Lo PseudoSauro

"Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza" J. Evola

Lo strillo del sauro

Se ti interessano le ultime notizie sul NWO (che non esiste) fai click sul countdown appena sopra.

I commenti saranno disattivati a causa dell'impossibilita' di curarne la gestione.
Il sauro apologizza (ormai si dice cosi') per l'inconveniente.
Chi volesse contattarlo usi il mail link sulla destra (ovviamente) e si armi di certosina pazienza. :-)

25 dicembre 2005

Siamo un' oscura e nefanda realta'

Per la serie: "a Natale siamo tutti piu' buoni" ma chi non e' cristiano, o post-tale. non e' tenuto ad esserlo.

E' piacevole lo scoprire, un bel mattino, di essere tali. Ce lo spiega un egiziano naturalizzato italiano che, quando non e' impegnato a scaricare porno da interntet, si diletta di sociologia, politica e religione. Naturalmente a nessun cittadino europeo autoctono, o aborigeno, sarebbe permesso il dire che parecchi immigrati europei sono una realta' altrettanto nefanda, anzi, nefasta; e questo in quanto le nostre Istituzioni ritengono che le "risorse" siano cosi' importanti da lasciare che i propri cittadini vengano insultati, processati e condannati, solo per aver detto che la gestione dell'immigrazione di tutto l'occidente e', quantomeno, "pericolosa". Se poi uno dicesse che e' "nefanda"...

«Ho già avuto modo di gettare un po' di luce su quella oscura e nefanda realtà annidata nella rete che risponde al (falso) nome di "Tocque-ville, la città dei liberi", un portale-aggregatore a cui fanno capo molti dei blog della neo-connarderie italiana e che ha dato vita, tra l'altro, ad un'altra rete di siti: Blogs for CDL (Casa delle Libertà)»

Ovviamente, il signore in questione usa anche minacciare sfracelli usando altri nicknames. Minacce personali e reiterate. Come lo ha potuto accertare il sottoscritto, potrebbe farlo anche l'Autorita' Costituita, ma, si sa, non siamo in uno "stato di polizia", dunque, le Forze dell'Ordine sono sotto tutela della Magistratura: unico e vero custode dell' "etica" nazionale.

Cari Silvio, Massimo, etc. non basta: al prossimo giro si deve fare di piu'; molto di piu'.

18 dicembre 2005

Le lamentazioni del sauro

Considerato che ormai si lamentano un po' tutti, ed il sauro e' un animale socevole che non gradisce l'essere isolato, dara' qui la stura alla caterva di geremiadi che premono ormai come il gas sotto il tappo di una bottiglia di gazosa. Si legge in giro, in blog "liberali" curati da ex dirigenti di partiti ex fascisti, che l'apologia di fascismo non sarebbe piu' gradita. Siccome come, tutti ben sanno, viviamo in uno stato liberale nel quale la propaganda di alcune disgraziate ideologie e' concessa, mentre quella di altre no, come appunto il liberalesimo prescrive, se ne evincerebbe che la "rivoluzione liberale" propugnata da questi campioni del libero pensiero, gente che, per altro, non e' mai stata nemmeno sfiorata dalle pallottole dei "resistenti" o dalla spranghe dei katanghesi, sarebbe incardinata sulla selezione del pensiero lecito, come appunto raccomandava severamente Locke a suo tempo. Ma la, come si conviene, libera interpretazione del liberalesimo prosegue estendendo a questo alcuni principi cardine del cristianesimo cattolico che, come tutti sanno, al contrario di quello riformato, fu proprio il motore dell'umanesimo e dell'illuminismo anglosassone. Infatti si raccomanda, anzi s'impone "liberalmente", a stati autocratici come gli USA di rinunciare alle rispettive giurisdizioni basate sul principio del Common Law, che come si sa, vige in tutte le dittature, in favore del piu' liberale Diritto europeo che discende da una visione piu' democratica e, appunto, liberale dell'amministarazione della Giustizia. Rinuncio a sviluppare ogni singolo argomento, come invece meriterebbe, per il "liberale" rispetto che devo ai miei lettori ed al mezzo che mal sopporterebbe ulteriori ed involute arrampicate sulle scivolose pareti della logica, e dunque concludo con il solito medievale aforisma:

Dio salvi il liberalesimo dai liberali.

14 dicembre 2005

Caso Fiorani

Vedasi il caso Fazio, "Poteri forti" et cetera.... morale della storiella: chi vuole nazionalizzare va in galera. Le Istituzioni internazionaliste contro quelle nazionaliste. La UE non c'entra niente? Questa e' roba da colpo di stato, cari miei...

Aggiornamento

E' notizia di oggi che Trichet attacca Fazio...

13 dicembre 2005

Fasci-islamismo

Pero' questo termine continua a non piacermi. Pur considerando il fascismo un socialismo su base nazionale, come il nazismo, la fase dell'Impero di socialista aveva ben poco, altra cosa, invece era la RSI che costitui' un tentativo di omologazione al nazismo su base socialista. La prima fase fascista fu essenzialmente espansionistica per colmare il gap con gli altri stati europei coloniali. Un tentativo perfettamente riuscito, anche se osteggiato con le sanzioni, che piu' che una punizione per il regime erano un monito a non fare la concorrenza agli altri stati coloniali. Dopo la prima fase di conquista, la gestione del colonialismo fu certo migliore di quella delle altre potenze omologhe e la politica fu essenzialmente integrazionista e non segregazionista come si vorrebbe oggi. Gli emigranti italiani che andavano in Libia si lasciavano alle spalle la miseria delle campagne italiane e trovavano case appena costruite e dotate di ogni comfort, con l'unico obbligo di far produrre la terra e creare connessioni economiche nell'ambito dell'impero. Tutto cio' avveniva nel contesto di un ottimo rapporto con le popolazioni locali, che venivano finalmente educate ad una civilta' decente ed acquisivano la cittadinanza italiana. Come si fa a paragonare l'islamismo a questo tipo di concezione statale e coloniale? E pure quando il fascismo accerchiato riscopri' la propria base socialista per omologarsi all'alleato tedesco, non perse mai del tutto le caratteristiche delle origini e non concesse mai la totale sovranita' del territorio alla Germania. Accadde spesso che i repubblichini del nord est dovessero combattere contemporaneamnete contro i partigiani bianchi, rossi, e pure contro le SS, e questo nonostante vi fossero truppe miste ed SS italiane. Insomma: il fascismo che s'intende e' quello compromesso con il nazismo, non quello dell'ideologia originaria, che era tutta un'altra cosa e che probabilmente, se non vi fossero state le sanzioni, avrebbe seguito la sorte del pur diverso regime franchista. Pertanto il termine corretto sarebbe nazi-islamismo, proprio in ragione del grande supporto che Hitler dette alla cultura islamica in funzione anticristiana ed unificatrice dell'ideologia ariana. Il fascismo gioco' di diplomazia con l'islam, non aveva alcun interesse a propagarlo in occidente, anzi, lo confino' al proprio ambito territoriale. Uno dei requisiti indispensabili per i nuovi cittadini era infatti l'essere battezzato e ricevere un'educazione conforme a quella dell'impero. Altro che il multiculturalismo attuale. Nei nostri servizi segreti sopravvissuti al fascismo, tra i piu' fedeli ed efficienti, c'erano proprio molti cittadini naturalizzati provenienti dalle ex colonie che non vedevano l'ora di rovesciare i regimi islamici post IIa GM. Pur non essendo fascista, ed essendo tendenzialmente orientato verso un liberalismo su base nazionale, temo che l'unica alternativa all'attuale stato di cose, molto somigliante alla situazione storica dei primi del secolo, sia una nuova dittatura dello stesso tipo di quella fascista, in quanto le origini della conflittualita' sociale, unite ad una rinnovata aggressivita' di altre culture, sono esattamente le stesse di prima, quando non molto piu' gravi per l'intera civilta' occidentale.

09 dicembre 2005

RaiNews24

Per chi lavora? Per la libera informazione? Per il pluralismo? O per una potenza straniera? O meglio per vendicare la brutta fine che fece il sogno internazionale comunista? Chi la finanzia? L'Internazionale Comunista, quella Socialista, o qualcun altro? Non sara' che siamo noi a finanziarla? Dunque per finanziare il pluralismo, noi dovremmo finanziare la propaganda comunista, e quindi il comunismo tout-court, che, come si sa, rifugge la pluralita' d'opinione come la peste? O non ho capito bene? O si tratta di una concezione tanto avanzata del gioco democratico che me ne sfugge ogni comprensione?

Domande retoriche evidentemente, ma se era gia' chiaro che a questa testata gli USA non piacciono, se era gia' evidente quanto la "lotta" palestinese fosse cola' tanto "popolare", se era palese urbi et orbi di quanto certa "resistenza" fosse piu' gradita della stessa obsoleta "sicurezza nazionale", adesso e oltremodo chiaro che si vuole gettare il discredito sulle nostre povere Forze Armate, e quindi sul Paese, e dunque, per estensione, sugl'italiani che lo costituiscono. Naturalmente mi riferisco al filmato, corredato di audio, che estrapola una scena avvenuta durante la battaglia dei ponti a Nassiriya nell'agosto del 2004. Una scena che chiunque abbia combattuto da qualche parte, in qualunque esercito, per qualunque causa, riconoscerebbe uguale identica per modalita' esecutive, dato che la guerra e' sempre cio' che e', da qualunque parte la si guardi. Quella di RaiNews24 e' un'operazione sporca, dettata da intenti propagandistici, e perseguita in perfetto stile Goebbels, che come si sa e' ancora molto studiato da chi fa informazione, indipendentemente dall'area politica di riferimento. Il fine giustifica i mezzi; ed il fine e' la conclusione dell' "occupazione" dell'Iraq; ed i mezzi sono quelli di sempre: la demonizzazione del "nemico" e la sacralizzazione della causa per cui esso combatte. Pazienza se il "nemico" siamo noi stessi; pazienza se la "causa" difesa sia la teocrazia, perseguita ovunque nel mondo, attraverso metodi militari pre-medievali nel piu' totale disprezzo delle regole che il mondo occidentale si e' dato per ridurre l'arbitrio nella barbarie insita in ogni guerra. Si puo dire che questa testata ha in odio la societa' nella quale e' immersa e che le da da vivere? Personalmente non paghero' piu' il canone televisivo fino a che cio' servira' a propagandare la menzogna ed una causa politica nella quale non mi riconosco. Si consideri che l'attuale governo dice di essere di centro-destra. Quando questo divenisse di sinistra, che cambierebbe?

03 dicembre 2005

Il sauro proclama

e bandisce un editto universale

La Comunita' dei Sauri che, se la matematica non e' un'opinione, e' piu' diffusa in Italia di quanto non siano "altre" comunita', fornite di organismi consultivi numericamente assai piu' cospicui del totale degl'individui rappresentati, nella persona del suo Presidente Universale (chi scrive), ha deciso di istituire il premio : "Lo xenofobo d'oro" per coloro che si fossero maggiormente distinti nella propagazione dell'odio razziale, o siano autori di stragi di cui vi sia prova certa e documentata. Chi volesse concorrere all'ambitissimo premio invii curriculum e prove autenticate (non basta l'autocertificazione) "almeno" da 1 milione di testimoni che godano ancora di buona salute e siano in grado di confermare "almeno" con un cenno del capo, alla segreteria della Lega Anti Estinzione sita in Eurasia entro, e non oltre, un'era geologica.
Trattandosi di un'iniziativa maturata nell'ambito di cio' che resta della cultura occidentale, non saranno considerate valide le domande pervenute da localita' site oltre le Colonne d'Ercole (con un paio d'eccezioni) o da territori contrassegnati, sulle moderne mappe, con la dicitura "Hic sunt leones". Si apologizza per questa lacuna che verra' colmata non appena Il Califfato Eurobeo sara' pienamente instaurato.
Al momento sono pervenute almeno 4 candidature di individui meritevoli che vedono la lettera "B" all'inizio del rispettivo patronimico. L'elenco verra' pubblicato ed aggiornato con la consueta sollecitudine allo scadere di ogni era (geologica).
Finis.

