Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

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26 novembre 2005

Il comunismo che non esiste

Traggo dal web di Ida magli www.italianiliberi.it il seguente articolo, certo di fare "cosa gradita" a molti, nonche' con l'obiettivo di aumentare gl'introiti dei "lavoratori socialmente utili" che DS, PC e PRC impiegano per contrastare la bieca controinformazione controrivoluzionaria che si puo' leggere qui ed altrove. Buon lavoro ai nostri coleghi dell'est, unitamente all'augurio di trovarsene uno migliore e, possibilmente, piu' remunerativo.
 
Chi ha detto che il comunismo è morto?
 
di Ida Magli ItalianiLiberi |  13 Novembre 2005
 
Berlusconi ha impostato la conferenza che ha tenuto in questi giorni al convegno dei circoli di Forza Italia, sulla persistenza della mentalità comunista in buona parte della Sinistra italiana. Ha quindi ricordato che il Comunismo è crollato drammaticamente nell’Unione Sovietica lasciando dietro di sé terribili eccidi, tirannia, povertà, per cui non ha senso riporre fiducia in coloro che non l’hanno del tutto rinnegato. Discorsi ovvi, si direbbe. Ma non è così.

All’origine del Comunismo c’è un terribile errore: la concretizzazione dell’uguaglianza degli individui. Il passaggio dal “valore” della persona come presupposto metafisico all’uguaglianza del vivere sociale, ambientale, pedagogico, statale, politico, passaggio imposto ovviamente da coloro che detengono il potere. Un meccanismo questo già da lungo tempo presente in Italia e che si estende sempre di più  (sistema sanitario, sistema scolastico, sistema retributivo e pensionistico...) lasciando un’illusione di libertà nell’esaltazione della democrazia.

Il progetto di unificazione europea è naturalmente dettato dal presupposto della massima estensione dell’uguaglianza. Niente confini fra una nazione e l’altra, quindi niente patria; eliminazione della molteplicità delle lingue per ricondurle a quella che avrà il primato (l’inglese); stesso sistema scolastico, stesso sistema sanitario; nessuna libertà di giudizio (il mandato di arresto europeo è  pronto a condannarla), per non parlare della moneta unica, della polizia unica, delle innumerevoli normative che dall’alto della loro sovrana e intoccabile distanza i governanti d’Europa fanno piovere sulla testa di milioni di persone ignare della tirannia cui sono soggette.
 L’unificazione europea è, nella sua essenza, un’idea comunista. E’ comunista infatti, qualsiasi eliminazione delle differenze imposta da coloro che detengono il potere.L’ha bene riconosciuta un uomo sfuggito ai Gulag come Bukovskij denunciando l’Unione Europea come la nuova Unione Sovietica. Pochi giorni fa in un dibattito televisivo su La7, Giuliano Ferrara si è premurato di  interrompere Bukovskij  non appena questi ha accennato all’Unione Europea. Ma proprio la mancanza di discussione, che si protrae ormai da anni, su un  problema politico di tale importanza e che coinvolge tutti gli aspetti della vita dei cittadini, dovrebbe far comprendere agli Italiani  (come a tutti gli altri popoli dell’Unione europea) che si vuole tenerli il più possibile all’oscuro dell’immane rischio che stanno correndo. Se qualche volta si accenna alla questione dell’euro, questo avviene soltanto perché è impossibile tenerne nascoste le conseguenze negative in quanto sono sotto gli occhi di tutti.
 
L’unificazione delle monete però non è un particolare da nulla. Coloro che hanno compiuto un terribile errore dal punto di vista economico, sono gli stessi che governano, in base al medesimo principio dell’uguaglianza,  (unificazione significa uguaglianza in quanto l’ineludibile legge matematica prescrive che non si possono sommare le mele con le pere) tutti gli altri settori della vita dei cittadini. D’altra parte non è vero che hanno compiuto un “errore”: quello che hanno fatto, l’hanno fatto consapevolmente, così come consapevolmente è stato realizzato il comunismo in Russia. Lì le stragi, i Gulag sono avvenuti all’inizio perché c’erano gli antichi governi da abbattere. Da noi cominciano a verificarsi soltanto adesso perché i popoli sono stati tenuti all’oscuro dei veri scopi del progetto e, perché, malgrado la violenza psicologica e affettiva con la quale è stata imposta la perdita della sovranità monetaria, la perdita dei confini della propria Patria, l’assoggettamento al governo di stranieri, non è stato ancora necessario far scorrere del sangue. Ma i prodromi sono quelli che sta vivendo in questi giorni la Francia  (è l’unificazione europea che dà forza all’islamismo).
Non vi sembra significativo che la città in fiamme sia proprio quella Lione cui i nostri governanti vogliono a tutti i costi collegarsi smantellando le Alpi? □
 
Roma, 13 Novembre 2005
 

12 commenti:

Monsoreau ha detto...

