Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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29 giugno 2006

Razze e specie umane 3

Segue precedenti
Darwinismo ed egualitarismo
Se si considerano validi la teoria evolutiva ed i presupposti che la animano non si puo' sostenere la tesi dell'eguaglianza che, ricordo, non e' solo quella spirituale-giurisdizionale delle due grandi rivoluzioni occidentali, ma quella radicale e totalizzante di Karl Marx. La teoria darwiniana accetta il presupposto, ne potrebbe fare altrimenti, secondo cui esiste una lotta per l'adattamento e per la supremazia sul territorio che proprio nella biodiversita' vede la sua arma piu' potente. La stessa evoluzione delle specie umane e la scomparsa per obsolescenza biologica di specie come quella neanderthaliensis, conferma come la lotta con la natura sia ancora in atto, anche se gli effetti si manifestano in tempi che all'uomo non e' dato di studiare se non con grande ritardo. Dunque, se e' vero che la lotta per la vita e per la colonizzazione del territorio vede contrapposte le diverse specie, e' altrettanto vero che questa lotta avviene anche all'interno stesso di specie e sottoinsiemi, compresi quelli "evoluti" come l'uomo. L'imprescindibile spinta ideale propria della specie umana, quindi, deve fare necessariamente i conti con una realta' che sta esattamente all'opposto; una realta' che veniva negata dagli ideologi ottocenteschi, o misinterpretata a causa di marchiani errori di analisi. La staticita' e' morte mentre il movimento e' vita. Dalla catena alimentare alle guerre piu' tecnologiche, la competizione e' sempre la stessa, anche se ogni specie usa i mezzi suoi propri. In tale frangente ogni analisi di tipo morale lascia il tempo che trova, in quanto lo strumento etico e' patrimonio della sola specie umana ed anche all'interno di essa non vige una morale universale, ma tante morali quante sono le culture che si sviluppano in ambienti etnici che a loro volta proliferano in territori ben circoscritti ai quali gl'individui si adattano lentamente, ma progressivamente. Ben lungi dall'essere la marxiana, ma anche liberale, "sovrastruttura" la cultura assume una rilevanza fin maggiore delle caratteristiche etniche, anche se ben difficilmente una civilta' puo' proliferare in un contesto multietnico, in quanto ogni civilta' matura tende all'egemonia ed all'omologazione dell'altro da se. Invece e' assolutamente certo che il teorizzare una mescolanza universale di etnie equivale in tutto e per tutto all'opposto, e cioe' al teorizzare la "razza pura", con la differenza che nel primo caso, la selezione millenaria, operata attraverso il clima e le influenze sociali, andrebbe perduta in tempi ragionevolmente brevi, mentre nel secondo, l'ambito piu' o meno ristretto di un'appartenenza etnica avrebbe senso solo in un contesto territoriale molto circoscritto e male si adatterebbe ad una concezione universalista.

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27 giugno 2006

Razze e specie umane 2

Segue il precedente.

Essendo il testo completo da me prodotto piuttosto lungo, ne pubblichero' solo qualche stralcio. Inevitabilmente vi saranno molti salti logici, ma si rammenti che il tema e' sempre quello dell'eguaglianza a tutti i costi: nobile scopo di fronte al quale anche la scienza puo' essere sacrificata.

Apprezzamento delle differenze
Sforzandoci di reprimere il naturale moto di disgusto suscitatoci da una delle immagini qui sotto, proviamo ad applicare lo stesso metodo che alcuni genetisti impiegano quando esemplificano che vi sono piu' differenze genetiche tra individui della stessa etnia che tra campioni di individui appartenenti ad etnie diverse. Ebbene: geneticamente parlando, tra i due individui appartenenti a specie diverse (ma solo apparentemente) illustrati sotto, le differenze sono pochissime, tanto che evoluzionisti ed involuzionisti non sanno decidere quale individuo si sia evoluto, o involuto, nell'altro. Se questo e' il parametro utilizzato per affermare che la specie umana (ammesso e non concesso che sia una sola) non ha sottoinsiemi come le altre specie animali sarebbe ragionevole attendersi un "caenorhabditis elegans pride" o ritrovarci un simile esemplare a "Porta a Porta" intento a rintuzzare punto per punto l'attacco politico del concorrente... magari l'individuo potrebbe aspirare alla mano di vostra figlia, quando l'eguaglianza sara' finalmente compiuta (non disperate: ci vorra' ancora poco) e poi c'e' gia' qualche pioniere che ha un verme in famiglia e fino alcuni stati sovrani sono orgogliosi di farsi governare da loro.