30 novembre 2005

L'Idiota

(non quello di Dostoievskij)

Probabilmente, secondo Cristian Rocca, anche chi scrive e' un'idiota, come meravigliosamente scritto, certo ispirato al piu' "puro" liberalesimo, qui: http://lastanza.blogspot.com/2005/11/idiozie-su-tocqueville.html in una "stanza degli ospiti" che non concede il contraddittorio, e quindi l' "ospitalita'" cosi' "liberalescamente" sbandierata. La tesi sostenuta da Christian, le cui opinioni generalmente condivido, la riporto per intero:
 
«Idiozie su Tocqueville
di Christian Rocca. La malattia di Adriano Sofri ha scatenato alcuni bloggers di Tocqueville a scrivere idiozie imperdonabili indegne di un'aggregazione sedicente liberale. Non sto dicendo che chi è contrario alla grazia a Sofri è illiberale. Sto dicendo che è illiberale chi continua a volere in galera un signore di 60 anni (anche prima della malattia) condannato sedici anni dopo i fatti sulla base di un'unica testimonianza di un pentito e con una serie rocambolesca di condanne seguite da assoluzioni seguite da condanne e terminate in una detenzione che dura da sette anni. L'America che tanto piace ai tocquevillisti avrebbe risolto il caso alla prima assoluzione, ché con un sentenza tale non si sarebbe mai più potuto condannare "al di là del ragionevole dubbio".»
 
Al che sara' facile rispondere che la condanna non va certo all'uomo che soffre, ma al reo confermato tale in ben 8 gradi di giudizio. Non avendo molta fiducia nella giustizia italiana, almeno dopo l'avvento di Violante (nomen omen), auspicherei che ad Adriano Sofri fosse data un'ulteriore possibilita' di essere giudicato con una "serenita'" che i magistrati sbandierano ad ogni pie' sospinto, e che equivale piu' o meno all' "ospitalita'" del nostro polemista.
 
Pero' va detto che chi scrive, prima dell'omicidio Calabresi, assistette molte volte a cortei in cui i partecipanti, in gran parte di LC, facevano il gesto della "P38" con le dita, puntando l'arma virtuale addosso ai "fascisti" e scandendo slogan del tipo "Calabresi, ancora pochi mesi". Ebbene, poi Calabresi e' stato ucciso; giudicato da queste folle, considerato reo dell' "omicidio" Pinelli e giustiziato come un cane in mezzo ad una strada; senza alcun processo "sereno" o meno che fosse.
 
In USA, Adriano Sofri, la dirigenza e gli attivisti di LC, sarebbero stati arrestati subito: ancor prima dell'omicidio Calabresi, ed e' lecito pensare che il Commissario "defenestratore" avrebbe potuto esercitare il suo bieco mestiere per almeno altri 20 anni. Cio' significa che si invocano le garanzie di uno stato liberale a sproposito, sebbene si evidenzi anche il fatto che il nostro ordinamento, liberale non lo e' mai stato. Ma "liberale" non significa "idiota": epiteto con cui l'ottimo Christian gratifica "liberalescamente" chi non si dice favorevole alla grazia ad Adriano Sofri. Grazia non richiesta, e dunque non concessa, che e' provvedimento retaggio della monarchia assoluta, e che, comunque deve seguire il pentimento, che non c'e' stato: seguire il pentimento e non sostituirlo. Si dira': ma come fa un innocente a pentirsi? La mia testimonianza evidenzia come l'omicidio sia indubbiamente stato istigato dai vertici di LC. Non credo di essere il solo ad aver assistito ad episodi simili; e taccio delle mie esperienze personali. Quanto "costa" in termini di detenzione (o rieducazione, visto il regime culturale socialista) l'istigazione all'omicidio? Costa piu' o meno di 7 anni?
 
Dunque, l' "idiota" qui presente auspicherebbe un'ulteriore modifica dell'attuale ordinamento giudiziario. Una specie di legge "salva Sofri" che gli desse finalmente la possibilita' di difendersi con le armi del diritto (che non sono la P38), senza dover ricorrere alle prerogative della Monarchia Assoluta, nella quale, mi pare di aver compreso, l'interessato non s'identifichi molto.

29 novembre 2005

Grazie a Freedomland

http://freedomland.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=750458

E finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. Sia Freedomland che molti commentatori del suo post. I dittatori che hanno "fatto" la storia del 900 erano tutti SOCIALISTI. E dire che Hitler lo scrive dappertutto. Mussolini 3 giorni prima di morire confessa che avrebbe chiesto a Hitler di aiutarlo a SOCIALISTIZZARE il mondo... tutto scritto. Ma guarda caso quando si parla di NazionalSocialismo si accorcia la parola perche' troppo lunga... quando si parla di Repubblica Sociale Italiana si dice RSI o "repubblichino". Non e' evidente il perche'? Perche' il Socialismo doveva sopravvivere: quello menscevico come quello bolscevico. Se no sarebbe stata una bella fregatura per l'antifascismo... E poi non e' nemmeno vero che Mussolini, e, vado piu' in la, lo stesso Hitler, cosi' come Stalin erano "cattivi". Tutti quanti hanno fatto anche cose ottime, non solo guerre e stermini, ma il discrimine sta nel "nazionalismo"; a noi e' stato insegnato che questo e' un male. Perche'? Perche' le ideologie vincenti erano internazionaliste dalla nascita ed autoritarie esattamente come gli sconfitti.Non se n'e' accorto nessuno di com'e' "democratica" l'opposizione attuale? Fa le stesse identiche cose che faceva il partito socialdemocratico tedesco ai tempi di Adolfo: inventa balle su balle e fomenta la contrapposizione fisica tra i partiti. Ma questo non lo dicono gli umanitaristi di oggi, che ieri imbottivano le fabbriche di ogni genere di arma per fare la rivoluzione. Ma se qui c'e' qualcuno che ragiona, e ce n'e' tanti, deve cominciare a riflettere sulla cultura che ha suo malgrado ricevuto. Perche' l'educazione mica si puo' cambiare come una camicia... quella che si riceve la si porta avanti tutta la vita. E pure noi, a volte, ragioniamo da socialisti senza saperlo. Nulla di male, ma questa e' la parte sbagliata per esercitare un'identita' del genere. Trovo estremamente stupido affrontare i personalismi dei dittatori come fossero venuti dalla luna. Sebbene ognuno abbia concentrato su di se potere, ma anche responsabilita', tutti erano degli idealisti: da Hitler a Stalin; ognuno a modo suo; ed a parte uno, hanno pagato tutti in modo terribile per i loro errori; (comoda la democrazia... tanto il conto non lo pagano altri che i cittadini...) ma questi non erano solo gli errori di una persona; erano la personificazione della meccanicistica illuminista; qualcosa che qualcuno di noi non ha ancora adesso imparato a distinguere. C'e' l'Illuminismo di Voltaire, ma anche quello di Rousseau... e quest'ultimo e' quello che ha sempre prevalso in un' Europa impregnata di cattolicesimo e votata a sostituire un'egemonia culturale con un'altra. Ancora adesso c'e' gente che non ha capito che l'egemonia attuale non e' cattolica, ma SOCIALISTA, con le piu' varie e strane contaminazioni, ma tale rimane. Pertanto, e' difficile aderire all'appello di Freedom; e' difficile perche in molti di noi c'e' lo stesso pregiudizio che c'e' nella controparte: uguale identico. Perche' tutti siamo cresciuti in un regime socialista senza saperlo. Ma chi si dice liberale, non puo' mica ragionare come un socialista... l'una cosa e' la negazione dell'altra. L'anatema e la scomunica sono armi delle due religioni: quella vera e quell'altra secolare che prima di cambiare nome si chiamava comunismo, e che e' comunque una variante del SOCIALISMO. Capito dunque perche si fa l' "apologia" di Mussolini, Franco, Hitler e puire di Stalin, a volte? Perche' questa e' la liberta' che ci e' stata negata fin qui: la liberta' di discernere senza dover accettare in blocco la contrapposizione fichtiana su cui la scuola marxista ha sempre basato tutta la sua strategia. Grazie a Freedomland, mi sono tolto anch'io un peso dallo stomaco.

28 novembre 2005

Bush & Pompei

Che c'entra quest'accostamento? Mica me lo sono inventato: l'ho sentito con le mie pseudo-orecchie dalla mia pseudo-radio.
Infatti, accendo lo pseudo-coso con le mie pseudo-zampone, mi sintonizzo su RAI3 e... che ti sento? La solita geremiade su Bush, le "armi di distruzione di massa" e la "CIA deviata" (si vede che D'Alema fa parecchie crocere, ultimamente). Nulla di strano per chi conosce la "linea editoriale" pro-Berlusconi di tutta la stampa italiana, e di quella pubblica in particolare, ma dopo alcune, strane in verita', proteste per la gestione one-way dell'argomento, t'arriva l'ascoltatore "allineato" (a sinistra) e "progressista" che tira fuori dal cilindro: "Bush e i suoi ultimi giorni di Pompei", vaticinio apocalittico che presuppone una certa qual sopravvalutazione del povero Vesuvio, e misura con precisione la distanza fisico-antropologica che intercorre tra i rispettivi continenti nonche' tra il cervello eurobeo e quello nordamericano, che come si sa, viene spiegata con il diverso adattamento antropologico al clima post-glaciazione. Ma, tornando "a bomba" (fosforescente o meno che sia), l'opinione pubblica USA sarebbe dunque scontenta della gestione dell'attuale amministrazione ed i sondaggi darebbero la popolarita' del presidente in vistoso calo (deja vu?). Le solite polemiche sull' "esportazione della democrazia"... ordinaria amministrazione per un paese sovietico come il nostro. Ma la "perla" e' la seguente, ed esce dalle valve di Marta Dassu': "L'Europa si e' convinta che e' giusto esportare la democrazia, infatti sta facendo altrettanto con l'allargamento" (mi scuso per le eventuali imprecisioni). Dunque: un superstato senza costituzione e, scusate se e' poco, senza esercito "esporterebbe" la democrazia? Attraverso l'allargamento poi? Come dire: attraverso l'economia: la potentissima economia europea, si costringono gli stati autocratici alla democrazia. Ma non era la teoria Clinton, o sbaglio? Ma non era fallita, o sbaglio? Dunque la UE puo' fare meglio degli USA, in quanto piu' dotata di mezzi, ma soprattutto di cervelli... e pazienza se questi si sono sviluppati in senso longitudinale come si conviene ad ogni neanderthal che si rispetti, ma questo e' solo un dettaglio che evidenzia quanto la multiculturalita' UE influisca profondamente sulle stesse specie umane in tempi miracolosamente brevi. Decisamente divago troppo... la UE esporterebbe dunque la democrazia inglobando stati totalitari. E, di grazia, quali sarebbero gli stati "redenti" dalla Grande Menestrandise eurobea? Ce ne sara' ben almeno un paio... Ma se cosi' non fosse, non sara', per caso, che inglobando stati totalitari si rischia di contagiare tutto l'incontinente? L'iniezione (da cavallo) di pacifiche civilta' in ogni stato UE, non mi pare abbia aggiunto valore alle gia' precarie istituzioni autoctone, o mi sbaglio? Senza parlare del caso turco per il quale, solo, si dovrebbe scrivere un'enciclopedia a parte. In casi come questo l'estinzione della mia specie, la vedo quasi come una liberazione.

Post-illa

Cio' significa che Bush non sara' rieletto perche' non gode piu' del favore degli elettori. Almeno le bestie mie colleghe che votano oltre cortina e con le tre narici spalancate la intenderanno cosi'. Peccato che sia invece lo statuto USA che non permette ad un presidente piu' di due mandati. Ma questo, state tranquilli, l'informazione non lo dira'.

26 novembre 2005

Il comunismo che non esiste

Traggo dal web di Ida magli www.italianiliberi.it il seguente articolo, certo di fare "cosa gradita" a molti, nonche' con l'obiettivo di aumentare gl'introiti dei "lavoratori socialmente utili" che DS, PC e PRC impiegano per contrastare la bieca controinformazione controrivoluzionaria che si puo' leggere qui ed altrove. Buon lavoro ai nostri coleghi dell'est, unitamente all'augurio di trovarsene uno migliore e, possibilmente, piu' remunerativo.
 
Chi ha detto che il comunismo è morto?
 
di Ida Magli ItalianiLiberi |  13 Novembre 2005
 
Berlusconi ha impostato la conferenza che ha tenuto in questi giorni al convegno dei circoli di Forza Italia, sulla persistenza della mentalità comunista in buona parte della Sinistra italiana. Ha quindi ricordato che il Comunismo è crollato drammaticamente nell’Unione Sovietica lasciando dietro di sé terribili eccidi, tirannia, povertà, per cui non ha senso riporre fiducia in coloro che non l’hanno del tutto rinnegato. Discorsi ovvi, si direbbe. Ma non è così.

