Lo PseudoSauro

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26 agosto 2005

Il meticciato

o "contaminazione"

Con il termine s'intende, letteralmente, la mescolanza che altera le caratteristiche di un'etnia o, meno PC, di una "razza"; il risultato sara' un ibrido che non e' piu' ne' l'una ne' l'altra e che verra' percepito come "diverso" da entrambe (altro caso di xenofobia da studiare). Un'interpretazione piu' "alta" va applicata ad una cultura che assumendo connotazioni tipiche di altre culture perde alcune sue caratteristiche e ne assume di nuove. Mentre nel caso dell'uomo, il melting-pot dara' comunque per esito un'altro uomo, nel caso delle culture molto dipende dai genitori. Essendo ogni cultura "forma", ed essendo ogni forma, per sua natura, "chiusa" non vi e' alcuna garanzia sull'esito di una contaminazione culturale, in quanto ogni cultura si sviluppa in contesti umani, temporali e territoriali ben precisi. La cultura "aperta", dunque, non esiste; essa e' un'astrazione, o aberrazione, studiata per rendere meno sgradito il passaggio ad una "societa' nuova" composta da "uomini nuovi" secondo le dottrine dei vari tipi di socialismo. Antropologicamente, cio' che ha permesso l'evoluzione delle specie umane (eh, si', non e' una sola...) e' stata la lotta tra le etnie e le culture cui queste facevano riferimento. Una societa' piatta, tutta uguale, come la voleva Karl Marx, non sarebbe probabilmente andata oltre l'Eta' del Bronzo, a voler essere molto, ma molto, ottimisti. Quindi il principio secondo il quale la mescolanza di uomini e di culture sarebbe preferibile rispetto alla conservazione delle rispettive identita', e' ancora tutto da dimostrare e, allo stato attuale, sembra avere piu' valenza di dogma che di evidenza scientifica. L'unica motivazione plausibile, parrebbe dunque il tentativo di esorcizzare le istanze identitarie e limitare i conflitti etnici e culturali (altra pia illusione), ma in realta' si tratta semplicemente di sostituire un uomo con un altro, una cultura con un'altra; ne' sarebbe possibile altrimenti. Sarebbe istruttivo studiarne gli esiti, ove questa realta' si fosse mai realizzata, ma la realta' non e' mai stata compresa nel bundle degli ingegneri sociali "progressisti". In cio' l'Utopia di Thomas Moore, come si evince dal titolo, mostro' piu' senso della realta' degl'incubi ossessivi di Karl Marx, tanto che fu necessario inventare un S. Freud per esorcizzarli... ma questa e' un'altra storia.

7 commenti:

Robinik ha detto...

La diversità è un valore.
Alla fine le polemiche in corso e le teorie sbandierate sono sempre quella minestra riscaldata che con un nome ingannevole (uguaglianza) ci ripropone il "tutti uguali".
Cosa abberrante.

Ciao!

www.robinik.net

Lo PseudoSauro ha detto...

Grazie Roberto. Mi pare che non si distingua piu' tra chi vuole conservare la propria identita' con mezzi pacifici e chi vuole imporre la sua a suon di bombe.

Monsoreau ha detto...

La sinistra si mostra sempre più vuota.
Si attacca alle parole per rifiutare la realtà.
Mi dispiace solo che siamo nella stessa barca dei sinistri ..... ;-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Mons, e' il solito problema della distorsione del lessico come per il "capitalismo"... dobbiamo riappropriarci del dizionario e ripristinare il significato originario di ogni singola parola. Non si puo' dire "be'" che ti rispondono "fascista" o "xenofobo". I cani di Pavlov sono fenomeni di libero arbitrio al confronto.

Paolo ha detto...

La specie umana è una sola però.

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Davide ha detto...

Mi piacerebbe sapere sulla base di quale studio tu fondi le tue teorie sulle specie umane. Gli scopritori del genoma umano James Watson e Francis Crick furono smentiti clamorosamente dalle loro stesse ricerche sull'esistenza delle razze o specie umane. Scoprirono che l'uomo ha eguali caratteristiche genetiche indipendentemente dalla provenienza geografica e dall'appartenenza etnica o culturale. Quindi di cosa parli.
Le culture sono il prodotto di interazioni sociali connotate temporalmente e geograficamente. La chiusura e l'esclusione sono l'esito di distanze geografiche e dell'isolamento di gruppi sociali che con il tempo hanno conosciuto una dimensione gloabale di conoscenza ed interazione che porterà certo ad un uomo nuovo e a nuovi valori e credenze, ma che ridurrà sempre di più le culture e le etnie condensandole nel loro minimo comun denominatore.
Se poi vogliamo metterla sul piano della difesa della razza e dello scontro di civiltà allora dovremmo dire che la razza per eccellenza è la razza africana visto che l'uomo nasce in Africa e da lì emigra e si stabilisce nel resto del pianeta. Non credo che sia questo il modo di vedere le cose...

 
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