Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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19 febbraio 2007

Il rischio di essere ottimisti

Non possiamo proprio permettercelo. Dopo le molte analisi preoccupate, e un po' disfattiste, sul cedimento morale e materiale di quell'entita' spirituale che va oggi sotto il nome di "Occidente", che si lascia violentare con volutta' dall'interno e dall'esterno, che "accoglie" masse di falsi diseredati ed autentici invasori... il pensare che una simile crisi potrebbe essere salutare per la stessa malferma identita' occidentale e' un atto di ottimismo che non ci si puo' ragionevolmente permettere.

Purtroppo lo scenario sociale futuribile e' ben piu' fosco di cio' che si vorrebbe che fosse in quasi tutto il mondo occidentale e no: USA compresi. La globalizzazione economica favorisce l'accentramento dei poteri indispensabili alla gestione della sua stessa sopravvivenza, nelle mani di autorita' economiche sfuggenti ad ogni piu' elementare criterio politico rappresentativo e quindi democratico. Le realta' nazionali si sfaldano sempre piu' in ragione della progressiva sostituzione del Diritto Internazionale con il Diritto Privato, generando nuovi localismi in conflitto tra loro in un regime politico deprivato dell'astrazione di quella Legge che ha fin'ora regolati i rapporti fra gli Stati. Si tratta di una specie di dittatura globale dell'economia basata su di un anarchismo elevato a valore: un'implosione ed un'esplosione al tempo stesso di ogni tessuto sociale.

Quando si discute di temi come questi e' inevitabile il sentirsi opporre uno a scelta tra i dogmi correnti: "antiamericanismo", "antisemitismo", "razzismo" e chi piu' ne ha, piu' ne metta, ma in realta' l'internazionalizzazione della societa' e' cosa che preoccupa anche molti americani stessi, soprattutto i piu' tradizionalisti come i "Reps". Nel saggio di S. Huntington: "Who are We" si legge proprio di questa preoccupazione ed e' facile concludere che gli americani sono sorprendentemente, ed in grande maggioranza, "no-global" nella vera accezione del termine, e molto, ma molto, piu' "identitari" dopo l'attacco al cuore del 9/11. La societa' USA non e' affatto monolitica; soprattutto, e' molto piu' attaccata ai propri valori di quanto a noi europei sia ancora dato di capire, ma sono le elites della finanza e dell'economia ad imporre l'agenda ai governi locali e mondiali. Sono esse che vigilano sul pensiero dei cittadini attraverso il potente strumento della Political Correctness: un metodo di controllo del pensiero e di autorepressione che ovunque sta mostrando la sua vera natura orwelliana.

Bambini arrestati a scuola, in UK, perche' rifiutano di parlare con gli stranieri, non capendone la lingua, poiche' nessuno si azzarda ad insegnare loro la lingua nazionale per non "violentarli". Cittadini autoctoni inquisiti ed arrestati, dalle autorita' da loro stessi designate e preposte alla loro stessa difesa per tutelare non meglio precisati "diritti" di stranieri incoraggiati in ogni modo ad insediarsi nei loro rispettivi territori, molti dei quali, non fanno mistero alcuno del loro desiderio, gia' mezzo realizzato, di sostituire la loro alla decadente civilta' ospite: con le buone o con le cattive. In un contesto, nel quale la politica non e' piu' in grado di offrire un'autentica alternativa, prona com'e' ai potentati economici di turno, e' ragionevole il pensare che lo scontro gia' in atto ovunque tra le diversissime componenti sociali residenti sui gia' fin troppo affollati territori europei, si estendera' agli stessi rispettivi governi, o meglio, interessera' gli autoctoni e gli amministratori da essi stessi eletti, ormai intesi come la longa manus di poteri sfuggenti ad ogni controllo democratico; siano questi di sedicente matrice politica "marxista" o, e questo e' piu' comico ancora, "liberale". In tale bailamme i concetti stessi di "destra" e "sinistra" sono superati nei fatti anche se costantemente riproposti, ed apparentemente radicalizzati, in sedi elettorali sempre piu' svuotate del loro alto contenuto politico.

All'atto pratico e' sempre l'internazionalismo a vincere e le alternative locali vengono demonizzate, quando non messe fuori legge tout-court; partiti come il BNP inglese vengono additati al pubblico ludibrio come emuli dei nazisti ed i loro elettori bersagliati da ogni tipo di discriminazione, quando non addirittura feriti ed uccisi, come Pim Fortuijn, dai fanatici del nuovo Verbo terzomondista: una religione vuota e pret a' porter per i semplici di spirito costruiti in serie nei nuovi laboratori sociali eropei ed occidentali.

