Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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14 aprile 2007

Economia & Destra

Il libero mercato? Ci sta benissimo. La libera circolazione di uomini e di merci? Ci sta benissimo. Ma come si conciliano i due principi economici liberali con l'altrettanto liberale principio di "proprieta'"? Perche' la Sovranita' Nazionale sancita dalla presenza stessa di organizzazioni come l'ONU, discende direttamente dal concetto di "proprieta'". Ogni popolo che si da uno Stato e' sovrano, dunque, e' "proprietario" del rispettivo territorio di pertinenza, visto e considerato che si ritiene tutt'ora valido il principio che va sotto il nome di "autodeterminazione dei popoli".
E' chiaro che il problema concerne il numero di chi, e cosa, si sposta da una nazione all'altra. Quando questo e' alto la proprieta' collettiva di un territorio si attenua via via fino a scomparire del tutto. Percio', che il criterio utilizzato sia quello socialista o, piuttosto, quello liberista, il risultato rischia di essere identico: un comunismo globalizzato nel quale tutti sono proprietari e nessuno e' proprietario.
In un tale regime non ha piu' senso il concetto di "Nazione" e se questo scompare, non ha piu' senso l'esistenza di organizzazioni sovrannazionali. Il logico sbocco di questa prassi e' sempre e comunque un governo globale. Ma per compiere questa sorta di "Nuovo Ordine Mondiale" ogni cultura va azzerata, ogni etnia va mescolata con le altre. Diviene necessaria la massima uguaglianza biologica prima che culturale.
Ma la terra e' comunque divisa in fasce climatiche molto diverse tra loro. Gli uomini, per quanto animali molto adattabili, non vivono altrettanto bene in ogni parte del mondo. Le "razze" e le etnie sono infatti l'adattamento dell'uomo al territorio: la massima specializzazione naturale di questo per fronteggiare un clima che talora e' ostile e richiede una fisiologia diversa; il che avviene sempre in millenni di adattamento.
E' chiaro che quando il criterio che sta alla base dell'omologazione fosse di natura economico-utilitaristica non vi sarebbe spazio alcuno per "terra & sangue". E' altrettanto chiaro che i disastri del Novecento hanno finito per porre una specie di veto ideologico sull'uomo antropologico. La poverta' culturale indotta dal vae victis, gli stessi obbiettivi della globalizzazione economica tendono a considerare "nazista" qualunque accenno alla natura, appunto, "umana" dell'uomo. Questo veto viene esercitato spesso in modo estremamente repressivo dalla cultura vigente e dai suoi epigoni ad essa inconsapevolmente addestrati ad evitare come la peste qualunque ragionamento profondo sulla materia: che siano "socialisti" o "liberisti" il loro atteggiamento e' pressoche' identico.
Infatti liberismo e socialismo trattano con eguale disprezzo l'"hardware" biologico umano, cosi' come il "software" della cultura ridotta allo stadio di mera sovrastruttura dall'unica analisi esistente che e' quella marxista. Una sovrastruttura nociva, come ogni diversita', in quanto si contrappone ad un'Uguaglianza auspicata sia dal marxismo che dalla filosofia mercatista. Dato che i criteri su cui si fondano le due opposte filosofie sono entrambi di natura economica il risultato rischia di essere assolutamente identico e la contrapposizione ideologica si riduce solo al "modo" con cui concretizzare l'ideale che, come tutti gli universalismi, presuppone comunque un governo mondiale.
Non mi pare che cio' sia compatibile con una qualunque politica "di destra": non lo e' mai stato in nessuna delle sue declinazioni nazionali, proprio in quanto la conservazione delle identita', dunque delle differenze tra i popoli, non puo' essere mai una prassi rivoluzionaria. Qualunque universalismo e' sempre eversivo e tende ad omologare le diverse identita' umane alla propria: sia che si tratti di una religione o di una cultura "laica". Vogliamo davvero una "Destra" cosi'?

28 commenti:

Massimo ha detto...

Riflessione interessante.
A pelle direi che si concilia con il diritto alla secessione della parte identitaria di una nazione ...

Nessie ha detto...

Morale: destra conservatrice e identitaria CERCASI.
Quella che abbiamo davanti è buona, tuttalpiù, da arruolare nel corpo dei pompieri di Viggiù. :-)
Qua, per come stanno precipitando i fatti, ci vuole gente capace di affrontare le situazioni a muso duro. E non è nemmeno detto che ci si riesca.

Anonimo ha detto...

