Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

11 luglio 2006

Turna con Bukovskij

Certo di annoiare i nostri Ospiti progressisti ed altrettanto certo, come loro del resto dell'efficacia del sistema educativo, ed in particolare di "repetita juvant": beccatevi l'ennesima intervista a V. Bukovskij; sempre attuale, oserei dire "attualissima".

Intervista di Sergio Dalla Val

Può dirci qualcosa della sua storia? Sappiamo che lei è stato per dodici anni in un gulag.

Sono stato arrestato quattro volte.
Sono stato in un ospedale psichiatrico, poi ai lavori forzati e sono stato persino oggetto di scambio con il capo dei comunisti cileni Corvalan.

Ho letto che lei ritiene che il gulag non sia morto, ma che in qualche modo possiamo parlare di un gulag “nascosto” in Europa…

Sì, il gulag non è soltanto un campo di concentramento, è una mentalità, una psicologia di repressione politica, una suddivisione della società in nemici e non, che accompagna l’ideologia.

Quindi possiamo dire che il gulag oggi esiste ancora?

Certo, esiste nella mentalità della gente, anche se in molti paesi – come la Cina, Cuba o la Corea del Nord – esiste come esisteva un tempo nell’Unione Sovietica. In Russia i prigionieri politici furono rilasciati nel 1992 e fino al 2000 non c’erano più prigionieri politici. Ma sembra che si vada all’indietro, che il KGB controlli tutti gli aspetti della vita e sia tornato al potere. Al momento ci sono prigionieri politici, non sono tanti, ma stanno aumentando. La maggior parte della gente che protesta contro la guerra in Cecenia o contro l’inquinamento nucleare è stata accusata di aver rivelato segreti militari. Ma in realtà non sono segreti, sono cose risapute, l’autorità semplicemente non vuole che la gente ne parli. Questo è ciò che riguarda la Russia. Ma quando parliamo del gulag parliamo di un fenomeno psicologico e politico di controllo della parola e del pensiero, perché il gulag è uno strumento creato per controllare la società e riguarda non solo le persone che vi sono imprigionate, ma anche quelle che sono fuori, perché sono spaventate e non vogliono entrarvi. Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c’era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa.
A proposito dell’Europa, sottolineo che c’è un inizio di gulag perché ci sono già gli strumenti per il controllo della parola, c’è già il gulag intellettuale. Se stai provando ad esprimere il tuo punto di vista sulle relazioni fra le razze, i generi, il sesso, e se questi punti di vista contraddicono quello che ora è l’establishment, sarai presto nei guai. Questa ideologia che genera il gulag è nota con il nome di politically correct, ideologia del politicamente corretto, che in pratica è uno strumento di controllo del pensiero…

Non è un fenomeno recente che l’opinione di chi è contro l’establishment venga emarginata…

No, è un fenomeno insolito, per due motivi. Lei sa che sono venuto in Occidente nel 1976, ho vissuto qui per venticinque anni e ho visto come le cose sono cambiate. Ricordo che all’epoca il dibattito era molto vivace, mentre oggi ci sono argomenti precisi di cui non si può parlare, se critichi la politica del governo che incoraggia l’immigrazione, sei accusato di essere fascista, se dici qualcosa contro il movimento dei gay, sei accusato immediatamente di essere omofobico. Ma essere contro la loro politica non vuol dire essere contro di loro. Eppure, non puoi criticare la loro politica senza essere accusato di essere omofobico! Questo è già controllo del pensiero, il primo passo verso il gulag.

Nota questo anche a Cambridge?

Sì, posso farle un esempio. L’estate scorsa abbiamo avuto il primo caso in Inghilterra: un uomo è stato arrestato per una battuta “politicamente scorretta”. Questo è accaduto nella tanto rinomata democratica Inghilterra. Che cosa aveva fatto? È un uomo molto noto che è spesso in televisione, stava parlando alla fiera nazionale e ha raccontato una barzelletta. È una situazione così strana che con questa storia del politicamente corretto molta gente abbia più privilegi di altri – diceva –, “a me basterebbe avere gli stessi diritti che ha un uomo di colore o una ragazza madre o una lesbica oppure un tossicodipendente”.

Come si chiama quest’uomo?

Robin Page. E così la polizia lo ha arrestato per la sua battuta “politicamente scorretta”. Naturalmente, non l’ha tenuto in prigione, però gli ha dato una nota. Ma questo è solo l’inizio, perché nel trattato di Nizza sono già stati specificati due nuovi reati: il razzismo e la xenofobia; con questo trattato hanno praticamente creato la polizia europea, che ha l’immunità diplomatica, quindi, molto più di quanto non avesse il KGB. Allora, immaginiamo le conseguenze di tutto ciò: possono dirti che tu in un qualsiasi bar hai raccontato una barzelletta, hai detto qualcosa contro il razzismo, per cui adesso possono arrestarti.

Qual è la sua opinione sull’Unione Europea?

È una vaga copia dell’Unione Sovietica, stanno tentando di creare qualcosa di simile e, proprio come l’Unione Sovietica, viene governata da venticinque commissari che non sono stati eletti, come il Politburo, si eleggono tra loro ma non sono stati eletti. È stata creata coercitivamente, infatti, le nazioni che non vogliono aderire sono obbligate, costrette. Per esempio, la Danimarca non ha voluto unirsi, allora hanno fatto un referendum nel quale la maggioranza ha detto no. Tuttavia, è stato detto alla gente che ne avrebbero fatto un secondo e un terzo, fintanto che non sarebbero riusciti a farla aderire.
Due anni fa in Irlanda hanno fatto un referendum sul trattato di Nizza, hanno votato contro, ma in un anno li hanno costretti a fare un altro referendum, e stavolta hanno votato sì. Quindi, non è per volontà propria che le nazioni aderiscono, ma sono costrette a farlo, molto spesso da pressioni economiche. Io vado spesso nell’Europa dell’Est e mi rendo conto delle enormi pressioni economiche ad aderire all’Unione Europea.

65 commenti:

siro ha detto...

Bello questo post! I gulag sono uno di quei temi di cui non si parla mai abbastanza... Anzi, a pensarci bene non se ne parla proprio, poco politically correct... In compenso siamo letteralmente inondati di documentari (qualcuno ben fatto, molti altri meno) sull'Olocausto. Ben vengano, ma perché mai niente sui gulag, o sui laogai cinesi (tuttora in piena attività), o sui campi di concentramento nordcoreani?

