Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

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Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

30 marzo 2007

Adozioni a distanza


Sauri canadesi

Adotta un sauro! Tu puoi fare la differenza con un semplice click. Emergenza in Canada: le povere bestiole esposte al rigidissimo inverno canadese rischiano di estinguersi con largo anticipo. E' una situazione straziante. Contatta i nostri volontari sul posto ed offri il tuo contributo inviando l'araucaria in eccedenza o acquistando in loco qualche ettaro di eucalypthus.

25 marzo 2007

Mission di Eos & Nyx

Il sauro collabora ora alla redazione di un nuovo web, il cui indirizzo e' reperibile qui, nato per contrastare la vigente ideologia europeista. Questo e' un abbozzo della dichiarazione programmatica dell'iniziativa.

Accanto ad interventi provocatori, piccoli pamphlet e slogan politici, qui si troveranno semplici ed eloquenti esempi delle diverse interpretazioni nazionali della cultura occidentale.

La riduzione a "sovrastruttura" di una cultura, pratica tipicamente marxista, e' anche alla base dell'ideologia europeista che per trovare un impossibile comun denominatore tra le diverse nazioni occidentali ed orientali e' costretta a rifarsi al mito della classicita' greca, dimenticando che cio' che ci e' pervenuto di essa lo dobbiamo quasi interamente ai teologi cristiani. Questi miti, rispolverati con l'intento di creare un nuovo blocco geostrategico economicamente competitivo con quelli esistenti o emergenti, somigliano sinistramente a quelli eurasiani ripresi dalla Germania nazista.

La rimozione dei confini nazionali e, soprattutto, delle rispettive lingue, ricordano invece l'interpretazione sovietica del Socialismo, cosi' come il tentativo di rimuovere la famiglia, marxisticamente intesa come "primo nucleo borghese". Questi esperimenti fallirono in URSS gia' pochissimi anni dopo la Rivoluzione di Ottobre, ma vengono ora riproposti tali e quali fidando sull'assenza totale di memoria dei popoli europei e occidentali, a cio' accuratamente educati in modo subliminale nel corso di tutto il dopoguerra.

Si porta spesso a pretesto del "successo" dell'ideale europeista, l'assenza di guerre in Europa per circa un cinquantennio, falsando la storia e dimenticando opportunamente la contrapposizione est - ovest e la guerra fredda, nonche' le innumerevoli volte che questa rischio' di concretizzarsi in uno sterminio planetario. Invece, paradossalmente, fu proprio questa contrapposizione a preservare parte dell'identita' occidentale che ancora sopravvive nella maggior parte delle realta' nazionali europee, comprese quelle ex sovietiche, merce' le tradizioni religiose: le uniche che il soviet non riusci' mai ad annientare.

L'ideale del melting pot, apparentemente mutuato dalla cultura americana, e la sua applicazione in terre che non hanno alcun bisogno di essere popolate, e' il frutto piu' raffinato di un'ideologia che sa barare sui principi come nessuna tra quelle ottocentesche ha mai saputo fare. Il disprezzo per le "razze", o etnie, autoctone ed il loro pianificato annacquamento altro non sono se non l'ennesima pianificazione etnica, sebbene di segno opposto a quelle di origine nazionalista. La "societa' aperta" cosi' come la concezione economicistica dell'uomo, sono solo apparentemente assimilabili all'ideale americano; in realta' altro non sono se non l'eguaglianza marxista applicata burocraticamente e ad ogni livello: l'abolizione di famiglia, stati e religione cristiana sono in realta' il definitivo attacco alla proprieta': l'ideale ultimo di ogni Socialismo.

La UE e' una versione edulcorata e raffinata dell' URSS della glaznost. Alla sua base si intravvede l'ideologia socialista che ha finalmente superati gli scogli nazionali grazie alla globalizzazione economica. Questa e' la corda di cui parlava Carl Marx e il nodo sta gia' stringendosi sui nostri colli senza che vi sia una qualsivoglia forma di opposizione da parte di una destra che ha la stessa visione economicista dell'uomo nella vana illusione di essere diversa dalla controparte.

