Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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02 marzo 2006

Le categorie del pensiero


Sarebbero cose come il "negazionismo", l' "islamofobia", o la "xenofobia" in genere. Per la verita' la seconda e la terza sarebbero vere e proprie malattie psichiatriche che, come tali, andrebbero diagnosticate. Siccome la Scienza raramente esprime diagnosi collettive, ne consegue che l'accusare piu' persone di essere tali e' opera arbitraria ed infondata, ma il metodo cartesiano e' un po' in ribasso ultimamente, dunque e' prassi comune l'imbattersi in "accuse" del genere che coinvolgono addirittura interi popoli. Un discorso a parte va fatto per il "negazionismo"; termine con il quale s'intende il rifiuto della Storia la cui elaborazione sia il frutto di analisi scientifica. Questo rifiuto e' sempre il frutto dell'applicazione di una griglia ideologica e dunque, come prima, si tratta del rifiuto del metodo scientifico, quando non di errore tout-court. E' ragionevole il dire che chi non usa di tale metodo - o chi sbagli analisi - sia imputabile di qualcosa? Se cosi' fosse, tutta la nostra filosofia pre illuminista - ed in particolare la Scholastica - sarebbe da buttare. Diciamo che chi nega l'evidenza ha seri problemi a rapportarsi con la realta', ma in tempi in cui c'e' chi ha il coraggio di dire che l'analisi ideologica e' indispensabile - vedi il caso dell'ideologia marxista - come si potrebbe accusare qualcun altro di fare la stessa scelta utilizzando diversi costrutti ideologici? E' d'attualita' il caso dello storico "negazionista" David Irving il quale, com'e' noto, ha scritto testi che ridimensionano la portata della Shoah, ovvero, lo sterminio pianificato degli ebrei dall'ideologia e dal regime NazionalSocialisti. La mancata lettura di documenti come le lettere di A. Eichmann avrebbe convinto lo studioso del fatto che lo sterminio degli ebrei sarebbe stato sovradimensionato al fine di accelerare il progetto sionista e dunque la costruzione politica dello Stato d'Israele. Naturalmente va considerato che per molti ordinamenti giuridici esiste ancora il reato di apologia di fascismo o nazismo, ma pare che il "negazionismo" sia ormai diventato un reato a se stante. Ebbene Irving e' stato condannato da un tribunale austriaco e si trova ora in carcere. Che i sopravvissuti dei lager possano sentirsi insultati da teorie come questa e' del tutto comprensibile, ma che avrebbe a che vedere l'opinione con il reato? A tal proprosito vi sono almeno un miliardo e settecento milioni di musulmani nel mondo che sono della stessa idea di Irving, quando addirittura non considerano l'opera di Hitler meritevole di emulazione. Ma con questo mondo si preferisce il "dialogo"...


Sintetizzando


Si preferisce condannare la forma per l'incapacita' di punire la sostanza. Bei "liberali", non c'e' che dire.

16 commenti:

Perla ha detto...

Giornata intensa oggi per me caro Sauro ma non potevo far trascorrere la giornata-nottata senza farti visita.:-)

Ti dirò che ritengo i negazionisti nati e cresciuti in un Paese democratico e quindi non vittime dei condizionamenti inflitti da. nazismo prima e dal fondamentalismo oggi, dei veri e propri psico labili.

Non credo che l'accusa mossa a Irving (?) sia di negazionismo ma razzismo o apologia di qualcosa di ben grave.
Comunque qualunque sia il reato sono d'accordo con te che rimane nell'ambito delle opinioni e la detenzione è un assurdo.

Notte :-)

Perla

Lontana ha detto...

Mi associo al commento di Perla. Aggiungo che a me per esempio, non fa un baffo che qualcuno dica delle fesserie. Lo riguarda e riguarda quelli che gli danno retta.Non darei la prigione a Irving, nemmeno a Gheddafi,Bin Ladden o l'altro tarato Arjaminejad (?) per quello che dicono, ma per quello che FANNO.
Questa cosa delle fobie collettive poi...hai proprio ragione!
Ciau! :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Ciao a tutte le "lontane". Credo di aver dato prove piuttosto tangibili del mio filosionismo, ma questi metodi non mi piacciono indipendentemente da chi li usa. Ogni lobby ha la sua Political Correctness. Se dici male di questi ti denunciano, di quegli altri, lo stesso. Se oggi ti mettono in galera per un'opinione cosa faranno domani? Se uno dice una sciocchezza si condanna da solo, non c'e' bisogno di fargli l'inquisizione. Quanto ai "cattivi maestri" bisognava pensarci prima; e poi i filo-nazisti non sono certo i piu' numerosi. Ci sono migliaia di studiosi di sinistra che insegnano le stesse cose, ma nessuno si sogna di processarli, anzi... il bello e' che poi non arrestano gente che potrebbe farsi saltare in aria perche' manca il "corpo del reato"... questa e' la prova di quanto sia potente l'influenza di alcune lobbies. Mettiamo anche il caso che sia l'ignoranza diffusa che ha contribuito in modo determinante, ma certo qualcuno ci ha marciato.

