Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

30 agosto 2006

Sentenze e frecce

Dopo 3 mesi di governo Prodi, e senza alcun provvedimento in materia, c'e' gia' un maggiore gettito fiscale. La statua di Padre Pio sembra sorridere e intanto i nostri militari sono quasi a Tiro...

D'Alema: "Se la Siria cerchera' di fare passare armi, non staremo a guardare" E certo che no... le daremo una mano e magari invaderemo Israele con la potenza della nostra forza soverchiante. Dopo la serieta' al governo, abbiamo anche il pudore... e lo Stato Etico e' bell'e' che pronto.

27 agosto 2006

LampedUSA

Tramite un comune conoscente ho chiesto un parere ad un esperto di contrasto all'immigrazione clandestina, che lavora presso un branch FBI in USA, a proposito della situazione italiana, e l'ho trovato insolitamente preparato in materia; ne' penso si sia documentato per l'occasione.

Le soluzioni prospettate sono assolutamente teoriche, in quanto hanno a presupposto la piena sovranita' del territorio ed un potere decisionale che un esecutivo italiano ha "forse" avuto solo durante il ventennio. Naturalmente gli accordi di Schengen possono essere violati solo dalla Francia, quindi non se ne parla nemmeno. Che c'entra questo con Lampedusa? Niente, ma l'immigrazione clandestina verso l'isola sicilo-africana rappresenta solo una percentuale che va dall' 8 al 15% del totale, e non e' realistico isolarla dal contesto complessivo. L'incontro-scontro con la cultura del problem-solving gia' mi palesa l'abisso culturale che divide noi esangui latini dalla civilta' anglosassone.

Secondo l'esperto - che preferisce non essere identificato - il problema va affrontato prima in sede politica, ma a questa conclusione ci ero arrivato anch'io. In ogni caso l'abisso si allarga ulteriormente quando ci si sente dire che l'approccio politico e' piu' efficace, ma anche molto meno costoso di qualunque altro.

Questo comprenderebbe la revisione degli accordi di Schengen, il ripristino di rigorosi controlli, soprattutto negli scali aeroportuali (il che non costerebbe nulla in quanto di questi tempi vanno comunque incrementati NDR) la decisione di una quota ragionevole che dovrebbe essere commisurata alle effettive necessita' dell'economia ed alla capienza del territorio. A questo proposito il paragone con gli USA non lascia scampo: se li' si tratta di circa 1 milione all'anno da decidersi su base quinquennale, qui saremmo abbondantemente sotto ai 10 mila, quando non sotto zero, tenuti in debito conto esigenze abitative, crescita economica e un territorio che non puo' essere spianato a forza di ruspe...

Poi si tratterebbe di rendere chiara la politica scelta e rendere efficienti le sedi consolari negli stati esteri perche' raccolgano ed esaminino le richieste d'immigrazione. Un'utopia. Naturalmente, qualunque straniero non in regola colto sul territorio nazionale verrebbe immediatamente rimpatriato a spese dello stato di provenienza... Un sogno. Qualunque tentativo di sbarco sui litorali nazionali sarebbe da considerarsi un atto aggressivo indipendentemente dal fatto che si trattasse di individui armati o disarmati. Un incubo.

Il caso di Lampedusa dev'essere gia' stato studiato dal signore in questione, in quanto leggo che ne ha una conoscenza precisa fin nei minimi dettagli geopolitici. La distanza dell'isola tra Tunisia, Malta e Sicilia e' pressoche' identica (~ 80 ml), il che rende il territorio alla stregua di una colonia che, dunque, andrebbe militarmente presidiata e protetta. Ove non vi fosse una tale volonta' politica e gli stati sovrani da cui proviene la minaccia (sic!) non fossero sensibili alle pressioni del governo italiano, non resterebbe altro che rinunciare alla sua sovranita', poiche' oltre che indifendibile sarebbe estremamente costosa. Trasecolo, ma il tono dello scritto mi pare freddo e burocratico: non vi trovo alcun intento umoristico.

Quindi, secondo la visione di un "vero" addetto ai lavori, noi staremmo subendo una vera e propria invasione (ma va?), rischieremmo una guerra con gli stati da cui questa proviene (toh...), le spese accessorie rischierebbero di divenire insostenibili, al punto che potremmo essere costretti a rinunciare alla sovranita' di un'isola che, in verita', e' piu' Africa che Italia per sua stessa conformazione... E adesso a Prodi chi glielo dice? Ma anche a Berlusconi...

