Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

I commenti saranno disattivati a causa dell'impossibilita' di curarne la gestione.
Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

30 novembre 2005

L'Idiota

(non quello di Dostoievskij)

Probabilmente, secondo Cristian Rocca, anche chi scrive e' un'idiota, come meravigliosamente scritto, certo ispirato al piu' "puro" liberalesimo, qui: http://lastanza.blogspot.com/2005/11/idiozie-su-tocqueville.html in una "stanza degli ospiti" che non concede il contraddittorio, e quindi l' "ospitalita'" cosi' "liberalescamente" sbandierata. La tesi sostenuta da Christian, le cui opinioni generalmente condivido, la riporto per intero:
 
«Idiozie su Tocqueville
di Christian Rocca. La malattia di Adriano Sofri ha scatenato alcuni bloggers di Tocqueville a scrivere idiozie imperdonabili indegne di un'aggregazione sedicente liberale. Non sto dicendo che chi è contrario alla grazia a Sofri è illiberale. Sto dicendo che è illiberale chi continua a volere in galera un signore di 60 anni (anche prima della malattia) condannato sedici anni dopo i fatti sulla base di un'unica testimonianza di un pentito e con una serie rocambolesca di condanne seguite da assoluzioni seguite da condanne e terminate in una detenzione che dura da sette anni. L'America che tanto piace ai tocquevillisti avrebbe risolto il caso alla prima assoluzione, ché con un sentenza tale non si sarebbe mai più potuto condannare "al di là del ragionevole dubbio".»
 
Al che sara' facile rispondere che la condanna non va certo all'uomo che soffre, ma al reo confermato tale in ben 8 gradi di giudizio. Non avendo molta fiducia nella giustizia italiana, almeno dopo l'avvento di Violante (nomen omen), auspicherei che ad Adriano Sofri fosse data un'ulteriore possibilita' di essere giudicato con una "serenita'" che i magistrati sbandierano ad ogni pie' sospinto, e che equivale piu' o meno all' "ospitalita'" del nostro polemista.
 
Pero' va detto che chi scrive, prima dell'omicidio Calabresi, assistette molte volte a cortei in cui i partecipanti, in gran parte di LC, facevano il gesto della "P38" con le dita, puntando l'arma virtuale addosso ai "fascisti" e scandendo slogan del tipo "Calabresi, ancora pochi mesi". Ebbene, poi Calabresi e' stato ucciso; giudicato da queste folle, considerato reo dell' "omicidio" Pinelli e giustiziato come un cane in mezzo ad una strada; senza alcun processo "sereno" o meno che fosse.
 
In USA, Adriano Sofri, la dirigenza e gli attivisti di LC, sarebbero stati arrestati subito: ancor prima dell'omicidio Calabresi, ed e' lecito pensare che il Commissario "defenestratore" avrebbe potuto esercitare il suo bieco mestiere per almeno altri 20 anni. Cio' significa che si invocano le garanzie di uno stato liberale a sproposito, sebbene si evidenzi anche il fatto che il nostro ordinamento, liberale non lo e' mai stato. Ma "liberale" non significa "idiota": epiteto con cui l'ottimo Christian gratifica "liberalescamente" chi non si dice favorevole alla grazia ad Adriano Sofri. Grazia non richiesta, e dunque non concessa, che e' provvedimento retaggio della monarchia assoluta, e che, comunque deve seguire il pentimento, che non c'e' stato: seguire il pentimento e non sostituirlo. Si dira': ma come fa un innocente a pentirsi? La mia testimonianza evidenzia come l'omicidio sia indubbiamente stato istigato dai vertici di LC. Non credo di essere il solo ad aver assistito ad episodi simili; e taccio delle mie esperienze personali. Quanto "costa" in termini di detenzione (o rieducazione, visto il regime culturale socialista) l'istigazione all'omicidio? Costa piu' o meno di 7 anni?
 
Dunque, l' "idiota" qui presente auspicherebbe un'ulteriore modifica dell'attuale ordinamento giudiziario. Una specie di legge "salva Sofri" che gli desse finalmente la possibilita' di difendersi con le armi del diritto (che non sono la P38), senza dover ricorrere alle prerogative della Monarchia Assoluta, nella quale, mi pare di aver compreso, l'interessato non s'identifichi molto.