All’origine del Comunismo c’è un terribile errore: la concretizzazione dell’uguaglianza degli individui. Il passaggio dal “valore” della persona come presupposto metafisico all’uguaglianza del vivere sociale, ambientale, pedagogico, statale, politico, passaggio imposto ovviamente da coloro che detengono il potere. Un meccanismo questo già da lungo tempo presente in Italia e che si estende sempre di più  (sistema sanitario, sistema scolastico, sistema retributivo e pensionistico...) lasciando un’illusione di libertà nell’esaltazione della democrazia.

Il progetto di unificazione europea è naturalmente dettato dal presupposto della massima estensione dell’uguaglianza. Niente confini fra una nazione e l’altra, quindi niente patria; eliminazione della molteplicità delle lingue per ricondurle a quella che avrà il primato (l’inglese); stesso sistema scolastico, stesso sistema sanitario; nessuna libertà di giudizio (il mandato di arresto europeo è  pronto a condannarla), per non parlare della moneta unica, della polizia unica, delle innumerevoli normative che dall’alto della loro sovrana e intoccabile distanza i governanti d’Europa fanno piovere sulla testa di milioni di persone ignare della tirannia cui sono soggette.
 L’unificazione europea è, nella sua essenza, un’idea comunista. E’ comunista infatti, qualsiasi eliminazione delle differenze imposta da coloro che detengono il potere.L’ha bene riconosciuta un uomo sfuggito ai Gulag come Bukovskij denunciando l’Unione Europea come la nuova Unione Sovietica. Pochi giorni fa in un dibattito televisivo su La7, Giuliano Ferrara si è premurato di  interrompere Bukovskij  non appena questi ha accennato all’Unione Europea. Ma proprio la mancanza di discussione, che si protrae ormai da anni, su un  problema politico di tale importanza e che coinvolge tutti gli aspetti della vita dei cittadini, dovrebbe far comprendere agli Italiani  (come a tutti gli altri popoli dell’Unione europea) che si vuole tenerli il più possibile all’oscuro dell’immane rischio che stanno correndo. Se qualche volta si accenna alla questione dell’euro, questo avviene soltanto perché è impossibile tenerne nascoste le conseguenze negative in quanto sono sotto gli occhi di tutti.
 
L’unificazione delle monete però non è un particolare da nulla. Coloro che hanno compiuto un terribile errore dal punto di vista economico, sono gli stessi che governano, in base al medesimo principio dell’uguaglianza,  (unificazione significa uguaglianza in quanto l’ineludibile legge matematica prescrive che non si possono sommare le mele con le pere) tutti gli altri settori della vita dei cittadini. D’altra parte non è vero che hanno compiuto un “errore”: quello che hanno fatto, l’hanno fatto consapevolmente, così come consapevolmente è stato realizzato il comunismo in Russia. Lì le stragi, i Gulag sono avvenuti all’inizio perché c’erano gli antichi governi da abbattere. Da noi cominciano a verificarsi soltanto adesso perché i popoli sono stati tenuti all’oscuro dei veri scopi del progetto e, perché, malgrado la violenza psicologica e affettiva con la quale è stata imposta la perdita della sovranità monetaria, la perdita dei confini della propria Patria, l’assoggettamento al governo di stranieri, non è stato ancora necessario far scorrere del sangue. Ma i prodromi sono quelli che sta vivendo in questi giorni la Francia  (è l’unificazione europea che dà forza all’islamismo).
Non vi sembra significativo che la città in fiamme sia proprio quella Lione cui i nostri governanti vogliono a tutti i costi collegarsi smantellando le Alpi? □
 
Roma, 13 Novembre 2005
 

25 novembre 2005

Phosphorus & Xyiphophorus

A proposito dell'inutile, strumentale, idiota e stucchevole polemica sollevata da RAINews a proposito delle armi usate dal bieco regime del Grande Satana, mi e' venuto questo commento che ho postato dall'impareggiabile Wellington Non avendo altro sottomano, e considerandolo, immodestamente, divertente, lo posto anche qui.
 
Premesso che ogni arma ha per obiettivo l'uccidere, o quantomeno di nuocere al nemico, sulla burocrazia di convenzioni varie ci sarebbe parecchio da dire; dunque il problema di tutti gli eserciti belligeranti e', al solito, quello di eludere i cavilli burocratici.
Naturalmente non tutte le "culture" si informano agli stessi principi etici; e decenza vorrebbe, che chi taglia le teste a mano, almeno, non protestasse per i fumogeni... ma ormai, occidentale e' inteso quale sinonimo di coglione, quindi bisognera' dare in fretta qualche prova tangibile e convincente del fatto che cio' e' solo un errore di percezione.
 
Detto questo, il WP (fosforo bianco) non e' considerato "arma chimica" dalle convenzioni preposte a redigere questi, spesso, inutili elenchi. Cio' dovrebbe bastare a decapitare il bovino. E' evidente che le sparate degli antiimperialisti nostrani non abbiano l'obiettivo di dimostrare fatti concreti, ma solo quello di creare "cortine fumogene". Potrebbero essere esse stesse "armi chimiche" secondo il principio enunciato. La piu' bella giustificazione che ho sentita, non ricordo da chi, vedrebbe, e con ragione, un'arma in qualunque composto chimico; al che io penserei alla Nutella o, peggio ancora, alla Coca Cola. Decisamente sulla terra ci sono ancora specie umane diverse che hanno diversi cervelli ed usano diverse lingue... basterebbe che si limitassero a comunicare tra simili.

23 novembre 2005

Segue il precedente (Turchia)

Mi pare necessario aggiungere qualcosa poiche' alcuni argomenti vengono accettati senza discutere per indorare la pillola, ma queste "verita'" sono facilmente confutabili.

1) LA TURCHIA E' UN PAESE LAICO

Non e' vero. Era laico ai tempi di Ataturk ed ai tempi della Massoneria dei Giovani Turchi, ma ora e' sulla via di una forzata reislamizzazione, almeno da 20 anni. Erdogan e' il principale esponente di un partito islamico che propugna il ritorno della capitale da Ankara ad Istanbul, ripristinando l'assetto politico pre-Ataturk. La casta militare e' ancora l'unica parte della societa' turca che vi si oppone, ma in capo ad una generazione si omologhera' al partito del califfato.

2) LA TURCHIA E' UN PAESE MODERNO

Non e' vero. A parte 4 citta' che sono indubbiamente molto piu' moderne delle nostre, il 99% del territorio e' arretrato culturalmente ed economicamente; e cio' proprio a causa della religione islamica e del suo congenito fatalismo.

3) LA TURCHIA FA PARTE DELL'EUROPA

Non e' vero. Geograficamente nemmeno il 15% del territorio turco puo' essere, vagamente, considerato europeo. Tutta l'Anatolia e' indubbiamente asiatica, per cultura etnia e collocazione geografica.

4) LA TURCHIA E' UN OTTIMO ALLEATO

Si' e no. Lo e' stato quando il nemico era l'URSS, ma ora che il nemico e' l'islamismo ci vogliono molte: fede, speranza e carita' per credere ad una cosa simile. Il piu' moderato dei paesi islamici vede ancora cristiani ed ebrei come nemici ed Erdogan l'ha detto pubblicamente piu' volte e con disprezzo, parlando di "club cristiano" a proposito dell'Europa e paragonando i minareti di Istanbul a tante baionette. Chi ci vuole credere, ci creda; ma non costringa gli altri a fare altrettanto.

Chi ci guadagnerebbe dall'ingresso in UE della Turchia? Ma la Turchia stessa naturalmente. Gli economisti europei credono in tal modo di aprire una grossa fetta di mercato, cosa che potrebbero avere anche senza inglobare il paese; sulle capacita' della classe dirigente europea nutrirei qualche serio dubbio, ma qui il gioco si fa pesante ed e' meglio che la politica la facciano i politici; gli economisti facciano gli economisti, che basta ed avanza. Economicamente la UE non e' stata un successo e se il buon giorno si vede dal mattino...

Qui non si rischia "solo" il tracollo economico di settori come l'agricoltura dei paesi UE meno fortunati; si rischia una guerra di proporzioni enormi. Si tratta di una pesantissima responsabilita'. Esperimenti come questi non si fanno cosi' alla leggera; se un governo d'altri tempi avesse ravvisato un seppur minimo margine di rischio avrebbe lasciato perdere.

Vi piace la Turchia?

Ebbene andateci a vivere. E' un bellissimo e grande paese, ma con l'Europa non c'incastra niente e gli europei, a stragrande maggioranza, in UE, non ce la vogliono. Anzi, un referendum indetto in ogni paese europeo, probabilmente, segnerebbe la fine dello stesso colosso dai piedi d'argilla.

Che la sinistra sia adusa a far sorbire ogni sorta di decisione al proprio elettorato, accuratamente addestrato a fare poco uso del senso critico, e' un paio di maniche; ma che la destra faccia altrettanto con gli elettori che ha, mi pare assurdo; soprattutto in quanto si vuole vedere una reale differenza tra i due schieramenti, e poiche' non e' comprensibile che partiti che si dichiarano "identitari" siano tutti entusiasti per UE, Turchia eccetera, cio' mi procura la vaga sensazione di essere preso in giro.

Che l'entrata in UE del paese islamico sia parte di una decisione che vede esigenze geostrategiche e militari, prima di quelle economiche, e' cosa di cui pochi sembrano accorgersi. La Turchia ha un potente ed efficiente esercito; una volta in UE, il suo, sarebbe indubbiamente il migliore tra quelli schierati in campo, nonostante la prosopopea francese. Dunque si consideri che alleanze, o meglio, inclusioni del genere non possono essere imposte a tutti gli stati membri, ed ove cio' accadesse, una volta alle urne se ne dovrebbero trarre le debite conclusioni.

Se la Destra vuole vincere, veda di scendere dall'Empireo e curarsi di aspetti "marginali" come il tema identitario. Nonostante una discreta gestione della crisi economica nazionale ed internazionale, accuratamente falsata o messa in ombra dalla controparte, il risultato elettorale rischia di premiare un'opposizione che non ha saputo contribuire minimamente alla gestine della modernizzazione del Paese, anzi, ne ha sabotato sistematicamente ogni tentativo.

Si prenda atto di questa situazione, che a parere di chi scrive, e' evidente: puntando sul solo tema economico non si vince; puntando su quello identitario, invece, si "rischia" di stravincere, ma cio' comporterebbe una profonda revisione di politica nazionale e, soprattutto, internazionale. Pertanto le visite in Turchia e le ospitate italiane di premier arroganti fautori della reislamizzazione della "fu" atea societa' turca, rientrino nel novero dei normali scambi diplomatici tra diverse nazioni, ma non siano criptici segnali lanciati all'opinione pubblica del tenore: tanto e' gia' tutto deciso.

Lo pseudo-animale ombroso ed estinguendo gradirebbe avere qualche riscontro alla sua ennesima geremiade; chi vuole gli manifesti la sua approvazione, o riprovazione.

19 novembre 2005

Lettera Aperta a Vittorio Agnoletto

Ricevo dal Club Brunelleschi la seguente missiva che pubblico senza alcuna modifica.

CLUB BRUNELLESCHI
club.brunelleschi@email.it
visita: http://club-brunelleschi.splinder.com
fax 055289098
cell 3478288390 / 3392660648

Vi inviamo la lettera aperta di Paolo Amato e Angelo Pollina a Vittorio Agnoletto.
Sul blog http://club-brunelleschi.splinder.com troverete i particolari della vicenda.
Cordialità,
Il Comitato

COMITATO PER ORIANA FALLACI E IL DIRITTO DI LIBERA ESPRESSIONE

- Lettera aperta a Vittorio Agnoletto-

Firenze, 16/11/2005


Onorevole (si fa per dire) Vittorio Agnoletto,

abbiamo appreso dalla stampa che la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Oriana Fallaci, a seguito della querela da lei presentata nei confronti della nostra concittadina.
Ebbene: allora denunci anche noi. Perché condividiamo ogni parola scritta da Oriana Fallaci.
E stia tranquillo che, con noi, dovrà denunciare anche tante altre persone che condividono e sottoscrivono le opinioni e i giudizi della grande scrittrice fiorentina.
Vede, onorevole (si fa sempre per dire) Agnoletto, noi ricordiamo ancora le accuse infamanti da lei rivolte ad Oriana Fallaci nella trasmissione "Porta a porta" del 10 maggio 2004.
Così come ricordiamo pure la manifestazione svoltasi in Piazza Santa Croce nel novembre del 2002, durante il raduno no global a Firenze. Una manifestazione nella quale Oriana Fallaci venne non solo insultata ma persino irrisa a causa del suo male incurabile.
Ed è una ben strana democrazia quella in cui alcuni si possono permettere di offendere impunemente, mentre altri vengono chiamati a rispondere delle proprie espressioni davanti ad un Tribunale.
Certo lei ha un precedente illustre: quello del noto provocatore e integralista islamico Adel Smith, il quale - come sicuramente saprà - è addirittura riuscito ad ottenere dalla magistratura italiana il rinvio a giudizio per Oriana Fallaci. Ma è un precedente che non le fa onore.
Noi, che abbiamo un' altra e più alta idea del confronto politico, ribadiamo quindi la nostra più totale solidarietà ad Oriana Fallaci e riconfermiamo di condividere ogni sua parola.
Restiamo perciò in attesa della sua denuncia e la salutiamo con disistima.

