Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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22 gennaio 2006

Omosessualita' e modelli sociali

Non facciamo l'errore di considerare alcune checche inveterate i portavoce di tutti gli omosessuali. Ce ne sono tanti che sopportano malvolentieri la loro condizione e non si sentono affatto "allegri", come ebbe a dire tempo fa il grande regista Franco Zeffirelli. Il problema, al solito, non e' propriamente l'omosessualita' in quanto fenomeno fisiologico o sociale, ma l'ideologia che se ne vorrebbe trarre. Come a proposito di qualunque "cultura", il problema non e' l'uomo, ne' una condizione umana che puo' essere variamente recepita e manifestata. Quindi non si puo' essere "nemici" degli omosessuali o dell'omosessualita', in quanto si tratta di umanita' che ci riguarda tutti, ma anche per un'elementare regola di convenienza, in quanto questa potrebbe toccare in sorte a noi, ai nostri amici, o congiunti, come ogni "malattia" fisiologica, psichica o morale. Il che dovrebbe dirla lunga sulla "libera scelta" e sulla proverbiale "allegria" dei, giustappunto, gay. Naturalmente al solo citare il termine "malattia" si accendono gli animi di quelli che si sentono del tutto sani fisiologicamente e psicologicamente, dunque discriminati come individui per le proprie inclinazioni sessuali, da una societa' retriva e conservatrice (?). Ebbene, ci si metta il cuore in pace: cio' e' sempre avvenuto in tutte le societa' da che mondo e' mondo; e questo semplicemente perche' ogni societa' tende alla propria espansione, come natura vuole, e l'omosessualita' non e' certo il modello sociale migliore da proporre se ci si vuole espandere, ma ancor piu' se si vuole sopravvivere come etnia e come specie umana tout-court. A questo proposito va detto che fino nelle societa' antiche l'omosessualita' era piu' tollerata che incoraggiata, e sebbene facesse parte del percorso educativo di individui maschi e femmine, il protrarsi di questa nell'adulto veniva considerata allora come oggi, e cioe' una forma di perversione. Questo avveniva nella societa' ellenica, mentre in quella latina era consentita solo nei confronti degli schiavi come manifestazione di possesso, tanto che fra cives veniva punita severamente, e fino se il cittadino si dava in schiavo per pagare i propri debiti. Ogni tentativo di legalizzare le unioni tra individui dello stesso sesso venne sistematicamente contrastato sia dalla civilta' ellenica che da quella latina, con l'eccezione del periodo della decadenza imperiale di questa, ben rappresentato nel Satyricon di Petronio; tanto che il racconto delle mollezze di tale societa' coincide spesso con l'immagine della promiscuita' sessuale, cui veniva addebitata dagli stessi latini, la corruzione dello spirito virile dell'Impero. Cio' su cui non si puo' transigere e' dunque il modello sociale, che non puo' prescindere dal Diritto Naturale pena lo scadere in cio' che la morale "cristiana", ma anche quella musulmana, descrive: "societa' degenerata". Siccome la sessualita' e' anche comportamento ritualizzato, omosessuali non si nasce solo, ma si puo' diventare per emulazione. Da un punto di vista psicanalitico cio' puo' significare il desiderio di non divenire mai adulti; quindi la "sindrome di "Peter Pan" o dell'eterna giovinezza non la vedrei come una cosa tanto diversa; e soprattutto, mi pare gia' molto affermata e diffusa in quanto "filosofia" -vedi Satyricon-. L'accettare il proprio ruolo, la responsabilita' che questo comporta, la vecchiaia e la morte e' accettare la vita in tutte le sue manifestazioni. Non si puo' permettere che poche persone malate, questo si', d'infantilismo dettino la loro morale a tutti gli altri e modellino la societa' a propria immagine e somiglianza; almeno non in una democrazia in cui e' la maggioranza degl'individui a fare le regole.Che poi esistano oscuri meccanismi che in tutte le epoche di decadenza delle civilta' rendono l'omosessualita' piu' pervasiva nelle rispettive societa', e' cosa nota, ma si tratta solo di un dato statistico, e pertanto, non di un dato scientifico. Pero' si puo' e si deve comunque reagire a questo Satyricon imperante che vorrebbe omologare le maggioranze alle minoranze e trasformare il vizio in virtu'. Gia', perche' ove e' possibile una scelta, i "modelli" validi sono ancora il "bene" ed il "male" per la nostra esangue cultura post-cristiana. E non si puo' fare esercizio di sofismo, o di retorica, rendendone soggettivo il significato senza rinunciare alla nostra Storia tutta intera.

