Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

I commenti saranno disattivati a causa dell'impossibilita' di curarne la gestione.
Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

01 settembre 2006

Il mito della Resistenza

Dopo 60 anni c'e' ancora chi ha il coraggio spudorato di mistificare una realta' nota a pochi storici, prevalentemente fascisti sopravvissuti e pervicaci, quindi collocati tra i reietti della Storia, ma quando nemmeno un Giampaolo Pansa, giornalista e storico inequivocabilmente "di sinistra", con il suo "Il sangue dei vinti", viene preso molto sul serio, significa solo una cosa: la conoscenza della Verita' non sarebbe solo un rischio per la Prima Repubblica, sarebbe una jattura per la repubblica tutt'intera che e' nata, appunto, dalla Resistenza, o meglio, da cio' che si pensa essa sia stata, cosa della quale non e' lecito nemmeno il dubitare pena il solito, noioso e patetico anatema di "fascista", il che, dopo 60 anni, costituisce un fatto tragicomico ed un unicum in tutto il mondo occidentale.

Cio' spiega la necessita' di agitare continuamente lo spettro del fascismo e l'educare intere generazioni all'odio di tutto cio' che puo' incrinare il mito stesso marchiando il bersaglio in modo ben riconoscibile per escluderlo dall' "arco costituzionale" di turno: un ulteriore artificio nell'artificio creato con l'esplicito intento di rinchiudervi dentro ogni abbozzo di "destra" nella pia illusione che nessuno, prima o poi, s'accorga che tutte le dittature del novecento sono nate nello stesso Socialismo coniugandolo in tutte le salse: nazionali, internazionali ed etniche. Per essere "fascista" e' dunque sufficiente il non essere "di sinistra", e questo dice chiaramente su "chi" abbia poste la condizioni per lo scontro ideologico e fisico in Italia nell'arco di tutto il novecento, non popoli desiderosi di liberta' o stremati per il disastro di due guerre mondiali, ma il solito Karl Marx in persona.

La verita' "vera" e' che la Repubblica Italiana e' sempre stata socialista, fin dal '48; di un socialismo diverso da quello di Mussolini che venne smantellato in fretta da socialisti e liberali insieme - e che ancora adesso il sindacato rincorre - di quello stesso socialismo della "settimana rossa" dei primi del novecento, la cui violenza, unita al disprezzo riservato ai reduci della Ia GM, condusse il Cavalier Benito Mussolini (capito adesso perche' insistono sul cavalierato di Berlusconi?) ad abbandonare l'ideale internazionale, mentre a Livorno nasceva la sua nuova, e piu' aggressiva, versione nella forma di un partito radicale filosovietico, che resiste tutt'ora
anacronisticamente, in una percentuale ragguardevole solo in Italia ed in Francia.

Il mito autoalimentatosi in oltre 60 anni di ininterrotta disinformazione si basa su di un falso storico che non ha eguali in tutta Europa, nemmeno nella Germania ex nazista, e questo e' la "vittoria" dell'antifascismo sul fascismo. Una specie di lotta del bene contro il male, della ribellione del cittadino contro un regime autoritario in quanto tale: "male assoluto" in se e per se, come ammettono gli stessi ex fascisti che non hanno avuta la disgrazia, o la grazia, di vedere con i propri occhi cio' che accadde in Italia tra il '45 e il '48, ma direi anche oltre, a meno che non vogliamo credere che la lotta di classe portata innanzi dalle varie formazioni comuniste anche ai nostri giorni sia un fenomeno diverso: un mito conseguente ad un altro mito... evidentemente glitaliani sono una societa' mitologica, dunque hanno scarsa propensione a vedere la realta' per quella che e', e devono costantemente inventarsi interpretazioni fantasiose per fare quadrare i fatti con l'ideologia... non riuscendovi quasi mai, come prevedibile, del resto.

E quale sarebbe dunque la "verita' storica" negata dall'antifascismo? Che la guerra e' stata vinta dalle truppe Alleate; che la Resistenza e' stata un fenomeno marginale, inferiore allo 0,0qualcosa della popolazione italiana che rimase fedele al consenso fascista nonostante la guerra disastrosa - altro mito degno di ulteriori riflessioni; che nel territorio della RSI ogni resistenza era stata quasi spenta, e se non fosse stato per il cedimento della Linea Gotica lo sarebbe stata del tutto; che in via Rasella non vi e' stato alcun atto di eroismo, ma una carneficina che poteva essere prevista, cosi' come dovunque le truppe fasciste e quelle d'occupazione naziste affiggevano i manifesti che rendevano noti i termini della decimazione; che Mussolini fu fino all'ultimo contrario a soluzioni non rispettose della legalita', tanto che i prefetti praticavano gia', a seconda delle realta' locali, un "fascismo" senza il Duce; che l'esecuzione del Presidente della RSI venne rapidamente attuata per impedire che questi potesse rendere nota la "sua" verita'; che gli stermini avvenuti prevalentemente nell'Italia del nord sono stati interamente commessi dai partigiani comunisti che si preparavano alla rivoluzione; che questi avvennero in un modo tanto brutale da non poter trovare giustificazione nella repressione fascista, tanto che i questori erano spesso adusi a fare il doppio, triplo o quadruplo gioco; che gli uccisi non furono solo i nemici che si macchiarono di atrocita', ma tutti coloro che potevano essere messi in relazione con il passato regime, poi i possidenti, poi i sacerdoti ed infine gli stessi partigiani "bianchi"; che se non fosse stato per gli Alleati, i Carabinieri ed i Tribunali speciali, individui come l'ex Presidente "emerito" della Repubblica Scalfaro, avrebbero fatta fucilare mezza Italia. In altre parole, non si tratto' di "guerra civile" che, come dice bene Piero Buscaroli, trae sempre la sua origine in un contesto multicuturale trascurato per secoli sullo stesso suolo comune, ma di "lotta di classe". Pertanto la "memoria condivisa" e' una solenne presa in giro quando non un'infamia agli occhi di chi ha vissuta la realta' ed e' stato salvato, meno che quattordicenne, dal linciaggio dei "partigiani" per opera delle truppe anglo-americane.

Chissa' che fra cent'anni non si riesca a fare chiarezza; per l'intanto il socialismo dialettico l'abbiamo ancora al governo, ma non fosse stato per Berlusconi staremmo ancora alle "convergenze parallele", gli "opposti estremismi" e tutti gli artifici retorici che hanno via, via incrostata l'Italia repubblicana fino a renderla asfittica. Che muoia dunque presto soffocata l'Italia "antifascista" per rinascere senza ulteriori, inutili e faziosi attributi.