29 novembre 2005

Grazie a Freedomland

http://freedomland.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=750458

E finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. Sia Freedomland che molti commentatori del suo post. I dittatori che hanno "fatto" la storia del 900 erano tutti SOCIALISTI. E dire che Hitler lo scrive dappertutto. Mussolini 3 giorni prima di morire confessa che avrebbe chiesto a Hitler di aiutarlo a SOCIALISTIZZARE il mondo... tutto scritto. Ma guarda caso quando si parla di NazionalSocialismo si accorcia la parola perche' troppo lunga... quando si parla di Repubblica Sociale Italiana si dice RSI o "repubblichino". Non e' evidente il perche'? Perche' il Socialismo doveva sopravvivere: quello menscevico come quello bolscevico. Se no sarebbe stata una bella fregatura per l'antifascismo... E poi non e' nemmeno vero che Mussolini, e, vado piu' in la, lo stesso Hitler, cosi' come Stalin erano "cattivi". Tutti quanti hanno fatto anche cose ottime, non solo guerre e stermini, ma il discrimine sta nel "nazionalismo"; a noi e' stato insegnato che questo e' un male. Perche'? Perche' le ideologie vincenti erano internazionaliste dalla nascita ed autoritarie esattamente come gli sconfitti.Non se n'e' accorto nessuno di com'e' "democratica" l'opposizione attuale? Fa le stesse identiche cose che faceva il partito socialdemocratico tedesco ai tempi di Adolfo: inventa balle su balle e fomenta la contrapposizione fisica tra i partiti. Ma questo non lo dicono gli umanitaristi di oggi, che ieri imbottivano le fabbriche di ogni genere di arma per fare la rivoluzione. Ma se qui c'e' qualcuno che ragiona, e ce n'e' tanti, deve cominciare a riflettere sulla cultura che ha suo malgrado ricevuto. Perche' l'educazione mica si puo' cambiare come una camicia... quella che si riceve la si porta avanti tutta la vita. E pure noi, a volte, ragioniamo da socialisti senza saperlo. Nulla di male, ma questa e' la parte sbagliata per esercitare un'identita' del genere. Trovo estremamente stupido affrontare i personalismi dei dittatori come fossero venuti dalla luna. Sebbene ognuno abbia concentrato su di se potere, ma anche responsabilita', tutti erano degli idealisti: da Hitler a Stalin; ognuno a modo suo; ed a parte uno, hanno pagato tutti in modo terribile per i loro errori; (comoda la democrazia... tanto il conto non lo pagano altri che i cittadini...) ma questi non erano solo gli errori di una persona; erano la personificazione della meccanicistica illuminista; qualcosa che qualcuno di noi non ha ancora adesso imparato a distinguere. C'e' l'Illuminismo di Voltaire, ma anche quello di Rousseau... e quest'ultimo e' quello che ha sempre prevalso in un' Europa impregnata di cattolicesimo e votata a sostituire un'egemonia culturale con un'altra. Ancora adesso c'e' gente che non ha capito che l'egemonia attuale non e' cattolica, ma SOCIALISTA, con le piu' varie e strane contaminazioni, ma tale rimane. Pertanto, e' difficile aderire all'appello di Freedom; e' difficile perche in molti di noi c'e' lo stesso pregiudizio che c'e' nella controparte: uguale identico. Perche' tutti siamo cresciuti in un regime socialista senza saperlo. Ma chi si dice liberale, non puo' mica ragionare come un socialista... l'una cosa e' la negazione dell'altra. L'anatema e la scomunica sono armi delle due religioni: quella vera e quell'altra secolare che prima di cambiare nome si chiamava comunismo, e che e' comunque una variante del SOCIALISMO. Capito dunque perche si fa l' "apologia" di Mussolini, Franco, Hitler e puire di Stalin, a volte? Perche' questa e' la liberta' che ci e' stata negata fin qui: la liberta' di discernere senza dover accettare in blocco la contrapposizione fichtiana su cui la scuola marxista ha sempre basato tutta la sua strategia. Grazie a Freedomland, mi sono tolto anch'io un peso dallo stomaco.

