Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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07 settembre 2006

E adesso il "negazionismo"

Tanto per aggiungere al blasone del sauro anche le qualifiche di "antisemita" o "nazista" che concorrono a delineare il suo profilo insieme ai gia' detti e stradetti: "xenofobo" e/o "razzista", "omofobo", senza dimenticare "fascista" che ormai viene cortesemente regalato fino ai pastori persiani perennemente indecisi se scegliersi una compagna tra una donna ed una capra.

Il fatto incontestabile che chi scrive abbia amici ebrei, cosi' come anche omosessuali, sara' del tutto irrilevante, cosi' come che sia un convinto "sionista" e che abbia ricevuta una parte del suo addestramento militare, ed una magnifica ospitalita', nella base aerea di Tel Nof in Israele. A chi rifiuta il dogma di turno viene negato il diritto a ricevere la pur minima cortesia che gli uomini civili riservano a chi non la pensa come loro; ma si sa che ormai le civilta' si equivalgono tutte, dunque: tutti sono civili, e nessuno e' civile.

Ebbene, il "negazionismo" e' ormai un reato che discende da un altro reato: l' "istigazione all'odio razziale". Ad una persona normale sfuggirebbe il nesso tra le due materie di pertinenza, nondimeno ormai tutti sono straconvinti che questo nesso esista e il senso critico va a ramengo, di pari passo con il grado di civilta', come detto sopra. Dunque chi rifiuta di accettare un fatto storico universalmente riconosciuto e' un "negazionista", quasi la Storia fosse immutabile e non invece il frutto di continue revisioni. Si badi, che con il termine, non s'intende il rifiuto ad ammettere la sconfitta napoleonica di Waterloo o l'abbattimento del WTC ad opera di al Qaeda, ma il mancato riconoscimento dello sterminio degli ebrei avvenuto per mano dei nazi-fascisti o il suo ridimensionamento in termini di vite umane; cosa che chi scrive non usa contrassegnare in base all'appartenenza religiosa, ma si dice che cio' sia inevitabile a causa della stessa selezione delle vittime da parte dei loro carnefici. Il criterio in se non mi entusiasma considerato il fatto che le "categorie" sterminate erano piuttosto varie, ma posso capirne le motivazioni, sebbene da un punto di vista storico si tratti di un metodo assolutamente originale. Ma il punto che mi preme e' l'evidenziare quanto il termine "nazi-fascista", abusato in tutte le salse, sia uno dei soliti falsi storici che nutrono il ponderoso volume del politically correct, ovvero quei lemmi che non vanno messi in discussione pena la scomunica, ma anche l'arresto e la condanna, come avviene in molti paesi europei. Segue un esempio per il quale il sottoscritto si becchera' anche del "negazionista" semplicemente per aver detta la verita'.