Anonimo ha detto...

Ancora i gulag!!!!..mamma mia...

Sauro che Putin fosse un pezzo di m.... io lo dicevo già quando Berlusconi affermava a Mosca che la Cecenia era un caso inesistente.
E tutua la destra italiana plaudiva e considerava Putin un grande statista amico di un altro grande statista.

Quanto al politcally correct, siamo in Italia non in Inghilterra.
A Luxuria i militanti di AN tirarono ortaggi e i leghisti sono anni che dicono quello che vogliono a tutti (terroni di merda, negri di merda, zingari di merda) senza incorrere in alcuna sanzione. Non parliamo del putiferio chela destra scatena poi quando c'è un Gay Pride.
Da noi non eisste questo politically correct...e c'è ancora chi considera gli omosessuali malati...:-)..altro che scambio di opinioni sulle politiche.

Zagazig

Antonio Saccoccio ha detto...

Questo del gulag di pensiero è un pensiero da sviluppare ancora, carissimo PseudoSauro.

Post eccellente.
Il controllo di pensiero è sviluppato da quello che io chiamerei "luogocomunismo". Un insieme di banalità politicamente corrette, che fanno lentamente scomparire ogni dissenso contro una politica mediocre e perdente sotto tutti gli aspetti.
Facciamo attenzione.
I veri gulag sono quelli del pensiero.
FTA

d.f. Pseudo, ti ho scritto un'email giorni fa. non l'hai ricevuta? fammi sapere!

pseudosauro ha detto...

Siro: a me interessa porre l'accento sul gulag intellettuale nel quale stiamo tutti senza rendercene conto; secondo B questo prelude comunque ad un regime nel quale il G e' anche reale. Siccome si tratta di un fenomeno che investe tutto il mondo occidentale, un minimo di preoccupazione in piu' la vedrei con piacere. :-)

pseudosauro ha detto...

Zag: la questione della Russia e' complicata... credi che si possa mettere a posto in 4 e 4 nove un disastro durato 73 anni? Eppure Putin fa quello che vorreste fare voi: moralizzare la societa' dopo l'ubriacatura - mi pare proprio il caso - di Eltsin... A me pare meglio ora, tu preferivi il Soviet? Putin e' cresciuto alla scuola sovietica del KGB e fa quello che sa fare: non puo' fare altro che cio' che gli e' stato insegnato. Un conto e' isolarlo dal contesto storico, o pensare che l'Italia non dovrebbe avere rapporti diplomatici con la Russia. In ogni caso, Prodi ha rapporti anche migliori con i vertici della FSB - o ex KGB - anche se non va ospite nelle dace dei gerarchi.

Quanto al politically correct, se in Italia va ancora bene, non e' detto che debba durare a lungo, come spiega B. Del resto, se al sottoscritto possono inviare lettere minatorie, istoriare le mura di casa, telefonare ad ogni ora del giorno e della notte, non vedo perche' Luxuria dovrebbe lamentarsi per due ortaggi, o il "negro" perche' gli fanno notare che e' scuro di pelle... il primo caso e' un reato, gli altri non dovrebbero esserlo; il fatto che non vengano perseguiti ne' il primo, ne' i secondi non e' una conquista, ma la prova del fatto che la Giustizia ha attualmente altro a cui pensare. Ma in UE il reato d'opinione esiste gia' e il fatto che al momento non venga perseguito non mi fa stare ne' meglio, ne' tantomeno zitto. :-)

pseudosauro ha detto...

FTA: questa e' proprio la cultura con cui prendersela piu' che il passatismo. Va ridicolizzata nella sua incosistenza ideologica, ma non sottovalutata; funziona a pieno regime in tutto il mondo occidentale.

Non ho accesso alla posta da un po'. Vedro' di trovare il modo di leggere la tua in modo poco ortodosso. Al massimo domani. :-)

Antonio Saccoccio ha detto...

Pseudo, ma questa cultura è il passatismo a cui io mi riferisco sempre. Purtroppo non sempre si riesce a chiarire qui tramite i commenti. Per questo urge un incontro. Stiamo dicendo le stesse cose usando termini differenti
Il luogocomunismo, il politicamente corretto non sono altro che modi per tenere bloccata la società, impedendo il fluire di nuovi pensieri più evoluti e meglio adattabili alla situazione presente. Il presente non esiste, siamo in perenne movimento e continua trasformazione verso il futuro. Tutto il pensiero passatista invece vorrebbe bloccare il flusso di pensiero, che è l'unico modo vero di pensare. Il luogocomunista crea una morale valida per tutti in un tempo fissato per sempre e per situazioni di comodo non vuole più cambiamenti. Dimmi se questo non è passatismo. Becero passatismo.

Monsoreau ha detto...

"Ancora coi gulag" ci dice chi sostiene una parte politica che ancora ce la mena con il 25 aprile ... :-D

Bisquì ha detto...

Tutte cose che noi già appiamo, nulla di nuovo sotto il cielo. Sono i sinistri che si inalberano quando li chiamiamo bolschevichi che dovrebbero riflettere. Proprio ieri sera stavo leggendo sul "grande terrore"...il 90% del PCUS fu spazzato via. Stessa cosa in tutto gli altri paesi cumunisti, sono i nostri rossi a dover essere preoccupati perchè il peggio è sempre a sinistra. Alla loro sinistra, voglio vedere le facce di vari diliberto e compagnetti quando gli urleranno in faccia che sono dei destrorsi mentre si avviano ad essere sottoposti ad un processo pubblico.

Anonimo ha detto...

Riesci a postare anche il discorso tenuto ad Harvard da Solgenitzin nel 1977?
Sarebbe un utile contributo al dibattito...ma non riesco a ripescarlo...

marshall ha detto...

Questo è un vero campanello d'allarme.
Va pubblicizzato e lasciato tra i primi post per almeno una settimana, in modo che lo leggano quante più persone possibili.
Io, per esempio, non sapevo nulla di questo personaggio, salvo il fatto che ho visto uno spezzone sul Corriere di oggi, ma che ho tralasciato, non ho letto.
Ecco perchè va pubblicizzato e và invitata la gente a leggerlo.
Ed ecco il senso del commento che hai lasciato sul mio post in risposta a quel tizio: quello della camicia di forza.