28 novembre 2005

Bush & Pompei

Che c'entra quest'accostamento? Mica me lo sono inventato: l'ho sentito con le mie pseudo-orecchie dalla mia pseudo-radio.
Infatti, accendo lo pseudo-coso con le mie pseudo-zampone, mi sintonizzo su RAI3 e... che ti sento? La solita geremiade su Bush, le "armi di distruzione di massa" e la "CIA deviata" (si vede che D'Alema fa parecchie crocere, ultimamente). Nulla di strano per chi conosce la "linea editoriale" pro-Berlusconi di tutta la stampa italiana, e di quella pubblica in particolare, ma dopo alcune, strane in verita', proteste per la gestione one-way dell'argomento, t'arriva l'ascoltatore "allineato" (a sinistra) e "progressista" che tira fuori dal cilindro: "Bush e i suoi ultimi giorni di Pompei", vaticinio apocalittico che presuppone una certa qual sopravvalutazione del povero Vesuvio, e misura con precisione la distanza fisico-antropologica che intercorre tra i rispettivi continenti nonche' tra il cervello eurobeo e quello nordamericano, che come si sa, viene spiegata con il diverso adattamento antropologico al clima post-glaciazione. Ma, tornando "a bomba" (fosforescente o meno che sia), l'opinione pubblica USA sarebbe dunque scontenta della gestione dell'attuale amministrazione ed i sondaggi darebbero la popolarita' del presidente in vistoso calo (deja vu?). Le solite polemiche sull' "esportazione della democrazia"... ordinaria amministrazione per un paese sovietico come il nostro. Ma la "perla" e' la seguente, ed esce dalle valve di Marta Dassu': "L'Europa si e' convinta che e' giusto esportare la democrazia, infatti sta facendo altrettanto con l'allargamento" (mi scuso per le eventuali imprecisioni). Dunque: un superstato senza costituzione e, scusate se e' poco, senza esercito "esporterebbe" la democrazia? Attraverso l'allargamento poi? Come dire: attraverso l'economia: la potentissima economia europea, si costringono gli stati autocratici alla democrazia. Ma non era la teoria Clinton, o sbaglio? Ma non era fallita, o sbaglio? Dunque la UE puo' fare meglio degli USA, in quanto piu' dotata di mezzi, ma soprattutto di cervelli... e pazienza se questi si sono sviluppati in senso longitudinale come si conviene ad ogni neanderthal che si rispetti, ma questo e' solo un dettaglio che evidenzia quanto la multiculturalita' UE influisca profondamente sulle stesse specie umane in tempi miracolosamente brevi. Decisamente divago troppo... la UE esporterebbe dunque la democrazia inglobando stati totalitari. E, di grazia, quali sarebbero gli stati "redenti" dalla Grande Menestrandise eurobea? Ce ne sara' ben almeno un paio... Ma se cosi' non fosse, non sara', per caso, che inglobando stati totalitari si rischia di contagiare tutto l'incontinente? L'iniezione (da cavallo) di pacifiche civilta' in ogni stato UE, non mi pare abbia aggiunto valore alle gia' precarie istituzioni autoctone, o mi sbaglio? Senza parlare del caso turco per il quale, solo, si dovrebbe scrivere un'enciclopedia a parte. In casi come questo l'estinzione della mia specie, la vedo quasi come una liberazione.

Post-illa

Cio' significa che Bush non sara' rieletto perche' non gode piu' del favore degli elettori. Almeno le bestie mie colleghe che votano oltre cortina e con le tre narici spalancate la intenderanno cosi'. Peccato che sia invece lo statuto USA che non permette ad un presidente piu' di due mandati. Ma questo, state tranquilli, l'informazione non lo dira'.

26 novembre 2005

Il comunismo che non esiste

Traggo dal web di Ida magli www.italianiliberi.it il seguente articolo, certo di fare "cosa gradita" a molti, nonche' con l'obiettivo di aumentare gl'introiti dei "lavoratori socialmente utili" che DS, PC e PRC impiegano per contrastare la bieca controinformazione controrivoluzionaria che si puo' leggere qui ed altrove. Buon lavoro ai nostri coleghi dell'est, unitamente all'augurio di trovarsene uno migliore e, possibilmente, piu' remunerativo.
 
Chi ha detto che il comunismo è morto?
 
di Ida Magli ItalianiLiberi |  13 Novembre 2005
 
Berlusconi ha impostato la conferenza che ha tenuto in questi giorni al convegno dei circoli di Forza Italia, sulla persistenza della mentalità comunista in buona parte della Sinistra italiana. Ha quindi ricordato che il Comunismo è crollato drammaticamente nell’Unione Sovietica lasciando dietro di sé terribili eccidi, tirannia, povertà, per cui non ha senso riporre fiducia in coloro che non l’hanno del tutto rinnegato. Discorsi ovvi, si direbbe. Ma non è così.

All’origine del Comunismo c’è un terribile errore: la concretizzazione dell’uguaglianza degli individui. Il passaggio dal “valore” della persona come presupposto metafisico all’uguaglianza del vivere sociale, ambientale, pedagogico, statale, politico, passaggio imposto ovviamente da coloro che detengono il potere. Un meccanismo questo già da lungo tempo presente in Italia e che si estende sempre di più  (sistema sanitario, sistema scolastico, sistema retributivo e pensionistico...) lasciando un’illusione di libertà nell’esaltazione della democrazia.

Il progetto di unificazione europea è naturalmente dettato dal presupposto della massima estensione dell’uguaglianza. Niente confini fra una nazione e l’altra, quindi niente patria; eliminazione della molteplicità delle lingue per ricondurle a quella che avrà il primato (l’inglese); stesso sistema scolastico, stesso sistema sanitario; nessuna libertà di giudizio (il mandato di arresto europeo è  pronto a condannarla), per non parlare della moneta unica, della polizia unica, delle innumerevoli normative che dall’alto della loro sovrana e intoccabile distanza i governanti d’Europa fanno piovere sulla testa di milioni di persone ignare della tirannia cui sono soggette.
 L’unificazione europea è, nella sua essenza, un’idea comunista. E’ comunista infatti, qualsiasi eliminazione delle differenze imposta da coloro che detengono il potere.L’ha bene riconosciuta un uomo sfuggito ai Gulag come Bukovskij denunciando l’Unione Europea come la nuova Unione Sovietica. Pochi giorni fa in un dibattito televisivo su La7, Giuliano Ferrara si è premurato di  interrompere Bukovskij  non appena questi ha accennato all’Unione Europea. Ma proprio la mancanza di discussione, che si protrae ormai da anni, su un  problema politico di tale importanza e che coinvolge tutti gli aspetti della vita dei cittadini, dovrebbe far comprendere agli Italiani  (come a tutti gli altri popoli dell’Unione europea) che si vuole tenerli il più possibile all’oscuro dell’immane rischio che stanno correndo. Se qualche volta si accenna alla questione dell’euro, questo avviene soltanto perché è impossibile tenerne nascoste le conseguenze negative in quanto sono sotto gli occhi di tutti.
 