24 agosto 2006

Imitiamo gli USA?

A quelli che "il modello immigratorio USA dev'essere trasferito in Europa"... consiglierei questo libriccino scritto da un "collega xenofobo" americano: "State of Emergency: The Third World Invasion and Conquest of America"; che e' attualmente il secondo in classifica tra i libri piu' letti in USA secondo la catena di vendite online Amazon. Lo scrittore e' Patrick Buchanan: senatore repubblicano ed autorevole esponente del GOP, tra i critici della politica Bush ed i fautori di nazionalismo ed isolazionismo, come da tradizione dei reps USA. Per quanto strano cio' possa sembrare a noi italiani, la linea di politica estera tenuta da tutte le amministrazioni repubblicane in USA e' quasi sempre stata identica a quella dei dems che, al contrario di cio' che si pensa, sono sempre stati i piu' strenui fautori dell'esportazione dei valori e della AWOL; esattamente la "colpa" che viene addebitata dall'Europa socialista all'attuale amministrazione americana. Va da se che i dems, cosi' di moda tra i nostri post-comunisti, ma anche tra molti sprovveduti "liberali", sono proprio gl'ideologi di quell' "esportazione della democrazia" che viene attribuita all'amministrazione Bush che, va ricordato, deve fronteggiare una situazione di emergenza del tutto nuova per gli USA e che questa rischia di distruggere non solo la nazione americana, ma tutta la cultura occidentale, nonche' ridefinire l'equilibrio geostrategico mondiale. Ma l'acquisita consapevolezza dei rischi sul proprio territorio sta ormai mettendo in discussione lo stesso Bill of Rights, quindi, sta velocemente trasformando gli USA in una nazione "normale", il che significa, la fine del suo ideale messianico di accoglienza indiscriminata ai derelitti del mondo; e questo per motivi culturali, ma anche demografici, etnici e geopolitici. Il paragone con un Europa "aperta" rischia di essere oltremodo comico, considerato che ad una densita' media di 29 ab x km2 degli USA ne corrisponde una mediamente quintuplicata per il territorio europeo, il che dovrebbe forse suggerire agli europei che sarebbe stato meglio preoccuparsi per tempo e che, allo stato attuale, l'invasione temuta da Buchanan per gli USA, e' gia' una realta' in Europa; una realta' che gli strumenti democratici e pacifici non saranno mai piu' in grado di mutare.

A pg. 240 del testo citato si puo' leggere:

"One of the truly major issues with which America must deal [is] the vasttidal wave of human beings coming from the Third World. There is afragmentation going on in this country. At what point does cultural, racialdiversity become a kind of social anarchy? How do you get national cohesionthis way?"

Cio' evidenzia il fatto che non e' solo l'aggressivita' islamica a rappresentare il pericolo, ma qualunque cultura "aliena" che, a lungo andare, finirebbe per non riconoscersi piu' nello Stato dell'Unione e nella cultura wasp che l'ha originato e tutelato fin'ora. Il dato positivo e' rappresentato dal fatto che la preoccupazione e' diffusa nella nazione intera, soprattutto nei territori del sud che sono i piu' esposti all'enorme ondata immigratoria proveniente dal Messico. In Europa una tale lezione sarebbe ormai del tutto inutile e tardiva, come si puo' ben comprendere in Italia da esempi come quello offertoci dalla discussione tenutasi a Radio3 Mondo il 24 agosto 2006, dalla quale si evince come l'approccio al problema non riesca ancora a superare la dimensione ideologica: ci si continua ad illudere di poter "scegliere", quando ormai sono altri a farlo al posto nostro.

23 agosto 2006

Voglio comando posso

L'avesse detto Berlusconi, del "Napoleone" non glie l'avrebbe tolto nessuno, ma questo qui e' un eroe del decisionismo schmittiano... tutta un'altra cosa. In Europa lo conoscono gia'... dunque andremo in Libano con Turchia, Malaysia e Bangladesh e che Allah ce la mandi buona. Ma, dico io, che gli costerebbe ai militari fare due esercitazioni su Palazzo Chigi? In Libano c'e' la guerra vera, non come nel sud dell'Irak... e non c'e' piu' la scusa dei cattivissimi USA. Dimenticavo gli ebrei...

