Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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14 settembre 2006

La globalizzazione bifronte

Per chi scrive di ineluttabile c'e' solo la morte. Non e' tale la globalizzazione, ne' lo sono la societa' multietnica e quella multiculturale; questi sono processi economici e politico-sociali scientemente e coscientemente pianificati, attuati e diretti da persone. Non si tratta di manne graziosamente cadute dal cielo o piaghe imposte alle societa' umane dissolute e senza speranza di redenzione. Non eventi la cui origine e' imperscrutabile, ma la conseguenza di una strategia progressiva che mira nientepopodimeno che a ricreare l'Eden in terra: si tratta di materialismo allo stato puro.

In particolare la cosiddetta "globalizzazione" e' lo stesso liberismo economico nella sua fase di massima espansione. E non e' nemmeno una grande novita' in quanto ci sono stati gia' due tentativi, nella prima meta' del Novecento, che si sono scontrati con qualcosa di davvero "ineluttabile", ovvero una pandemia disastrosa e l'effetto a catena di altre cause economiche ed umane. Le guerre, al contrario di cio' che si pensa, non l'hanno impedita, ma ne hanno moltiplicati gli effetti, tanto che chi e' ideologicamente avvezzo a vedere complotti ovunque, tende a vedere nel Capitale e nella concentrazione economica la causa prima di ogni conflitto; il che, nel caso della Ia GM, e' ormai quasi una certezza, ma non certo per la IIa, della quale si puo' ben dire che ha avuto motivazioni opposte, anche se "ineluttabilmente" ha finito per agevolare il fenomeno in oggetto.

NazionalSocialismo Fascismo e Sol Levante hanno dichiarata guerra alle potenze economiche occidentali ed alle "democrazie plutocratiche": una guerra ideologica al liberismo economico: hanno fatta la guerra alla globalizzazione. Si dira': e l'URSS non era altrettanto anticapitalista? Nient'affatto. Il socialismo bolscevico non contestava il capitalismo, ma il fatto che questo fosse diretto dall'alto, concentrato nelle mani di pochi. Una globalizzazione dal basso e' l'obiettivo stesso del marxismo. Dunque la globalizzazione economica e' l'obiettivo del liberismo, del socialismo e di quella cosa indefinibile che e' il "riformismo di sinistra", nella cui definizione si trovano elementi inconciliabili tra loro, anche se l'analisi di partenza rimane quella marxista.

Ne consegue che se liberali e socialisti considerano entrambi "fatale" la globalizzazione, non ci rimane piu' nessuno che la consideri un male, o quantomeno un fenomeno che potrebbe interrompersi e nella cui eventualita' sarebbe auspicabile avere una strategia di riserva. Perche' se l'ultimo fallimento della global-economy ha portato alla crisi del '29, non si puo' nemmeno immaginare che accadrebbe ora in un caso analogo.

L'unico movimento politico, o meglio, "sociale" che si oppone alla globalizzazione bifronte e' - anzi, dovrebbe essere - quello dei "no-global".
Allora chi sono i "no-global"? Nella maggior parte dei casi si tratta di forze politiche che, consapevolmente, o meno, fanno capo alla sinistra estrema o anarchica, anche se spesso rifiutano una precisa collocazione secondo l'antiquato schema destra-sinistra, ma fondamentalmente si tratta di persone che vengono dall'esperienza marxista e della quale hanno conservata l'analisi, pertanto la globalizzazione la vogliono, ma solo come piace a loro. Parlare di "antagonismo" e' pertanto l'ennesimo falso ideologico, poiche il movimento e' organico e collaterale al socialismo e, qualche volta, al riformismo di sinistra che, come detto sopra, fa un gran minestrone, ma rimane fondalmente ancorato all'analisi marxiana.

Chi si oppone realmente al liberismo economico sono ormai pochi intellettuali usciti da liberalismo, socialismo o fascismo e, come tali, evitati come la peste e scomunicati dagli uni e dagli altri perche' in odore di eresia o additati come fautori di "purezze razziali" solo perche' desidererebbero reinterpretare e conciliare Tradizione e Modernismo: Evola e Marinetti. Questo e' cio' che passa il convento in un regime democratico. Ecco perche' la globalizzazione e' "fatale ed ineluttabile" nonostante il libero scambio e la libera circolazione di uomini e merci, stiano rispettivamente per colonizzazione culturale e disordine globale, nessuno e' in grado di formulare una proposta alternativa.

10 commenti:

Monica ha detto...

Sauro,
perchè non ti proponi per dare ripetizioni a Francesco Caruso ?
No, no, sarebbe tempo perso.

antiEUropeo ha detto...

Comunque non pensi che un'alternativa possa venire più facilmente dal liberalismo, se questo non lo si riduce esclusivamente agli aspetti econimici?

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: potrebbe essere un'idea, ma non credo che i sauri possano essere abilitati all'insegnamento. Siamo una categoria particolarmente discriminata e un giorno o l'altro entreremo in agitazione. :-)

Antieuropeo: io mi sto facendo un'opinione diversa solo ora; prima sarei stato d'accordo con te, ma pare evidente che ormai e' necessario sapere CHI si globalizza e COSA, perche' cio' che stiamo importando e' innegabilmente un pericolo per la nostra stessa sopravvivenza. Se il modello liberale e liberista non puo' essere attuato che in questa maniera, bisogna quantomeno rivederlo. Non e' un'opinione solo mia, anche in USA si stanno interrogando sul tema, il che e' tutto dire.