Elly ha detto...

Se c'è il pensiero, il gulag non morirà mai.

Lo PseudoSauro ha detto...

Scusate se non riesco a rispondere a tutti: lo faro' quanto prima. Blogspot e' in manutenzione mentre scrivo.

Del discorso di Solgenitsin ricordo due cose:
1) l'esortazione a non illudersi che la filosofia mercatista possa combattere da sola le ideologie totalitarie. (cosa che modestamente dico sempre anch'io, quando ricordo che se non esiste una forte identita' culturale-religiosa-etnica il risultato e' il vuoto; come si puo' notare nelle repubbliche ex sovietiche meno dotate di questa caratteristica, che si muovono tutt'ora in un limbo identitario)
2) Il "diritto a non sapere" con cui sanzionava la "liberta' di stampa" ingorda. E questo e' un punto a favore di tutti i regimi etici che tendono a nascondere molti fatti per motivi politici, ma anche per tenere fede ai propri intenti educativi per i quali i "modelli" sono fondamentali.

Se trovero' il discorso per intero lo linkero' da qualche parte, ma mi pare di ricordare che era tanto lungo da essere quasi un libro.

marshall ha detto...

Pseudo,
faccio ammenda per un lapsus.
L'articolo del Corriere di ieri, cui accennavo nel precedente commento, riguarda un'intervista ad Andrei BABITSKY.
Con questi nomi simili è facile prendere qualche cantonata.
Chiedo scusa per l'errore, ma tantè, il tenore di questa intervista ricalca quella del post.

marshall ha detto...

Notevole lo stimolo alla riflessione cui si è portati leggendo il punto 2 del discorso di Solgenitsin: "diritto a non sapere".
Attendo con impazienza di leggere il discorso completo; meglio se sfrondato da "mani esperte", vista la lunghezza cui è stato accennato.

Anonimo ha detto...

Sauro trovo che a destra state diventando decadenti

- negro è razzista...poi se tu dici di no sei libero di dirlo..ma se vuoi essere coerente vallo a dire in giro e prenditene le responsabilità se no il tuo discorso è aria fritta;
- che ti mandino le lettere minatorie non ha alcun legame con Luxuria e i militanti di AN - fai una specie di legge del taglione a uso tuo;
- e mi piacerebbe avere una osservazione (se ti va) non su quello che staremmo facendo a sinistra ma su quello che avete fatto a destra con Putin.
Dov'è la coerenza minima delle tue parole?

Il gulag in testa lo avete voi..avete bisogno di un nemico...parli più tu di Marx di Bertinotti.
:-)

Zagazig

Anonimo ha detto...

primo caso e' un reato, gli altri non dovrebbero esserlo; il fatto che non vengano perseguiti ne' il primo, ne' i secondi non e' una conquista, ma la prova del fatto che la Giustizia ha attualmente altro a cui pensare.

Aggiornati Sauro che è meglio...:-)...

Sul piano linguistico - si legge nella sentenza -, la parola negro, traslato di nero, non definisce semplicemente il colore della persona, a differenza di moro. Difatti è stata assunta nella recente epoca coloniale, nelle lingue neolatine ed anglosassoni, per la designazione antonomastica dell'indigeno africano, quale appartenente ad una razza inferiore, quando non destinato, con questa falsa giustificazione fatta perfino risalire alla Bibbia, alla schiavitù, perdurata in America fin oltre la metá dell'Ottocento».

..se vivessi a Genova verrei a tirarti melanzane e pomodiri ogni giorno...:-DDDDD

Zagazig

Anonimo ha detto...

Ma scusa Zag, si può codificare il linguaggio in tribuale?
Praticamente tutti quelli che conosco usano il termine "negro", semplicemente per identificare un uomo di colore.
Allora anche "ebreo" dovrebbe essere un'insulto.
Oppure "napoletano".
Dipende dall'intenzione di chi lo pronuncia.
antiEUropeo

Anonimo ha detto...

antiEUropeo per me si può parlare di qualunque argomento con libertà di pensiero e confrontare le idee.
Penso che in una situazione del genere il diritto stabilisca sui limiti della libertà d'espressione.
Personalmente, oltre a riconoscere anche io una accezione negativa al termine perchè tradizionlmente negativa è stata, penso sia una forma di buon senso chiedere a chi ha subito secolarmente schiavitù, discriminazione e colonizzazione quale termine sia per loro non accettabile e verificarlo con la storia.

Ma il punto per me fondamentale è un altro. Nel momento in cui noi mettiamo così pesantemente in discussione (anche di fatto perchè la sentenza la conoscono in pochi) una sentenza dello Stato su di una questione di diritti fondamentali dobbiamo essere pronti a pagarne le conseguenze.
Perchè se qualcuno ritenendo questa sentenza ingiusta si arroghi il 'diritto' di comportarsi in modo deviante questo potrebbe a sua volta anche far succedere che un terzo non riconoscendo il valore di una sentenza dello stato sulle lesioni volontarie dia una padellata in testa a chi non riconosce la sentenza sul termine negro.

Io sono per il buon senso e per il principio di economia dei processi.
:-)
E per la condivisione, senza sentirsi depauperati nelle proprie libertà per non poter chiamare un uomo di colore "negro".
Però per me è più semplice perchè non mi viene proprio.

Zagazig

Anonimo ha detto...

I napoletani sono contenti di essere chiamati napoletani...:-)...è il nome che si sono dati (Neapolis, Magna Grecia)...e non penso che il rabbino capo di Roma si offenda se lo chiami ebreo perchè non sono stati gli egiziani a dargli questo nome.

:-)

Zagazig

Anonimo ha detto...

Trovato!
E' in inglese ma si segue facilmente:
http://www.columbia.edu/cu/augustine/arch/solzhenitsyn/harvard1978.html

Interessante notare come dopo il discorso A.S. mediaticamente scompare...mah...

Anonimo ha detto...

Scusate, il link e' stato tagliato ma si completa cosi':
/solzhenitsyn/harvard1978.html

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: allora sei un puro... bastava dirlo.