Come la mettiamo con l'universalismo cattolico? La Chiesa di Roma non sta forse contribuendo, con i "socialisti" e i "liberisti", a distruggere la nostra identità? A tal riguardo, gli esempi che potrei citare sono molteplici.
Lex

Lo PseudoSauro ha detto...

Massimo: grazie. Si tratta di considerare se la proprieta', da pate degli autoctoni, di quella che una volta andava sotto il nome di "Patria" sia ancora legittima. Una volta approvata la riforma sulla cittadinanza e rimosso il principio di "jus sanguinis" noi saremo di fatto espropriati. Il fatto stesso che questo modello viga nelle nazioni obiettivo storico d'immigrazione, come gli USA, mi pare confermi la mia tesi sull'esito fatale di ogni universalismo: sia ateo che religioso.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: infatti ci tocca proprio la parte del Diogene di turno... in un momento storico in cui la sinistra stessa si divide tra pseudo-liberisti e socialisti, mi pare che il discrimine andrebbe spostato su valori diversi che non quelli economici. Naturalmente a destra non v'e' una posizione chiara sui temi identitari. Quando mai la sinistra si spostasse , come sta gia' avvenendo, su posizioni liberiste, le differenze tra i due schieramenti, si attenuerebbero ancor piu' fino a scomparire del tutto. Sai che pluralismo...

Lo PseudoSauro ha detto...

Lex: mi pare di aver scritto chiaramente:

"Qualunque universalismo e' sempre eversivo e tende ad omologare le diverse identita' umane alla propria: sia che si tratti di una religione o di una cultura laica"

L'universalismo e' di per se' centrifugo in quanto si fonda su valori trans-nazionali, ergo, e' la negazione dei valori identitari. Il punto e' il seguente: fino a quando sara' possibile conciliare i valori che provengono dalla Giurisdizione con quelli che provengono dal Mercato? E' la solita storia della sostituzione del Diritto Pubblico con quello Privato. Sottraendo progressivamente competenze al Diritto Internazionale in assenza di un'autorita' globale non si puo' ottenere altro che il caos, come si nota ormai ovunque. Che si tratti di un caos che precederebbe l'instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale, mi pare un'osservazione piuttosto azzeccata.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
mi pare che cio' che avviene in nazioni come la Cina e la Russia sia esemplificativo. Dopo la repressione socialista si tenta di contenere gli universalismi creando una chiesa nazionale e regolamentando il mercato su base nazionale. Non e' forse un tentativo di inserire il pluralismo in un contesto identitario? Ovviamente si tratta di regimi autoritari, ma a ben vedere anche negli USA il mercato e' molto ben regolamentato e le lobbies economiche devono sottostare a rigidissime regole. Anche le chiese godono di una relativa liberta' nel contesto di uno Stato terzo, anche se basato su valori religiosi autoctoni, quindi identitari. Tutto sommato mi pare che, pure osservando le macroscopiche differenze tra regimi autoritari e democratici, si tratti di regimi che si fondano su di una propria identita' culturale. Ivece in Europa non c'e' nulla di questo.

Nessie ha detto...

Sull'universalismo della chiesa il problema è assai più complesso. Alle origini fu proprio questa missione di evangelizzazione a creare la differenza tra civiltà e barbarie. Tra consorzio civile e società di clan e di tribù.
Se oggi si è annacquata e secolarizzata non è solo colpa dell'universalismo e della sua missione di evangelizzazione.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: io penso che cio' dipenda dal fatto che gli stati occidentali si riconoscevano, piu' o meno variamente, nei valori cristiani, quindi esportavano la propria civilta' di cui la religione cristiana era una parte integrante. Ogni cultura nella fase della maturita' tende ad espandersi, ma quando si invecchia e' meglio evitare gli spifferi e condurre una vita piu' ritirata. :-)

Anonimo ha detto...

Più che dal Mercato (ma in Europa esiste davvero il mercato? e quali sarebbero le reali implicazioni di un’autentica economia di mercato sulla libera circolazione degli individui?), a mio modo di vedere la nostra identità è minacciata dallo statalismo, vera cifra della Modernità. Le classi dirigenti europee come potrebbero realizzare i loro deliranti sogni multiculturali se non servendosi di uno Stato sempre più potente, invasivo e centralista?
Visto che l’avversione verso un simile progetto, che non esito a definire criminale, è più diffusa di quanto si immagini, ho ragione di credere che la nostra identità sarebbe maggiormente tutelata in una società depurata da incrostazioni stataliste e i cui organi decisionali fossero i più decentrati possibile.


