Lo PseudoSauro

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02 gennaio 2007

Auguri Professoressa Magli

La stima per la professoressa Ida Magli l'ho ereditata da mio padre quando ancora la situazione nazionale, meglio "globale", non era giunta al disastro odierno, sebbene ve ne fossero ormai tutte le avvisaglie, perlomeno dal primo dopoguerra. Che avrebbe mai avuto di diverso dai suoi colleghi giornalisti, scrittori, insegnanti, questa libera pensatrice per rendere le sue opinioni, ma sarebbe meglio dire "allarmi", cosi' originali, interessanti e preoccupanti al tempo stesso? E' lei stessa che lo dice quasi in ogni articolo o testo che scrive; si tratta del "sapere antropologico", ormai sostituito da una pseudo-sociologia, per i semplici di spirito, dopo l'ubriacatura del '68, e tesa alla sperimentazione, che ha trasformata l'Europa, ma anche il mondo, in un laboratorio, prima, ed in una specie di zoo, ora, nel quale tutte le gabbie sono state rimosse merce' una fiducia nell'uomo e nelle sue prerogative intrinseche come Rousseau stesso non le avrebbe nemmeno potute immaginare. Un luogo nel quale lupi ed agnelli, leoni e gazzelle dovrebbero vivere in perfetta armonia, quasi la Natür non fosse mai esistita, o l'Uomo fosse riuscito a mutarne alchemicamente le prerogative fino ad abolire l'aggressivita' che gli ha fin qui garantita la dominazione del Pianeta, anzi, come gli fosse riuscito addirittura di abolire la stessa "catena alimentare. Il dogma dell'eguaglianza marxista basato su presupposti scientificamente errati, e sulla sistematica sottovalutazione della Kultür umana intesa come "sovrastruttura", informa la stessa globalizzazione malgre' soi, ma ad un occhio attento non sfuggira' certo la verita' incontrovertibile che vi sta appena nascosta dietro; ovvero, che il socialismo e' solo un'interpretazione dell'universalismo, non l'unica, o la peggiore: solo una faccia della stessa medaglia. E questo, credo la professoressa Magli, lo veda perfettamente, anche se concentra i suoi sforzi sull'evidenziazione del pericolo marxista, la cui cultura ha gramscianamente stabilite le sue "casematte" ovunque, spazzando via cio' che in Italia era ancora sopravvissuto, almeno, fino alla meta' degli anni sessanta, e realizzando alla lettera la profezia di Karl Marx concernente "corde ed impiccati". Mai sottovalutare i matematici, anche se poco inclini alla filosofia... Trattandosi di una battaglia politica, anzi, di una strenua lotta per la sopravvivenza delle realta' nazionali, penso che quella della studiosa sia una scelta dettata dal pragmatismo, piu' che da un'ideologia; solo e nient'altro che la ricerca di "buone alleanze". Ma, ben lungi dal voler estendere le personali convinzioni di chi scrive ad altri, soprattutto quando assai piu' culturalmente attrezzati, oserei fino pensare che vi potrebbe fino essere un'assoluta identita' di analisi in questa fattispecie. Cio' di cui ormai mi sono convinto, e che mi ha trasformato da liberale che ero in un conservatore intransigente, sarebbe