Se per te alcune leggi non hanno valore in quanto la tua etica e' diversa - e bada che non dico superiore - lo stesso vale per me. I comunisti non hanno piu' il monopolio della rivoluzione da un bel pezzo; almeno da quando il socialismo ha persa la sua battaglia militare, ma ha stravinta quella culturale. Ti sara' molto difficile assimilare il sottoscritto a Berlusconi o all'odiato capitalista di turno. Che tu te ne accorga o no, i reazionari ormai siete voi. Sono quelli come te che stanno in tutti i buchi, quelli come il sottoscritto non contano niente. Questo non significa che si tratti di gente docile e servizievole. Personalmente so essere amico con gli amici, ma anche assassino con gli assassini; non faccio molta confusione tra "bene" e "male"; sono poco moderno proprio per questo.

Io il dizionario lo uso come mi pare e me ne strafotto della political correctness; se mi vogliono mettere in galera: che s'accomodino; non ci saranno galere abbastanza grandi per metterci tutti quelli che faranno altrettanto. Se a me non piacessero - nota il congiuntivo - i "negri", o i "finocchi", o le "lesbiche" lo direi senza farmi alcun problema; fortunatamente il mio razzismo si limita ai cretini, per i quali una qualche forma di lager la studierei proprio volentieri. Rimane il fatto che il razzismo esiste perche' esistono le "razze"; chiamale "etnie" o come accidente vuoi, sempre differenze sono, e non bastera' certo un bagno nel catrame per trasformare il sottoscritto in un tutsi, ne' una notte in frigorifero per mutare un pigmeo in uno svedese. Ognuno sara' eguale di fronte alla legge, ma la cosa finisce li', senza dire del fatto che i tutsi dovrebbero stare in Africa e gli svedesi in Svezia. Razza "pura" o meno ch'essa sia, gl'italiani sono fatti in un altro modo: sia dagli svedesi che dai watutsi, e questo poiche' vivono in Italia. La natura se ne strafotte della political correctness e come fa lei faccio anch'io. Mi mettano anche in galera m'importa proprio poco.


Detto questo la politicizzazione di ogni cosa: dal sesso alla razza a qualunque appartenenza sociale la si puo' discutere in una democrazia; quando non lo si puo' piu' fare significa che la democrazia non e' piu' tale. Naturalmente non alludo all'Italia, ma ad un regime globale che viene tenuto in piedi solo per la stupidita' di chi non s'accorge dove puo' portare. Che questo venga dall'ideologia socialista lo dicono tutti quelli che il socialismo reale lo conoscono meglio di me e di te. Io sono di quelli che si fida dell'esperienza dei vecchi, ma sono una specie in via d'estinzione.

Anonimo ha detto...

Bello.
Lo mando ad un po' di teste di cazzo che conosco.
Grazie

Stella

Anonimo ha detto...

Se i comunisti rivoluzionari fanno gli espropri proletari il Sauro si offre per un "negro" proletario.
:-)
Chi è puro in questa terra Sauro?
Io non ti credo quando dici che ti prenderesti una denuncia e non ti invito neanche a farlo.
E non credo che la tua libertà passi attraverso quella di chiamare "negro" una persona di colore. Anche se mi dici il contrario. Non ti credo.

La diversità di razze è una ricchezza personalmente non vedo la conseguenzialità diretta tra l'esistenza di razze diverse e il razzismo. Ci vuole un passo in più.
Quello di sentirsi non diversi ma superiori che è altra cosa e può essere applicato a scapito dei francesi come dei senegalesi.
La razza ariana si reputava superiore a tutte quelle del mondo.

Non vedo perchè gli scontri tra uomini debbano essere spiegati con la razza e per la razza. Le cose fondamentali sono comuni a tutti gli uomini.
Che vuoi dirmi Sauro che al mondo c'è una razza violenta, una razza ladrona, una razza infame e una santa? Che i giusti e gl'ingiusti si distinguono dall'essere caucasici o africani?

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: basta mettermi alla prova: non ci vuole molto. Io dico cio' che penso e mi sforzo di fare cio' che dico.

Se per "razzista" s'intende chi pensa che la specie umana sia suddivisa in "razze" o "etnie", allora io sono un razzista; come lo sono tutti gli studiosi seri di antropologia e biologia.

Se invece col termine s'intende chi vorrebbe sterminare razze considerate inferiori, allora non sono razzista. Anche qui va notato che ogni gruppo etnico tende a considerare il proprio "superiore" agli altri. In natura avviene cosi': non ci possiamo fare niente, ne' tu, ne' io ne' Marx.

Come mi pongo di fronte all'apartheid? Non mi pongo perche' allo stato attuale non ce n'e' bisogno; e non ce n'e' bisogno in quanto l'Italia non e' un paese meta d'immigrazione. In Italia abbiamo solo conosciuto invasioni; la diffidenza tipica di alcuni segmenti della societa' viene da questo, non dal fatto che alcuni siano piu' cattivi di altri.

Alcune tribu' aborigene dell'Australia e del Brasile non conoscevano la differenza tra un'etnia e l'altra; la mancanza di questa diffidenza e la loro eccessiva fiducia nell'alieno, fu proprio la causa della loro scomparsa. Se questo e' il tipo di societa' che si vuole, allora si vuole l'autodistruzione di cio' che attualmente siamo; direi che e' una cosa che mi riguarda piuttosto da vicino.


Hai presente l'inquisizione? E' questa qui e tu stai con il Torquemada di turno; nessuno scanna i "negri" in Europa, anzi, in alcune nazioni avviene esattamente il contrario. Se cent'anni fa le cose andavano diversamente questo non cambia lo stato delle cose, e non mi risulta che la nostra legge contempli ancora la "colpa collettiva" ed ove questo avvenisse di una tale legge me ne farei un baffo.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
non sara' tutto un marchingegno studiato da Rosy Bindi per trovare marito? Ne conosco un paio che se avessero dovuto affidarsi agli autoctoni... invece ora spaziano senza confini dal Marocco alla Rohdesia. Una l'hanno buttata giu' dal balcone e poi presa a calci perche' incinta, ma certo i "padani" sono anche peggio, con tutti i riti tribali e il Sacro Po...

Anonimo ha detto...

Anche qui va notato che ogni gruppo etnico tende a considerare il proprio "superiore" agli altri. In natura avviene cosi': non ci possiamo fare niente

...possiamo lavorare ai fianchi...pure gli albanesi sanno essere razzisti...lo so.
Però hai ragione ti ho torquematizzato....:-)....