Riguardo all’universalismo cattolico, volevo solo dire che la Chiesa con il suo buonismo terzomondista e la sua ideologia dell’accoglienza sta contribuendo, al pari di altri soggetti, a distruggere la nostra identità.
Lex

Lo PseudoSauro ha detto...

Lex: a me il libero mercato non schifa per niente, nondimeno in USA il meccanismo delle lobbies e' regolato fino nei minimi dettagli: puoi dire in tutta coscienza che da noi sia altrettanto? Posso dire senza tema di essere smentito che in Europa vige qualcosa di simile ad un libero mercato, sebbene in via di instaurazione. Almeno da 30 anni societa' quotate in borsa che prima erano nazionali hanno ora cospicue quote di partecipazioni straniere: di tutte le nazionalita'. Molte hanno pure perso il controllo e la maggioranza. In virtu' di quale principio intere holding che prima erano nazionali sarebbero ora in mano all'Arabia Saudita, all'Egitto etc. ? In condizioni normali lo "stato piu' leggero" starebbe benissimo anche a me, ma in tali condizioni non siamo. Ti sentiresti cosi' tranquillo se nazioni autoritarie come la Cina acquisissero importanti risorse economiche nazionali? Secondo te non sarebbero tentate di farne un uso improprio? Ma se bastano trecento piccoli commercianti cinesi per scatenare le diplomazie... In ogni caso "stato piu' leggero" significa che il Diritto Privato sostituisce il Diritto Pubblico e tutto cio' comporta innumerevoli complicazioni tra quelli che erano/sono ancora stati nazionali. Io vedo bene un mercato aperto solo nell'ambito di una cultura omogenea. Secondo te perche' gli USA aumentano il controllo dello Stato e limitano, seppure tra mille polemiche interne, le partecipazioni straniere nelle imprese nazionali? Eppure si tratta di una prassi che rasenta l'incostituzionalita', considerato lo statuto americano... Il fatto e' che in tempo di guerra si chiudono i mercati, non li si aprono. O vige la pace senza se e senza ma?

Per quanto riguarda la UE sono assolutamente d'accordo con te. Si tratta di un'entita' costruita a tavolino sulla testa dei cittadini europei in barba all'autodeterminazione dei popoli. In ogni caso e' merce' l'economicismo che l'immigrazione incontrollata rischia di fare esplodere le societa' europee. Le colossali sciocchezze demografiche, propalate come fossero verita' scientifiche, secondo cui in Europa saremmo in pochi non tengono conto dei parametri demografici tipici, ma si basano su parametri economici. In Europa siamo piu' del doppio di quanti eravamo ai primi del novecento ed una decrescita demografica sarebbe fisiologica, a meno che non si preferiscano le guerre come sistema di controllo demografico... va da se' che la popolazione non puo' crescere all'infinito, cosi' come il PIL non crescera' all'infinito. Mi pare che questi siano argomenti piuttosto solidi a conforto della mia tesi.

Massimo ha detto...

E' da intendersi su "universalismo". Era tale anche quello di Roma (la "mia" Roma, intendo :-) ?
Su quello cristiano/cattolico mi trovo in perfetta sintonia con Nessie che credo abbia perfettamente inquadrato il suo grande merito.

Lo PseudoSauro ha detto...

Massimo: credo che l'universalismo di Roma fosse un'altra cosa... Si trattava della competizione tra civilta', non solo di questioni economiche: la civilta' piu' forte vinceva. L'economia era una conseguenza, non il motore della civilta' latina, cosi' come accade oggi per la civilta' americana, quella cinese etc. Nel momento che la civilta' si sfascia si sfascia anche l'economia e, storicamente questo accade sempre nel corso degli apogei economici non nella depressione dei perigei.

Per quanto riguarda il cristianesimo io distinguerei tra cio' che dovrebbe essere e invece, cio' che e'. Il "crescete e moltiplicatevi" in Olanda mi parrebbe piuttosto assurdo, eppure, le pure esigue minoranze cristiane sono contrarie alla chiusura dei confini e favoriscono l'entrata di ulteriori stranieri, nonostante la situazione sia esplosiva, cosi' come accade da noi. Francamente non mi pare che si possa imputare solo ai comunisti questa responsabilita'... il cristianesimo ha in se' principi che in tempi normali renderebbero la nostra societa' piu' umana, ma in tempi come questi ne accelerano la dissoluzione. Ogni universalismo gioca la sua partita a modo suo e il risultato mi pare piuttosto evidente.

Paolo ha detto...