26 commenti:

Otimaster ha detto...

Ottimo veramente ben scritto.

Lo PseudoSauro ha detto...

Lusingato Master.

Lontana ha detto...

Bravissimo Sauro!E a conferma di quello che tu dici, a proposito dell'emulazione, ho davanti a me esempi di persone che adottano uno stile di vita, per svariati motivi. Ho sentito alla radio testimonianze di persone che per farsi accettare in certe comunitèa gay, hanno dovuto superare una certa ripugnanza verso i rapporti con persone dello stesso sesso. É anche un fatto culturale, questo é importante dirlo e tu l'hai detto benissimo.
Forse farèo un post anche io linkandoti..
Bacioni!

Lo PseudoSauro ha detto...

Lontana: ci tocca di fare la "minoranza protetta" pur essendo maggioranza per compiacere una "cultura" "abbracciata" da pochi. Senza contare che dovremmo educare i nostri figli ad una presunta "libera scelta"; cosi' relativizzando ci ritroveremo matrimoni tra padre e figlia (quando non figlio), poligamia e magari pure la pedofilia in ossequio alla cultura classica. A me pare un "modello" mostruoso. Ognuno e' libero di suicidarsi come gli pare, ma non puo' costringere la societa' a fare altrettanto. Grazie.

Monsoreau ha detto...

Finalmente l'hai ripreso ... :-)

Condivido l'impostazione: benvenuto tra coloro che sono messi all'indice dal Supremo Osservatorio dell'Ordine Omosessuale ... :-D

Lo PseudoSauro ha detto...

Gia', e' una confraternita anche quella. Non mi fare continuare...

Mauro ha detto...

Ho l'impressione che i "piccoli Beria" del "Supremo Osservatorio dell'Ordine Omosessuale" abbiano una certa influenza in Tocqueville.

Magari mi sbaglio, perché negli ultimi giorni non mi sono collegato spesso, ma ho l'impressione di essere finito su una specie di "black list".
Mi pare infatti che i miei 3 ultimi post in argomento "omosessualità" siano stati archiviati direttamente senza nemmeno "sfiorare" la homepage di TV, mentre altri postati prima dei miei sono ancora lì in bella mostra.

Naturalmente la scelta dei post da parte degli aggregatori è "insindacabile", ma è anche significativa.
Stiamo a vedere... ;-)

Kagliostro ha detto...

Il post è bello ed anche condivisibile però io mi fermerei ad una sola domanda : perché è discriminatoria una società che contemplasse sol un'unica forma di rapporto e non legiferasse invece su tutte le altre ?

Insomma perché legiferare in base ai costumi sessuali di qualcuno ? Allora anche rapporti fra 3 e più persone (ed altri) andrebbero tutelati (anche se l'obiezione potrebbe essere .. e chi vi impedisce di farlo ?).

Mica impedisco loro di amarsi e
dividersi la casa, ma che c'è di strano nel vedere il matrimonio eterossessuale diverso e NON speculare ad un eventuale matrimonio gay ?

L'unico grosso problema per i gay è la Chiesa : insomma come si fa a vivere la propria omosessualità se è peccato andare con la persona che ami (e non puoi nemmeno sposarlo) ? In effetti lì non si può pensare la Chiesa come ad un'associazione di cui far parte o no : se uno crede in DIO, crede in DIO punto e basta e sinceramente è difficile fare una scelta o rinunciare ad una cosa...
Noh sinceramente sono confuso.

Cmq pare che l'Unione europea (vedasi il post del Castello) ci stia dichiarando omofobi tuot cort quindi il problema non si pone : fra un po' ci bruceranno tutti vivi e avremo ben altri problemi!

Ciao Pseudo!

max74_teocon ha detto...

Bel post PseudoSauro, e pienamente condivisible.
Spero che questa mia vicinanza ideale, non sia per te motivo di una eventuale futura ... involontaria iscrizione nel registro del Comitato di Salute Pubblica istituita dai nuovi piccoli Robespierre!

x Mauro
Non credo sia solo una sensazione! Anche T-V soffre di complessi di inferiorità, o meglio di subalternità culturale!

Un saluto
max74_teocon

Germanynews ha detto...