La Bindi secondo me è un intelllettuale per forza...
p.s. come invasioni al sud siamo specializzati..ben più che al Nord...

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: credo tu lo sappia. Io non ho preclusioni di sorta; ho avute fidanzate di "razze" diverse e le differenze mi piacciono assai... siccome mi piacciono mi andrebbe di conservarle. Ma con la scusa della "mano d'opera" e' in atto una vera e propria pianificazione etnica che non ha niente da invidiare alla "razza pura". Si tratta della sua negazione elevata a valore. Dunque il problema e' di una tale entita' come non si vedeva in Europa dai tempi della comparsa dell'homo sapiens sapiens. Le migrazioni, anche quelle considerate "barbariche" erano una sciocchezza confronto a quelle di oggi e noi non abbiamo lo spazio, la nostra economia non e' quella cinese o indiana, alcune culture non sono compatibili con la nostra.

Io capisco il tuo punto di vista perche' e' quello del Socialismo vero; non mi piace, ma meglio le cose chiare che non i pastrocchi. I tuoi colleghi che ora fanno i "socialdemocratici" fingono di non sapere che se si accetta il libero mercato con le sue regole sono indispensabili le istituzioni che fortificano la proprieta'; e queste sono la famiglia e la nazione. Ma nonostante cio' continuano con questa schizofrenia ideologica delle "porte aperte"; che se lo faceste voi avrebbe un senso, se lo fanno loro non l'ha piu'. In ogni caso, quando si fanno passi del genere non si torna piu' indietro e se vi fossero scontri interetnici si finirebbe esattamente come in Kosovo. E' bene tenerlo presente. L'assimilazione di popolazioni estraneee non puo' che avvenire per gradi; uno 0,0qualcosa% ogni 5 anni, ad esempio. Noi ci ritroviamo con un 4,5% in un paio d'anni... di cui la maggior parte concentrato in zone specifiche, soprattutto nel nord: 6 - 12, mentre al sud sta tra 1 - 4. Capirai che non si tratta di una quantita' spalmata equamente su tutto il territorio, soprattutto, nelle industrie del nord si comincia gia' a fare una selezione etnico-culturale in quanto alcune "risorse" si sono rivelati degli emeriti scansafatiche che si aggiungono spesso alla nostra gia' fiorentissima criminalita'... Insomma: e' un gran casino; quando fino negli USA cominciano a tirare i remi in barca, dovremmo quantomeno porci correttamente alcune domande, perche' il nord del mondo non puo' ospitare il sud al gran completo ed ogni uomo gradirebbe assai piu' rimanere in casa propria piuttosto che emigrare.

Lontana ha detto...

Le differenze sono una ricchezza quando tu fai un viaggio, per esempio. Vai in un paese, ne conosci gli usi e costumi e rispetti le loro abitudini e scambi pensieri.
Non sono più una ricchezza quando queste differenze te le impongono da mane a sera e ti dicono che lui é uguale a te. E non é vero, siamo tutti diversi e ci sono dei diversi più gradevoli ed altri molto meno.

Anonimo ha detto...

...uguali nei diritti...quello è il vero problema.
Io ad esempio posso somigliare a un arabo, o a un israeliano ma non a un senegalese. E se uno indica un venditore di cd copiati africano e poi mi dice "Tu sei uguale a lui"..beh...
La realtà supera questa sovrastrutture.

Il problema si pone sui diriti ripeto.
Un esempio classico.
Asilo nido comunale aperto di diritto anche ai iresidenti extracomunitari di un Comune.
Fino all'anno prima Mario, bolognese, con un reddito basso aveva diritto all'asilo nido gratis per il figlio Giuseppe.
L'anno dopo, Mohamed, libanese, con un reddito più basso del suo, gli subentra in classifica e acquisisce il diritto per suo figlio Gazi, estromettendo Mario.

Zagazig

Anonimo ha detto...

..su cose del genere ci si 'scanna'...

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Lontana: tra me e te il discorso sarebbe fin troppo monotono. :-)

Zag: come no? L'eguaglianza giuridica e' un principio sacrosanto... ma siccome non esiste una Legge Universale - nel senso che questo e' un principio occidentale che altre culture rifiutano - va a finire che alcuni sono piu' eguali degli altri se si continua a calare le braghe allo Stato di Diritto. Siccome la Giurisdizione e' ancora organizzata sul piano nazionale - ma anche culturale, sebbene sia implicito - ne consegue che i principali detentori di questi diritti sono i cittadini dei rispettivi paesi che si sono dati liberamente tale assetto, non tutto il genere umano. Se no torneremmo all' Ancien Regime... Allora e' necessario precisare che esistono paesi fondati sull'immigrazione ed altri no: Che questi hanno tutti pari dignita' e non sono omologabili ideologicamente. Perche' i paesi fondati sull'immigrazione lo sono in ragione della ripopolazione di un territorio, non alla produzione economica o ad una concezione messianica del Diritto... quando c'e' poco spazio non c'e' niente da popolare, si chiama "colonizzazione" e i colonizzati lo sono sempre loro malgrado, in quanto si sostituisce progressivamente una civilta' con un'altra. La Storia insegna che il cambiamento non e' sempre in meglio...

Naturalmente il Socialismo aborre la proprieta' privata, dunque gli stati nazionali e tutti i privilegi che ne conseguono, ma non si puo' vivere in realta' organizzate per nazioni fingendo che queste non ci siano... Nella deriva culturale ormai avviata, anche il Liberismo sembra aver rinunciato al suo principio fondante che sta all'opposto del Socialismo... infatti la proprieta' di per se stessa non puo' esistere se non nella gerarchia di valori che la legittimano; e questi sono la famiglia e la nazione, che a loro volta hanno per proprio manifesto una religione o una sublimazione della stessa.

Quanto al fatto che la nostra cultura e' maturata anche in un contesto etnico, mi pare pacifico... Prima che una civilta' maturi e si espanda la sua base e' sempre etnica, in quanto quest'appartenenza e' il modo piu' elementare che hanno gli uomini per aggregarsi tra loro: tra affini etnicamente, prima, e culturalmente poi. Una societa' multietnica e' di per se stessa e nei fatti una regressione alla societa' tribale, il che prelude ad un nuovo confronto tra le rispettive culture per la supremazia: scannamenti compresi...

Antonio Saccoccio ha detto...