L’unificazione delle monete però non è un particolare da nulla. Coloro che hanno compiuto un terribile errore dal punto di vista economico, sono gli stessi che governano, in base al medesimo principio dell’uguaglianza,  (unificazione significa uguaglianza in quanto l’ineludibile legge matematica prescrive che non si possono sommare le mele con le pere) tutti gli altri settori della vita dei cittadini. D’altra parte non è vero che hanno compiuto un “errore”: quello che hanno fatto, l’hanno fatto consapevolmente, così come consapevolmente è stato realizzato il comunismo in Russia. Lì le stragi, i Gulag sono avvenuti all’inizio perché c’erano gli antichi governi da abbattere. Da noi cominciano a verificarsi soltanto adesso perché i popoli sono stati tenuti all’oscuro dei veri scopi del progetto e, perché, malgrado la violenza psicologica e affettiva con la quale è stata imposta la perdita della sovranità monetaria, la perdita dei confini della propria Patria, l’assoggettamento al governo di stranieri, non è stato ancora necessario far scorrere del sangue. Ma i prodromi sono quelli che sta vivendo in questi giorni la Francia  (è l’unificazione europea che dà forza all’islamismo).
Non vi sembra significativo che la città in fiamme sia proprio quella Lione cui i nostri governanti vogliono a tutti i costi collegarsi smantellando le Alpi? □
 
Roma, 13 Novembre 2005
 

25 novembre 2005

Phosphorus & Xyiphophorus

A proposito dell'inutile, strumentale, idiota e stucchevole polemica sollevata da RAINews a proposito delle armi usate dal bieco regime del Grande Satana, mi e' venuto questo commento che ho postato dall'impareggiabile Wellington Non avendo altro sottomano, e considerandolo, immodestamente, divertente, lo posto anche qui.
 
Premesso che ogni arma ha per obiettivo l'uccidere, o quantomeno di nuocere al nemico, sulla burocrazia di convenzioni varie ci sarebbe parecchio da dire; dunque il problema di tutti gli eserciti belligeranti e', al solito, quello di eludere i cavilli burocratici.
Naturalmente non tutte le "culture" si informano agli stessi principi etici; e decenza vorrebbe, che chi taglia le teste a mano, almeno, non protestasse per i fumogeni... ma ormai, occidentale e' inteso quale sinonimo di coglione, quindi bisognera' dare in fretta qualche prova tangibile e convincente del fatto che cio' e' solo un errore di percezione.
 
Detto questo, il WP (fosforo bianco) non e' considerato "arma chimica" dalle convenzioni preposte a redigere questi, spesso, inutili elenchi. Cio' dovrebbe bastare a decapitare il bovino. E' evidente che le sparate degli antiimperialisti nostrani non abbiano l'obiettivo di dimostrare fatti concreti, ma solo quello di creare "cortine fumogene". Potrebbero essere esse stesse "armi chimiche" secondo il principio enunciato. La piu' bella giustificazione che ho sentita, non ricordo da chi, vedrebbe, e con ragione, un'arma in qualunque composto chimico; al che io penserei alla Nutella o, peggio ancora, alla Coca Cola. Decisamente sulla terra ci sono ancora specie umane diverse che hanno diversi cervelli ed usano diverse lingue... basterebbe che si limitassero a comunicare tra simili.

23 novembre 2005

Segue il precedente (Turchia)

Mi pare necessario aggiungere qualcosa poiche' alcuni argomenti vengono accettati senza discutere per indorare la pillola, ma queste "verita'" sono facilmente confutabili.

1) LA TURCHIA E' UN PAESE LAICO

Non e' vero. Era laico ai tempi di Ataturk ed ai tempi della Massoneria dei Giovani Turchi, ma ora e' sulla via di una forzata reislamizzazione, almeno da 20 anni. Erdogan e' il principale esponente di un partito islamico che propugna il ritorno della capitale da Ankara ad Istanbul, ripristinando l'assetto politico pre-Ataturk. La casta militare e' ancora l'unica parte della societa' turca che vi si oppone, ma in capo ad una generazione si omologhera' al partito del califfato.