Anche io sono stato iscritto nel registro degli indagati... Per affermazioni, a detta di qualcuno, omofobe.. Il tuo post è davvero condivisibile. Dovresti indirizzarlo ad Angelus e ad Odisseus (del Cannocchiale).
Complimenti.

Lo PseudoSauro ha detto...

Kagliostro: esatto. Non e' tanto la condizione degli omosessuali, ma la legittimazione di una diversita' sul piano giuridico e il misconoscimento del Diritto Naturale. Gia' lo facesse una maggioranza sarebbe grave, ma se lo fanno 4 gatti...

Gente: le liste di proscrizione le ho viste anch'io. Questi poveri mentecatti non capiscono che c'e' una certa differenza tra l'esprimere un'opinione e sterminare i "diversi". Che poi si tratti di una diversita' nella diversita' me lo confermano alcuni amici omosessuali che al contrario di questi esibizionisti non amano starnazzare in pubblico le proprie preferenze sessuali e, soprattutto, sono consapevoli del fatto che anche un "gay" puo' nascere solo da un uomo ed una donna. Siamo ridotti male se dobbiamo ribadire quest'astruso concetto...

Rubytuesday ha detto...

Siccome ho trattato l'argomento, sotto un'altro profilo però, sempre rispetto all'istituzione della lista di proscrizione tocquevilliana sorta in difesa di coloro che sono i più difesi al mondo, non posso far altro che annuire davanti a questo post.
Il mio sostenere l'argomento "malattia", è pretesto dialettico che scopre ulteriormente le foglie di fico e il dito dietro il quale si nascondono (loro e tutti i loro paladini), pretesto che ha inoltre dimostrato, nel mio blog e in quello di "Critica della Ragion Pubblica", che hanno una visione completamente e pericolosamente autoreferenziale della società.
Visione che li porta alla schizofrenia del pensiero: "non esiste la normalità, chi definisce cos'è la normalita?" (è uno dei loro capisaldi); per poi pretendere gli si accordino quelle che per gli altri sono "le normali consuetudini" (avere figli, sposarsi, etc.).
Si può analizzare che abbiano in sé compreso che la loro visione autoreferenziale, la loro piccola "società" nella società, è a serio rischio di implosione a causa, appunto, di quella autoreferenzialità. Sono arrivati a rivendicare quindi un ruolo societario (essere nucleo familiare) per mettere fine al loop che li costringeva all'elitarietà non rendendosi conto che la loro "simulazione" li annichilirà più del loro "autismo".

Anonimo ha detto...

Una democrazia in cui è la maggioranza degli individui che fanno le regole è roba che farebbe storcere il naso a Tocqueville.

Vizio/virtù?...come dice il saggio "io non discrimino chi gode col culo"...:-)...
L'identità di vedute sull'argomento tra la chiesa cattolica e il vituperato Islam sull'argomento è già di per sè una conclusione.

Zagazig

p.s. sei partito dall'eutontimorumenos ma poi lo hai sconfessato.

Lo PseudoSauro ha detto...

Rubytuesday: (Beatles?) A rischio di fare il Solone come la controparte, ti diro' una cosa ovvia: il concetto di "normalita'" ha a che fare con l'omologazione e questa ha a che vedere con gl' "ideali condivisi". Personalmente credo che chi vuole essere "diverso" da un punto di vista giurisdizionale non ha un'idea molto precisa dello Stato di Diritto. Chi, poi, vuole essere "uguale" da un punto di vista biologico, a mio parere, e' marxista piu' o meno consapevole. Nulla di male, ma la Destra non e' il posto giusto per avanzare queste rivendicazioni, perche' non e' ne' socialista, ne' comunista. Siccome la globalizzazione tende a superare le realta' nazionali, che secondo la "cultura" imperante sono vecchie o addirittura pericolose, ci si aggrega come nelle societa' primordiali. Nulla da dire sulle "libere associazioni", ma quando queste sono basate sulle preferenze sessuali e' sottintesa una visione etnocentrica, o razzistica dell'uomo. Considerato che gli omosessuali non vengono piu' arrestati e discriminati come avveniva un tempo, pare evidente che si vuole "omologare" la societa' secondo le istanze delle lobbies gay, che sono piuttosto potenti; tanto potenti da aver ottenuto, negli anni '80, l'espunzione dell'omosessualita' dall'elenco delle malattie delle Nazioni Unite. Siccome gli scienziati veri non usano farsi convincere dalle dichiarazioni formali, ma si attengono ai fatti, l'omosessualita' viene ancora studiata come "disturbo della personalita'" dalla psichiatria e, qualche volta, puo' essere ricondotta ad un'alterazione genetica in biologia; senza dire che essendo un comportamento ritualizzato, risente del modello sociale e delle consuetudini vigenti nella societa' di riferimento. Siccome conosco personalmente medici che "curano" tali disturbi, se ne puo' dedurre che esistono persone che sono consapevoli di avere, quantomeno, un problema. Se altri non hanno la stessa consapevolezza e' affar loro; non vedo perche' si dovrebbero cambiare le regole di tutti a vantaggio di una minoranza tanto esigua quanto capricciosa.