stata l'osservazione del fatto evidente che il principale veicolo del Socialismo sia stato il Liberismo stesso, in quanto incomparabilmente piu' efficiente, ma soprattutto vuoto di valori, come ebbe spesso a denunciare il dissidente sovietico Aleksandr Solgenitsin a proposito della "filosofia mercatista"; ebbene, gli strumenti che mi sono occorsi per acquisire questa consapevolezza mi vengono tutti da Ida Magli. E' ormai personale convinzione di chi scrive che la Nature teorizzata da Locke non sia mai esistita, cosi' come che lo scambio utilitaristico non possa prescindere dal "come" questo avvenga; e questo "come" lo stabiliscono gli usi e consuetudini che si stratificano in una Kultür. La sostituzione di una weltanschauung personale con un'altra e' sempre cosa che avviene per gradi e non senza traumi, comprese molte incongruenze che andranno aggiustate col tempo fino a comporre il mosaico di una specie di ideologia, quindi, i miti faustiani di "sogno" e "progresso" continui, inesorabili, inarrestabili, cerco ora di coniugarli con la loro antitetica visione spengleriana di "predestinazione" che mi permette di vedere la socialita' umana come un organismo vivente che nasce, si sviluppa e muore altrettanto inesorabilmente, cosa che l'Uomo puo' comunque ritardare, cosi' come ha fatto con la morte attraverso il suo libero arbitrio e il suo attivismo scientifico post-illuminista, ma che non puo' comunque annullare proprio in quanto Uomo. Si tratta, a ben vedere, della stessa concezione del "limite" e del "confine" sublimata nel mondo delle idee. E' evidente che la conoscenza dei limiti dell'umano agire e' ormai il nostro problema, cosi' come la netta demarcazione tra ambiti culturali differenti che si avvalgono di simbologie profondamente diverse e quasi del tutto incompatibili tra loro. La consapevolezza di vivere ormai nella fase della Zivilisation non ci puo' comunque indurre ad accettare passivamente il pur inesorabile declino dell'Occidente, anzi, deve riattizzare la brace che cova sotto alla cenere, e in questo la lezione e l'opera indefessa di Ida Magli sono davvero insostituibili. Quindi, grazie di cuore, Professoressa Magli e che "Iddio" gliene renda merito.
Aggiornamento
Ricevo da AntiEUropeo, che ringrazio, la seguente bibliografia concernente l'opera di Ida Magli
Introduzione all’antropologia culturale – Laterza 1980, 1984 Alla scoperta di noi selvaggi - 1981La femmina dell’uomo – Laterza 1982 Gesù di Nazaret – Rizzoli 1982, 2004 Santa Teresa di Lisieux – Rizzoli 1984, 1995 Viaggio intorno all’Uomo Bianco – Rizzoli 1986 La Madonna – Rizzoli 1987 – Baldini & Castoldi 1997 La sessualità maschile – Mondatori 1989Sulla dignità della donna – Guanda 1993 La bandiera strappata – Guanda 1994 Storia laica delle donne religiose – Longanesi 1995 Per una rivoluzione italiana – Baldini & Castoldi 1996 – Omicron nuova 1997 Contro l’Europa – Bompiani 1997, 2001 Sesso e potere – Bompiani 1998Omaggio agli italiani – Bompiani 2005
Segnalo inoltre l' Associazione Italiani Liberi.