47 commenti:

andrea ha detto...

abbi fede,magari nascera' un italia con un altrettanto fazioso attributo,tipo "anticomunista"...ma magari ti sarà piu' gradita e dato che sei un sauro,riuscirai a sotterraci tutti e a godertela.scherzi a parte,hai scritto un pezzo molto bello ma a questo punto vorrei chiederti dove hai fatto le elementari e soprattutto,consigliami qualche titolo di libro sul quale leggere la vera storia d'italia.non scherzo sauro,ironia a parte ho necessità di documentarmi in maniera approfondita su argomenti che probabilmente ignoro

Bisquì ha detto...

Andrea,
vedi non è necessario studiare su un libro, basta andare nell'archivio di un qualsiasi quotidiano e leggersi quello che è avvenuto. Confrontarlo con altre notizie e poi leggersi i rapporti di polizia e le sentenze dei tribunali.

Non è difficile se uno vuole veramente.

A proposito di partigiani, studiati chi ha fatto il partigiano in Ungheria e chi lo ha assassinato con una sentenza emessa da un tribunale burla.

Quelli erano tempi che l'Italia aveva appena superato versando il sangue di tantissimi innocenti.

Lo PseudoSauro ha detto...

Naturalmente io sono stato sul generico, ma potrei scendere nei dettagli... questa roba e' nei verbali delle istituzioni italiane quindi c'e poco da rigirarla. Basta leggere il libro di quel fascista di Pansa... Anche ammesso che ci siano rimasti due fascisti due in tutt'Italia, come Buscaroli, ad esempio, non certo Fini che ha parlato di "male assoluto", mi piacerebbe capire perche' dopo 60 anni debba continuare questa manfrina... o meglio: lo so, come non detto. Pero' mi piacerebbe anche capire perche' se il fascismo e' stato sconfessato da chi, piu' o meno, vi si riconosceva chi ha commesso simili prodezze e' rimasto impunito o sta tutt'ora nelle istituzioni locali o centrali... naturalmente so anche questo. Un sacco di gente in Emilia ha avuti familiari scomparsi - che non erano nemmeno fascisti - dei quali era costretta a dire che erano morti in guerra. Senza dire del fatto che se anche fossero stati fascisti si sarebbe dovuto dimostrare che avevano fatto qualcosa, se no sarebbe lecito anche applicare lo stesso ragionamento a qualunque oppositore politico. Misteri dell'antifascismo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Questa e' una testimonianza di Piero Buscaroli che, figlio di un dirigente fascista, lo e' ancora adesso, tanto da ritenersi "straniero" in Italia.

«Alle vittime, in piazza, schiacciarono crani e toraci, fecero uscire gli occhi a colpi di manubri di ferro da ginnastica. «Quattro erano tra i 15 e i 17 anni». Raffuzzi non ha scritto come fui salvato io, perché m’è amico e sapeva che non desideravo esibirmi quale mancato martire neppure quindicenne. Quella domenica mattina, 25 Maggio 1945, benché mia madre, che temeva, mi tenesse, più che poteva, in casa, ero anch’io alla “messa dei belli” delle 11,30 nella Chiesa del Pio Suffragio. La messa era alla fine quando udimmo, anche Raffuzzi, che ancora non conoscevo, rumor di tumulto e urla strazianti. Noi, ch’eravamo accanto all’ingresso della chiesa affollata, scendemmo i tre gradini sulla piazza e restammo allibiti all’orribile sanguinoso groviglio che arrossava gli antichi ciottoli venti metri più in là.

Ora che scrivo, dopo 60 anni e 5 mesi precisi, faccio fatica a riassumere. Al mio apparire, si alzò un urlo, in quel bastardo dialetto, “E adesso, dopo i grandi, cominciamo coi piccoli!”, e fui afferrato da un figuro che di vista conoscevo, e si chiamava Tarabusi, detto Buchi. Impotente a resistere e a difendermi, mi trascinarono, sotto i primi colpi; mi meraviglia sempre, al ricordo, la chiarezza con cui sentivo che bisognava morire, quando il frastuono, che mi parve immenso, di un potente motore, sparpagliò il gruppo. Mi sentii afferrato da molte braccia, e issato su un gippone dell’Ottava Armata inglese, che partì come un bolide.»

Perla ha detto...

Andrea ha ragione, caro sauro.

La storia vera del secolo scorso è stata rimossa dai libri di testo in quanto troppo scomoda e poco rispettosa dell'egemonia della cultura antifascista-resistenzialista-comunista e di sinistra.

Post come il tuo dovrebbero essere divulgati con grande serietà e impegno.

Bravo! :-)

Perla

Lo PseudoSauro ha detto...

Lusingato, ma nol fo pel piacer mio... spero solo che serva a capire che nella barbarie ci siamo ancora dentro fino al collo e che la morte dei testimoni diretti non sara' sufficiente a rimuovere una memoria infame come questa. Basterebbe darsi una stretta di mano e considerare che siamo tutti nella stessa barca: "fascisti" compresi. Questo e' stato il nostro "multiculturalismo", se poi se ne aggiungessero altri l'esito sarebbe scontato.

Lo PseudoSauro ha detto...

Andrea: ho messo in coda la risposta perche' cercavo qualche riferimento bibliografico. So che ti daro' un dolore, ma gli unici testi scritti con dovizia di documentazione sono di ex fascisti, per ovvii motivi. Quando dico "dovizia" intendo nomi, cognomi, date e riferimenti a documentazioni ufficiali... un lavoro immenso che puoi trovare solo nelle biblioteche e nemmeno in tutte. Credo che "Storia della Guerra Civile in Italia" (3 voll.)di Giorgio Pisano' sia il piu' esaustivo, anche se ogni pagina e' una mazzata allo stomaco. Poi c'e' "Italia Drammatica" del liberale De Felice; tutta roba che a sinistra non andava molto di moda, ma praticamente non c'e' nient'altro di cosi' pignolo come i testi di Pisano'. Il testo di Pansa e' gia' una bella sberla fin dalla copertina e l'ho citato nel post, credo che sarebbe una buona camera di compensazione prima di leggere il resto per il quale, lo ripeto, ci vuole parecchio stomaco. Questa roba l'ho trovata in casa in quanto mio padre e' uno di quelli che se l'e' vista brutta pur non essendo fascista, quindi leggeva il Candido e il Borghese ai tempi in cui si rischiava la vita.