Paolo Amato Angelo Pollina
Capogruppo Forza Italia in Palazzo Vecchio Consigliere regionale di Forza Italia

14 novembre 2005

Cosa sono i NeoCon

e cosa non sono
Prendo spunto da una lettera inviata al Corriere della Sera da un signore italo-americano, residente da tempo in USA. Da cio' che vi si legge, si puo' intuire che lo scrivente non e' propriamente uno sprovveduto, ma, al contrario, ha una profonda conoscenza del meccanismo politico-istituzionale USA. L'oggetto della lettera e' un articolo in particolare, ma l'argomento trattato verte sull'uso strumentale dell'informazione, che sebbene in Italia non avesse mai brillato per grande obiettivita', nondimeno sta ormai raggiungendo livelli preoccupanti di disinformazione pianificata e strutturata a fini politici. Siccome l'entusiasmo per il movimento NeoConservative USA e' vissuto, in Italia, in modo acritico e superficiale, credo che la lettera dell'amico americano possa offrire lo spunto per ulteriori approfondimenti e riflessioni su cio' che il movimento suddetto rappresenta, sull'indirizzo politico di chi vi aderisce e su chi, in Italia, vi si riconosce.
«Gentile redazione/direzione,
A quanto pare una corretta informazione non abita più al Corriere.
Il vostro Carretto nell'ultimo articolo fa un florilegio di insinuazioni, allusioni e disinfirmazione che supera la decenza.
I Neocons non sono un partito, non sono quelli di Dio Patria e Famiglia, anzi molti sono addirittura atei e sono tutti di estrazione della sinistra americana, qualcuno addirittura trotzkista.
Il fatto che Bush abbia scelto la loro strategia per la guerra in Irak, non sta a significare che i Neocon sono repubblicani e religiosi.
Quanto a Libby, aspetti il Caretto a raccontare fole; quando Libby avra' modo di dire la sua, la verita' verra' fuori, e allora si sapra' se e' stato un complotto dellla CIA di Tennet amicone di Clinton che invece di servire il paese, ed essendo l'attacco alle torri gemelle progettato ed organizzato durante la presidenza Clinton e Tennet, ha usato le veline per complottare contro l'amministrazione Bush grazie a giornali e giornalisti "amici".
Nel processo se ne vedranno delle belle, si vedra' che lo stesso Wilson si vantava con amici pubblicamente del lavoro che sua moglie faceva alla CIA, dove neanche era agente segreto ma solo un' impiegata analista.
Naturalmente quando la verita' verrà a galla chi si scuserà , chiamera' in tribunale i giornali diffamatori e manipolatori della verità?»

Armando Brhuno di Lorenzo

12 novembre 2005

Il motel dei polli ispirati

Provocato da Iacopo del Cassero su di un tema, per me cruciale, vorrei approfondire qui, in quanto la lunghezza del testo e' poco adatta ad un commento. Le riflessioni che seguono sono un po' disordinate, ma mi auguro siano intelleggibili.

Siccome mi sono limitato al tema proposto, vorrei approfondire il concetto di multiculturalita'.
La societa' non definita qualitativamente e' un concetto che non m'interessa, al contrario Iacopo pensa che sia piu' importante, ma non mi pare questo il problema.

La multiculturalita', intesa come piu' societa' riferentisi ognuna ad usi e costumi diversi, che condividono lo stesso territorio, altro non e', a parer mio, che la societa' tribale con un altro nome.
Quando si tratta di queste tematiche e' necessario usare dello strumento giusto, e questo non e', a mio avviso, la filosofia, ma l'antropologia. Secondo questa scienza, assai negletta in quanto un po' scomoda, il modello di societa' che da le migliori garanzie di evolversi e' quella in cui una cultura egemone ha avuto il modo di instaurarsi, cio' che alcuni chiamano: "civilta'"; infatti, la societa' tribale non consente l'instaurazione di una civilta' vera e propria, in quanto e' circoscritta a pochi nuclei familiari e deve gestire un territorio limitato; inoltre, la vicinanza con culture concorrenti impone anche una difesa onerosa in termini di risorse; ovviamente, queste sarebbero altrimenti destinate al suo sviluppo; il che significa che non e' possibile assicurare la pace sociale ove piu' culture risiedono sullo stesso territorio; piu' questo e' angusto, peggio e', in quanto i meccanismi ancestrali devoluti alla salvaguardia ed alla conservazione della specie moltiplicano l'aggressivita' in maniera direttamente proporzionale alla densita' abitativa.

Da un punto di vista estetico la cultura e' comunque una forma, quindi un insieme di usi, costumi, linguaggi, abitudini ben precisi. Non e' possibile inserire usi e costumi esterni in una cultura, se non molto lentamente; in ogni caso vi saranno resistenze ad accettarli in quanto l'uomo e', prima che un individuo, un animale abitudinario come quasi tutti gli altri.

Quindi siccome le culture si mescolano difficilmente, e comunque assai lentamente (e non solo per criteri utilitaristici), ne consegue che occupano la maggior parte del proprio tempo a farsi la concorrenza, quando non la guerra tout-court, vigente la societa' tribale.

E qui arriviamo al punto, ovvero: lo stato nazionale. Fino a poco tempo fa si considerava questo istituto una grande conquista sociale; e' indubbio che la scienza e la tecnologia occidentali gli debbano lo sviluppo di cui oggi godiamo.Ma "alcune" teorie politico-economiche basate sull'internazionalismo non lo vedono di buon occhio. Le stesse comunita' che non si riconoscono pienamente nella cultura egemone spingono per acquisire maggiore importanza, quando non la supremazia; di qui nasce l' "esigenza" di creare uno stato che sia nel contempo nazionale e multiculturale.

Perche' non ho accennato all'immigrazione? Perche' in tutti gli assetti nazionali maturi si e' sempre sopperito con i figli alle accresciute necessita' (quando non si muoveva guerra); e poi, per le ragioni che ho espresso prima, quando una nazione ha gia' un'alta densita' abitativa non e' igienico ne' fare figli, ne' tantomeno importare persone da fuori. Gli automatismi che sovrintendono a questo sono gia' insiti nel DNA degl'individui, dunque non e' necessario introdurre regolamentazioni esterne vincolanti.

Quindi, l' "esigenza" del multiculturalismo corrisponde a ben precise istanze politiche volte a distruggere lo stato nazionale per realizzare l'atomizzazione della societa', che precede la sostituzione della cultura egemone, o al fine di perseguire un'utopia internazionalista. Naturalmente anche l'economia spinge in tal senso, con obiettivi del tutto diversi, ma il risultato, alla fine, e' lo stesso. Siccome all'uomo non e' dato di controllare territori immensi, o meglio, a marcarli ed identificarvisi in ragione della sua natura animale, le istanze internazionaliste si risolvono in un fallimento, prevalgono quelle atomistiche e dunque si torna al punto di partenza.

10 novembre 2005

Siccome Gladio non serviva a niente

(la verita' in dispense)

e non vi era alcun pericolo d'invasione da oltrecortina, anzi si temeva che gli americani trasformassero l'Italia in una dittatura sudamericana, vediamo un po' di leggere la Storia in stile Alberto Manzi per gli odierni tri o (quadri) nariciuti refrattari oggi piu' che pria all'uso del senso critico.
Quando il PCI accetto' l'ordine di scioglimento delle bande armate, non erano ancora state bombardate Hiroshima e Nagasaki e la segreta speranza di Togliatti era ancora quella di uno sconfinamento dell'Armata Rossa. Dunque, opto' per l'attendismo: fece eliminare fisicamente tutti i compagni che mostravano di avere una certa fretta di fare la rivoluzione e fece consegnare le armi inservibili, mentre quelle requisite alla Wehrmacht ed alla Repubblica Sociale vennero occultate nelle principali fabbriche italiane. Si trattava di Fiat, Ansaldo, Om, Innocenti, Marelli, Pirelli, Falck, Lancia, Breda, Bianchi, per non nominare che le piu' importanti. Le armi occultate costituivano un arsenale immenso che comprendeva aeromobili e carri armati; quelle poche che vennero scoperte nel '51 furono: 89 cannoni, 489 tra mortai e lanciafiamme, 2113 mitragliatrici, 3232 tra fucili e mitragliatori, 9560 tra fucili e moschetti, 59361 pistole, 23678 bombe a mano, 141180 q.li di esplosivi vari. Cio' avrebbe potuto armare parecchie decine di migliaia di uomini. Non passa anno che non vengano scoperti nuovi arsenali; in liguria, mesi fa, ne e' stato scoperto un'altro contenente armamenti leggeri e pesanti della stessa qualita' di quelli di cui sopra. Naturalmente e' stato attribuito al progetto Stay Behind ancor prima di essere stato esaminato. Allora, chi insiste nel dire che 900 persone deputate all'organizzazione di una linea di difesa interna, ai servizi logistici e all'addestramento in caso d'invasione costituivano un pericolo maggiore mostra, quantomeno, scarsa obiettivita' di giudizio. Sarebbe interessante sapere perche' un partito che si protesta democratico dovrebbe aver bisogno di tutto quel popo' di roba? Chi potrebbe mai garantire che chi ha spesso ucciso i propri colleghi partigiani ed i propri stessi compagni, nutra ora le piu' pacifiche intenzioni? E che non v'e' alcuna necessita' di difendere le istituzioni democratiche da una tale minaccia? E che queste, di concerto con gli alleati, non debbano nemmeno predisporre una base minima di difesa? Uno sano di mente penserebbe che Gladio e' stata silurata per eliminare l'ultimo baluardo di difesa. In realta' fu un regalino di Andreotti per favorire la distensione con il pacifico PCI: tu mi lasci sopravvivere ed io ti consegno un "caso" da strumentalizzare a tuo piacimento: tanto e' obsoleto e non serve piu' a niente. I gladiatori: dei poveracci di patrioti svenduti per un favore che non venne mai ricambiato (la DC scomparve comunque "misteriosamente" insieme al PSI); gente che si vide sputtanata sui giornali ma che non derogo' mai dall'impegno di servire in silenzio. Nessuno lo fece mai. Storia analoga per la P2 che sebbene fosse stata costituita successivamente, era la stessa roba ad un piu' alto livello politico-finanziario: la lenta costituzione di un polo politico autenticamente alternativo all'egemonia dell'unico sopravvissuto al Giudizio Universale. Con il senno di poi, chi non mette il cervello all'ammasso, ne puo' trarre le debite conclusioni.

Il sauro apologizza

Ciao a tutti. Chiedo scusa per la mia forzata assenza, che dovrebbe terminare qui ed ora. Una nota, come sempre, autoreferenziale: il web del sauro e' volutamente, ed inevitabilmente, "giurassico" ed e' stato preso dal preesistente per uniformare tutte le molteplici iniziative fallimentari del pigerrimo rettile. L'animale estinguendo se l'e' fatto tutto da se, con il sudore delle sue zampone, circa 5 anni fa e poi, pascolando qui e la, ha trasferito tutto dove sta ora. Poche immagini e molto testo secondo la (occorre dirlo?) vecchia, anzi vecchissima, scuola, la cui scienza risale alle origini di Eurasia (non ho scritto Eurabia). A parte qualche piccolo ritocco, rimarra' sempre uguale a se stesso: tutto bello piatto, senza ombre inquietanti, animazioni invadenti e colori sgargianti. Chi sa "accontentarsi" delle parole, e della propria fantasia, potra' trovarvi qualcosa di suo gradimento, chi invece ama il flash e le animazioni che mettono sotto sopra lo schermo e' decisamente nel posto peggiore in cui potesse capitare. Probabilmente l'ultimo collegamento del primo menu a sinistra e' l'unica cosa che potra' soccorrerlo ed allontanarlo rapidamente dalla preistoria. Ringrazio chi mi ha suggerito alcune modifiche che realizzero' prontamente entro la prossima era, come sempre.

