Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
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09 novembre 2006

Uno xenofobo d'altri tempi

Ascolta (finche' te lo lasciano fare) l' Questo signore e' Otello, al secolo il Moro di Venezia. O, almeno, e' Mario Del Monaco che nel 1959 interpreto' con il suo vocione, al Metropolitan Theatre di New York, l'eroe dell'omonima opera verdiana, tratta dall'ancor piu' noto dramma di W. Shakespeare. Questo signore era negro, il che significa di carnagione piu' scura rispetto a quella prevalente negli autoctoni veneziani. Poi era cristiano (forse). Poi era "Duce". Poi "crociato". Poi fu anche assassino del coniuge (bianco) Desdemona, dato che il matrimonio multietnico era meno in auge di quanto non lo sia ora. La finzione scenica vorrebbe che i fatti fossero accaduti intorno a meta' '500. Se l'eroe shakespiriano fosse vissuto nell'Europa dei nostri tempi non avrebbe nemmeno potuto giungere all'uxoricidio, in quanto la potenza della nostra civilta' l'avrebbe frenato assai prima. Come "negro" sarebbe stato cooptato "quantomeno" in CGIL o Rifondazione Comunista. Sarebbe stato scomunicato da Santa Romana Chiesa a causa del matrimonio multikulti. Sarebbe stato denunciato dalla IADL per islamofobia... comunque, se cosi' non fosse avvenuto sarebbe stato "perlomeno" denunciato per "Ricostituzione del Partito Fascista"; ma anche se il suo dramma familiare avesse dovuto compiersi per qualche ulteriore scherzo del destino - considerato che Desdemona avrebbe potuto benissimo essere la "nostra" Cicciolina, non si sarebbe certo ucciso con il suo fido pugnale - il cui porto e' vietato per legge; avrebbe ottenuti gli arresti domiciliari e dopo un po' sarebbe stato messo quale capolista in un partito qualsiasi ad est dell'Arco Costituzionale. E poi dicono che non siamo una civilta'...

Aggiornamento: chi volesse ascoltare l'introduzione dall'Otello di Verdi puo' fare click sull'immagine.

50 commenti:

zamax ha detto...

Soprattutto non avrebbe potuto cantare:
"Eesultaaaaaaaaatee!
L'orgoglio musulmano sepolto è in mar,
nostra e del ciel è gloooooooooriaa!
Doopo l'aaaRRmi lo viiinse l'uraagaaaaaaaaaaaanoo."
O.T. Sto cucinando un pistolotto per il nodo gordiano. Domani forse lo spedisco.

Nessie ha detto...

Ahh! Ah! La sai anche tu Zamax? a me l'ha fatto conoscere il Sauro in allegato sonoro :-)
Otello no si potrà rappresentare, Voltaire non si potrà più leggere, Dante nemmeno(letteratura cristiana); i quadri sulla battaglia di Lepanto verranno messi all'asta; sull'assedio di Vienna pure. La storia della filosofia diventerà tabù solo perché c'è dentro la Scolastica, la Patristica, il razionalismo cartesiano e la scuola giansenista di POrt Royal. Non c'è che dire: dovremmo rifare le crociate. Non c'è altra scelta.

Lo PseudoSauro ha detto...

Bravo Zamax, vedo che conosci anche quella. Immaginati che fine fara' anche l'Otello fra un po'... non ci resta che di sperare in Giove Pluvio. :-) Fai con comodo che non scappo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: Adesso metto un estratto dall'introduzione da qualche parte (cantata da Del Monaco, of course) e poi lo linko sopra all'immagine.

Lo PseudoSauro ha detto...

Il link e' a posto. Chi vuole puo' fare click sul faccione di Mario.

Nessie ha detto...

Ho fatto clic ed ho ascoltato. Non senza essermi fatta quattro risate :-). Ora posso anche andare a nanna contenta.

Lontana ha detto...

Questa poi! :-)))))))))))))
Solo il Sauro poteva tanto!
Pero', mentre c'eri potevi anche fare una versione dove Desdemona era un travestito e Jago innamorato di Otello e...

Ora leggo i commenti sopra.
A proposito dell'assedio di Vienna lo conoscete il bellissimo blog "Gates of Vienna"?É tra i miei links preferiti.

Monsoreau ha detto...

Ha ragione Nessie: dovremo riprendere la sana tradizione delle Crociate, prima che non si possa più godere la nostra Cultura ... ;-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Il sauro e' al servizio dell'internazionale xenofoba, basta chiedere...

