Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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30 aprile 2007

Anticristianesimo: "cui prodest"

Un'altra perla dall'ostrica del pensiero "progressista". Il Vaticano si minaccia da solo. Secondo alcuni cittadini che alle 8 di mattina telefonano alla nota trasmissione "Prima Pagina" su Radio Tre, le pallottole inviate al card. Bagnasco, le stelle rosse a cinque punte, le minacce di morte e il clima di delegittimazione nel quale si cerca di confinare, ancorche' invano, la Chiesa Cattolica, ed il cristianesimo in generale, sarebbero "sospetti". L'ormai famosa tesi dietrologica che per l'antica saggezza popolare si riduce con il buon vecchio adagio del "cornuto e mazziato", si riaffaccia sull'onda della polemica sui DICO. Il "partito gay" si sarebbe dato forse alla clandestinita'? Oppure: chi avrebbe interesse a sfruttarne la politica e perche'?

Stendiamo un velo pietoso sul fatto che se qualcuno al mattino appena alzato riesce a concepire simili idiozie, qualche problema ce l'ha di sicuro. Diamo pure atto a tali soggetti di attingere ad una "cultura" gia' molto consolidata, con tutte le attenuanti del caso. Comunque rimane il fatto che accuse gratuite di questo tipo, formulate su di una rete pubblica, aggravano la minaccia stessa e chiariscono bene il clima persecutorio vigente. Ebbene, ora e' "controrivoluzionario" pure chi si oppone alla politica "gay" e, come tale, puo' essere additato a bersaglio della prima Makarov che passa nei dintorni della Curia.

La pistola non sara' un granche', il tiratore nemmeno, ma l'uno e l'altra falliscono difficilmente il bersaglio da meno di tre metri, come si e' notato in un passato molto recente. La scelta dell'arma non e' dovuta solo a questioni economiche, ma e' di per se' stessa una manifestazione di appartenenza ideologica, essendo questa una delle armi che la vecchia STASI della rimpianta DDR forniva alle organizzazioni armate comuniste. Oppure, qualcuno potrebbe usare questi simboli per confondere le acque, mostrando cosi' di conoscere a fondo il meccanismo dei partiti armati e le relazioni tra questi e l'Internazionale Comunista.

E la "pace senza se e senza ma"? E gli arcobaleni presi a prestito dal movimento (ondulatorio) internazionale? Forse gli stessi sedicenti "gay" non riescono a capacitarsi del fatto che la loro ideologia possa avvalersi dei soliti vecchi strumenti del terrorismo comunista, nondimeno si tratta di un fatto reale e documentato, mentre le illazioni degli sconcertati attivisti tradiscono un certo disagio oltre che una bella dose di faccia tosta, ma bisogna dare atto anche a loro che il movimento potrebbe essere a sua volta strumentalizzato da altre entita' politiche, culturali o nazionali.

Ma, siccome l'anticattolicesimo non e' monopolio delle ubbie "gay", siccome molti comunisti stessi non sono piu' del tutto antireligiosi, seppure poco amici del Vaticano, si potrebbe compensare dietrologia con dietrologia e sospettare di qualcun altro. Di chi? Qui c'e' l'imbarazzo della scelta, in quanto con il Vaticano ce l'hanno proprio tutti, compresa la Confraternita dei Frati Piagnoni Brugellensi, che hanno dimostrato ampiamente quanto il cristianesimo stia loro particolarmente sul piloro, se non su qualche altro sfintere piu' remoto.

L'anticattolicesimo viene ormai perseguito in tutte le sue forme: profane e religiose, ma se dovessimo applicare, come i nostri antagonisti, l'analisi marxista al fine di identificarne un ipotetico responsabile dovremmo convincerci del fatto che dietro al furore ideologico c'e' un non ben precisato interesse strategico. L'ideologia potrebbe essere solo un paravento "dietro" il quale potrebbero nascondersi interessi assai piu' concreti. economici e strategici.

Infatti, la difesa, quando non la promozione, dell'omosessualita' furono tra le armi con le quali la Germania nazionalsocialista tento' di neutralizzare le popolazioni slave, ritenute impure, al fine di sostituire una "razza" con un'altra. Il metodo fu assai simile: si favorirono sui rispettivi territori organizzazioni politiche i cui rappresentanti, nella Germania stessa, sarebbero finiti in un lager con un triangolo rosa al braccio. Si cerco' di promuovere l'omosessualita' come stile di vita "normale"... e non si pensi che il sistema non avrebbe funzionato, solo manco' ai nazisti il tempo materiale per vederne i frutti, ma e' storicamente accertato che e' un metodo valido; pur non trasformando in omosessuale l'intera popolazione, ne riduce ampiamente la capacita' procreatva. trend che la colononizzazione alloctona provvedera' poi a confermare.