Quanto all'anticomunismo, dipende tutto da chi e' comunista ora. Io non credo che il sangue dei padri debba ricadere sui figli, sia per i fascisti che per i comunisti, ma credo sia necessario coprire i vistosi buchi dell'egemonia culturale, dopodiche' ognuno ne trarra' le sue conclusioni. Purtorppo il socialismo bolscevico e' sempre stato antinazionale, quindi antiitaliano, il che mi pare un problema anche attuale. Pur senza diventare biechi nazionalisti sarebbe meglio intendersi tra di noi e decidere insieme se dobbiamo sparire come entita' nazionale e popolare.

Nessie ha detto...

Ho letto qualche capitolo de "Il sangue dei vinti" (non tutto) in biblioteca. Su molte delle testimonianze di Pansa, c'è gente che ha vissuto la guerra e il dopoguerra che le conferma. Amendola sapeva. Togliatti pure, ma facevano finta di niente. Promotori e mandanti o complici? Vai a saperlo. Aggiungiamo alla bibliografia "Ammazzate quel fascista" di Arrigo Petacco e magari scopriremo nuove foibe in Lunigiana.
Vorrei soffermarmi su un fatto recente. Napolitano ha riabilitato Nenni (della sua coalizione) offrendo l'onore delle armi (tardivo) agli eretici "compagni socialisti" ch esi dissociarono dal PCI durante i fatti d'Ungheria del '56.
E tutti quei liberali che si indignarono contro la feroce repressione sovietica? A quelli non chiede scusa? Non li riabilita? Si limita a un Nenni e a un Giolitti? Un Enzo Bettiza e un Montanelli non valgono niente?
Non dice la frase onesta che tutti gli Italiani si aspettavano? Eccola la scrivo io, per un Presidente che francamente non sento come il MIO presidente: "Ci sono stati intellettuali italiani e occidentali che hanno capito la tragedia del totalitarismo comunista prima di me, che ora sono ottuagenario, e a costoro offro le mie tardive scuse. Non posso nemmeno dire che i miei furono errori di gioventù, perché nel '56 ero già ultramaggiorenne e nel pieno possesso delle mie facoltà mentali". Queste sono le parole che avrei voluto sentire.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: lo sai anche tu che le riabilitazioni dei comunisti sono un po' come quelle di Santa Romana Chiesa... ci vogliono secoli e ci si deve accontentare dello sforzo e della "buona volonta'"; non sono loro a piegarsi ad un'etica comune: e' lo Stato che si deve assoggettare alla loro.

Pero' vedo che anche tu credi ancora al "pluralismo" dei vertici dell'allora PCI... guarda che i "deviazionisti" li facevano semplicemente fuori senza tanto strepito... se ne occupava il "distaccamento speciale" alle dirette dipendenze di Togliatti; e' in questo modo che hanno conservata l' "Unita'": semplicemente facendo fuori il dissenso, in Russia come in Italia: ovunque. Trotzky docet.

Nenni era una colonia del PCI... basta vedere come hanno fatto fuori Craxi quando il PSI ha alzata la testa. Sai che "riabilitazione", e' ovvio che Nenni aveva ragione, ma non potevano lasciarlo fare una politica veramente autonoma, semplicemente perche' era stato investito dell'eredita' fascista dall'amico "Beni" in persona. Tanto per ribadire il fatto che Mussolini era un socialista con tutti i crismi, come lo stesso Adolfo, del resto. Ma sai che gli hanno fatto studiare ai nostri compagni del giorno d'oggi... li hanno infarciti di balle e hanno fatto sparire la verita'; non e' nemmeno colpa loro.

Ad onor del vero, va detto che anche la criminalita' comune trovava comodo sposare l'ideale della rivoluzione per non pagare dazio. Quindi le vendette fanno parte anche dello sfascio dello Stato conseguente alla guerra, ma il fatto incontestabile e' che la RSI si comportava secondo la logica di uno Stato, anzi: di uno stato socialista, come dice la denominazione Repubblica Sociale Italiana, anche se localmente accadeva spesso che si derogasse dal Diritto, mentre dall'altra parte c'era solo la logica della guerriglia e dell'arbitrio personale, anche se i tentativi di dare un aspetto legale e unitario alle varie brigate partigiane, si sprecavano.

Ovviamente se la Repubblica Italiana nasce dalla guerriglia non dovrebbe essere considerata cosa stupefacente che i miti stranieri siano dello stesso tenore: "resistenti" in Iraq, America Latina e via cosi'... si tratta dell'applicazione sistematica della menzogna nazionale al contesto globale; cosa che molti, anche a sinistra, fanno in buona fede e solo per aver ricevuto l'imprinting resistenziale, semplicemente perche' hanno "fede" nel mito che qui si vuole contestare. Non c'e' nemmeno da biasimarli, basta insinuare il sano tarlo del dubbio tra queste granitiche certezze.

andreaxsauro ha detto...

grazie per i consigli bibliografici,mi interessano sinceramente punti di vista diversi.non sono comunque d'accordo sull'antitalianità della sinistra,io non mi ci riconosco.possiamo parlare di itlianità diversa?è come quelli che ritengonopoco patriottici gli americani che non amano bush.voglio dire,che kerry ama l'america quanto bush e bill clinton quanto michael moore

marshall ha detto...

Grande documento storico, che và centellinato parola per parola, frase per frase.
Quanto alle atrocità commesse nel triennio 45-48, ho avuto modo di leggere vari episodi nel blog di "Morti dimenticate" (ora, l'accesso ai blogger de ilcastello1 mi risulta più complicato per problemi tecnici, con potenziale pericolo di trasferimento su altra linea telefonica: questo è quanto mi segnala Norton).
Ho lasciato un messaggio sul blog di Monica.

Lo PseudoSauro ha detto...

Andrea: figurati... basta che fai il bravo :-) Il solo dire "antiitaliano" evoca il fascismo, ma anche questo e' il seguito di tutte le balle di cui si e' detto sopra. Il marxismo e' antinazionale per definizione, quindi e' evidente che sara' anche antiitaliano... basta vedere come la sua reinterpretazione umanitaria sta trasformando l'Italia in un'altra cosa. Dall'esterno (UE) e dall'interno (sinistra e parte della destra) tutti spingono per trasformare l'Italia, da fonte d'emigrazione a oggetto d'immigrazione. Considerato che manca lo spazio fisico se ne deve trarre la conclusione che si tratta di un progetto ideale.

