Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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24 agosto 2006

Imitiamo gli USA?

A quelli che "il modello immigratorio USA dev'essere trasferito in Europa"... consiglierei questo libriccino scritto da un "collega xenofobo" americano: "State of Emergency: The Third World Invasion and Conquest of America"; che e' attualmente il secondo in classifica tra i libri piu' letti in USA secondo la catena di vendite online Amazon. Lo scrittore e' Patrick Buchanan: senatore repubblicano ed autorevole esponente del GOP, tra i critici della politica Bush ed i fautori di nazionalismo ed isolazionismo, come da tradizione dei reps USA. Per quanto strano cio' possa sembrare a noi italiani, la linea di politica estera tenuta da tutte le amministrazioni repubblicane in USA e' quasi sempre stata identica a quella dei dems che, al contrario di cio' che si pensa, sono sempre stati i piu' strenui fautori dell'esportazione dei valori e della AWOL; esattamente la "colpa" che viene addebitata dall'Europa socialista all'attuale amministrazione americana. Va da se che i dems, cosi' di moda tra i nostri post-comunisti, ma anche tra molti sprovveduti "liberali", sono proprio gl'ideologi di quell' "esportazione della democrazia" che viene attribuita all'amministrazione Bush che, va ricordato, deve fronteggiare una situazione di emergenza del tutto nuova per gli USA e che questa rischia di distruggere non solo la nazione americana, ma tutta la cultura occidentale, nonche' ridefinire l'equilibrio geostrategico mondiale. Ma l'acquisita consapevolezza dei rischi sul proprio territorio sta ormai mettendo in discussione lo stesso Bill of Rights, quindi, sta velocemente trasformando gli USA in una nazione "normale", il che significa, la fine del suo ideale messianico di accoglienza indiscriminata ai derelitti del mondo; e questo per motivi culturali, ma anche demografici, etnici e geopolitici. Il paragone con un Europa "aperta" rischia di essere oltremodo comico, considerato che ad una densita' media di 29 ab x km2 degli USA ne corrisponde una mediamente quintuplicata per il territorio europeo, il che dovrebbe forse suggerire agli europei che sarebbe stato meglio preoccuparsi per tempo e che, allo stato attuale, l'invasione temuta da Buchanan per gli USA, e' gia' una realta' in Europa; una realta' che gli strumenti democratici e pacifici non saranno mai piu' in grado di mutare.

A pg. 240 del testo citato si puo' leggere:

"One of the truly major issues with which America must deal [is] the vasttidal wave of human beings coming from the Third World. There is afragmentation going on in this country. At what point does cultural, racialdiversity become a kind of social anarchy? How do you get national cohesionthis way?"

Cio' evidenzia il fatto che non e' solo l'aggressivita' islamica a rappresentare il pericolo, ma qualunque cultura "aliena" che, a lungo andare, finirebbe per non riconoscersi piu' nello Stato dell'Unione e nella cultura wasp che l'ha originato e tutelato fin'ora. Il dato positivo e' rappresentato dal fatto che la preoccupazione e' diffusa nella nazione intera, soprattutto nei territori del sud che sono i piu' esposti all'enorme ondata immigratoria proveniente dal Messico. In Europa una tale lezione sarebbe ormai del tutto inutile e tardiva, come si puo' ben comprendere in Italia da esempi come quello offertoci dalla discussione tenutasi a Radio3 Mondo il 24 agosto 2006, dalla quale si evince come l'approccio al problema non riesca ancora a superare la dimensione ideologica: ci si continua ad illudere di poter "scegliere", quando ormai sono altri a farlo al posto nostro.

31 commenti:

Bisquì ha detto...

Ho già commentato sullo stesso argomento da ABR.

Purtroppo si semina nel deserto.

Fabio ha detto...

Buchanan é parecchio allarmista, a mio parere. Nonché una testa calda.

Comunque il fatto rimane: nonostante l'abbondante spazio fisico a disposizione e la maggiore mobilitá sociale, l'immigrazione incontrollata é un problema anche negli USA. Figurarsi nella sovrappopolata e corporativista Europa.

