Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

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28 luglio 2005

InshAllam

in Magdi Allam we trust

Secondo il "grande vecchio" Igor Man, si tratta di un giornalista che usa della sua competenza professionale per "capitalizzare". Tesi piuttosto debole, oltre che infamante per entrambi, dal momento che Allam vive sotto stretta sorveglianza delle Forze dell'Ordine e cio' che scrive e' una boccata d'ossigeno dall'effetto inebriante, se paragonato alle tesi trite e ritrite sulla crisi "palestinocentrica" supportate finanziariamente e mediaticamente dalle sinistre mondiali e dal compromesso establishment di Eurabia. Basta leggere le "stroncature" di ogni suo scritto, da parte dei corifei del regime culturale virtuale cripto-marxista per accorgersi quanto la sua opera sia considerata "scomoda": quasi quanto quella della famosa giornalista toscana. E' sufficiente leggere qualche articolo scritto dai pochissimi giornalisti arabi "illuminati" per accorgersi di quanto le tesi di Magdi Allam siano coraggiose e spregiudicate. E' sufficiente leggere i suoi libri e la sua opera quotidiana per accorgersi che si tratta di costante denuncia di una situazione che si mostra ora in tutta la sua cruda evidenza. La sua tesi espressa in "Kamikaze Made in Europe", il libro che, a parere di chi scrive, e' meglio esplicativo del pensiero dell'Autore, puo' dare l'impressione di deviare l'attenzione del lettore dal pericolo islamista mondiale sulla sola connivenza europea, in buona o malafede, nei confronti di un immigrazione, quantomeno, mal gestita. A maggior ragione se si viene dalla lettura dei pamphlet di Oriana Fallaci; ma a ben vedere si tratta dello stesso problema visto da angolazioni diverse: l'una occidentale e l'altra orientale, unita questa ad una profonda conoscenza della cultura e della storia dell'occidente post-cristiano. Il giornalista italo-egiziano e' tra quei pochi cittadini italiani
orgogliosi di esserlo e desiderosi di conservare l'esperienza post-illuminista a garanzia del Diritto. La sua condizione di cittadino italiano di fede islamica e' sempre stata cosa di difficile comprensione, dato che chi scrive e' fermamente convinto dell'assoluta incompatibilita' tra la cultura islamica, fautrice di una religione-stato, e quella post-cristiana, fautrice della separazione tra la sfera religiosa e quella secolare; cio' non di meno, ove venisse dimostrata l'assoluta necessita' di una massiccia immigrazione dai paesi arabi, la posizione di Magdi Allam parrebbe la piu' ragionevole: quella meno incline a fare concessioni ad un multiculturalismo che piu' fallisce, piu' viene rifondato. Appoggiamo dunque incondizionatamente la sua candidatura a consulente del Governo Berlusconi nella difficile materia del contrasto al terrorismo di matrice islamica e dell'immigrazione "politica" dai paesi arabi. Ovviamente: InschAllam...

26 luglio 2005

Correctness

cioe': il vero Grande Fratello (Definizione)