Sono stato sul generico, ma avrei potuto sviscerare ogni singolo dettaglio. Ad esempio che Otello aveva un vistoso pendant circolare... che il suo aiutante di campo si chiamava Cassio... che l'invidioso Jago era ancora piu' xenofobo di lui (e non si capisce bene che fine abbia fatta)... che Desdemona aveva una certa predilezione per le qualita' nascoste del nostro eroe... che gl'invasori turchi vennero respinti piu' dalla natura che dalla flotta veneziana... insomma, ce ne sarebbe per finire sotto processo ed essere impiccato per contravvenzione a tutti i principali dogmi politically correct. Decisamente viviamo in un secolo stupido prima che pericoloso.

zamax ha detto...

Anche se non so suonare neanche ... l'armonica a bocca (stavo per dire il piffero), sono un appassionato di musica, con i suoi gusti e le sue idiosincrasie. Non sono un fan di Verdi, ma l'Otello è un'opera magnifica, anche dal punto di vista strettamente musicale, che è quasi l'unico che interssa i miei orecchi. E poi non ci sarà più un Otello come Mario Del Monaco: nella parte di negro caliente uscito fuori di foresta africana si immedesimava con animalesca felicità, ruggendo con la sua voce da tenore baritonaleggiante, bronzea, implacabile, spietata. Nella fotografia stessa gli luccica uno sguardo ferino, da azzannatore di femmine, più che da amante ...

Monica ha detto...

Caro Sauro,
direi che calza a pennello anche nel terzo millennio.

Se consideriamo poi che il nostro eroe (eroe?) era un immigrato clandestino e che, grazie agli appoggi locali (si dice ancora mafia?) e alla passionale Desdemona si costruì una posizione sociale, gli elementi ci son tutti...

Baciotti

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: per non essere un musicista mi sembri comunque piuttosto ferrato in materia. La finzione scenica dell'opera lirica e' spesso un po' patetica, in quanto la musica stravolge regolarmente le tre unita', ma se e' ancora vero che l'umanita' si esprime con la parola e ancor meglio con il canto... e' comunque uno dei tratti piu' salienti della nostra civilta'; se qualcuno volesse censurare anche questo bisognerebbe imbracciare le armi.

Monica: obrigado... considera che la Repubblica Veneta era un po' come gli USA oggi: molto incline alla cultura del problem-solution. E il Moro era sicuramente la persona giusta al posto giusto indipendentemente dal colore della sua pelle. Pero' stava a Cipro :-) e poi era necessariamente cristiano, anche se la religione non era molto in auge nella Venezia dell'epoca. Ai nostri tempi non sarebbe stato apprezzato per le sue qualita', ma per il colore della sua pelle... mi pare facile il capire che sono piu' razzisti oggi che allora, ma sono tanto stupidi da non accorgersene.

Nessie ha detto...

Mons, non è che io abbia la vocazione di fare il Goffredo di Buglione della situazione. E nemmeno il Giovanni Sobieski. E' che qui si stanno delineando sempre più quelle chiare linee già ben preconizzate dalla Fallaci. Oramai per tastare la pancia dell'Occidente(sempre più molle e rammollita) le provano tutte.Ma proprio tutte. E non è un caso, ma queste sono tutte incursioni e raid non casuali e ben congegnati. Loro sanno bene che non potrebbero vincere mai con gli esplosivi uomini-bomba coma fanno in Israele. Ma mettendo qui in Eurabia in sistematica crisi:
a) regole e regolamenti (vedi ospedali e reparti maternità con ginecologi maschi). b) scuole (vedi progetti di istruzione separata ed epurata dalla nostra cultura) c) Mense aziendali e permessi-preghiera o strappi alle regole del venerdi come giorni festivi. d) Lotta ad orpelli e simboli religiosi nostri e) obbligatorietà del velo fatto passare conme un "diritto alla sottomissione". f) contestazione a pièce teatrali, dipinti, testi o altro da loro giudicati blasfemi.

MI fermo qui , ma oramai la lista è lunga. Troppo lunga. E non c'è né più tempo né pazienza per sopportarli.

zamax ha detto...

E comunque bisogna considerare che i neri non erano affatto sconosciuti nella Venezia di allora, perché la Serenissima nei suoi traffici non disdegnava di occuparsi en passant anche di questa particolare merce, che imbarcava nel porto di Alessandria d'Egitto, per poi impiegarla come servitù (da cui la parola veneta "moreto" nel senso quasi affettuoso di servitorello) quando non la spediva nelle corti italiane. Ricordo ad esempio distintamente di aver visto all'Accademia di Venezia un "telèr" (un quadro di grandi dimensioni) nel quale spiccava la figuretta di un gondoliere nero.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: lo sappiamo che sei ben altro che un emulo di Goffredo di Buglione, anche perche' quello sono io :-) Per il sequel dello scolapasta. Se dopo averci vietato l'Idomeneo di Mozart (anche se con una regia orribile) ci vietassero Rossini (il turco in Italia etc.), e lo stesso Otello di Verdi si dovrebbe andare a prendere i responsabili e attaccarli tutti per il collo ad un lampione. Credo sia ora di cominciare a fare paura a qualcuno dato che sembra sia un metodo che funziona.