Anonimo ha detto...

La cultura Wasp?..ancora?..La national Rifle Association magari pure...
Non è che gli USA sono stanchi degli immigrati...si confrontano con gli ex schiavi..e con gl'ispanici.
Immagini Sauro coa ha convinto i più tradizionali rep americani ad entrare nella seconda guerra mondiale: il business.
Sono intervenuti giusto all'ultimo con un investimento che gli torna ancora oggi.
Non è che allora si facessero embarghi: l'americanissima IBM prima della guerra aveva tante belle commesse dalla Germania nazista. Mica si facevano il problema.
Parlare di tendenze isolazioniste in un Paese che centinaia di basi militari in tutto il mondoi..insomma..:-)..
Poi l'America è la terra promessa come Israele no?

Zagazig

Emanuelito ha detto...

Ho letto bene? "racial diversity"? Mi si dia, per favore, una definizione/traduzione di "racial diversity". Io tradurrei con "diversità razziale" (la qual cosa mi fa rabbrividire), però posso sempre sbagliarmi.

Monsoreau ha detto...

Busquì, non si predica nel deserto. Il tema, se hai notato, viene sempre più ripreso. Se il libro di Buchanan è secondo nelle vendite una ragione ci sarà pure. E finalmente si torna a parlare senza il linguaggio politicamente corretto. Non siamo tutti uguali: ci vuole così tanto a capirlo ? Prendiamo Zagazig, per il quale combattere 4 anni su sei è entrare in guerra "giusto all'ultimo" ... :-D

Lo PseudoSauro ha detto...

Ho gia' risposto, ma evidentemente l'aggeggio non funziona.

Bisqui': da noi e' tempo perso, ormai, ma altrove si puo' ancora fare qualcosa.

Fabio: e' vero, passa per essere una testa calda, ma i fatti sono chiari. Dalla concessione del bilinguismo di Reagan, gli USA sono diventati di fatto uno Stato multiculturale: non solo multietnico. Paradossalmente sono i dems che vorrebbero chiudere, mentre i reps sono divisi tra l'approccio isolazionista storico - e mai realizzato - e le esigenze "di mercato", di cui Bush, attualmente, e' il primo sostenitore. Esattamente l'opposto di quanto accade da noi. Il dato importante rimane sempre quello demografico, e secondo le solite stime, entro 30-35 anni i "latinos" supereranno i "wasp" e i "colored" perche' piu' prolifici.

Zag: i Padri Fondatori erano profughi religiosi: cristiani e "bianchi", e' un dato di fatto. La Dichiarazione d'Indipendenza, la guerra di secessione e la conseguente Carta dei Diritti furono promosse dalla cultura wasp, anche se ne beneficiarono tutti, non vedo che c'entri il ku klux klan... non mi risulta che anche gli afro americani sarebbero cio' che sono ora se non fossero stati a loro volta colonizzati loro malgrado... e nonostante cio', molti di loro hanno un orientamento culturale diverso. Io direi che sono, appunto, diversi e che se fossero stati loro a colonizzare le americhe, anche queste sarebbero diverse: tu che ne dici? I bianchi devono sempre essere cattivi e schiavisti? E gli arabi, allora, che commerciano tutt'ora in schiavi?

Emanuelito: hai letto benissimo. Chiamiamola come vogliamo: etnia, o quant'altro, ma il succo e' lo stesso: si tratta di una differenza antropologica: perche', non si vede? In ogni caso e' quella culturale il problema piu' serio, non tanto quella etnica. E non facciamo disquisizioni sulla genetica molecolare, che ne ho gia' scritto centinaia di pagine... la differenza che noi percepiamo non ha nulla a che vedere con la qualita' dei cromosomi, che e' sostanzialmente identica, ma con un sistema di riconoscimento che ogni gruppo etnico possiede: nessuno escluso. E' un fatto sgradevole solo in apparenza, in realta' si tratta di confutare il mito dell'egualitarismo ad ogni costo, che impedisce anche solo il pensare ad una realta' evidente. Se poi consideri che ogni etnia, o "razza", da luogo quasi sempre ad una sua propria cultura, vedrai bene che tra multiculturalismo e melting-pot la differenza si fa piu' labile.