caenorhabditis elegans; tu non lo sai ma questo e' tuo nonno, ma potrebbe anche essere tuo nipoteno comment

Si potrebbe legittimamente obbiettare che nonostante le somiglianze genetiche si tratta comunque di due specie diverse. E' vero, ma se il parametro di giudizio scelto e' basato sul numero, sulla qualita' e sulla disposizione dei cromosomi bisognerebbe aver studiata la biologia per saperlo. Ne conseguirebbe che la percezione sensoriale e l'istinto naturale sarebbero ritenuti insufficienti per formulare un qualsivoglia giudizio. Del resto la vista inganna... un pastore tedesco somiglia piu' ad un lupo che ad un chiwawa, e questo indipendentemente dal fatto che, a parita' di specie, appartengano a sottoinsiemi diversi e siano interfecondi. Cionondimeno un lupo rimane un lupo ed un cane un cane, indipendentemente dal fatto che un lupo maschio possa accoppiarsi con un cane femmina e dare origine ad un individuo a sua volta in grado di procreare. Un alano ed uno yorkshire terrier appartengono alla stessa specie ed allo stesso sottoinsieme, ma avrebbero certo piu' difficolta' ad accoppiarsi di quanta ne avrebbe un lupo con un cane della stessa taglia.

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26 giugno 2006

Razze e specie umane 1

Premessa
Questo e' un'argomento che sta tornando d'attualita' dopo l'ubriacatura dell'uguaglianza marxista, si', ma anche di quella cosiddetta "liberale" a cui vanno assommati i sensi di colpa collettivi dovuti agli stermini del '900. E' lecito il pensare che questi sensi di colpa siano l'unico valore ancora condiviso in tutto il mondo occidentale; ahime', l'unico dato che ancora ne attesti la comune identita'. Ne consegue spesso un rifiuto ideologico, ma sarebbe meglio dire "catartico", della realta' ed una volonta' d'annullamento nell'espiazione attraverso l'impossibile accoglienza su di un territorio, relativamente modesto e assai popolato, di popolazioni aliene culturalmente ed etnicamente in enorme crescita demografica; cosa che altrimenti, ed in presenza di una maggiore saldezza culturale, si sarebbe definita senza mezzi termini: "invasione".
Premesso che il progresso della nostra scienza e' stato possibile proprio grazie all'Illuminismo che ha finalmente separate la filosofia e la religione dalla scienza, si assiste ormai ad una sempre piu' pesante interferenza della politica che trasferisce la sua morale, quando non l'ideologia stessa, nel metodo scientifico. Dal punto di vista degli scienziati seri: laici o confessionali ch'essi siano, cio' viene vissuto con enorme preoccupazione, in quanto la scienza ha sempre bisogno di liberta' da condizionamenti esterni, pena il suo decadere in stregoneria, e va da se che con questa di progresso non se ne fa, anzi: la regressione e' garantita.
Quindi l'argomento in oggetto viene sempre piu' relegato all'ambito degli specialisti, ma nemmeno li' si puo dire per certo che il clima sia sempre ispirato al rigore della ricerca. E' noto infatti come per alcune filosofie politiche, come quelle citate sopra, la "verita" sia sempre secondaria rispetto all' "ideale" e i militanti sono in ogni categoria sociale e lavorano a tempo pieno. Anche in questo caso si puo' ben dire che alcuni dei piu' alti ideali partoriti dall'intelligenza maturata nell'ambito culturale occidentale, rischiano di fagocitare la madre stessa. Alcune ideologie, piu' che il lievito per la crescita dell'Uomo mostrano ormai di essere sempre state dei tarli, ma questa scoperta e' circoscritta a pochi individui in quanto la maggioranza degli altri ha perso il senso del limite e vive ormai in una dimensione puramente spirituale, ove le cose che per quel tale "nello spazio collidono duramente", invece si compenetrano e si attraversano senza determinare alcun fenomeno fisico; e tutto cio' mentre dell'edificio rosicchiato non rimane che la sola superficie esteriore.
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24 giugno 2006

Sottrazioni

Quando l'utile idiota cessa di essere utile, che ne rimane?

