Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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27 gennaio 2007

Razzismo

L'inutilita' dei miei tomi amatoriali sulle "razze e specie umane", pubblicati qui ormai tempo fa, si fa ancora sentire sotto la forma di reprimende ed insulti vari che mi giungono ininterrottamente dai soliti benpensanti "democratici"; e siccome i sauri non sono ne' benpensanti ne' democratici per intrinseca costituzione, ne consegue che ogni critica e' destituita di ogni fondamento, ne' piu' ne meno di quanto non la sarebbe una analoga diretta al proverbiale scorpione per l'orrendo vizio che ha di pungere ed avvelenare le sue vittime. Comunque, dato che la mia frequentazione con la specie umana data ad almeno un'era fa e la coabitazione e', purtroppo, forzata, ho maturata la convinzione che opinioni ben argomentate possano ancora convincere quell'essere che, ostinatamente ed inopinatamente, insiste col definirsi "ragionevole", pertanto riprovero' a spiegarmi.

L'uomo, come gli animali, si adatta al clima in cui vive. Quest'adattamento e' il frutto di millenni di stanzialita'. Il colore della pelle non e' il solo elemento che differenzia le diverse etnie. Ogni etnia elabora una sua propria cultura che e' un microcosmo di per se' stessa e difficilmente e' assimilabile con le altre. Ogni cultura ha una sua pertinenza territoriale ben precisa e non sempre i suoi canoni funzionano ovunque. Anche la stratificazione di usi e costumi e' un processo che matura in lunghi tempi di convivenza ed i suoi frutti vengono trasferiti geneticamente per via ereditaria insieme con le caratteristiche fisiologiche; quindi non si tratta solo di consuetudini che si apprendono per via educativa. La genetica molecolare ha evidenziato come non vi siano differenze apprezzabili tra i vari genomi umani estratti da individui appartenenti a diversi gruppi etnici, ma cio' non basta per affermare con sicumera che tutti gli uomini sono uguali. Sarebbe piu' corretto il dire che tutti gli uomini sono geneticamente uguali. Dato lo stesso mattone, un palazzo di 80 piani ed una villetta unifamiliare sarebbero "uguali" solo in quanto al materiale: chiunque vedrebbe ad occhio nudo che si tratta di case diverse, pure se entrambe destinate ad uso abitativo. Questo in quanto l'uomo si rapporta con l'altro uomo attraverso parametri diversi che non quelli genetici; ovverosia: di tipo familiare, quindi etnico ed infine culturale. Credo che difficilmente si potrebbero confutare questi che sono, al momento, fatti scientificamente dimostrati. Ne consegue che un "bianco" che risiedesse in Africa sarebbe etnicamente e culturalmente sradicato quanto un "nero" o un "giallo" che risiedessero in Europa e che l'unico comune denominatore fra le differenti etnie sarebbe l'appartenere allo stesso ambito culturale in quanto il condividere lo stesso territorio non sarebbe una sufficiente garanzia dati gli imprinting etnici e culturali molto diversi tra loro che richiederebbero centinaia di anni, se non molti di piu', prima di amalgamarsi, cosa della quale non vi sarebbe certezza alcuna, del resto. Mi pare di avere scritto tutto. Poiche' e' gia la quarta volta che sono costretto a farlo, non m'illudo che ognuno di quelli che mi contestano l'abbia capito, mi basterebbe l'avessero fatto alcuni fra questi. Chi ideologicamente e' portato a considerare gli uomini tutti uguali fra loro, in quanto uguale e' la loro biologia, continui pure a farlo. Io continuero' a pensarla molto diversamente, e cioe', che l'unica vera uguaglianza possibile e' quella garantita da una Giurisdizione, proprio perche' questa si pone su di un livello astratto, ma una sola legge significa anche una sola cultura, quindi, un solo territorio... che piu' etnie vi risiedano contemporaneamente, pacificamente e che siano disposte a riconoscersi in un unica autorita'... nemmeno Thomas Moore riusci' ad immaginare tanto e vediamo bene oggi come cio' sia ancora tremendamente difficile fino nelle nazioni che sono state popolate in questo modo: basta che venga meno l'amalgama artificiale che ogni gruppo etnico riprende consapevolezza della propria diversita', quindi, la propria aggressivita', quindi, buona notte ai suonatori-sognatori del sogno multietnico e multiculturale che, ove si accettassero i miei presupposti, finirebbero inevitabilmente per essere la stessa cosa e non due modelli di societa' in competizione tra loro.