Come ogni cane di Pavlov che si rispetti la "massa" ha bisogno di un segnale; e questo e' la cosiddetta "correctness". Un formulario di luoghi comuni, frasi fatte e pensieri gia' pensati, pronti da consumare per le pigre masse educate, dalla scuola marxista internazionale, ad evitare come la peste ogni abbozzo di ragionamento profondo ed ancor piu' cio' che va sotto il nome di senso critico. E' cosi' dunque possibile far bere ai tontoloni di ogni estrazione sociale l'illusione del pluralismo. Pare evidente che ormai quasi tutti, sia a destra che a sinistra, usano dello stesso dizionario lessicale; e' oltremodo chiaro che questo corrisponde in poco o in nulla a quello "neutro" della rispettiva lingua d'origine. Il metodo adottato dagli psico-rieducatori cripto-marxisti e' elementare, ma geniale: quando il vocabolo viene considerato ideologicamente discriminante: lo si cambia in uno piu' acconcio di modo che nessuno abbia ad offendersene. Viene considerata a questa stregua ogni malattia, differenza etnica, attivita' lavorativa e migliaia di altre cose che sarebbe impossibile elencare qui; l'obiettivo e' quello di ottenere una societa' piatta e del tutto uguale (ideologicamente s'intende). E' oltremodo ovvio, quanto, in base a questa "regola aurea", un cieco abbia poco di che guadagnare nel sentirsi chiamare "non vedente"; ma e' molto meno ovvio nel caso di chi pensa di essere politicamente "diverso" da una controparte, mentre in realta' ne condivide inconsciamente l'ideale e la strategia solo perche' gli difetta il ragionamento. L'esempio piu' palese ce lo da il concetto di "xenofobia". Termine di derivazione psichiatrica, significava, ai bei tempi, solo la malattia mentale che affligge il disgraziato che soggiace ad un timore compulsivo ed immotivato dell'uomo considerato "altro". Attualmente tale vocabolo s'impone dall'alto dell'Egemonia Culturale cripto-marxista per vietare ai cittadini comportamenti contrari all'ideologia dominante. Siccome la societa' multiculturale e multietnica sta alla base del metodo disastrosamente egualitario del Romantico Karl Marx, e non v'e' piu' una dittatura in grado di imporla manu militari, si e' pensato di creare una barriera psicologica che costringesse il cittadino, gia' ridotto alla stregua di animale domestico come detto prima, ad accettare l'imposizione per evitare di sentirsi in colpa. E' comune il sentir dire i malcapitati: "Io non sono razzista..." prima di ogni discorso; questa premessa certifica il successo della strategia lungamente studiata nei laboratori psichiatrici sovietici e diffusa poi insieme a trascurabili novita' psicanalitiche in USA e quindi in tutto il mondo. Il Grande Fratello, dunque esiste realmente, e nonostante sia ormai passato a miglior vita, continua a controllare il nostro pensiero.

22 luglio 2005

Musulmani moderati

& Occidentali "xenofobi"

Perche' mai dovrebbero essere "moderati"? Significa che nel termine "Musulmano" e' implicita una qualche forma d'intolleranza, d'incompatibilita' con la nostra cultura (estinta come chi scrive). Dunque che sarebbe il M "moderato"? Sarebbe un tizio un po' piu' tranquillo del M Doc: il prodotto dell'incrocio tra la cultura laica occidentale (di provenienza CRISTIANA) e quella religiosa islamica. Come e' possibile cio? E' possibile attraverso l'educazione infantile. Vedi il caso dell'ottimo Magdi Allam che e' giustamente orgoglioso di essere Musulmano, ma e' molto istruito, cosmopolita ed e' tollerante perche' intelligente di suo; e perche' HA STUDIATO IN SCUOLE CRISTIANE. Capito? Non nelle madrasse come la maggioranza della gente che i "difensori dei deboli" fanno venire qui in barba alla nostra volonta'. Quelli sono i Musulmani VERI, non gl'integralisti. E questi sono quelli veri un po' piu' arrabbiati per la contaminazione culturale. Non e' nemmeno un problema di sette come si vorrebbe che fosse: i Wahabiti non sono poi cosi' distanti dall'Islam tout-court in quanto provengono direttamente dall'Arabia Centrale nella quale e' nato e si e' sviluppato l'Islam e sono i custodi dei Luoghi Sacri ad esso deputati. Ovviamente e' pacifico che i "moderati" sono quattro gatti rispetto al miliardo e mezzo di M Doc. E' oltremodo evidente che la maggior parte di questi, che i "progressisti" insistono a farci sorbire, accusandoci di razzismo e xenofobia se non li vogliamo, sono quelli VERI e tra questi e gl'integralisti non v'e' una gran differenza, in quanto basta dar loro qualche motivo in piu' per essere arrabbiati con il bieco occidente che fanno cio' che possiamo osservare ogni giorno. E questo non e' un fenomeno che si puo' controllare o limitare con ferrei criteri basati sull'integrazione, ma come dimostrano i fatti, persiste ancora dopo 4 generazioni. QUATTRO: e' chiaro, o no? Fate un po' il conto di quanto cio' rappresenti in termini temporali e vedrete che questi sono gli stessi che il buon Sultano Kara Mustafa si portava dietro per conquistare l'Europa. Gli stessi che usavano impalare gl'infedeli e che li deportavano a milioni come il buon Adolfo con la differenza che questi li vendevano come schiavi: e quelli che sparivano nel gorgo dell'Islam e di cui ora non v'e' piu' traccia (trovatemene almeno 2 o 3 se ci riuscite), sono gli OCCIDENTALI COME NOI: non dei marziani. Mica li "integravano" nella loro cultura. E buon per noi che c'erano le leghe cristiane e le raccogliticce milizie crociate che si riunivano per l'occasione e li rispedivano ad Istanbul con la coda tra le gambe, se no, ora, pregheremmo anche noi 5 volte al giorno in direzione della Mecca e ed invece di scrivere al computer comunicheremmo ancora con i piccioni viaggiatori. Ora le prospettive sono cambiate; dato che con il "progresso", basta premere un pulsante e non c'e' bisogno di scimitarre, grande coraggio, men che meno grande intelligenza militare e merce' la tolleranza ed il dialogo interculturale non c'e bisogno nemmeno di imbarcarsi sulla goletta saracena dalla vela nera dato che e' possibile vivere in dar el harb senza che il "nemico" si allarmi troppo. Ergo qual'e' il problema secondo voi? Non viene a nessuno il sospetto che sia l'Islam e non l'individuo che viene dalla filosofia platonica e dall'elaborazione della Razionalita' illuminista, dato che queste sono entita' sconosciute al buon Musulmano? Ovviamente c'e' gia' chi ha scritto cose come queste e pertanto mi aspetto, nel mio piccolo, lo stesso trattamento da parte dei coglioni che credono di "controllare" il fenomeno come fecero alcuni ebrei con il nazismo, e quelli che si propongono invece di compiere la profezia di Muhammad. Tra l'incudine ed il martello si sta male, cari Italiani, o Europei. Quando vi dicono "xenofobo" o "razzista" rispondete come si conviene, e cioe': "razzista all'incontrario", "fenomeno psichiatrico affetto dalla sindrome di Stoccolma" o piu' sinteticamente: "deficiente statti zitto".