Lo PseudoSauro ha detto...

E poi aggiungerei: allo Speaker's Corner c'e' gente che arringa la folla vestita da kamikaze islamico. Cosa sara' peggio? Eppure quelli non li arresta nessuno. Del resto in UK difficilmente avrebbero arrestato lo stesso Irving.

Oggi il "negazionismo", poi l' "islamofobia" e poi? Le "apologie" non dovrebbero essere reato: punto e basta. Chi sostiene cose come queste e poi sgonfia con il liberalesimo mostra di avere evidenti problemi di comprensione.

Nessie ha detto...

Boh? Ho spedito un commento eppoi non è comparso. Riscrivo, sperando non accada un'altra stregoneria. E' ovvio che io metterei ai ferri (e ai ferri roventi) quelli che vanno in corteo con la cintura esplosiva piuttosto che uno storico negazionista che scrive idee scomode, ma pur sempre idee. Tuttavia io non accetterei mai eppoi mai, l'invito degli ayatollah iraniani per la convocazione degli storici antisemiti e malissimo ha fatto Faurisson ad accettarlo (cfr. LIbero di ieri in articolo di Pezzana). Avvocati (di Satana) del genere, sono peggio delle galere austriache. E non servono affatto a fare chiarezza storica.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: vedi alla voce "propaganda". Semplicemente uno "storico", che ha bisogno di aggiungere ulteriori attributi alla propria denominazione, non e' semplicemente storico, ma propagandista. Si tratta di vedere chi poi gli appioppa l'aggettivo, Hai presente il recente caso di Luciano Canfora? Ogni vita umana vale allo stesso modo, ma cento milioni non sono sei milioni, a casa mia. Pero' nessuno mette in galera i "negazionisti" delle purghe e dei colcoz. In tale frangente e' difficile convincermi dell' "imparzialita'" della giustizia. O tutti dentro o tutti fuori: non si scappa. Ma per un "liberale" dovrebbero stare tutti fuori... Ma io sono tale solo a meta', quindi...

Nessie ha detto...

Chi sarebbe il propagandista? Faurisson? Bella propaganda cercare lo sponsor degli ayatollah!

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: intendevo dire che la Storia si fa con il metodo scientifico. Chi lo fa applicando un'ideologia non fa Storia, ma formazione politica.

Anonimo ha detto...

Tutte le culture hanno dei tabù...nella Germania nazista li infransero come sappiamo...siamo uomini non semidei Sauro.
E qundo si dice "la memoria" s'intende anche un patrimonio da tutelare.
E poi gli arresti e i processi si fanno in casa propria. Il nostro codice di valori non si è ancora esteso al resto del mondo.
Che vuoi fare i processi in Pakistan con un tribunale austriaco?
:-)

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: e' vero, ma i tabu' devono essere quelli delle maggioranze, non delle minoranze. Senza dire del fatto che ai "negazionisti" dei gulag e dei pogrom il massimo che puo' accadere e' il non vedersi un libro pubblicato, o meglio: tradotto - vedi il caso del prof. Canfora - Il nazismo ha pagato a Norimberga. Punto. Il seguito delle ricerche di Wiesenthal ha completato il lavoro, ma queste vendette fuori tempo massimo non servono a niente, anzi possono ritorcersi ancora una volta contro gli stessi ebrei. Comunque la si voglia vedere i principi che "dovrebbero" reggere gli stati occidentali non conprendono il reato di opinione. Se i rapporti diplomatici costringono ad accettare interlocutori che sono peggio dei nazisti, anche questo e' comprensibile, ma con i nazisti non si "dialoga" e, soprattutto, non ci si riempie la casa di "risorse" come queste. Non ne convieni?

Anonimo ha detto...

Il problema è che l'Occidente è dappertutto nel mondo..e se vogliamo stare in Africa, Asia, Medioriente e fare business..dobbiamo colloquiare con chi comanda in loco.
Gli USA lo fanno da sempre.
Non per niente al Congresso a suo tempo fu invitato anche Marcos.

Quanto ai reati di opinione..da un lato sono d'accordo con te..ma c'è un limite a tutto.
Forse anche io non avrei condannato Irving, non perchè d'accordo con lui, anzi.
E sarebbe sempre meglio se delle idee non avessero bisogno di sentenze per essere tutelate.
Ma la realtà è un altra cosa.