Zamax: i principali schiavisti erano proprio gli arabi, che considerano tutt'ora i "negri" una razza inferiore quasi peggio di noi, ma il "mercato" prevedeva anche la vendita dei prigionieri di guerra. Dopo le incursioni ottomane, almeno 2 milioni di europei vennero venduti sui mercati di Istanbul, Bagdad e Damasco. Quelli in eccedenza venivano semplicemente sterminati. Nemmeno gli schiavisti olandesi riuscirono a tanto. Sara' roba vecchia, ma siccome c'e' ancora parecchia gente che ragiona in questi termini e' meglio tenerlo presente.

L'italiano metafisico ha detto...

Un grande artista che la terra del Piave è onorata di aver ospitato.

zamax ha detto...

Cacchio! Dallo stile iperapocalittico avrei giurato che il tonitruante Italianator metafisico fosse un'altro pazzo toscano! :-)
Invesse el xe anca lu veneto, de rassa Piave par de pì! Cossa che no se impara de novo ogni dì a sto mondo! Ma se ghe penso, el me vicino de casa, 'o go sempre visto strano. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Lontana: tu non ci crederai... del resto e' incredibile - ma l'Otello gay e' gia stato proposto in una regia di cui non ricordo il marchio (e spero non lo ricordi nessuno). Otello era infatti indeciso tra Desdemona e Cassio, mentre Jago era segretamente innamorato del Moro e voleva prendere il posto di Cassio per conquistarlo. Non ti dico poi il "simbolismo" sull'impalamento che usavano i turchi... altri cultori del "genere". La decontestualizzazione storica dei registi (soprattutto tedeschi) e' cosa per cui vedrei bene la riapertura dei lager.

Nessie ha detto...

Sauro, è vero che Del Monaco e la Callas si sono presi a schiaffi durante una performance dell'Otello perché entrambi pretendevano rubarsi la scena a vicenda?

zamax ha detto...

Come hai ragione Pseudosauro! La qualifica di regista dovrebbe essere abolita. Al massimo si potrebbe accettare quella di "consulente drammatico del direttore d'orchestra". I registi sono degli usurpatori di meriti artistici altrui, che non si "abbassano" a servire la musica di quei trogloditi di Mozart, Puccini, Massenet, Mussorgsky & C. ma hanno bisogno continuamente di far sentire la loro perniciosa presenza al pubblico con le loro trovatine del kaiser che non fanno altro che dividere l'occhio dall'orecchio, oltre che a tormentare i cantanti con i loro capricci da satrapi.
Nessie: se è vero, con tanto più gusto l'ha poi strangolata nella scena!

marshall ha detto...

E chi non conosce l'Esultate?
Esultaaatee....ora il sovran...
Otello è una tra le opere preferite dagli appassionati di lirica.
Tra le innumerevoli tragedie legate all'islam, c'è almeno una traccia di bello in questa opera verdiana.

Nessie ha detto...

E allora ESULTIAAAAMO!
Zamax, penso anch'io che Mario (Otello) avrà strangolato la divina Maria (Desdemona) con sublime perfidia.

siro ha detto...

Bello questo post... e curioso :-)
Continuando nella linea di paragone, chi sarebbe il nostro Jago?

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: questa non la ricordo. Poi m'informero'. Comunque sarebbe piuttosto comune, data la pazzia prevalente dove gli acuti picchiano un po' troppo in testa. :-)

Zamax: allora sei qualcosa piu' che un amatore... il regista non esisteva nella tradizione, e in partitura c'era scritto piu' o meno quello che serviva alla scena. Fino ai primi del novecento non si trova una sola locandina su cui ci sia scritto "regia di ...". Del resto la musica non consente di realizzare le tre unita' come nel teatro; si tratta necessariamente di uno spettacolo artificioso. :-)

Marshall: lieto di averti fatta cosa gradita :-) Ci accontenteremmo di poco, oramai, ma vogliono levarci anche quello.

Nessie: c'era un documentario in cui Del Monaco mostrava come si allenava a casa... roba da neurodeliri, ma la voce sua, come quella di Corelli, e' stata un fenomeno unico, forse superiore anche a Caruso ed altri tenori drammatici.

Esultate, esultate, che tanto non costa niente :-)

Siro: di Jago ne abbiamo una moltitudine ormai, quello che e' certo e' che fa una brutta fine... anche se nel dramma lo si vede solo fuggire, c'e' chi dice che venne preso e linciato dalla folla, o che s'impicco' come Giuda...

Nessie ha detto...