In altre parole la sfida ideologica e' sempre la stessa di tutto il Novecento, ovvero, tra una concezione dell'Uomo in bilico tra economia (materialismo) e spiritualita' (identita'). Infatti, che si tratti dell'economia del "libero mercato" o del suo negativo collettivizzato, sempre di concezione economica si tratta; un habitus mentale avvezzo a considerare qualunque istanza non quantificabile a livello di "sovrastruttura" sociale, quindi irrilevante e indegna di approfondimento nelle opportune sedi politiche che sono state sempre storicamente deputate solo a questo scopo. Il tutto appoggiato da un'ideologia fasulla che si avvale dello stravecchio armamentario marxista shakerato in salsa cristiana o liberale: a piacere: una specie di pietra filosofale che compie il miracolo alchemico conciliando gli oppositi estremi senza che questi nemmeno se n'accorgano. Geniale. Un mix che non riesce davvero a somigliare a nessuno degli ingredienti che l'hanno originato, come tutti i meticci che vengono misconosciuti sia dal gruppo del padre che da quello della madre.

Con questi chiari di mezzaluna c'e' poco da stare allegri.

14 commenti:

Bisquì ha detto...

Fratello,
vedrai che quando si sarà toccato il fondo, speriamo senza botto, la spiritualità regnerà sovrana.
E' inevitabile, l'uomo è un animale dalle caratteristiche prettamente individuali.

Monica ha detto...

Geniale è il tuo post, caro Sauro.

"In tale bailamme i concetti stessi di "destra" e "sinistra" sono superati nei fatti..."
Corretto.
Ma cosa comporterebbe nella odierna società, con i suoi consolidati mutamenti, le sue paure e le sue certezze, una netta distinzione tra le due parti ?

Pur comprendendo e condividendo la tua analisi, resta in me il dubbio che una separazione netta fra le forze non sia la soluzione del problema ma che al contrario radicalizzi maggiormente le intolleranze. Senza portare a nessuna conclusione positiva per il bene comune.

Ferma restando la necessità di un cambio di rotta, forse vanno individuate altre strade, ed io non ho gli elementi per poterlo fare.

Un abbraccio

Massimo ha detto...

Da inguaribile ottimista mi sento chiamato in causa :-)
Quello che scrivi è vero, anche se non sempre l'altra faccia della medaglia "male" è ancora "male". Francamente tra una cupa società collettivizzata e un libero mercato portato alle estreme (e che non condivido) conseguenze, contiuo a preferire questa ultima ipotesi.
Ma è sulla fiducia nel futuro che mi sento di spendere una parolina.
Ua fiducia che deriva dalla storia della nostra gens.
Quante volte ci siamo ritrovati con l'acqua alla gola, con il nemico in casa, tutto sembrava perduto.
Eppure, a prezzo di grandi sacrifici e lutti, ci siamo rialzati e non dubito che ce la faremo ancora.
Sarebeb meglio non arrivare al fondo, ovviamente, ma per evitarlo dobbiamo prima liberarci del nemico interno per poi concentrare le nostre forze su quello esterno.
E il nemico interno ha un nome e si chiama oggi come ieri: sinistra.

P.S. Ricevuto ancora nulla ...

Nessie ha detto...

Sono d'accordo su quasi tutto. Tranne che sull'americano "no global". Se vuoi dire che rifiutano sempre più l'interventismo e che propenderebbero per un sano "isolazionismo" allora è un conto. E' chiaro che appena potranno lo faranno pure, lasciando la bolsa Europa al suo destino e con le sue molteplici gatte da pelare. Ma non impieghiamo parole che sono già state abbondantemente usurate dal loro ab-uso.
C'è un'altra cosa che non mi convince fino in fondo: il superamento delle categorie destra/sinistra. Finora c'è una sola categoria prevalente in Europa in particolare, ma in prospettiva anche negli USA: la sinistra. La destra non c'è proprio. Purtroppo. E a fare da opposizione alla sinistra, c'è ancora la sinistra. Estremista, radicale, antagonista, no global, disubbidiente, brigatista. Chiamiamola come vogliamo . Ma pur sempre sinistra.