22 agosto 2006

Un tanto al chilo

Visto che dei problemi culturali relativi all'immigrazione, nonche' dei risvolti socio-antropologici annessi e connessi, pare non fregare nulla a nessuno. Considerato che e' in nome di criteri socio-economici, per non parlare di quelli ideologico-religiosi, che la nuova "migrazione" viene giustificata, anzi auspicata, vediamo un po', per sommi capi, come e perche' funziona il rapporto tra domanda ed offerta di lavoro sul territorio nazionale: ammesso che questo termine abbia ancora "cittadinanza" italiana.

Dal dopoguerra l'istituzione della famiglia si e', almeno visibilmente, fatta piu' blanda, fino al punto di giungere a considerare "famiglia" i "nuclei" unifamiliari. L'estensione dei pieni diritti individuali alle donne ha, di fatto, piu' che raddoppiata la domanda di lavoro, considerato che le donne costituiscono oltre il 60% della societa'. E l'offerta? E' raddoppiata anche lei? No.

L'apertura delle frontiere, europee prima e mondiali poi, ha fatto si' che l'immigrazione incrementasse la domanda in una percentuale ragionevolmente identificabile tra un 10 e un 15% del totale nazionale. E l'offerta? E' aumentata di conseguenza? No.

In un tale contesto, trovo assai curioso che sia tanto difficile reperire manodopera sul suolo nazionale senza dover ricorrere a quella straniera, quando non alla delocalizzazione tout-court.

Da che il regime fascista ha costruito intere citta' la popolazione e' piu' che raddoppiata e il dopoguerra ha visto la ricostruzione ed un'espansione delle aree urbane ancora "a misura di famiglia", ma i nuovi nuclei unicellulari moltiplicano "almeno" per cinque le esigenze abitative. Naturalmente i nuovi immigrati non li si puo' stipare nelle cantine... L'edilizia ne ha tenuto conto? No.

Adesso diamo un'occhiata alla qualita'. In uno stato pseudo-socialista, quale e' stata l'Italia in tutto il dopoguerra, il titolo di studio "garantito", il lavoro "garantito" hanno fatto si' che la maggior parte della popolazione trovasse un'occupazione vita naturaldurante senza saper fare pressoche' nulla. In tale contesto dal nord Europa "scendono" i profughi del comunismo, assai piu' preparati, nonche' disperati, che introducono la competizione in un luogo dove questa non esiste quasi, con il risultato che in interi settori produttivi gl'italiani costosi e obsoleti vengono progressivamente sostituiti senza che esista un welfare decente; anzi: questo viene adattato piu' alle esigenze degli stranieri che a quelle degli autoctoni che, inani quali sono, non sono nemmeno capaci di protestare.

Ammetto che la mia e' un'analisi assai grossolana, ma, quanto al pensare ed allo scrivere, non mi riesce proprio a fare di meglio. Mi si dica ove avessi sbagliato e mi si fara' cosa gradita.

19 agosto 2006

Meglio xenofobo che imbecille

(Fai click sull'immagine per leggere meglio)
Tabella

Penso che l'enorme pressione migratoria, che il sud del mondo esercita nei confronti del nord, sia visibile a chiunque voglia vederla pertanto non continuero' nella mia donchisciottesca opera tesa a convincere gli inconvincibili; mi limitero' a raccomandare loro un buon psicanalista.

Si veda, sopra, quale sia realmente la differenza tra un paese meta naturale d'immigrazione e quale no; si consideri se sia ragionevolmente possibile trasferire l'intera umanita', che vive in un contesto culturale economicamente inefficiente, in un territorio esiguo e densamente popolato, oppure, se non sia piu' ragionevole favorire lo sviluppo in loco senza correre il rischio di destabilizzare ulteriormente la gia' precaria saldezza della cultura occidentale.

I dati esposti nella tabella sopra sono vecchi di oltre un anno. Se cio' sia solo frutto d'incuria o, piuttosto, non corrisponda ad una scelta consapevole tesa a minimizzare il fenomeno demografico in atto, non saprei dirlo; certo la popolazione italiana e' attualmente superiore di oltre un milione di unita', cifra alla quale va sommato un altro milione di stranieri ed un numero, ovviamente imprecisato e imprecisabile, di clandestini.