Perla ha detto...

Caro Sauro, la parola malattia non la ritengo una felice espressione perchè inserita in questo post tanto ben scritto e argomentato finisce però col diventare il lucchetto che blocca ogni possibile confronto.
Malattia, diviene in questo caso, inerendo al discorso della sfera psicologica. comportamentale "malattia mentale" tout court.
Non credo che tu voglia affermare questo. Le prigioni, i lager e i gulag psichiatrici si sono riempiti e ancora oggi si riempiono, nei paesi comunisti e islamici di malati di omosessualità. Quando non vengono, più drasticamente, direttamente eliminati con la pena di morte.
Quello che a mio avviso é il male assoluto che genera tutti i conflitti sociali in alcune democrazie a libertà vigilata come anche quella italiana risiede nello statalismo che tutto vuole regolamentare con una pervasività talmente soffocante, al punto di voler entrare nel diritto naturale di noi tutti e nella nostra stessa vita sessuale e affettiva, per cui chi, per un malinteso senso di parità dei diritti non si sente accolto nel suo abbraccio iperprotettivo assume ogni sorta di iniziativa ecclatante per autoimprigionarsi nella burocrazia "egualitaria" nella convinzione errata di affermare un diritto: i pacs ne sono un esempio.
Rimpiango Pasolini che appena qualcuno gli si avvicinava per chiedergli un'adesione a un qualsiasi movimento pro diritti degli omofili (come sarebbe più corretto dire, secondo me) lo cacciava prendendolo a male parole.

Ciao! :-)

Perla

Mauro ha detto...

Zagazig: "Una democrazia in cui è la maggioranza degli individui che fanno le regole è roba che farebbe storcere il naso a Tocqueville."

Una democrazia liberale dovrebbe fare il minimo numero possibile di regole, e soprattutto non dovrebbe legiferare in questioni su cui basta il buon senso.
Altrimenti avremmo sì il totalitarismo della "dittatura della maggioranza".

Zagazig: "Vizio/virtù?...come dice il saggio "io non discrimino chi gode col culo"...:-)..."

ossequi caro Conte...

Zagazig: "L'identità di vedute sull'argomento tra la chiesa cattolica e il vituperato Islam sull'argomento è già di per sè una conclusione."

Ah, beh! questo mi sembra un argomento decisivo... (so' ironico)

Lo PseudoSauro ha detto...

Perla: da un'esperta in PR non avrei potuto attendermi altro che cio' che hai detto. Ma non fare anche tu lo stesso errore di paragonare le idee ai fatti. Fino il Mein Kampf rimase un libro che, per quanto aberrante, sarebbe stato istruttivo leggere. Ebbene, nonostante fosse stato pubblicato 10 anni prima dell'ascesa del nazismo, l'impressione che se ne puo' avere e' che non lo lessero che i nazisti. Se no sarebbe andata ben altrimenti.

Ma un conto e' lo scrivere, o il pensare, ed un'altro e' il fare. La nostra civilta' si basa sulla parola, anche se non lo sa piu' nessuno, ma i processi si fanno ai fatti, o almeno cosi' dovrebbe essere.

Non e' negando la realta' che si giunge a capirsi, ma conquistandone la consapevolezza e facendone una base su cui confrontarsi.

Se io fossi sterile non penserei minimamente di essere discriminato in quanto tale; vivrei la mia vita normalmente e non mi passerebbe mai per la mente di fondare un'associazione politica o di fare pressioni economiche perche' la sterilita' non fosse piu' considerata una malattia; cercherei di curarmi od accetterei la mia condizione senza criminalizzare la societa' circostante.

Se vogliamo obbedire alla correctness imperante possiamo dire "disagio", "handicap"; "malattia" suona sgradevole perche evoca lo spettro del contagio, ma "disagio" somiglia molto a "disease"... quindi e' una questione di termini.