A questo regime non si puo' che opporre la forza della Tradizione delle varie realta' nazionali e fidare nel risveglio delle coscienze addormentate dai riti collettivi addomesticati, come il calcio, o dai nuovi-vecchi mezzi di persuasione occulta, ormai manipolati con una sapienza maturata in quasi un secolo di esperimenti. Questo e' cio' che s'intende fare qui: resistenza a omologazione, distruzione identitaria e invasione fisica, pur con i piccoli mezzi che ci e' concesso di usare.

21 marzo 2007

Bravo Sircana

Complimenti all'uomo Silvio Sircana per la dignita' dimostrata nella vicenda che lo riguarda. Ma un uomo pubblico deve lasciare il suo incarico in questi frangenti. Perche? Perche' chi e' debole e' anche ricattabile e le nostre istituzioni non possiamo metterle nelle mani delle ubbie individuali. Si veda il caso Profumo - Keeler accaduto negli anni 60 in UK o quello di Kohl a cui la DDR mise un "angelo" al fianco: uomo o donna che sia, la nostra sicurezza vale piu' degl'istinti riproduttivi dei politici. Certo che se sull'attuale presdelcons pesano sospetti di connivenza con il KGB sovietico il caso di Sircana si riduce necessariamente ad un semplice caso umano. In ogni caso la democrazia diviene ostaggio delle ideologie individuali, quando non del tradimento, e dei vizi personali dei politici. Altro che "conflitto d'interessi"...

20 marzo 2007

Per l'amico Bisqui'

Reagisco cosi' alla provocazione visibile sul blog di Bisqui' con qualche foto presa a caso dal mio archivio. Qualcuna e' mia, qualcun'altra no, ma e' tutta roba che Carlo ed io conosciamo piuttosto bene. Raccomando di passare da Bisqui' a vedere i due video degli airborne USA (degli autentici selvaggi). :-)


Questo e' un assiale fatto in Italia a fine anni '70.






Questo e' un HALO fatto intorno al '90 con i SAS neozelandesi o australiani (ora non ricordo).

Ultimo strillo

Altroche' partito unico, partito democratico... la vera novita' delle prossime consultazioni elettorali - quando mai l'attuale regnante volesse graziosamente concederle - sara' ancora piu' dirompente, esplosiva... l'Italia sara' la prima nazione occidentale ad accogliere in un Parlamento democratico (o pseudo-tale) il Partito Talebano. Dopo la pletora di partiti comunisti che tutto il mondo occidentale c'invidia, dunque, un altro passo avanti verso la modernita'. Come coniugare Chavez, Castro, Marcos, con bin Laden, il mullah Omar , Ahmadinejad, senza dimenticare Gesu' Cristo, e giungere alla transustanziazione alchemica. Roba da fare invidia a Paracelso. Il materialismo dialettico, la metafisica, lo spiritualismo cristiano, il "misticismo" islamico, fusi insieme in un minestrone, pardon, un "metallo" che somiglia molto all'oro, anche se il comune odorato suggerirebbe qualcos'altro. Unico banale difetto, quest'ultimo, che richiedera' qualche revisione del procedimento, ma e' indubbio che l'attuale governo italiano possiede il segreto della pietra filosofale e che l'ha usato come Hitler fece con le armi segrete: quando tutti meno se l'attendevano, capovolgendo a suo vantaggio le sorti di una guerra tecnicamente persa da quasi tre anni. E cosi' come la Germania nazista vinse la guerra, allo stesso modo l'attuale gioiosissima e brancaleonica macchina della Disarmata Rossa si avvia sul viale del trionfo politico. Macche' "Ascari"... all'annuale parata dei Fori Imperiali vedremo nientepopodimeno che il Feroce Saladino, convertito al catto-comun-islamismo, alla testa di truppe cammellate; la scimitarra luccicante, tra entusiastici "allahu akbar" della folla esultante. La stranota banda talebana precedera' le truppe e le note della sua fanfara giungeranno fino al poco remoto mausoleo andreottiano, piu' noto con il nome di "Moschea di Roma": la piu' grande mai costruita in uno stato occidentale. D'ora in poi basta con i viaggi della speranza. Un volo quotidiano Kandahar - Ciampino permettera' a Marina Militare, Guardia Costiera e Guardia di Finanza di tirare un po' il fiato: consentira' di procedere piu' spediti sulla via dell'agognata islamizzazione dell'incontinente eurobeo. Queste sono notizie.

