Lo PseudoSauro

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06 agosto 2005

Multiculturalizzatevi

(qualcos'altro) il fallimento della societa' "aperta"

I l solito relativismo, di cui si parla (e si straparla), anche troppo spesso vorrebbe le "culture", cosi' come le religioni, del tutto paritarie, intercambiabili, tutte belle, variopinte e pacifiche. In realta' la cultura si instaura merce' una lunga elaborazione su di un territorio ben preciso: si adatta al suo ambiente, ne' e' possibile altrimenti. Una cultura senza un territorio non ha senso. Ogni cultura e' una "forma"; e questa e' sempre "chiusa": ben delimitata, pena la perdita delle sue caratteristiche fondanti: quelle differenze che la distinguono dalle altre culture. Detto questo, pare evidente come il mito della "cultura aperta" sia in realta' una colossale sciocchezza. Quando piu' culture risiedono sullo stesso territorio si apre la gara per la supremazia; e questa e' una vera e propria guerra: non un pacifico confronto o "dialogo". Chi vince egemonizza la societa' e chi perde sparisce, in quanto ogni cultura evoluta tende alla supremazia. Questo ci insegna la nostra storia fin dalle origini. L'ideale massonico, e poi quello socialista, che si ispirano, in modo diverso, alla fratellanza ed all'uguaglianza tra i popoli, hanno sempre cercato di superare i limiti dei confini nazionali per creare una societa' nuova, o un "uomo nuovo"; ovviamente questi ideali sono di per se stessi elementi di una nuova cultura: un nuovo modo di rapportare l'uomo con il territorio: e questo e' cosi' vasto che un essere vivente non puo' marcarlo tutto e contrassegnarlo come proprio. E' oltremodo evidente come un tentativo di tal fatta tenda ad uniformare la societa' attraverso lo sradicamento di ogni popolo: la sostituzione di lingua, usi e costumi propri delle rispettive societa' preesistenti con altri del tutto nuovi o mutuati da altre culture. Come ogni altro tentativo di egemonizzazione, questo, trovera' resistenze nelle culture preesistenti e ne risvegliera' le istanze sopite determinando aspri scontri sociali. Questo e' cio' che sta avvenendo attualmente in Europa. Il tentativo di realizzare questi ideali, la necessita' di manodopera a basso costo, le nuove sfide della globalizzazione e l'aggressivita' di culture rivali che vorrebbero approfittare dell'occasione per vincere antiche battaglie, hanno fatto in modo che la societa' europea veda oggi uno sconvolgimento culturale pari solo alle invasioni barbariche o alla nascita della cultura islamica. si e' "scoperto" ora che il multiculturalismo e' solo un altro modo di definire il tribalismo; si e' capito che questo e' nemico degli assetti nazionali maturati attraverso l'esperienza storica occidentale. Per la precisione: lo si e' capito ove lo scontro interetnico ed interculturale e' diventato oltremodo evidente; altrove si attende ancora di vedere il sangue.

2 commenti:

Monsoreau ha detto...

Dato per scontato che sul resto sono sostanzialmente d'accordo, mi consenta ;-) di dissentire sull'accostamento tra Massoneria e socialismo.
Sarebbe lunghissimo fare un adisquisizione in proposito.
Mi limito quindi ad evidenziare come "l'uomo nuovo" della Massoneria diverga profondamente da quello del socialismo.
Questo, infatti, è considerato in quanto parte di una massa, quello, invece, in quanto individuo ... ;-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Mons, mio padre era massone... perfettamente d'accordo. Pero' si tratta comunque di un'idea sovrannazionale. Poi cerchero' di essere un po' piu' preciso, ma non posso scrivere un trattato sul blog.

 
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