Lo scrivere, e fino il pensare, cose come queste e' indubbiamente scomodo e pericoloso mentre vige la "democrazia", nondimeno, si tratta della pura e semplice verita'; cosa per la quale si potrebbe essere iscritti all'albo dei negazionisti come la societa' "liberale" comanda. Come detto sopra, il sauro continuerebbe comunque a battersene la coda come ha sempre fatto fin'ora. Con questo breve scritto chiudero' draconianamente la mia polemica a distanza con i fautori di un'illusione il cui fallimento e' oltremodo evidente anche senza la necessita' di strumenti di osservazione troppo sofisticati; e poco m'importa che questi siano la stragrande maggioranza dei miei lettori. Chi non riuscisse a capire che e' la natura stessa che punta alla specializzazione, dunque alla diversita', e presumesse che l'omologazione ideologica fosse qualcosa di meglio, continui pure ad illudersi senza informare il sottoscritto circa i suoi progressi.

18 commenti:

Massimo ha detto...

Per farla breve: siamo diversi. Ognuno di noi è diverso (poco o tanto o tantissimo) dal suo vicino.
Che Mastella si dia pace.

Lo PseudoSauro ha detto...

Mons:fosse per me non ci perderei nemmeno tanto tempo, ma considerati gl'insulti che mi piovono addosso da progressisti e liberali...

Il caso di Mastella e' quello tipico "di coscienza"... Ceppaloni gli va stretto, quindi cerca consensi altrove, ma le direttive circa queste schifezze vengono tutte da Bruxelles.

Purtroppo anche a destra sono pochi quelli che mettono in dubbio il dogma eurobeo, il che mi toglie il gusto della scelta. Speriamo che qualcuno si svegli e consideri che il PIL e' un dato economico che non puo' prescindere dal contesto culturale in cui viene prodotto.

A parte pochissime teste pensanti non abbiamo una classe dirigente che sia realmente espressione della nostra identita': solo bravi economisti incapaci di vedere altro che la propria materia.

Nessie ha detto...

Tutti gli uomini nascono diversi tra loro. Individuo, vuol dire per l'appunto "indivisus" e cioè indivisibile e unico. E' la società che li vuole "uguali". Vogliamo o no, ribaltare il postulato di Rousseau?

Lo PseudoSauro ha detto...

Esatto Nessie. Mi piacerebbe vedere un minimo di differenza tra liberali e socialisti in questa fattispecie. In ogni caso, quando gl'individui sono tanti vengono trattati come fossero comunita' anche in USA, il che ci riporta all'assunto di cui nel post, ovvero, che il melting-pot diventa un multiculturalismo con un altro nome... questo distrugge inevitabilmente la coesione interna... e siamo alle solite: ogni comunita' si riorganizza su basi etno-culturali diverse e il pur nobile ideale che ha animata questa societa' se ne va a ramengo. A me pare non vi siano molti dubbi al riguardo. L'unica variabile e' il tempo necessario a che questo avvenga.

antiEUropeo ha detto...

"i suoi frutti vengono trasferiti geneticamente per via ereditaria insieme con le caratteristiche fisiologiche; quindi non si tratta solo di consuetudini che si apprendono per via educativa"

Questa per me è la cosa più difficile da capire (o da accettare?), che poi mi sembra in contraddizione con lo scrivere che: "Sarebbe piu' corretto il dire che tutti gli uomini sono geneticamente uguali"

Che ne dici?

Simone da Roma ha detto...