Difficilmente si può negare il concetto di razza. Magari le razze pure non esistono quasi più, ma le razze esistono. E chi ha provato a negarne l'esistenza è giunto ad affermazioni tanto cervellotiche e sofistiche quanto risibili all'evidenza dei fatti.
Per chi non se ne fosse ancora accorto dire "negro" riporta ad alcune caratteristiche somatiche tipiche della razza negroide.
Dire "di colore" è il classico luogocomunismo frutto di ignoranza. Chi dice "di colore" vorrebbe sembrare più tollerante e non razzista e invece non si rende conto che proprio con quel termine si pone l'accento sulla differenza del colore della pelle. Disgustoso. Spazzatura culturale.

Io personalmente non ho mai detto "di colore" in vita mia. Ho notato che è uno dei modi di dire che qualifica quasi sempre il livello culurale delle persone.
E' sempre la solita "mediocultura" di stampo gramsciano-veltroniano. Quella di chi legge qualche libro e pensa per questo di essere un intellettuale.
Non solo. Dire "di colore" qualifica anche il grado di conformismo. Disgustoso sentire una madre correggere suo figlio: "Si dice di colore, piccolo. Non negro!". Avete mai parlato con queste donne? A stento si può dire che siano esseri pensanti.
In realtà io non uso dire neppure "negro". Preferisco dire "africano", "centro-americano" etc.
Diciamo pure che "negro" non sarà forse elegantissimo, ma "di colore" fa proprio vomitare.
FTA

p.s. Pseudo c'è un post su Neofuturisti che devi leggere e a cui devi rispondere! Conto su di te! L'argomento di questo post è da approfondire e portare avanti.

Anonimo ha detto...

Io personalmente non ho mai detto "di colore" in vita mia. Ho notato che è uno dei modi di dire che qualifica quasi sempre il livello culurale delle persone.

addirittura non dire "negro" è segno d'ignoranza.
Antonio ma pensi come fai shopping?

Zagazig

marshall ha detto...

Quanto la state ingrandendo questa storia del negro, voi di sinistra.
I miei erano sfollati. Mia madre la chiamavano "la sfulada" (la sfollata), quando parlavano di lei, tra di loro, quelli del posto: gli veniva più facile far capire di chi stessero parlando. Idem per me. Quando mi nominavano nei loro discorsi mi chiamavano "el fieu de la sfulada" (il figlio della sfollata). E allora? E con questo? Non ci siamo mai offesi, non ce la siamo mai presa come state facendo voi con la parola nero o negro!
Nel paese che ci aveva ospitati abbiamo lasciato un buon ricordo e altrettanto abbiamo noi di loro: io sopratutto, essendoci nato.
Quindi smettetela con queste meline sulla parola nero o negro, altrimenti potreste passare per ridicoli.

Lo PseudoSauro ha detto...

Tutti: mi pare che ormai si dia piu' importanza all'apparenza che alla sostanza. E' un sottile gioco politico di cui parla Bukovskij nell'intervista citata. Questo metodo costituisce di per se stesso una rottura con la tradizione, quindi con il linguaggio ed il rapporto semantico che questo veicola, che e' il modo con cui ogni civilta' si relaziona con il mondo che la circonda. Non mi pare una cosa da niente... per paradosso potrei mettere sullo zucchero l'etichetta del sale perche' la parola e' invisa alla cultura egemone, al che diverrebbe innominabile... a lungo andare lo zucchero si chiamerebbe "sale" e questo meccanismo genererebbe una diversa percezione dell'oggetto e interromperebbe la catena etimologica... Non e' che cambi molto se un termine e' ritenuto offensivo oggi; e' un giochetto che ha mire molto piu' ambiziose: un conto sono gli "assaggi", altra cosa e' la sostanza. Chi si offenderebbe oggi se gli venisse detto "marrano"? Eppure anche i marrani furono massacrati a tempo e debito... In soldoni si tratta dell'ideologizzazione della parola, quindi del pensiero che essa esprime; un meccanismo di controllo del pensiero: come dice B. Che sia fatto a fin di bene, o meno, e' una cosa aberrante di per se stessa.

Anonimo ha detto...

I miei erano sfollati. Mia madre la chiamavano "la sfulada" (la sfollata), quando parlavano di lei.

embè?..

Zagazig

Anonimo ha detto...

Sauro tu sei per l'anarchia linguistica?..io se voglio un bicchiere d'acqua non dico passatemi il ferro da stiro.
La forma è sostanza lo sai.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: figurati se sono per l'anarchia linguistica... ma di questo passo ci si puo' arrivare, o meglio, ad una ristrutturazione della lingua e quindi del pensiero. Se tu negli anni 50 avessi detto "non vedente" per cieco non ti avrebbe capito nessuno. ora, ogni volta che uno sta per dire "cieco" fa un'opera di autocensura ideologica per non sentirsi dare del razzista o quant'altro. Quando il meccanismo mostra di funzionare nel piccolo lo si puo' estendere anche a cose piu' sensibili. Del resto, Pavlov inizio' dai cani e poi passo' all'uomo. Questo e' un sistema piu' raffinato perche' e' apparentemente innocuo, ma puo' essere esteso all'infinito perche' l'uomo, per sua natura, tende ad abituarvisi e non farci piu' caso. Comunque lo dice gente molto piu' preparata del sottoscritto. Non credo che nemmeno a te la cosa possa piacere; diciamo che rifiuti di credere che sia vero.

Anonimo ha detto...

...a parte che anche il termine "uomo di colore"...di colore rispetto a cosa?
E' pur sempre un invenzione dei bianchi!
Il bianco...non è di colore rispetto al nero?
E poi : "di colore", "operatore ecologico", "non vedente", "diversamente abile", "portatore di handicap"...
Mi pare la neolingua di Orwelliana memoria.
antiEUropeo

Textman ha detto...

Grazie del post. Bello e interessante.

Come l'intervista al famoso rivoluzionario spagnolo Campesino, corso in braccio a Stalin dopo la guerra civile, e da questi deportato per tutta risposta in Siberia. Uno dei tre uomini al mondo ad essere ma riuscito a fuggire da un Gulag.
Anche zgagagza diventerebbe di destra se la leggesse.