Sì, quella vicenda ora che ci penso e vado a ripescare nella mia memoria infantile è vera. Volarono schiaffi tra di due. Mia madre che comprava l'allora Domenica del Corriere, mi mostrò l'articolo divertita. E poi quando la Callas collaborò anni dopo ad un progetto artistico con Di Stefano i cronisti le chiesero:"Niente ceffoni 'sta volta?".

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: con pochissime eccezioni, i cantanti del passato erano degli autentici psicopatici. E non parliamo dei castrati del '700, che erano un po' piu' giustificati. :-) Compensavano le loro patologie con qualita' sovrumane, mentre ora rimane solo la pazzia: senza contorno.

zamax ha detto...

No, no, sono proprio un amatore, magari un po' focoso, nel senso che vuole per sé la sua amante almeno una o due ore al giorno. Non ho mai messo piede in un teatro d'opera. Mi è bastato quello ho visto alla televisione, specie nei canali della TV pubblica tedesca, che, sia detto a sua lode, non lesina sulla programmazione musicale come la nostra. Ma chiunque, pur se non colto, abbia un po' di sensibilità, non può non constatare come il ciarlatanismo stia sempre più trionfando (parallelamente a quello nelle arti figurative). Quello che mi dici sul ruolo del regista, che comunque non sapevo, è la conferma di un sospetto che intrattenevo nel momento in cui buttavo giù la mia proposta di abolizione.
Hai detto bene: si tratta necessariamente di uno spettacolo artificioso. L'antinaturalismo della drammaturgia dell'opera musicale è una convenzione tacitamente accettata da pubblico e compositore. Essa è solo ancella della musica. Se l'azione drammatica fa premio sulla musica, scardina completamente il delicatissimo equilibrio che, come un gioco di prestigio, riesce, per così dire, ad irretirla nel vortice delle onde musicali. In modo che, come ho già detto, l'orecchio non venga diviso dall'occhio, e la confusione dei sensi impedisca il piacere. In caso contrario gli esiti sono grotteschi, quelli che ovviamente piacciono all'industria culturale (guarda che comunque io rimango un quasi "libertarian" :-)).
Visto che ormai ci sono specifico che io non sono comunque un fanatico dell'opera, alla quale sono arrivato quasi con riluttanza dopo aver navigato nel mare di quella strumentale per molto tempo.
Del grande Corelli dico: perfetto per i ruoli alla Del Monaco. La voce di questi ha qualcosa di spietato, mentre quella di Corelli ha una sfumatura eroica, aulica, come di chi con coraggio leonino si batte contro il fato. Quindi anche più affettuosa.
La mia sensibilità in ogni caso mi porta - in generale - a preferire la musica francese e russa.
Il che non toglie che in automobile ascolti, canticchiando e anche smorfieggiando, i Greatest Hits degli Earth, Wind & Fire, per non dire di peggio!

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: altro che amatore... siccome questo lavoro l'ho fatto per parecchi anni posso dirlo con competenza che te ne intendi parecchio. Anche il concetto dell'ancillarita' della musica rispetto alla parola denota la conoscenza della nascita del melodramma, recitar cantando, etc.

Se non vai a teatro, devo dire che fai bene (purtroppo), perche' questo genere di spettacolo e' stato rivoltato come un calzino, nonostante qualche restaurazione basata sulla filologia musicale. Sicuramente l'opera barocca ci ha guadagnato di piu' e si puo' assistere a spettacoli di eccezionale cura, rispetto ad un tempo; ma dal belcanto ottocentesco in poi regna l'arbitrio piu' assoluto di registi inutili, direttori incapaci e cantanti mediocri; seppure con qualche eccezione.

Io "sarei" un liberale, ma nel momento storico in cui viviamo ad estendere le liberta' si fa il gioco del nemico che, per altro, pochi vogliono riconoscere per quello che e'. Diciamo che nel mondo delle idee lo sono anch'io, ma in quello fisico vedo che c'e' una guerra da vincere prima di fare progetti per il futuro.

Quanto a Corelli - Del Monaco, hai ancora una volta ragione. Il primo aveva il carattere nobile che a Del Monaco mancava del tutto, come un fisique du role che non aveva quasi nessun tenore, ma la potenza fisica delle due voci era impressionante, per larghezza e quantita', che non precludeva loro di possedere un settore acuto mirabolante. Pur conoscendo discretamente anche le scuole francesi e russa, devo dire che quella italiana e' decisamente superiore proprio per la lingua stessa, ma cio' non m'impedisce di adorare Wagner e il suo tentativo di creare una fusione di tutti i generi che si concretizzera' poi solo con il cinematografo sonoro.

Se tu riuscissi a dare una ridimensionata ai registi potrei fino farti fare un monumento equestre.

Comunque, tanto di cappello. :-)

zamax ha detto...