18 giugno 2006

Mitologia varia

Il filo d'Arianna, il nodo di Gordio... e la mortadella continua a penzolare dal soffitto: la salama di Damocle.

Aggiornamento

Dimenticavo la Parca...

13 giugno 2006

Dura Lex sed Lex...

La signora Delia Piergiovanni Corsini, settantacinquenne di Latina che vive con una pensione di 700 "euri" al mese si e' vista recapitare una contravvenzione di "euri" 10.000 causa il possesso di 3 (dicansi tre) galline "detenute" - forse illegalmente - nel cortile di casa propria - ammesso che la proprieta' sia ancora tollerata. Aviaria o non aviaria, gli animali sono comunque risultati sani, ma la Giustizia non ne vuole sapere di rinunciare alle sue prerogative pena il decadimento dello Stato di Diritto, sul cui "stato" per l'appunto ci direbbero meglio "altre" sentenze. Trattandosi di norma studiata ed applicata durante il governo Storace, e quindi in pieno berlusconismo, se ne trae la convinzione che anche questo sia uno dei tasselli che costruiscono dal basso il nuovo corso - qualcuno azzarderebbe "regime". La mancata "flessibilita'" della norma sarebbe, a detta di esperti, la prova dell'incapacita' di tutto il centro-destra a scriverne una decente; cio' lo si puo' sentire quasi giornalmente in qualche trasmissione di radio3, cui va comunque il plauso per tentare un minimo di approccio professionale alle tematiche culturali, politiche e sociologiche nel deserto vigente. E pazienza se dalla sua nascita questa emittente fa politica schierata e faziosa per la sinistra - riformista o radicale che sia - a nessuno e' ancora venuto in mente di fare qualcosa di simile e, forse, di meglio con un altro indirizzo. Ma, tornando alla signora di Latina, il paragone con la discrezionalita' interpretativa di alcuni magistrati che ritengono di fare opera meritoria nello scarcerare individui tutto Allah ed esplosivi, e' inevitabile; altrettanto inevitabile l'accostamento ai possessori di pitoni o boa constrictor che ogni tanto si liberano degli animali perche' nessuno ha mai detto loro che sarebbero diventati cosi' ingombranti, per tacere delle disdicevoli abitudini alimentari delle bestiole in oggetto, con cui chi scrive ha - purtroppo - una qualche forma di parentela. Se almeno si usasse sostituire il mattutino ovetto di gallina con quello di anaconda... suggeriremmo alla signora Delia di rimpiazzare le esotiche ed obsolete bestiacce con i piu' rassicuranti rettili, operazione della quale potrebbero occuparsi autonomamente le tenere bestiole senza il bisogno di dover correre dietro ai pericolosissimi pennuti e rischiare una qualche beccata... una volta scomparso il corpo del reato sara' fin forse possibile vedersi abbuonare la costosa ammenda. Morale: moglie e boa... ma di tutto cio' mi sfugge il senso.

09 giugno 2006

Il sauro chiosa Prodi

Mr. Prodi says: «In queste elezioni circa il 70 per cento dei laureati hanno votato per me. Il 70 per cento!»

Commento del sauro: «Sfido: i numeri sono roba per alcoolizzati... che vuoi che sia la differenza tra un 7% e un 70% ? Solo uno zero... E poi: chi diceva che ormai si laureano tutti? Un professore universitario... Ecco la strategia vincente: una laurea qualunque insieme con il battesimo e il CSX si e' assicurato la vittoria in saecula saeculorum... amen»

Mr. Prodi says: «Tra le donne di età compresa tra i 35 e i 55 anni ho ottenuto meno voti, forse (ride) perché non sono molto sexy. Ma in questa fascia d'età ho ottenuto l'11 per cento dei voti in più tra le donne che lavorano rispetto alle casalinghe.»

Commento del sauro: «vedi sopra. E' risaputo che le donne in questa fascia d'eta' sono le meno istruite. Quindi sono meno inclini al relativismo e con la mortadella ci fanno merenda, mica la intervistano...»