Antonio Saccoccio ha detto...

zagzig,
possibile che ogni volta che sei in difficoltà ti comporti da troll?
Mi sembri adinolfi!
Rispondi a quello che ho affermato e argomentato. Per una volta. Senza offendere. Hai mai pensato agli insulti che potresti ricevere per certi tuoi commenti se qui tutti si comportassero come te?

Anonimo ha detto...

"Magari le razze pure non esistono quasi più"

cos'è una razza pura?

"chi ha provato a negarne l'esistenza è giunto ad affermazioni tanto cervellotiche e sofistiche quanto risibili all'evidenza dei fatti"

chi ha provato a negare l'esistenza della razza?

di colore dici che è un luogocomunismo ignorante perchè in realtà si mette in rilievo la differenza....ma ste caXXX di razze esistono o non esistono!!??
Forse non ci siamo capiti...io sto affermando che il termine NEGRO è offensivo e fuori legge. Non ti ho detto che devi dire di colore...un africano o un afroamericano (le razze - noi siamo caucasici) chiamalo come vuoi tu anche Ciro se ti va. Ma non chiamarlo NEGRO.
E' vero che qui non siamo in america e non esiste qualcosa che corrisponde a NIGGER, ma se prorpio ci tieni a mantenre la radice potresti anche levare una G.
E dire tranquillamente NERO.
Gli africani ci chiamano TUBAB, che signfica uomo bianco.


Avete mai parlato con queste donne? A stento si può dire che siano esseri pensanti.

...che presunzione..basta che una mamma dica al figlio dici di colore...e non è un essere pensante...informami, se sei disposto ad abbassarti ai miei livelli non saccocciani, su quali parole a questo mondo contraddistinguono il cogito e l'originalità non conformista di pensiero.

Grazie per l'intanto di avermi avvertito della nascita del gramscio-veltronismo..:-)...

Antò tu pensi che esiste una razza pura intelligente e superiore..la saccocciana.
Scusa per prima se ti sei sentito insultato.

Pseudo in fondo anche Omero parlava di "vino negroide"...solo che era cieco.
:-)

Zagazig

pseudosauro ha detto...

Mettiamola cosi': e' preferibile che sia sanzionato un comportamento individuale eventualmente offensivo - della persona ovviamente - oppure un intervento legislativo che mi metta fuori legge una o piu' parole? Tu mi metti fuori legge "negro" ed io che sono cattivissimo, ma una volpe, me ne invento un'altro ancora piu' offensivo... e tu che fai, mi metti fuori legge anche quello, e cosi' all'infinito? E poi dicono che i tempi della giustizia sono lunghi... ma il punto non e' questo; il problema sta nel fatto che ad inserire un meccanismo simile tu limiti la liberta' di tutti, che per la nostra stessa Santa Costipazione hanno il sacrosanto diritto anche di sbagliare, salvo poi essere puniti. E' la concezione autoritaria del Socialismo contro quella del Liberalismo, che in questa fattispecie a me sta benissimo. Sono due filosofie diverse, ma il dettaglio insignificante sta nel fatto che questa roba funziona anche in paesi cosiddetti "liberali"... se fossero socialisti il problema non sussisterebbe. Se questo e' vero significa che viviamo in una cultura socialista senza essercela scelta e che possiamo essere puniti per un reato d'opinione. Perche', a parte il bell'esempio di regressione del Diritto offertoci dal caso Zidane-Matarazzi, l'atto violento e' piu' grave dell'insulto... o e' cambita anche la Giurisdizione? Ormai si va a dormire che il mondo gira in un modo e ci si sveglia che gira a rovescio.

Nessie ha detto...

Bukowski ha detto in un'intervista da me ascoltata su La 7 che in fondo esiste il gulag "intellettuale" perchè la socialdemocrazia è pur sempre frutto dell'Internazionale socialista. La II Internazionale, per l'esattezza. Dunque , la matrice è pur sempre "quella".

Anonimo ha detto...

Sauro
(per quando ti svegli)
Tu sei libero di dire quello che vuoi mica qualcuno ti taglia la lingua ma sono sicuro che da uomo libero sai prenderti le conseguenze delle tue azioni.
Viviamo in un consesso mica da soli divisi per tende.

Zagazig

Antonio Saccoccio ha detto...

Zagzig, ti ringrazio per avermi risposto.
Ti rispondo domani, vista l'ora ;-)
ciao

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: (fa un caldo bestia) purtroppo se diventiamo una societa' multiculturale rischiamo di diventare davvero una societa' che vive in ghetti separati. Non sono certo un fan del manicheismo, ma in questo momento ne avremmo davvero bisogno.

Nessie ha detto...

Una volta in tv ascoltai un intellettuale negro (afroamericano) che disse di sentirsi insultato dal termine "nero", perché asseriva che lo faceva sentire sporco di polvere di carbone.
Michele Serra (da cui mi separa una marea di cose) ha detto una volta tanto "la cosa giusta" che non è né di dx né di sx: "Il razzismo finirà quando a un negro che si comporta scorrettamente e viola la legge, potrai dare dello stronzo e del malfattore esattamente come a uno stronzo bianco e a un malfattore bianco". Stop.

Anonimo ha detto...

Saccoccio sta consultando la Treccani...:-)..

Nessie se è per questo anche Umberto Eco la pensa come Serra, ma come direbbe il Saccoccio questo è un luogocomunismo che denota ignoranza gramscio-veltroniana.
Ma Serra dove vive?
"Il razzismo finirà quando a un negro che si comporta scorrettamente e viola la legge, potrai dare dello stronzo e del malfattore esattamente come a uno stronzo bianco e a un malfattore bianco"
Ha problemi a chiamare uno stronzo?
Sono problemi suoi e della sua società.
Ti assicuro che qui da noi in Campania ma penso in tutto il Meridione nessuno si fa problemi.
Ognuno prende la sua dose di stronzo a volte anche oltre i meriti bianco o nero che sia.
E sai perchè?..perchè non c'è percezione di distanza con i neri e perchè la gente è spontanea e diretta...friendly...a volte anche troppo.
Il discorso di Serra mi fa pensare a un intellettuale nevrotico ed isolato nel suo castelluccio di pensieri (che spesso mi piacciono e per me quello è l'importante).

Zagazig

Nessie ha detto...