Forse la Magli esagera.
Da antieuropeista riconosco che questa idea di europa puzza molto di soviet.
Ma scagliarsi contro un'opera che collega velocemente le città non ha nulla a che vedere con una battaglia contro questa europa e contro l'invasione musulmana che non usa certo il treno superveloce per spostarsi :-)

Quanto al comunismo, gli articoli del Secolo sono incomprensibili: certo non riconosco in AN le sue radici e il partito in cui ho militato fino al 2003 (voto agli immigrati).

Nessie ha detto...

Ma intanto l'unica cosa giusta da fare (cioè chiudere Schengen) non la si fa. Un'altra cosa giusta che tutti gli stati dell'Ue dovrebbero fare subito è una legge contro la poligamia. In sostanza, vorrei aggiungere una perplessità: l'associazionismo dei 25 funziona a corrente alternata. Quando sarebbe d'uopo fare una legge unitaria, si sollevano obiezioni di stati singoli. E viceversa dove sarebbe necessario mantenere nazionalità e leggi specifiche si invoca l'associazionismo e assemblearismo Ue. Ciao Sauro, torno domani sera.

Lo PseudoSauro ha detto...

Mons: effettivamente la questione TAV ha un po' sconcertato anche me, ma seguendo il ragionamento della Magli non si puo' negare che non vi sia una qualche logica che sfugge, forse, anche ai fautori della modernizzazione del Paese. Stando cosi' le cose, i fatti sono che si migliorano i collegamenti con citta' quantomeno problematiche.

Nessie: basterebbe ripristinare il Diritto Ordinario: chi si sposa due volte commette reato; chi ci sta, bene; chi non ci sta se ne torna a casa sua. Su Schengen, sai che sfondi una porta aperta. I paesi che concedono la nazionalita' in un baleno sono pericolosi, quindi ci si deve tutelare; quelli che hanno perseguito politiche immigratorie allegre o dissennate, se la vedano loro con i rispettivi problemi. Per il momento basterebbe questo, ma nel caso disgraziato che vincesse la sinistra sara' un problema anche interno, dunque non rimarranno che la clandestinita' o l'espatrio. Buon ritorno; sei stata al lago, o ad abbuffarti di tacchini? :-)

antiEUropeo ha detto...

Non so se la Magli volesse dire che esiste un "strategia" un "piano" dietro la TAV.
Quello che mi pare di capire che intenda, è che esiste una DIREZIONE presa dai GOVERNANTI, di abbattimento delle frontiere, non necessariamente consapevole.
Se le Alpi non sono più un ostacolo geografico, perde senso il confine fra Italia e Francia.
L'Europa diventa quindi un unico territorio senza quegli ostacoli fisici che contribuiscono alla percezione di un territorio "proprio" da parte dei vari popoli che la compongono.
L'invasione Islamica di cui parla Monsoreau non usa certo il treno superveloce per arrivare in Europa, ma quando la TAV verrà realizzata lo userà per circolarci dentro. Saranno loro i "veri" europei, allora.

Lo PseudoSauro ha detto...

Mi pare che antieuropeo abbia chiarito; anch'io la intendo cosi'; evidentemente tra anti UE ci s'intende. Gia' scorrazzano allegramente per l'Europa, come quelli che hanno fermato pochi giorni fa, per tacere del buon etiope che fa i finti attentati perche' e' tanto perseguitato. Quanto alla buonafede, prima era possibile considerarla tale, ma ormai anche un cieco dovrebbe aver realizzato la situazione. Non c'e' PIL che tenga, o nuovi mercati da scoprire: le frontiere aperte in tempi come questi sono un'idiozia; siccome non penso che tutti gli addetti siano idioti, non rimane che la malafede. Prima si fanno i popoli, poi gli stati, infine le valute; e queste ultime sono proprieta' dei primi e non di una banca. Decisamente sto cominciando a rivalutare Hitler che diceva che "l'economia non forgia gli stati". Cosi' oltre al solito xenofobo mi prendo anche del nazista e non se ne parla piu'. Tanto l'estinzione e' assicurata con amministratori simili.