2) LA TURCHIA E' UN PAESE MODERNO

Non e' vero. A parte 4 citta' che sono indubbiamente molto piu' moderne delle nostre, il 99% del territorio e' arretrato culturalmente ed economicamente; e cio' proprio a causa della religione islamica e del suo congenito fatalismo.

3) LA TURCHIA FA PARTE DELL'EUROPA

Non e' vero. Geograficamente nemmeno il 15% del territorio turco puo' essere, vagamente, considerato europeo. Tutta l'Anatolia e' indubbiamente asiatica, per cultura etnia e collocazione geografica.

4) LA TURCHIA E' UN OTTIMO ALLEATO

Si' e no. Lo e' stato quando il nemico era l'URSS, ma ora che il nemico e' l'islamismo ci vogliono molte: fede, speranza e carita' per credere ad una cosa simile. Il piu' moderato dei paesi islamici vede ancora cristiani ed ebrei come nemici ed Erdogan l'ha detto pubblicamente piu' volte e con disprezzo, parlando di "club cristiano" a proposito dell'Europa e paragonando i minareti di Istanbul a tante baionette. Chi ci vuole credere, ci creda; ma non costringa gli altri a fare altrettanto.

Chi ci guadagnerebbe dall'ingresso in UE della Turchia? Ma la Turchia stessa naturalmente. Gli economisti europei credono in tal modo di aprire una grossa fetta di mercato, cosa che potrebbero avere anche senza inglobare il paese; sulle capacita' della classe dirigente europea nutrirei qualche serio dubbio, ma qui il gioco si fa pesante ed e' meglio che la politica la facciano i politici; gli economisti facciano gli economisti, che basta ed avanza. Economicamente la UE non e' stata un successo e se il buon giorno si vede dal mattino...

Qui non si rischia "solo" il tracollo economico di settori come l'agricoltura dei paesi UE meno fortunati; si rischia una guerra di proporzioni enormi. Si tratta di una pesantissima responsabilita'. Esperimenti come questi non si fanno cosi' alla leggera; se un governo d'altri tempi avesse ravvisato un seppur minimo margine di rischio avrebbe lasciato perdere.

Vi piace la Turchia?

Ebbene andateci a vivere. E' un bellissimo e grande paese, ma con l'Europa non c'incastra niente e gli europei, a stragrande maggioranza, in UE, non ce la vogliono. Anzi, un referendum indetto in ogni paese europeo, probabilmente, segnerebbe la fine dello stesso colosso dai piedi d'argilla.

Che la sinistra sia adusa a far sorbire ogni sorta di decisione al proprio elettorato, accuratamente addestrato a fare poco uso del senso critico, e' un paio di maniche; ma che la destra faccia altrettanto con gli elettori che ha, mi pare assurdo; soprattutto in quanto si vuole vedere una reale differenza tra i due schieramenti, e poiche' non e' comprensibile che partiti che si dichiarano "identitari" siano tutti entusiasti per UE, Turchia eccetera, cio' mi procura la vaga sensazione di essere preso in giro.

Che l'entrata in UE del paese islamico sia parte di una decisione che vede esigenze geostrategiche e militari, prima di quelle economiche, e' cosa di cui pochi sembrano accorgersi. La Turchia ha un potente ed efficiente esercito; una volta in UE, il suo, sarebbe indubbiamente il migliore tra quelli schierati in campo, nonostante la prosopopea francese. Dunque si consideri che alleanze, o meglio, inclusioni del genere non possono essere imposte a tutti gli stati membri, ed ove cio' accadesse, una volta alle urne se ne dovrebbero trarre le debite conclusioni.

Se la Destra vuole vincere, veda di scendere dall'Empireo e curarsi di aspetti "marginali" come il tema identitario. Nonostante una discreta gestione della crisi economica nazionale ed internazionale, accuratamente falsata o messa in ombra dalla controparte, il risultato elettorale rischia di premiare un'opposizione che non ha saputo contribuire minimamente alla gestine della modernizzazione del Paese, anzi, ne ha sabotato sistematicamente ogni tentativo.

Si prenda atto di questa situazione, che a parere di chi scrive, e' evidente: puntando sul solo tema economico non si vince; puntando su quello identitario, invece, si "rischia" di stravincere, ma cio' comporterebbe una profonda revisione di politica nazionale e, soprattutto, internazionale. Pertanto le visite in Turchia e le ospitate italiane di premier arroganti fautori della reislamizzazione della "fu" atea societa' turca, rientrino nel novero dei normali scambi diplomatici tra diverse nazioni, ma non siano criptici segnali lanciati all'opinione pubblica del tenore: tanto e' gia' tutto deciso.

Lo pseudo-animale ombroso ed estinguendo gradirebbe avere qualche riscontro alla sua ennesima geremiade; chi vuole gli manifesti la sua approvazione, o riprovazione.