Vabbé va...vedo che non capisci una beata fava di quel che volevo dire.
Campania...quant'è bella a' Campania!- cantava Senese. La Marianna la va in Campania. Tommaso Campania - pardon - ehm... Campanella, ha pensato a voi nello scrivere "La città del Sole". Avevamo il multicultuuralismo riuscito e compiuto e non lo sapevamo.

Anonimo ha detto...

noi si...:-)
Non abbiamo una cippa da offrire agli extracomunitari chi rimane rimane per piacere.
Non te la prendere Nessie.
Capita.

Zagazig

Antonio Saccoccio ha detto...

Zigzag, sono 2 giorni che torno alle 3-4 di notte e non certo per divertirmi. Altro che Treccani! Non riesci proprio ad essere meno stupidamente offensivo?
Ti avevo teso la mano, ma non hai recepito l'invito. Evidentemente il senso di impotenza è talmente grande che non riesci proprio a tenerlo a bada.

Potresti approfondire il problema prima di lanciarti in giudizi affrettati.
Al 40esimo commento ancora non sai di cosa stiamo parlando e mi chiedi spiegazioni?

Il concetto di razza (e a maggior ragione quello di razza pura) è contestato ormai da molti studiosi. Vedi Cavalli-Sforza. Se vuoi consulta http://www.estovest.net/letture/genipopolilingue.html

Ho accomunato Gramsci e Veltroni per darti l'idea di come da decenni ci sia un linea unica che tenda a banalizzare la cultura per estendere l'egemonia di sinistra. Crea quella che chiamo "mediocultura", la cultura luogocomunista del politicamente corretto, che riscuote, grazie ai mass media, un ampio consenso tra le fasce mediamente istruite. A tratti sconfina addirittura nella "sottocultura" (centri sociali etc), ma non sempre. E' ovvio che Veltroni lo fa in maniera molto più pedestre. Ma il fine è il medesimo.

Non sorprenderti quando parli con me se leggi cose nuove. Non amo ripetere, amo creare. Mi sentirei un inutile coglione se mi limitassi a ripetere quello che dicono altri. Forse chi vive di mediocultura luogocomunista mi capirebbe al volo, ma sarei un personaggio assai triste. Abbiamo bisogno di altri Biagi? Di altri Costanzo? di altri Mieli? non credo proprio. O se proprio ti piacciono costoro, lascia pure stare i miei commenti.
Ad ogni modo, sei riuscito a deviare il discorso dal tema del post. Ma non credere che mi sono lasciato trollare da te. Ti ho risposto solo perchè non sono sul mio blog, ma su quello di PseudoSauro, che stimo e di cui condivido pienamente le battaglie. Ad ogni modo è l'ultima volta che rispondo alle tue provocazioni.

Pseudo,
dobbiamo continuare ad approfondire il tema del gulag intellettuale. Queste censure rappresentano la parte forte della cultura passatista. Se non sconfiggeremo questo modo di pensare, non ci potrà essere spazio per la mentalità Neofuturista che ci auguriamo.
ciao!

p.s. Passa su Neofuturisti, c'è un post con un invito anche per te.

Nessie ha detto...

Non me la prendo affatto Zagor. Ma la tua "tammuriata nira" non mi convince neanche un po'. Della serie "è nata 'na creatura nira nira/e 'a mamma 'u chiama Ciro sissignore...sissignore". :-DD))

Anonimo ha detto...

ca tu chiamm Pepp o 'scur ca tu chiamm Cir o nir chillo o fatto è niro niro (non negro)...niro niro cummachè.

:-)

Zagazig

Anonimo ha detto...

Antò..fa caldo...:-)...

Zag

Anonimo ha detto...

Cavalli-Sforza, giustamente, osserva, in polemica con i razzisti vecchi e nuovi che non esistono le cosiddette "razze pure", né sarebbero auspicabili in quanto l'eccessiva omogeneità comporta il pericolo di accumulo di caratteri dannosi, che si potrebbero esprimere con maggiore frequenza nei vari individui data l'elevata possibilità di avere condizioni di omozigosi.

Sarà per questo che deridi sto Cavalli Sforza...e poi fai tua una sua frase presa dal contesto "che non esistono le cosiddette razze pure". Ma che farebbe pensare inoltre che egli ammette l'esistenza della razza in sè.

:-)

Zag

Antonio Saccoccio ha detto...

Chi ha deriso Cavalli-Sforza???
Posso non essere completamente d'accordo con lui. Dov'è che l'ho deriso?

Nessie ha detto...

Uhmm... che impressione! Che cos'è la Napolitan Correctness?

'E a vvote basta sulo...'na guardata/ E a femmena è remasta sott''a botta 'mpressiunata".
Ahi, che botta!:-)

Anonimo ha detto...

chi sta bottando?...:-)

Nessie guarda che qui nessuno si offende..:-DDDD


Zagazig

Anotnio non risponderò alle tue provocazioni da troll..:-)..

marshall ha detto...

Pseudo,
con i blogger Siro, Elly's e i loro commentatori, abbiamo sollevato la questione del "Gulag intellettuale" tirando in ballo l'intervista a Bukovskij.
Ho osservato quanto il problema sia sentito e sia di stretta e stringente attualità.
Penso che dovremo battere sempre più su questo tasto per portare a conoscenza di una platea sempre più vasta tale questione di fondamentale importanza per la libertà d'espressione e d'opinione; e non solo!
p.s.
per l'accesso al castello mi è d'impedimento la necessità di dover installare quel programma, che non riesco a caricarmi.

ArmatexOn ha detto...

caro sauro sono completamente d'accordo con bukowsky e parlando del in nomine omine mi sapresti dire che cavcvhio significherebbe romano prodi vito la sua dimestichezza con lo spiritismo
e ancora che libri di economia ha scritto prodi?

marshall ha detto...

pseudosauro,
con più leggo questa intervista e più mi immergo in profonde meditazioni sui suoi contenuti.
Bisognerebbe avere il coraggio di rompere con i tabù aperti dalla politically correct, non essere ciechi e guardare in faccia la realtà nuda e cruda; aprire dibattiti pubblici, i più ampi possibili, sui tanti temi aperti e squaciati con questa intervista.
Il futuro che viene fatto delineare e immaginare da questa intervista, non è per niente roseo: tuttaltro, è foriero e premonitore di un prossimo futuro cupo e denso di nuvoloni neri.

Anonimo ha detto...

best regards, nice info » » »

 
SauroModified on byLo PseudoSauro
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