Saranno anche elucubrazioni mentali improduttive, come quelle degli attivisti "gay", del resto, ma se anche cosi' fosse, perche' prendersela tanto con il cristianesimo cattolico? Semplice, perche' sarebbe l'ultimo diaframma culturale in grado di opporsi ad un progetto nel quale l'eradicazione dell'identita' comune costituirebbe il presupposto per l'instaurazione di un'identita' diversa. In altre parole lo pseudo-occidente sarebbe oggetto di una massiccia colonizzazione etnica e culturale, oppure, ci potremmo trovare di fronte ad un caos provocato a bella posta; alla distruzione che potrebbe costituire il presupposto per una nuova fondazione, nella quale un'etnia o una cultura tra quelle stabilitesi sul territorio europeo si preparerebbero a prendere il potere... e non e' affatto detto che si tratti degli islamici. Questi potrebbero essere un falso bersaglio. Se proprio si deve sospettare, almeno lo si faccia con intelligenza e non si consideri l'ipotetico avversario un emerito cretino come da tradizione.

28 aprile 2007

EUnuch

UE: fuori (dal)le palle!



Aggiornamento: la comunita' degli eunuchi ha protestato, a causa di questo post, in quanto non vuole essere assimilata a gente che trasformerebbe l'harem femminile tradizionale in uno in cui prevarrebbero gli uomini travestiti da donne. Essendo questa un'istanza particolarmente tradizionalista, nella quale il sauro si riconosce, porgo le mie piu' sentite scuse alla stimabile comunita' suddetta a cui concedero' prossimamente il legittimo diritto di replica.

Invece, la Confraternita de' Frati Piagnoni Brugellensi si riserva di denunciare presso la (sua) Corte di Strasburgo i guardiani dell'harem per "discriminazione sessuale", "lesa maesta'", "violazione del principio di eguaglianza universale", "apologia di cristianesimo" ed altre varie, oltre che gravissime, imputazioni. Ai castrati va la nostra incondizionata solidarieta'.

26 aprile 2007

Stupor Mundi

Ho atteso la fine delle sempre piu' stanche celebrazioni del 25 aprile per osservarne lo svolgimento che ha riconfermata la linea su cui questa festivita' e' sempre stata mantenuta in tutto il dopoguerra. Una linea faziosa e sempre piu' egemonizzata dalla sinistra estrema.

Si sprecano le lamentazioni sulla mancanza "delle destre" alle celebrazioni, ma quando un loro esponente, seppure iscritto all'albo antifascista, si fa anche solo lontanamente vedere si becca insulti, quando non percosse. Evidentemente si tratta di una festa di parte, anzi, di una parte nella parte. Dunque perche' lamentarsi per la mancata condivisione, quando non si vuole condividere un bel niente?

Dopo l'8 settembre '43 circa 800.000 persone si arruolarono volontariamente nelle file della RSI, mentre meno di 40.000 in quelle della Resistenza. Sarebbe questa la condivisione? Senza contare i cambiamenti improvvisi e intempestivi del fronte interno che determinarono un numero enorme di vittime inutili nel nostro esercito. Un numero costantemente amplificato dalla solita falsa propaganda, ma comunque importante.

La proporzione dovrebbe essere chiara gia' cosi', ma evidentemente i numeri sono fascisti pure loro. E dopo vent'anni di fascismo ci vuole poco ad essere fascisti... come dopo 80 anni di comunismo ci vuole poco ad essere comunisti... ogni regime fabbrica in serie ogni pezzo della sua massa e lo omologa a se': e' cosa stranota. Ma nel dopoguerra i comunisti uccisero sistematicamente i fascisti e "presunti tali" senza alcun processo, tanto che molti di questi sono tutt'ora nascosti pietosamente tra i "dispersi in Russia" ed altre fantasiosi definizioni che a distanza di tanti anni non possono ancora essere discusse.