Quanto ai libri, non si tratta di "scegliere" tra quelli di destra e quelli di sinistra, semplicemente perche' a sinistra non ce n'e', tanto che il libro di Pansa - che e' piccolo e limitato - ha suscitato scandalo proprio perche' scritto da un giornalista di sinistra.

Lo PseudoSauro ha detto...

Marshall: grazie. In casa mia ho quintali di questi libri scritti prevalentemente da ex fascisti o liberali. E' gia' un miracolo che li abbiano stampati, ma ovviamente non li ha letti nessuno perche' "fascisti"... eppure sono documenti storici nei quali l'appartenenza politica si nota assai di rado.

Adesso vedo di mettere a posto il tuo problema.

andrea ha detto...

sauro,non c'è problema..io faccio da cattivo quando lo fanno alcuni dei tuoi amici secondo i quali non avrei diritto di parlare perchè voto centrosinistra e quindi devo espiare i miei peccati e pregare per i centomilioni di morti causati dal comunismo.per il resto non ti ho mai creato problemi.hai la tua lettura della storia,la rispetto e la voglio conoscere.mio prozio ha fatto cinque anni di confino perchè disse in un bar che la russia era piu' grande dell'italia..ma lui intendeva dire geograficamente.conosco molti anziani,sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e al fascismo e alcuni di loro sono nostalgici del ventennio,altri invece no.la differenza tra fascismo e comunismo è semplice..in italia è esistita una dittatura fascista che ha perso una guerra.una dittatura comunista no.i partigiani hanno contribuito con uno 0,000001 per cento alla liberazione dell'italia da parte degli americani.i repubblichini erano alleati dei tedeschi.quando si è dovuta rifare l'italia,tra le forze che hanno scritto la costituzione c'era il pci.il pnf non poteva esserci.la storia è questa,è andata così.possiamo anche rileggerla,distribuire colpe,attribuirne di nuove,ma non credo che cambierebbe cio' che è successo.e io non voterei ccomunque per berlusconi.un saluto di stima,e visto che sono bravo,ora vado a comprare il sangue dei vinti e me lo leggo sotto l'ombrellone.buon fine settimana con un saluto di stima.sei una persona seria e intellettualmente onesta,parli chiramente senza ciurlare nel manico.hai un approccio decisamente diverso da quello di tanti tuoi colleghi bloggers...io la chiamo sicurezza in se stessi,ovvero non-bisogno di essere aggressivi.....

Lo PseudoSauro ha detto...

Andrea: io non ti impedisco di difenderti, mi sembra... solo ti invito a capire la differenza tra chi accusa una parte politica e chi invece insulta l'interlocutore. Non e' la stessa cosa. Qui ci siamo beccati di tutto e nonostante questo non diamo dello stronzo al primo che passa, nemmeno se questo se lo merita.

Pero' non ci capiamo. Io non ho una "mia" lettura della storia. Io leggo di tutto: da Das Kapital fino a Mein Kampf, non per diventare comunista o nazista, ma per capire; mentre la maggior parte di voi, non dico tutti, si accontenta della propaganda. Alcuni episodi storici sono stati semplicemente rimossi dalla cultura egemone il che significa solo una cosa: si tratta di un regime dello stesso tipo di quello che ha mandato al confino tuo nonno. Considera, pero', che una cosa e' mandare al confino un centinaio scarso di persone in tutto il ventennio, ed altra sterminarne migliaia in pochi mesi solo perche' erano avversari politici; cosa che non e' accaduta nemmeno in Germania con i dirigenti nazisti: sono stati processati e se ritenuti colpevoli, impiccati o condannati ad altre pene; mica ne hanno fatto un ragu' come i comunisti emiliani facevano da noi. Se a te sembra solo una sfumatura: pazienza.

Nessie ha detto...

@ Ma quando mai o Sauro di poca fede,io ho mai creduto nel pluralismo dei vertici PCI? :-( Se io faccio una domanda su Amendola o Togliatti è solo quale espediente retorico. So bene che sui regolamenti di conti i vertici dell'allora PCI, "non potevano non sapere". Idem, il comitato centrale sovietico.
Forse non hai capito che se critico Napolitano il quale riabiliata il compagno Nenni 100 anni dopo (esattamente come fa S.Romana Chiesa coi suoi eretici), è perché le sue nobili quanto futili scuse le doveva porgere:
a) innazitutto a quei poveri ungheresi vittime della repressione sovietica.
b) poi a tutti quei giornalisti, intellettuali e opinionisti che hanno denunciato fin da subito la macelleria.
I regolamenti all'interno della stessa coalizione mi interessano fino a un certo punto. Assomigliano un po' alle varie interpretazioni islamiche: sunniti contro sciiti. O ai clan rivali di mafia. E per concludere in modo un po' cinico, meno male che alla fin fine i peggiori nemici dei comunisti sono i comunisti stessi: vedi Pol POt, il cambogiano, contro i suoi "compagni" vietnamiti.
Ma questo, ovviamente, non risolve il problema.

Lo PseudoSauro ha detto...

Vabbe' Nessie... e' lo strascico polemico agostano; lo sappiamo benissimo che a sinistra le esternazioni hanno una valenza piu' interna che esterna, ma bisogna sfatare il mito degli oppositori imbecilli e far capire che si vede benissimo che il simbolo della quercia e' la trasposizione grafica della foto di Gramsci... cosa che non ha capito nemmeno la "base", evidentemente. E l'Ungheria e' solo un problema di comunicazione, non di coscienza... e siamo nel 2006...

Monica ha detto...

Caro Sauro,
affronti un tema delicato. Allora provo anche io a porti una domanda delicata, con una premessa. Storicamente la Resistenza in Italia non ebbe un effetto significativo ai fini della liberazione. Per capirci di poco superiore a quello avuto dalla inesistente "resistenza" irachena quando gli americani hanno ribaltato la dittatura in quel paese con un intervento disapprovato dalla nostra sinistra. Ora la domanda provocatoria: nel contesto politico attuale, e per analogia con l'Iraq, si può pensare che la sinistra, purchè l'Italia non fosse liberata dagli americani, avrebbe preferito tenersi la dittatura fascista ?
Ciao

Anonimo ha detto...