Mons: curiosamente i piu' preoccupati sono proprio gl'immigrati piu' recenti, sebbene negli USA siano tutti immigrati (a parte gl'indiani), vige il criterio dell'anzianita', anche se non e' piu' lecito dopo la seconda Costituzione del 817. Da noi non c'e' nulla di simile nella nostra Costipazione e indubbiamente esiste ormai un' "etnia" italica, come riportano i testi geopolitici in tutto il mondo. Quindi in USA e' prevista un uguaglianza in quanto stato d'immigrazione, da noi no per il motivo opposto.

Anonimo ha detto...

Mons il passo principale fu quando iniziarono ad aiutare la Gran Bretagna sui mari in cambio della firma di abbondandanti cambiali.
Fu il business che spinse a compiere questo passo anche agli americani più riluttanti.
Sauro stiamo parlando dell'America non degli arabi. Senza considerare che "i demoratici e non teocratici sauditi" sono tra i migliori amici degli USA.
Io mi soffermevo sul fatto che per essere isolazionista in teoria l'America dovrebbe smantellare le sue basi nel mondo, altrimenti che isolazionismo fà?
Sul fronte interno penso che l'America senza sogno americano si affloscerebbe su se stessa.

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: come no... credi che Cina, Russia, India non sarebbero altrettanto "amici" degli arabi? Non ci e' data molta possibilita' di scelta, quando il 65% dei paesi aderenti all'UN sono dittature. Se le combatti: non va bene, se stringi alleanze: nemmeno... fosse per me la "globalizzazione" se la sognerebbero, e tu che proponi? La pace senza se e senza ma? Allora e' meglio non fare troppo gli schizzinosi. Comunque a me interessava evidenziare che gli USA sono quelli che sono in quanto fondati da profughi religiosi che, venendo dall'Europa, erano inequivocabilmente bianchi come il latte... che e', dovevano abbronzarsi prima di partire? E' opinione mia, ma anche di studiosi autorevoli, che una volta perduta la supremazia demografica, lo Stato dell'Unione resistera' per un po' e poi scomparira', come avviene sempre nelle societa' multiculturali; anche nel piccolo Libano e' accaduta la stessa cosa; in Europa sta gia' cominciando ad avvenire adesso: non parliamo di situazioni che avvengono in tempi o luoghi remoti. Anch'io m'illudo spesso che si possa salvare il salvabile, ma l'aritmetica e' spietata e non sara' truccando le carte che si guadagnera' tempo.

Anonimo ha detto...

Sauro io cerco di essere realista ciò che non ci divide ora ma forse in passato si è l'enfasi.
Se dobbiamo dare per scontato che l'Arabia Saudita è una monarchia assoluta medievale, che Musharaff in Pakistan è andato al potere con un colpo di Stato e che l'amico Moubarak è un dittatore di fatto, allora che senso ha avuto tutto lo sproloquio falso sull'esportazione della democrazia?
Sarebbe stato meglio parlare chiaro ed affidarsi al giudizio della gente invece di prenderla per i fondelli.
Poi ci dobbiamo sentire i pistolotti per il fatto che dialoghiamo con Hezabollah.

Io quello che dico è che nel momento in cui l'America perde la sua mission per così dire non sarà mai più il Paese che conosciamo.
Se si snatura il sogno americano, l'America diventa un Paese come gli altri.
Non è mica che mi fa tremare i polsi questa ipotesi. Però mi sembra che nessuno medita sulle conseguenze.

Zagazig

Anonimo ha detto...