"...siccome questo lavoro l'ho fatto per parecchi anni..." Ahiuuu! E io che tranquillamente mi sbottonavo! Comunque, a scanso di equivoci, confermo: sono un amatore. (Anche Stendhal lo era: non voglio fare il falso modesto). Nel senso che dei concetti di "belcanto" "recitar cantando" "larghezza e quantità della voce" non saprei dare una definizione. Mi mancano tutte le basi tecniche delle quali, d'altronde, non mi sono mai interessato. Mi riconosco un'acuta sensibilità, questo sì, che riesce a ben indirizzare una certa spericolatezza intuitiva. Ho dei gusti selettivi e delle idiosincrasie verso dei grossi nomi della musica, che farebbero inorridire un cosiddetto esperto.
E tanto per darti una delusione, di Wagner non sono mai riuscito ad ascoltare per intero un'opera. La sua Gesamtkunstwerk mi sembra una follia pericolosa. Ma nella sua musica ci sono momenti bellissimi e adoro l'Ouverture dei Maestri Cantori di Norimberga, che mi sembra una specie di versione romantica di una Ouverture Bachiana(vedi come faccio tranquillamente questi audaci accostamenti). E in cuor mio sono anche convinto delle mie opinioni!
Per ridimensionare i registi dovrei diventare ministro, e la vedo un po' difficile. Ma se si decidesse di ascoltare lo Pseudosauro e di governare l'eccezionalità tutto potrebbe accadere: è in guerra che i caporali diventano generali. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: ma va'; mica c'hai fatta una brutta figura... anzi, mi conosci pure la Gesamtkunstwerk... L'Opera d'Arte dell'Avvenire di Wagner era una waltanschauung, non solo un genere; e' naturale che venisse rotta la consuetudine delle arie e recitativi chiusi tipici dell'Opera e che quindi l'ascolto fosse molto piu' impegnativo e piu' simile a quello del genere sinfonico. Se ti piace l'Otello di Verdi non puo' non piacerti Wagner, poiche' le ultime opere del nostro compositore erano tutte improntate ad una reinterpretazione del suo stile; nonostante le vecchie e acerrime polemiche, alla morte di W, Verdi ebbe a dire "triste, triste, triste"... Se poi alludi alla valenza politica dell'opera di W, e' cosa che va calata nella realta' della rinascita tedesca e nel contesto otto-novecentesco, in cui l'arte non poteva essere disgiunta dalla politica; certamente ne conosci il perche'.

Quanto ai registi, temo che nemmeno un dittatore potrebbe farci nulla, perche' e' una mentalita' ormai consolidata che sia lecito stravolgere le unita' teatrali e, a volte, la stessa musica per farne qualcosa di piu' "moderno"... e' lo stesso concetto di modernismo che non funziona. Riuscissimo almeno a fare del nostro immenso patrimonio un'opera museale, sarebbe gia' qualcosa e ci potremmo permettere di vivere di rendita, invece di importare gente che ha giurato di distruggere la nostra storia. Pzienza, anche i babilonesi hanno fatta una fine analoga.

Se hai un blog passami il tuo link.

Monica ha detto...

Ma è bellissssssimooooooo !

Mi permetta di farle i complimenti e soprattutto gli auguri per la sua nuova casa Dottor Sauro!

Bacioni

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: riesci nell'impresa impossibile di farmi arrossire...

zamax ha detto...

No, non ho il blog. Non mi sono mai deciso. Bisogna starci dietro! Così frequento i salotti, senza tenerne uno. Sono un flâneur della blogosfera per vocazione. E poi l'umilissimo lavoro che faccio pe' campa' mi tiene in ostaggio per troppo tempo. Ma la nuova versione del tuo blog è stuzzicante …
A proposito di Wagner. Nessunissima allusione politica. Ho usato un espressione (“follia pericolosa”) impropria e fuorviante. Nessun disagio poi per la rottura della “consuetudine delle arie e recitativi chiusi tipici dell'Opera”. Anzi! E poi il fatto che mi piaccia particolarmente l’Otello è abbastanza rivelatore. Comunque non mi sono “arreso” con Wagner. Come si sente la sua influenza nella melodia del “baaaacio ….un baaaacio…”! E’ come uno stupendo rapimento, un raggio ultraterreno che improvvisamente illumina la scena, che poi ripiomba nel “buio” dominante dell’opera. Ma questo si sapeva.
Riascoltando l’opera (pensa un po’ cosa riesci a fare con le tue provocazioni) il mio organo uditivo sente invece nettamente anche un’altra influenza: quella di Mussorgsky nei primi dieci minuti del quarto atto caratterizzati da una linea melodica di selvatica bellezza estranea alla tradizione italiana e occidentale in genere: quell’attacco (quattro-cinque secondi) di Desdemona nella prima scena “Senti: Se pria di te….” è una vera e propria citazione del motivo dell’ “Innocente” del Boris Godunov.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: se cambiassi idea, un blog te lo posso aprire in breve con un minimo di personalizzazione, considerato che hai molte cose da dire, sarebbe un peccato non averlo. Utilizzando il metodo piu' semplice potresti inviare i tuoi elaborati via mail senza ulteriori passaggi.