La "libera scelta" e' proprio un'altra cosa, e presuppone una "liberta'" che non puo' esistere se vi e' qualche impedimento fisico o psicologico. Se io odio le donne non opero una "libera scelta"; sono obbligato a comportarmi di conseguenza.

Queste analisi, piu' o meno sbilenche, me le risparmierei volentieri, in quanto non mi e' mai passato per la mente di considerare un omosessuale un essere inferiore; ma uno con dei problemi si'. Io ho i miei, di altra natura, e l'omosessuale ha i suoi; o i problemi li ho solo io? Anzi, peggio perche' sono "normale"? Se mi prendo un'esaurimento io mi sento "malato" e come tale mi faccio curare; mica me la prendo con la societa' e dichiaro "malati" tutti gli altri.

Guarda che questa e' la stessa storia dei musulmani che si sentono discriminati, quando sono proprio loro ad emarginarsi e a voler imporre la propria religione con la forza. Cambiano i termini, ma il metodo e' lo stesso: "xenofobo" per gli uni e "omofobo" (AIV) per gli altri.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
dimenticavo: "fascista" per gli altri ancora, cosi' abbiamo ricomposto il quadretto dei sedicenti "democratici".

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: visto che citi Tocqueville, l'essere "liberale" non equivale all'essere "democratico". Vi puo' essere un tiranno od un'oligarchia "liberale" ed una democrazia illiberale; quella che T chiama "democrazia senz'anima", e cioe' la nostra; che e' assai peggio della tirannia.

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: fossero tutti come te i "comunisti"...

Monsoreau ha detto...

Non c'è che dire, il sondaggio sul fatto se l'omosessualità sia una malattia e la creazione del Supremo Osservatorio dell'Ordine Omosessuale, si sta rivelando un boomerang per i radicali di Tocqueville, visto che ci ritroviamo in tanta e simpatica compagnia che sarebbe un peccato perdersi di vista.
Magari si potrebbe costituire, rispondendo con la vecchia e sana goliardia alla truce e fanatica seriosità dei radicaloidi, una Confraternita degli Omofobi ... :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Caro Mons, "osservano" pure da Bruxelles, che credi? I sauri sanno leggere anche le tracce piu' leggere.

Personalmente non mi sarei mai sognato di tornare sull'argomento, ne' di fare considerazioni che, per quanto possano sembrare sgradevoli, mi vengono da colloqui con persone che conoscono bene il problema: dall'esterno e dall'interno.

Ma quando uno si dice "liberale" e poi stila liste di proscrizione; quando uno usa la scienza come paravento per portare innanzi le sue discutibili teorie; quando uno mi da, senza tante perifrasi, dell'imbecille o dello zotico ignorante; mi vado a documentare un po', in quanto non mi piace mettere la gente nei gulag, ma mi piace ancor meno finirvi a mia volta.

Questo "checchismo" militante e' un'ideologia che non ammette di essere messa in discussione e che, come tutte le ideologie, costringe la realta' ad adattarsi al suo impianto. Questo e' cio' che non mi piace; poi ognuno e' libero di vivere come gli pare, come di cambiare le regole e le leggi, ma finche' vige la democrazia ci vogliono le maggioranze per fare queste cose.

Anonimo ha detto...

Zagazig: "Vizio/virtù?...come dice il saggio "io non discrimino chi gode col culo"...:-)..."

ossequi caro Conte...

...sono andato al sodo della questione Mauro...

Grazie Pseudo

Zagazig

Nessie ha detto...

E' inutile che tra cugini ci si faccia tante riverenze del tipo "bello, bravo, bis!". L'idea di una minoranza che marginalizza una maggioranza non è felice. L'idea della libertà che diviene licenza, nemmeno. La più bella provocazione l'ho sentita dal sacerdote Gonzar Miranda da Ferrara fatta ad un gay fautore del Pacs. Il prete: "Ma perchè vi ostinate a parlare di coppia? tre uomini si vogliono bene, si mettono insieme, e lo Stato dovrebbe provvedere a erogare dei Pacs: poverini! potrebbero sentirsi discriminati". E' stata una geniale provocazione libertina per fargli capire che qualunque arbitraria libertà, di questo passo, potrebbe diventare oggetto di rivendicazione. W Don Miranda!

Anonimo ha detto...

Viva Miranda Martino...:-)..e ticotico ti e tico tico tà...

Zagazig

Lo PseudoSauro ha detto...

Zag: che ec-citazione...

 
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