Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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27 settembre 2005

Il Kamikaze

In lingua giapponese significa "Vento Divino"; nell'accezione attuale, il termine, identifica ormai quasi solo i terroristi suicidi musulmani che in lingua araba vengono detti "shah'id"; e per chi ancora non conoscesse l'arabo (lacuna da colmarsi al piu' presto), cio' significa "martire"; un po' come i nostri progenitori cristiani che, come tutti sanno, si facevano esplodere al Circo Massimo e facevano bratwuerst di tigri, leoni e romani assieme: insomma, piu' o meno la stessa cosa dato che parliamo di "religioni di pace". Ma nell'Italia "progressista" (la e', la e'...) ci sono anche i kamikaze dell'informazione, o meglio: della controinformazione, o meglio ancora: della disinformazione e dell'insulto libero, che come si sa, e' liberamente consentito solo se il destinatario e' di destra (leggi fascista), o peggio nazionalista (leggi xenofobo); il liberale non esiste ancora ed e' allo studio una nuova definizione. Infatti quando il bersaglio si trova dall'altra parte dell'emiciclo, scattano le denunce e le condanne fioccano con una velocita' perlomeno sospetta, considerati i tempi geologici della giustizia italiana. Per "stringere" diro', senza smentire la mia xenofobia, che il kamikaze, questa volta, e' di pelle nera e sangue blu, ad occhio e croce (pardon per la croce), e che i suoi obiettivi prediletti sono rispettivamente: i musulmani intelligenti (esistono, vedi alcuni Allam), gli xenofobi impenitenti (chi qui scrive e chi qui legge), tutto cio' che inizia con la lettera "B" senza alcuna distinzione, ed una Signora in particolare, sulla quale l'araba fenice, poiche' questa risorge sempre dopo ogni esplosione, rovescia missive su missive nelle quali rivela un interesse tra il lesbico ed il ninfomaniaco descrivendo minuziosamente ogni perversione che nel suo delirio presume avvenga (a meno che non abbia installato qualche microspia), nell'alcova della bersagliata. Udite, udite: ora, pure i 400 gatti di Tocque-Ville hanno destato il suo interesse; probabilmente perche' da soli sono piu' o meno il triplo della pur cospicua Ummah islamica cui la martirizzatrice & martirizzanda si erge a paladina. Infatti, su meno di 1.000.000 di cittadini italiani e stranieri, residenti in Italia, di religione islamica, almeno 600.000 sono di nazionalita' albanese o di aree limitrofe; e questi sono in altre faccende affaccendati, e non paiono molto interessati ad instaurare il Califfato in Europa; tra i restanti 400.000, meno di un migliaio frequentano le moschee, che al contario di cio' che pensiamo noi ignoranti e xenofobi, non sono affatto luoghi indispensabili al culto islamico, ma autentici centri di indottrinamento, quasi tutti nelle mani della Massoneria egiziana dei Fratelli Musulmani (l'abbiamo detto alfine) che sono i veri datori di lavoro dell'araba fenicorta sempre risorgente etcetera, etcetera... se poi andiamo scremando tra i musulmani che non hanno ancora bene capito dove si trovano e la "dirigenza" composta prevalentemente di pseudo-imam autoproclamatisi, la cui unica fonte d'istruzione e' stata il Sacro q'ran, ed i reduci del marxismo-leninismo nostrani, cui l'unica fonte d'istruzione e' stata il Capitale (ed il Manifesto per i piu' evoluti), ecco che i numeri arabi, che al contrario di cio' che crediamo noi ignoranti e xenofobi, non fanno ancora oggi parte della lingua araba e sono stati copiati (0 compreso) pari, pari, dalle civilta' persiana ed indiana, ci soccorrono, rivelandoci che il numero approssimativo e' ben al di sotto delle cento unita', tra i quali, gl'italiani saranno, si e no, una ventina. Considerato che in Italia dovrebbero contare gl'italiani e non gli stranieri, ecco dunque che meno di 50 persone sono libere di insultare i rimanenti 57.000.000, di minacciare la decapitazione dei medesimi, senza che la Magistratura, tanto lesta ad intercettare gl'italiani che copulano o defecano, mostri il minimo interesse. Chi desidera visionare il testo (si fa per dire) al quale mi sono "ispirato", lo trovera' in http://orabasta.iobloggo.com/archive.php?eid=121 Avvertenza: questi specchietti per le allodole xenofobe, sono stati disposti per acquisire il numero di IP dei visitatori, onde poterli schedare e catalogare secondo lo stile della Muttwa (la polizia islamica). La legge islamica si occupera' dunque dei miscredenti a cui appartengono. Temo che se le Istituzioni non riterranno di dover provvedere drasticamente, a qualcuno scappera' la pazienza.