19 novembre 2005

Lettera Aperta a Vittorio Agnoletto

Ricevo dal Club Brunelleschi la seguente missiva che pubblico senza alcuna modifica.

CLUB BRUNELLESCHI
club.brunelleschi@email.it
visita: http://club-brunelleschi.splinder.com
fax 055289098
cell 3478288390 / 3392660648

Vi inviamo la lettera aperta di Paolo Amato e Angelo Pollina a Vittorio Agnoletto.
Sul blog http://club-brunelleschi.splinder.com troverete i particolari della vicenda.
Cordialità,
Il Comitato

COMITATO PER ORIANA FALLACI E IL DIRITTO DI LIBERA ESPRESSIONE

- Lettera aperta a Vittorio Agnoletto-

Firenze, 16/11/2005


Onorevole (si fa per dire) Vittorio Agnoletto,

abbiamo appreso dalla stampa che la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Oriana Fallaci, a seguito della querela da lei presentata nei confronti della nostra concittadina.
Ebbene: allora denunci anche noi. Perché condividiamo ogni parola scritta da Oriana Fallaci.
E stia tranquillo che, con noi, dovrà denunciare anche tante altre persone che condividono e sottoscrivono le opinioni e i giudizi della grande scrittrice fiorentina.
Vede, onorevole (si fa sempre per dire) Agnoletto, noi ricordiamo ancora le accuse infamanti da lei rivolte ad Oriana Fallaci nella trasmissione "Porta a porta" del 10 maggio 2004.
Così come ricordiamo pure la manifestazione svoltasi in Piazza Santa Croce nel novembre del 2002, durante il raduno no global a Firenze. Una manifestazione nella quale Oriana Fallaci venne non solo insultata ma persino irrisa a causa del suo male incurabile.
Ed è una ben strana democrazia quella in cui alcuni si possono permettere di offendere impunemente, mentre altri vengono chiamati a rispondere delle proprie espressioni davanti ad un Tribunale.
Certo lei ha un precedente illustre: quello del noto provocatore e integralista islamico Adel Smith, il quale - come sicuramente saprà - è addirittura riuscito ad ottenere dalla magistratura italiana il rinvio a giudizio per Oriana Fallaci. Ma è un precedente che non le fa onore.
Noi, che abbiamo un' altra e più alta idea del confronto politico, ribadiamo quindi la nostra più totale solidarietà ad Oriana Fallaci e riconfermiamo di condividere ogni sua parola.
Restiamo perciò in attesa della sua denuncia e la salutiamo con disistima.

Paolo Amato Angelo Pollina
Capogruppo Forza Italia in Palazzo Vecchio Consigliere regionale di Forza Italia

14 novembre 2005

Cosa sono i NeoCon

e cosa non sono
Prendo spunto da una lettera inviata al Corriere della Sera da un signore italo-americano, residente da tempo in USA. Da cio' che vi si legge, si puo' intuire che lo scrivente non e' propriamente uno sprovveduto, ma, al contrario, ha una profonda conoscenza del meccanismo politico-istituzionale USA. L'oggetto della lettera e' un articolo in particolare, ma l'argomento trattato verte sull'uso strumentale dell'informazione, che sebbene in Italia non avesse mai brillato per grande obiettivita', nondimeno sta ormai raggiungendo livelli preoccupanti di disinformazione pianificata e strutturata a fini politici. Siccome l'entusiasmo per il movimento NeoConservative USA e' vissuto, in Italia, in modo acritico e superficiale, credo che la lettera dell'amico americano possa offrire lo spunto per ulteriori approfondimenti e riflessioni su cio' che il movimento suddetto rappresenta, sull'indirizzo politico di chi vi aderisce e su chi, in Italia, vi si riconosce.
«Gentile redazione/direzione,
A quanto pare una corretta informazione non abita più al Corriere.
Il vostro Carretto nell'ultimo articolo fa un florilegio di insinuazioni, allusioni e disinfirmazione che supera la decenza.
I Neocons non sono un partito, non sono quelli di Dio Patria e Famiglia, anzi molti sono addirittura atei e sono tutti di estrazione della sinistra americana, qualcuno addirittura trotzkista.
Il fatto che Bush abbia scelto la loro strategia per la guerra in Irak, non sta a significare che i Neocon sono repubblicani e religiosi.
Quanto a Libby, aspetti il Caretto a raccontare fole; quando Libby avra' modo di dire la sua, la verita' verra' fuori, e allora si sapra' se e' stato un complotto dellla CIA di Tennet amicone di Clinton che invece di servire il paese, ed essendo l'attacco alle torri gemelle progettato ed organizzato durante la presidenza Clinton e Tennet, ha usato le veline per complottare contro l'amministrazione Bush grazie a giornali e giornalisti "amici".
Nel processo se ne vedranno delle belle, si vedra' che lo stesso Wilson si vantava con amici pubblicamente del lavoro che sua moglie faceva alla CIA, dove neanche era agente segreto ma solo un' impiegata analista.
Naturalmente quando la verita' verrà a galla chi si scuserà , chiamera' in tribunale i giornali diffamatori e manipolatori della verità?»