Questo si chiama revisionismo?
Bah...che la forza dei nuovi Alleati fosse risolutiva mi sembra chiaro a chiunque. Il valore della Resistenza non è tecnico. In un 'p'aese in cui il re scappa mentre in altri Paesi, come in Olanda, il re rimaneva e organizzava la resistenza, i resistenti bianchi o rossi che fossero erano l'unico baluardo morale. In fondo che costava loro aspettare che americani e inglessi facessero il lavoro?
Invece hanno rischiato la vita.
Potevano starsene a casa ed aspettare.
Concordo con te che per dirla bene la storia bisognerebbero sempre ricordare anche gli orrori della Resistenza. Le vendette, le brutalità, gli omicidi a sangue freddo.
Ma parliamo cmq di italiani che ne avevano subite da fascisti e tedeschi. Basti pensare alle sole leggi razziali cosa hanno comportato: la deportazione di nostri cittadini per motivi di religione. Insomma Sauro...
Poi sta storia del fascismo-socialismo. Non è vero che siamo un caso unico. Vedi i tedeschi che scontano ancora i propri errori(nazionalsocialisti), il Cile di Pinochet, il Portogallo, la Grecia.
Pensi che da queste parti ci sia un ricordo rilassato del fascismo?
E in Italia...tu dici che tramite l'opressione del fascismo si realizza quella della destra.
Ma se c'è ancora gente che fa il saluto romano, se quando Fini fece la 'svolta' sulle leggi razziali scateno molti malumori, se ancora Predappio fanno la messa la Duce e cantano le canzoncine: non l'è mica colpa della sinistra.
I comunisti dai socialisti -fascisti (gli assassini di Matteotti per intenderci, i Farinacci, gli squadristi)chiamiamoli così ne subirono tante.
Nel dopoguerra acnhe il tentato omicidio del proprio leader.
Cosa penseresti oggi se tentassero di uccidere Berlusconi leader dell'opposizione?
Metterli nello stesso filone mi sembra impproprio.
Su Via Rasella sono d'accordo: fu una follia. Gira voce che furono la Iotti e il mio concittadino Giorgio Amendola (futuro comunista riformista) a fare la frittata.
Che la gente fosse ancora col fascismo è difficle dirlo.
Zagazig

Anonimo ha detto...

Nessie sembra che t'interroghi sul sesso degli angeli...:-)...

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: la risposta e' semplice: Si'. La teoria fichtiana dell'opposizione pervicace sta alla base del Socialismo stesso, e la prova di questo fatto sta proprio nell'evidente necessita' di perpetuare l'esistenza di un nemico sul quale convogliare l'odio delle masse perche' trovino coesione. Nel '48 esisteva la necessita' di far convivere due weltanschauung opposte a causa di Yalta. Probabilmente questo era il sistema migliore per non fare deflagrare lo scontro, o meglio, la rivoluzione. Basta ricordare che gli arsenali nascosti dai GAP nelle principali industrie italiane erano immensi ancora negli anni '50... non si puo' nemmeno credere che questo non abbia avuto un peso negli equilibri politici della fragile repubblica... ma le concessioni alla logica rivoluzionaria hanno funzionato come la corda dell'impiccato che Marx aveva teorizzato a suo tempo e adesso ci accorgiamo che non si trattava di un'esagerazione. Unico lato positivo: l'URSS non c'e' piu'. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: da questo punto di vista tu sei un comunista anomalo, non solo piu' istruito. Ti assicuro che in Emilia non la pensano come te e io ho preso ceffoni per aver osato dubitare del fatto che l'URSS non fosse un paradiso. Intendo negli anni '70, non nel mesozoico...

So bene anche che la criminalita' comune ha interesse a mischiarsi ai rivoluzionari, come sapeva bene anche Lenin, quindi non do tutta la colpa ai comunisti, ma rimane il fatto che cio' che hanno fatto loro nessun altro partigiano l'ha fatto; e questo mi basta per farmi un'idea.

Ma come ho detto sopra a Monica, il nemico e' una necessita' ideologica del Socialismo, soprattutto di quello "vero" marxista, ma anche i regimi socialisti nazionali hanno fatto lo stesso. Ti sei mai chiesto di chi sarebbero nemici fascismo e nazismo al giorno d'oggi? Di USA e Israele, magari con eccezione del fascismo che era una dittatura all'italiana, ma si tratta esattamente dei vostri nemici: quindi?

Comunque, al contrario di cio' che si dice dell'olocausto a proposito dei cosiddetti "negazionisti", le vittime del terrore degli anni '45-'48 sono state centinaia di migliaia solo in Emilia Romagna ed hanno tutte un nome ed un cognome. Tra queste vi erano fascisti militanti, simpatizzanti ed altre varie categorie sociali. Considerato il consenso di cui, nonostante il disastro, godeva ancora il passato regime, non sarebbe nemmeno stato possibile ammazzarli tutti, tant'e' che il caso dell'Emilia e' il piu' clamoroso, ma l'errore e' il considerare che si trattasse di una semplice vendetta quando invece si trattava di un tentativo di rivoluzione.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
anche la bugia pietosa dei "dispersi in Russia" servi' ad occultare il numero degli sterminati che saranno sepolti da qualche parte in Italia.

Nessie ha detto...

Zagarolo bello, io non mi interrogo affatto. :-) Io riscontro. Che i peggiori nemici (nonché sterminatori e stragisti) dei comunisti siano i comunisti stessi, c'è scritto su ogni libro di storia e non è solo un'invenzione filmica sul genere di "Le urla del silenzio" a proposito di "khmer" rossi. Chi aveva eliminato oltre che Trotsky, anche Bucharin, Zinoviev, Radek e Rikov? E cioè mezzo comitato centrale di mezzo Politsburo? Risposta: Baffone!
In Italia ad esempio, hai mai sentito parlare del caso Ignazio Silone ad opera di Togliatti? Basta anche un po' ripassare il vostro lessico per vedere quanto assomigliate alla S.Inquisizione. "Radiazione", "accuse di frazionismo", di "deviazionismo", di "avventurismo", di "economicismo" ( Tend -Xiao-Ping in Cina), di "revisionismo di destra", di "revisionismo di sinistra", di "spontaneismo" (Rosa Luxembourg, secondo Lenin). Ma fatemi il piacere, fatemi! Sembrate un Chiesa rossa con l'Inquisistore lì sempre pronto a sanzionare l'accusa e l'eresia di turno. E come le chiese, vi frazionate e vi scindete nei rivoli di mille eresie. L'ultima è quella del vostro Ferrando. Ora pro nobis. Se il comunismo è una dottrina laica, vuole dire che mia nonna ha un paio di testicoli ed è pronta per arruolarsi nella Legione straniera.

Anonimo ha detto...