23 settembre 2005

Fortuna che c'e' l'Euro

A chi ha superato gli anta non sara' difficile ricordare i sussidiari o i libri di geografia delle scuole medie che riportavano, accanto alle cartine geografiche delle nazioni, le fotografie sorridenti di alcuni "esemplari" tra i rispettivi abitanti. Un lappone in abiti tradizionali, un inglese in bombetta, un arabo con la kefiah e via enumerando. A nessuno sarebbe mai passato per la mente che uno svedese potesse essere basso di statura e di carnagione scura, e questo semplicemente perche' gli stati nazionali tendevano a conservare le rispettive caratteristiche etniche e culturali, pur senza voler esplicitamente preservare la loro "purezza" originaria; non era ancora stato introdotto il dogma politically correct della xenofobia e nessuno si sentiva in colpa per essere come Madre Natura l'aveva fatto. In Francia, al solito, s'incontravano i francesi che parlavano francese e pur tenendo conto dei trascorsi coloniali della nazione, e quindi della presenza di molti maghrebini ed asiatici, avevano tratti somatici e caratteristiche come dire... "francesi". Facevano eccezione gli USA e tutte le nazioni del Nuovo Mondo che erano, e sono, fondate sull'immigrazione e che nelle rispettive carte costituzionali specificano espressamente la volonta' di accogliere ed aiutare chiunque desideri una terra e la liberta' individuale. Del resto, l'immensita' dei territori americani ed australiani esigeva una maggior presenza umana, dunque l'immigrazione veniva incoraggiata anche a questo fine. Infatti, la piu' grande differenza tra il vecchio ed il nuovo continente, sta proprio nella demografia: 29 abitanti per km2 in USA, contro i 392 dell'Olanda che e' il paese a maggiore densita' abitativa di tutta Europa. 9.629.091 km2 di estensione per il grande stato americano e 41.528 per il piccolo stato europeo. L'evocare il concetto di "spazio vitale" sa un po' di fascista (altro dogma indimostrabile), ma chi ha familiarita' con l'antropologia sa che la qualita' della vita umana decade inesorabilmente quando si superano le soglie, per altro assai variabili, della concentrazione umana in spazi territoriali dati. Il solito marziano che dovesse trarne una conclusione, sarebbe portato a dedurre che i terrestri sono un po' stupidi, considerato che la maggior parte del globo e' disabitata. Un'americano scarsamente informato penserebbe invece che gli europei si danno un po' troppo da fare con il sesso per le prorie possibilita'. Un europeo informato auspicherebbe invece la colonizzazione della terra da parte della civilta' marziana, dacche' conosce esattamente i termini della questione, e sa perfettamente che gli europei si sbattono molto, ma figliano assai poco; al contrario delle genti che accolgono sul proprio territorio, che hanno ancora qualche difficolta' ad indossare un preservativo, o sono dotate di esofagi cosi' stretti da non permettervi il passaggio di quelle piccole pillole che non sono esattamente come le aspirine. Infatti l'incremento demografico e' dovuto solo all'immigrazione, che anticipando la deriva dei continenti, si rovescia sulla solita vittima, che vecchia com'e', non riesce, o non vuole opporvisi, preferendo la bugia pietosa dell'umanitarismo al pragmatismo che ha contraddistinto un tempo le ormai smemorate civilta' autoctone. Dunque al piu' famoso calciatore olandese, di tale non rimane che il nome, essendo questi un afro-americano dalle treccine alla Bob Marley. Ma guai a dire cose simili; si rischia il "razzismo" e la "xenofobia" la cui sola enunciazione mette in moto leghe antidiffamazione ed istituti burocratici gestiti in proprio dagli stranieri e foraggiati dalla Confraternita del Benessere Universale con sede, vedi il caso, a due passi da Amsterdam. Le diversita' che hanno reso la specie umana forte ed in grado di colonizzare ogni angolo del pianeta, sono dunque destinate a scomparire; le belle varieta' di razze etnie e culture, si annullano in un minestrone indefinibile; la colonizzazione che un tempo era orientata da Nord a Sud, funziona ormai da Sud a Nord; cio' che era vuoto, sara' ancora piu' vuoto e cio' che era pieno sara' ancora piu' pieno. Non preoccupiamoci, adesso abbiamo l'Euro, mi dice il mio amico svedese tra un tiro e l'altro dal suo narghile'.