A chi ravvisasse tra le mie righe una qualche "apologia di fascismo" - altro reato degno di ulteriore esame - andrebbe ricordato che se e' vero che almeno 2000 ebrei italiani parteciparono attivamente alla Resistenza dopo il 1943 (non prima), tra il 1928 e il 1933 gli iscritti ebrei al PNF ammontavano a 4920, cioe' il 20% del totale della popolazione di "razza" ebraica, il che puo' fare presumere che se leggi razziali non fossero state promulgate e l'Italia non avesse aderito al progetto di "socialistizzazione del mondo" di Hitler, tali sarebbero rimasti, quando non fossero aumentati. E' chiaro che dopo il '34 Mussolini considero' "sacrificabile" l'esigua comunita' ebraica italiana (circa 55.000 persone) pur di aderire all'ambizioso progetto tedesco, ma e' una menzogna il dire che il fascismo fu fin dalle origini antisemita, in quanto molti ebrei furono "fascisti della prim'ora" e molti furono i finanziatori ebraici di Mussolini; ancora piu' falso e' il sostenere che vi fosse un piano di pulizia etnica disegnato dal fascismo che avesse per oggetto lo sterminio degli ebrei italiani. E' assai probabile che la strumentalizzazione avesse per obiettivo l'apparire piu' in sintonia con le teorie razziali naziste, la solita operazione di facciata come si usa spesso in Italia, ma gli storici allineati sono certi del fatto che la campagna d'odio antiebraico fosse identica a quella nazista; un fatto e' certo: gl'italiani non divennero antisemiti per questo, cosi' come la stragrande maggioranza dei gerarchi fascisti; ed anche chi fu favorevole alla "superiorita' ariana" lo fu piu' nella forma che nella sostanza. Quanto agli "stermini" di ebrei realizzati in Italia per mano dei fascisti e delle SS, questi ammontarono a circa 300 persone, comprese le Fosse Ardeatine (circa 77 vittime), avvennero tutti dopo il '43 e quando la comunita' ebraica era gia' schierata apertemente in armi contro la RSI per la quale gli ebrei vennero definiti: "stranieri" ed "ostili" senza distinzione di sorta, il che, puo' essere fino comprensibile considerata la guerra senza divise partigiana. Altro dogma ancora in attesa di una spiegazione e' quello che vorrebbe l'esistenza di un accordo esplicito tra italiani e tedeschi finalizzato alla consegna dei perseguitati ai carnefici che li deportavano al nord, cosa della quale alcuni studiosi dicono non esservi ombra di dubbio, nonostante non esista uno straccio di documento che lo provi; soprattutto considerato il fatto che si ha notizia di un solo caso nel quale cio' sia avvenuto e cioe' quello di del campo di concentramento di Fossoli dopo l'avvicendamento del comando tra italiani e tedeschi. Considerato che il numero dei deportati ebrei (italiani e stranieri) dall'Italia ammonta a circa 6500 persone (su quasi 70.000), mentre quello dei deportati dalla Francia di Vichy ammonta ad oltre 80.000 si potrebbe fino pensare che il fascismo non fu molto coscienzioso nell'applicare le leggi razziali e che queste si limitarono prevalentemente all'esclusione ed all'emarginazione della comunita', trovando una rigida applicazione solo in casi sporadici o in alcune sfortunate coincidenze di sovrapposizione di comando tra italiani e tedeschi. Qualcuno va addirittura piu' in la mettendo in relazione l'opera di alcuni gerarchi fascisti, che salvarono centinaia di migliaia di persone fuori dai confini d'Italia, e l'allestimento di alcuni campi di concentramento nel meridione d'Italia, che sarebbero stati un escamotage per sottrarre dette comunita' alle SS, ma francamente e' difficile dirlo, anche se alcuni rabbini testimoniarono in tal senso agli alleati che trovarono i campi e certificarono che questi erano strutture autogestite che non avevano nulla in comune con i lager nazisti ed erano fino piu' in ordine degli stessi campi che in USA vennero allestiti per i residenti giapponesi durante il conflitto.

Nonostante questi dati siano difficilmente confutabili sul piano storico, le stragi furono "nazi-fasciste" e chi lo negasse sarebbe perseguibile in quanto "negazionista", "nazista", "fascista" etc. Sul fatto che i collaborazionisti francesi fossero indubbiamente piu' efficienti dello stesso governo italiano, nessuno ne dice nulla, poiche' Maman la France e' sempre Maman la France. Chi poi s'azzardasse a dubitare sul numero dei deportati e uccisi o del fatto che gli ebrei fossero effettivamente 6 milioni rischierebbe fino una sorte peggiore. In ogni caso, in un paese realmente libero e democratico ognuno puo' credere a cio' che gli pare: ai Sette Nani, al Socialismo, al Fascismo, che Marx fosse gay ed a qualunque cosa a cui la Storia avesse data una spiegazione diversa e piu' verosimile. In Europa si sente molto la mancanza di questa cosa qui scritta in USA oltre due secoli fa e mai modificata.

15 commenti:

siro ha detto...