Come non essere d'accordo. Il "melting pot" è sicuramente possibile ma...
...in almeno 200 anni!
Personalmente non sono contrario in assoluto all'immigrazione. Del resto provengo da una famiglia di emigranti.
L'immigrazione non può essere indifferenziata ed indiscriminata. Occorre mettere dei paletti. Si dibatte molto in politica sul problema delle "quote" che pure ha una sua importanza ma per me il discriminante fondamentale è di natura qualitativa. Quando in una società si immettono elementi estranei culturalmente inevitabilmente si generano conflitti. Una società aperta e dinamica come la nostra se da un lato non può evitare un certo grado di conflittualità dall'altro non può permettersi neppure che tale conflittualità raggiunga un punto critico di rottura. In tal senso occorre non solo determinare un numero limite di immigrati che la società italiana può assorbire (socialmente oltre che economicamente) ma porre positivamente dei valori cui gli immigrati debbono sottostare se vogliono venire e rimanere nel nostro paese. Chi vuole un'immigrazione indiscriminata aggrappandosi a valori come uguaglianza e solidaterietà spesso dimentica che tali valori sono stati definiti da un certo tipo di cultura: la nostra. Non necessariamente gli immigrati percepiscono tali valori alla nostra stessa maniera.
Infine a me, più degli immigrati, fanno paura questi progressisti acefali di sinistra ma anche purtroppo di destra.

Lo PseudoSauro ha detto...

AntiEUropeo: il mistero del DNA e' ancora tutto da scoprire, come quello dello RNA, del resto, e della sua reale funzione. Tra maschio e femmina la differenza e' geneticamente talmente minima da interessare due soli cromosomi... eppure la differenza e' piuttosto evidente... Da Linneo in poi ogni tentativo di suddivisione delle sottospecie umane si basava su caratteristiche percepibili attraverso i sensi e quella ancora prevalente in anatomia e' di questo tipo, ovvero, una catalogazione basata sulle fasce climatiche. Mi pare di aver detto tutto. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Simone: il discorso sarebbe lungo. Il melting pot USA nasce da una duplice esigenza: una di natura ideale ed una pratica, ovvero, la popolazione di un territorio. Considerato che in Europa la popolazione e' mediamente quadruplicata in meno di cent'anni, ne dovrebbe conseguire che ci troviamo di fronte solo ad un problema di natura ideale, non essendo l'economia mai stata compresa in questo genere di calcolo demografico. La proporzione e' sempre stata calcolata in base ad abitanti e territorio. Tutt'ora in USA la densita' media e' di 29 ab x km2 (la piu' alta fra tutti gli stati oggetti d'immigrazione) mentre in Europa si puo' fino giungere a punte di 392 ab x km2 come si puo' riscontrare in Olanda. E' pressoche' impossiblie il dire quante persone possono risiedere sullo stesso territorio, ma e' certo che quando queste non sono omogenee per etnia e cultura l'aggressivita' cresce in proporzione come si nota nei contesti urbani. In questo frangente l'uomo non differisce molto dagli altri animali che, se costretti a convivere numerosi su di uno stesso territorio iniziano a litigare per il proprio spazio vitale. Direi che quanto a conferme ne abbiamo ogni giorno... :-)

donna virtuale ha detto...

Ottimo Post e mi sono permessa di riportarlo sul mio blog,augurandomi
che la gente "legga" e apra gli occhi, le orecchie e il naso....

Anonimo ha detto...

Non commento Mastella ma questo post che e' discutibile...la storia ci ha dato occasioni recenti (USA)e passate (vedi i normanni in Sicilia) in cui sotto unica legge convivono razze, culture e mentalita' diverse.
In fondo anche l'Italia e' un crogiuolo e tra il montanaro della Val d'Aosta e il contadino sciliano ancora oggi ci sono molte. molte differenze..cosa li unisce l'inno di Mameli?

Zag

il Castello ha detto...

"I sauri non sono ne' benpensanti ne' democratici" ???

Dopo un post così ? Non direi proprio!
Caro Sauro, il tema è delicato e forse proprio la tua tenacia nel sostenerlo ha sortito effetti indesiderati. Ma è, secondo me, la realtà attuale con la sola aggravante che le cose andranno via via peggiorando.

Sono però d'accordo anche con Simone.
Non è possibile, e non sarebbe corretto anche per la struttira della società attuale, dire NO a priori all'immigrazione. Necessario sarebbe invece coordinare e limitare gli ingressi, restringendo i facili ricongingimenti e, soprattutto, modificare la legge Bossi-Fini proprio in quelle parti che risulatno essere state troppo permissive (vedi le modalità delle esplusioni).

Un abbraccio
e buon lavoro

Zamax ha detto...