Anonimo ha detto...

Sauro dopo questo post ho capito che stai per costituire un centro sociale occupato nella bella Liguria..:-)...
Ma oltre a ciò penso che sia necessario un chiarimento di fondo.
Cosa significa oggi cultura occidentale. Su cosa si basa.
1) Democrazia e separazione dei poteri tra Stato e Chiesa;
2) Internazionalismo (perchè l'Occidente ha SEMPRE fatto politica all'estero diciamo così);

Levato questo non so più l'Occidente cosa sia se non standard di vita migliori.

Se poi parliamo di Europa, beh allora troviamo maggiore omogeneità, perchè c'è:
1) Il rifiuto della pena di morte (mentre USA e tanti Paesi per lo più non democratici la praticano);
2) Un sistema di Solidarietà sociale (che scricchiola ovviamente ma è un valore ormai acquisito nella nostra cultura);
3) Percentuale di credenti praticanti inferiori, cioè maggior laicismo (mentre Americhe e Paesi Musulmani hanno il record di credenti praticanti - siamo quasi sul 90%);
4) Scarsa propensione alla guerra, chiamiamola così (mentre gli altri continuano a scananrsi)(p.s. anche la Merkel senza essere Giordano di PRC afferma di non voler mandare altre truppe in Afghanistan);
5) Alta percentuale di votanti alle elezioni democratiche (in America le percentuali sono da schifo, altrove sono proprio le elzioni ad essere uno schifo in sè).

Potrei continuare ma non è poco già quello che ho scritto per chiderti..ma che significa oggi l'Occidente?..solo le prime due condizioni ch eho posto?

Zag

Anonimo ha detto...

P.S. Nessie ha perfettamente ragione...la destra in Italia è solo AN...cioè circa il 12 per cento...e si spostano pure verso il centro.

Zag

antiEUropeo ha detto...

Caro Sauro leggere i tuoi post è sempre sconfortante!

O qualcuno, in Italia ed europa, decide di prendersi carico dei bisogni identitari dei propri popoli, o prima o poi cominceranno le violenze.

Zag,
sono troppo ignorantello per parlarne, e non c'è niente di più difficile che stabilire l'identità di un popolo o di una civiltà.
Ma non credo che l'Occidente possa riassumersi semplicemente nei due punti da te citati.
Anzi quelli sono casomai punti di arrivo, e la cultura Occidentale consiste nel lungo percorso (insanguinato) attraversato per arrivarci.
Ma scusa, la democrazia per esempio non è cosa da poco, non è "solo" un metodo di scelta degli amministratori: è un prodotto culturale. In India dove vige il sistema delle Caste non può esistere nessuna vera democrazia a meno di non sradicare una cultura secolare.

Non ci sono mai stato ma credo che nei ricchi emirati del golfo persico, o in Giappone e Corea del sud, o che so io, ad Hong Kong o Singapore gli standard di vita non siano diversi dai nostri: non sono per questo assimilabili all'Occidente.

O no?

Lo PseudoSauro ha detto...

Chiedo scusa per il solito ritardo. Per comodita' comincio dal fondo: "beati gli ultimi" :-)

AntiEUropeo:
lo sconforto e' una cifra che accompagna e segue ormai: rabbie, orgogli, forze, ragioni e apocalissi, dopo 6 anni dal 9/11 la situazione peggiora a vista d'occhio, ma UE ed Euro "resistono" a destra come a sinistra ed un'alternativa concreta non esiste. Non c'e' alcun BNP in Italia e l'unico partito che un tempo era nazionalista si avvia a diventare l'ennesimo partito liberale. Come non ce ne fossero gia' abbastanza. La fame d'identita' si sente fino negli USA, ma la classe politica nostrana se n'accorgera', al solito, dopo 60 anni... quando sara' gia' tutto compiuto. Io non mi rassegno, ma la nostra e' una battaglia solitaria alla quale nessuna forza politica contribuisce.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: al centro sociale ci sto pensando gia' da un po' :-)

L'Occidente e' un'entita' fumosa piu' o meno come l'Islam. Se puo' esistere l'uno puo' esistere anche l'altro. L'identita' occidentale viene dal cristianesimo e si e' in gran parte sublimata in culto dello Stato o della Legge, ma in molte nazioni (USA compresi) e' ancora un tutt'uno con la religione. Si tratta del nostro modo di essere al quale ne' liberalismo ne' socialismo possono essere estranei in quanto prodotti della nostra cultura. Ad oriente di questo non c'e' altro che religione: e' bene tenerlo presente.