15 settembre 2005

Gubbio Caput Mundi

ovvero Pubblicita' Progresso
 
Si sa che l'Italia progressista si sente ormai pronta a sfidare gli USA in materia d'immigrazione, date le nostre pianure sconfinate ed i nostri deserti che urge ripopolare, date la nostra immensa ricchezza e la valuta conveniente, data la nostra economia in bruciante ripresa; si sa anche quanto chi, avendo ormai speso gli ultimi spiccioli regalatigli da Mosca, si senta investito dai sacri furori savoranoleschi e, coperto del solo saio d'ordinanza, predichi l'uguaglianza biologica e la fratellanza tra i popoli, con l'eccezione degli americani e degli ebrei naturalmente, dunque la cittadinanza universale e, dulcis in fundo, inviti all'onesta' ed alla poverta' francescana le genti italiche (razza, etnia, popolo, o che altro?). Ebbene, considerato che proprio in quest'ambito di stucchevole e sdolcinato, ancorche' elettoralmente assai interessato, amore universale, vanno inquadrate sia l'accoglienza ai pacifici adepti del Saladino che le marce estenuanti sotto gli umbri acquazzoni, ne' potrebbe essere altrimenti, arriviamo proprio a lui: S. Francesco; che, grazie alla sua dimestichezza con gli animali, dal paradiso, ce ne spedisce ogni tanto qualcuno che tenti l'impossibile, ovverosia, lo spiegarci quanto siamo scemi, oppure, toglierci dalla zucca qualche mito duro a morire, come quello del "lupo buono" e quello delle "religioni di pace". Considerato che in stagione di caccia gli uccelli del paradiso sono entrati in agitazione, e l'Arcangelo Gabriele ha fatto la shahada l'altro ieri, rendendosi indisponibile per l'eternita', il Frate, per ben due volte crociato in Terrasanta, ha sciolto a malincuore la catena al lupo di Gubbio; come si sa, animale scontroso ed assai poco politically-correct che, pur nutrendo per il Santo il solo interesse che la natura gli ha concesso, se ne fa, ancorche' molto malvolentieri, humile strumento, dando a noi prova tangibile di quanto sia piu' facile per gli animali parlare con l'uomo che viceversa. E non c'e' bisogno di miracoli, o di una cultura michelangiolesca per capire cio' che il lupastro ci viene a dire. Basta andare a leggere cio' che scrive: lupodigubbio.splinder.com/

08 settembre 2005

Le Vespe

(un singolare Aristofane)