Dino Sauro in Pseudo

24 ottobre 2005

Senza parole

Dal web governativo canadese http://www.dfait-maeci.gc.ca/canadaeuropa/italy/embassy03-2-it.asp traggo:

«E politica del Governo canadese far sì che i cittadini canadesi e tutti coloro che siano stati legalmente ammessi in Canada per la residenza permanente, abbiano per primi la possibilità di occupare ogni eventuale posto di lavoro vacante prima di emettere un’autorizzazione di lavoro temporaneo ad un cittadino straniero. »

Mandiamo qualcuno ad "aggiornarsi" ad Ottawa?

12 ottobre 2005

Notizie flash

Dal Mare Nostrum (si fa per dire)

Roma: SPQR no grazie! Civis Romanus Sum non varra' piu' sul suolo dell'Impero. Diritto di voto attivo e passivo a tutti gli stranieri, schiavi, foederati e turisti (a questi ultimi solo dietro compenso). Dalle piu' remote Provinciae il Proconsole di Janua Periculum propone una nuova ed entusiasmante interpretazione giuridica della Magna Charta. La Plebe, galvanizzata, non vede l'ora di essere rimpiazzata da nuova linfa umana. Ai dissenzienti verra' gratuitamente offerta una crocera sulla lussuosa trireme noglobal Ciap Alascour che provvedera' a trasportarli sugli incantevoli lidi dell'Africa Settentrionale (hic sunt leones) al fine di ottimizzare i viaggi di andata e ritorno.

Segue: La comunita' gay imperiale si divide sul merito dell'interpretazione di Periculum. Ma la maggioranza propende per l'elettorato passivo.

Lampedusa: Sbarcano in 12 nottetempo e impalano 6 uomini, 2 cani e 4 gatti, violentano una novantenne, 247 individui dal sesso incerto e 11 tra capre, pecore e maiali; gli incursori ospitati nel locale centro di accoglienza, hanno gia' richiesto asilo politico. Il premier Barbaroni: "Non ci saranno difficolta'".

Venezia: Reportage esclusivo sulla battaglia di Lepanto dai nostri inviati embedded (ai remi) sulle galere della flotta di S.Marco.

Cipro: Inchiesta approfondimento a cura di M. A. Bragadin sul tema: "l'Islam cambia pelle".

27 settembre 2005

Il Kamikaze

In lingua giapponese significa "Vento Divino"; nell'accezione attuale, il termine, identifica ormai quasi solo i terroristi suicidi musulmani che in lingua araba vengono detti "shah'id"; e per chi ancora non conoscesse l'arabo (lacuna da colmarsi al piu' presto), cio' significa "martire"; un po' come i nostri progenitori cristiani che, come tutti sanno, si facevano esplodere al Circo Massimo e facevano bratwuerst di tigri, leoni e romani assieme: insomma, piu' o meno la stessa cosa dato che parliamo di "religioni di pace". Ma nell'Italia "progressista" (la e', la e'...) ci sono anche i kamikaze dell'informazione, o meglio: della controinformazione, o meglio ancora: della disinformazione e dell'insulto libero, che come si sa, e' liberamente consentito solo se il destinatario e' di destra (leggi fascista), o peggio nazionalista (leggi xenofobo); il liberale non esiste ancora ed e' allo studio una nuova definizione. Infatti quando il bersaglio si trova dall'altra parte dell'emiciclo, scattano le denunce e le condanne fioccano con una velocita' perlomeno sospetta, considerati i tempi geologici della giustizia italiana. Per "stringere" diro', senza smentire la mia xenofobia, che il kamikaze, questa volta, e' di pelle nera e sangue blu, ad occhio e croce (pardon per la croce), e che i suoi obiettivi prediletti sono rispettivamente: i musulmani intelligenti (esistono, vedi alcuni Allam), gli xenofobi impenitenti (chi qui scrive e chi qui legge), tutto cio' che inizia con la lettera "B" senza alcuna distinzione, ed una Signora in particolare, sulla quale l'araba fenice, poiche' questa risorge sempre dopo ogni esplosione, rovescia missive su missive nelle quali rivela un interesse tra il lesbico ed il ninfomaniaco descrivendo minuziosamente ogni perversione che nel suo delirio presume avvenga (a meno che non abbia installato qualche microspia), nell'alcova della bersagliata. Udite, udite: ora, pure i 400 gatti di Tocque-Ville hanno destato il suo interesse; probabilmente perche' da soli sono piu' o meno il triplo della pur cospicua Ummah islamica cui la martirizzatrice & martirizzanda si erge a paladina. Infatti, su meno di 1.000.000 di cittadini italiani e stranieri, residenti in Italia, di religione islamica, almeno 600.000 sono di nazionalita' albanese o di aree limitrofe; e questi sono in altre faccende affaccendati, e non paiono molto interessati ad instaurare il Califfato in Europa; tra i restanti 400.000, meno di un migliaio frequentano le moschee, che al contario di cio' che pensiamo noi ignoranti e xenofobi, non sono affatto luoghi indispensabili al culto islamico, ma autentici centri di indottrinamento, quasi tutti nelle mani della Massoneria egiziana dei Fratelli Musulmani (l'abbiamo detto alfine) che sono i veri datori di lavoro dell'araba fenicorta sempre risorgente etcetera, etcetera... se poi andiamo scremando tra i musulmani che non hanno ancora bene capito dove si trovano e la "dirigenza" composta prevalentemente di pseudo-imam autoproclamatisi, la cui unica fonte d'istruzione e' stata il Sacro q'ran, ed i reduci del marxismo-leninismo nostrani, cui l'unica fonte d'istruzione e' stata il Capitale (ed il Manifesto per i piu' evoluti), ecco che i numeri arabi, che al contrario di cio' che crediamo noi ignoranti e xenofobi, non fanno ancora oggi parte della lingua araba e sono stati copiati (0 compreso) pari, pari, dalle civilta' persiana ed indiana, ci soccorrono, rivelandoci che il numero approssimativo e' ben al di sotto delle cento unita', tra i quali, gl'italiani saranno, si e no, una ventina. Considerato che in Italia dovrebbero contare gl'italiani e non gli stranieri, ecco dunque che meno di 50 persone sono libere di insultare i rimanenti 57.000.000, di minacciare la decapitazione dei medesimi, senza che la Magistratura, tanto lesta ad intercettare gl'italiani che copulano o defecano, mostri il minimo interesse. Chi desidera visionare il testo (si fa per dire) al quale mi sono "ispirato", lo trovera' in http://orabasta.iobloggo.com/archive.php?eid=121 Avvertenza: questi specchietti per le allodole xenofobe, sono stati disposti per acquisire il numero di IP dei visitatori, onde poterli schedare e catalogare secondo lo stile della Muttwa (la polizia islamica). La legge islamica si occupera' dunque dei miscredenti a cui appartengono. Temo che se le Istituzioni non riterranno di dover provvedere drasticamente, a qualcuno scappera' la pazienza.

23 settembre 2005

Fortuna che c'e' l'Euro

A chi ha superato gli anta non sara' difficile ricordare i sussidiari o i libri di geografia delle scuole medie che riportavano, accanto alle cartine geografiche delle nazioni, le fotografie sorridenti di alcuni "esemplari" tra i rispettivi abitanti. Un lappone in abiti tradizionali, un inglese in bombetta, un arabo con la kefiah e via enumerando. A nessuno sarebbe mai passato per la mente che uno svedese potesse essere basso di statura e di carnagione scura, e questo semplicemente perche' gli stati nazionali tendevano a conservare le rispettive caratteristiche etniche e culturali, pur senza voler esplicitamente preservare la loro "purezza" originaria; non era ancora stato introdotto il dogma politically correct della xenofobia e nessuno si sentiva in colpa per essere come Madre Natura l'aveva fatto. In Francia, al solito, s'incontravano i francesi che parlavano francese e pur tenendo conto dei trascorsi coloniali della nazione, e quindi della presenza di molti maghrebini ed asiatici, avevano tratti somatici e caratteristiche come dire... "francesi". Facevano eccezione gli USA e tutte le nazioni del Nuovo Mondo che erano, e sono, fondate sull'immigrazione e che nelle rispettive carte costituzionali specificano espressamente la volonta' di accogliere ed aiutare chiunque desideri una terra e la liberta' individuale. Del resto, l'immensita' dei territori americani ed australiani esigeva una maggior presenza umana, dunque l'immigrazione veniva incoraggiata anche a questo fine. Infatti, la piu' grande differenza tra il vecchio ed il nuovo continente, sta proprio nella demografia: 29 abitanti per km2 in USA, contro i 392 dell'Olanda che e' il paese a maggiore densita' abitativa di tutta Europa. 9.629.091 km2 di estensione per il grande stato americano e 41.528 per il piccolo stato europeo. L'evocare il concetto di "spazio vitale" sa un po' di fascista (altro dogma indimostrabile), ma chi ha familiarita' con l'antropologia sa che la qualita' della vita umana decade inesorabilmente quando si superano le soglie, per altro assai variabili, della concentrazione umana in spazi territoriali dati. Il solito marziano che dovesse trarne una conclusione, sarebbe portato a dedurre che i terrestri sono un po' stupidi, considerato che la maggior parte del globo e' disabitata. Un'americano scarsamente informato penserebbe invece che gli europei si danno un po' troppo da fare con il sesso per le prorie possibilita'. Un europeo informato auspicherebbe invece la colonizzazione della terra da parte della civilta' marziana, dacche' conosce esattamente i termini della questione, e sa perfettamente che gli europei si sbattono molto, ma figliano assai poco; al contrario delle genti che accolgono sul proprio territorio, che hanno ancora qualche difficolta' ad indossare un preservativo, o sono dotate di esofagi cosi' stretti da non permettervi il passaggio di quelle piccole pillole che non sono esattamente come le aspirine. Infatti l'incremento demografico e' dovuto solo all'immigrazione, che anticipando la deriva dei continenti, si rovescia sulla solita vittima, che vecchia com'e', non riesce, o non vuole opporvisi, preferendo la bugia pietosa dell'umanitarismo al pragmatismo che ha contraddistinto un tempo le ormai smemorate civilta' autoctone. Dunque al piu' famoso calciatore olandese, di tale non rimane che il nome, essendo questi un afro-americano dalle treccine alla Bob Marley. Ma guai a dire cose simili; si rischia il "razzismo" e la "xenofobia" la cui sola enunciazione mette in moto leghe antidiffamazione ed istituti burocratici gestiti in proprio dagli stranieri e foraggiati dalla Confraternita del Benessere Universale con sede, vedi il caso, a due passi da Amsterdam. Le diversita' che hanno reso la specie umana forte ed in grado di colonizzare ogni angolo del pianeta, sono dunque destinate a scomparire; le belle varieta' di razze etnie e culture, si annullano in un minestrone indefinibile; la colonizzazione che un tempo era orientata da Nord a Sud, funziona ormai da Sud a Nord; cio' che era vuoto, sara' ancora piu' vuoto e cio' che era pieno sara' ancora piu' pieno. Non preoccupiamoci, adesso abbiamo l'Euro, mi dice il mio amico svedese tra un tiro e l'altro dal suo narghile'.