Armando Brhuno di Lorenzo

12 novembre 2005

Il motel dei polli ispirati

Provocato da Iacopo del Cassero su di un tema, per me cruciale, vorrei approfondire qui, in quanto la lunghezza del testo e' poco adatta ad un commento. Le riflessioni che seguono sono un po' disordinate, ma mi auguro siano intelleggibili.

Siccome mi sono limitato al tema proposto, vorrei approfondire il concetto di multiculturalita'.
La societa' non definita qualitativamente e' un concetto che non m'interessa, al contrario Iacopo pensa che sia piu' importante, ma non mi pare questo il problema.

La multiculturalita', intesa come piu' societa' riferentisi ognuna ad usi e costumi diversi, che condividono lo stesso territorio, altro non e', a parer mio, che la societa' tribale con un altro nome.
Quando si tratta di queste tematiche e' necessario usare dello strumento giusto, e questo non e', a mio avviso, la filosofia, ma l'antropologia. Secondo questa scienza, assai negletta in quanto un po' scomoda, il modello di societa' che da le migliori garanzie di evolversi e' quella in cui una cultura egemone ha avuto il modo di instaurarsi, cio' che alcuni chiamano: "civilta'"; infatti, la societa' tribale non consente l'instaurazione di una civilta' vera e propria, in quanto e' circoscritta a pochi nuclei familiari e deve gestire un territorio limitato; inoltre, la vicinanza con culture concorrenti impone anche una difesa onerosa in termini di risorse; ovviamente, queste sarebbero altrimenti destinate al suo sviluppo; il che significa che non e' possibile assicurare la pace sociale ove piu' culture risiedono sullo stesso territorio; piu' questo e' angusto, peggio e', in quanto i meccanismi ancestrali devoluti alla salvaguardia ed alla conservazione della specie moltiplicano l'aggressivita' in maniera direttamente proporzionale alla densita' abitativa.

Da un punto di vista estetico la cultura e' comunque una forma, quindi un insieme di usi, costumi, linguaggi, abitudini ben precisi. Non e' possibile inserire usi e costumi esterni in una cultura, se non molto lentamente; in ogni caso vi saranno resistenze ad accettarli in quanto l'uomo e', prima che un individuo, un animale abitudinario come quasi tutti gli altri.

Quindi siccome le culture si mescolano difficilmente, e comunque assai lentamente (e non solo per criteri utilitaristici), ne consegue che occupano la maggior parte del proprio tempo a farsi la concorrenza, quando non la guerra tout-court, vigente la societa' tribale.

E qui arriviamo al punto, ovvero: lo stato nazionale. Fino a poco tempo fa si considerava questo istituto una grande conquista sociale; e' indubbio che la scienza e la tecnologia occidentali gli debbano lo sviluppo di cui oggi godiamo.Ma "alcune" teorie politico-economiche basate sull'internazionalismo non lo vedono di buon occhio. Le stesse comunita' che non si riconoscono pienamente nella cultura egemone spingono per acquisire maggiore importanza, quando non la supremazia; di qui nasce l' "esigenza" di creare uno stato che sia nel contempo nazionale e multiculturale.

Perche' non ho accennato all'immigrazione? Perche' in tutti gli assetti nazionali maturi si e' sempre sopperito con i figli alle accresciute necessita' (quando non si muoveva guerra); e poi, per le ragioni che ho espresso prima, quando una nazione ha gia' un'alta densita' abitativa non e' igienico ne' fare figli, ne' tantomeno importare persone da fuori. Gli automatismi che sovrintendono a questo sono gia' insiti nel DNA degl'individui, dunque non e' necessario introdurre regolamentazioni esterne vincolanti.

Quindi, l' "esigenza" del multiculturalismo corrisponde a ben precise istanze politiche volte a distruggere lo stato nazionale per realizzare l'atomizzazione della societa', che precede la sostituzione della cultura egemone, o al fine di perseguire un'utopia internazionalista. Naturalmente anche l'economia spinge in tal senso, con obiettivi del tutto diversi, ma il risultato, alla fine, e' lo stesso. Siccome all'uomo non e' dato di controllare territori immensi, o meglio, a marcarli ed identificarvisi in ragione della sua natura animale, le istanze internazionaliste si risolvono in un fallimento, prevalgono quelle atomistiche e dunque si torna al punto di partenza.