Chi volesse partecipare alla discussione e' pregato di attenersi al topic. I commenti che non rispondessero a tale requisito verranno cassati dal sauro qui presente, a suo insindacabile giudizio. :-)

10 agosto 2006

La guerra "moderna"

Ci si domanda spesso del perche' anche i gia' sanguinosi conflitti tra Stati siano ormai regrediti a guerre tra bande ispirate dall'odio religioso, o da quello ideologico. Nel 1963 Carl Schmitt nel suo "Teoria del Partigiano" ne dava gia' un'ottima spiegazione:

"La guerra moderna è una guerra partigiana, cioè ha la sua radice nelle ideologie e non trova più limiti nello Stato, anzi si radica all'interno dello Stato e della società. Il partigiano, infatti, non difende la terra da un'occupazione, ma conduce una lotta in nome di una propria verità ideologica in tal modo, egli sostituisce al nemico pubblico un nuovo nemico privato e regredisce, pertanto, alla barbarie."

In http://www.filosofico.net/schmitt.htm se ne da questa spiegazione, che a parere di chi scrive e' una delle migliori mai lette:

"Questa crisi della politicità è in rapporto, secondo Schmitt, con il predominio dell'economia e della tecnica nel mondo contemporaneo, dove lo Stato si trova ridotto ad assolvere una semplice funzione puramente burocratica e organizzativa, al servizio del dominio economico sull'uomo. In tal modo anche il pensiero di Schmitt si conclude con una critica alla modernità, in sintonia con pensatori ai quali si sentiva vicino, come, ad esempio, Jünger e Heidegger. "

07 agosto 2006

Il sauro senza veli

Lo so che e' quasi oltraggio al pudore, ma dopo pressanti richieste delle gentili ammiratrici e dei cortesi membri del politburo, che hanno manifestata la volonta' di conoscere il vero volto del sauro - per venerarlo, o per meglio schedarlo - metto qui una foto, tanto per cominciare, tra le piu' sfigate e antiche che possiedo. Sono poche perche' uso spesso di mangiarmele; ogni tanto ne mettero' una nuova per mostrare al mondo il multiforme ingegno della mia specie.

Intanto beccatevi il para-sauro dopo il primo lancio vincolato; e' roba facile, ma se non si e' un pacco postale, il volare giu' da 500 mt con la folla che c'e' per aria, e' decisamente una cosa inquietante, come testimonia il colorito cadaverico dei colleghi a bordo. La soddisfazione per l'essere ancora tutto intero e' del tutto visibile, cosi' come l'ingenuita' del non aver capito che in tutto l'addestramento, il lancio con il paracadute e' proprio la cosa meno pericolosa., ma fa molto "eroe" anche se non costa niente, mentre una raffica di mitra in una gamba non impressiona nessuno ( a parte chi se la fosse beccata, naturalmente).

06 agosto 2006

Veluti si Deus daretur

Il che significa, piu' o meno, "comportatevi come se Dio esistesse". Si tratta di una raccomadazione all'ateo, agnostico, laico, moderni affinche' usino della propria coscienza individuale anziche' demandare allo Stato la regolamentazione di ogni minima cosa, cio' che, sarebbe pericoloso per la democrazia cosi' come per le liberta' individuali.

La progressiva perdita dell'identita' originaria occidentale - che e' inequivocabilmente di matrice cristiana - il rischio, di riempire il vuoto creatosi con la prima ideologia, o religione, che passa, la deriva nichilista imputabile a questa progressiva perdita dell' autocoscienza, hanno fatto dire a Benedetto XVI cio' che compare nel titolo, che e' poi cio' che scrisse S.Agostino, pertanto suona come una novita' piu' per la diffusa ignoranza del nostro tempo che per il concetto espresso, che viene etichettato come "reazionario" dai cantori della cultura egemone, quasi si trattasse di una minaccia o di una geniale invenzione per privare le masse della loro "coscienza rivoluzionaria", la cui consapevolezza ha richiesto quasi cent'anni di sudore ideologico e di sistematica riscrittura della Storia dell'intera umanita' per essere realizzata. Figuriamoci se una frasetta come questa, buttata li' dal "Pastore Tedesco" non avrebbe richiamato le mute dei mastini messi a guardia del malloppo cosi' faticosamente racimolato...