So bene che a citare i giornalisti italiani contemporanei, ed in particolare quelli che non rientrano nella categoria dei "progressisti" si rischia la gogna culturale, ma e' un fatto che alcuni argomenti i "progressisti" non li vedano, e dunque non li trattino nemmeno. Il tanto discusso Bruno Vespa, ad esempio, il "tenutario" della "terza camera", l' "architetto" del "contratto con gl'italiani" et cetera, ha scritto l'ennesimo "Gone with the wind"; e cioe', un volume dal titolo volutamente enciclopedico ed ironico: "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi", nel quale si possono, o meglio: si potrebbero, leggere tante di quelle cose che risponderebbero ad interrogazioni parlamentari, che svelerebbero "segreti di stato", che suggerirebbero inquietanti ipotesi sul futuro dell'Europa e del mondo, ma... non se lo fila proprio nessuno. Eppure si tratta di un collage di letture, articoli, opinioni e riflessioni di illustri politici, colleghi giornalisti e financo pontefici e capi di stato; e' lecito domandarsene il perche'. Lo scarso credito conferito al pur brillante ed esperto giornalista, miracolato ed al tempo stesso ghettizzato dalla DC e dalla TV, e' l'origine o la conseguenza di cio' ch'egli riferisce? Chi scrive propende per la seconda ipotesi. Cio' che vi si puo' leggere da infatti spiegazioni del tutto diverse da quelle che hanno ricevuto l'imprimatur della solita (chiedo venia per la monotonia) Egemonia Culturale Cripto Marxista. Spiegazioni assai piu' ragionevoli dei dogma che hanno "fatto" l'opinione degl'italiani nella Prima Repubblica; come per la strage di Piazza Fontana, come per l' "omicidio" Pinelli, come per la strage di Bologna. Le tesi di Vespa sono dunque poco "opportune" in quanto  la macchina progressista resterebbe orfana dello stesso architrave della propria azione ideologica e politica, che pare non aver subito alcun restauro nonostante le crepe arrecategli dal sisma Berlusconi e dalla ventata di strano liberalismo che ha scompigliato un po', e per la prima volta, dalla morte della Destra Storica,  la permanente della procace matrona italiana. Una di queste pericolose eresie viene, probabilmente, da una fonte molto autorevole: il giornalista italo-egiziano e Vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam; e non si tratta nemmeno di un'intuizione, ma di una testimonianza documentale. Si tratta nientemeno che del programma dell'islamismo mondiale. Un elenco dettagliato dei passi che Al Qaeda e le sue sottoreti dovranno attuare per distruggere l'assetto degli stati occidentali post Vestfalia, instaurare il Califfato Islamico e quindi realizzare l'ultima profezia di Muhammad: "Non vi sara' pace sulla terra fino a che l'Islam non trionfera' ovunque". Questi testi sono comparsi sul web molto prima dell' 11 Settembre 2001 e non paiono farneticazioni di esaltati, ma programma attendibile e realizzato da esperti di strategia e politica internazionale. Non dovrebbe esservi alcun dubbio sul fatto che il terrorismo, l'acquisizione di patrimoni occidentali e l'immigrazione siano tutti tasselli di uno stesso mosaico, che una volta composto, cancellerebbe interi popoli e relative storie. Per la verita', uno stratega realmente degno di questo nome, ci arriverebbe da solo senza bisogno degli eterei suggerimenti di internet; ma evidentemente, di strateghi non ce n'e', o si vuole fingere che cosi' non sia; che l'immigrazione sia solo la ricerca di una vita dignitosa, che le acquisizioni patrimoniali arabe siano normali transazioni economiche, che il terrorismo sia solo un fenomeno da ricondursi ad una frangia violenta e minoritaria dell'Islam. Se poi tutto cio' compare in un volume non dedicato specificamente agli addetti ai lavori, lo si ignora semplicemente o se ne parla distrattamente e con sufficienza. Cosi' come si fa con i "J'accuse" di Oriana Fallaci che hanno venduto milioni di copie e che cominciano solo ora a destare l'interesse, ma a denti stretti, dei dibattiti culturali "autorizzati". Beh, mi pare che non vi siano dubbi. Non si tratta di semplice stupidita', ma di malafede. Si legge solo cio' che va letto e s'ignora tutto il resto. Intanto, merce' gli accordi internazionali di Schengen, stipulati come nulla fosse, gl'integralisti islamici, con una sollecitudine un po' sospetta, resi cittadini comunitari da alcuni stati UE sono liberi di scorrazzare ovunque e godono di previlegi spesso superiori a quelli dei cittadini autoctoni; fondano associazioni giuridiche atte ad estirpare il "cancro" dell'antiislamismo e denunciano i cittadini che, in preda a violenti raptus di xenofobia collettiva, vorrebbero invano rispedire le "risorse" a casa loro e riprendere possesso delle legittime sovranita' nazionali, affittate, vendute, quando non regalate, dai loro governanti a superstati o a comunita' pseudo-religiose. Decisamente Aristofane avrebbe avuto materia per scrivere ben altro, se fosse vissuto ai giorni nostri, ma il suo "Le Vespe", probabilmente, non avrebbe avuto alcuna recensione e dunque non l'avrebbe visto nessuno.