Era questa la Resistenza che si vorrebbe celebrare oggi? Si', e' questa. Ergo gli eroi sono quattro gatti, anzi, oggi sono ancora meno di quanto fossero ieri, sebbene 60 anni di antifascismo abbiano creata la stessa omologazione ai propri valori come accadde nel ventennio. Durante il socialismo si diventa socialisti per omologazione, cosi' come si divento' fascisti durante il fascismo, allo stesso modo si e' antifascisti ora: per consuetudine, non per intima convinzione. Per consuetudine, ma anche a causa di una potente mistificazione ideologica. Cosa che tutti conoscevano gia' nel dopoguerra: fascisti ed antifascisti, ma della quale e' ancora pericoloso parlare oggi. E la democrazia?

E' decisamente una pretesa assurda la perpetuazione dell'egemonia comunista sulla Resistenza come fossimo ancora ai tempi di Longo e del comunicato "congiunto" del CLNAI emesso pochi giorni dopo l'assassinio di Mussolini. E questo, nonostante il vecchio compagno socialista di "Beni", Nenni, avesse titolato sul suo giornale: "Giustizia e' fatta", prima di ritirarsi a piangere. Senza dire del fatto che i regolamenti di conti tra partigiani stessi fecero oltre una decina di migliaia di morti tra i non comunisti: su un totale di 40.000 partigiani, direi che varrebbe la pena di ricordarlo.

L' "unita' antifascista" invocata da Longo, fu formale allora, cosi' come la e' ancora oggi dopo 62 anni. Nemmeno tra i partigiani stessi e' ancora "scoppiata" la pace... Il ricatto perdura anacronisticamente tutt'ora e ci si stupisce per l'assenza di una parte considerevole dell'ANPI: quei pochi sopravvissuti che ne hanno ancora la tessera quasi solo per non perdere la pensione, e che da tempo dubitano del fatto che il fascismo fosse stato peggio degli stermini che avvennero dopo la prima e dopo la seconda guerra mondiale ad opera dei rivoluzionari filosovietici: antiitaliani prima, durante e dopo il ventennio fascista.

Quindi, nella Resistenza stessa la tanto vagheggiata unita' non esiste ancora se non nella forma, figuriamoci poi nella sostanza... Ma perche' una festivita' sia davvero condivisa si devono coinvolgere anche gli antichi nemici e l'idea di invitarli alle celebrazioni del loro stesso massacro non mi pare proprio il massimo della diplomazia. Che lo si voglia o meno, la maggior parte degl'italiani era cresciuta nel fascismo, pertanto, avrebbe dovuto morire secondo le disposizioni di Stalin, ma siccome si trattava di troppa gente e gli alleati non mostravano di esserne molto entusiasti...

Ergo: si vorrebbe imporre l'egemonia a sinistra come a destra. Quello che e' peggio, senza averne i numeri, a meno che l'imterpretazione della democrazia di questi geni politici non sia pari a quella dell' "unita' antifascista".

25 aprile 2007

Elogio del Conservatore

«Uno dei princìpi primi», scrive Burke, «uno dei più importanti fra quelli che consacrano la Repubblica e le sue leggi, è quello di evitare che coloro che ne hanno temporaneamente l'usufrutto si mostrino immemori di quanto hanno ricevuto dagli antenati o di ciò che devono alla loro posterità, e che agiscano come se ne fossero i padroni assoluti [...]. Se si concedesse senza scrupolo la facilità di cambiar regime così tanto e così spesso e in tante maniere quante sono le fluttuazioni nelle mode e nell'immaginario, l'intera catena e la continuità della cosa pubblica ne verrebbero spezzate. Non vi sarebbe più alcun legame tra una generazione e l'altra. Gli uomini avrebbero meno valore delle mosche di un'estate». Leggi sul blog "L'Apota".

23 aprile 2007

Il pudore di chi?

Qualcuno si degni di spiegarmi perche' ai "gay" e' concesso di sfilare su carri allegorici mimando rapporti sessuali, mentre una donna che fa il bagno nuda nella fontana di Trevi, senza mimare nulla, viene arrestata con l'imputazione di "oltraggio al pudore". Per il "pudore" corrente l'esibizione pubblica di atti, un tempo, "contro natura" sarebbe lecita, mentre la libera esposizione del corpo umano no. La morale si "evolve" solo per alcuni e non per tutti, evidentemente... Il pudore offeso a chi apparterrebbe? Ci sono troppe zone franche nella nostra Giurisdizione. Ci sono categorie che si pongono al di sopra della legge e che perseguono un loro progetto nel piu' completo disprezzo delle regole democratiche in quanto sono esigue minoranze ricche, potenti, aggressive e ben sponsorizzate dalla politica. Se quello in cui viviamo fosse davvero uno Stato di Diritto verrebbe arrestata la donna, cosi' come i fauni cui, invece, viene fino consentito di portare i bambini alle loro squallide esibizioni, senza che "telefoni azzurri" squillino, ne' "leghe antidiscriminazione" impazzino: loro non oltraggiano il pudore perche' l'etica viene temporaneamente sospesa in loro presenza, ma ripristinata subito dopo per il resto del volgo a cui non viene concesso nemmeno di spogliarsi in pubblico.