Anche a me interessa il discorso antropologico e solo secondariamente l'economia, penso che purtroppo la Terra dei Padri sia stata sottratta ai legittimi proprietari da tempo, e lo dimostra il fatto che i legittimi proprietari non ne hanno più la responsabilità.
E' vero che lo stato moderno (e i politici che raccontano favole, come quella che la libera circolazione di merci implica la libera circolazione di uomini), rimuove il "terra e sangue", ma se ci fate caso ha finito anche col rimuovere la "nation by consent".
Ad un certo livello, non ci è dato essere, come non ci è dato scegliere.
Sul cristianesimo vorrei dire che il suo universalismo è anzitutto verticale (come ricorda Scola in un bel libro sulla differenza maschile/femminile, il mistero della Trinità ammette la massima differenza in Dio stesso).
D'altro canto la storia d'Europa testimonia con l'idea imperiale presente anche in epoca cristiana, la possibilità di una pluralità di patriottismi.

gabbianourlante ha detto...

un "accidente" di argomento.... spinoso.... davvero non saprei che dire, ma hai fatto una buona analisi.... un saluto

Anonimo ha detto...

Off topic
Sauro una curiosita'
AM e' vero che se un militare o un ex militare porta la fibia della cintura non a testa in giu' ma nella giusta posizione cio' indica pericolo?

Zag

Simone da Roma ha detto...

Allo stato attuale dei fatti siamo Occidentali vale a dire che pensiamo marxisticamente, mangiamo liberomercantilisticamente e decliniamo i nostri sentimenti cristianamente (il che vale pure per gli atei).
Del resto l'ultima guerra l'hanno vinta USA, URSS e Vaticano (che vince sempre).
Il tempo della Patria è terminato da 60 anni anzi per l'Italia non è mai iniziato: dal 476 d.C. ad oggi c'è stato solo il nostro tormentato Risorgimeno che a occhio e croce iniza nel 1847 e termina nel 1943 (meno di un secolo).
Che vuoi che ti dica?
Vu' cumprà?

Simone da Roma ha detto...

PS: grande post!
PPS: Vu' cumprà?

Nessie ha detto...

Sono d'accordo con Paolo di Passaggio al Bosco nel sottolineare l'universalismo verticale (e cioè ecumenico e spirituale) della Chiesa. Quando però, le sue associazioni cattoliche come la Caritas & altri affiliati, si mettono a introdurre clandestinamente manodopera immigrata nel nostro paese ecco che allora diventa orizzontale. Orizzontalisssima e pervasiva come i sindacati. Ai quali, del resto, fa concorrenza.

Lo PseudoSauro ha detto...

Paolo: benvenuto allora... sulla composizione delle nazioni e sui relativi patti sociali con lo Stato si e' scritta parecchia roba, compreso il saggio "Who are We" di S. P. Huntington nel quale si puo' leggere un compendio meticoloso dei vari tipi di identita'. Ma io penso che le dissertazioni sull'identita' in divenire degli USA non siano adatte all'Europa. Ogni stato europeo ha infatti una composizione prevalentemente etnica, prima che culturale, che l'immigrazione interna ed esterna non ha piu' cambiato per parecchie centinaia di anni. La domanda di prammatica e' sempre la solita: mentre ovunque si tutelano le biodiversita', ci e' consentito di farlo anche con l'uomo? Temo che dopo l'esperienza nazista qualunque tentativo del genere sia considerato quasi una bestemmia, mentre sembra un dovere collettivo il correre verso qualunque tipo di meticciato: sia questo razziale o culturale, il che, mi pare una pianificazione etnica che vale quell'altra, ma forse mi sbaglio...

Per quanto concerne il cristianesimo, penso che dovremmo limitarci ad osservare quale ne sia oggi la prevalente interpretazione. Direi che il materialismo l'ha contaminato parecchio, ma anche se cosi' non fosse, quando ogni universalismo agisce come una forza centrifuga, una qualunque religione non serva molto a contrastarla. Io direi che ne moltiplica la potenza. Una volta rotta la catena della Tradizione non si puo' sperare di ripristinarla solo richiamandosi alla religiosita' originaria, in quanto anche la religione e' cambiata e non ha piu' il ruolo di perno che ha avuto per secoli. Il cristianesimo e' stato il brodo di coltura nel quale la nostra societa' si e' evoluta, ma ora siamo al declino spengleriano e se la religiosita' cristiana dovesse riprendere vigore, penso che sarebbe molto diversa da come l'abbiamo conosciuta.

Lo PseudoSauro ha detto...