In poche parole se l'America si libera anche dell'ultimo manto d'ipocrisia e d'innocenza al tempo stessa che l'avvolge...in quel Paese pieno di armi e di aggressività si inziera sa scannarsi tra di loro.
Una guerra civile già l'hanno fatta. Già vedo gli scontri tra ispanici, wasp e afroamericani.
Le conoosci le proporzioni tra le razze del melting pot?
Buchanan per me è un pazzo ed un iconsciente.

Zagazig

Bisquì ha detto...

Zag ti puoi augurare quello che ti pare ma gli USA non faranno la fine dell'URSS. Quello che la tiene insieme è una cosa che tu non conosci e si chiama "patria". L'America è quello che è perchè è la libertà di esprimersi al meglio in tutti i campi. Nessun uomo distruggerebbe il luogo che gli permette di essere se stesso. Tra i 140.000 in Iraq ci sono circa 20.000 ispanici in attesa di cittadinanza, fa un pò tu...anzi, circa 20.000 l'hanno già ottenuta. Tu vedi immigrati che prestano servizio militare in Italia?

Una precisazione,
gli africani che sono in america ce li hanno portati gli inglesi che li compravano dagli Arabi. Perpiacere non adulteriamo i fatti e la storia ad uso e consumo della propaganda.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: guarda che non stai parlando con Bush o Berlusconi. Per me la democrazia non la si puo' "esportare"; o fai una vera e propria colonizzazione e attendi i tempi di maturazione, o lasci bollire nel loro brodo le ben note "culture". Quanto alla strategia di comunicazione, ovvero, l'usare di un linguaggio per ottenere il consenso, e' un invenzione antica che l'ideologia socialista ha elevato a virtuosismo; per una volta che ne fanno uso gli altri...

Stai a vedere che ora e' colpa degli americani se alcune tra le dette "culture" preferiscono il totalitarismo... lo vedi anche tu cosa votano, quando gli occidentali li costringono a scegliere liberamente... proprio non ci riescono. Non credo di doverti spiegare che le relazioni tra stati prevedono anche le interferenze e i colpi di stato... del resto voi siete al governo merce' una caso simile. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

E poi: tu, in quanto comunista, pretenderesti di estendere il tuo metodo d'analisi ideologico anche a me... e' una cosa lunga, ma proviamo a spiegare.

Per la tua ideologia etnie e culture diverse conviverebbero benissimo ed e' colpa degli USA se ci sono attriti tra di loro; cio' sarebbe determinato dalla differenza di censo tra i diversi gruppi.

Ma non ti tange mai il dubbio che se la cultura occidentale e' quella che e' si tratta di una differenza che sta a monte? Pur con gl'inevitabili attriti tra i gruppi etnici diversi gli USA rimangono l'unico laboratorio mondiale nel quale le piu' diverse etnie convivono nel modo piu' pacifico possibile; il che non e' affatto naturale, in quanto ogni etnia e cultura ha bisogno di un territorio circoscritto nel quale esercitare le sue proprie prerogative; e questa e' anche la regola fondamentale che governa il multiculturalismo che voi apprezzate tanto.

Ebbene: a mio parere si tratta proprio del fallimento manifesto dell'egualitarismo post illuminista. Che fallisce in URSS, ma anche in USA nel momento stesso in cui la cultura che e' stata capace di creare una coesione artificiale, viene a mancare.

Quindi, tornando al topic: leva la cultura wasp e vedrai che si riaprira' la lotta per il predominio. E chi la vincera'? Chi conquistera' il predominio demografico. Come e' sempre stato da chemondo e' mondo.

Lo PseudoSauro ha detto...

Bisqui': io invece credo che se la cultura che ha generato il Bill of Rights scomparira', anche gli USA cominceranno a frammentarsi, ed e' proprio la preoccupazione di Buchanan. Prova a farlo digerire ad una comunita' che non ha nemmeno l'obbligo di conoscere la lingua nazionale, il concetto di "Patria"... secondo me gli USA stanno diventando una societa' multiculturale da multietnica che erano.

antiEUropeo ha detto...

Zag se (pre)vedi scontri fra le componenti etniche in USA allora la pensi come Buchanan...

