Lo PseudoSauro

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08 marzo 2006

Immigrazione & Demografia

L'immigrazione non puo' supplire al calo demografico. Questo e' un dato di fatto noto a tutti gli esperti in demografia. Ogni calo demografico ha motivazioni antropologiche e sociali interne alla societa'/cultura di riferimento, pertanto richiede soluzioni interne e non esterne al proprio ambito. Se poi il presupposto dell'immigrazione fosse la completa integrazione dell'immigrato nel rispettivo tessuto sociale sarebbe facile inferirne che egli si comporterebbe esattamente come la popolazione autoctona; pertanto il suo contributo alla crescita demografica diverrebbe rilevante solo se la quota immigratoria fosse enormemente piu' cospicua di quanto gia' non sia negli stati meta d'immigrazione per eccellenza, come USA, Canada, Australia, ma cio' creerebbe un problema di sovrappopolazione in territori non dotati di ampi spazi, ancor piu' quando il fenomeno avesse per oggetto i centri urbani gia' congestionati; nei quali basterebbe una quota relativamente modesta di persone in piu' per fare esplodere le rispettive societa'. In tal caso si registrerebbe dunque un fenomeno esattamente opposto a quello desiderato; e cioe': un aumento esponenziale della popolazione in eta' adulta e, in prospettiva, un conseguente aumento della popolazione non piu' in eta' produttiva. Qualunque criterio si voglia considerare, al fine di una corretta collocazione del fenomeno, l'analisi economica non puo' mai prescindere da questioni antropologiche e culturali.

Quindi perche' si vuole spiegare ai popoli europei l'immigrazione motivandola con una presunta compensazione demografica? Semplicemente per renderla gradita ove questa non la fosse; ma ancor meglio per traslare esigenze economiche sul piano socio-antropologico. Ovviamente si tratta di una vera e propria mistificazione che viene subita dai piu' merce' gravi carenze culturali, ma anche a causa di un'accorta educazione, a cio' finalizzata, portata avanti nel tempo.

L'opinione piu' corretta sarebbe dunque che l'immigrazione nel vecchio continente ha motivazioni politico-economiche. Politiche in quanto il progetto geostrategico UE comprende l'unificazione territoriale di stati sovrani riferentisi ad ambiti culturali molto diversi tra loro. Economiche in quanto se il modello economico vigente e' avido di manodopera, e' addirittura insaziabile in quanto a consumatori. Ed e' evidente che sia gli uni che gli altri occupano sul territorio uno spazio fisico e non sono solo cifre per inzeppare conti bancari, registri e database.

Se poi s'intendesse un'immigrazione differenziata sul piano culturale dalle societa' autoctone, si creerebbe di fatto una societa' diversa da quella che e' uscita dalle due piu' importanti rivoluzioni occidentali nelle quali liberta' ed uguaglianza sembravano essere ormai giunte ad un buon lvello di concretizzazione. Di fatto si legittimerebbe una nuova specie di schiavismo, se non un razzismo alla rovescia, che vedrebbe "fattori" e "fattrici" stranieri dotati di "risorse" umane maggiori di quelle delle popolazioni autoctone.

Da qualunque parte la si voglia vedere l'unica evidenza e' che l'opinione delle popolazioni autoctone viene considerata secondaria, quando non manipolata artificiosamente, il che non corrisponde in nulla ai criteri della Democrazia Rappresentativa che, si dice, vigano ancora in quasi tutti gli stati occidentali.

14 commenti:

Bisquì ha detto...

Discorso logico ma "polli-ticamente scorretto".

I sinistri troveranno mille motivazioni per contestare, arrampicandosi sugli specchi.

Lo PseudoSauro ha detto...

Bisqui': noi siamo scorretti per nascita, quando non inferiori, pero' anche a destra si ragiona in questo modo; vuoi per pigrizia, vuoi per interesse... certo e' che i paladini dei proletari che desiderassero una societa' simile sarebbero molto peggio degli "sporchi capitalisti". A me basterebbe che ci riflettessimo noi su queste cose; se poi lo facesse anche la controparte sarebbe meglio , ma non mi faccio troppe illusioni.

Anonimo ha detto...