21 aprile 2007

Non hanno capito una fava

Ne' a sinistra, ne' tantomeno a destra. Con la fondazione, meglio, "evocazione" del prossimo ectoplasma post-sovietico che si chiamera' "Partito Democratico" continua la solita vecchia mistificazione che la base dei PCI-PDS-DS (ed ora pure la Margherita) si berra' come l'acqua fresca, in ossequio al mai sepolto "centralismo democratico": perifrasi che nella langue de bois postsovietica, sta per "il Partito decide e voi vi adeguate".

La decisione dei disciogliendi & costituendi d'ispirarsi ai "dems" USA sarebbe fino una buona notizia, ma a scartabellare bene nel progetto l'odore di merluzzo avariato rischierebbe di abbattere anche il piu' bendisposto tra i curiosi. Perche'?

Perche' l'ennesima "cosa" o "creatura" si iscrivera' al PSE (leggi Partito Socialista Europeo, rileggi Internazionale Socialista) ed anche un sassofrasso potrebbe facilmente immaginare quanto i dems originali siano lontani anni luce da Socialismo e derivati, essendo i partiti USA una semplice aggregazione di individui su base non ideologica come invece non avviene ancora in Europa e forse non avverra' mai.

Infatti negli States, a destra ci sono i Conservatori e a sinistra i Liberali. In Europa, a destra ci sono i Liberali e a sinistra i Socialisti (ad essere parecchio ottimisti). Non so se mi spiego...

Se Silvio Berlusconi aderisse all'invito di D'alema: «Il Cavaliere fondi un partito conservatore» ci si troverebbe dunque di fronte ad un caso curioso: i post comunisti prenderebbero il posto dei liberali e questi ultimi sarebbero costretti a riciclarsi in conservatori, la qual cosa non sembra molto nelle corde della coalizione di destra, considerato che l'unico partito che davvero ne avrebbe avute le caratteristiche, AN, si e' spostato armi e bagagli al centro e ha rinunciato a tutte le prerogative identitarie che gli venivano dal vecchio MSI emendato dalle nostalgie fasciste.

Percio', dopo una prima repubblica nella quale la reale alternativa era costantemente relegata alla varia compagine di sinistra, o tutt'al piu' al centro, ora ci si troverebbe a dover scegliere tra due varieta' di liberali che si litigano la progenitura, pure se il caso di un liberale iscritto all'Internazionale Socialista dovrebbe essere di per se' causa d'esclusione prima ancora di essere cosa che farebbe scompisciare dalle risate anche il proverbiale extraterrestre.

Pertanto le cose rimangono esattamente come ai tempi della Ia Repubblica con l'aggravante che la nuova DC di turno non potra' piu' prendere i voti della destra per spenderli a sinistra, ma forse cio' accadra' a parti invertite e i post comunisti li prenderanno a sinistra per poi spenderli a destra; cosa che stanno gia' facendo ora, per altro...

Fuori dalla maledizione atavica dell' "Arco Costituzionale" rischiano di finire tutti quei partiti che l'hanno sempre auspicato e che ancora, pervicacemente, ma certo piu' onestamente, dicono di riferirsi, seppure variamente, all'ideale socialista.

Lo PseudoSauro fa raramente previsioni, ma stavolta il suicidio politico dei PCI-PDS-DS parrebbe cosa piu' che certa, mentre la frammentazione negli anacronistici partiti socialisti, bolscevichi e menscevichi, sembrerebbe destinata ad aumentare all'inverso della loro diminuzione di peso politico. Parte dell'attuale centro finirebbe per passare a destra, dunque ci si ritroverebbe con una destra che non e' ancora, o non vuole essere, Destra e con una sinistra che non e', o non vuole piu' essere Sinistra, e che dunque non puo' piu' esercitare lo storico condizionamento della politica italiana. In Italia il pluralismo lo si riesce ad ottenere solo sotto alle dittature, evidentemente...