18 commenti:

marshall ha detto...

Pseudosauro,
Confesso che Ida Magli mi era abbastanza sconosciuta. Ma da quando ascolto l'ottima rassegna stampa di Radio Padania, sto imparando a conoscerla sempre di più.
Questa mattina sono stati superlativi nei suoi confronti.
Mi piace Ida Magli. Comincio a conoscerla per il grande personaggio che mi stà apparendo. E, soprattutto, è molto coraggiosa e controcorrente a parlare di argomenti che vanno a stridere contro la petulante abitudine di buttare tutto nel politically correct, mania indecentemente abusata del momento.

E più tardi tornerò a leggere il tuo pezzo.
Buon Anno.

Anonimo ha detto...

Complimenti, bel post! Anche se devo ammettere di conoscere poco Ida Magli. Provvederò a documentarmi.

Zamax ha detto...

Al primo colpo, facendo finta di parlare di Schmitt, ti avevo definito perfidamente un "colto reazionario". Adesso sei tu che ti definisci un "conservatore intransigente". Guarda che ti stai avvicinando... :-)
L'articolo è chiaro, la tua posizione anche. La Magli la conosco perché leggo tutti i suoi articoli sul Giornale. Concediamoci una volgarità: una donna con le palle! Sono d'accordo anche su quella che definerei, riassumendo un po' il tuo pensiero, una certa qual "frivolezza" nel pensiero liberale-libertario. Far partire tutto dal giusnaturalismo e da Locke in particolare è una colossale sciocchezza. In quel caso potresti perfino avere ragione tu nel considerare, dimmi se sbaglio, il liberalismo solo una forma infinitamente più raffinata dello stesso nichilismo disgregatore che nel marxismo mostrava solo la sua forma più rozza e brutale. L'epilogo però alla fine sarebbe lo stesso, vero? La Zivilisation senza la Kultur, un corpo senz'anima, pronto alla schiavitù. La mia schietta opinione è che i Tramontisti dell'Occidente devono essere letti e ascoltati ... al 90%, e allora sono utili. Al 100% sono letali. Lo so, lo so, che mi dirai che tu non vuoi il tramonto, ma che al contrario proprio in base a queste considerazioni bisogna por mano ad una risposta decisa e realistica a questa deriva. Bisogna "governarla". C'è qualcosa di fondamentale che ci divide. Niente di male. Anzi nella pratica politica potremmo far molta strada insieme, anche se non tutta.
Ho preso in mano il libretto di Schmitt. Ti farò sapere. Tra un'era, un'era e mezza ... :-)
Ma tu non sentirti in obbligo di visitare il mio blog (questa è una cosa che dico a tutti, ben sapendo che tra il dire e il fare c'è di mezzo ... l'oceano della vita di tutti i giorni). E poi i migliori amici sono quelli che non rompono.
Au revoir.

Monica ha detto...

Caro Sauro,
bentornato su Marte (dove Guzzanti non è ancora arrivato!).
Ottima la Magli.
Molti, non solo a sinistra, la definiscono una voce "stonata". Io credo sia solo una intelligente donna Libera.
Nei pensieri, nelle idee, nelle convinzioni.
Bisognerebbe clonarla...

Beh, ora che ti sei affacciato su questo pianeta oscuro, come ti appare l'anno marziano appena iniziato ?

Un bacio

antiEUropeo ha detto...

Pseudosauro: bravissimo!
Per un profano come me in materie umanistiche, la scoperta dei lavori della Magli è stata per me fondamentale.
I suoi libri, che ho sempre trovato straordinari ed unici, mi hanno permesso di osservare il mondo con occhi diversi.

antiEUropeo ha detto...

Per chi volesse cimentarsi ecco una bibliografia parziale dei suoi lavori, con le varie edizioni.

Introduzione all’antropologia culturale – Laterza 1980, 1984
Alla scoperta di noi selvaggi - 1981
La femmina dell’uomo – Laterza 1982
Gesù di Nazaret – Rizzoli 1982, 2004
Santa Teresa di Lisieux – Rizzoli 1984, 1995
Viaggio intorno all’Uomo Bianco – Rizzoli 1986
La Madonna – Rizzoli 1987 – Baldini & Castoldi 1997
La sessualità maschile – Mondatori 1989
Sulla dignità della donna – Guanda 1993
La bandiera strappata – Guanda 1994
Storia laica delle donne religiose – Longanesi 1995
Per una rivoluzione italiana – Baldini & Castoldi 1996 – Omicron nuova 1997
Contro l’Europa – Bompiani 1997, 2001
Sesso e potere – Bompiani 1998
Omaggio agli italiani – Bompiani 2005

Anonimo ha detto...

Ottima Magli,la leggo su Il Foglio da molto.

Stella

Lo PseudoSauro ha detto...

Marshall: grazie. Potrai leggere gli articoli di Ida Magli soprattutto su Il Giornale o su Il Foglio, ma al link pubblicato sull'immagine e in calce potrai trovare il web dell'associazione che e' ricco di documentazione e di testi anche di altri autori.

Simone: le indicazioni che ho date a Marshall e quelle aggiunte in calce potranno esserti utili; ti raccomanderei di leggere qualcosa a casaccio, certo che avresti ben poco da obbiettare.