E quindi per Lo PseudoSauro urge un nuovo Nomos della Terra ... forse non più basato sugli Stati classici, ma su entità continentali. Su questo potremmo trovare anche un punto d'incontro. Ho letto "Il Partigiano". Quando sono andato in libreria l'ultima volta ho buttato l'occhio sulla collana e vi ho trovato il volumetto azzurrino di "Terra e mare": comprato! Negli acquisti mi faccio guidare da un piacevole fatalismo.
Ma intanto voglio dirti che per colpa tua oggi sono stato tutto il giorno innamorato di Françoise Hardy. Nessie in risposta a un mio vaneggiante commento da adoratore di femmine mi ha detto che sei stato tu a fornirle il video...

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: qualunque societa' e basata sulla famiglia. Quella in grado di procreare, per intenderci. :-) Metti una famiglia su di un isola deserta e dopo un po' di tempo avrai un etnia corredata di tutto il cucuzzaro per la sopravvivenza nel proprio ambiente. Mi pare dunque evidente che si tratta di un fatto "di sangue" e non di natura ideale, anche se il sangue non va molto di moda oggigiorno. In realta' la specializzazione continua anche all'interno dei gruppi etnici, proprio in ragione dei diversi climi; la natura non sa fare altro che questo: perfezionarsi continuamente. Credo che la questione dei blocchi continentali faccia comodo oggigiorno per giustificare interessi geostrategici ed economici e mi pare ovvio che anche in una concezione allargata dello Stato Nazionale vi sia una qualche necessita' di omologazione. A questo punto la differenza la fa comunque il numero degli abitanti rapportato all'estensione del territorio. Pertanto non vedo una gran differenza con lo stato nazionale che e' gia' il frutto di una pregressa omologazione delle varie societa' preesistenti. E' solo una questione di tempi di realizzazione piu' o meno lunghi. Se un territorio comprendesse piu' fasce climatiche, un eventuale meticciato forzato e basato su motivazioni di ordine ideale sarebbe, dal punto di vista naturale, molto simile ad un disastro, anche se la natura trova sempre il modo di limitare i danni causati dalla nostra specie.

So perfettamente che le tesi schmittiane non sono particolarmente in auge, ma io non riesco a vedere un altro filosofo che riesca a spiegare altrettanto bene le cause dei nostri problemi attuali. Grazie per la fiducia accordata alla mia bestia :-)

Mi scuso per la mia prolungata assenza.

Allora ti piace la spilungona francese. :-)

andrea ha detto...

non c'è niente di male a pensare che tutti gli uomini sono diversi.dire il contario,ovvero che tutti gli uomini sono uguali,è falso oltre che privo di logica e senso.inatti,ugualia che cosa?uguali davanti a cosa?credo che questo errore linguistico,nasca non dal concetto di differenza,ma da quello di superiorità.i neri,in quanto inferiori,sono stati schiavi per secoli,privati della libertà e dei diritti piu' elementari.in questo senso,non erano uguali ai bianchi.fino ad arrivare alla segregazione vera e propria.dire che tutti gli uomini sono uguali,è,a mio avviso,una estensione della rivendicazione non dell'uguaglianza tra esseri umani,ma dell'uguaglianza,per esempio davanti ai dirtti,ai doveri,alla legge insomma.nell'incontinenza da politycally correct,si arriva a generalizzare il concetto,ma è un peccato abbastanza veniale.alla ossessione contaria,ovvero quella del polytically-incorrect,la rivendicazione della differenza tra gli uomini,spesso è sottesa una qualche ricerca della superiorità di una razza rispetto ad un altra.e questo,a mio avviso,non è un peccato veniale.chi sostiene che gli uomini sono diversi,si meraviglia dei benpensanti,pronti a fustigarli.io non credo che i benpensanti siano così stupidi da arrabbiarsi con chi sostiene,con ovvietà,la diversità degli uomini...oppure,mettiamo il caso che i benpensanti siano stupidi.siamo sicuri che invece,i malpensanti,siano così ingenui,da sostenere così per sport e diletto,la differenza tra gli uomini?così senza una ragione?così senza voler arrivare per vie traverse,a dire cio' che IN REALTA'vogliono dire,e cioè che una razza è superiore ad un'altra?come diceva quello?a pensare male si commette peccato ma spesso si indovina???se poi il tutto è condito da legittime paure legate a improbabili convivenze tra etnie diverse..e si che le convivenze sono difficili,ma gli uomini si ammazzano anche se appartenenti alla stessa razza.nei due ultimi conflitti mondiali ci siamo ammazzati tra bianchi,in prevalenza,tra occidentali direi.