Mr. Prodi says: «Meno ore le persone trascorrono davanti alla TV più sono propense a votare centrosinistra. E' la legge matematica della postdemocrazia.»

Commento del sauro: « pienamente d'accordo. Le persone istruite leggono Micromega, mica guardano il Grande Fratello. Anzi, fosse per me non li manderei nemmeno a votare quelli che guardano la TV. Solo un po' piu' di pluralismo non guasterebbe... chesso': un Macromicron... se ne parli con Flores e con Eco, oppure si riprenda la buona vecchia epurazione.»

Che la legge Basaglia sia stata pensata dal CSX lo si sapeva, ma che servisse a questo... una ne fanno, cento ne pensano.

04 giugno 2006

Complotti ed altre porcherie

Nel 1909, a detta di Walter Rathenau, presidente della Allgemeine Elektrizitaets Gesellschaft (AEG): "Trecento uomini, che tra loro si conoscono tutti, dirigono il destino economico dell'Europa e scelgono tra di loro i propri successori". Niente a che vedere con i "Protocolli dei Savi di Sion", dunque, ma quando il sig. David Rockfeller nel 1991 dice: "il mondo oggi è più sofisticato e preparato ad avanzare verso un governo mondiale. La sovranità sovrannazionale di banchieri mondiali ed un'èlite intellettuale è preferibile all'autodeterminazione praticata nei secoli passati", se ne potrebbe inferire che da Lenin fino a Hitler, passando per Mussolini, qualcosina, sotto sotto, ci fosse davvero. I "Trecento Sinarchisti" succitati non sono stati i nipoti dei sette nani, ma persone con un nome ed un cognome che in molti casi e' indicativo di una appartenenza per nulla celata, anzi: orgogliosamente ostentata. Siccome Rathenau e Rockfeller tutto saranno stati, tranne che sognatori se ne potrebbe inferire che parlassero con cognizione di causa.

Molti forse non sanno che la nostra amatissima "globalizzazione" ha avuti illustri precedenti - almeno due - falliti miseramente, come quello del 1921 con disastri economici ed umani che ebbero, per l'appunto, effetti "globali", sebbene assai piu' modesti di quelli che potrebbero avere oggi. Pur non volendo demonizzare un fenomeno che mostra di avere risvolti enormemente positivi, il fatto stesso che non si possa nemmeno considerare l'eventualita' di un suo ennesimo fallimento, e che non esistano all'ora strategie alternative a livello locale, non e' cosa di per se stessa tranquillizzante, a meno di non conoscere la Storia che, guarda caso, ormai non conosce piu' nessuno. E questo senza voler lavorare troppo di fantasia come usano fare ultimamente quelli che vorrebbero analizzare i rottami delle TT senza nemmeno avere elementari competenze di chimica, ingegneria, strategia, economia; pero' sulla genesi dei due grandi conflitti mondiali del '900 pesano sospetti dello stesso tipo.

C.H. Norman, primo ministro laburista in Inghilterra nel 1908 ebbe a dirne: "Ad un certo punto nel 1906 fui invitato a partecipare ad un incontro di inglesi in cui si doveva discutere la proposta di costituire una Loggia Inglese del Grande Oriente ... La loggia doveva impegnarsi nella propaganda a favore dell'Entente Cordiale ... Un obiettivo in apparenza innocente che riscosse le mie simpatie. Nondimeno, decisi di accertare se solo quello fosse lo scopo. Con mia sorpresa scoprii che il Grande Oriente si stava imbarcando in un vasto programma politico, stringendo un'alleanza con l'Ocrana russa, che avrebbe potuto essere realizzato soltanto con una terribile guerra in Europa". Sul fatto che il colonnello dello spionaggio serbo Dragutin Dmitrievich-Apis fosse implicato nientemeno che nell'assassinio di Sarajevo la Storia parla da se; ebbene la Massoneria martinista era spesso il trait d'union tra personalita' come il suddetto, Gabriele D'Annunzio, Annina Morosini e lo stesso Kaiser Wilhelm II. Non sara' stato il "complotto giudaico-massonico", ma un innocente sospettuccio non sarebbe proprio cosi' peregrino.
Aggiornamento
Casualmente ho trovato proprio oggi questo.
 
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