Zamax: La solita lenzuolata...

grazie per il "colto reazionario". Lo sarei pure, ma dato il contesto non si puo' che essere rivoluzionari: liberali o conservatori che si sia. Il piccolo approfondimento su Schmitt mi e' servito per evidenziare la ormai netta prevalenza del Diritto Privato su Quello pubblico, il che comporta una complicazione dei rapporti internazionali che rischia di divenire ingestibile. Ovviamente mi considererei un "nazionalista" nell'accezione piu' positiva del termine. Quando religiosi, liberali, socialisti sono i soli competitori in politica, chi ne fa le spese e' sempre l'identita' che per me e' soprattutto un fatto territoriale, non solo ideale. Fondamentalmente non siamo poi cosi' distanti, anche se intendessimo la politica come un "tool" secondo la visione americana. Se in Italia potessimo avere qualcosa di simile al GOP ne sarei gia' soddisfatto, anzi, farei i salti dalla gioia, ma attualmente ci barcameniamo tra liberali e socialisti che in USA starebbero entrambi a sinistra.

In effetti il confine tra liberalismo e libertinismo e' tutt'altro che questione di lana caprina. I fautori del Patto Sociale e dello Stato, come Hobbes, hanno tutte le ragioni di dubitare sull'interpretazione del termine "liberta'", e questo, senza il bisogno di scomodare Rousseau. Fino Locke pose la "moral suasion" alla base di un'ipotetica societa' dei liberi. Sembra evidente che questa doveva gia' esistere a monte, come nella cultura anglosassone che la eredito' dalla religione cristiana riformata. Ma ora questa vacilla fino nei paesi anglosassoni. Va da se' che in un sistema policulturale le convinzioni sarebbero diverse da individuo a individuo, di comunita' in comunita', pertanto sarebbe impossibile un regime liberale in un contesto simile. Nota bene che vado per esclusione...

Quanto ai "tramontisti" la penso come te, ma vale il discorso fatto sopra. Erano tanti allora, ma adesso non ne e' rimasto quasi nessuno e un po' di pluralismo non ci farebbe certo male. Il vedere una cultura come fosse un organismo vivente e' affascinante, anche se impossibile a dimostrarsi scientificamente, ma non mi pare che altre weltanschauung, piu' in voga oggi, abbiano data una prova molto concreta della propria efficacia. Siamo pur sempre nel mondo delle idee e anche la politica segue la vague, non credo si tratti di un'acquisita consapevolezza, ma di un fenomeno transitorio come le mode.

Insisterei ancora sulla visione USA della politica, anzi, su quella latina: la politica e' un tool, non un feticcio. In tempi pericolosi le liberta' vanno conculcate, non estese, perche' il rischio e' troppo grande. L'alternativa sarebbe il ritorno al Diritto Pubblico e la rimozione dell' "inimicizia assoluta" propria delle societa' multi-tutto. La politica dell' "amico - nemico" non mi entusiasma affatto, ma l'alternativa mi pare assai peggiore ed e' esattamente il nostro problema.

Monica: grazie, ma ormai Marte non e' piu' lontano della Cina... Benvenuta tra i fans di Ida Magli, magari ti puoi iscrivere anche all'associazione...

AntiEUropeo: Come vedi ho messi in HP i tuoi suggerimenti bibliografici che ho colpevolmente trascurati. Sul web di Italiani Liberi ci sono quasi tutti, ma cosi' mi pare meglio, quindi: grazie. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Stella: Non ne dubitavo... infatti ti vedo bene nella nostra squadra. :-)

L'italiano metafisico ha detto...

Mi dici come si aggrega sul Castello e come ci si iscrive al blogroll?

Lontana ha detto...

Sono anche io un'ammiratrice della Magli. Una Cassandra che non si vuol ascoltare perché ci dice cose vere.
Ciau!

Lo PseudoSauro ha detto...

Metafisico: siccome nel castello c'e' aria di ristrutturazione ho comunicato all'amministrazione che intendi aderire. Qualcuno ti contattera' presto, se non l'ha gia' fatto.

Lontana: la Magli si' che e' una "risorsa". :-)

Nessie ha detto...