Probabilmente pensavi alla follia di Ludwig II... ma tutti gli utopisti sono figli di Erasmo, ci si deve rassegnare.

E' esattamente nella morte di Otello che si nota come Verdi abbia digerita ed interpretata la lezione sinfonica e scenica wagneriana. Complimenti per la citazione.

A questo punto penso che tu ne sappia davvero piu' del sottoscritto... e non scherzo. :-)

Sappimi dire che intendi fare.

Nessie ha detto...

Sauro, ma hai cambiato di nuovo la veste editoriale del tuo template? Qua è tutta una sorpresa...

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: Vita Nova anche per il sauro, povera bestia...

Anonimo ha detto...

Eludi il ruolo del bianchissimo JAGO....:-)

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: che piacere... Jago lo facciamo fare a te, va. Otello mi e' sempre stato simpatico, ma Desdemona mi ha sempre data l'idea della santarellina che bada al sodo. :-)

zamax ha detto...

Pseudo: molto gentile e grazie in ogni caso. Ti saprò dire quando saprò cosa fare.

Quando ho scritto "follia" avevo confusamente in testa delle frasi velenose di uno dei "miei" compositori, Igor Stravinsky. [Sono andato a cercarle. Per la cronaca sono queste: “Non voglio qui parlare della musica del Parsifal, né di quella di Wagner in generale, poiché oggi la sento troppo lontana. Quel che mi disgusta in tutta questa impresa è lo spirito elementare che l'ha dettata,il principio stesso di collocare uno spettacolo d'arte sullo stesso piano d'azione sacra e simbolica che costituisce il servizio religioso. In verità, questa commedia di Bayreuth, col suo ridicolo cerimoniale, non è forse una scimmiottatura incosciente del rito sacro?” ] (eh, non prenderti la briga di commentare!)

Jago lo facciamo fare sicuramente a Zag. Il modo sornione in cui si è fatto avanti è fortemente sospetto. E poi per assonanza fonetica col cognome veneto ZAGO (Za- è la forma veneta del Gia- italiano, come in Zanin/Giannini) al quale INDUBBIAMENTE Shakespeare si è ispirato. Infatti a parte i nomi di Otello e Desdemona, che derivano dalla novellistica, gli altri se li è inventati William, che forse aveva fatto conoscenza con qualche mercante o ambasciatore dell’allora metropoli veneziana. Perché c’è anche un’altra curiosità: nella tragedia Bianca è indicata come “cortigiana amante di Cassio”. E all’epoca “particolarmente dense di case di malaffare erano le case dei patrizi Rampani [….] in contrada SAN CASSIANO” (Alvise Zorzi, - cioè “Luigi Giorgi” -Venezia nel secolo di Tiziano). La scientificità delle mie affermazioni è di palmare evidenza.:-))

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: non mi costa niente e mi prende pochissimo tempo: vedi tu.

Stravinskij ce l'aveva con tutti. Visto che sei venexian, o giu' di li', diceva che Antonio Vivaldi era un'individuo noioso che aveva composto 100 volte lo stesso concerto... va bene che Stravinskij sta a Venezia mentre Vivaldi non si sa dov'e', ma un minimo di patriottismo! Senza Vivaldi e Wagner la musica sarebbe stata diversa, senza Stravinskij no. Questo e' un dato di fatto.

Invece ti rispondo lo stesso :-() Il periodo della rinascita tedesca (di cui volle appropriarsi anche il nazismo) vede un'elaborazione intensissima di usi, costumi e tradizioni antiche al fine di ricostruire la propria mitologia e realizzare l'unita' della nazione. Wagner, infatti, compie un opera politica e religiosa insieme, nel senso del paganesimo nordico, naturalmente. Pensa a Jahn, ma anche al Deutches Requiem di J. Brahms, o alla riscoperta dell'opera monumentale di J.S. Bach... Ovviamente il paganesimo poteva essere l'unico minimo comun denominatore per popoli che si erano differenziati nel tempo, in un periodo in cui dominava la weltanschauung hegeliana. Ma anche se non sarebbe corretto, l'esaminare l'opera musicale indipendentemente dall'ideale wagneriano porta a considerare che le innovazioni in ogni settore furono molto rilevanti. Prova a pensare tutto il sinfonismo, piu' che l'opera, successivo... senza Wagner sarebbe stato diverso.

Lo PseudoSauro ha detto...