15 settembre 2005

Gubbio Caput Mundi

ovvero Pubblicita' Progresso
 
Si sa che l'Italia progressista si sente ormai pronta a sfidare gli USA in materia d'immigrazione, date le nostre pianure sconfinate ed i nostri deserti che urge ripopolare, date la nostra immensa ricchezza e la valuta conveniente, data la nostra economia in bruciante ripresa; si sa anche quanto chi, avendo ormai speso gli ultimi spiccioli regalatigli da Mosca, si senta investito dai sacri furori savoranoleschi e, coperto del solo saio d'ordinanza, predichi l'uguaglianza biologica e la fratellanza tra i popoli, con l'eccezione degli americani e degli ebrei naturalmente, dunque la cittadinanza universale e, dulcis in fundo, inviti all'onesta' ed alla poverta' francescana le genti italiche (razza, etnia, popolo, o che altro?). Ebbene, considerato che proprio in quest'ambito di stucchevole e sdolcinato, ancorche' elettoralmente assai interessato, amore universale, vanno inquadrate sia l'accoglienza ai pacifici adepti del Saladino che le marce estenuanti sotto gli umbri acquazzoni, ne' potrebbe essere altrimenti, arriviamo proprio a lui: S. Francesco; che, grazie alla sua dimestichezza con gli animali, dal paradiso, ce ne spedisce ogni tanto qualcuno che tenti l'impossibile, ovverosia, lo spiegarci quanto siamo scemi, oppure, toglierci dalla zucca qualche mito duro a morire, come quello del "lupo buono" e quello delle "religioni di pace". Considerato che in stagione di caccia gli uccelli del paradiso sono entrati in agitazione, e l'Arcangelo Gabriele ha fatto la shahada l'altro ieri, rendendosi indisponibile per l'eternita', il Frate, per ben due volte crociato in Terrasanta, ha sciolto a malincuore la catena al lupo di Gubbio; come si sa, animale scontroso ed assai poco politically-correct che, pur nutrendo per il Santo il solo interesse che la natura gli ha concesso, se ne fa, ancorche' molto malvolentieri, humile strumento, dando a noi prova tangibile di quanto sia piu' facile per gli animali parlare con l'uomo che viceversa. E non c'e' bisogno di miracoli, o di una cultura michelangiolesca per capire cio' che il lupastro ci viene a dire. Basta andare a leggere cio' che scrive: lupodigubbio.splinder.com/

08 settembre 2005

Le Vespe

(un singolare Aristofane)

So bene che a citare i giornalisti italiani contemporanei, ed in particolare quelli che non rientrano nella categoria dei "progressisti" si rischia la gogna culturale, ma e' un fatto che alcuni argomenti i "progressisti" non li vedano, e dunque non li trattino nemmeno. Il tanto discusso Bruno Vespa, ad esempio, il "tenutario" della "terza camera", l' "architetto" del "contratto con gl'italiani" et cetera, ha scritto l'ennesimo "Gone with the wind"; e cioe', un volume dal titolo volutamente enciclopedico ed ironico: "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi", nel quale si possono, o meglio: si potrebbero, leggere tante di quelle cose che risponderebbero ad interrogazioni parlamentari, che svelerebbero "segreti di stato", che suggerirebbero inquietanti ipotesi sul futuro dell'Europa e del mondo, ma... non se lo fila proprio nessuno. Eppure si tratta di un collage di letture, articoli, opinioni e riflessioni di illustri politici, colleghi giornalisti e financo pontefici e capi di stato; e' lecito domandarsene il perche'. Lo scarso credito conferito al pur brillante ed esperto giornalista, miracolato ed al tempo stesso ghettizzato dalla DC e dalla TV, e' l'origine o la conseguenza di cio' ch'egli riferisce? Chi scrive propende per la seconda ipotesi. Cio' che vi si puo' leggere da infatti spiegazioni del tutto diverse da quelle che hanno ricevuto l'imprimatur della solita (chiedo venia per la monotonia) Egemonia Culturale Cripto Marxista. Spiegazioni assai piu' ragionevoli dei dogma che hanno "fatto" l'opinione degl'italiani nella Prima Repubblica; come per la strage di Piazza Fontana, come per l' "omicidio" Pinelli, come per la strage di Bologna. Le tesi di Vespa sono dunque poco "opportune" in quanto  la macchina progressista resterebbe orfana dello stesso architrave della propria azione ideologica e politica, che pare non aver subito alcun restauro nonostante le crepe arrecategli dal sisma Berlusconi e dalla ventata di strano liberalismo che ha scompigliato un po', e per la prima volta, dalla morte della Destra Storica,  la permanente della procace matrona italiana. Una di queste pericolose eresie viene, probabilmente, da una fonte molto autorevole: il giornalista italo-egiziano e Vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam; e non si tratta nemmeno di un'intuizione, ma di una testimonianza documentale. Si tratta nientemeno che del programma dell'islamismo mondiale. Un elenco dettagliato dei passi che Al Qaeda e le sue sottoreti dovranno attuare per distruggere l'assetto degli stati occidentali post Vestfalia, instaurare il Califfato Islamico e quindi realizzare l'ultima profezia di Muhammad: "Non vi sara' pace sulla terra fino a che l'Islam non trionfera' ovunque". Questi testi sono comparsi sul web molto prima dell' 11 Settembre 2001 e non paiono farneticazioni di esaltati, ma programma attendibile e realizzato da esperti di strategia e politica internazionale. Non dovrebbe esservi alcun dubbio sul fatto che il terrorismo, l'acquisizione di patrimoni occidentali e l'immigrazione siano tutti tasselli di uno stesso mosaico, che una volta composto, cancellerebbe interi popoli e relative storie. Per la verita', uno stratega realmente degno di questo nome, ci arriverebbe da solo senza bisogno degli eterei suggerimenti di internet; ma evidentemente, di strateghi non ce n'e', o si vuole fingere che cosi' non sia; che l'immigrazione sia solo la ricerca di una vita dignitosa, che le acquisizioni patrimoniali arabe siano normali transazioni economiche, che il terrorismo sia solo un fenomeno da ricondursi ad una frangia violenta e minoritaria dell'Islam. Se poi tutto cio' compare in un volume non dedicato specificamente agli addetti ai lavori, lo si ignora semplicemente o se ne parla distrattamente e con sufficienza. Cosi' come si fa con i "J'accuse" di Oriana Fallaci che hanno venduto milioni di copie e che cominciano solo ora a destare l'interesse, ma a denti stretti, dei dibattiti culturali "autorizzati". Beh, mi pare che non vi siano dubbi. Non si tratta di semplice stupidita', ma di malafede. Si legge solo cio' che va letto e s'ignora tutto il resto. Intanto, merce' gli accordi internazionali di Schengen, stipulati come nulla fosse, gl'integralisti islamici, con una sollecitudine un po' sospetta, resi cittadini comunitari da alcuni stati UE sono liberi di scorrazzare ovunque e godono di previlegi spesso superiori a quelli dei cittadini autoctoni; fondano associazioni giuridiche atte ad estirpare il "cancro" dell'antiislamismo e denunciano i cittadini che, in preda a violenti raptus di xenofobia collettiva, vorrebbero invano rispedire le "risorse" a casa loro e riprendere possesso delle legittime sovranita' nazionali, affittate, vendute, quando non regalate, dai loro governanti a superstati o a comunita' pseudo-religiose. Decisamente Aristofane avrebbe avuto materia per scrivere ben altro, se fosse vissuto ai giorni nostri, ma il suo "Le Vespe", probabilmente, non avrebbe avuto alcuna recensione e dunque non l'avrebbe visto nessuno.

02 settembre 2005

Mettiamo i puntini sulle i ?

Ultimamente si raccontano un po' troppe balle sulle "religioni di pace". Da Lisistrata ho tratto una piccola ed esauriente recensione di un altro libro all'indice della Onnipotente Egemonia Culturale. Il link e' nello stesso titolo. Poi parleremo anche di paciose religioni e nazionalsocialismo; tanto per puntualizzare. Tutto cio' per ristabilire almeno un barlume di verita' in un momento in cui una esigua ed aggressiva minoranza pretenderebbe di essere "perseguitata" e "discriminata" dagli "usurpatori" nella casa dei quali si e' introdotta di soppiatto, o con l'aiuto delle locali istituzioni nazionali ed internazionali, corrotte o in malafede. Nel preciso momento in cui scrivo su molti cittadini eurobei pende la spada di Damocle di una giustizia asservita agli interessi di culture che con l'Europa e la sua Storia hanno sempre fatto a cazzotti; secondo norme illiberali si vuole vietare sul suolo della Confraternita di parlar male dell'Islam, mentre si discriminano e si deridono i cattolici nei parlamenti eurobei. Altre illuminanti informazioni potranno essere lette, da chi lo desidera, su UnpoliticallyCorrect. Chi pubblica questo materiale, ben lungi dall'essere "xenofobo", "razzista", "fascista", "nazista" (come da manuale) e' una sparuta avanguardia di persone che ama la liberta' e che non vuole che la terra dei propri avi sia conquistata con l'astuzia o con la violenza dagli aggressori di un tempo fattisi piu' audaci merce' la stupidita' della nostra classe dirigente. Molte di queste persone sono state minacciate; alcune vivono sotto scorta, ma la vulgata vuole che esse siano il pericolo ed i loro aggressori la salvezza. Da ateo piu' o meno devoto, come altri assai piu' celebri del sottoscritto, mi viene di dire "Che Iddio abbia pieta' di noi". Buona lettura.

01 settembre 2005

Chi incontra chi?

Benedetto XVI - Fallaci, o viceversa?

Il dubbio e' legittimo, anche se si legge da qualche parte che l'assalto islamico all'occidente e' un' "opinione" di Oriana Fallaci; che il Papa "e' un nazista"; che sarebbe stato meglio far "svagare" il Santo Padre in un colloquio piu' interno alla Chiesa Cattolica, magari con l'immigrata capoverdiana sponsorizzata dai DS. Eh, gia'... ma chi la conosce, la pur esemplare immigrata santificata in vita dall'Egemonia Culturale in Persona? Forse che la Fallaci non e' un "politico" conosciuto, prima che una grande giornalista? Se, puta caso, si candidasse alle prossime elezioni politiche, dubito assai che il partito che riuscisse nel colpo gobbo, avrebbe problemi a superare il fatidico 4%. I soliti xenofobi, che chi scrive usa frequentare di nascosto (causa lo stretto controllo della Lega Araba al gran completo), dicono che una candidatura della Fallaci significherebbe automaticamente la maggioranza relativa del suo partito, cosi': senza nemmeno bisogno di "liaisons dangereuses". Tanta e' la sotterranea condivisione delle sue preoccupazioni e delle sue denunce tra tutti gl'italiani, che da comunisti a fascisti, pur non confessandolo, sarebbero disposti a disobbedire alla rigida disciplina dei rispettivi partiti per indicare chi si candidasse finalmente a porre un freno all'alluvione europea. Naturalmente non ci sara' mai dato di verificare sul campo se queste sono fantasie, ma vale la pena di considerare anche quest'eventualita' prima di insultare una donna malata o dare del fascista al Papa. Queste sono cose che disturbano la sensibilita' di chi non e' stato addestrato alla scuola marxista-leninista, usa a colpire duro e sempre sotto alla cintura. C'e' chi ora attende con trepidazione o con paura il "resoconto" del colloquio. Personalmente, credo che non vi sara', ma "sento" che qualche sorpresa potrebbe arrivare presto.

29 agosto 2005

ThankYouOriana

o FuckYouOriana?

Ho pubblicato il messaggio in calce sul forum www.thankyouoriana.it al topic "Situazione italiana" e l'ho intitolato "Pro Oriano Fallace", ma non e' scomparso solo il mio topic: e' scomparso tutto il forum. Chissa' che il web non sia stato a sua volta denunciato dalla Islamic Anti-Defamation-League oppure, come sostiene un maligno ben informato, non si tratti di una trappola per allocchi gestita dalla "gioiosa macchina da guerra" pro "religione di pace". Dialogate, dialogate... vedrete dove andremo a finire. Tornando "a bomba", come molti sapranno gia', un surfer dal nick piuttosto esplicativo: "Oriano Fallace" e' stato denunciato dalla vigile associazione dedita a distruggere cio' che rimane della libera espressione in Italia, per aver scritto cose sgradite all'Islam, che, come tutti sanno, e' una pacifica religione che ha deciso di traslocare in Europa con tutti i suoi fedeli sparsi per il mondo; ebbene il malcapitato, che ha scritto anche cose sulle quali non concordo, e' stato "identificato" (ma pare erroneamente) e ne e' stata inserita fotografia e dati personali sul blog http://salamelik.blogspot.com/ gestito da tale Sherif El Sebaye cittadino egiziano naturalizzato (non si sa per quale virtu') italiano. Premesso che la gogna, nonostante i fulgidi esempi che qualche politico italiano ne ha saputo dare, non fa parte della nostra Giurisdizione, mi permetterei di osservare che dopo l'omicidio di Theo Van Gogh non e' molto salubre comparire con fotografia e dati personali sul web; soprattutto se il senso del commento e' "attenti: xenofobo". Dunque ho deciso di condividere la denuncia della democratica istituzione filo-araba ed eventualmente le traversie di Oriano Fallace, ma anche quelle dell'Originale, scrivendo cose sgradevoli, ma legittime in ogni paese nel quale viga ancora la liberta' di espressione. Invito chi avesse fegato a copiare ed incollare questo testo nel blog del pacifico e colto neo-italiano perche' sia chiaro che in Italia esiste chi non si lascia intimidire dai divieti dell'Egemonia Culturale e dalle interpretazioni giuridiche di gente che fino all'altro ieri pascolava cammelli nel deserto. Chi intendesse aderire al mio invito me lo confermi a pseudosauro@fastwebnet.it. Segue il testo postato dal sottoscritto.