Gabbiano urlante: grazie. Mi scelgo sempre argomenti cosi'. Si vede che sono masochista. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: come mai non ti appassioni alle tematiche sulla destra?

Quella della fibbia non l'ho mai sentita. In quasi tutte le tenute da combattimento i cinturoni non hanno piu' fibbie, ma un semplice gancio per cui non si vedrebbe la differenza. E poi anche le fibbie da cintura della maggior parte degli eserciti sono ormai lisce e non hanno stemmi, anche se c'e' una certa liberta'. Comunque se mi spieghi da che fonte hai avuta la notizia m'informo meglio.

Lo PseudoSauro ha detto...

Simone: mi pare una sintesi degna della pietra filosofale :-)

La Patria e' quella cosa che tutti trovano retorica quando c'e', salvo poi rimpiangerla quando non c'e' piu'. Pensa che ho trovato un prete ex partigiano che mi ha detto testualmente che il fascismo era meglio e che se avesse saputo che saremmo arrivati a questo punto sarebbe andato a combattere con Salo'... E non e' nemmeno il primo che sento, ne' l'ultimo, dato che ogni settimana trovo arzilli vecchietti che bestemmiano dicendo che Mussolini ha istituito le pensioni e la democrazia gliele leva. Mi domando semplicemente, con tutti i nostalgici che ci sono in giro, come hanno fatto i comunisti ad andare al governo... misteri della democrazia. Cio' che hai scritto e' tanto vero che ormai qualcuno dice di essere "liberalsocialista" senza che nessuno lo interni in un manicomio.

P.S.
No grazie :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: sono d'accordo anch'io con Paolo e cio' che gli ho risposto e' piu' o meno cio' che hai inteso dire tu. Tra sauri ci s'intende a volo. :-)

Paolo ha detto...

Non penso che ti sbagli, anche a me sembra evidente la pianificazione in corso, non so se etnica, certamente multiculturalista. Va da sé che il multiculturalismo è un sogno, anzi un incubo: la sua realtà è il già reale monoculturalismo di certe citta (nord)europee islamizzate. Che perlatro dimostrano anche come lo sradicamento sia nel sé della modernità politica (penso alle masse islamiche che vivono di sussidi pagati dai locali assediati: che si addormentano raccontandosi la favola tardoimperoromano sulle forze giovani che danno nuova linfa a Roma).
Io rimango più fiducioso sulla libertà (anche di escludere), anche se penso che ormai la dimensione della "tutela della biodiversità" (e della diversità di Spirito), sia enclavica.
Benedetto lo ha spiegato molto bene.
ciao

Paolo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lo PseudoSauro ha detto...

Paolo: a rischio di essere monotono, scrivo quasi solo su quest'argomento, tanto lo ritengo cruciale per la nostra sopravvivenza.

Personalmente ho la certezza che l'autodisprezzo che gli occidentali riservano per se' stessi comprenda anche le loro caratteristiche etniche. Si vede dai modelli proposti ormai ovunque: dalla Svezia all'Italia, ma direi che e' un fenomeno mondiale.

In base a quest'assunto, la colonizzazione dell'Europa va vista anche in senso etnico e non solo culturale. Considerato che non ve ne sarebbe alcun bisogno, ne consegue che esiste un progetto in tal senso che io definirei "pianificazione etnica".
Il teorizzare la razza mista e' lo stesso che farlo per la razza pura: una violenza contro la natura, pure peggiore di quella nazista che, quantomeno, si poneva il problema del rapporto tra uomo e territorio.

In questo Papa abbiamo tutti riposte grandi speranze: religiosi ed atei. Vedremo se sapra' fare uscire il cristianesimo dal marxismo.

Grazie ancora.

andrea ha detto...

ciao sauro.vorrei porre un problema.se seguo bene il filo del discorso,mi sembra di capire che il mescolamento di confini,razze e religioni,porterà all'inutilità dei confini,a non-nazioni,a non-religioni.pero' c'è un punto che non mi torna:come puo',una nazione orgogliosamente multiculturale come gli usa,avere una identità fortemente americana,radicata e piuttosto fiera?voglio dire,il candidato forte dei democratici,è nero,musulmano..e al di là delle sue convinzioni politiche,non gli muovono altre critiche.cioè,non gi imputano islamismo,non gli rimproverano negritudine,comunismo,sovversività,antiamericanismo.insomma,è un americano a tutti gli effetti.questo significa che un sistema c'è.perchè non potrebbe funzionare nel resto del mondo?

 
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