02 settembre 2005

Mettiamo i puntini sulle i ?

Ultimamente si raccontano un po' troppe balle sulle "religioni di pace". Da Lisistrata ho tratto una piccola ed esauriente recensione di un altro libro all'indice della Onnipotente Egemonia Culturale. Il link e' nello stesso titolo. Poi parleremo anche di paciose religioni e nazionalsocialismo; tanto per puntualizzare. Tutto cio' per ristabilire almeno un barlume di verita' in un momento in cui una esigua ed aggressiva minoranza pretenderebbe di essere "perseguitata" e "discriminata" dagli "usurpatori" nella casa dei quali si e' introdotta di soppiatto, o con l'aiuto delle locali istituzioni nazionali ed internazionali, corrotte o in malafede. Nel preciso momento in cui scrivo su molti cittadini eurobei pende la spada di Damocle di una giustizia asservita agli interessi di culture che con l'Europa e la sua Storia hanno sempre fatto a cazzotti; secondo norme illiberali si vuole vietare sul suolo della Confraternita di parlar male dell'Islam, mentre si discriminano e si deridono i cattolici nei parlamenti eurobei. Altre illuminanti informazioni potranno essere lette, da chi lo desidera, su UnpoliticallyCorrect. Chi pubblica questo materiale, ben lungi dall'essere "xenofobo", "razzista", "fascista", "nazista" (come da manuale) e' una sparuta avanguardia di persone che ama la liberta' e che non vuole che la terra dei propri avi sia conquistata con l'astuzia o con la violenza dagli aggressori di un tempo fattisi piu' audaci merce' la stupidita' della nostra classe dirigente. Molte di queste persone sono state minacciate; alcune vivono sotto scorta, ma la vulgata vuole che esse siano il pericolo ed i loro aggressori la salvezza. Da ateo piu' o meno devoto, come altri assai piu' celebri del sottoscritto, mi viene di dire "Che Iddio abbia pieta' di noi". Buona lettura.

01 settembre 2005

Chi incontra chi?

Benedetto XVI - Fallaci, o viceversa?

Il dubbio e' legittimo, anche se si legge da qualche parte che l'assalto islamico all'occidente e' un' "opinione" di Oriana Fallaci; che il Papa "e' un nazista"; che sarebbe stato meglio far "svagare" il Santo Padre in un colloquio piu' interno alla Chiesa Cattolica, magari con l'immigrata capoverdiana sponsorizzata dai DS. Eh, gia'... ma chi la conosce, la pur esemplare immigrata santificata in vita dall'Egemonia Culturale in Persona? Forse che la Fallaci non e' un "politico" conosciuto, prima che una grande giornalista? Se, puta caso, si candidasse alle prossime elezioni politiche, dubito assai che il partito che riuscisse nel colpo gobbo, avrebbe problemi a superare il fatidico 4%. I soliti xenofobi, che chi scrive usa frequentare di nascosto (causa lo stretto controllo della Lega Araba al gran completo), dicono che una candidatura della Fallaci significherebbe automaticamente la maggioranza relativa del suo partito, cosi': senza nemmeno bisogno di "liaisons dangereuses". Tanta e' la sotterranea condivisione delle sue preoccupazioni e delle sue denunce tra tutti gl'italiani, che da comunisti a fascisti, pur non confessandolo, sarebbero disposti a disobbedire alla rigida disciplina dei rispettivi partiti per indicare chi si candidasse finalmente a porre un freno all'alluvione europea. Naturalmente non ci sara' mai dato di verificare sul campo se queste sono fantasie, ma vale la pena di considerare anche quest'eventualita' prima di insultare una donna malata o dare del fascista al Papa. Queste sono cose che disturbano la sensibilita' di chi non e' stato addestrato alla scuola marxista-leninista, usa a colpire duro e sempre sotto alla cintura. C'e' chi ora attende con trepidazione o con paura il "resoconto" del colloquio. Personalmente, credo che non vi sara', ma "sento" che qualche sorpresa potrebbe arrivare presto.
 
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