Lo PseudoSauro

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24 febbraio 2007

Odi & Amo

Tizio odia Caio per motivi razziali. L'appartenente ad un gruppo odia l'appartenente ad un altro gruppo. Odio di natura antropologica e odio di natura sociale.

L'uomo ama la donna. L'amico ama l'amico. Amore di natura antropologica ed amore di natura sociale.

Per quanto possa essere sconfortante, la conclusione a cui giunse lo stesso Sigmund Freud fu che entrambi sono sentimenti indispensabili all'equilibrio psichico umano. Anche nel carteggio tra il padre della psicanalisi ed Albert Einstein, si legge che questo e' un dato di fatto al quale ci si deve rassegnare: si tratta della stessa natura umana. Per Antropologia, e Antropologia Culturale, erano gia' fatti ben noti, ma queste sono discipline un po' desuete ai giorni nostri; si preferiscono
gli approcci psicanalitici, sociologici, filosofici... insomma: si vola alto; non si vuole affrontare il nocciolo del problema. Cosi' fa pure Andre' Glucksmann nel suo "Discours sur la haine". Anzi, il filosofo vola piu' alto ancora toccando tutti i temi classici per eccellenza e i miti della Grecia antica, manco Jung non ne avesse scritto abbastanza. Bernard Henry Levy difende addirittura la Political Correctness che si propone di eliminare l'odio per via psicanalitica, etica e giudiziaria; pratica, questa, tipica di ogni regime dittatoriale. Ma la cifra comune a quasi tutta la piu' recente
elaborazione culturale del tema e' sempre la stessa: l'odio e' quella specie di "male oscuro" che va rimosso a forza, i cui effetti vanno comunque attenuati... perche' nella Citta di Utopia di Sir Thomas Moore e nella societa' perfetta illuminista non puo' esistere altro che l'amore, come in ogni Paradiso che si rispetti. Muore Dio e con esso Premio e Castigo, dunque si deve ricreare in terra l'ideale trascendente. Si tratta dello stesso principio che ha dato origine a tutti i movimenti ideali post-illuministi in opposizione alle religioni che, invece, sono basate sui piu' antichi canoni di "Bene - Male", quindi, "Esclusione - Inclusione", ovvero: "appartenenza". E' un'esigenza tipica di ogni universalismo quella di fare finta che la vita materiale non esista pur di concretizzare il proprio ideale, ma la Natura e' sempre adusa a punire gli eccessi d'idealismo, e questo avviene ancora peggio di quanto si dice sappia fare lo stesso Onnipotente.

Il pur fallimentare tentativo di rimozione ex lege dell'odio dalla societa' contemporanea occidentale, ha avuto un solo concreto effetto: l'attenuazione dell'amore. Meno si e' capaci di odiare e meno si e' capaci di amare. Per la natura animale dell'uomo e' un problema di limiti, di confini. Si circoscrive e si marca il territorio nel quale si vive, il cui accesso e' consentito, ma non sempre, all'affine e vietato al diverso. La consapevolezza del vivere in un ambiente ostile, dell'essere assediato da "diversi" e' proprio quella che permette ad ogni uomo di sviluppare il suo ingegno, di riconoscere se' stesso nell'altro, ad ogni societa', di proliferare e di mantenersi coesa al proprio interno e di espandersi verso l'esterno; in altre parole, di assecondare la Vita nella diffusione di se' stessa. Purtroppo il modello "Amico - Nemico" e' l'unico che tutti gli uomini senza eccezione possano comprendere, perche' esso preesiste alla cultura e viene direttamente dalla natura animale dell'uomo, fa parte dello stesso meccanismo di riconoscimento generato dall'istinto di sopravvivenza, grazie al quale la specie umana ha colonizzata la Terra. Non si tratta dell'utilitarismo economico che ne e' l'effetto secondario e che non prescinde mai dalla pertinenza territoriale di ogni gruppo e di ogni individuo, ma del meccanismo che sta alla base della Vita stessa: in ogni sua accezione. Gli elementari principi di "Attrazione - Repulsione" sono gli stessi che sottendono alla riproduzione: dell'uomo, come a quella degli organismi unicellulari, anzi, fino degli elementi esaminati nella loro piu' minuta scomposizione: Macrocosmo e Microcosmo devono il loro equilibrio ai due opposti: polo positivo e polo negativo.

Eppure si tratta di fatti notori, di verita' scientifiche a cui la Storia ha dato sempre conferma... a cui la Scienza s'informa costantemente generando Progresso, quindi, Benessere... ma nelle societa' umane prevale l'astrazione ideologica che non riesce mai a conciliare materia e spirito, costringendo costantemente l'uomo a riparare ai guasti generati da ogni eccesso di oscillazione tra i due opposti poli. Il mito illuminista della coesistenza pacifica di ogni uomo su di uno stesso
territorio, senza alcun tipo d'intervento atto a tutelare la pace sociale, s'infrange ogni giorno sotto i duri colpi di una realta' che pochissimi sono disposti ad accettare, ma anche nella migliore delle eventualita' possibili, insieme con il male scompare il bene: si rinuncia ad odiare e ci si ritrova incapaci ad amare: se' stessi, come gli altri; la propria natura come la propria civilta'. Ci si condanna all'estinzione pur di perseguire modelli ideali irrealizzabili.

Si dice che nell'antica Persia, una divinita' sollecitata a rimuovere i mali del mondo rispondesse cosi': "Devi essere soddisfatto perche' la rimozione del Bene non e' poi molto diversa da quella del Male." Se si vuole una societa' senza odio ci si deve rassegnare ad ottenerne un'altra senza amore.

1 commento:

Bisquì ha detto...

Già nell'avere un amico, una compagna, una persona di fiducia si fanno delle scelte.
Scelte che sono ad "esclusione" non ad "inclusione".
Una volta fatta la scelta, il singolo, si è crerato la propria mini società di affini e non di diversi.
L'accettazione della diversità è "ragionata" ma non naturale. Il "Razzismo" non c'entra nulla, esso è un'invenzione del politicamente corretto. L'uomo non è razzista per natura ma tende ad escludere i non "affini" che è una cosa totalmente diversa.
Se non fosse così, non esisterebbero matrimoni misti o gruppi di amicizie trasnazionali.
Ma queste sono cose che capiscono solo coloro che guardano alla vita con rispetto all'individuo e non alla massa pecorina del politicamente corretto.

 
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