Mi auguro che la pubblicazione della fotografia del fu Oriano Fallace sia stata autorizzata da *** personalmente, senno' la vedo un po' dura... Personalmente Lo PseudoSauro, che sono io, ritiene che il tenutario di questo blog sia uno stronzo, ma e' un'opinione che in regime democratico e' legittimo maturare, ed ancor piu' esternare: no? Un'altra opinione personale, democraticamente esposta secondo le regole della liberta' di espressione e' che il corano sia un ammasso di sciocchezze; se cio' offende la sensibilita' dei tagliatori di teste e delle umme esultanti al crollo dei grattacieli, sinceramente mi sento onorato. Un'altra opinione che, sempre approfittando della liberta' di espressione, mi sento di esternare in questo covo di vipere, riguarda per l'appunto la maggior parte dei rettili frequentatori di questo luogo di decenza, che senza molte perifrasi, ritengo essere dei traditori del proprio popolo, quando italiani, e dei sabotatori nemici quando stranieri. Si sa quale trattamento sia riservato agli uni ed agli altri in tempo di guerra, ma siccome da noi vige la "pace senza se e senza ma" almeno una pedata nel cu**, o un buffetto sulla guancia, spero mi siano concessi. Naturalmente, siccome sono conscio del fatto che in Europa vigono leggi illiberali e limitative dei diritti fondamentali dell'individuo, non dubito del fatto che qualcuno vorra' denunciarmi all'autorita' costituita per aver espresso le mie libere opinioni. A tal proposito, ricordo alle mandrie islamiche che qui pascolano che da oggi almeno una persona verra' ogni giorno a dichiarare cio' che qui ho dichiarato io. Vedremo se si avra' il coraggio di denunciare mezza Italia; e vedremo se il crare un caso giudiziario giovera' piu' alla "religione di pace" o agli xenofobi eurobei. Salamelecchi.

Lo PseudoSauro


*** Ho rimosso il nome che compare sul blog da cui l'ho tratto su richiesta dell'interessato.

28 agosto 2005

La Citta' di Xenofobia

(thanks Sir T. Moore)

Cos'e' peggio? "xenofobo" o "negro"? Il mio amico Jackson e' un "colored" USA; cristiano, anzi evangelico-battista, per la precisione; un omone nero come la pece alto piu' di 1,90 cm (siamo in Italia). Lui mi chiama "buana" ed io lo chiamo "negro"; alla faccia della Political Correctness. Abbiamo rischiato la pelle (chiara o scura, che sia) insieme, ed ognuno di noi sarebbe disposto a sacrificarsi per la vita dell'altro. Invece, alcune "risorse" che abbiamo importato, perche' ci facciano i figli che noi preferiamo uccidere con gli aborti, o soffocare nel lattice dei preservativi, che sono incomparabilmente meno "colored" di Jack, e che sono di religione islamica, ritengono di essere discriminati in quanto, personalmente, li trovo degli impareggiabili rompicoglioni, dei selvaggi maschilisti, degli individui inintegrabili nella nostra societa', e ritengo che di questi tempi si debba scegliere con attenzione chi mettersi in casa. Cio' mi vale, decidete voi se meritatamente, l'appellativo di "xenofobo". Dunque se io dico che uno e' un rompiballe sono uno xenofobo. E se invece gli dicessi "negro" cosa sarei? A me pare che l'accusa di xenofobia altro non sia se non un bavaglio per impedire a chi ne ha il diritto di scegliere chi mettersi in casa. E se io non posso scegliere chi ospitare posso attendermi di essere sfrattato da casa mia, da un giorno all'altro, senza che mi sia concesso di dire "be'". Questa regola vale, almeno, da Capo Nord a Lampedusa, in tutto il territorio del Laico Brugense Impero, ed e' una chiarissima esplicazione di cio' che s'intende fare dell'Europa, delle etnie autoctone e delle rispettive culture: tabula rasa. Guai a lamentarsi dell'ospite, anche se dopo i fatidici tre giorni puzza come il pesce putrefatto; anche se gli facciamo schifo e ci dice che ci vuole ammazzare. Questa e' la societa' "multiculturale" (ma a tempo determinato) studiata dagli ingegneri sociali dei Paesi Bassi. Il "modello" che e' stato scelto dalla UE, o meglio, alla cui immagine e somiglianza la UE e' stata plasmata. Questo e' il nostro futuro.

27 agosto 2005

Piazzale Loreto

ovvero: "vi ammazzeremo tutti"

Da un po' di tempo, parecchio in verita', tra i commenti sui blog di destra compaiono minacce inquietanti. Si sa che la destra attuale e' un carrozzone eterogeneo, nel quale figurano entita', le piu' disparate che vanno dagli ex (o meno) fascisti ai liberal-radicali piu' "puri". L'idea di voler saggiare quale sia il collante che meglio possa unire questa specie di arlecchino politico, pare trovare un discreto successo nell'ideale USA neoconservative ed, in particolare, in quel castello di teorie meticcio ed affascinante che va sotto il nome di New Project. Si sa quanto questa teoria poco abbia a che fare con l'assolutismo politico, e men che meno con cio' che l'Egemonia Culturale cripto-marxista bolla, in perfetto stile sovietico, con i termini di "fascista" e "xenofobo", sottintendendo la necessita' di "rieducare" gl'individui piu' recalcitranti attraverso le metodologie che tanto "successo" ebbero dietro alla Cortina di Ferro. Ma pare che le minacce di ostracismo sociale e di bastonature piu' o meno virtuali, tanto "care" ai comunisti di ogni etnia e di ogni tempo, non bastino piu' a soffocare il dissenso, e dunque si possono leggere perle come: "vi impiccheremo per i piedi come a Piazzale Loreto". Va da se', che questi rari fenomeni di "pensiero liberale" nel pieno del loro delirio di onnipotenza culturale, non distinguono ormai piu'tra libera espressione e reato, considerano il comunismo assai migliore del fascismo ed avvezzi come sono, a decidere arbitrariamente e soggettivamente dei delitti e delle relative pene, non fanno mistero alcuno di voler semplicemente uccidere gli avversari politici. Chi scrive, si domanda dunque dove siano le Forze dell'Ordine e le Istituzioni in tale frangente; se ne deve dedurre che le "sentenze" di questi sciagurati sono legittime? Che "uccidere un fascista non e' reato"? E che chi sia tale, o meno, sono loro, e solo loro, in grado di deciderlo? Transeat sulle minacce verbali delle "risorse" che qualcuno ci ha messo in casa col pretesto di ripopolare i nostri deserti e di rimpinguare le casse dell'INPS (bella pensata davvero); transeat sull'immondizia telematica che piove sulle nostre caselle postali direttamente dal Djanna in tutte le sue mirabili e molteplici pluralita'; transeat sulle associazioni islamiste finanziate dalla UE e da partiti politici del cosiddetto Arco Costituzionale che con il pretesto di vigilare sulla discriminazione religiosa finiscono per limitare la liberta' di espressione di tutti i cittadinidi uno stato sovrano (?); transeat sulle iniziative autonome, di autonomi magistrati, riferentisi ad autonome leggi e ad ancor piu' autonomi criteri morali, secondo il cui "sereno" giudizio mezza Italia sarebbe da processare... Lo PseudoSauro informa lor signori, che in assenza di provvedimenti rapidi e concreti atti ad inibire tali attivita' minacciose, diffamatorie e lesive della liberta' d'espressione, prendera' iniziative concrete: ortodosse ed eterodosse, volte a tutelare la sua propria onorabilita' ed a prolungarne la, gia' piuttosto precaria, vita fisica. Cosi' se proprio deve finire in galera cio', almeno, avverra' con giusta ragione e secondo un'interpretazione della legge piu' consona ad uno stato democratico, quale dovrebbe essere quello italiano.

26 agosto 2005

Il meticciato

o "contaminazione"

Con il termine s'intende, letteralmente, la mescolanza che altera le caratteristiche di un'etnia o, meno PC, di una "razza"; il risultato sara' un ibrido che non e' piu' ne' l'una ne' l'altra e che verra' percepito come "diverso" da entrambe (altro caso di xenofobia da studiare). Un'interpretazione piu' "alta" va applicata ad una cultura che assumendo connotazioni tipiche di altre culture perde alcune sue caratteristiche e ne assume di nuove. Mentre nel caso dell'uomo, il melting-pot dara' comunque per esito un'altro uomo, nel caso delle culture molto dipende dai genitori. Essendo ogni cultura "forma", ed essendo ogni forma, per sua natura, "chiusa" non vi e' alcuna garanzia sull'esito di una contaminazione culturale, in quanto ogni cultura si sviluppa in contesti umani, temporali e territoriali ben precisi. La cultura "aperta", dunque, non esiste; essa e' un'astrazione, o aberrazione, studiata per rendere meno sgradito il passaggio ad una "societa' nuova" composta da "uomini nuovi" secondo le dottrine dei vari tipi di socialismo. Antropologicamente, cio' che ha permesso l'evoluzione delle specie umane (eh, si', non e' una sola...) e' stata la lotta tra le etnie e le culture cui queste facevano riferimento. Una societa' piatta, tutta uguale, come la voleva Karl Marx, non sarebbe probabilmente andata oltre l'Eta' del Bronzo, a voler essere molto, ma molto, ottimisti. Quindi il principio secondo il quale la mescolanza di uomini e di culture sarebbe preferibile rispetto alla conservazione delle rispettive identita', e' ancora tutto da dimostrare e, allo stato attuale, sembra avere piu' valenza di dogma che di evidenza scientifica. L'unica motivazione plausibile, parrebbe dunque il tentativo di esorcizzare le istanze identitarie e limitare i conflitti etnici e culturali (altra pia illusione), ma in realta' si tratta semplicemente di sostituire un uomo con un altro, una cultura con un'altra; ne' sarebbe possibile altrimenti. Sarebbe istruttivo studiarne gli esiti, ove questa realta' si fosse mai realizzata, ma la realta' non e' mai stata compresa nel bundle degli ingegneri sociali "progressisti". In cio' l'Utopia di Thomas Moore, come si evince dal titolo, mostro' piu' senso della realta' degl'incubi ossessivi di Karl Marx, tanto che fu necessario inventare un S. Freud per esorcizzarli... ma questa e' un'altra storia.

18 agosto 2005

Il verme di Nietzsche

Dal "Crepuscolo degli Idoli"

Ed in particolare dalle "Sentenze e Frecce" traggo:

«Il verme, quando viene calpestato, si arronciglia; riduce cosi' le probabilita' di venire calpestato un'altra volta. Questa e' la sua saggezza.»

La nostra societa' avrebbe molto da imparare dai vermi; sebbene l'uomo disponga, probabilmente, di mezzi superiori a quelli dell'umile invertebrato, non fa mostra di averne ancora acquisito piena consapevolezza, ma sembra avere geneticamente maggiore affinita' con i lombrichi che con le scimmie. E' infatti recente scoperta scientifica, che il genoma di un verme dall'affascinante e variopinta definizione zoologica, sia il piu' simile a quello umano. Ogni cosa torna lentamente al suo posto. Il desiderio di elevazione si e' concretizzato, per il momento, con l'acquisizione della posizione eretta, ma si e' perduto cosi' il vantaggio che aveva il nostro probabile antenato. E con questo anche la sua "saggezza", ma gli attuali eventi europei mostrano come il sangue, sotto sotto, non sia mai acqua.

15 agosto 2005

Lo Stato Etico?