18 marzo 2007

Ancora sui giornalisti occidentali rapiti

Qualche semplice, o semplicistica, considerazione sui rapimenti di nostri connazionali in zone di guerra.

1) Lo Stato Italiano ha il dovere di portare a casa ogni cittadino italiano rapito, ma non ad ogni costo. Abbiamo principi inderogabili ai quali dobbiamo attenerci e non possiamo negoziare i nostri valori sulla base di ricatti di potenze straniere, gruppi di pressione o bande armate siti in nazioni diverse dall'Italia, ma anche ove questi gruppi operassero sul suolo nazionale dovrebbe valere la stessa regola.

2) Chi si reca in zone di guerra sa che rischia la vita. Lo Stato Italiano ha il dovere di avvisare gl'interessati, consigliarli e proteggerli, ma ove queste persone non fossero disponibili a seguire i consigli della nostra autorita' militare, siano avvisati che lo fanno totalmente a loro rischio.

3) Quando i casi di rapimenti cominciano ad essere frequenti si rende necessaria qualche forma di sanzione in quanto uno Stato non puo' essere in balia di ubbie individuali o supposte "liberta' d'informazione" che nuocciono agl'interessi nazionali e a quelli delle alleanze belligeranti. Pertanto gli oneri economici e le responsabilita' morali dovrebbero pesare sugl'individui e sulle organizzazioni loro mandanti che rifiutano di adeguarsi alle raccomandazioni dello Stato Italiano. Il sapere che i costi economici potrebbero essere loro addebitati sarebbe gia' un buon deterrente, anche se non sufficiente a compensare i gravi problemi politici e strategici.

4) Quando vige una guerra la prima regola che vale e' vincerla, l'informazione su come questa viene condotta e' assolutamente secondaria. Del resto, gli eserciti occidentali non combattono usando la stessa crudelta' della controparte: e' un dato di fatto, anche se a volte derogano dalle regole, il che e' cosa spiacevole, ma necessaria. Una guerra non e' mai una tranquilla passeggiata e sui campi di battaglia si muore, non si gioca a bocce. Non si puo' combattere con il fair play una controparte fanatizzata e quando lo si fa si perdono battaglie e guerre. Nella letteratura bellica si trovano conferme univoche di questo assunto, ed e' accaduto spesso che eserciti potentissimi siano stati sconfitti per non essersi adeguati al metodo dell'opposizione.

5)E' necessario avere fiducia nelle istituzioni democratiche ed essere convinti delle proprie ragioni. Quando la Stampa e' troppo sbilanciata sulle ragioni del nemico lo favorisce tatticamente e strategicamente. Questa prassi e' sempre equivalsa al tradimento ed e' sempre stata sanzionata ovunque: sia nei regimi democratici che in quelli autoritari.

6) La liberta' e' un valore che va promosso e' coltivato in tempo di pace. In tempore belli la sicurezza ha la precedenza, in quanto un vinto perde ogni possibilita' di essere libero e di autodeterminarsi. Infatti ogni cedimento a ricatti esterni equivale ad una sconfitta o ne accelera la sua venuta.

17 marzo 2007

Memento homo

Ormai c'e' bisogno di Khomeini e del suo "libretto verde". E' necessario il precisare che se si copula con una pecora e' haram il mangiarne le carni. Suvvia, un po' di morale... se uno non c'arriva di suo e' meglio che l'autorita' statale o religiosa gli ricordi quali sono le regole comuni.

Quando un alto dignitario dello Stato va a travestiti che male c'e', in fin dei conti? La sua parte politica non ha forse fatto eleggere un esponente della stimata categoria tra i Deputati della Repubblica? E non si tratta nemmeno di una persona che ha adeguato il suo comportamento alla mutata condizione sociale. Ergo: per la politica si tratta di un comportamento "lecito", meglio, "decoroso".