Se è come dici tu ci penseranno i comunisti a fare fuori i comunisti...:-)...io stesso evidentemente sarei messo al rogo.
Ma a me dei comunisti tutti d'un pezzo frega poco. Riscontro piuttosto che è da quella parte politica che sento proferire parole in cui più mi riconosco senza aver mai partecipato nè alla retorica nè alle esasperazioni.
Nella stessa esposizione del Sauro ci sono molte cose vere. Il comunisno in senso stretto ha toccato l'Italia a macchia di leopardo. Ma pur riconoscendo il valore insurrezionale rivoluzionario di tanti omicidi 'liberatori' ciò non toglie che il corso della storia italiana, nel suo equilibrio, ha tratti poco rivoluzionari anche a sinistra.
Diceva bene Enver Hoxa uscendo dal patto di Varsavia nei primi anni '60 che la Russia di comunista aveva poco: aveva rinunciato alla rivoluzione mondiale.
:-)
Quello che non capisco ancora è questo dimenarsi della destra come se solo dal revisionismo ci si possa risollevare.
C'è ancora nisogno di fare il saluto romano per essere di destra?
E se invce questa destra fascista in realtà era socialista perchè attaccate il comunismo per dire che il fascismo era il cugino migliore?
La destra se ha dei concetti li comunichi. Ma se si deve trattare di mettersi il fez al di la di tutto...ma ch mi' significa questo recupero di vecchi orpelli?

Zagazig

Nessie ha detto...

Fez? Orpelli? Saluto romano? Parli proprio con una che non sa nemmeno dove stanno di casa, visto che ho avuto parenti morti perché deportati in Germania; che mio nonno era arruolato con Nenni in Spagna, mio padre è scappato con gli Alleati.
Non ti farò di certo il mio certificato di "arianesimo antifascista", ma sei caduto proprio male, per ciò che mi riguarda.Che brutta cosa i pregiudizi! Non sai nemmeno che tra gli elettori della CdL c'è chi proviene dalla tradizione antifascista. Ma già: i vostri giornalacci (Repubblica in testa) parlavano di Cavaliere Nero per indicare il Berlusca quando scese in campo. E così siete sprofondati nella notte in cui tutte le vacche sono nere.

Nessie ha detto...

Zagor, per completarti il mio identikit, provengo dalle file del Partito radicale. Poi mi ha rotto di brutto, dopo aver constatato che si occupa sempre di Caini e mai di Abeli. Così gli ho girato le spalle. Non mi pare che Giacinto detto Marco faccia "Heil Fuhrer!" con la mano tesa in avanti :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Mah... io credo che il persistere dell'utopia socialista nelle generazioni nate intorno agli anni '70 sia dovuta semplicemente all'anestetizzazione della propaganda "post-comunista".

I dissidenti sovietici non parlano mai di "socialismo tradito", ma di perfetta corrispondenza tra la lezione utopista marxiana e cio' che vedevano nella vita di tutti i giorni. Considerato che quella era gente educata nel socialismo si deve perlomeno ammettere che ne aveva maggiore competenza che i nostri critici che l'hanno visto da lontano. A parte i nostri "nocchieri" che andavano ad istruirsi alla Lumumba di Mosca... diciamo che "non potevano non sapere", o e' roba buona solo per Berlusconi? E la prova piu' tangibile la da il fatto che quasi nessun dissidente e' rimasto socialista. Piu' chiaro di cosi'...

Il PCI, come tutti i partiti rivoluzionari, era un partito armato, e non di fionde, ma di cannoni, carri armati, aeromobili... di tutto. C'e' un elenco del Ministero dell'Interno di alcuni di questi arsenali "fatti trovare" murati nella sede delle piu' importanti industrie italiane negli anni '50. Ne saltano fuori anche adesso, ogni tanto.

Io posso anche capire che i piu' giovani non ci credano, ma questi sono fatti, tanto che qualcuno nella DC tento' di fare altrettanto per organizzare un minimo di difesa, ma essendo la cultura "diversa" si preferi' la via istituzionale e la difesa coordinata in ambito NATO come Gladio o "Stay Behind".

Bisogna mettersi in testa che la violenza verbale, coltivata da tutti i gruppi proletari nel dopoguerra, ha sempre avuto modo di concretizzarsi ed e' lo stesso sistema usato ai primi del novecento che ha portato alle stragi di cui si parla qui che non sono in nulla diverse da quelle della cosiddetta "settimana rossa".

In tutto il ventennio i fascisti non fecero mai nulla di simile, semplicemente perche' avevano un'altra idea di Stato anche se erano rivoluzionari armati pure loro. Mussolini fondo' il fascismo proprio per mettere fine alle violenze a cui egli stesso aveva partecipato... mi pare ovvio che questo sia rimasto il nemico storico... e' stato l'unico che e' riuscito nel suo intento. Mi piacerebbe leggere dove mai "quelli con il fez" avrebbero fatto qualcosa di simile. Che se fosse accaduto almeno una volta ci sarebbe come minimo un pantheon eretto dalle cariatidi antifasciste.

E con questo non intendo minimamente mettere in dubbio la buona fede di gente come Edgardo Sogno che invece stimo ed ho cercato di imitare nel mio piccolo... ma Sogno era additato come "fascista" dalle pagine dell'Unita'... chiunque non si riconoscesse nel proletariato rivoluzionario era tale; prima veniva ammazzato, ora solo insultato, come capita anche qui; chi ci vede qualche differenza s'illude.

Anonimo ha detto...

Nessie io non ho fatto nessuna ipotesi su te e sulla tua famiglia.
Se è per questo mio padre conserva ancora la tessera di balilla moschettiere e le lettere di Almirante. Lui stesso da ricostruzioni diverse alla storia ma non vede nella fine dell'antifascismo la soluzione dei problemi della destra.
Non ha mai visto in Berlusconi un duce, e dir eil vero non lo stima neanche un pò.

p.s. grazie per avermi aperto il tuo albero genealogico.

Zagazig

Anonimo ha detto...

Sauro parlando concretamente pensi che Diliberto e Rizzo nascondano ancora oggi le armi?
Questo quadro che mi fai penso sia noto...almeno grazie al film di Peppone e Don Camillo..quello in cui Gino Cervi nescondeva un carroarmato in campagna.
:-)
Ma i tempi sono cambiati....io credo molto nell'esposizione di fatti storici accertati dai quali poi ognuno si faccia la sua idea.
Oggi Rifondazione prende quasi un 5% e di vetero comunista ormai ha veramente poco, i comunisti italiani che sono più ortodossi hanno un 1,5% e viviamo in un sistema democratico in cui tra opposizione e maggioranza vivono di luce propria almeno 15 partiti.
Ormai è finto il tempo della retorica fascista, antifascista, comunista e anticomunista.
O pensi che veramente sia 'pericoloso' il video in cui Chevez parla con Castro in ospedale. Chi in politica oggi si richiama pedissequamente al ventennio o al comunismo leninista, trozkista, stalinista, è sostanzialmente ai margini.
Allora se la destra deve presentarsi con una sua idea al pubblico che bisogno ha di ripartire da certi revisionismi?
Questo non capisco.

