 55.000 gia' residenti), il che dovrebbe suggerire qualcosa a chi fa di tutt'erbe un "fascio". Ovviamente i tedeschi assunsero il comando dopo il cambiamento di fronte interno, se no a Roma non avrebbero comandato loro.

Anonimo ha detto...

Mastella e' un abandiera per definizione..impossibile trovare una logica coerente nel suo agire politico se non l'autoconservazione...basti pensare che si e' fatto dare il Ministero della Giustizia. Insomma si e' messo al riparo..:-)...

Zagazig

Bisquì ha detto...

Da Stars in un post analogo ho commentato scrivendo gli stessi tuoi concetti.

Ciao fratello :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: Mastella non lo vorrebbe nessuno, ma conosce tanto bene il sistema da riuscire a galleggiare comunque. Puo' darsi che abbiate ragione voi: non si puo' riformare, va rifatto da capo.

Bisqui': ho letto il tuo appunto e l'ho trovato molto chiaro. Il considerare i regimi qualcosa di avulso dallo Stato e' l'abominio che sta all'origine della confusione attuale. In questo USA e URSS hanno avuta la maggiore responsabilita', mentre gl'inglesi si sarebbero comportati diversamente, avendo una coscienza piu' antica della civilta' giuridica. Da cio' che sto scoprendo ora furono i sovietici a cristallizzare la propaganda di guerra avvalorando accuse abnormi sulla crudelta' dei tedeschi e rendendo impossibili le verifiche sui territori conquistati. Il costituendo stato ebraico e' nato cosi', con l'appoggio esterno degli USA e quello interno dell'URSS che fu la prima a riconoscere Israele nel contesto dell' UN. Ora sono passati 60 anni, l'URSS non c'e' piu', ma si insiste ancora sull'intrinseca malvagita' dei nazisti e dei tedeschi in generale e per estensione del regime fascista e di quelli loro alleati. Hanno fermata la storia al '47 e quando si tenta di andare avanti scattano ancora le manette. Per il sottoscritto e' stato un brutto risveglio dopo anni di illusioni. Un abbraccio fraterno.

Elly ha detto...

Grazie per la delucidazione. :)

"Dato che i termini della decimazione erano affissi ovunque, chi esegui' l'attentato sapeva perfettamente cio' che sarebbe accaduto, cosi' come che non si trattava di accanimento o stragi immotivate."

Ecco, questo degli avvisi lo sapevo anche io perchè me lo disse mia madre.

 
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