Adesso che mi ci fai pensare, la storia delle 'z' e delle 'g' la conoscevo anch'io. Che sia davvero lui?

zamax ha detto...

Sono ... trevisan.

Stravinskij (adotto la tua translitterazione: coi russi non si sai mai come comportarsi) era caustico, ma non cattivo. Infatti sapeva fare schiettamente marcia indietro: gli successe coi quartetti di Beethoven, e lo fece, pensa, anche con l'Otello di Verdi (in un primo tempo definito come un'alterazione del genio Verdiano dovuta al nefasto wagnerismo). Naturalmente riconosceva il grande talento di Wagner, ma gli rimproverava di aver creato con la gesamtkunstwerk un sistema tirannico e artificioso in cui la musica veniva piegata a leggi estranee alle proprie. (Tu mi dirai: quale sono le leggi della musica?)
Sull'importanza dello sfondo culturale della nascente Germania e sull'ideale ultra-musicale di Wagner non c'è alcun dubbio. Nell'ottocento, e non solo in Germania, anche i "liberali" erano nazionalisti. Sono perfettamente d'accordo anche sull'importanza "strettamente" musicale di Wagner (anche nell'opera). In un certo senso la sua "liberazione" della melodia (mi esprimo con termini miei, eh) ha influenzato tutti i compositori successivi e forse in campo sinfonico il suo vero seguace fu Mahler, con i suoi "titanici" tentativi di sintesi dei più disparati elementi musicali.

Le mie elucubrazioni veneziano-Shakespeariane vanno prese per quel che sono: un folle divertissement.

O.T. : ho visto solo adesso sul dorso del blog ("dorso": si dice così?) l'elenco delle opere di Schmitt. A parte il "Nomos" tutti gli altri sono dei maneggevoli volumetti della Piccola Bibilioteca Adelphi. Bocconcini commestibili insomma ...

Anonimo ha detto...

I'am not what i am...:-)...


Zag

zamax ha detto...

So you are, Zag!
Fie upon you, rascal!:-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Zagazig: (mi tocca scriverlo per esteso causa eccesso di 'z') Lo sapevo che eri tu. :-)

Zamax: (idem come sopra) Sei un osso duro... la polemica di Stravinskij (e' solo uno dei modi di scriverlo) e' la solita tra sinfonisti e operisti. Quando uno scrive al massimo un balletto e nessuna opera lirica significa che ha una visione piu' assoluta della musica, non a caso sia Vivaldi che Wagner divennero famosi proprio per la loro produzione teatrale. Poi c'e' la critica ideologica, che andava assai di moda all'epoca, a causa del nazismo e del suo appropriarsi di tutto il grande lavorio preparatorio dell'unita' tedesca. S era un grande invidioso, difetto comune a molti artisti. Le critiche a Beethoven invece le condivido tutte quante, perche' hanno un fondamento tecnico-estetico-razionale. I gusti cambiano e si puo' cambiare idea, ma l'analisi resta esatta ( amio avviso). Mi fai sudare sette pellicce...

zamax ha detto...

La musica di Beethoven non "mi piace" nel senso che proprio non provo piacere ad ascoltarla. I quartetti non posso dire di conoscerli, quindi non so giudicare.
Stravinskij era però troppo indipendente per farsi trascinare in critiche "ideologiche" e la sua critica wagneriana rimane nel campo degli "esiti" musicali.
Ha scritto anche un opera "The rake's progress" che sinceramente mi ha sempre detto poco. E' un operazione che non gli era congeniale. Come non era congeniale (secondo me) ad un altro grande anti-wagneriano - e uno dei miei compositori preferiti -, Debussy (che dalla musica di Wagner in realtà era fortemente attratto), il cui Pelléas et Mélisande è (sempre secondo me) la sua realizzazione meno convincente.
Ma non sudare, mi raccomando: le nostre sono chiacchiere in libertà.
Non ESIGONO risposte. L'avevo detto anche qualche commento addietro: non sentirti in dovere di rispondere, odio creare degli obblighi.

O.T. Ho mollato il pistolotto sul nodo gordiano. Una cosa folle. E' stata l'occasione per fare il mio punto sui massimi sistemi... mi sono anche divertito... alla fine mi sono imposto di chiudere...sono arrivato col fiatone...mi sento libero come uno dopo quindici giorni di stipsi...non prender paura...annusa prima di leggere...

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: invece e' un piacere rispondere a critiche formulate con cosi' tanta competenza, quindi non lesinarmele.