Lo PseudoSauro ha detto...

Chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo, ma sono fuori di me e vi restero' ancora per un po'. :-)

Donna Virtuale: grazie, vedro' di ricambiare non appena in sede.

Zag: (ti ho scritto, ma da un account diverso. Se hai filtrato qualcosa rispedisco il tutto) Quanto al post, io intendo dire che anche in USA le cose non buttano molto bene. Non ne faccio una disquisizione di ordine ideale, ma pratica. Idealmente piacerebbe anche a me, ma nella realta' la regola e' la competizione tra etnie e culture. Quando il collante che le tiene insieme viene meno valgono le regole di natura, che non sono ne' quelle auspicate dai liberali, ne' dai marxisti. In Africa ci sono infinita' di etnie che a noi non danno nemmeno l'impressione di essere cosi' diverse tra loro, eppure si scannano allegramente fin dalla notte dei tempi e non certo per motivazioni economiche. Come sai bene io non ho preclusioni di ordine personale, ma temo che sia meglio se ognuno rimane a casa sua. Il che non esclude affatto la collaborazione, i viaggi e sporadici trasferimenti, ma certo la transumanza d'interi popoli che viene sempre percepita come un'invasione dagli autoctoni: ovunque siano.

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: (immagino fossi tu la "castellana") Pensa un po' che io mi credo di essere "quasi" un liberale... non come la maggior parte di quelli che stanno in Italia, naturalmente, ma come molti che stanno in USA e che di questi tempi stanno virando verso i conservatori; non foss'altro che per sopravvivere. Come ho scritto a Zagazig, ormai ci dobbiamo relazionare con una realta' che e' molto diversa da quella che ci siamo rappresentata per anni ed ammettere che i "cattivi" della Storia avevano spesso le loro ragioni, pur senza giustificarne il metodo. L'ideale dell'uguaglianza non funziona. Funzionerebbe appena decentemente in uno Stato di Diritto, ma tutti si dedicano alla sua distruzione, ergo bisogna pensare a salvare la ghirba. Degl'ideali ce ne occuperemo a guerra (si puo' ancora chiamarla cosi'?) finita. :-)

Andrea: Credo di avere chiarito sommariamente nella risposta a Zagazig. L'assunto marxista, pero', e' l'uguaglianza totale di tutti gli uomini, come anche quello dei Padri Fondatori dello State of Union, del resto... ebbene: le cose funzionano tanto diversamente che dall'ex URSS fino agli attuali USA la gente continua a raggrupparsi per etnia e cultura: latinos di qua, neri di la, cinesi di su, wasp di giu'... solo gli ex europei danno l'impressione di volersi amalgamare un po' di piu', ma anche tra loro... in USA c'e' l'ideale americano che resiste ancora, ma vacilla sotto i colpi del bilinguismo e di una multiculturalita' accettata spesso per non peggiorare le cose. E le cose peggiorano anche li' ad ogni giorno: se ne accorgono ormai tutti. In ogni caso noi viviamo in un continente molto piu' popolato e non abbiamo lo spazio fisico, ne' una carta costituzionale come quelle americana, australiana, eccetera. Ogni cultura, o religione, si sente "superiore" alle altre: e' una cosa perfettamente naturale, dato che sono in competizione tra loro per l'egemonia. Quando questo non accade piu' significa che la civilta' ha perso la fiducia in se' stessa. dunque si avvia a scomparire. Se vai a spulciare i libri di Storia vedrai che e' sempre accaduto a questo modo.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
per l'etnia vale lo stesso che per la civilta' in quanto si tratta comunque dell'affinita' familiare estesa ad un popolo o ad una nazione. Quando le etnie o le culture non credono piu' nella loro espansione significa che hanno persa la loro vitalita'.

andrea ha detto...

dovresti fare il politico.rispondi sempre come ti pare.da ora in avanti,faciamo che tu mi scrivi una risposta,dopodichè io cerco di estrapolare la domanda.continua a giocare sauro,ma non con me

 
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