Lo PseudoSauro

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04 aprile 2006

Il Paese spaccato

E' proprio un'altra era. Dopo un cinquantennio di soporifere tribune politiche, l'avvento di Berlusconi costringe la politica a cambiare linguaggio e a prendere contatto con la realta': finalmente. E' innegabile che si tratta di due visioni del mondo opposte ed incompatibili quelle che ci vengono offerte dai due candidati a governare il Paese. L'una inequivocabilmente socialista, l'altra volta alla "problem solution". La prima formalmente rispettosa dei meccanismi istituzionali, l'aggiramento dei quali e' stato a fondo studiato per completare l'opera di democratizzazione del partito egemone - anche se con qualche "eccezione", l'altra spregiudicata fino quasi all'iconoclastia istituzionale che si propone d'introdurre un'elemento del tutto nuovo nella politica italiana: la liberta'. Con tutti i rischi che cio' puo' comportare per una gran parte di individui cresciuti all'ombra di uno stato dispensatore di felicita'. Si tratta dunque di socialismo, che ha variamente connotata tutta la 1a Repubblica contro liberalismo, cosa ignota ai piu', dunque spaventevole e degna di scatenare l'anatema "antifascista", che i piu' smaliziati leggono correttamente: "statalista". La messa in discussione dello statalismo e' la vera lesa maesta' per l'attuale opposizione al governo. Non puo' esistere altra forma che questa; ogni altra concezione e' "fascista", dunque giustificherebbe l'assassinio politico, il proliferare di "partigiani" fuori tempo massimo, l'allestimento di nuovi "piazzali Loreto" e, last but not least, la mobilitazione delle internazionali socialista e comunista come non e' mai avvenuto nel nostro dopoguerra. Ecco perche' il Paese e' "spaccato": perche' da meno di diec'anni esiste un'alternativa.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Dio benedica l'alternativa.

Lo PseudoSauro ha detto...

E che il demonio la maledica. :-)

Perla ha detto...

Buongiorno Pseudo :-)

Ma quando mai il Bel Paese è stato unito da qualcosa?
Forse sul tifo ai mondiali quando gioca la nazionale e neppure poi tanto.

Quello che penso è che dobbiamo dare atto a Berlusconi di aver polarizzato sulla sua figura tutte queste differenze costringendo l'Italia a formare due fazioni.
La cosa incredibile è che al centro di entrambe è sempre lui.

Diciamo che mentre prima del Berlusca il Paese era frazionato in tante parrocchiette e parrocchione, ora è solo diviso tra berlusconiani e anti-berlusconiani. :-D

Perla

Lo PseudoSauro ha detto...

Perla: esatto. cio' che altrove chiamasi "pluralismo". O meglio: un tentativo, vista la resistenza internazionale al modello americano. Comunque vada il cambiamento c'e' gia' stato e chiunque vinca cerchera' di superare il concorrente in buon governo. Cosa del tutto ignota in Italia. E questo grazie a Berlusconi.

Anonimo ha detto...

..beh se ci fossero tanti Berlusconi magari si potrebbe parlare di pluralismo...ma essendondocene solo uno è monopolio...:-)...

Zagazig

 
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