Allora perche' cercare di nascondere il fatto che il portavoce del presdelcons si vuole distrarre un po' con la "trasgressione"? Evidentemente perche' si sa bene che la percezione della morale dei cittadini e' ancora molto tradizionale. E questo a dispetto del fatto stesso che i travestiti fanno affari d'oro in Italia. Che le zone battute dalla prostituzione maschile sono piu' frequentate di quelle delle colleghe femmine.

E' facile inferirne che tra la morale che si vorrebbe e quella vigente c'e' ancora un gap piuttosto evidente. Percio' si teme di perdere il consenso elettorale e si nasconde la spazzatura sotto al tappeto. In altre parole la nostra societa' e' ancora piu' sana di quanto non appaia e la politica lo sa benissimo, a dispetto di scandali e scandaletti che hanno la solita funzione di far fuori gli avversari politici.

Siamo moralisti? Puo' darsi, ma si tratta di un fatto imprescindibile. Se il regime vigente e' davvero democratico, allora i politici sono espressione della societa' reale. Se questi sono corrotti puo' trattarsi di una delle tante lusinghe del potere e del delirio di onnipotenza che spesso ne consegue.

Nell'antica Roma si usava mettere dietro al trionfatore un rompicoglioni che gli ricordava costantemente che la sua vittoria era transitoria, che non era un dio e che anch'egli doveva morire. Con la "liberazione sessuale" si potrebbe studiare qualcosa del genere mettendo a fianco - alle spalle e' meglio di no - dell'eroe vittorioso un travestito che sostiene la corona di lauro sulla sua testa e gli ricorda che e' meglio andare a puttane... femmine. :-)

11 marzo 2007

La liberta' d'informazione

Dopo che e' stato rapito l'ennesimo giornalista in zona di guerra, senza dire di operatori umanitari ed umanita' varia che bighellona piu' o meno allegramente tra gente che si spara addosso, penso che sarebbe lecito domandarsi quali davvero siano le priorita' degli stati occidentali belligeranti.

Si preferisce la liberta' d''informazione a rischio di perdere una guerra? Il costo umano, economico, militare sostenuto dagli stati democratici per liberare i civili di cui sopra sara' sempre sopportabile?

Si sa che i militari vedono come il fumo negli occhi i civili che scorrazzano sui campi di battaglia, anche se a volte cio' puo' essere tatticamente utile, ma comunque assai di rado. L'ormai stranota figura del giornalista "embedded" nei corpi di spedizione, e soggetto al rispetto scrupoloso delle direttive del comando militare, e' ovviamente un'altra cosa, ma che dire di chi si avventura dietro le linee nemiche in barba ad ogni raccomandazione, o divieto, dell'autorita' militare?
Perche' quando una guerra e' in atto prevale la visione manichea dei belligeranti, assai poco inclini a relativizzare molto. L'unica suddivisione consentita e' quella tra "amici - nemici", perlomeno fino a che una guerra non viene vinta, dopodiche' la semplificazione continua con "vincitori - vinti". Sara' anche un metodo noioso e privo di fantasia, ma ha una sua utilita' sperimentata in secoli di esperienza.

Organizzazioni come la Croce Rossa, pardon, Cristallo Rosso (la croce non piace proprio ne' a musulmani ne' a ebrei) avevano una struttura militare proprio per risolvere a monte questo inconveniente. Gli operatori si muovevano (ora non piu') esattamente come i militari, e come questi, si facevano carico della propria responsabilita' e dell'eventuale supremo sacrificio che la loro opera comportava. Nel contesto occidentale la Croce Rossa era una specie di tabu' violato assai raramente, il che conveniva a pressoche' tutte le parti in causa.

Ma quando si tratta di guerre tra civilta' differenti la sacralita' della vita, le convenzioni internazionali, stipulate prevalentemente tra gli stati occidentali, non valgono piu' nulla. Ed ecco che in obbedienza a principi eminentemente occidentali, alcuni civili mettono a repentaglio la propria vita, quella dei loro militari, gli stessi destini delle loro nazioni in guerra, perche? Per la Democrazia. Fantastico. Si rischia di perdere la liberta' in ossequio alla liberta' stessa.
 
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