Dici la pura e semplice verità, Sauro.
Del resto, a voler ben vedere, tutti gli storici (anche quelli di sinistra, ad esclusione dei soliti estremisti) hanno ammesso, magari a denti stretti, che la matrice originaria del fascismo non aveva nulla di antisemita; lo spartiacque sono le leggi razziali, una decisione che Mussolini prese per aggregarsi all'ambizioso disegno di Hitler.
Il vero problema, dunque, non è neanche la storiografia, ma i cervelli a mezzo servizio degli Antifascisti Permanenti. Sono loro che continuano a spacciare la balla; sono loro che hanno radicato nel sentire comune (leggi: nell'ignoranza di quelli che non hanno tempo o voglia di impararsi la Storia) l'idea che il fascismo fosse radicalmente, ideologicamente antisemita. Nessun negazionismo né revisionismo, dunque, ma la pura e semplice verità.

Lo PseudoSauro ha detto...

Siro: lieto della tua adesione al club dei "negazionisti".

Alcuni mi chiedono perche' mai mi sbatta tanto nel sostenere tesi giuste, ma impopolari... io sono solito rispondere: "indovina un po'...". Qui "free-thinking" e "free speach" sono ancora roba che va condizionata alla morale vigente. Mi domando che tipo di liberalesimo si possa attuare in una siffatta circostanza.

Monica ha detto...

Caro Sauro,
credo davvero che ti beccherai il premio...Ma tanto vale la libertà di pensiero e di parola.
A conferma di quanto tu scrivi, ti porto questa testimonianza. Il nonno di una mia intima amica e collega è stato un autorevole uomo del Duce a Roma. Durante la persecuzione ha tenuto nascosta in uno scantinato della sua abitazione un'intera famiglia ebrea mettendola così definitivamente in salvo da una deportazione. Un caso si dirà, soltanto un caso che non fa numero. Non per la massa, per me sì.
Complimenti.

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: allora siamo quasi una famiglia... un mio parente piuttosto stretto e' fino stato insignito della piu' alta onoreficienza in Israele per lo stesso motivo... ed era un fascista pure lui, come la maggior parte degl'italiani: volenti o nolenti ed educati alla disciplina del regime.

Anonimo ha detto...

lo sai vero che il negazionismo l'hanno inventato gli ebrei ?

pseudosauro ha detto...

Anonimo: certo che lo so, infatti e' una cosa che non mi piace, anche se qualche motivo c'e': tu che dici? A Norimberga c'e' stato gia' un processo, Wiesenthal ha avuto modo di completare la giustizia del suo popolo (anche se si dice che ci siano ancora molti boia centenari in giro) e il mossad ha fatto il resto senza trovare troppe opposizioni, perlomeno da parte dei vincitori, ma un conto e' l'inchiodare i carnefici alle proprie responsabilita', ben altra criminalizzare tutto il popolo tedesco ed altri ancora che non c'entravano niente, salvando sempre gli stessi per riconoscenza; l'antisemitismo c'era dappertutto: anche in Francia e l'Italia era proprio il posto in cui gli ebrei si erano integrati meglio, prima delle leggi razziali. Ci furono almeno una decina di parlamentari e parecchi ministri ebrei, fin 50 generali nella Ia GM, e il fascismo, per cui la Grande Guerra era sacra, aveva disposto tutta una serie di esenzioni per gli ebrei che fossero stati decorati o che fossero stati essi stessi fascisti; aveva addirittura introdotto sottobanco procedure d' "arianizzazione" ed altri sistemi all'italiana. Non a caso fu nel '38 che avvenne la saldatura definitiva con il III Reich, quindi e' piuttosto evidente il perche'. Comunque questi metodi sono illiberali indipendentemente da chi li usa; sanno di vendetta permanente e non aiutano certo ad unire, tanto che fino ahmadinejad l'ha capito e ne ha approfittato.

andrea ha detto...

ma la promulgazione delle leggi razziali è un dato assodato storicamente,o emerge da una lettura arbitraria della storia?

Lo PseudoSauro ha detto...

