Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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25 marzo 2007

Mission di Eos & Nyx

Il sauro collabora ora alla redazione di un nuovo web, il cui indirizzo e' reperibile qui, nato per contrastare la vigente ideologia europeista. Questo e' un abbozzo della dichiarazione programmatica dell'iniziativa.

Accanto ad interventi provocatori, piccoli pamphlet e slogan politici, qui si troveranno semplici ed eloquenti esempi delle diverse interpretazioni nazionali della cultura occidentale.

La riduzione a "sovrastruttura" di una cultura, pratica tipicamente marxista, e' anche alla base dell'ideologia europeista che per trovare un impossibile comun denominatore tra le diverse nazioni occidentali ed orientali e' costretta a rifarsi al mito della classicita' greca, dimenticando che cio' che ci e' pervenuto di essa lo dobbiamo quasi interamente ai teologi cristiani. Questi miti, rispolverati con l'intento di creare un nuovo blocco geostrategico economicamente competitivo con quelli esistenti o emergenti, somigliano sinistramente a quelli eurasiani ripresi dalla Germania nazista.

La rimozione dei confini nazionali e, soprattutto, delle rispettive lingue, ricordano invece l'interpretazione sovietica del Socialismo, cosi' come il tentativo di rimuovere la famiglia, marxisticamente intesa come "primo nucleo borghese". Questi esperimenti fallirono in URSS gia' pochissimi anni dopo la Rivoluzione di Ottobre, ma vengono ora riproposti tali e quali fidando sull'assenza totale di memoria dei popoli europei e occidentali, a cio' accuratamente educati in modo subliminale nel corso di tutto il dopoguerra.

Si porta spesso a pretesto del "successo" dell'ideale europeista, l'assenza di guerre in Europa per circa un cinquantennio, falsando la storia e dimenticando opportunamente la contrapposizione est - ovest e la guerra fredda, nonche' le innumerevoli volte che questa rischio' di concretizzarsi in uno sterminio planetario. Invece, paradossalmente, fu proprio questa contrapposizione a preservare parte dell'identita' occidentale che ancora sopravvive nella maggior parte delle realta' nazionali europee, comprese quelle ex sovietiche, merce' le tradizioni religiose: le uniche che il soviet non riusci' mai ad annientare.

L'ideale del melting pot, apparentemente mutuato dalla cultura americana, e la sua applicazione in terre che non hanno alcun bisogno di essere popolate, e' il frutto piu' raffinato di un'ideologia che sa barare sui principi come nessuna tra quelle ottocentesche ha mai saputo fare. Il disprezzo per le "razze", o etnie, autoctone ed il loro pianificato annacquamento altro non sono se non l'ennesima pianificazione etnica, sebbene di segno opposto a quelle di origine nazionalista. La "societa' aperta" cosi' come la concezione economicistica dell'uomo, sono solo apparentemente assimilabili all'ideale americano; in realta' altro non sono se non l'eguaglianza marxista applicata burocraticamente e ad ogni livello: l'abolizione di famiglia, stati e religione cristiana sono in realta' il definitivo attacco alla proprieta': l'ideale ultimo di ogni Socialismo.

La UE e' una versione edulcorata e raffinata dell' URSS della glaznost. Alla sua base si intravvede l'ideologia socialista che ha finalmente superati gli scogli nazionali grazie alla globalizzazione economica. Questa e' la corda di cui parlava Carl Marx e il nodo sta gia' stringendosi sui nostri colli senza che vi sia una qualsivoglia forma di opposizione da parte di una destra che ha la stessa visione economicista dell'uomo nella vana illusione di essere diversa dalla controparte.

A questo regime non si puo' che opporre la forza della Tradizione delle varie realta' nazionali e fidare nel risveglio delle coscienze addormentate dai riti collettivi addomesticati, come il calcio, o dai nuovi-vecchi mezzi di persuasione occulta, ormai manipolati con una sapienza maturata in quasi un secolo di esperimenti. Questo e' cio' che s'intende fare qui: resistenza a omologazione, distruzione identitaria e invasione fisica, pur con i piccoli mezzi che ci e' concesso di usare.

3 commenti:

Nessie ha detto...

Quello che avrebbero dovuto fare i politici delle cancellerie europei lo ha fatto un religioso: papa Ratzinger. E' infatti con forza che Benedetto XVI ha fatto valere il ruolo del Cristianesimo come asse strutturale delle cultura europea, e non come "sovrastruttura". "Congedo dalla storia", "Apostasia da se stessa", "male comune" - sono parole forti e chiare da lui dette con toni drammatici. L'Europa deve liberarsi del "pragmatismo" privo di valori universali che sta portando a "perdere fiducia nel proprio futuro".Per paradosso, oggi essere moderni (nel senso di rivoluzionari o innovatori) è l'ancoraggio alla tradizione e all'identità, che il Ratzinger teologo e filosofo rivendica con forza. Poichè, come si può escludere un elemento essenziale dell'identità europea quale il Cristianesimo nel quale una vasta maggioranza di europei continua a identificarsi?
Eppure ancora una volta l'Ue pensa ad altro che alle radici cristiane sulla cui omissione non vuole tornare.
Ma un albero senza radici, muore.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: e' vero. In effetti si tratta dell'unico uomo pubblico di spicco che prende una posizione chiara e attacca la cultura prevalente sul piano dei valori ch'essa veicola. E' una specie di crociata filosofica ancorche' solitaria, considerato l'imprinting prevalente in Santa Romana Chiesa. Personalmente non credo che la soluzione dei tanti problemi dell'occidente passi attraverso l'ennesimo universalismo, ma certo il cristianesimo e' parte integrante della nostra tradizione ed e' l'unico che accomuna tante nazioni diverse per etnia, lingua, cultura. Certo sarebbe assai difficile l'inclusione di nazioni con un'identita' diversa, quando non opposta... probabilmente e' questa la ragione per cui si vuole rimuovere la storia europea. Va da se' che si tratta di metodi e finalita' che non tengono conto di liberta', democrazia, autodeterminazione. Cio' dovrebbe bastare a qualificare la cultura europeista com'essa merita. E' singolare l'osservare come sia destra che sinistra si riconoscano in questo pasticcio autocratico.

Antonio F. ha detto...

Tradizione delle realta' nazionali? E quale sarebbe questa tradizione in Italia? Siamo uno Stato nazionale solo dal 1860! Volete tornare alle citta'-stato? Alle Signorie? Boh??!!

E' poi ridicolo trovare nel Cristianesimo l'asse portante della cultura europea. Ognuno pensi alle proprie radici, non a quelle che vorrebbe imporre agli altri.

 
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