Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
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27 novembre 2006

L'Onore!

Ladri! Voi state ligi all'onor vostro, voi!
Cloache d'ignominia,
quando, non sempre, noi
Possiam star ligi al nostro.
Io stesso, sì, io, io,
Devo talor da un lato
porre il timor di Dio
E, per necessità, sviar l'onore, usare
Stratagemmi ed equivoci,
Destreggiar, bordeggiare.
E voi, coi vostri cenci
e coll'occhiata torta
Da gatto pardo e i fetidi sghignazzi
avete a scorta
Il vostro Onor! Che onore?!
che onor? che onor! che ciancia!
Che baia!
Puï l'onore riempirvi la pancia?
No. Puï l'onor rimettervi uno stinco?
Non puï.
Nè un piede? No. Nè un dito?
Nè un capello? No.
L'onor non é chirurgo.
Che é dunque? Una parola.
Che c'é in questa parola?
C'é dell'aria che vola.
Bel costrutto!
L'onore lo puï sentire chi é morto?
No. Vive sol coi vivi?...
Neppure: perchè a torto
Lo gonfian le lusinghe,
lo corrompe l'orgoglio,
L'ammorban le calunnie;
e per me non ne voglio!
Ma, per tornare a voi, furfanti,
ho atteso troppo.
E vi discaccio.

26 novembre 2006

Un treno pieno di...negri

Ebbene, anche il sauro usa dei mezzi pubblici e, quando non deve lavorare al PC, si mischia con la gente comune e nessuno lo riconosce, dato che la sua e' una condizione mentale piuttosto che non fisica tout-court; percio' sta spesso in IIa classe, o in turistica, a seconda del mezzo usato. Cosi' e' accaduto anche di recente in un breve trasferimento regionale dal cui ritorno e' avvenuto un fatto, forse non strano per i nostri tempi, ma certo inquietante. Dopo aver adattato il suo corpo fisico in una splendida, ancorche' vuota, carrozza di Trenitalia ed aver raggiunto gli ingombranti antenati in sogno, per il consueto araucaria-party, la povera bestia si e' svegliata improvvisamente per il gran fracasso e come ha aperti gli occhi si e'accorto che la carrozza era del tutto piena: nemmeno un posto in piedi. Di fronte a lui due donne nigeriane imbacuccate fino agli occhi ridevano e parlavano fitto in una lingua sconosciuta; a fianco, invece, un'altra dormiva accovacciata sulla sua spalla (quella del sauro); nell'ordine di poltrone a sinistra un gigante nero, attorniato da altre donne, sorvegliava il gineceo in silenzio, mentre tra sacchi e sacchetti trasportati nel corridoio affollato, capitava spesso che qualcosa urtasse la capoccia del sauro che stava realmente per riacquistare fisicamente le sue dimensioni spirituali, non foss'altro che nei testicoli, a causa dello stimolo uditivo apocalittico e di un buonumore generale che lo vedeva escluso in quanto "bianco"; come non ci fosse: invisibile. Dopo un rapido giro d'orizzonte e, constatato che di "bianchi" ce ne saranno stati, si' e no 5 o 6 (tutti altrettanto perplessi quando non intimoriti) su 150 posti a sedere ed una cinquantina in piedi, la bestiaccia, che tutti conoscono per essere campione mondiale di xenofobia, penso' bene di cambiare carrozza per salvare cio' che gli rimaneva dei propri timpani ed evitare che qualcuno gli si addormentasse nuovamente addosso, ma, come e' intuibile: chi lascia la via vecchia per la nuova... ed e' stato cosi' che ha dovuto traslocare in Ia classe, nonostante anche li' la situazione fosse di pochissimo differente, ma, almeno, il rumore era meno assordante e le probabilita' di vedersi soffiato il posto ogni qualvolta si recasse in bagno a lavarsi, sembravano decisamente inferiori, non foss'altro che per il numero di posti vuoti, non in quanto al colore della pelle di chi li occupava, poiche' questo era quasi totalmente nero e si badi, non "abbronzato": proprio nerofumo. Siccome ogni civilta' ha pari dignita' in Italia ci dobbiamo adattare, dunque anche il lavarsi diverra' presto una cosa secondaria, cosi' come il cedere il posto ai vecchi, il bisbigliare per non distrubare il vicino, il non invadere il suo gia' misero spazio vitale... tutta roba "borghese" che va abolita ora che il Nuovo Ordine si e' finalmente instaurato e vige la Pace senza se e senza ma. Sulle "razze", colore della pelle eccetera la si puo' pensare come si vuole, ma siccome da noi vi era una prevalenza etnica di un tipo, il trovarsi improvvisamente nel centro di Georgetown pur stando in Padania e' un miracolo della globalizzazione di cui il sauro farebbe bestialmente a meno; e se questa e' la xenofobia, ebbene la maggior parte degl'italiani sono da curare in quanto la pensano piu' o meno allo stesso modo anche senza avere il Mein Kampf sul comodino. Ma una riflessione s'impone, in quanto e' evidente che il treno non era solo pieno di "negri", ma anche di puttane e magnaccia, e si tratta di qualifiche che non si escludono a vicenda nella fattispecie in oggetto. Pertanto la questione etnica passa in secondo piano rispetto a quella "morale". Il tipo di risorse che noi importiamo da alcune nazioni del terzo mondo e' prevalentemente di questo tipo: magnaccia, puttane, spacciatori. Certo, dal punto di vista dell' "offerta" femminile di questa merce, si e' fatto ben piu' che un passo avanti, considerato il panorama desolante di qualche decennio fa, nel quale le donne che si vendevano in strada erano autoctone, poche e parecchio male in arnese, a parte qualche "isola felice". Sicuramente gli aficionados del genere faranno i salti dalla gioia sapendo di potersi aggiudicare per quatro soldi tanta carne variopinta senza dover andare a Lagos o a Rio... ma siccome non penso che i cittadini eleggano un governo per fare contenti i puttanieri, allora s'impone una ridefinizione del fenomeno, poiche' il cambiargli di nome automaticamente scarica le coscienze dei benpensanti; e questi sono, come sempre accade, i detentori del potere, non quelli che vi si oppongono. Pertanto, in un regime culturale in cui la sinistra e' egemone, i "benpensanti" sono di sinistra, non di destra. Le "risorse", non sono indispensabili, e di diversificare il mercato della prostituzione ne faremmo tutti volentieri a meno, tanto, ormai un viaggio in aereo costa poco. I nostri usi e costumi non sono una cattiveria gratuita che va risparmiata agli ospiti, soprattutto quando questi sono invadenti, anche se apparentemente amabili e sempre sorridenti. La finisco qui perche' questo e' un blog e sono andato ben oltre la lunghezza che consente un margine d'attenzione decente. Continui chi vuole, al posto mio.