Zagazig

siro ha detto...

Questo post andrebbe inserito d'ufficio nei libri di storia delle scuole superiori :-)
Caro Sauro, ciò che scrivi è già stato confermato dalla Storia, non è un'opinione né tantomeno puro e semplice revisionismo. Gli è che in Italia scontiamo ancora oggi lo zelo ideologico degli antifascisti di professione (molti di loro, naturalmente, divennero antifascisti dopo il 25 luglio del '43; molti altri, addirittura dopo il 25 aprile del '45...). Montanelli, che aderì al fascismo ma sempre come voce critica (tanto che pagò con il confino in Svizzera la limpidezza delle sue idee) scrisse che con la caduta del fascismo l'Italia cadde nella morsa di un fascismo ancora peggiore: l'antifascismo. Io penso che avesse pienamente ragione.

Antonio Saccoccio ha detto...

E dopo il revisionismo storico sarà il tempo di quello artistico-letterario.
Tutta quella roba neorealista di assai dubbio valore artistico andrebbe davvero sfrondata dai programmi liceali e universitari. Per il bene del paese. E dell'arte.
FTA

p.s. Pseudo, c'è un nuovo membro neofuturista. Vai ad accoglierlo sul multiblog. Ciao e a presto!

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: proprio tu che sei un'idealista comunista mi parli di prassi come se fosse una cosa immutabile... la violenza e' "dentro" l'ideologia e la prassi marxista e' appunto "dialettica": si adatta ai tempi tanto che ogni altro comportamento e' espressamente vietato perche' "controrivoluzionario". Comunque io le botte le ho prese davvero e non fosse stato per i fascisti (veri o presunti) non starei qui a raccontarla.

Quando il socialista Mussolini arringava il popolo dicendo "mai piu' guerre" mentiva? E quando dichiarava guerra alle "liberaldemocrazie capitaliste e plutocratiche" che faceva? Si e' semplicemente adattato ai tempi. Si e' accorto che l'ideale internazionale non funzionava e si e' ritagliato un socialismo a misura di nazione. Tra le tante menzogne e omissioni si dimentica di dire che molta parte dei socialisti passarono al fascismo e che questo trovo' l'appoggio della stragrande parte della politica nazionale. Che la politica messa in piedi era socialista che piu' socialista non si puo': solo con un nome diverso. Questo, a casa mia, dimostra a sufficienza la dinamicita' dell'ideale. Il fatto che Diliberto o Rizzo non abbiano arsenali oggi non significa nulla; mutatis mutandis ne farebbero uso come e' sempre avvenuto, o pensi che la rivoluzione sia una cosa pacifica? E' una guerra come tutte le guerre civili e il grado di ferocia dipende solo dai tempi, non sta scritto da nessuna parte che si debbano usare i carri armati piuttosto che l'informazione: si usa cio' che serve. Ora non ce n'e' bisogno, ma domani chissa'... Comunque non parliamo del mesozoico e la lotta armata non e' roba di 60 anni fa, diciamo che non e' stata in sincrono con i tempi, ma il solo fatto che ci sia significa che cio' che ho scritto ha un qualche senso compiuto.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
io non ho mai visto torme di liberali dedite al saccheggio o allo sterminio e non mi risulta che si tratti di aristocratici o alto-borghesi... vedo invece il contrario.

Lo PseudoSauro ha detto...

Siro: fortuna che dovrebbe essere un fatto evidente... dopo 60 anni sembra ancora di dire cose scomode, alla faccia della liberta' d'espressione e del comunismo digitale.

Il caso di Montanelli e' emblematico dell'aspetto esteriormente duro del regime che sottobanco sistemava le cose all'italiana, mentre in Russia e Germania avveniva ben diversamente...

Quello che non si capisce e' che il fascismo non fu una reazione al socialismo, ma alla violenza del socialismo; perche' i fascisti non andavano a manganellare solo i poveri pacifisti, ma gente che a sua volta faceva uso della violenza, come si vide nel dopoguerra, e che degli oppositori ne faceva marmellata in piazza.

Si e' presentata una sconfitta dell'Italia come una vittoria dell'antifascismo, il che non e' solo una menzogna, ma una cosa stupida. Si vorrebbe marcare la differenza tra fascismo e socialismo quando e' evidente che il nemico e' stato identico per gli uni come per gli altri: il capitalismo. E c'e' pure chi e' convinto di essere migliore.

Le cifre sono indicative: in tutto il ventennio le sentenze capitali eseguite furono meno di un centinaio; nel '43 gli oppositori al confino erano si e no una ventina (e non si trattava certo di lager). Finita la guerra tra fascisti, pseudo-tali, preti, suore, possidenti, soldati di rientro dal fronte e gente varia, ne ammazzarono quasi 300.000... in Emilia furono oltre 50.000 in meno di 6 mesi (fonte Ministero dell'Interno).

Le istituzioni erano gia' costrette a mentire per non aggravare le cose e i giornali titolavano "criminalita' comune", ma alcuni giornali organi della Resistenza denunciavano i GAP e i partigiani comunisti. Qui davanti ho proprio una copia di "La Penna" del 6 aprile 47 (!) che titola cosi': "Tutti comunisti gli assassini". E questi erano partigiani, mica fascisti... avevano fatto la resistenza anche loro, ma li hanno fatti a pezzi lo stesso. I fascisti erano dei boy scouts al paragone.

Lo PseudoSauro ha detto...

Tutto 'sto malloppo per ribadire il concetto che sta in cima alla pagina e che dove c'e' la menzogna non puo' esservi vera liberta'. Ci mancherebbe altro che accadesse lo stesso anche oggi...

Stars&Stripesforever ha detto...

La resistenza. Ha cominciato a rompere quando facevo il liceo. Ogni anno, sempre le stesse cose. Eppure basta poco, basta confrontare le forze in campo per capire che la guerra l'hanno vinta gli americani, non certo quelle bande che vagavano sui monti solo per salvare la ghirba e per imporci un regime che sarebbe stato ben peggiore e sanguinario di quello sconfitto dagli americani ai quali deve andare la nostra eterna riconoscenza, non tanto per aver sconfitto il fascismo, ma per averci salvato dal comunismo.

siro ha detto...