17 aprile 2007

DieS Irae

Traggo da Google News

Minacce Bagnasco, Minniti: matrice più anticlericale che eversiva
La Voce d'Italia - tutti gli articoli 9 correlati »

Per Minniti non sono "eversive" le minacce di morte o, meglio, lo sono a seconda di chi ne e' la destinazione. Lo Stato di Diritto sopra ogni cosa... "Anticlericale" vale un po' come "Antifascista" quindi si tratta di una lotta inscritta nella "vigilanza rivoluzionaria"; se uccidere un fascista non e' un reato, non lo e' nemmeno uccidere un prete. Cio' in perfetta coerenza con il primo dopoguerra, nel cui tempo, insieme con i fascisti, e i presunti tali, i rivoluzionari comunisti ammazzarono a migliaia religiosi e fedeli oltre a molti loro colleghi partigiani. Hanno cambiato nome per tre volte, cambieranno nome un'altra volta, ma sono gli stessi di prima e sragionano sempre allo stesso modo. A riprova del fatto che le religioni non sono tutte uguali - come sosteniamo da anni - l'anticlericalismo vale solo per i cristiani cattolici, che usano girare disarmati, mentre non vale per i musulmani con i quali bisogna essere tolleranti, anzi, "accoglienti" secondo lo spirito evangelico che ormai caratterizza il comunismo moderno. La nuova Chiesa sono loro e, storicamente, non ammettono concorrenti. A questi fulmini di guerra non tange il pensiero che se per loro fosse lecito uccidere qualcuno, per quest'ultimo potrebbe essere lecito fare altrettanto. Insomma: vogliono la guerra permanente oltre alla rivoluzione permanente. E la pace senza se e senza ma? Ce ne danno lezione i cinesi insieme con qualche ripetizione di democrazia.

P.S.
Siccome la nota stella rossa a cinque punte accompagnava tutte le minacce al Card. Bagnasco, se ne puo' evincere che le BR non hanno piu' un carattere "eversivo". E, sfido io: abbiamo un governo comunista e sottosegretari ex terroristi...

14 aprile 2007

Economia & Destra

Il libero mercato? Ci sta benissimo. La libera circolazione di uomini e di merci? Ci sta benissimo. Ma come si conciliano i due principi economici liberali con l'altrettanto liberale principio di "proprieta'"? Perche' la Sovranita' Nazionale sancita dalla presenza stessa di organizzazioni come l'ONU, discende direttamente dal concetto di "proprieta'". Ogni popolo che si da uno Stato e' sovrano, dunque, e' "proprietario" del rispettivo territorio di pertinenza, visto e considerato che si ritiene tutt'ora valido il principio che va sotto il nome di "autodeterminazione dei popoli".
E' chiaro che il problema concerne il numero di chi, e cosa, si sposta da una nazione all'altra. Quando questo e' alto la proprieta' collettiva di un territorio si attenua via via fino a scomparire del tutto. Percio', che il criterio utilizzato sia quello socialista o, piuttosto, quello liberista, il risultato rischia di essere identico: un comunismo globalizzato nel quale tutti sono proprietari e nessuno e' proprietario.
In un tale regime non ha piu' senso il concetto di "Nazione" e se questo scompare, non ha piu' senso l'esistenza di organizzazioni sovrannazionali. Il logico sbocco di questa prassi e' sempre e comunque un governo globale. Ma per compiere questa sorta di "Nuovo Ordine Mondiale" ogni cultura va azzerata, ogni etnia va mescolata con le altre. Diviene necessaria la massima uguaglianza biologica prima che culturale.
Ma la terra e' comunque divisa in fasce climatiche molto diverse tra loro. Gli uomini, per quanto animali molto adattabili, non vivono altrettanto bene in ogni parte del mondo. Le "razze" e le etnie sono infatti l'adattamento dell'uomo al territorio: la massima specializzazione naturale di questo per fronteggiare un clima che talora e' ostile e richiede una fisiologia diversa; il che avviene sempre in millenni di adattamento.
E' chiaro che quando il criterio che sta alla base dell'omologazione fosse di natura economico-utilitaristica non vi sarebbe spazio alcuno per "terra & sangue". E' altrettanto chiaro che i disastri del Novecento hanno finito per porre una specie di veto ideologico sull'uomo antropologico. La poverta' culturale indotta dal vae victis, gli stessi obbiettivi della globalizzazione economica tendono a considerare "nazista" qualunque accenno alla natura, appunto, "umana" dell'uomo. Questo veto viene esercitato spesso in modo estremamente repressivo dalla cultura vigente e dai suoi epigoni ad essa inconsapevolmente addestrati ad evitare come la peste qualunque ragionamento profondo sulla materia: che siano "socialisti" o "liberisti" il loro atteggiamento e' pressoche' identico.
Infatti liberismo e socialismo trattano con eguale disprezzo l'"hardware" biologico umano, cosi' come il "software" della cultura ridotta allo stadio di mera sovrastruttura dall'unica analisi esistente che e' quella marxista. Una sovrastruttura nociva, come ogni diversita', in quanto si contrappone ad un'Uguaglianza auspicata sia dal marxismo che dalla filosofia mercatista. Dato che i criteri su cui si fondano le due opposte filosofie sono entrambi di natura economica il risultato rischia di essere assolutamente identico e la contrapposizione ideologica si riduce solo al "modo" con cui concretizzare l'ideale che, come tutti gli universalismi, presuppone comunque un governo mondiale.
Non mi pare che cio' sia compatibile con una qualunque politica "di destra": non lo e' mai stato in nessuna delle sue declinazioni nazionali, proprio in quanto la conservazione delle identita', dunque delle differenze tra i popoli, non puo' essere mai una prassi rivoluzionaria. Qualunque universalismo e' sempre eversivo e tende ad omologare le diverse identita' umane alla propria: sia che si tratti di una religione o di una cultura "laica". Vogliamo davvero una "Destra" cosi'?