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: proprio tu che sei un'idealista mi parli di realpolitik? Le potenze economiche occidentali avrebbero potuto ottenere un minimo di reciprocita' in 50 anni. Se non lo hanno fatto e' per due motivi: la prevalenza dell'interesse economico e il principio di non ingerenza che, tutto sommato, e' stato violato assai di rado in tutto il dopoguerra. Ma tutto cio' va bene fino a che ognuno se ne sta in casa propria; quando ci si sposta non si puo' considerare irrilevante il fatto che una "cultura" consideri perfettamente legittimo lo scannamento della controparte. Infatti cio' che sorprende ora e' il cambiamento di strategia, non tanto il fatto che questo si sia reso necessario. Se per compiacere una comunita' o l'altra si introducono principi estranei alla nostra cultura ci si condanna all'autodistruzione. La globalizzazione non e' ne' un diritto ne' un dovere; ognuno deve poter scegliere chi ospitare e chi no, almeno fino a quando vigeranno gli stati nazionali. Cio' significa che e' il nuovo venuto che accetta i valori, non che questi cambino a suo capriccio. Questi vogliono punire il "negazionismo, quelli l' "islamofobia"... gira che ti rigira la liberta' si restringe per tutti e ci si abitua all'idea che questa possa essere soggetta a limitazioni. La nostra civilta' si regge su alcuni principi, tra cui questo e' senz'altro il piu' importante. Non c'e' realpolitik che tenga.

Anonimo ha detto...

Non è realpolitik è
CAPITALISMO.

Il capitalismo non si basa sulla violenza. "La ricchezza delle nazioni" non è un libro di tattica militare.
E' il Capitalismo che programma un ordine in cui la violenza cede il passo al commercio, e quindi alle trattativa.
Perciò io non credo che Bush e chi lo sostiene sia veramente un liberale.
E' grazie ai commerci con l'Occidente che si è disgregato l'Impero Ottomano, che è durato molto più di quanto stia durando questo imperucolo americano (400 basi militari nel mondo).

Devo consigliare queste parole a Diliberto per venerdì prossimo.
:-)


Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Perche' il comunismo non sarebbe capitalismo? Anzi, secondo Toni Negri sarebbe il miglior gestore del capitalismo... Capitalismo individuale contro capitalismo di stato. Dove sta la differenza? Che nel primo caso chiunque puo' arricchirsi, mentre nel secondo: nessuno. Nel primo caso ricchi e poveri a seconda dell'iniziativa personale, nel secondo tutti poveri uguale per imposizione superiore. Questa e' l'uguaglianza; forse la vostra rifondazione riuscira' a fare di meglio, ma la matematica non e' un'opinione e se ci si affida alla teoria del barbun si va poco lontano. L'uomo dovrebbe imparare dall'esperienza e gia' 80 anni fa molti socialisti marxisti si resero conto del fallimento del proprio ideale; uno di questi era Benito Mussolini... Anche lui fece la sua "rifondazione" a ben guardare, e rimase socialista fino alla morte, anche se non piu' marxista. Credete di avere cervelli migliori di Nenni, Mussolini, Gramsci o Togliatti? E quali sarebbero? Comunque il "capitalismo" non e' il demonio come insegna l'analisi del tuo Profeta; e' semplicemente una teoria economica. Nota bene che io sarei per una via di mezzo; non come ha tentato il fascismo, comunque qualcosa che compensasse la "laicizzazione" generale. Perche' il vero problemino per una societa' individualistica e' proprio questo: se rimuovi qualunque morale, laica o religiosa, ognuno si fa i cazzi suoi e a chi sta peggio non ci pensa nessuno: ne' l'individuo, ne' lo stato.

Dammi retta che Diliberto non ha bisogno di suggerimenti: di cazzate ne spara anche troppe da solo :-)

P.S.
hai visto che non sono un "capitalista" nemmeno io?

Anonimo ha detto...

Ma come io faccio l'elogio del capitalismo..e tu mi smonti?
:-)

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: io non ho mai detto di essere un "capitalista", ma convengo che la liberta' viaggia bene attraverso i commerci; ed anche l'intelligenza individuale ci guadagna. Il problema europeo e' che non potremo mai essere come gli anglosassoni. Non abbiamo lo stesso senso di responsabilita', quindi: liberismo e liberalesimo non funzionerebbero. Ci vuole l'autocoscienza degli ex protestanti per queste cose, non il popolo bue degli ex cattolici. Noi saremo sempre in bilico tra dittature e democrazie fasulle.

 
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