18 luglio 2005

Fuga dalla civilta'

Piccolo break con G. F. Haendel

Tanto per non distrarci e ricordare cosa rischiamo di perdere oltre alla liberta'.

La Pace Povera

o Povera Pace

Il pacifismo e' storicamente sempre stato il migliore alleato di tutti gli aggressori; lo e' stato, recentemente, dei bolscevichi, dei nazisti ed ora lo e' degli islamisti; questo non in quanto corrotto in se', ma perche' basato sull'estrema poverta' culturale dell'ideologia che veicola nonche' quella intellettuale delle masse che lo rappresesentano, che preferiscono una pace qualunque alla liberta': cio' che nel '38 si chiamava "appeasement"; una "pace" eticamente disonorevole e, storicamente, dalla vista corta. Fondamentalmente si tratta della rinuncia alla lotta, ma cio' sottintende anche la rinuncia alla storia e quindi il completo rifiuto della cultura che su questa si e' andata formando nei secoli. Va da se' che il rifiuto della propria storia equivale al rifiuto di se' stessi, all'impossibilita' di vedersi proiettati nel futuro: all'estinzione della propria vitalita'.


I movimenti pacifisti prolificano oggi in quanto trovano piena legittimazione in una cultura semplice osmoticamente assorbita dalle masse per decenni; una pseudo-cultura autocratica che non legittima altro che se stessa; che si fa assertrice del bene e che vede la legittima difesa come un male in quanto ogni difesa, cosi' come l'offesa, implica anche l'uso della violenza. La violenza, dunque, identificata come un male peggiore della schiavitu'; dimenticando quanto la schiavitu' si avvalga sempre di una qualche forma di violenza fisica o morale per instaurarsi. Ergo: la legittimazione della violenza subita e la delegittimazione di ogni difesa violenta: sia fisica che culturale. Il rifiuto dell'Azione e del Pensiero che la origina, o meglio: una resa senza condizioni. Questo e' il vero nome della "pace senza se e senza ma".