Il povero per sopravvivere si adegua al ricco. Poi arriva un giorno in cui il povero diventa ricco...e si libera di chi era ricco prima.
Quanti settentrionali ci sono al Nord e quanti terroni tra i leghisti?
Ti immagini un giorno i musulmani della Lombardia gridare alla cacciata dei nuovi poveri che verranno?
:-)

Zag

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: non pretendo che tu,in quanto comunista, abbracci il nazionalismo, ma ti invito ad osservare che un conto e' la migrazione interna ed un altro quella esterna. Se vogliamo eleggere a principio universale il tuo assunto dobbiamo fingere di essere un "grande paese". In ogni caso il problema demografico e' della nostra societa' e possiamo risolverlo solo noi. I numeri sono numeri: ci vorrebbero almeno 20 volte gli immigrati attuali per risolvere il problema per come e' posto. Chiunque ragionasse vedrebbe che la popolazione autoctona sarebbe minoranza e la densita' media diverrebbe il doppio di quella olandese - che e' gia' enormemente alta -. Se leggerai sotto "La parabola del divano" ti sara' piu' chiaro quest'astruso ragionamento. :-)

antiEUropeo ha detto...

Ci si lamenta del consumo delle risorse del pianeta e del suo sovrapopolamento ma i Verdi e gli ecologisti nostrani non guardano al proprio paese.
Ogni paese ha un'estensione precisa, e delle risorse limitate per garantire la vita (non la mera sopravvivenza) a chi lo abita.
E' semplicemente idiota, o in malafede, presentare il decremento demografico come qualcosa di negativo. Semplicemente l'Italia, l'Europa, è satura di popolazione.
Questa dovrebbe diminuire, non aumentare, per garantire lavoro a tutti e rispetto dell'ambiente.

Lo PseudoSauro ha detto...

AntiEuropeo: benvenuto al buonsenso, ne abbiamo tanto bisogno. Sara' dura spiegare che l'incremento e il decremento demografici hanno prima di tutto origini antropologiche e solo poi socio-economiche. Ci vorra' una "parabola" anche per questo.

Nessie ha detto...

Sono rudimenti di antropologia che dovrebbero avere tutti ed essere fatti propri in primo luogo dai governanti europei (o eurobei). Una democrazia rappresentativa dovrebbe tener conto dei pareri degli autoctoni, ma il problema è proprio questo: il concetto di autoctonia e di alloctonia si è allentato inesorabilmente e ci si rifiuta di offrire corsie preferenziali ai nativi.

Lo PseudoSauro ha detto...

Nessie: noi siamo "un grande paese"; anzi: siamo gl'USA d'Europa. Venghino tutti che c'e' posto. Ti risparmio la mia solita tirata sulle "nuove figure professionali" create ad hoc per giustificare la presenza dei clandestini piu' o meno "sanati". Sono circa il 67% in piu' dell'anno scorso; qundo governasse la sinistra quanti sarebbero?

antiEUropeo ha detto...

Fuori tema_

Caspita che efficenza...sono già nell'elenco dei link!

Su Tocqueville invece ancora non sono stato inserito: avranno da fare.

Lo PseudoSauro ha detto...

AntiEUropeo: ma ti sei iscritto? Mal che vada ci aggreghiamo tra noi "xenofobi". La settimana ventura metto un aggregatore sul web del sauro; roba per pochi intimi.

antiEUropeo ha detto...

Mi sono iscritto...proverò a inviare una mail.
Anche se il mio contributo sarà minimo: infatti il mio nome in cima alla lista dei tuoi link mi fa sorridere, dato che ho bisogno più di leggere che scrivere :(
Cmq grazie per l'attenzione.

Lo PseudoSauro ha detto...

AntiEUropeo: nemmeno io scrivo molto; anzi preferisco interloquire piuttosto che ammannire saurate a destra e a manca. La mia e' roba buttata giu' di getto a parte qualche rara eccezione; non pretendo certo di fare informazione, ma so riconoscere chi la sa fare.

Perla ha detto...

Ciao Sauro. :-)

Il risultato delle elezioni in Olanda credo che debbano far riflettere sul fututo dell'Europa e da quale parte si schiera il mondo dell'immigrazione con diritto di voto.

Sempre documentatissimo, eh? :-)

Perla

Lo PseudoSauro ha detto...

Perla: sacrosanto, se no perche' spingerebbero per concedere il voto agli stranieri? Solo che se facessero una porcata del genere ci sarebbe davvero da fare la resistenza. Vedi che con gli strumenti democratici non se ne esce?

 
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