02 aprile 2007

In Europa siamo pochi...

Sembra impossibile, ma e' cosi'. La popolazione mondiale e' cresciuta del doppio in meno di cent'anni; l'allarme sovrappopolazione squilla da almeno 50 anni e i demografi europei ci dicono che siamo in pochi, che siamo vecchi, stanchi, che dobbiamo fare piu' figli. I governi europei, in barba all'autodeterminazione dei popoli, immettono in cio' che rimane delle realta' nazionali, massicce dosi di immigrati etnicamente e culturalmente alieni senza nemmeno preoccuparsi del fatto che questi assumano l'identita' della nazione ospitante; condizione minima per preservare le caratteristiche che nei secoli ci hanno fatti cio' che siamo, che ci fanno parlare una lingua diversa, che ci distinguono, che ci fanno apprezzare ovunque per le nostre peculiarita' etniche, prima che culturali. Infatti, che ne sarebbe del "Made in Italy" senza gl'italiani? Sarebbe un marchio confezionabile anche in Cina? Infatti lo e', ma cio' che vi sta a monte non e' esportabile, soprattutto, non e' riproducibile a comando. Una volta scomparsa l'identita' del produttore si passa direttamente alla cultura museale, com'e' ormai avvenuto per la maggior parte della produzione artistica europea: estinta, dunque mummificata o messa sotto formalina.

E' ragionevole il pensare, peggio, il dire, peggio ancora, l'insegnare che una nazione che puo' "vantare" la piu' alta densita' di popolazione al mondo come l'Olanda, non fa abbastanza figli? Che dunque si deve importare chi questi li fa senza badare molto al fatto che siano cosi' diversi dagli autoctoni? Senza nemmeno sapere dove metterli fisicamente? Magari su palafitte? Cos'e' questo comunismo mondiale?

E' chiaro che il problema non e' affatto demografico, ma economico. Posta in questi termini la questione sarebbe piu' chiara, dunque offrirebbe diverse soluzioni. Perche' se il problema fosse: "poca gente", la soluzione sarebbe "fare piu' figli", o favorire l'immigrazione, ma quando questo e' di natura economica non c'e' demografia che tenga. Se il nostro modello di sviluppo non e' piu' sostenibile bisogna cambiarlo, non fare finta di nulla. Il nostro welfare e' troppo oneroso? Va ripensato. Il welfare europeo e' stato pensato per gli europei, non per gli arabi. Fino ad un po' di tempo fa ha funzionato in quanto era innestato su di una cultura secondo la quale ci si doveva dare da fare, non attendere la provvidenza di Allah. Il numero non fa mai la qualita'. Infatti i piu' seri studi demografici hanno rilevato una tendenza assai diversa da quella conforme: non basterebbe nemmeno il doppio dell'immigrazione attuale per risolvere il problema enunciato sopra. E questo semplicemente perche' non si tratta di "quel" problema, ma di un altro. E non diciamo nemmeno del fatto che alla non soluzione del problema se ne stanno aggiungendo altri ben piu' gravi.

Certo, come al solito, che di qui a qualche mese torneremo ad occuparci di questo tema negli stessi termini, rimanderei alla lettura di quest'articolo tratto da Il Giornale online. Repetita non juvant, evidentemente.
 
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