10 novembre 2005

Siccome Gladio non serviva a niente

(la verita' in dispense)

e non vi era alcun pericolo d'invasione da oltrecortina, anzi si temeva che gli americani trasformassero l'Italia in una dittatura sudamericana, vediamo un po' di leggere la Storia in stile Alberto Manzi per gli odierni tri o (quadri) nariciuti refrattari oggi piu' che pria all'uso del senso critico.
Quando il PCI accetto' l'ordine di scioglimento delle bande armate, non erano ancora state bombardate Hiroshima e Nagasaki e la segreta speranza di Togliatti era ancora quella di uno sconfinamento dell'Armata Rossa. Dunque, opto' per l'attendismo: fece eliminare fisicamente tutti i compagni che mostravano di avere una certa fretta di fare la rivoluzione e fece consegnare le armi inservibili, mentre quelle requisite alla Wehrmacht ed alla Repubblica Sociale vennero occultate nelle principali fabbriche italiane. Si trattava di Fiat, Ansaldo, Om, Innocenti, Marelli, Pirelli, Falck, Lancia, Breda, Bianchi, per non nominare che le piu' importanti. Le armi occultate costituivano un arsenale immenso che comprendeva aeromobili e carri armati; quelle poche che vennero scoperte nel '51 furono: 89 cannoni, 489 tra mortai e lanciafiamme, 2113 mitragliatrici, 3232 tra fucili e mitragliatori, 9560 tra fucili e moschetti, 59361 pistole, 23678 bombe a mano, 141180 q.li di esplosivi vari. Cio' avrebbe potuto armare parecchie decine di migliaia di uomini. Non passa anno che non vengano scoperti nuovi arsenali; in liguria, mesi fa, ne e' stato scoperto un'altro contenente armamenti leggeri e pesanti della stessa qualita' di quelli di cui sopra. Naturalmente e' stato attribuito al progetto Stay Behind ancor prima di essere stato esaminato. Allora, chi insiste nel dire che 900 persone deputate all'organizzazione di una linea di difesa interna, ai servizi logistici e all'addestramento in caso d'invasione costituivano un pericolo maggiore mostra, quantomeno, scarsa obiettivita' di giudizio. Sarebbe interessante sapere perche' un partito che si protesta democratico dovrebbe aver bisogno di tutto quel popo' di roba? Chi potrebbe mai garantire che chi ha spesso ucciso i propri colleghi partigiani ed i propri stessi compagni, nutra ora le piu' pacifiche intenzioni? E che non v'e' alcuna necessita' di difendere le istituzioni democratiche da una tale minaccia? E che queste, di concerto con gli alleati, non debbano nemmeno predisporre una base minima di difesa? Uno sano di mente penserebbe che Gladio e' stata silurata per eliminare l'ultimo baluardo di difesa. In realta' fu un regalino di Andreotti per favorire la distensione con il pacifico PCI: tu mi lasci sopravvivere ed io ti consegno un "caso" da strumentalizzare a tuo piacimento: tanto e' obsoleto e non serve piu' a niente. I gladiatori: dei poveracci di patrioti svenduti per un favore che non venne mai ricambiato (la DC scomparve comunque "misteriosamente" insieme al PSI); gente che si vide sputtanata sui giornali ma che non derogo' mai dall'impegno di servire in silenzio. Nessuno lo fece mai. Storia analoga per la P2 che sebbene fosse stata costituita successivamente, era la stessa roba ad un piu' alto livello politico-finanziario: la lenta costituzione di un polo politico autenticamente alternativo all'egemonia dell'unico sopravvissuto al Giudizio Universale. Con il senno di poi, chi non mette il cervello all'ammasso, ne puo' trarre le debite conclusioni.

Il sauro apologizza

Ciao a tutti. Chiedo scusa per la mia forzata assenza, che dovrebbe terminare qui ed ora. Una nota, come sempre, autoreferenziale: il web del sauro e' volutamente, ed inevitabilmente, "giurassico" ed e' stato preso dal preesistente per uniformare tutte le molteplici iniziative fallimentari del pigerrimo rettile. L'animale estinguendo se l'e' fatto tutto da se, con il sudore delle sue zampone, circa 5 anni fa e poi, pascolando qui e la, ha trasferito tutto dove sta ora. Poche immagini e molto testo secondo la (occorre dirlo?) vecchia, anzi vecchissima, scuola, la cui scienza risale alle origini di Eurasia (non ho scritto Eurabia). A parte qualche piccolo ritocco, rimarra' sempre uguale a se stesso: tutto bello piatto, senza ombre inquietanti, animazioni invadenti e colori sgargianti. Chi sa "accontentarsi" delle parole, e della propria fantasia, potra' trovarvi qualcosa di suo gradimento, chi invece ama il flash e le animazioni che mettono sotto sopra lo schermo e' decisamente nel posto peggiore in cui potesse capitare. Probabilmente l'ultimo collegamento del primo menu a sinistra e' l'unica cosa che potra' soccorrerlo ed allontanarlo rapidamente dalla preistoria. Ringrazio chi mi ha suggerito alcune modifiche che realizzero' prontamente entro la prossima era, come sempre.

Dino Sauro in Pseudo

 
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