Antonio Saccoccio ha detto...

Pseudo,
le tue riflessioni sono le stesse che faccio io da qualche tempo.
Per questo io dico che il futurismo dei nostri tempi deve essere contro la globalizzazione e l'appiattimento culturale, detto da alcuni "multiculturalismo".
Il futurismo di oggi è antimaterialistico e contro l'uomo/macchina.
Questo è il NeoFuturismo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Antonio: mi prostro e chiedo venia per la mia assenza. Piu' passa il tempo e piu' me ne convinco che va trovata un'alternativa, perche' ormai le societa' occidentali sono piu' occupate a tappare i buchi del sistema che ad espandersi, tant'e' che Cina ed India stanno per sostituire Europa e USA. Noi europei e' dalla Ia GM che siamo ridotti cosi'... prima abbiamo passata la mano agli USA ed ora sono loro stessi che la passano alla Cina, nel frattempo noi stiamo declassandoci volontariamente al livello del III° Mondo... quantomeno si dovrebbe cercare un'alternativa.

Fabio ha detto...

Penso che ci sia un elemento di inenuttabilitá nella globalizzazione: l'evoluzione tecnologica che ha reso molto piú facili e veloci trsporti e comunicazioni. Era un mondo enorme per cose e persone ai tempi dei velieri; ora é piccolo nell'era dei 747. E minuscolo per le idee nell'era di Internet.

Peró é vero che quali siano soggetti ed oggetti della globalizzazione fa la differenza.

Lo PseudoSauro ha detto...

Fabio: la globalizzazione e' "ineluttabile" solo se rapportata a se stessa; cosi' come la "rivoluzione del proletariato". Non vi possono essere altri parametri esterni, in quanto si tratta di una filosofia. Nell'un caso come nell'altro e' necessario un processo di omologazione, se no il processo si arresta, come e' avvenuto almeno una dozzina di volte con risultati disastrosi. Il problema sorge proprio quando l'omologazione investe culture distanti che non desiderano affatto cambiare; e qui si va sul terreno degli antimperialisti. Gli effetti del processo dimostrano quanto liberismo e marxismo abbiano in comune proprio a causa dello stesso approccio economicistico. L'uno non si cura nemmeno dell'aspetto culturale subordinando tutto allo scambio, mentre il secondo schiaccia la cultura per sostituirla con la propria, ma il risultato, a lungo andare, e' il medesimo, nonostante il liberismo sia piu' efficiente in quanto piu' "naturale". In ogni caso entrambi i sistemi crollano quando non riescono piu' ad espandersi: per operare correttamente devono diffondersi ovunque. Personalmente preferirei il liberismo, ma se il sistema costringe ogni societa' ad occuparsi esclusivamente di tapparne le falle, come ben vediamo, allora va cercata un'alternativa piu' rispettosa dell'Uomo in senso antropologico e spirituale, non solo economico.

Nessie ha detto...

Forse faremmo meglio a chiamare "mondializzazione" dell'economia, in luogo di globalizzazione. Per completare il quadro, c'è pure quella delle anime: la Chiesa e il meticciato, propugnato dal cardinale Scola. E quando Pera osò mostrarsi contrario a questa parola - tié - si beccò pure l'accusa (l'ennesima) di razzista.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: (gia' fatto?) le definizioni sono una palude: ci sono gli antimondialisti, gli antimperialisti, gli antimodernisti, i no-global... io vorrei, molto piu' modestamente, che non m'invadessero o bombardassero con la scusa che tutto cio' e' "ineluttabile". Fino a qualche anno fa non lo era, perche' ora dovrebbe esserlo? Se quelli globalizzano da sopra e quegli altri da sotto non mi disturba poi molto, ma se nel bundle ci mettono la colonizzazioni e tutto il resto, che vadano a globalizzarsi in casa loro. Ammesso e non concesso che cio' sia uno de frutti del liberismo economico, ebbene che vada a ramengo pure lui e si trovi un'alternativa piu' rispettosa delle identita' locali. Fino in USA s'interrogano sulla sostenibilita' del modello economico, dato che si sono accorti che ormai tutto il mondo e' paese; per la prima volta dems e reps sembrano optare insieme per qualcosa che ricorda molto l'isolazionismo... allora ci dobbiamo globalizzare solo noi, mi pare... decisamente c'e' parecchia gente che pianifica sule nostre teste: quelli che ci vogliono tutti consumatori, quegli altri che ci vogliono tutti buoni, quegli altri ancora che ci vogliono piu' abbronzati, piu' poveri, piu' pii, piu' remissivi... ma Adolfo era un santo al paragone.

Antonio Saccoccio ha detto...

PseudoSauro, perfetto.
"va cercata un'alternativa piu' rispettosa dell'Uomo in senso antropologico e spirituale, non solo economico."
Questo è il vero nodo. Su questo dobbiamo discutere.
Cerchiamo di sentirci. La linea di sviluppo delle nostre riflessioni è la medesima. E non siamo gli unici a pensare queste cose.
Leggi il mio ultimo post sul mio blog personale Liberidallaforma - che non vedo linkato ;-) - e fammi sapere cosa ne pensi.
Ti aspetto anche su Neofuturisti.
Devo sentirti in tempo reale per comunicarti alcune cose. Non avevi Skype? Se ti connetti mi trovi quasi sempre online.
ciao
FTA

 
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