E se pure fosse ammessa l'ignoranza dei testi scritti dai filosofi e teologi cristiani e dai Padri della Chiesa, il che sarebbe del tutto in linea con l'opera di sistematica rimozione dell'esperienza religiosa occidentale portata avanti indefessamente dalla cultura marxista, che ne facciamo di Kant e Fichte? Eppure il secondo teorizzo' la stessa cosa in un'epoca in cui la coscienza religiosa era ben salda nella societa' cristiana riformata della Germania sette-ottocentesca... tanto che cio' gli costo' il posto d'insegnante presso l'universita' di Jena.

Fichte sosteneva una stretta coincidenza di Dio e ordine morale del mondo, ma dal punto di vista della moralità. Come sa chi pratica un po' la Filosofia, sarebbe piuttosto difficile dare del "baciapile" o del "teocon" al filosofo tedesco... in quanto si trattava di un ateo la cui opera viene oggi contrapposta, con quella di Herder e Novalis, ai successivi Marx, Engels, Lenin. Nazionalismo da una parte e Internazionalismo dall'altra; "terra e sangue" da una parte, e universalismo dall'altra... ma, anche osservando le differenze tra le rispettive teorie, si tratta pur sempre di diverse interpretazioni dell'Illuminismo, quando non della stessa Rivoluzione Francese...

Questa e' la "cultura" che ci tocca in sorte. La rimozione di intere porzioni di Storia, o la loro "reinterpretazione" addomesticata, con buona pace del "revisionismo" operato da altri, che - nonostante sia solo il metodo scientifico applicato alla Storia - viene regolarmente condannato e bollato in aeternum come "falsificazione" di una "verita'" universalmente accettata e della quale non e' lecito dubitare. Ormai siamo ridotti cosi'. Una parte importante della societa' occidentale mondiale ragiona in questo modo. Ogni altra cosa non e' altro che la logica conseguenza di questo.

05 agosto 2006

Italia

L'Italia e' una nazione dal territorio prevalentemente montuoso... abitata da progressisti e xenofobi... aperti e disponibili i primi... chiusi e retrogradi i secondi... terra d'immigrazione per i primi... terra d'invasione per i secondi... amanti di pace e civile convivenza i primi... dediti alla guerra ed allo sterminio i secondi... evidentemente si tratta dell'eterna lotta tra il bene ed il male...

P.S.
nel post sotto ho citato fino una fonte no-global che attribuisce "alle destre" la volonta' di aumentare la popolazione per aumentare il potere del capitale, ma non gli e' andata bene nemmeno questa. Evidentemente il "destro" sbaglia "a prescindere": ontologicamente.

Italia Geografica

01 agosto 2006

In Italia siamo troppi

Con cadenza perlomeno semestrale il sauro affronta questa tematica ben certo che non serva a nulla, ma animale caparbio com'e' insiste imperterrito e cosi' si propone di fare in saecula saeculorum: amen.

Mettero' qualche fonte in testa anziche' in calce per dare a chi lo desiderasse il modo di leggere qualche studio serio sulla materia. Naturalmente si tratta di studi demografici condotti da demografi e antropologi pertanto sara' difficile che a questi venga dato il necessario rilievo in un epoca in cui questa materia viene affrontata quasi esclusivamente da economisti, filosofi, religiosi.

Per cominciare il solito Wikipedia che offre qualche prospetto su base trentennale che evidenzia come l'incremento sia in crescita costante e verticale, naturalmente con riferimento ai cittadini, in quanto qualunque studioso serio morirebbe dal ridere se gli venisse richiesto di includere i cittadini della Repubblica del Congo o quelli della Tunisia; senza dire del fatto che la popolazione straniera clandestina non e' censibile per antonomasia.

Poi si potrebbe leggere qualche lungo documento in lingua inglese, ma alcuni studiosi italiani stanno pubblicizzando il risultato delle proprie fatiche sul web di MDD (Movimento per il Decremento Demografico); questo e' un documento particolarmente interessante in quanto confuta la teoria economica secondo la quale all'incremento demografico corrisponderebbe uno sviluppo economico direttamente proporzionale; questa e' una delle tesi piu' all'avanguardia in UK e Giappone. Sul web di Italiani Liberi, curato da Ida Magli, si potranno poi trovare numerosi altri testi di carattere antropologico di indiscutibile valore scientifico, anche se redatti per i non addetti ai lavori.