Mi sembra che i REP alla Bush cerchino proprio di rilanciare il famoso sogno americano cercando di "conquistare" gli immigrati e convertendoli alla cultura WASP.

E' proprio ciò che manca in Italia: nessuno propone un modello di "italianità" a cui convertire gli immigrati.

Lo PseudoSauro ha detto...

Antieuropeo: esattamente. Solo che qui c'e' poco da proporrel' "italianita'"... non si tratta di un'identita' che prevede l'inclusione di etnie e culture diverse. Gia' il multiculturalismo l'avevamo in casa ai tempi dell'unificazione e tutt'ora vi sono grandi differenze tra nord e sud, tra una regione e l'altra... l'obiettivo del Risorgimento era l'unificazione della penisola, non certo il trasformarla in uno zoo nel quale rinchiudervi gli autoctoni. :-)

Anonimo ha detto...

Bisquì tu ridimensioni molto il sogno americano, la patria ha un senso finchè si riconosce il ruolo che Dio le ha dato (come puoileggere nella dichirazione dei diritti americana a differenza di quella francese o sulle banconote) cioè quello di creare il Paradiso in terra ed accogliere tutti.
Il premio la terra promessa strappata "dolcemente" ai nativi.
E' più complessa la storia americana del concetto di "Libertà".

Gli schiavi li avranno comprati da chi vuoi tu ma li hanno usati. E ci si sono arricchiti la sostanza è questa.

Zagazig

Anonimo ha detto...

Anti Buchana con questo suo sogno folle è in gradi di provare frizioni. Mentre in Italia gli stranieri ci sono da un tempo relativamente breve e pochi hanno la cittadinanza. Immagina a un afroamericano da geenrazioni di convincerlo a essere wasp sarebbe da ridere se non fosse da piangere.
Questa storia di Buchanan nasce nel momento in cuis i sono accorti di quanta gente in America parla ispanico invece di americano.
Che si vorrebbe fare...waspizzare gl'ispanici e gli afroamericani?..è da ridere...
Zagazig

Anonimo ha detto...

Sauro sai bene quanta differenza passa tra la politica interna degli USA e quella estera.
Tanto buoni (una volta) dentro quanto cattivi (ancora) fuori.
E non mettete in mezzo la solit asecond aguerra mondiale che siamo nel 2006 e sono passati 60 anni..ne sono successe di cose intanto.
Tu stesso dici che l'America ha fatto il melting pot e mò che lo disfa e dice siate tutti wasp?
Ma dai...

E poi in Italia che facciamo la sparata di Berlusconi "L'Italia cattolica agli italiani"...ma lo sa che a Porta Pia hanno fatto una breccia?
:-)

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Ma fai finta di non capirmi? La cultura wasp e' quella che ha partorito la Dichiarazione d'Indipendenza, prima, e il Bill of Rights, dopo. E' quella che ha messo fine allo schiavismo, che ha accolto gente da tutto il mondo, compresi i paradisi socialisti. Non e' stata la cultura bantu' o quella confuciana: e' stata quella dei Puritani. Quanto allo schiavismo, all'epoca erano tutti schiavisti: ma proprio tutti, e se proprio l'eredita' storica deve pesare come una maledizione allora voi comunisti non avete alcuna lezione da dare al mondo, ne' tantomeno agli americani, o credi che la maggioranza dei cittadini dell'est ce l'abbiano con gli americani per aver costretto il socialismo alla bancarotta? Almeno un po' di reciprocita'. Se vogliamo misurare la crudelta' di un regime dal numero delle vittime che questo ha fatto, temo sia un'operazione poco conveniente per chi volesse pervicacemente riproporre l'alternativa socialista. Scurdammoce 'o passato e guardiamo avanti, cosi' voi sarete legittimati a riprovarci, se no vi autocastrate in questo modo.

Nessie ha detto...