(o "morale")

E' una dittatura. Punto. Andateglielo a spiegare ai "democratici" di sinistra. Nulla da eccepire: si tratta di una forma di governo diversa, ma la dicitura "Democratici" che c'incastra con lo Stato Etico? E' comprensibile che chi viene dall'esperienza comunista non abbia ancora ben chiarito il concetto di "liberta'" e di quanto l'etica non possa essere imposta dall'alto. Il Segretario dei DS dice: "Non accetto lezioni (...)": un altro splendido esempio di "centralismo democratico"... Caro Fassino: in democrazia le si devono accettare certe "lezioni"; a maggior ragione se si mostra di non averne ben compreso il senso; e soprattutto non e' opportuno che una minoranza voglia imporre la propria visione attraverso diktat ed affermazioni apodittiche piu' adatte al Vaticano che ad un partito che dice, anzi protesta, di essere "laico". Questo vale ancor piu' in quanto l'Egemonia Culturale cripto-marxista ha avuto tutto il tempo di "rieducare" le masse: proprie ed altrui; se non ha ritenuto, fin qui, necessario includere nelle sue "lezioni" l'etica, non se ne deve lamentare ora scaricando sugli avversari politici, come da tradizione, la responsabilita' della corruzione capitalista. Questa e' ancora la vecchia tesi marxista che tale forza politica dichiara di avere rimosso dal proprio DNA con la rinuncia al comunismo. O non e' vero niente? Il marxismo e' stato rimosso dalla denominazione del partito, ma fa ancora parte del "patrimonio" della sinistra? Se e' cosi' l'aggiunta "Democratici" suona fessa alle orecchie di chi sa dare ad ogni parola il significato che tutto il mondo civile condivide nonostante il riuscitissimo tentativo di eversione verbale che va sotto il nome di "Political Correctness". L'Etica, in qualunque sua forma, o la si accetta in toto o la si rifiuta; non si puo' pensare che possa valere per le istituzioni quando non vale piu' per la vita quotidiana di ogni individuo. Non si puo' ritenere lecita la promiscuita' sessuale ed illecita quella finanziaria o istituzionale. A parte il fatto che gli enormi sommovimenti finanziari che hanno dato origine a questi "moniti", sono tutti interni al Centro Sinistra. Nonostante il solito Piccolo Satana sia sempre evocato in situazioni come queste, il semplice fatto che gli si attibuisca di volere "scalare" qualcosa, equivale all'ammissione che questa cosa non e' gia' di sua proprieta'... Equivale a dire che le leve dell'informazione non sono saldamente nelle sue mani come siamo abituati a sentire da decenni... E se e' cosi': in quali mani sono? E' difficile anche solo il pensare che la lottizzazione di spiriti e di corpi realizzata nella prima repubblica abbia lasciato qualche zona franca: o il Corriere della Sera sarebbe miracolosamente sfuggito a tale pratica perche' protetto dalla Madonna di Fatima? Temo che gli ex comunisti, ed i loro dirigenti in particolare, non abbiano ancora acquisito il sense of humor tipico della cultura occidentale e particolarmente anglosassone. Considerata questa totale assenza di autoironia si comprende anche qualche "strana" alleanza con ambienti religiosi altrettanto poco inclini a scherzare.

13 agosto 2005

Non sparate sulla...

Croce RossaE invece no. Le sparano da tutte le parti: da fuori e da dentro; e quelli che le sparano piu' grosse sono proprio i dirigenti dell'organismo internazionale. Tanto che questi hanno provvidamente deciso di cambiare lo scomodo simbolo cristiano in qualcosa di meno simile ad un bersaglio. C'e' chi dice un rombo, chi un cavolo e chi un fallo o un corno portafortuna: chi vivra', vedra'. Altro segno di debolezza dello snervato occidente di fronte ad un manipolo di bestie che faticano a capire il senso di questo simbolo, cosi' simile a quello degli odiati, ma ormai sepolti, cavalieri crociati, che in ragione del contrasto di colori e' assai piu' facile da colpirsi di un carro Abrahams; si sa che il contenuto dei mezzi non fa molta differenza per questi orbi di corpo e spirito avvezzi a tirare sul "grosso" per coprire un evidente handicap percettivo. Ma se Bagdad piange, Ginevra non ride, in quanto una decisione cosi' stupida e' di per se' una denuncia: la denuncia di un occidente la cui classe dirigente non supera di molto in intelligenza i suoi fornitori di materiale soccorribile. Si suggerisce ai geniali ex svizzeri di dotarsi di mezzi trasparenti o di cambiare il simbolo contestato e bersagliato in uno piu' simile a quello che si vede spesso sul lunotto posteriore delle nostre auto : "I love bin Laden", o: "Al Zarkawi mon amour". Chissa' che in ossequio allo stesso principio, e sulla falsariga dello stesso pseudo-ragionamento, i fabbricanti di armi non cambino in mezze lune i mirini per accontentare l'esigente clientela mediorientale. Mi dicono che l'hanno gia' fatto: non c'e' piu' religione...

10 agosto 2005

Un ponte tra l'Islam e

L'Europa (magari di barche...)

Cosi' definisce Radio Radicale, ma non e' la sola, Tariq Ramadan: l'ideologo innovatore dell'Islam. Splendido "innovatore" di qualcosa che innovabile non e'. Infatti il "messaggio" della Rivelazione al Profeta (direttamente riferito dall'Arcangelo Gabriele) ha un piccolissimo difetto: non e' emendabile ne' riformabile: pena l'apostasia; e si sa quale sia la pena che la Shari'a prevede per gli apostati... Si tratta dell'ennesima presa in giro per gli occidentali kafir e creduloni dopo la geniale invenzione dei "musulmani moderati"; un modo per far loro digerire in anticipo una pietanza della quale hanno avuto modo di annusare tutti gli odori, non sempre molto gradevoli e graditi. Non si tratta di scegliere tra cultura occidentale o cultura islamica; si tratta di "scegliere" tra Islam ed "EuroIslam"; e chi sceglie non siamo "noi"; e' l'intelligentja (si fa per dire) islamica. Le bombe serviranno ben a qualcosa, o pensate che le mettano per sport? L'ottima Emma Bonino, in altre occasioni schierata in battaglie condivisibili, si atteggia ora ad "esperta" del mondo islamico merce' una limitatissima esperienza egiziana trascorsa nei salotti buoni della ex patria dei faraoni (sloggiati da chi?) e ci rassicura sull'Islam "plurale" e sulla sua natura pacifica e compatibile con la cultura europea. Chi invece ha vissuto l'esperienza islamica ad un livello piu' miserabile sa bene cio' che essa rappresenta e teme il transito one-way del Faro di Luce sul ponte di barche preparato dai vari Ramadan (sono una moltitudine ormai). Chi ha studiato la storia sui vecchi sussidiari "ante riforma" sa bene quali disastri significo' per l'occidente intero la nascita della civilta' islamica; ci tocco' perfino di scoprire l'America per girarle alla larga... Ma adesso e' tutto cambiato; ci si puo', anzi ci si deve, fidare dell'antico nemico che, reso pacifico e sedentario da oltre 13 secoli di storia, non si sogna minimamente di aggredire l'occidente con cui ama "dialogare"; anzi: si dedica al pontificato. Secondo voi chi ci dovrebbe passare sul ponte? E chi invece sarebbe costretto a viverci sotto?

06 agosto 2005

Multiculturalizzatevi

(qualcos'altro) il fallimento della societa' "aperta"

I l solito relativismo, di cui si parla (e si straparla), anche troppo spesso vorrebbe le "culture", cosi' come le religioni, del tutto paritarie, intercambiabili, tutte belle, variopinte e pacifiche. In realta' la cultura si instaura merce' una lunga elaborazione su di un territorio ben preciso: si adatta al suo ambiente, ne' e' possibile altrimenti. Una cultura senza un territorio non ha senso. Ogni cultura e' una "forma"; e questa e' sempre "chiusa": ben delimitata, pena la perdita delle sue caratteristiche fondanti: quelle differenze che la distinguono dalle altre culture. Detto questo, pare evidente come il mito della "cultura aperta" sia in realta' una colossale sciocchezza. Quando piu' culture risiedono sullo stesso territorio si apre la gara per la supremazia; e questa e' una vera e propria guerra: non un pacifico confronto o "dialogo". Chi vince egemonizza la societa' e chi perde sparisce, in quanto ogni cultura evoluta tende alla supremazia. Questo ci insegna la nostra storia fin dalle origini. L'ideale massonico, e poi quello socialista, che si ispirano, in modo diverso, alla fratellanza ed all'uguaglianza tra i popoli, hanno sempre cercato di superare i limiti dei confini nazionali per creare una societa' nuova, o un "uomo nuovo"; ovviamente questi ideali sono di per se stessi elementi di una nuova cultura: un nuovo modo di rapportare l'uomo con il territorio: e questo e' cosi' vasto che un essere vivente non puo' marcarlo tutto e contrassegnarlo come proprio. E' oltremodo evidente come un tentativo di tal fatta tenda ad uniformare la societa' attraverso lo sradicamento di ogni popolo: la sostituzione di lingua, usi e costumi propri delle rispettive societa' preesistenti con altri del tutto nuovi o mutuati da altre culture. Come ogni altro tentativo di egemonizzazione, questo, trovera' resistenze nelle culture preesistenti e ne risvegliera' le istanze sopite determinando aspri scontri sociali. Questo e' cio' che sta avvenendo attualmente in Europa. Il tentativo di realizzare questi ideali, la necessita' di manodopera a basso costo, le nuove sfide della globalizzazione e l'aggressivita' di culture rivali che vorrebbero approfittare dell'occasione per vincere antiche battaglie, hanno fatto in modo che la societa' europea veda oggi uno sconvolgimento culturale pari solo alle invasioni barbariche o alla nascita della cultura islamica. si e' "scoperto" ora che il multiculturalismo e' solo un altro modo di definire il tribalismo; si e' capito che questo e' nemico degli assetti nazionali maturati attraverso l'esperienza storica occidentale. Per la precisione: lo si e' capito ove lo scontro interetnico ed interculturale e' diventato oltremodo evidente; altrove si attende ancora di vedere il sangue.

03 agosto 2005

La verita' "a prescindere"

Bologna 2 agosto 1980

E' quella per cui a meno di tre giorni dalla strage, quando non si erano recuperati ancora i miseri resti dei viaggiatori, quando alcuni feriti giacevano ancora tra la vita e la morte, quando qualcuno parlava ancora di incidente (sebbene la puzza di TNT e T4 sia assolutamente inconfondibile), si trattava di una "strage fascista". Niente prove, niente rivendicazioni, nemmeno supposizioni dell'autorita' inquirente: le stragi sono "fasciste" e basta: "senza se e senza ma"; senza il beneficio del dubbio; senza alcun cedimento a quella sciocchezza che altrove va sotto il nome di "senso critico". Si tratta, evidentemente, di un dogma indiscutibile. Quanta gente e' stata educata in questo modo? A rinunciare all'uso del cervello? A metterlo "all'ammasso"? Quanti tutt'ora, a distanza di 25 anni, pur non possedendo uno straccio di prova, pur non avendo letto un solo verbale, sono disposti a rinunciare al dogma in favore dell'accertamento della verita'? Questo e' il vero problema: il colpevole deve essere predeterminato. Vigente tale regime di pensiero e' molto difficile dire di vivere in una democrazia compiuta. Non sara' che la verita' "nascosta", che tutti potevano apprendere dai giornali stranieri, e' emersa ora perche' la politica internazionale italiana e' cambiata a causa della crescente aggressivita' di una parte della societa' araba? Non sara' che l'aver lasciato scorrazzare per il Bel Paese OLP, FPLP ed ogni "guerrigliero" in transito ci puo' aver regalato anche altre "stragi fasciste": altri dogma? E quanti sono dunque i Misteri a cui dobbiamo credere senza dubitare? E se ci venisse dunque la tentazione del dubbio, potremmo pensare che il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, di chiara ispirazione marxista, possa aver goduto di un trattamento previlegiato da parte del comunismo internazionale e quindi da parte di quello italiano? Oppure "Honni soit qui mal y pense"? Questo sarebbe un dubbio vietato? Tutto porta, invece, proprio in questa direzione. I giornali di sinistra, ora mutati in "progressisti", tentano una retromarcia; ma il danno e' ormai stato fatto. La scuola marxiana ha fatto ormai il suo disonesto lavoro. Ci vorranno generazioni per educare i cittadini al culto laico della legalita'; secondo il quale ognuno e' innocente fino a che non viene dimostrata appieno la sua colpevolezza. Ci vorranno decenni per uscire dal Terrore.
 
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