Sei in buona compagnia in quanto Beethoven non "piace" nemmeno a me, e i quartetti ancora meno, per non parlare della "Grande Fuga" che, appunto, riffuggo come la peste. Semplicemente e' un compositore che non e' nelle mie corde e nel quale "sento" molto l'ideologia applicata alla musica, non il libero fluire melodico, armonico e contrappuntistico che si trova in altri compositori come J.S. Bach, W. A. Mozart, J. Brahms. E certo non e' gente, questa, che ha scritta musica "facile". Stravinskij e' stato un compositore geniale e dotato di grande capacita' di analisi. Lo si vede in molta sua produzione e soprattutto nell'imitazione degli stili, ma la sintesi, non mi riesce proprio di riconoscergliela e poi io credo poco nelle sentenze "definitive" in campo musicologico e artistico in generale. Diciamo che rifiuto la concezione "progressiva" dell'arte (altra critica ideologica) che vorrebbe gran parte della produzione artistica otto-novecentesca, continuazione di quella precedente. A mio avviso si tratta spesso di un rifiuto delle radici storiche, non di un'arricchimento favorito da "rivoluzionari" modi di pensare. Vedo la composizione con dodici note e l'atonalita' di Schoenberg e di Berg come il marxismo realizzato in musica: semplicemente un "negativo" della natura; l'introduzione dell'ideologia che si pone in posizione nichilista fino alle estreme conseguenze. Il disconoscimento della paternita' equivale al "degenere" con cui le dittature novecentesche bollavano molta produzione artistica coeva e precedente e, concettualmente, penso che questa sia la sacrosanta verita' pur senza spendermi in disquisizioni di ordine morale. Quindi credo di averti spiegato come la penso al riguardo, cosi' come le ragioni delle mie critiche.

Mi dispiace che tu abbia mollato il pistolotto su Schmitt e m'interesserebbe leggere che ne pensi proprio in quanto ho necessita' confrontarmi su questa materia, dato che sto lentamente scivolando da Locke verso Hobbes.

Complimenti per l'ottimo contributo.

zamax ha detto...

Mi sa proprio che mi sono espresso male ... sono di fretta oggi...
Volevo dire che il superpistolotto l'ho "sganciato" come commento al post sul Nodo di Gordio... una cosa tremenda...o sono io che capisco male e tu l'hai letto...vado, ciao!!

zamax ha detto...

Al tuo commento in pratica ci metto la firma sotto (a parte Stravinskij!). Sia su Beethoven sia sulla dodecafonia. La mia conoscenza della musica di Brahms è insufficiente (come un po' per tutta la musica tedesca) e l'ammirazione per quella di Mozart non è che sia accompagnata da un grande ... amore. Dal mio altissimo scranno decido autocraticamente invece di non aver riserva alcuna sul grandissimo Johan Sebastian il quale, lontanissimo da quella figura parrocchiale di severo artigiano luterano che ci è stata tramandata (per fortuna c'è quel pazzo di Buscaroli!), fu in realtà l'artista che, eccellendo in tutto, seppe fondere la scienza della polifonia germanica con la freschezza dell'aria italiana. (Lo dico per quelli che per avventura seguissero le nostre dottissime disquisizioni: la musica di Bach è spesso lussureggiante e perfino sensuale, anche dove non te lo aspetti, come nelle Cantate Sacre). E l'esempio del mio compatriota - veneto :-) - Vivaldi gli fu indispensabile, ça va sans dire.
"...ha scritta musica": noto con piacere che hai la finezza di coniugare il passato prossimo in questo caso col genere del complemento oggetto, da difensore in armi dei confini patrii linguistici. Cose ottocentesche, direbbe qualche idiota...

Lo PseudoSauro ha detto...

Zamax: se non ti fai un blog da solo te lo faccio fare a forza...

Grazie per aver ricordato il grande Piero Buscaroli la cui opera mi e' molto cara come la sua vicenda umana di fascista sopravvissuto all'antifascismo.

Ci rimane giusto lui della pattuglia di Candido, Borghese e di Montanelli.

Per quanto riguarda Stravinskij, la sua opera rimane tra le pietre miliari di cio' che e' sopravvissuto della musica novecentesca: e' fuori discussione. Trovo il suo lavoro analitico indispensabile per ogni compositore e musicologo seri, ma rifiuto le sue sentenze apodittiche che ritengo viziate da pregiudizi personali e ideologici. Il giudicare l'opera di un Vivaldi, ad esempio, senza contestualizzarla in un momento storico nel quale il musicista era poco piu' che un liberto, mi pare operazione superficiale indegna di ulteriori riflessioni.

Siccome ho dedicato parecchio tempo allo studio dell'opera di J.S. Bach, concordo con la tua opinione. Ti inviterei ad andare qui http://www.bach-cantatas.com/
dove potrai trovare le registrazioni di tutte le cantate del Maestro, nonche' partiture, testi, traduzioni ed altre risorse.

Vedo che non ti sfugge nemmeno il mio estremo tentativo di sciacquare i panni in Arno. :-)

Ho risposto al precedente in qualche tomo... nel caso avessi il tempo di leggere.

 
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