Che la multietnicità sia destinata a diventare multireligiosità è un fatto assodato. Facciamo degli esempi pratici: gli afroamericani di colore importati nel Continente Nuovo dallo schiavismo, oggi sono passati dall'animismo alle religioni angloprotestanti: battista, metodista, presbiteriana ecc.
Tuttavia anche gli USA ebbero il fenomeno dei "black muslims" negli anni '60 e '70: Malcolm X, Carmichael, Bobby Seal e le black panthers. Si trattò di una setta razzista e separatista che per fortuna non prevalse, e che teorizzava la superiorità del "black" (si veda l'autobiografia di Malcolm X, da me letta).
Le chiese evangeliche accolsero molti pastori negri ed era evangelico anche il dott. Martin Luther King, osteggiato più volte dagli oltranzisti come Malcolm X.
Tuttavia nella comunità nera prevalse l'integrazionismo di Luther King al separatismo di Malcolm X.

Anonimo ha detto...

Protestanti 49%, cattolici 27%, atei e agnostici 10%, anglicani 5%, ebrei 2%, mormoni 1%, musulmani 0.3%, buddhisti 0.2%, indù 0.1%, altro 4.4%

..insomma come multireligiosità lascia un pò a desiderare Nessie...mi sembra che la varietà razziale sia la caratteristica e sostanzialmente, a vario titolo, siano tutti cristiani.
Sauro io faccio solo una ipotesi di fallimento sociale di un Paese mica do delle direttive ideologiche a me care...anzi...per me possono pure fare la loro controrivoluzione reazionaria.
E' che identiifcare l'Italia con la religione cattolica e con l'italianità per generazioni mi sembra di tornare molto indietro.
Ma abbiamo già superato, per fortuna, quel punto di non ritorno...

Zagazig

siro ha detto...

La differenza tra il modello americano di integrazione e il nostro è che in America, terra delle opportunità, l'immigrato giunge a diventare cittadino solo quando ha davvero maturato un modo di vivere e di pensare conforme con quello statunitense. A titolo di esempio: provate a chiedere a un afroamericano se si sente africano o americano...
In Europa questo piccolo dettaglio non è ancora entrato nei capoccioni dei burocrati. Domina la melassa del politically correct, e gli effetti si vedono: noi ci coltiviamo i terroristi in casa, negli USA i terroristi - al limite - possono solo arrivare a bordo di un aereo...

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: infatti, ma le conversioni all'islam sono di molto aumentate negli ultimi tempi, soprattutto tra gli afro-americani. Li' si tratta davvero di una specie di vendetta sociale, in quanto sono pochissimi i neri che hanno antenati islamici, mentre quasi tutti i loro avi sono stati venduti dai mercanti di schiavi arabi.

Zag: prova solo a pensare cosa sarebbero gli USA se quell'80% di cristiani fossero invece musulmani... Liberty salterebbe come i Buddha in Afghanistan. Non so piu' come fare a spiegarmi: gli USA sono nati da un ideale religioso, non laico: nel patriottismo USA c'e' Dio da tutte le parti. L'ideale ha funzionato fin'ora che i protestanti, tra cui molti colored perfettamente assimilati, hanno tenuto le redini; ma gia' con i cattolici la preminenza si sta incrinando, come volevasi dimostrare: ogni etnia e cultura tende per sua natura all'egemonia: quando una molla, un'altra la sostituisce, ma non credo che i cattolici saprebbero fare di meglio... per non parlare degli altri religiosi che non riescono nemmeno a concepire una societa' che non sia tribale. Non si tratta di fare le pulci al sistema america - cosa che faccio spesso anch'io - si tratta di osservare dove un modello analogo e' riuscito meglio. In Egitto, ad esempio, ci sono molti piu' cristiani di quanto in USA ci siano Musulmani... e' un modello migliore?

Siro: guarda che da noi l'immigrazione che viene con le barche e' appena il 8-15% del totale... ma il paragone non si puo' nemmeno fare perche' il nostro e' uno stato piccolo e noi siamo un po' piu' degl'indiani... non siamo un paese d'immigrazione, siamo storicamente un paese d'emigrazione, il che e' diverso.