09 novembre 2006

Uno xenofobo d'altri tempi

Ascolta (finche' te lo lasciano fare) l' Questo signore e' Otello, al secolo il Moro di Venezia. O, almeno, e' Mario Del Monaco che nel 1959 interpreto' con il suo vocione, al Metropolitan Theatre di New York, l'eroe dell'omonima opera verdiana, tratta dall'ancor piu' noto dramma di W. Shakespeare. Questo signore era negro, il che significa di carnagione piu' scura rispetto a quella prevalente negli autoctoni veneziani. Poi era cristiano (forse). Poi era "Duce". Poi "crociato". Poi fu anche assassino del coniuge (bianco) Desdemona, dato che il matrimonio multietnico era meno in auge di quanto non lo sia ora. La finzione scenica vorrebbe che i fatti fossero accaduti intorno a meta' '500. Se l'eroe shakespiriano fosse vissuto nell'Europa dei nostri tempi non avrebbe nemmeno potuto giungere all'uxoricidio, in quanto la potenza della nostra civilta' l'avrebbe frenato assai prima. Come "negro" sarebbe stato cooptato "quantomeno" in CGIL o Rifondazione Comunista. Sarebbe stato scomunicato da Santa Romana Chiesa a causa del matrimonio multikulti. Sarebbe stato denunciato dalla IADL per islamofobia... comunque, se cosi' non fosse avvenuto sarebbe stato "perlomeno" denunciato per "Ricostituzione del Partito Fascista"; ma anche se il suo dramma familiare avesse dovuto compiersi per qualche ulteriore scherzo del destino - considerato che Desdemona avrebbe potuto benissimo essere la "nostra" Cicciolina, non si sarebbe certo ucciso con il suo fido pugnale - il cui porto e' vietato per legge; avrebbe ottenuti gli arresti domiciliari e dopo un po' sarebbe stato messo quale capolista in un partito qualsiasi ad est dell'Arco Costituzionale. E poi dicono che non siamo una civilta'...

Aggiornamento: chi volesse ascoltare l'introduzione dall'Otello di Verdi puo' fare click sull'immagine.

05 novembre 2006

Il nodo di Gordio

"Credo che nell'ultimo secolo l'essenza del potere umano si sia svelata a noi in un significato del tutto particolare. Infatti è strano che la tesi della malvagità del potere si sia diffusa proprio a partire dal XIX secolo. Avevamo pensato di aver risolto o almeno appianato il problema del potere, affermando che il potere non proviene nè da dio nè dalla natura, ma piuttosto da un patto che gli uomini stipulano tra loro. Che cosa dovrebbe ancora temere l'uomo, se dio è morto e il lupo non è altro che uno spauracchio per bambini? Ma proprio dall'epoca in cui questa umanizzazione del potere sembra essersi definitivamente realizzata - e cioè dalla Rivoluzione Francese - dilaga irresistibilmente la convinzione che il potere sia in sé malvagio. Il detto 'dio è morto' e l'altra enunciazione 'il potere è in sé malvagio' derivano entrambi dallo stesso periodo storico e dalla stessa situazione, vogliono dire la stessa cosa"

Carl Schmitt (Geschpräch über die Macht und den Zugang zum Machtaber, 1954).
 
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