Già, Sauro. Lo stesso Montanelli, con riferimento alla propria esperienza, definì il fascismo "una dittatura buffa": pronto a fare la faccia feroce, ma disposto poi a sistemare le cose sotto banco, all'italiana.
Per il resto concordo: il fascismo (come del resto il nazismo) fu una forma di socialismo cui vennero aggiunte dosi massicce di nazionalismo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Stars&stripes: certo non penso che i comunisti oggi siano quelli di ieri... pero' l'ideologia e' la stessa e la mentalita' del "nemico interno" persiste... e quando all'interno di una qualsiasi societa' il nemico non e' "pubblico", la guerra civile e' sempre dietro l'angolo. Vedi alla voce "multiculturalismo".

Siro: eppure non c'e' bisogno di essere dei fenomeni per capirlo, ma il Socialismo e' una Fede, se non non si spiegherebbe come tanti illustri pensatori lo ritengano ancora una soluzione auspicabile. Il problema e' stato abilmente stornato dal socialismo al nazionalismo per trovare adepti a destra e al centro. Basta leggere cio' che scriveva il liberale Einaudi a proposito dell'insostenibilita' del nazionalismo che con la crescita demografica deve cercare sbocchi all'esterno... mai nulla sui guai del socialismo. Il bello e' che ora tutti dicono che siamo in pochi da destra a sinistra, mentre siamo il doppio di quelli che eravamo nel ventennio mentre la nazione si e' ristretta... ma questa e' un'altra storia.

Nessie ha detto...

By the way Sauro, nella mia città c'è una via con targa dedicata a Edy Sogno. Non so quante volte è stata rimossa dagli amiconi di Violante. E il comune,lì, sempre pronto a rimpiazzarla. Morale: Edgardo Sogno da più fastidio di Arafat, al quale al Sud hanno intitolato addirittura dei giardini pubblici. Un puzzone che ha tenuto il suo popolo nella palta.

Nessie ha detto...

Zagor, nessun albero genealogico da spalancare, così tanto per schermirsi. Solo equivoci da chiarire visto che hai parlato di fez (con su scritto ME NE FREGO) saluti romani, aquile, gagliardetti e Balilla. In casa mia gli oggetti conservati sono il baschetto del nonno, la divisa da ufficiale di marina di mio padre e il modellino del suo incrociatore.
Il Berlusca piace soprattutto qua al Nord e in qualche provincia sicula. Non mi stupisce affatto che non riscuota simpatie dalle vostre parti.

Anonimo ha detto...

Insomma dalle mie parti raccoglie più simpatie che in Toscana, in Emilia, in Umbria, in Piemonte o in Liguria è certo.
Alle politiche Forza Italia è stato il partito più votato di Salerno e Provincia.
Abbiamo un sindaco parlamentare DS presentatosi contro i candidati di CDL ed Unione stravincendo.
Piace molto anche a destra.
E la sua ultima inziativa è stata dare i manganelli ai vigili solo che lui i manganelli li chiama "mazzette di segnalazione".
C'era un articolo su Repubblica.
:-)

Sauro non ho mica detto che hai detto cose campate in aria è sulle conclusioni che non mi trovo del tutto d'accordo.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: basterebbe voltare pagina, lasciare perdere le ideologie e lavorare tutti insieme per il bene comune. L'esistenza di una sinistra radicale presuppone una controparte dello stesso tipo, anche se al momento si tratta di forze numericamente irrisorie. Mica dobbiamo fare lo Stato Etico Corporativo... sai benissimo che i presupposti per far rinascere il Fascismo non esistono perche' non ci sono gli uomini e le condizioni sono profondamente cambiate, cosi' come non e' piu' realistico il pensare a una Dittatura del Proletariato... l'industrializzazione che stava alla base di tutto il Socialismo, e quindi anche del Fascismo e' finita da un pezzo. Salviamo cio' che di buono c'era nelle ideologie e guardiamo avanti senza paraocchi. La sfida che si pone e' trovare un'alternativa plausibile a socialismo e liberismo senza alimentare lo scontro sociale, perche' non si possono fare le rivoluzioni con i mezzi di piu' di cent'anni fa... tutte le rivoluzioni sono state un fatto del tutto nuovo, e hanno pescato adepti in tutti gli schieramenti esistenti. Quello che manca e' un obiettivo comune che sostituisca l'ideale di riferimento, dopodiche' si tratta solo di rimboccarsi le maniche senza recriminazioni sul passato. Ma capirai che se il passato lo si dipinge come non e' stato la preoccupazione e' quantomeno doverosa.

antiEUropeo ha detto...

PseudoSauro sei troppo avanti.
Mi pare che da noi la maggior parte delle persone deve ancora scoprire cos'è il liberismo e considerarlo alternativo al socialismo: prima che toviamo un'alternativa ad entrambi...

Combinazione in questi giorni sto rileggendo "1984".

Saluti

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: Sogno e' sempre stato uno dei miei modelli. Una specie di Che liberale. E la Resistenza l'ha fatta pure lui... in Italia e nei paesi socialisti. Capirai che veniva da una citta' in cui esiste ancora oggi "via Unione Sovietica", il che dovrebbe dare quantomeno una lettura diversa ai suoi progetti eversivi. Sotto, sotto non era inviso nemmeno alla sinistra, ma la disciplina di partito imponeva la contrapposizione dura e la rimozione sistematica dell'avversario e della sua memoria old style...

Anonimo ha detto...

Sauro però non puoi tralasciare una considerazione...questa terza via rischia di diventare un pensiero unico...e così saremo punto e a capo.


Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

antieuropeo: credo che non possiamo permetterci di attendere la maturazione naturale delle coscienze... in questo il buon Lenin aveva le sue ragioni, come tutti i rivoluzionari, del resto. Ci vogliono risposte adeguate ai tempi ed alle circostanze e tutto cammina molto piu' velocemente di prima. Il punto e' che dei due modelli non ne funziona davvero nemmeno uno e che nessuno dei due e' disposto ad adeguarsi ai tempi.

Zag: niente pensiero unico; basterebbe il confronto su di una base personale ed un obiettivo ben identificato. Io non avrei alcuna difficolta' a collaborare con un comunista o con un fascista se questi fossero capaci di rimettere l'ideale storico dove deve stare, e cioe' nella propria testa.

 
SauroModified on byLo PseudoSauro
Le immagini e i marchi su questo website appartengono ai rispettivi proprietari.I commenti ai rispettivi autori.