Nessie ha detto...

Torniamo al discorso multietnicità e multireligiosità. Zagarol ethnòs in greco vuole dire "popolo", "razza". Hai mai visto un gruppo sociale che oltre che portatore di cultura, usi e costumi, non lo sia anche di credenze religiose? Io no. E' chiaro che quando si dice "multietnico", nel concetto sia implicito anche il "multiconfessionale". Se poi gli Americani sono stati così bravi da integrare anche i neri (o negri) all'interno del angloprotestantesimo dominante, chapeau!
Tuttavia è pur sempre forte la contaminazione tra animismo e cristianesimo nei loro canti ecclesiali. Che cosa sono gli "holy rollers" (santi dondolanti) durante i loro gospel nelle chiese evangeliche, se non la contaminazione tra tradizione animistica africana e estasi religiosa cristiana?

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: ottimo argomento. Mettiamoci anche Virginia e Louisiana cosi' vediamo bene quanto l'assimilazione sia impossibile fino negli USA. E questo non perche' i bianchi sono intrinsecamente cattivi... perche' sono semplicemente "diversi": si puo' fingere di non vederlo, si puo' insistere nello spuntare un 5% di classe dirigente che non ha nulla da invidiare ai colonizzatori, ma alla lunga la situazione diventa insostenibile: economicamente e culturalmente. E' il mito dell'uguaglianza che non funziona: ne' a est, ne' a ovest.

Anonimo ha detto...

Quello religioso non mi sembra un problema in USA. Forse lo è in Italia.
Questo volevo dire Sauro.
Nelgi USA non si discute sono quasi tutti cristiani. E non vedo religioni che riescano a scalzare il cristianesimo. Ma la religione e la mission di quel Paese sono un tutt'uno. "Endowed by creator" recita la loro dichirazione dei diritti dell'uomo. A monte è Dio che conferisce la missione. E quando si dice libertà si intende centralità dell'uomo.
Nel momento in cui si parla di waspizzazione dell'uomo il sistema scoppia.
Tu sai bene che in nome della libertà negli USA potrei anche vestirmi da Hitler e fare una sfilata con svastiche e camerati.
Liberamente.
L'Italia è un altro Paese.
Pensare di assimilare una idea non condivisa e provata in America per trasferirlo in un Paese diverso come l'italia..insomma.
Nessie le percentuali che ho messo questointendevano.
Gli USA sono un modello assorbente.
Vieni assimilato, non puoi vivere diversamente dal modello.
Non vedo pericoli legati all'Islam in tutte le americhe.

Zagazig

Nessie ha detto...

Neanch'io nell'immediato. E per una volta nella vita sono d'accordo con te, Zag. Tuttavia se leggi il libro del premio Nobel Naipaul "Fedeli a oltranza", vedrai che ci sono centri culturali islamici che col pretesto della cultura si infiltrano molto subdolamente nel tessuto sociale sfruttando abilmente le maglie delle cosiddette libertà democratiche e il mercato delle religioni che permette di convertirsi liberamente e di passare da una fede all'altra.
Consigli di lettura di fine estate: "Fedeli a oltranza" (Adelphi).

Anonimo ha detto...

Senti Nessie questo libro l'ho consigliato a Sauro la prima volta che ci siamo conosciuti su web...:-DDDDD..e se ricordo bene i capitoli erano su Indonesia (pp.17-147), Iran (pp.177-303), e Pakistan (pp.319-441, più il "Proscritto malese" (pp.465-504).
Mi Sono perso qualche capitolo sugli USA?
:-)


Zagazig

Anonimo ha detto...

LO SO SONO UN COMUNISTA PIENO DI SORPRESE..:-)...

Sauro come passa il tempo
:-)

Zag

Nessie ha detto...

No, non ti sei perso niente perché non c'è uno specifico capitolo sugli USA, ma parla della penetrazione di centri culturali islamici in America prima dell'11/9 anche i altri capitoli. Poi sono stati messi tutti sotto sorveglianza.

 
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