Rieccomi dopo la consueta latitanza vacanziera. Ho letto pure l'ottima lenzuolata di Zamax, del quale visiterò quanto prima il blog.
Sulla Magli, che altro aggiungere? Morta l'Oriana non ci resta che dar fiato alle trombe della Ida. E non della Aida. :-)
Scomoda quanto lei, intransigente quanto lei, ma forse non altrettanto mediatica. Profetessa e medium degli sfracelli a cui noi eurabici-strabici andremo (andiamo) incontro, invece, sì.

pseudosauro ha detto...

Nessie: vacanze lunghette eh? Al lavoro, al lavoro... che c'e' gia' il sauro a battere la fiacca. :-)

Non saprei dire se Zamax si sottovaluti un po' o si tratti di falsa modestia. Certo e' molto bravo.

Per onesta' va detto che la palma della primogenitura spetta piu' a Ida Magli che a Oriana Fallaci. Le sue denunce risalgono ad almeno un ventennio fa e mio padre diceva sempre che era una delle poche voci autenticamente libere ed autorevoli gia' molto tempo prima. Certo, l'Oriana ha sfruttato tutto il suo peso mediatico, ma anche la sua fama precedente di giornalista liberal. Se non avesse avuta contiguita' con la cultura di sinistra, probabilmente, non sarebbe nemmeno divenuta cosi' famosa. Questo spiega anche il perche' figure cosi' culturalmente pesanti fatichino ad uscire dalla cerchia dei soliti quattro gatti... ma tanto c'e' il berlusconismo e il comunismo non esiste... evidentemente ce lo siamo sognato che Napolitano sta al Quirinale, cosi' come che Veltroni e' stato comunista... siamo tutti vittime di un'allucinazione "collettiva" :-)

Nessie ha detto...

Sull'Oriana: non credo, sai, che sia mai stata considerata così "organica" e "contigua" alla sinistra?! Io ricordo che avevo delle amiche radical-intellettual-chic de sinistra che in quegli anni, di lei ne dicevano peste e corna sui suoi romanzi "Lettera a un bambino mai nato" (perché considerato libro antiabortista) e anche su "Un uomo". Idem nell'ambiente delle "cicale di lusso" dei premi letterari e dintorni. Dove ad un giornalista che scrive viene negato il patentino di "scrittore". Di lei, l'intellighentzia sinistrese spargeva più veleni di una bomboletta di DDT da memorabili tempi. Tant'è vero che fu proprio a causa di questa sterilità e muffa culturale che lei se ne andò per sempre fuori dalle scatole in USA. E anche al CorServa le sue risse con l'atmosfera ammorbante dei CdR dominati dai sindacati, furono proverbiali.Tuttavia, è vero che la Magli nell'ordine di tempo, viene prima di lei.

Al lavoro ci sono già. Ma non trovo una foto decente da aggregare al mio nuovo post. Ce l'avresti tu?

pseudosauro ha detto...

Nessie: e' vero, ma forse perche' in Italia siamo stati abituati a considerare i socialisti quasi come fossero un'altra cosa. Avevamo il socialismo della DC, quello del PSI e derivati, quello del PCI e tutto il resto era fuori dall'arco costituzionale, ovvero, quasi il 40% dell'elettorato, ed oltre considerato l'astensionismo cronico. Magari "liberal" sarebbe stato meglio, ma pure loro sarebbero stati troppo a destra per la nostra politica. Non credo che l'Oriana si sia spostata da sinistra a destra sull'asse politico italiano, direi che ha proprio cambiato meridiani e peralleli :-) Del resto e' sempre stata cosmopolita. Quindi non credo si sia trattato di una scelta, in quanto in Italia dal dopoguerra, o eri di sinistra, o non eri niente e per andare a pranzo da Pertini al Quirinale, essere la cocca di Nenni, raccogliere le confidenze di Longo, una qualche patente di sinistra fosse indispensabile.

Siccome la Magli non e' mai stata di sinistra, tutto si spiega, anche se si tratta di una studiosa piu' che di una giornalista d'assalto.

L'italiano metafisico ha detto...

Ciao Pseudo, purtoppo nessuno del Castello mi ha ancora contattato.
Ma non sei tu il responsabile dell'aggregatore?

Zamax ha detto...

La mia è sicuramente falsa modestia.

 
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