Va ricordato che la genesi di tutti gli stati occidentali, nessuno escluso, ebbe sempre per motore il desiderio di liberta' e non il desiderio di pace; che mai nella storia dell'uomo la liberta' la si e' ottenuta con la rassegnazione, ma sempre con la lotta. E' quantomeno curioso che i fautori delle rivoluzioni popolari, la cui cultura povera sta all'origine dell'indottrinamento e della lenta intossicazione della coscienza collettiva, abbiano abiurato a cio' che non fu solo il metodo, ma l'essenza stessa dei loro movimenti: la loro ragione di vita; e che abbiano rinunciato all'ateismo della Ragione per compiacere religioni e filosofie ancor piu', se questo e' mai possibile, semplici della semplicita' dell'ideologia che li ha generati. Si tratta dunque di "poverta'" globale: di mezzi e di sostanza; una poverta' attiva e passiva; Un cristianesimo svilito e tradito da un "dialogo interculturale" piovuto non si sa da dove, coniugato con l'ideale marxista di uguaglianza ed infine concretizzato: tutti uguali e quindi poveri, di mezzi e d'intelletto: povero il maestro, povero l'allievo e... poveri noi.

17 luglio 2005

Per amore o per forza


Cristianesimo


Questa e' la prima e l'ultima del sottoscritto in difesa del cristianesimo, in quanto troverei imbarazzante l'essere il primo ateo canonizzato in vita.

Allora: quello che i colleghi talebani dell'anticlericalismo non vogliono assolutamente comprendere e' che la qualita' dello scontro di civilta' la fa l'aggresore e non l'aggredito. E l'aggressore non siamo noi. E l'aggredito e' cristiano o ebreo in quanto espressione della cultura che ne deriva e non perche' fedele piu' o meno devoto ad una religione. Ricorderei che la nostra cultura vede l'anno 0 posto alla nascita di Gesu' Cristo, e cio' vale per tutto il mondo occidentale eccettuato per l'ebraismo che e' avanti di migliaia di anni, ma solo in quanto al metodo computazionale. Che la domenica cade appunto di domenica in tutti gli stati occidentali e non di sabato o di venerdi. Che la nostra vita e' inesorabilmente legata a festivita' che, anche se ormai profane, corrispondono a quelle della liturgia cristiana, sia essa Cattolica o Riformata. Potrei continuare per pagine e pagine descrivendo nei dettagli come la nostra societa' sia inscindibilmente legata ad una forma, come questa forma sia di derivazione cristiana e come la filosofia derivata veda un'assoluta coincidenza tra forma e sostanza. L'attacco all'occidente e' dunque attacco alla filosofia di vita maturata attraverso il cristianesimo, ed il "laicismo" non viene nemmeno preso in considerazione dalla parte avversa in quanto per essa non e' nemmeno concepibile una religione che non sia contemporaneamente filosofia, stato e viceversa. Se i nostri "nogod" di ogni tendenza politica non si mettono in testa questo trascurabile dettaglio avranno ben poco da protestarsi "diversi" in quanto saranno del tutto assimilabili ai bolscevichi ed ai nazisti essendo questi gli unici e veri eredi dell'Illuminismo e della Razionalita' cui questo faceva riferimento. Infatti lo stesso liberalismo non considera paritari i concetti illuministi di Ragione e Natura sbilanciandosi abbondantemente sul primo; vedi matrimoni gay e correctness che sono probabilmente "ragionevoli" se basati sull'individuo, ma secondo astrazioni piu' adatte per i marziani che per gli animali evoluti che noi siamo.

Detto questo, la battaglia in corso e' militare e culturale. Si deve ricominciare dall' '800. L'occidente deve ristabilire la supremazia militare ed una certa buona dose di colonialismo se non vuole soccombere all'invasione delle masse di diseredati. O andiamo noi la', o vengono loro qui: si tratta discegliere. La Chiesa Cattolica e quella Riformata, faranno lo stesso cercando di riprendere l'evangelizzazione attraverso i missionari che sono in gran parte tornati con la coda tra le gambe dopo l'offensiva globale islamica degli anni 60-70. Non si puo' fare diversamente e non si puo' saltare il passaggio del cristianesimo anche nelle societa' diverse dalla nostra in quanto questo e' un passaggio inevitabile per giungere ad una societa' evoluta ed autosufficiente. Quindi combattere e convertire. Non c'e' altra scelta; nel nostro interesse ed in quello dei popoli soggiogati da filosofie e religioni preistoriche. A conforto di questa tesi "crociata" porterei l'evidenza che la maggior parte degli intellettuali islamici sta abbandonando l'antica fede sull'onda della paura e della consapevolezza dell'impossibilita' di una riforma interna. Vedete un po' voi...
 
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