Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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02 luglio 2006

Razze e specie umane 5

Segue i precedenti (ultimo)
Conclusione
Dunque se ne puo', anzi: se ne deve trarre la conclusione, che ogni individuo appartenente ad un qualsivoglia gruppo etnico o razziale e', a cagione della sua propria natura, razzista: ontologicamente e non per scelta individuale. Lo e' il nero dell'Africa centrale cosi' come il cinese meridionale quando si rapporta con individui appartenenti ad altri gruppi: indipendentemente dal fatto che questi siano piu' o meno affini. Se e' vero che la scienza puo' affermare con precisione che il DNA dei diversi ceppi etnici non differisce se non in piccole percentuali tra l'uno e l'altro, mentre un gap statistico molto piu' ampio puo' essere rilevato tra individui appartenenti allo stesso ceppo, e' altrettanto vero che la percezione dell'altro da se' e' sempre caratterizzata da una diffidenza piu' meno marcata, che e' la risultante del sovrapporsi dell'esperienza dei genitori; quando questa e' scarsa l'individuo e' piu' indifeso, come l'antropologia ha accertato nel caso di molte popolazioni aborigene dal Brasile all'Australia. Il riconoscimento dell'altro da se non puo' essere disgiunto dal riconoscimento dell'affine, in quanto il meccanismo e' il medesimo; se per ipotesi potesse essere selezionato e rimosso il primo, lo sarebbe anche il secondo mettendo a rischio la sopravvivenza del gruppo stesso. Il principio del riconoscimento e' infatti parte importantissima del meccanismo di selezione dal quale dipende la scelta del partner considerato piu' affidabile per garantire una prole sana e quindi la continuazione della specie. L'applicazione delle teorie filosofiche egualitarie, quindi, mal si concilia con la natura stessa dell'uomo che aspira alla diversita' ed al primato sugli altri uomini in misura del tutto simile a cio' che avviene nel regno animale. Si puo' attenuare l'aggressivita' attraverso la pacifica convivenza, ma cio' non puo' essere una condizione permanente e l'atteggiamento dei genitori non e' trasmissibile per via diretta ai figli, ma solo secondo schemi educativi che difficilmente possono competere con un'esperienza tramandata geneticamente per decine di migliaia di anni.

10 commenti:

Nessie ha detto...

Dunque se ho ben capito, tu sei contrario ai matrimoni interetnici! E vale il proverbio contadino "moglie e buoi...".
Sarebbe prudente, intendiamoci, ma temo che sia utopico anche questo...
Ho aggiornato il mio blog, che finalmente marcia di nuovo.
I cinghiali sono stati messi in rete, pare. Notizia incerta, ma sarebbe paradossale che a farlo fosso proprio la sinistra...

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: ci mancherebbe altro... la mia opinione non conta. Ho riferito come funziona l'ambaradan, visto che nella fattispecie c'e' parecchia confusione. Con questo intendo dire che non si puo' pensare di avere risolto un problema simile solo dopo un paio di generazioni. Nulla a che vedere con "razza pura" o stermini di massa, nondimeno la garanzia migliore di pace sociale la da una societa' omogenea culturalmente ed etnicamente. In USA avevano la necessita' di popolare un territorio... solo successivamente hanno studiato una carta che desse a tutti uguali diritti. E poi i Padri Fondatori sono tra gli utopisti dell'Illuminismo e nonostante tutto vi fu una relazione di matrice ideale tra le due rivoluzioni.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
anche l'Illuminismo va rivisto un po' perche' le ideologie del '900 sono nate da li', mica da sir Thomas Moore...

Anonimo ha detto...

Poverino, che pena mi fai. Cerchi di dare un substrato pseudoscientifico al tuo essere un miserabile razzista.

Mi dispiace. Quelli come te finiscono soli e rancorosi, odiati da tutti.

Ti auguro che ti stia accanto almeno un nipotino (nero).

Lo PseudoSauro ha detto...

Chiamalo "substrato" o imbecille...
Quanto al nipotino nero, caschi male perche' ce l'ho gia'. O deficiente.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
i lager mi ripugnano per formazione, ma per gli stupidi farei quasi un'eccezione.

Lo PseudoSauro ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Lo PseudoSauro ha detto...

Anna: preferirei che potesse risponderti una mia amica che lavora nel campo della genetica molecolare, ma non credo di sbagliare di molto se dico che tra uomo e donna non c'e' alcuna differenza di cromosomi. Solo i due cromosomi sessuali sono connotati diversamente a seconda del sesso: nel maschio c'e' un cromosoma X ed un altro Y, mentre nella femmina ce ne sono due contrassegnati X. Non e' che questo significhi che ci sono poche differenze solo perche' il materiale esaminato e' molto piccolo, ma e' una cosa un po' complicata anche per me.

Le differenze si esprimono solitamente in percentuale, ma anche qui la cosa si fa complessa... basta pensare che la mioglobina puo' variare per un 1% in un periodo di 5 - 6 mila anni... comunque ti invito a rivolgerti ad un esperto, magari a www.vialattea.net dove ci sono studiosi disponibili a rispondere a domande come la tua.

In ogni caso, anche se cio' che ho scritto riflette una mia opinione personale non si tratta di un parto della fantasia di chi scrive, ma di una delle diverse interpretazioni di una stessa realta' che non sottende ad alcun giudizio etico ne presuppone la superiorita' di un gruppo sull'altro, solo gradi diversi di specializzazione, adattamento al territorio e modificazioni casuali. Il fatto stesso che questa differenza esista e' difficilmente confutabile.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
il problema rimane lo stesso: il dire che tra maschio e femmina c'e' una differenza minima perche' il patrimonio genetico e' identico, o quasi, e' comunque un assurdo, il che dovrebbe dirci qualcosa sull'uso politico che si fa del metodo scientifico. A mio avviso si tratta dell'ennesima mistificazione sottesa a giustificare un principio filosofico attraverso un metodo scientifico che, nella fattispecie, c'entra come il cavolo a merenda.

Anonimo ha detto...

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