Andrea: le leggi razziali erano una schifezza: mi pare evidente... ma per fare gli stermini la gente bisogna ammazzarla, non basta dire che e' brutta e cattiva e, da quello che puoi verificare anche tu, questo lavoro l'hanno fatto _solo_ i nazisti, il che significa: le SS, che potevano anche essere di nazionalita' diverse da quella tedesca: anche italiana, ma erano _nazisti_ e rispondevano a Hitler, non a Mussolini, perche' la sovranita' italiana sulla RSI venne sempre rispettata dai tedeschi, salvo qualche raro caso. Fino l'esercito regolare tedesco ha sempre cercato di sottrarsi a questo "lavoro" che faceva parte di un progetto ideologico, non militare. I pochissimi ebrei uccisi dalle truppe di Salo' in Italia lo furono all'epoca della lotta partigiana, quando qualunque civile avrebbe potuto essere armato ed ostile e mentre la comunita' ebraica combatteva in armi il fascismo repubblicano. Non e' la stessa cosa che andare a prelevare civili nelle case; la guerra civile e' brutta proprio per questo: non c'e' piu' distinzione tra amici e nemici e non ci sono divise attraverso cui riconoscere gli uni dagli altri; l'odio si acuisce proprio a causa dell'impossibilita' di distinguere. Si tratta di un modo barbaro di fare la guerra, che ne peggiora gli effetti.

Ma il punto e' il seguente: puta caso, tu credi che gli americani si sono buttati giu' il WTC da soli, nonostante la storiografia dica ben diversamente... cosa ne diresti se ti arrestassero per "negazionismo"? Perche' quando vige un sistema simile e' molto facile passare da una materia all'altra... Quindi: a me puo' anche fare schifo la cosa; io potrei anche avere avuto familiari morti nel crollo e potrei essere molto, ma molto arrabbiato, ma, al massimo ti insulto; se ti facessi arrestare reprimerei il dissenso come avviene nelle dittature. E' chiaro adesso? La materia e' delicata, ma non si puo' fare arrestare la gente che commette un reato di pensiero, almeno non in una cosiddetta "democrazia".

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
io ho avuto un maestro ebreo-tedesco che e' stato in un lager, quindi puoi immaginare il suo stato d'animo, nondimeno la pensava allo stesso modo: il "negazionismo" non e' un reato, quando lo diventa significa che si e' in una dittatura.

Anonimo ha detto...

non ti sembra che con i mussulmani avvenga lo stesso ?

Lo PseudoSauro ha detto...

Anonimo: non farmi ridere... ti risulta che gli ebrei si facessero esplodere sugli aerei o nelle metropolitane? Nondimeno l' "islamofobia" ha lo stesso identico obiettivo: impedire alla gente di pensare come crede; anzi, peggio, perche' se e' vero che esiste un progetto d'islamizzazione di cui il terrorismo e' solo un veicolo, si mettono i cittadini nella condizione di doverla subire senza difendersi. Comunque si tratta di due aspetti della stessa realta': se tu ritieni legittimo il primo devi accettare anche il secondo, il che evidenzia come l'aspetto identitario sia ormai roba che riguarda solo gli stranieri e non gli autoctoni. A me sembra che il nazismo sia nato proprio per questo, dopo secoli di compressione dell'identita' nazionale, quindi non mi pare una cosuccia da niente.

marshall ha detto...