Infine si passa alle solite rampogne, lamentazioni e geremiadi. Che l'Italia sia un paese prevalentemente montuoso: lo si studia fino dalle elementari; che sia una nazione relativamente piccola: anche, ma che in qualunque contesto territoriale una crescita demografica secca di uno 0,5 sia considerata abnorme, questa e' cosa per gli addetti ai lavori; ai piu' potrebbe sembrare un'esagerazione. Che in economia vi sia un rapporto diretto tra il numero di unita' produttive e il PIL e' cosa nota agli economisti, ma e' altrettanto noto all'universo mondo quanto tali studiosi si disinteressino totalmente del fatto che chi produce stia comodo o pigiato come le sardine; l'unica forma d'interesse destata dalle battaglie sindacali nell'epoca industriale fordista riguarda orari e tempi di produzione, non il fatto che questa avvenga in un contesto ambientale antropologicamente disastrato o, almeno, si tratta di un problema di cui si fa carico solo una minima parte della produzione economica mondiale.

Naturalmente qui si tratta del numero grezzo delle persone, non del rispettivo imprinting culturale che genera ben altri problemi che il sauro tratta qui, almeno, mensilmente; e questo perche' data una mandria di bestiame all'interno di un recinto, cio' che balza alla vista e' il numero dei capi, solo secondariamente ci si preoccupera' del fatto che a mettere lupi con agnelli il pastore non ci guadagnerebbe un granche', ma, come detto sopra, si tratta di un altro problema che, per altro, rappresenterebbe un abbozzo di soluzione ad un eventuale sovrappopolazione.

Domande: siamo tanti, o pochi? Dobbiamo fare figli, o no? Eventualmente dobbiamo chiamare qualcuno che ce li faccia per procura? Siamo in grado di soddisfare alle esigenze di continenti poveri e in spaventosa crescita demografica con il nostro piccolo territorio? Naturalmente si tratta di domande retoriche, ma considerate le politiche comunitarie UE e quelle dei rispettivi stati membri sembrerebbe di no, poiche' la raccomandazione e' di inglobare il piu' possibile forza lavoro dall'esterno; dall'esterno di cosa non e' ben chiaro, considerato che la sola popolazione musulmana in Europa e' 4 volte l'intera popolazione dello Stato d'Israele, ma anche questa e' un'altra storia che, al solito, vine ciclicamente riesumata.

Risposte: secondo buoni studi il numero ideale dei residenti sul suolo italiano si aggirerebbe intorno ai 40.000.000 di unita'. Considerato che la popolazione censita (e sottolineo censita) si aggira attualmente intorno ai 59.000.000 di unita' ne consegue che vi sono gia' quasi 20.000.000 di individui in piu'; in antropologia questo e' di per se stesso un dato sufficiente a spiegare il decremento demografico.

I figli, in una societa' libera ed evoluta, li si fanno quando li si vuole; non e' lo Stato o il governo economico locale a decidere in vece dei cittadini; - vedi alla voce "autodeterminazione". La natura provvedera' al resto, in quanto la falsa percezione che la denatalita' venga da un ragionamento basato sull'economia o il benessere e' l'altra faccia del problema. Molto semplicemente: esiste un meccanismo naturale che sovrintende al rapporto tra individuo e territorio; quando questo e' sufficientemente colonizzato lo stimolo sessuale diminuisce o viene indirizzato diversamente.

Il farsi fare figli per procura e' qualcosa che dovrebbe evocare lo schiavismo, ma anche la cecita' di chi bada solo al numero e non riesce a concepire il fatto che gli uomini sono molto diversi tra loro, anche se sono fatti piu' o meno allo stesso modo.

Quanto al fatto che in Italia vi possa stare l'intero continente africano, non c'e bisogno di scomodare la scienza: basta chiederlo a un bimbo dell'asilo. Se i governanti non lo capiscono: ebbene, li si rimandi alle scuole primarie e si elegga gente con un cervello completamente sviluppato.

Bene: dopo questa sommaria esposizione ci si domandi il perche' del dogma demografico corrente, per il quale vengono scomodati reati di pensiero e malattie mentali. Evidentemente si tratta di una cosa maledettamente importante.
 
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