Bisquì ha detto...

Salute,
sono venuto a trovarti.
Concordo con il vostro pensiero, i popoli sono tali in quanto hanno una storia, cancallata quella non esiste più identità nazionale.
Per me le etnie europee vanno difese cosi come la sinistra vuole difendere tutte le altre in giro per il mondo. Il solito due pesi e due misure.
Secondo i nostri governanti siamo meno degli abitanti dell'amazzonia?

Lo PseudoSauro ha detto...

Bisqui: e' l'ideale internazionalista coniugato variamente tra i vari socialismi, ma anche a un certo liberalismo. C'e' poco da deprecare i nazisti per la pianificazione razziale quando si fa la stessa cosa, anzi peggio, su scala internazionale. Una pianificazione etno-culturale vale l'altra, non c'e' grande differenza, anzi... l'esasperata salvaguardia delle identita' autoctone e' piu' comprensibile dell'annacquamento pianificato e realizzato che sottintende quasi un'inferiorita' antropologica delle popolazioni autoctone. Si e' pensato di "iniettare" altre popolazioni in Europa per "svecchiarla" e creare i presupposti per un polo economico militare che potesse competere con i grandi blocchi mondiali. Ma si sono usate siringhe da cavallo, e si e' trascurato il "dettaglio" che in Europa vi sono democrazie rappresentative; che questa non e' un continente fondato sull'immigrazione; che ha antiche tradizioni, lingue, costumi radicati nei secoli. Il metodo della "bonta'" del superstato mi ricorda molto quello analogo usato in URSS. Naturalmente chi ha di queste ubbie viene fatto passare per matto.

Perla ha detto...

Bah...:-)
A me la Magli piace a intermittenza.

Questa della tav la lascerei cadere.
Inquanto a Schengen funziona all'interno dei confini italiani per cui gli immigrati estra-europei sono soggetti ai soliti controlli.
D'accordissimo comunque che sia stato un azzardo abolire i i presidi ai confini interni dell'Ue.

Poi tutta questa unificazione, ha ragione la Magli, é un'atroce forzatura delle volontà dei popoli.

Caro Sauro ti abbraccio :-)

Perla

Lo PseudoSauro ha detto...

Perla: anche a me pare un'ipotesi un po' forzata. Rimane il fatto che si migliorano i collegamenti con localita' socialmente instabili. E questo e' un dato di fatto.

Che vi sia una strategia o meno, rimane il rischio. Il problema di Schengen non vi sarebbe se ogni paese UE fosse piu' attento a concedere la cittadinanza, ed i confini esterni (vedi il nostro) non fossero dei colabrodo.

Paesi come la Francia, l'Olanda e tanti altri costituiscono gia' un pericolo per gli altri che hanno saputo fronteggiare il fenomeno con mezzi diversi.

Se la UE non e' in grado di fronteggiare il rischio, si restituisca la sovranita' ai paesi membri e dunque si ripristinino i controlli alle frontiere.

C'e gente che vaga liberamente tra un paese e l'altro (vedi gli ultimi arresti a Napoli e Brescia) progettando attentati.

Vi sono interi quartieri in rivolta in alcune citta' europee.

Mi pare che il rischio sia piuttosto serio. Le motivazioni sociali si affronteranno in seguito (anche se ritengo sia ormai inutile). Si tratta di una regola elementare: se vi e' instabilita' sociale non si puo' consentire la libera circolazione di uomini e merci (leggi talebani ed esplosivi).

Per salvare i mercati si condannano gli uomini.

Nessie ha detto...

No, no vengo dai laghi. Ma acqua ne ho beccato in questi giorni. E tanta! :-) Con vento, neve e freddo. Io credo che una delle questioni che impedisca di applicare il diritto ordinario e stoppare la poligamia islamica sia la solita banalissima "ragion economica". Fino a quando dipendiamo per le fonti energetiche dagli arabi, si cercherà sempre di trattarli col guanto di velluto. E di annacquare le leggi in modo non sanzionatorio. Purtroppo.

ArmatexOn ha detto...

ehhhh amici miei, ma vi rendete conto che la Europa e' gia morta? vi rendete conto che persino Blair che aveva tentato di salvarla ha lanciato la spugna?
l'unica cosa che rimane a far danni e' la stanca burocrazia europea e il trattato di Shengen.
Presto, molto presto se ne vedranno delle belle.

Lo PseudoSauro ha detto...

Arm: e' gia' da un po' che sto preparando le valige. Sento gia' la nostalgia.

 
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