Al pari di Monica,
voglio raccontare un fatto personale.
Non conosco date, luoghi, circostanze esatte, ma la sostanza dei fatti è la seguente.
Nei primi mesi del '44 - non sò dire esattamente quando - i miei e tutti gli abitanti rimasti là, in un paesino vicino a Montecassino, furono fatti sfollare dai soldati italiani e tedeschi.
I superstiti di quel'episodio dicono che erano diretti in Germania.
Dopo 11 giorni di viaggio epico (per fare 700 kilometri), stipati, ammucchiati nei vagoni merci, "qualcuno", sicuramente comandanti italiani - non certo tedeschi - ne fece scendere parecchi, o forse tutti, nelle campagne del cremonese.
Fu un atto di straordinaria umanità? o fu cemplicemente dovuto ad una azione preordinata o ad impossibilità di far proseguire il viaggio verso quella meta??
Non si sa e non lo sò. Ma so per certo che alla fine della guerra, i componenti di quella comunità si ritrovarono tutti.
E se io ci sono, lo devo a quella circostanza, a quell'episodio.
Questa vicenda convaliderebbe, quindi, la tesi secondo la quale alcuni gerarchi fascisti salvarono centinaia di migliaia di italiani.

Lo PseudoSauro ha detto...

Marshall: grazie per la testimonianza.

Io non trovo alcuna scusante per le leggi razziali, soprattutto poiche' in Italia non ce n'era alcun bisogno contando la comunita' ebraica circa 55.000 persone ed essendo queste tanto ben inserite nel contesto nazionale da aver espresso fino capi di gabinetto e ministri in una proporzione enorme in confronto al proprio numero.

Quello che mi manda in bestia e' che eminenti studiosi si affannano a cercare di dimostrare che l'antisemitismo era gia' insito nel fascismo. Non perche' il fascismo fosse "buono", ma semplicemente perche' questo non e' vero, e lo dimostra la stessa denominazione scelta da Mussolini: le diverse componenti della societa' si federavano in un patto per neutralizzare la lotta di classe che la distruggeva dall'interno. Al Socialismo fu sostituita' l' "Italianita'" e gli ebrei erano gia' italiani a tutti gli effetti e per loro esplicita volonta'. Anzi: nel '34 fu proprio Mussolini che completo' l'integrazione secondo lo stesso spirito del concordato con la chiesa cattolica, tanto che il 20% degli ebrei italiani prese la tessera del PNF e le congratulazioni dei rabbini si sprecavano... ma queste cose non le dicono solo per avallare una lettura faziosa. La questione del perche' l'Italia si alleo' con la Germania e quindi sposo' le tesi razziali, almeno formalmente, e' di facile comprensione guardando una qualunque cartina geografica e conoscendo il contesto storico, nel quale la Germania era data vincente e cosi' sarebbe stato se gli USA non avessero prima fornito gl'inglesi e i russi di armi e vettovaglie (affitti e prestiti) e poi non fossero scesi essi stessi in guerra. Io contino a pensare che furono le sanzioni a determinare i successivi schieramenti, ma anche la comune componente socialista di fascismo e nazionalsocialismo. Ma la storia non si fa con il senno di poi.

andrea ha detto...

cosa cosa cosa????io ritengo che gli americani si siano demoliti il wtc da soli?????.sauro,ti sbagli di grosso.la materia è assai delicata.meglio lasciare perdere.perchè se le leggi razziali sono state una schifezza non applicata(a parte il fatto che non è affatto vero),vorrei capire per quale motivo dovrei pentirmi di avre votato centrosinistra,io che non sono comunista,che non ho mai caldeggiato espropri proletari o latre amenità folk della mia parte politica.la storia reale,è che l'italia ha aderito al patto atlantico,siamo un paese capitalista con un forte stato sociale(non quanto in svezia,altro paese occidentale a tutti gli effetti),abbiamo votato un miglaio di volte in 60 anni,la costituzione la hanno scritta dc pc e psi,nella nostra bandiera non c'è la falce e il martello.qual'è il senso di questo continuo sminuire la resistenza?la storia è incompleta,senza ombra di dubbio,e le efferatezze sono state reciproche e numerose.non cambia la sostanza pero'.non ho mai creduto che la resa dei conti fosse avvenuta a briscola.comunque i partigiani erano con gli alleati.i repubblichini con i tedeschi..non mi sembra un dettaglio da poco.

Lontana ha detto...

Che fine ha fatto il mio commento di ieri sera?????
Perso nelle nebbie...
Ora non ho voglia di ricominciare.
Ciau!

 
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