La destra in Italia non esiste piu' perlomeno dai tempi di Giolitti. Prevale ovunque l'internazionalismo: socialista, comunista, liberale, ma solo in Italia non esiste un vero partito nazionale. Siamo al solito Arco Costituzionale utile a mettere fuori gioco la destra. Infatti tutti si affollano al centro considerandolo un modo piu' spiccio per risolvere il problema. AN e' ormai l'ennesimo partito liberale; cosi' come preferisco i comunisti ai post-tali, lo stesso vale per i fascisti, almeno avevano una collocazione precisa sebbene relegata tra i paria della politica.

Ti ho scritto, ma temo che tu abbia filtrato l'indirizzo che e' cambiato.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: naturalmente l'americano "no global" e' una forzatura letteraria, ma semanticamente si la puo' prendere per buona. L'americano e' orgoglioso della propria identita' e contrario alle ingerenze sovrannazionali come ogni buon nazionalista che si rispetti; a maggior ragione dopo il 9/11.

Quanto a destra e sinistra, mi pare che dopo la virata dei partiti socialisti ed ex comunisti post URSS, la partita si sia spostata dall'ideologia alla finanza. L'ideologia permane, ma e' la prassi politica che e' rimasta esattamente la stessa.

La leadership "riformista" sa perfettamente che il Socialismo non potra' mai essere conciliato con il Liberalismo e questo per una ragione molto semplice: la proprieta' ha bisogno delle sue fortificazioni che cominciano con la Famiglia e finiscono con lo Stato. Abbatti Famiglia e Nazioni ed abbatterai la proprieta'. Questa e' la bugia che non viene svelata ai rispettivi elettori.

La Destra identitaria non c'e'. C'e' solo sinistra, esattamente come diceva la Buonanimaccia. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Mons: ti ho scritto su yahoo beato te che riesci ad essere ancora ottimista. Io temo che la via mercatista e quella socialista portino allo stesso tipo di societa': diretta da lobbies finanziarie nel primo caso e da un superstato nel secondo. L'opzione che mi riservo e' quella nazionale con un mercato il piu' libero possibile, ma senza ingerenze esterne. Se dovessi scegliere tra internazionalismo liberale e socialismo nazionale preferirei senz'altro il secondo, ma il problema non si pone in quanto tutti fuggono il nazionalismo come la peste.

La differenza tra il passato e il presente la si puo' misurare proprio con il metro del nazionalismo. Non possiamo essere ottimisti perche' non abbiamo piu' la Sovranita' che non e' altro che la proprieta' con un altro nome. Che questa ci sia espropriata dai mercati piuttosto che dai socialisti il risultato e' lo stesso. E quando il nemico e' in casa la guerra e' tecnicamente persa. Ecco perche' non sono ottimista: da ex militare so bene che una simile speranza sarebbe fuori tempo massimo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: tu mi confondi, come al solito. Io stesso mi stupisco quando mi rileggo, perche' sviluppando un ragionamento arrivo spesso a conclusioni che io stesso nemmeno mi attendevo.

Io intendo con "destra" un'alternativa identitaria che non vedo, se non a sprazzi, nella CDL. Mi pare prevalga l'anima liberale e liberista che e' internazionalista per definizione. In USA sono i liberal ad essere cosi'; i reps sono identitari. Siccome i primi stanno a sinistra ed i secondi a destra, ne consegue che, secondo il metro americano - che tutti dicono di apprezzare - noi non abbiamo una vera destra: solo una sinistra e un centro, alla meno peggio.

:-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Bisqui': noi ci capiamo senza dover parlare troppo. La vitalita' la si ritrova sempre dopo una qualche forma di distruzione. E' una legge di natura. La voglia di fare tanti figli viene quando ci sono stati tanti morti: quando c'e' lo spazio dove metterli e quando le privazioni costringono a ritrovare la solidarieta' della famiglia, prima, e dello stato, poi. Questo e' il "fondo" al quale ti riferisci. :-)

Bisquì ha detto...

Purtroppo si e mi viene da piangere.
Non so se è meglio essere pessimisti o realisti. In ogni caso noi si vede una realtà che gli altri non riusciranno ad affrontare e saranno costretti a subire.

 
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